Braga e Guerra, governo non sia sordo a grido d’allarme Cgil, Cisl, Uil e Ugl
“La riscrittura del codice degli appalti made in Salvini si tradurrà in un “liberi tutti” per contratti siglati da sindacati e associazioni datoriali prive di ogni rappresentatività. Si aprirà una competizione fra contratti con criteri di equivalenza che premieranno quelli con minori tutele economiche e normative. Tutte le organizzazioni sindacali audite oggi alla Camera, Cgil, Cisl, Uil e Ugl, e varie associazioni datoriali hanno espresso forte preoccupazione e allarme.
Bisogna fermarsi ed ascoltarle. Bisogna impedire questo scempio” così la capogruppo democratica alla Camera e la responsabile nazionale lavoro del Pd, Chiara Braga e Maria Cecilia Guerra.
“Siamo all'ottavo decreto in materia di migranti, otto decreti in due anni, più una ventina di provvedimenti di altro segno. Significa almeno due cose: la prima è che vivete nell'ossessione di un fenomeno epocale che piegate ad un allarme repressivo, sperando di aumentare i voti nelle urne, e la seconda è che voi navigate a vista inseguendo l'umore del tempo e umiliando la Costituzione. Voi da anni moltiplicate gli slogan senza indicare mai una soluzione, mentre corpi innocenti continuano a morire, come a Cutro, a pochi metri dalle nostre coste, con un'inchiesta aperta, che denuncia le vostre responsabilità”. Lo dice in Aula alla Camera il deputato dem Gianni Cuperlo, annunciando il no del Pd alla fiducia chiesta dal governo al decreto Flussi.
“Non prevedete – ha aggiunto l’esponente Pd - alcun incremento delle quote per un flusso regolato di lavoratori stranieri. Confindustria registra un bisogno di 100 mila nuovi ingressi, e la vostra risposta sono 10 mila persone in via sperimentale per l'assistenza ai disabili e agli anziani. In compenso, non volete regolarizzare quanti sono già qui. Mescolate improvvisazione e superficialità. Vi abbiamo chiesto di togliere dalla lista dei Paesi sicuri Nazioni che palesemente non lo sono. C'è un ragazzo italiano di 27 anni che è stato sequestrato, torturato e ucciso in quel Paese (Egitto) che voi chiamate sicuro!”
“Noi pensiamo che questo decreto – ha concluso Cuperlo - sia parte della ferocia ideologica che anima da tempo il capo della Lega e Vice Presidente del Consiglio nel governo del nostro Paese. Ma voi, colleghi di Noi Moderati, di Forza Italia, voi che siete moderati, sinceri liberali, come fate a votare una porcata del genere?”.
“Ormai Salvini lavora scientificamente per ridimensionare il diritto di sciopero. Un diritto garantito dalla Costituzione e che non è nella disponibilità di un ministro pronto a mettere sotto pressione, attraverso la sua fluviale attività propagandistica, anche l’autorità di garanzia sullo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. E’ un comportamento grave anche perché mette l’uno contro l’altro chi lavora. Vorremmo ricordare a Salvini che chi fa sciopero rinuncia a una parte di salario. Deve essere rispettato non criminalizzato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, e la deputata e responsabile Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
Opposizioni hanno lasciato commissione in protesta contro gestione dei lavori
“Non c’è stata alcuna unanimità oggi durante il voto sulla relazione della prima indagine conoscitiva, dal momento che il Partito Democratico e le altre opposizioni sono stati costretti a non partecipare al voto sul documento presentato dalla presidente Brambilla al termine dell'indagine sul degrado materiale, morale e culturale che colpisce i minori in Italia, con particolare attenzione alla diffusione di alcool, nuove droghe, aggressività e violenza.
Infatti, nonostante la normale richiesta di svolgere i lavori come la prassi vuole e quindi di poter avere un tempo congruo per poter presentare eventuali osservazioni al documento, la presidente ha scelto di andare comunque avanti lasciando alle opposizioni solo il tempo della discussione odierna. Tuttavia, anche questa discussione non ha prodotto un nuovo documento su cui fosse possibile votare. Affermare che il documento sia stato approvato all’unanimità è molto grave”.
