"Vicini ai lavoratori, condividiamo le ragioni della loro protesta. Siamo di fronte alla totale mancanza di azioni efficaci da parte del Ministro Urso e governo, che non fa altro che rimandare il problema spostandolo in avanti senza proporre alcuna vera soluzione. Basta procrastinare, la situazione è davvero preoccupante. Il governo si assuma la responsabilità di salvare ex Ilva e di non lasciare centinaia di famiglie e migliaia di lavoratori in questo limbo. Ad oggi le soluzioni proposte sono provvisorie e non garantiscono continuità alla produzione e danneggiano in particolare Genova. Il governo, con la presidente del consiglio Meloni in prima persona, si assuma le proprie responsabilità. Servono risposte concrete su Ilva e sullo stabilimento di Genova. Il governo dica quante risorse intende mettere e il ruolo che lo Stato intende assumersi in questa partita iniziando da una nazionalizzazione, che si rende sempre piu necessaria.
Basta scappare dalle proprie responsabilità non si può attendere oltre per avere risposte chiare", così i deputati PD Valentina Ghio e Alberto Pandolfo insieme al capogruppo del PD in Regione Liguria Armando Sanna, oggi insieme al presidio dei lavoratori di ex Ilva.
“In occasione della Giornata Mondiale contro l’HIV, la deputata del Partito Democratico Lia Quartapelle, insieme ai colleghi Amendola, Boldrini, Della Vedova, Fratoianni, Onori, Porta e Provenzano, ha presentato una risoluzione per chiedere al Governo di rivedere la riduzione del contributo italiano al Fondo Globale per la lotta a HIV, tubercolosi e malaria.
“Proprio ora che è possibile raggiungere traguardi storici, l’Italia sceglie di fare un passo indietro e allinearsi alla logica dei tagli inaugurata dall’amministrazione Trump, invece di esercitare quella leadership nella salute globale che per anni ci è stata riconosciuta. A differenza di altri Paesi, il nostro bilancio della cooperazione allo sviluppo non ha subito riduzioni tali da giustificare un taglio così drastico. Si tratta di una scelta politica”. Lo dichiara Lia Quartapelle, deputata Pd.
“Grazie a Nicola Zingaretti e Pierfrancesco Maran per l’occasione di condividere i risultati del lavoro che stiamo portando avanti anche alla Camera dei Deputati per rendere l’Italia protagonista e non solo spettatore pagante della rivoluzione della guida autonoma. Senza scelte e investimenti che ci consentano di costruire al più presto campioni europei in grado di sviluppare progetti su larga scala in questo settore cruciale per il futuro della mobilità, della sicurezza, del lavoro e delle politiche industriali l’Italia e l’Europa saranno condannati alla totale dipendenza dai colossi che negli Stati Uniti e in Cina stanno facendo passi da gigante. Dopo l’iniziativa avviata a Milano lo scorso giugno e la sottoscrizione dell’appello firmato da oltre 60 sindaci la scorsa settimana è arrivato un segnale importante e unitario anche dal Parlamento con l’approvazione all’unanimità di 4 risoluzioni di differenti forze politiche di maggioranza e opposizioni. Come partito democratico ci siamo battuti perché al fianco degli impegni condivisi per la modifica degli aspetti anacronistici del codice della strada e la costruzione del “Piano nazionale” in linea con gli orientamenti europei insieme alle imprese del settore tecnologico, della mobilità collettiva e dell’automotive vengano subito coinvolti anche tutti i sindacati comparativamente più rappresentativi delle lavoratrici e lavoratori in tutti gli ambiti coinvolti dalle possibili applicazioni della guida autonoma per orientare
l’evoluzione di questa tecnologia nell’orizzonte della valorizzazione del fattore umano in tutte le fasi dei nuovi processi e della
salvaguardia dei posti di lavoro. Adesso chiediamo al Governo di dare seguito al più presto a tutti questi impegni fondamentali: L’Italia deve essere locomotiva delle scelte necessarie a garantire che le innovazioni nella mobilità e nella logistica restino sempre al servizio delle persone, ma per farlo non possiamo limitarci ad aprire la porta per comprare da altri le tecnologie dobbiamo costruire in Europa un mercato unico che abbia le dimensioni e la forza per indirizzarne lo sviluppo”
Dichiara Andrea Casu Deputato Pd e Vice Presidente della Commissione Trasporti intervenendo a Roma all’iniziativa “Guida autonoma: capire per guidare dall’Italia il futuro”
"I ritardi che ancora gravano sulle opere di compensazione della Variante di Valico sono ormai ingiustificabili e rappresentano una ferita aperta per il Mugello. A dieci anni dall’apertura del nuovo tracciato, molte delle opere Prevam previste sul versante toscano, dalle bonifiche ai ripristini ambientali, dalla riqualificazione della viabilità locale fino agli acquedotti, restano incompiute o prive di un avvio concreto. Una situazione che continua a penalizzare Barberino e le sue comunità, che attendono la restituzione di aree e infrastrutture promesse e concordate sin dalla Convenzione del 2002". Lo dichiara il deputato dem e segretario regionale Pd Toscana Emiliano Fossi depositando una interrogazione a Montecitorio.
