07/04/2026 - 19:34

I componenti del Pd della Commissione Difesa della Camera attaccano il ministro della Difesa Guido Crosetto dopo l’informativa odierna in Parlamento.
“Le dichiarazioni del ministro mostrano una evidente perdita di lucidità. Si tratta di un fatto molto grave perché provengono dal titolare della Difesa, che dovrebbe gestire una fase estremamente delicata per il Paese e per la comunità internazionale”, affermano. “Nel corso dell’informativa, proseguono gli esponenti del Partito Democratico, Crosetto non solo ha rivolto lo sguardo al passato, ma accomunato  situazioni profondamente diverse tra loro, senza offrire una lettura chiara e adeguata della crisi attuale”. Secondo i democratici l, “le missioni citate erano inserite in un quadro multilaterale e condiviso, anche in ambito NATO, mentre oggi ci troviamo di fronte a un conflitto con caratteristiche radicalmente diverse, segnato da una dinamica unilaterale e da responsabilità ben precise”.
“Parole che risultano ancora più gravi alla luce del ruolo istituzionale ricoperto dal ministro. Ma probabilmente non c’è da stupirsi da chi vorrebbe una persona che sta accendendo conflitti in tutto il mondo come Trump candidato al premio Nobel per la Pace”, concludono i democratici.

07/04/2026 - 19:07

“Non esistono i contratti equivalenti. Esistono i contratti comparativamente più rappresentativi. A questi vanno agganciate le retribuzioni minime, altrimenti saremo davanti all’ennesima truffa del Governo, che fa entrare dalla finestra i contratti pirata. Siamo stufi degli annunci del Sottosegretario Durigon che continua a parlare di una delega sulle retribuzioni di cui non c’è traccia, di cui nemmeno le parti sociali sono state informate. La strada è molto semplice: il salario minimo che tornerà in Parlamento a Maggio. Dopo che la destra ci ha fatto perdere quasi quattro anni senza combinare nulla per contrastare il lavoro povero, ora sono davanti alla prova della verità. Non possono più scappare“.

Così Arturo Scotto, capolista Pd in commissione Lavoro alla Camera.

 

07/04/2026 - 19:05

“Chiediamo un’informativa urgente al governo, in particolare ai ministri Salvini e Urso, sulla grave situazione legata alla carenza di carburanti negli aeroporti italiani. Secondo quanto riportato dagli organi di stampa, sono già diversi gli scali coinvolti: Milano Linate, Treviso, Bologna, Venezia, Brindisi e Reggio Calabria. Il contesto internazionale, con l’aumento del costo del cherosene, sta già producendo effetti sulle compagnie aeree, che stanno trasferendo i rincari sui passeggeri, tra aumenti dei prezzi e nuovi costi aggiuntivi”. Lo ha detto in Aula alla Camera Anthony Barbagallo, deputato e capogruppo Pd in commissione Trasporti.

“Ma il dato più preoccupante – ha aggiunto l’esponente dem – è che, secondo le prime stime, le scorte potrebbero esaurirsi nel giro di cinque settimane. Una prospettiva allarmante, soprattutto perché coincide con l’avvio della stagione turistica, quando aumentano voli e presenze. Il rischio è una congiuntura molto grave: aumento dei costi, esaurimento delle scorte e crescita della domanda. Una situazione che potrebbe bloccare la vita ordinaria del Paese, con danni evidenti non solo per il turismo, ma anche per famiglie, imprese e sistema produttivo”.

“Per questo – ha concluso Barbagallo - chiediamo al governo quali contromisure intenda adottare e se abbia già avviato un confronto con aeroporti e compagnie aeree. È necessario sapere se siano stati coinvolti i rappresentanti del settore e quali iniziative si intendano mettere in campo. Di fronte a una situazione così delicata serve un intervento immediato e, se necessario, un provvedimento d’urgenza condiviso con il Parlamento”.