Così in una nota congiunta, i parlamentari democratici della Commissione bicamerale per l'infanzia: Michela Di Biase, Mauro Berruto, Cecilia D’Elia, Graziano Delrio Giovanna Iacono, Marianna Madia e Simona Malpezzi.
“Le audizioni hanno fatto emergere aspetti importanti che il Parlamento dovrà approfondire in vista di interventi legislativi. Per questo motivo ritenevamo fondamentale arrivare a un documento condiviso, che rappresentasse non solo in modo completo quanto emerso dall'indagine ma che offrisse proposte condivise. Purtroppo, il metodo frettoloso e poco rispettoso delle opposizioni adottato nella redazione del documento conclusivo non ha favorisce un confronto costruttivo e rischia di compromettere il lavoro svolto. Per il Partito Democratico, l'obiettivo resta quello di elaborare una serie di interventi normativi di iniziativa parlamentare, frutto di un ampio confronto e basati sui dati emersi dall'indagine conoscitiva. La nostra non partecipazione al voto non è un atto fine a se stesso, ma un modo per sollecitare una maggiore riflessione e un approfondimento che permettano di trasformare il lavoro della Commissione in interventi lontani da logiche di parte.”
“Il 21° Rapporto sulla mobilità degli italiani di ISFORT è uno strumento fondamentale che nutre di dati concreti il dibattito pubblico sottolineando la necessità di una scossa immediata dell’intero sistema del trasporto pubblico locale. Numeri alla mano è evidente che l’Italia stia entrando nella settima rivoluzione dei trasporti a due velocità, escludendo un’ampia fetta di popolazione, soprattutto delle aree interne e delle periferie. Le risorse necessarie per garantire il diritto a una mobilità sostenibile e sicura su tutto il territorio nazionale non sono state adeguatamente potenziate e il Fondo Nazionale Trasporti oggi è totalmente inadeguato ad evitare tagli nei servizi visti e considerati gli aumenti di tutti i costi. Questo dimostra la necessità di un’inversione di rotta, già a partire dall’attuale manovra finanziaria”. Così Andrea Casu, deputato Pd e Vicepresidente della Commissione Trasporti alla Camera.
“A pagare il prezzo più alto dell’attuale situazione sono tutti i cittadini e in particolare le lavoratrici e i lavoratori impegnati in prima linea, ancora in attesa del rinnovo dei contratti e costretti ad affrontare le crescenti aggressioni”, conclude Casu.
“Il carcere ormai è una vera e propria emergenza nazionale. Riteniamo che ci siano delle persone che non devono neanche entrarci: sono quei detenuti che hanno un disagio psichiatrico, hanno una dipendenza o addirittura una doppia diagnosi sia psichiatrica che di dipendenza. In carcere non solo non possono essere curati, ma non riescono neppure a migliorare quelle che sono le loro condizioni. A queste persone dobbiamo fare una proposta alternativa”. Così la deputata dem Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico, a margine della conferenza stampa a Montecitorio organizzata dal Coordinamento nazionale comunità accoglienti.
“Le proposte alternative ci sono – ha aggiunto Serracchiani - dall'affidamento in prova, all'ingresso nelle comunità terapeutiche. Quest’ultime oggi ci dicono che hanno posti a disposizione. Tuttavia, manca la volontà politica di far sì che queste persone invece di stare in carcere possano andare in quelle comunità. Questo è un problema di sicurezza anche per noi che siamo fuori. Prima o poi quei detenuti escono, se escono peggio di come sono entrati è un problema di sicurezza anche per noi”.
Presento ora interrogazione urgente
“L’annuncio della chiusura dal 2026 della Diageo di Alba è una notizia molto grave per tutto il territorio e soprattutto per i 380 lavoratori e le loro famiglie” afferma la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“L’azienda - continua Gribaudo - nonostante una lieve flessione di vendite nel primo semestre del 2024 non ha ragioni economiche per essere chiusa e chiedo che vengano immediatamente convocati dei tavoli per affrontare la questione sia a livello regionale che nazionale.”
“Siamo accanto a tutte le lavoratrici, ai lavoratori e alle sigle sindacali - Flai CGIL, Fai CISL, Uila UIL e UGL - che hanno indetto immediatamente uno sciopero per tutti i turni di lavoro per la giornata di domani e nelle prossime ore presenterò immediatamente una interrogazione per sapere come intende muoversi il governo” conclude la parlamentare cuneese.