"Per questo ho chiesto ai ministri delle Infrastrutture e dell’Ambiente di chiarire con precisione le cause di questi ritardi, garantire tempi certi per gli appalti ancora in sospeso, assicurare trasparenza sui fondi impiegati e ripristinare il pieno coinvolgimento degli enti locali nell’Osservatorio ambientale. Serve un cronoprogramma vincolante e immediatamente operativo. Il governo e Autostrade per l’Italia devono assumersi fino in fondo le proprie responsabilità e completare quanto dovuto: solo così il territorio potrà recuperare equilibrio, qualità ambientale e opportunità di sviluppo", conclude Fossi.
“Il Partito Democratico ribadisce il proprio impegno a difesa della libertà di informazione e delle giornaliste e dei giornalisti che quotidianamente svolgono un ruolo fondamentale per la democrazia. Ricordiamo che, con un emendamento a mia prima firma, come PD abbiamo chiesto al Parlamento di recepire quanto prima la direttiva europea contro le querele temerarie di carattere intimidatorio rivolte ai cronisti. Per mesi la destra ha scelto di ignorare questa esigenza, voltandosi dall’altra parte di fronte a un tema cruciale per la tutela dell’informazione libera. Solo negli ultimi giorni il governo ha finalmente dato il via libera a una nostra proposta di modifica dell’ordinamento, volta a rafforzare le protezioni per i giornalisti. Un passo avanti importante, che deve però tradursi rapidamente in norme efficaci e pienamente operative. Il Partito Democratico continuerà a battersi perché ogni forma di intimidazione giudiziaria venga contrastata con strumenti chiari, certi eunzionanti”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato del Pd e capogruppo in commissione affari europei, a 4 di Sera su Rete4
"Le parole di Albanese sull'assalto squadristico alla sede de "La Stampa" sono inaccettabili. E francamente sono incompatibili con la cittadinanza onoraria di Bologna, città Medaglia della Resistenza, che dovrebbe ricevere. Una città che, nella sua storia, si è sempre battuta per la libertà di opinione e di espressione, contro ogni forna di violenza e di intolleranza".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Solidarietà a La Stampa: non c’è motivazione e ragione politica per giustificare un’aggressione alla redazione di un giornale. La libera informazione è pilastro della democrazia, nessuno può utilizzare la violenza per farla tacere”.
Cosi in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd Camera dei deputati.
“Martedì 2 dicembre alle ore 11.00, presso la sala Berlinguer della Camera dei deputati, si terrà una conferenza stampa promossa dalla delegazione dei deputati del Pd appena rientrati dalla missione in Cisgiordania. Interverranno Mauro Berruto, Laura Boldrini, Ouidad Bakkali, Sara Ferrari, Valentina Ghio e Andrea Orlando.
Sono stati quattro giorni intensi di visite e interlocuzioni dai più alti rappresentanti istituzionali ad associazioni, a persone che hanno subito torture e prevaricazioni, espropri di terre e demolizioni di case. Una situazione drammatica messa in atto dal governo israeliano con l’obbiettivo di annientare e scacciare il popolo palestinese dalla propria terra. È necessario raccontare per denunciare quanto sta accadendo e contrastarlo con le azioni che la politica mette a disposizione.
Sarà presente Peppe Provenzano, responsabile Esteri del Partito Democratico.
Per info e accrediti: pd.ufficiostampa@camera.it
“La Manovra di Bilancio trascura completamente il cratere sismico del Centro Italia. Nessun fondo e nessuna soluzione per l’emergenza generata dal blocco della cessione del credito, mentre oltre 5.000 cantieri e circa un miliardo e mezzo di euro di lavori rischiano lo stop tra Marche, Umbria, Abruzzo e Lazio. La ricostruzione, già frenata da procedure e ritardi, viene esposta a un nuovo stallo: dal 2026 la detrazione varrà solo per chi ha capienza fiscale per poter usufruire delle detrazioni, escludendo la maggior parte dei proprietari. Il commissario alla ricostruzione non garantisce strumenti utili a evitare il blocco, malgrado le dichiarazioni pubbliche. Dopo mesi di passerelle elettorali, pensiamo al governo che si é presentato in massa nelle Marche per le regionali, l’assenza di misure concrete nella Manovra conferma una grave mancanza di priorità nazionale. Si richiede il ripristino immediato di un meccanismo di cessione del credito o strumenti equivalenti e risorse dedicate per garantire la continuità dei lavori. La ricostruzione non può essere lasciata senza strumenti né tutele”.
