“La sicurezza sul lavoro deve essere una priorità assoluta. Ce lo dicono i dati che, solo nell'ultimo anno, ci forniscono una fotografia drammatica con oltre mille vittime e più di 580 mila infortuni. È necessario un impegno costante e deciso di tutti gli attori per affrontare una piaga inaccettabile. Bisogna rafforzare gli investimenti tecnologici e nella formazione, ma è indispensabile anche evitare competizioni al ribasso sui costi negli appalti pubblici che rischiano di penalizzare proprio le risorse per la sicurezza. Così come occorre intervenire per evitare subappalti a cascata che portino ad eludere norme e procedure per salvaguardare l'incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori. Accanto a questo sforzo fondamentale, riteniamo urgente affrontare poi anche il tema della sicurezza sociale ed economica, approvando anche in Italia la nostra proposta sul salario minimo e la nuova disciplina che si sta definendo a livello europeo per coloro i quali svolgono nuovi lavori per aziende delle piattaforme digitali”. Così il deputato del Partito democratico Piero De Luca intervenendo all’incontro, organizzato da Alis Let Expo, a Verona sul tema: “Il mondo del lavoro tra sicurezza e progresso”
“Sul Pnrr è davvero ridicolo continuare ad esaltarsi richiamando confronti inesistenti. Alla premier Meloni ricordiamo, infatti, che siamo l'unico Paese che ha questa mole di risorse e di corrispondenti obiettivi da raggiungere su base semestrale. I dati sono chiari e smentiscono l'entusiasmo del governo. Dopo mesi passati a riformare la governance per accentrare il controllo a Palazzo Chigi, perdendo di vista l'attuazione dei progetti e degli investimenti, la quarta rata è stata pagata circa 6 mesi dopo la scadenza del 30 giugno. Sulla quinta rata, relativa a progetti da realizzare entro il 31 dicembre 2023, il governo ha ridotto gli obiettivi da raggiungere da 69 a 52 perché in ritardo sul cronoprogramma. Questo ha comportato una drastica riduzione delle risorse che scendono dai 18 miliardi inizialmente previsti a 10,5 per la scadenza di fine anno. Infine, quanto alla spesa dei fondi, la percentuale al 2023 è ben inferiore alle risorse trasferite, essendo pari a circa 45,6 miliardi di euro a fronte dei 101,93 miliardi ottenuti finora dall'Italia, corrispondenti a circa il 52,4% del totale. Insomma, la destra ha prodotto finora un disastro che si vende come un miracolo. Alle spalle degli italiani”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera.
“Perché modificare una norma, quella sui ballottaggi nei comuni, che ha dimostrato di funzionare bene e di dare ai cittadini la possibilità di scegliere l'amministratore più rappresentativo? L’emendamento della Lega che stravolge l'attuale impianto in un Decreto legge, eliminando il ballottaggio per l'elezione del sindaco se una lista o una coalizione raggiunge il 40 per cento, per giunta a pochi mesi da nuove tornate elettorali, dimostra ancora una volta lo scarso senso delle istituzioni che ha questo partito. Ci opporremo con tutte le nostre forze”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“L’aspirazione di una coalizione progressista dev'essere quella di costruire una società più equa e solidale, in grado di governare i processi complessi come le transizioni con un'attenzione alle fasce più fragili della società. Dobbiamo puntare a rilanciare battaglie comuni come quelle sul salario minimo, sulla difesa della sanità pubblica e sulle politiche di crescita e sviluppo sostenibile. Per farlo serve tempo certo. Ma non c'è alternativa, come ha chiarito in modo condivisibile la segretaria Schlein. Per questo dobbiamo consolidare anzitutto il lavoro sui programmi e sui temi che uniscono le forze del centro-sinistra, al di là delle divisioni, che esistono, peraltro, anche tra Salvini e Meloni. Eppure governano insieme. I dem, in questo senso, hanno una doppia responsabilità. La prima è quella della costruzione di un'alleanza progressista alternativa alla destra che sia ampia, senza veti, aperta a tutte le forze che condividono un'idea di Paese diversa da quella sovranista e nazionalista; la seconda è quella di continuare il rilancio del PD stesso, valorizzando l'ispirazione delle origini. Il partito nasce come una forza in grado di tenere insieme il mondo progressista, socialista, ma anche cattolici, ceti produttivi e moderati, mantendo un rapporto saldo con gli amministratori locali che ne costituiscono un motore propulsivo. Abbiamo un lavoro enorme dinanzi a noi, ma la strada è tracciata, per tornare ad essere forza di Governo nei prossimi anni”, così il deputato del Partito democratico, Piero De Luca, in un’intervista a formiche.net.