Con la norma che prevede il nuovo limite alle intercettazioni dopo 45 giorni il governo impedisce ai magistrati di portare avanti le indagini anche per reati gravissimi. Come hanno evidenziato nelle loro audizioni in commissione Giustizia la settimana scorsa e oggi autorevoli esponenti dell’accademia e della magistratura italiana, questa limitazione ridurrà pesantemente la capacità di indagine e costituisce di fatto un divieto ad indagare. Il governo non si muova accecato dal furore ideologico contro la magistratura, si fermi e torni sui suoi passi perché il rischio di rendere inefficace uno strumento prezioso nel contrasto alla criminalità è altissimo.
Così in una nota la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, e il capogruppo in commissione alla Camera, Federico Gianassi.
Si terrà domani, mercoledì 27 novembre alle ore 16 presso la Sala stampa della Camera dei Deputati dell’iniziativa “Il cammino della Nona Casa” promosso dalla cooperativa sociale Fiordaliso onlus con il patrocinio del Comune di Cuneo.
Alla conferenza stampa parteciperà la Presidente della commissione per la sicurezza sul lavoro Onorevole Chiara Gribaudo, Eva Garelli Operatrice antiviolenza Coop Fiordaliso, Pietro Vertamy Foto Editor esperto in Cammini, Giulia Giordano Presidente Coop Fiordaliso.
L’iniziativa ha visto un cammino di 900 km, da Cuneo a Roma, per promuovere una raccolta fondi per la ristrutturazione e la messa in sicurezza di una nuova casa protetta nell’ambito della campagna “Casa in S.O.S.peso” ideata dalla stessa cooperativa di Cuneo. Durante il cammino sono stati svolti numerosi incontri anche istituzionali per presentare il progetto conclusi nella giornata di lunedì 25 novembre nella sala della Protomoteca del Comune di Roma nell’ambito dell’evento Nessuna Scusa alla presenza del Sindaco Roberto Gualtieri e dell’assessora Lucarelli.
Ha dichiarato l’onorevole Gribaudo: “C’è bisogno di sempre maggiori presidi per garantire sicurezza e prospettiva alle donne che denunciano e che hanno subito violenza. Questa iniziativa è molto innovativa e unica nel suo genere e pone la nostra attenzione a come una casa protetta a Cuneo ospita anche donne di altre città. Le case rifugio si chiamano così proprio perché ospitano donne provenienti da ogni parte d’Italia.”
“Ogni casa rifugio è del Paese non di un territorio limitato e ogni iniziativa che riguarda donne maltrattate deve sensibilizzare tutti, donne e uomini” ha concluso l’onorevole Gribaudo
“Quel che è veramente indegno riprendendo il tweet del ministro Salvini è che ci siano ministri della Repubblica che si permettono di strumentalizzare le parole dei giornalisti contro i giornalisti stessi e contro la Rai”. Lo dichiarano i parlamentari pd in commissione di vigilanza sulla Rai.
“Vogliamo esprimere solidarietà e vicinanza alla giornalista Sara Mariani per le accuse sessiste ricevute, accuse scaturite da un post di un ministro che ha il sapore di una minaccia e dall’intento puramente strumentale nei confronti della Rai. Parole indegne frutto del più becero maschilismo”, concludono i parlamentari.
“Chiediamo un’audizione urgente del garante sugli scioperi in commissione Lavoro della Camera sullo sciopero generale indetto da Cgil e Uil. Vogliamo comprendere quale sia la motivazione della possibile limitazione di un diritto costituzionale nel settore dei trasporti. Siamo molto preoccupati perché stiamo assistendo a una vera e propria campagna politica da parte del ministro delle Infrastrutture Salvini che punta a mettere lavoratori contro altri lavoratori. Non è accettabile e dunque chiediamo che il Parlamento sia informato subito”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Artuto Scotto.