Così il deputato democratico Augusto Curti.
“Condanno con fermezza il grave atto intimidatorio messo in atto oggi da attivisti pro-Pal contro la redazione de La Stampa. La libertà di stampa è un pilastro della democrazia e nessuna causa giustifica la violenza o la pressione contro il lavoro libero dei giornalisti. Esprimo la mia piena vicinanza al direttore, ai giornalisti e a tutta la redazione, auspicando che venga garantita piena tutela a chi ogni giorno svolge il proprio lavoro con responsabilità e indipendenza”.
Così la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Simona Bonafè.
“Altro che trionfalismi: oggi in Italia mancano oltre 30mila unità di personale alle Forze dell'Ordine. Lo dicono i dati ufficiali del Ministero dell’Interno, aggiornati a questa settimana. Davanti a questi numeri, l'ennesima dichiarazione del ministro Piantedosi suona come pura propaganda. Vantarsi di 37mila assunzioni di agenti in tre anni fingendo che siano aggiuntivi, e non dire che invece sono semplici sostituzioni ordinarie già previste, è al limite della truffa ai danni dei cittadini.
E con il Ministro Piantedosi anche la Presidente Meloni continua a usare cifre che non corrispondono alla realtà. Forse lo fanno perché pensano che a continuare a martellare la pubblica opinione dagli schermi di tutte le TV nazionali possa far diventare vere cose che sono false. Ma i lavoratori e le lavoratrici del comparto sicurezza sono i primi a sapere non non sono assolutamente dati veri. Al contrario la Polizia di Stato, ad esempio, continua a perdere effettivi ogni anno che passa: nel 2024 gli agenti erano 97.931, cioè 11.340 in meno rispetto alla dotazione prevista e in calo anche rispetto all'anno precedente. Al 15 novembre 2025 la forza effettiva è scesa ulteriormente a 96.508, cioè 12.813 in meno rispetto alla pianta organica. Questi numeri non arrivano dal PD: sono scritti nero su bianco nei documenti del governo e Piantedosi li conosce perfettamente, ma continua a fare il gioco delle tre carte. E mentre calano gli organici, lo Stato non tutela nemmeno chi resta in servizio: l’ultimo contratto ha aumentato gli stipendi solo del 6% contro un’inflazione del 16%, riducendo il potere d’acquisto degli agenti, e rimane l’ingiusto aumento dell’età pensionabile. Ma Piantedosi oggi riesce ad andare anche oltre, vantandosi di aver abbassato l'età media avendo assunto giovani al posto di chi va in pensione. E, ci viene da dire, ci mancherebbe altro che non si prendessero i giovani nelle nuove assunzioni! Se non fosse una situazione grave sarebbe comica. Anche perché mentre il Ministro dell'Interno ci delizia con queste dichiarazioni la Legge di Bilancio del Governo sta alzando di 3 mesi l'età pensionabile delle Forze dell'Ordine! Scelte inaccettabili che devono essere immediatamente bloccate. Come PD abbiamo depositato alcuni emendamenti fondamentali per gli operatori delle Forze dell'Ordine e per la Sicurezza in Italia. Il Governo la smetta di parlare a vanvera e approvi quegli emendamenti. La sicurezza non si garantisce con gli slogan, ma con risorse vere per salari, previdenza e organici”.
Così Matteo Mauri, deputato dem e Responsabile Sicurezza del Partito Democratico.