“Sin dal primo momento abbiamo fatto ogni sforzo possibile - come Italia e come Europa - affinché si ponesse fine all’aggressione di un regime, quello russo, ad un Paese democratico, libero e sovrano come l’Ucraina. Da subito abbiamo espresso vicinanza alla popolazione con 13 pacchetti di sanzioni europee, con ogni tipo di sostegno, umanitario, economico e anche militare. Sia chiaro: su questo non possiamo permetterci nessuna stanchezza e nessun tentennamento. Dobbiamo insistere sulla strada che porta ad un immediato cessate il fuoco. È la premessa indispensabile per avviare una soluzione diplomatica che porti ad una pace giusta e duratura. Ma è necessario che si fermi subito l'aggressione del regime russo”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in Commissione Politiche europee alla Camera dei deputati intervenendo a Coffeebreak su La7.
Un'Italia inclusiva, libera dalla discriminazione e dalla piaga della violenza di genere, che assicuri alle donne rispetto e pari diritti in ogni settore: questo è l'obiettivo che ribadiamo l'#8Marzo e per cui dobbiamo lottare ogni giorno. Buona festa internazionale delle donne!”, lo scrive su X il deputato del Pd, Piero De Luca.
“Fermo restando la libertà di espressione e di manifestazione delle proprie idee, la foto di Jorit che abbraccia Putin è uno schiaffo per chi crede nella democrazia. Ci sono princìpi inviolabili, valori insindacabili di libertà, rispetto dei diritti umani, sovranità dei popoli, pace, che vanno difesi e salvaguardati ogni giorno. L'aggressione inaccettabile di Putin all'Ucraina mette in discussione tutti questi valori fondamentali. Il tentativo di riscrivere confini territoriali con le armi, i crimini commessi sul campo, gli attacchi ai civili non sono atti di fronte ai quali è possibile far finta di nulla o girarsi dall'altra parte. Per non parlare della soppressione violenta di ogni forma di opposizione interna. Per questo dico a Jorit che il suo abbraccio, le sue dichiarazioni, sono gravissime e rappresentano una ferita profonda per chi crede e lotta per la democrazia e la libertà” così il deputato democratico, capogruppo nella commissione Affari europei della camera, Piero De Luca.
“Calderoli rispetti il lavoro del Parlamento ed eviti di offendere gli auditi. I toni e gli attacchi ai tecnici che stanno fornendo un contributo all'istruttoria della Camera sono assolutamente inaccettabili e fuori luogo. Peraltro la sostanziale unanimità delle critiche e delle preoccupazioni che arrivano da tutte le direzioni e che sono giunte anche oggi alla Commissione bicamerale per le questioni regionali dai rappresentanti degli enti locali, delle parti sociali, dei settori economici e produttivi, dovrebbero indurre ad una riflessione il Ministro e il suo Governo. Si fermi invece di inveire contro chi rappresenta legittime e purtroppo evidenti contraddizioni e rischi legati a questa sgangherata e pericolosa riforma sull'Autonomia differenziata”. Così il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
Con la Commissione Bicamerale per le Questioni Regionali, in missione a Napoli, abbiamo svolto un importante ciclo di audizioni presso la Prefettura per approfondire il tema dei Livelli essenziali delle prestazioni, rispetto alla riforma di Autonomia differenziata che il governo sta provando a portare avanti. Le diseguaglianze che oggi esistono in Italia nei servizi fondamentali alle persone aumenteranno profondamente con la proposta di Autonomia presentata dalla destra e approvata al Senato. Prima di avanzare su una riforma pericolosa che, per quanto ci riguarda come Partito Democratico, presenta numerose criticità, bisogna anzitutto riequilibrare l'attuale sistema di riparto e distribuzione delle risorse pubbliche, fondato sulla spesa storica, che penalizza gravemente i cittadini del Mezzogiorno.
Così il deputato del Pd Piero De Luca.
“Un passaggio politico di grande importanza alla vigilia delle Europee. Il Pse ha eletto all’unanimità Nicolas Schmidt - a cui faccio gli auguri - come candidato dei socialisti e democratici alla presidenza della Commissione europea e ha definito con chiarezza il perimetro delle alleanze. Non staremo mai con le destre estreme e con chi pensa di risolvere in modo nazionalista i grandi temi dell’agenda politica internazionale. A giugno voteremo per una nuova europa, sociale e solidale, e lo faremo insieme alle altre forze del PSE con cui condividiamo obiettivi, valori e la visione del futuro” così il capogruppo democratico nella Commissione affari europei della Camera, Piero De Luca, al termine del congresso del PSE.
Italia sarà centrale nella prossima sfida elettorale in Europa
“Oggi in Italia ancora c’è chi non prende le distanze dal fascismo. Il Pse è l’unico argine in Europa contro gli estremismi, contro i sovranisti, contro gli amici di Putin e tutti gli euroscettici. Il Pse è una grande famiglia con al suo interno un costante dialogo, convinto della necessità di rafforzare il processo di integrazione europea nei prossimi anni. L’avvio del congresso del Partito socialista europeo a Roma nella casa del Pd è un forte segnale per tutti i socialisti europei che credono nei valori della democrazia e dei diritti in Italia e in Europa contro le destre estreme ed è il riconoscimento delle battaglie che il partito e la segreteria Schlein stanno portando avanti. Il fatto che il Pse abbia scelto Roma per il congresso dimostra che l’Italia sarà centrale nella sfida tra la nostra famiglia politica e la destra”. Lo dichiara Piero De Luca capogruppo Pd in commissione Unione europea a Montecitorio.