Sproporzione sconveniente tra soldi giocati ed entrate Stato
“In merito ai giochi d'azzardo e alle entrate per lo Stato non vi è convenienza tra ciò che si perde e ciò che si guadagna. Lo avevamo già detto ora è intervenuta anche la Magistratura contabile che conferma che nella Legge di bilancio c'è una sproporzione sconveniente per le entrate statali tra il volume dei soldi giocati e ciò che effettivamente rimane nelle casse dello Stato. A questo si aggiunga che, data la diffusione di nuovi giochi online, andrebbe ripianata la difformità tra i soldi giocati e i ritorni in vincita, una difformità che spaventa data l'aggressività del sistema di gioco online”.Così i deputati democratici Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera, e Virginio Merola, capogruppo in commissione Finanze, in un commento pubblicato dall’Huffington Post.
“La Corte dei Conti - aggiungono - ci dà ragione anche su un altro aspetto, il più importante per noi progressisti, e cioè la questione sociale, una ferita che diventa sempre più profonda. Perché il gioco ha un costo sociale altissimo di cui non abbiamo contezza precisa. Ma il governo, liscia il pelo ai poteri finanziari e alle grandi società multinazionali e non si preoccupa dei disperati che sempre più con il gioco si ammalano, si indebitano, arrivano a gesti estremi. Altro che interessi nazionali, altro che cura delle persone e degli ultimi. Sarebbe invece improcrastinabile - concludono - una vera riforma del comparto che muova, prima di tutto, dalla sostenibilità sociale; una Legge organica, che si focalizzi una popolazione sempre più povera e vittima di un ‘sistema predatorio’ nel quale ricade anche il ricorso abnorme all’azzardo”.
“Non siamo contrari in maniera pregiudiziale o ideologica. Siamo contrari perché da parte della maggioranza non è stato fatto nulla né per governare il flusso di irregolari né per per sostenere le persone straniere che vengono nel nostro paese regolarmente a lavorare”. Lo ha detto Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera, intervistata a Montecitorio.
“Questo decreto era l’occasione giusta per gestire i flussi e aumentare le quote di migranti regolari come chiedono gli imprenditori, invece è stato messo dentro un po’ di tutto, presentando emendamenti qua e là senza una strategia complessiva.
Musk dagli Usa ha detto che bisognava mandare via i giudici che non erano allineati con le prese di posizione del Governo ed è stato fatto esattamente questo: è stato presentato un emendamento che prevede che le sezioni di immigrazione che si occupano di convalidare i trattenimenti amministrativi dei migranti non se ne occupino più ed è stato tutto passato alle corti d’appello che sono già cariche di lavoro e questo andrà ad aggravare la velocità dei processi anche per i cittadini italiani”.
“Il governo dovrebbe abbandonare la propaganda a partire dal progetto di spostare i migranti in Albania che non funziona ed è estremamente e inutilmente oneroso per il contribuente.
Da parte dei giudici non vedo nessuna presa di posizione politica ma hanno solamente interpretato le norme alla luce di una sentenza della Corte Costituzionale che ha a sua volta interpretato un regolamento europeo. Vedo piuttosto un governo che quando si fanno delle cose che vanno contro la sua volontà alza il livello dello scontro politico”, ha concluso Simona Bonafè.
“Per Forza Italia sono fantasiose le ricostruzioni della stampa di oggi sul vertice di governo. Tant’è che si affanna a ribadire il sostegno leale a Meloni. Eppure si fa fatica a pensare che nella giornata di ieri non si trovava un ministro di quel partito disponibile a partecipare al Consiglio dei ministri. Una coincidenza abbastanza singolare. In altri tempi sarebbe stato interpretato come un avviso di sfratto all’esecutivo. Oggi più modestamente appare un tentativo di piantare una bandierina sul canone Rai. Materia francamente secondaria per milioni di cittadini che non riescono a mettere insieme il pranzo con la cena e che vedono il proprio potere d’acquisto sempre più debole. Ormai la destra somiglia sempre di più a una classe dirigente che balla sul Titanic senza rendersi conto di cosa sta per accadere in un Paese dove non si contano più le crisi industriali che si aprono e i posti di lavoro a rischio”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“A Salvini vorrei dire una cosa: l'unica cosa che accomuna quelle persone nel suo post è l'essere tutti, TUTTI, uomini. Non importano nazionalità e colore della pelle. Usare il 25 novembre per alimentare propaganda razzista è un oltraggio inaccettabile e indegno per un vicepremier” così su X, la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo risponde al vicepremier Salvini.