 

07/04/2026 - 18:25

Difenda la Costituzione e dica no alle basi militari

 

"Il governo sta navigando a vista e si sta dimostrando inadeguato a difendere la credibilità politica internazionale del Paese e la tenuta economica di famiglie ed imprese. L'esecutivo continua ad avere un atteggiamento di totale subalternità nei confronti di Trump e di ambiguità rispetto ad un conflitto pericoloso ed illegale. Bisogna interloquire a schiena dritta, come stanno facendo i premier di Spagna, Francia e Austria, che hanno negato l’utilizzo dello spazio aereo ai velivoli destinati a combattere in Iran. La Premier Meloni ha impiegato dodici giorni prima di venire in Parlamento. Per settimane ha detto che non condivideva e non condannava questo attacco; solo qualche giorno fa ha affermato di non essere d’accordo. La premier italiana dovrebbe condannare e prendere le distanze con forza da un’azione illegale che rischia di incendiare il mondo e portarci nel baratro. Abbiamo chiesto che si dicano parole nette da questo punto di vista. E vorrei essere molto chiaro rispetto alle parole di Meloni e Crosetto: non accettiamo lezioni dalla destra come opposizioni. Noi stiamo dimostrando responsabilità, chiedendo al governo di difendere il diritto internazionale e la Costituzione del Paese. La destra quando era all’opposizione non ha mostrato la stessa responsabilità: strizzavano l’occhio ai No Vax, ai No Mask e ai No Green Pass. Ora noi chiediamo parole chiare: l’Italia non deve entrare in una guerra illegale contraria al diritto internazionale e pericolosa per la sicurezza globale. Sul fronte economico, il governo peraltro sembra limitarsi a tentativi di restyling politico e distrazioni mediatiche, senza ottenere risultati concreti. Famiglie e imprese continuano a pagare aumenti di bollette, carburanti e carrello della spesa, peraltro non solo a causa della guerra, ma anche per l’incapacità del governo di ridurre la dipendenza dalle fonti fossili. Servono azioni urgenti e una strategia chiara con misure strutturali. Non basta un viaggio come tentativo di restyling politico e come azione di distrazione mediatica. Finora, le iniziative adottate sono state insufficienti e sbagliate". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee a Tagadà su La7

 

07/04/2026 - 18:11

“L’audizione del presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio, Gabriele Gravina, sulla crisi profonda del calcio italiano non andava sconvocata ma semmai rafforzata, convocando anche i vertici della Lega Calcio Serie A”. È quanto si legge in una nota, del responsabile nazionale sport e componete Pd nella commissione e cultura della camera, Mauro Berruto che chiede al presidente della commissione Mollicone le ragioni dell’annullamento dell’audizione prevista per questa settimana. “Mai come come in questo momento - prosegue Berruto - è necessario un approfondimento sulle ragioni della profonda crisi del nostro calcio”.
Secondo il democratico, “il Parlamento deve poter acquisire tutti gli elementi utili prima di assumere eventuali iniziative. Per questo, oltre a Gravina – in carica fino a giugno – dovrebbero essere ascoltati anche il presidente e l’amministratore delegato della Lega A.
“FIGC e Lega Calcio Serie A, sono, entrambi, soggetti parte in causa della crisi e immagino avranno elementi interessanti da portare sul tavolo istituzionale”, conclude la nota chiedendo di riconvocare Gravina insieme al presidente e all’amministratore delegato della Lega Calcio Serie A.

07/04/2026 - 17:51

“L’hanno rifatto. Ancora una volta la destra ruba risorse al Sud per dirottarli altrove. Dopo i 150 milioni tolti l’anno scorso, ora altri 163 milioni vengono dirottati dalla ferrovia adriatica alla diga di Genova. È l’ennesimo colpo assestato al Mezzogiorno, che stavolta taglia direttamente le gambe a un’infrastruttura vitale per il nostro sviluppo. Esattamente come avvenuto più e più volte negli ultimi quattro anni, la destra di Meloni e Salvini non si fa specie di usare il Mezzogiorno come bancomat per coprire l’ultimo buco finanziario. Mai abbiamo avuto un Governo più antimeridionalista di questo. E mentre Palazzo Chigi continua a saccheggiare il Sud, i parlamentari meridionali del centrodestra preferiscono voltarsi dall’altra parte”.