“L’aeroporto di Pescara è destinato alla Serie B. E’ questa la verità sullo scalo d’Abruzzo svelata nelle 115 pagine del Piano Nazionale degli Aeroporti che a brevissimo entrerà formalmente nelle Aule del Parlamento per l’esame e che scrive lo sviluppo e la proiezione di tutte le infrastrutture aeroportuali italiane da qui al 2035 e al 2050. Pescara appare nell’elenco dei 40 scali di interesse nazionale, ma non viene considerato tra i 14 aeroporti di interesse strategico. Non è neanche compreso nell’elenco dei 17 scali di Aviazione generale. Non è neppure destinata a essere tra i 10 aeroporti in cui verranno realizzati, entro i prossimi 10 anni i vertiporti urbani; non è stata preso in considerazione come aeroporto per ‘operazioni spaziali’ ruolo attribuito a Grottaglie, ne’ c’è un piano di sviluppo per i cargo. Secondo le proiezioni, al 2035 l’aeroporto d’Abruzzo non superera’ la soglia di 1.336.198 passeggeri annui. Al massimo per Pescara si prefigura un futuro come aeroporto di supporto allo scalo di Roma Urbe per i cosiddetti ‘voli istituzionali’ dopo Viterbo e Ciampino, al pari di Ancona e Perugia. In queste settimane tutti gli stakeholder avrebbero dovuto consegnare le proprie osservazioni al Piano Nazionale, per correggere previsioni eventualmente errate. Chiediamo: La Regione Abruzzo ha presentato le proprie osservazioni e se Sì quando intende renderle pubbliche e condividerle? Il Governatore Marsilio conosce il contenuto del Piano Nazionale? Quali strumenti la maggioranza di Governo pensa di mettere in campo per attuare quel macroscopico piano di sviluppo tante volte annunciato e che dovrebbe portare il Pescara-resto del mondo in Abruzzo? Quali gli Investimenti regionali sullo scalo? Da quel che sembra i cittadini e gli imprenditori abruzzesi sembrano destinati a restare fuori dai grandi circuiti”.
Così il deputato Dem, Luciano D’Alfonso.
“La Corte dei Conti ha definitivamente smontato l’intero iter del Ponte sullo Stretto: violata la direttiva Habitat, relazione IROPI senza basi tecniche, nessuna valutazione delle alternative e motivazioni costruite su benefici economici che non giustificano alcuna deroga. È una bocciatura senza appello": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
“Gravissime anche le irregolarità sugli appalti e sui costi: contratto cambiato in modo sostanziale senza nuova gara, finanziamento diventato interamente pubblico, parere dell’Autorità dei Trasporti saltato e istruttorie incomplete. La Corte conclude che la delibera Cipess non è conforme alla legge. Il governo fermi questa corsa cieca: così il Ponte è solo uno spreco di risorse e un rischio per il paese": conclude.
"Il Ministero della Cultura, con un atteggiamento grave e sfuggente, 'si lava le mani' per la situazione disastrosa in cui versa Villa Romana del Casale (in provincia di Enna) indicando nella Regione Siciliana e nel presidente Schifani — insieme ai suoi predecessori dello stesso schieramento politico — gli unici responsabili del degrado del sito Unesco. È inaccettabile che il Ministero, custode ultimo dei beni culturali italiani, si limiti a uno scaricabarile istituzionale, fingendo che la gravissima situazione dei mosaici e la totale assenza di manutenzione ordinaria non lo riguardino. E tutto questo con la complice assenza ed l'imbarazzante silenzio dei parlamentari di maggioranza del territorio". Lo dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino intervenendo in Aula sulla sua interpellanza urgente.
"La Regione Siciliana, è vero, ha competenze dirette, ma la gestione portata avanti negli ultimi anni si è rivelata incapace e priva di visione, come dimostrano tredici anni di interventi mancati, progetti annunciati e mai realizzati, e fondi utilizzati per eventi anziché per la tutela del sito. Proprio per questo il Ministero avrebbe il dovere di intervenire, coordinare, vigilare. Al contrario, oggi abbiamo assistito a un rimpallo di responsabilità indegno di un paese che si dice custode del proprio patrimonio culturale. Continuerò a vigilare e a denunciare questa paralisi amministrativa: la Villa Romana del Casale merita impegno, non abbandono istituzionale", conclude Marino.
“A seguito della pubblicazione delle motivazione della sentenze della Corte dei Conti sul Ponte, saremo ancora più convinti e determinati a partecipare sabato 29 a Messina alla grande manifestazione nazionale per dire no al Ponte. Vogliamo ribadire con forza l’inutilità di un’opera che penalizza il Mezzogiorno e mette in ginocchio le regioni del Sud, sottraendo risorse preziose a investimenti davvero utili: strade, infrastrutture idriche, ferrovie e servizi essenziali.
È il momento di dire chiaramente che il Sud ha bisogno di infrastrutture funzionali e sostenibili, non di progetti costosi e dannosi che continuano a drenare risorse pubbliche senza produrre benefici reali per i cittadini” così il democratico Anthony Barbagallo. “Invece di derubricare la portata di questa sentenza Meloni e Salvini prendano atto della bocciatura, chiedano scusa e abbandonino definitivamente questo inutile
progetto”.