“È incredibile vedere come la destra preferisca non disturbare l’amico Orban, piuttosto che pretendere la tutela e il rispetto della dignità umana e dei diritti di civiltà minimi dovuti in Europa nei confronti di una nostra connazionale. Ilaria Salis è tenuta in detenzione in condizioni di grave violazione di tutti gli standard richiesti dalla normativa dell'Unione e il Governo che fa? Continua a mostrarsi timido e afono dopo un anno di ingiustificabile silenzio e disattenzione rispetto a questa vicenda così delicata. Tutto per non disturbare evidentemente Orban e non mettere in discussione l’imbarazzante amicizia con il sovranista presidente ungherese. È vergognoso. Chiediamo che il Governo faccia quanto non fatto finora. Risponda alla strumentalizzazione politica che sta facendo l'Ungheria, con la forza del diritto e dei diritti, attivando tutti gli strumenti procedurali consentiti dalla normativa europea per chiedere ed ottenere l'immediata esecuzione delle misure cautelari per Ilaria in Italia. Allo stesso tempo esprimiamo vicinanza alla famiglia Salis. Anche per le scritte vergognose apparse oggi a Roma e in Ungheria. Nell’Europa e nell'Italia dei diritti tutto ciò non può essere ammissibile”.
“Cosa ha da nascondere Fitto? Perché non vuole riferire in parlamento sullo stato di avanzamento del Pnrr?”. Lo chiede il capogruppo democratico nella commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca dopo che Governo e maggioranza hanno bocciato e rinviato a data da definire la richiesta del Pd di riferire quanto prima sullo stato di attuazione del Pnrr. “Dalla quarta relazione del 22 febbraio e dall'ultimo provvedimento adottato in Cdm - aggiunge De Luca - emerge un quadro molto preoccupante e pericoloso. C'è una forte tensione in maggioranza tra dicasteri sul riparto dei fondi rimodulati, una mancanza di coperture per i progetti cancellati a luglio scorso, nonché un ritardo drammatico nella spesa delle risorse attribuite finora al nostro Paese che si attesta appena al 52%. Fitto ha il dovere di fare chiarezza subito all'Italia”.
“Questa legge riconosce qualcosa che già da tempo è patrimonio della coscienza civica dell'intero Paese, ossia la celebrazione della Festa dell'Unità nazionale il 4 novembre, stessa giornata dedicata alle Forze Armate. L'auspicio è che quella stessa volontà collettiva che fece l'Italia unita, si intrecci indissolubilmente con la storia delle Forze Armate che hanno offerto e offrono ogni giorno un contributo decisivo per garantire pace, libertà, democrazia e coesione nel nostro Paese. Questa proposta di legge è un ringraziamento, e al tempo stesso un omaggio, alla dedizione, all'impegno, al lavoro delle Forze Armate italiane. Così come è, come ci ha ricordato lo stesso Presidente della Repubblica, un ringraziamento per il servizio che rendono per la salvaguardia delle nostre liberi istituzioni e della vocazione dell'Italia a vivere in pace”. Lo ha detto in Aula alla Camera il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Ue, annunciando il voto favorevole del Gruppo democratico alla proposta di legge che riconosce il 4 novembre come la Giornata dell’Unità Nazionale e delle Forze Armate.
“Celebriamo – ha aggiunto l’esponente dem - poi lo straordinario impegno profuso nei tanti contesti di crisi di instabilità e di conflitto a livello internazionale. Un impegno, ricordiamolo, che talvolta è stato pagato anche purtroppo col sacrificio della vita, come la strage di Nassiria. A tutti i militari caduti in Patria e all’estero va il nostro affetto, il nostro ringraziamento. Ma attenzione, il 4 novembre celebriamo non il risultato di una guerra, celebriamo il ripudio della guerra come sancito dall'articolo 11 della nostra Costituzione, del valore supremo della pace, che va sempre più tutelato anche a livello europeo, costruendo le condizioni per una Difesa Comune”.
“Non possiamo nascondere – ha concluso De Luca - però, che quell'unità è oggi pericolosamente minacciata dalla proposta di legge sull'Autonomia differenziata. Noi difenderemo quest'unità Nazionale nel Parlamento e fuori. Non consentiremo che si sacrifichi un pezzo di Paese sull'altare della sopravvivenza politica di un governo. Perché altrimenti, ciò che stiamo facendo qui, smette di avere senso. E perché altrimenti, il prossimo 4 novembre, non avremo più nulla da festeggiare: se non il ricordo dell'Italia unita”.