Così Marco Lacarra, deputato pugliese del Partito Democratico.

 

07/04/2026 - 17:47

“Il ministro Crosetto ha perso un’occasione per spiegare le scelte del governo. Sempre più paesi stanno negando l’uso delle basi agli USA.  Quindi: il diniego emerso il 31/3 è una presa di distanza o Meloni resterà con il cerino in mano, ultima irriducibile a sostenere Trump?” Così sui social la vice presidente della commissione Esteri della camera, la deputata democratica Lia Quartapelle.

07/04/2026 - 17:30

“Non si arretra di un passo davanti a chi tenta di colpire esperienze positive e coraggiose. L’atto vandalico contro il bistrot antimafia Ohana Bistrot Antimafia è un segnale grave che va respinto con fermezza”.
Lo dichiara la deputata democratica Marianna Madia.
“Colpire Noi Antimafia significa colpire una comunità che ha scelto di stare dalla parte della legalità, creando opportunità e inclusione attraverso il riutilizzo sociale dei beni pubblici. A tutte le persone coinvolte va il mio sostegno e ringraziamento per il lavoro che portano avanti ogni giorno, con determinazione e senso civico. Sono con voi”.

 

07/04/2026 - 14:49

Con Meloni finanziamenti cinema politicizzati e poco trasparenti

Il gruppo del Partito democratico della Camera ha depositato l’interrogazione al ministro della Cultura Alessandro Giuli, che domani dovrà rispondere nel corso del question-time alla Camera, sul mancato riconoscimento dei contributi pubblici al documentario su Giulio Regeni. L’atto, a prima firma della segretaria del Pd Elly Schlein, contesta fortemente la decisione del Ministero della Cultura e le nuove norme che hanno politicizzato il finanziamento delle produzioni cinematografiche e non è un caso che oggi due componenti della commissione di valutazione si siano dimessi. Nel testo si sottolinea come il documentario “Giulio Regeni, tutto il male del mondo” sia stato giudicato “non meritevole di sostegno pubblico”, con una decisione che “appare difficilmente comprensibile e priva di adeguata motivazione”. I dem parlano di una scelta “soltanto politica”, evidenziando “l’anomalia di una bocciatura che colpisce un’opera già realizzata, premiata e ampiamente riconosciuta”. Secondo il Pd, le nuove regole avrebbero determinato “una forte centralizzazione politica delle scelte”, “riducendo i meccanismi automatici e trasparenti” e “orientando di fatto anche le scelte artistiche”. Nel mirino anche la “composizione della commissione incaricata della selezione”, rispetto alla quale “sono stati sollevati dubbi circa la piena imparzialità delle scelte”. Al ministro viene quindi chiesto di chiarire, in modo puntuale, le ragioni dell’esclusione e quindi “quali siano le motivazioni che avrebbero determinato l’esclusione del documentario ‘Giulio Regeni, tutto il male del mondo’ dai finanziamenti pubblici, tali da chiarire in modo inequivocabile che la decisione sia stata assunta esclusivamente sulla base di criteri tecnici e oggettivi, escludendo qualsiasi condizionamento di natura politica”. L’interrogazione è sottoscritta da Elly Schlein, Chiara Braga, Irene Manzi, Matteo Orfini, Giovanna Iacono, Mauro Berruto, Gianni Cuperlo, Valentina Ghio, Sara Ferrari, Andrea Casu e Federico Fornaro.

