e-letter n. 107 - 31 ottobre 2020
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“La distanza tra Giorgia Meloni e la realtà degli italiani è siderale. Mentre sei milioni di persone rinunciano a curarsi per motivi economici e il potere d’acquisto continua a crollare, Meloni annuncia il suo “piano Artico”, trasformando le emergenze quotidiane in show mediatico.
“Due ore e mezza davanti alla stampa e non abbiamo mai sentito la parola “sanità”, nemmeno per una delle tante promesse impossibili, nemmeno se nel 50 per cento dei comuni con meno di 5 mila abitanti manca il medico condotto; non abbiamo mai sentito la parola “povertà”, nemmeno di fronte alla fila di 400 metri a Natale per la mensa dei poveri a Milano. Il paese reale non interessa alla premier Meloni.
Calano gli occupati e aumentano i prezzi della spesa. Mentre pensioni e salari restano sempre fermi. Dopo tre anni di propaganda, il governo Meloni deve fare i conti con la realtà: servono misure per favorire la crescita e sostenere famiglie e imprese.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Marin Jelenic, arrestato per l'omicidio di Alessandro Ambrosio, era stato oggetto il 23 dicembre di un decreto di allontanamento dall'Italia.
Dalle notizie di stampa non risulta avesse fatto ricorso nei tempi prescritti ma evidentemente il decreto non era stato eseguito e Jelenic era libero di muoversi nelle stazioni del Paese.
“Con disciplina e onore” dice la Costituzione. Invece Dipiazza sindaco di una grande città, offende la Segretaria del principale partito di opposizione. Non è un comportamento di chi ricopre ruoli istituzionali, non c’è rispetto per l’avversario, meno che mai per le donne. Questo pensiero è solo di Piazza o condiviso dalla maggioranza che governa il Paese? Sarebbe opportuno che la Meloni, prima premier donna, facesse sentire la sua voce di condanna e dissenso pieno.
Così in una nota, Tony Ricciardi, vice capogruppo Pd alla Camera dei deputati.
“È vergognoso che un vicedirettore di una testata Rai, nello specifico il vicedirettore di Rai Sport Riccardo Pescante, pubblichi sui social la sua appartenenza politica senza alcun ritegno. Chiediamo che Pescante si dimetta e che venga convocata immediatamente la commissione di vigilanza Rai e i vertici della Rai per chiedere di stabilire un codice di autoregolamentazione di tutti i componenti Rai, soprattutto dirigenti e direttori e vicedirettori.
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LE MORTI SUL LAVORO SONO UNA TRAGEDIA NAZIONALE E QUESTO PROVVEDIMENTO È UNA SCATOLA VUOTA