 

07/04/2026 - 08:39

“Questo  dibattito sulle primarie si deve chiudere. E dobbiamo fare una proposta concreta per affrontare la tempesta dei prezzi in arrivo, operando sul campo fiscale e assorbendo lì i margini di lievitazione”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

“Le primarie - continua Morassut- sono inevitabili. Sono un carburante di mobilitazione popolare. Non possiamo  togliere alla gente una facoltà dopo averla meravigliosamente inventata e offerta e scegliere un leader come frutto di accordi di vertice. E non è giusto definirle come un scannatoio. Ci si confronta e poi si converge sul vincente condividendo un arco di valori comuni”.

“Il problema - spiega Morassut - è come le fai. La disciplina che ti dai. E soprattutto se le persone incarnano un programma e non solo delle sensazioni personali. Nel 2016 io feci le primarie per la candidatura a Sindaco di Roma. Ricordo che fui l’unico a presentare un programma organico di trecento pagine. Persi, senza il sostegno delle correnti di allora ma con quello della sinistra interna e di uomini come Eugenio Scalfari. La prima cosa che feci dopo l’esito fu salutare Roberto Giachetti e lavorai con lui nel ballottaggio”.

“Il Pd alle eventuali primarie, fatte così, deve andarci unito e con una sola proposta. Che inevitabilmente deve essere la sua massima espressione. Queste sono le uniche condizioni per avere uno schieramento mobilitato e con la sua legione più grande orgogliosamente in battaglia. La mancanza di una sola di queste condizioni indebolirebbe  la coalizione”, conclude Morassut.

 

04/04/2026 - 12:39

Non possiamo aspettarci molto dal viaggio della Meloni che vuole soprattutto allontanarsi dai problemi del paese. La situazione è preoccupante e ieri lo ha spiegato bene il ministro Giorgetti. Dopo una timida e tardiva presa di distanza, Meloni non dice fino in fondo la verità e cioè che la guerra Illegale scatenata da Trump e Nethaniau ha provocando problemi enormi anche ai cittadini italiani e la risposta è stata ben diversa da quella di altri paesi che hanno fatto scelte impegnative e straordinarie come la Spagna. Il governo, senza strategia, è intervenuto una prima volta per una necessità elettorale, poi con misure tampone che entrano in contraddizione con altre scelte come i tagli al Pnrr e a Transizione 5.0. In tutto questo ISTAT e Bankitalia segnalano una pressione fiscale senza precedenti e il mancato rientro dalla procedura d’infrazione che ci porterà anche quest’anno a una manovra di bilancio senza respiro. Servirebbe che il governo si occupasse davvero di questi problemi per fronteggiare una crisi che rischia di essere peggiore di quella del COVID e ricadere interamente su famiglie e imprese. E servirebbe un’alleanza europea che invece il nostro governo ha sempre contrastato stando dalla parte di chi minaccia l’Europa, da Trump a Orban.

Lo ha detto a Sky Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.

 

03/04/2026 - 18:36

GIULI NON HA FORZA PER DIFENDERE FONDI E AUTONOMIA

“Le misure economiche previste nel decreto accise del marzo scorso colpiscono ancora una volta un settore già fragile come quello dello spettacolo dal vivo, incidendo direttamente sulla sostenibilità di festival, programmazioni e attività diffuse sul territorio, e stanno provocando forte preoccupazione tra istituzioni, artisti e operatori”. Lo dichiarano Irene Manzi e Matteo Orfini, componenti Pd della commissione cultura della Camera.

“Il Governo continua a usare la cultura come leva per coprire altri interventi economici, sottraendo risorse a un comparto che invece avrebbe bisogno di stabilità e investimenti. Si interviene in modo disorganico, senza visione, mettendo a rischio la continuità delle attività e l’accesso stesso alla cultura”.

“È un vero e proprio scippo. Di cui Giuli è complice anche perché, incapace di difendere fondi e autonomia, sta assecondando, quando viene avvertito, una gestione da sanguisuga: si drenano risorse e si sottraggono spazi politicizzando le istituzioni”.

“In occasione della discussione della legge di bilancio, a settembre, avevamo già denunciato questa deriva. Oggi assistiamo alla sua piena conferma. Serve un cambio di rotta immediato: basta politiche che sottraggono risorse e indeboliscono il settore. La cultura non può essere utilizzata come bancomat, ma va sostenuta con serietà e visione”. Così i deputati Pd in commissione cultura alla Camera.

 

03/04/2026 - 18:26

“Esprimiamo piena e convinta condivisione alla lettera che 58 associazioni animaliste, ambientaliste e scientifiche hanno indirizzato alla Presidente del Consiglio Meloni, chiedendole di fermare il ddl Caccia che rischia di cancellare decenni di tutele per la fauna selvatica e per la sicurezza dei cittadini”. Lo dichiarano in una nota congiunta le deputate PD, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.
“Secondo i sondaggi Ipsos ­– sottolineano le parlamentari dem – l’85% degli italiani è contrario a qualsiasi ampliamento dei diritti dei cacciatori: questi numeri non si ignorano, si ascoltano. Chiediamo alla Presidente Meloni di prenderne nota invece di cedere alle lobby che mercanteggiamo sulla vita degli animali e sul patrimonio naturale che appartiene a tutti”. “I cittadini – aggiungono le deputate - chiedono di disarmare la società incivile che spara per farsi giustizia da sola, che traffica illecitamente con armi e munizioni, che organizza safari a Sarajevo, che chiude un occhio davanti al bracconaggio”.
“Il ddl Caccia è un provvedimento che introduce più fucili, meno controlli, meno aree protette, più specie cacciabili, e stranieri che potranno cacciare in Italia senza alcun limite. Denunciamo con forza anche l’ennesimo attacco all’autonomia scientifica dell’ISPRA, che il governo continua a svuotare di competenze per sostituire la scienza con le convenienze elettorali e clientelari”, concludono Evi e Prestipino.

03/04/2026 - 17:26

Meloni prova a mettere 5000 km tra lei e sottosegretari in affari con persone vicine alla camorra, ministri accusati di truffare lo stato, altri che mettono in imbarazzo le istituzioni. Scappa da Roma non con un piano di pace, ma per provare a salvare se stessa da 15 milioni di No e da un paese in allarme per i costi della spesa e dei carburanti. Invece di sostenere l’Europa e insistere per una soluzione di pace, parte con l’illusione di cercare risposte alla crisi energica, non curante della forza e della tradizione diplomatica in Medio Oriente che l’Italia ha rappresentato per decenni e che avrebbe potuto esercitare in tutti questi mesi, favorendo il dialogo senza l’ostinato rifiuto di condannare le sciagurate scelte dell’amico Trump e di Netanyahu.
Il capolinea di un governo isolato in Europa e malvisto in casa è sempre più vicino.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

03/04/2026 - 16:33

"Evitare la chiusura del sito logistico ex Logimer di Piancastagnaio (marchio Acqua & Sapone), in provincia di Siena, che porterebbe al licenziamento di oltre 50 lavoratori e gravi conseguenze sull’intero territorio": è quanto chiede un’interrogazione parlamentare dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani e Silvio Franceschelli, depositata alla Camera dei deputati e al Senato.

"Siamo di fronte a una scelta industriale grave e incomprensibile, che colpisce un territorio fragile come quello della provincia di Siena e penalizza lavoratrici e lavoratori altamente qualificati nel settore logistico. Ancora una volta si scaricano sui territori più deboli decisioni prese senza confronto e senza responsabilità sociale. La Regione Toscana si sta già attivando, ma il Governo non può restare fermo: serve subito un tavolo nazionale di crisi e strumenti concreti per tutelare l’occupazione e garantire una prospettiva al sito produttivo. Di fronte a un’azienda che non è in crisi ma riorganizza per convenienza, è inaccettabile l’assenza di una politica industriale capace di difendere lavoro e aree interne": concludono.

 

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