“Pur restando in doverosa attesa della documentazione ufficiale definitiva, l’accordo con l’Albania, come sbandierato dal Governo, appare solo una scorciatoia propagandistica, tanto inefficace quanto pericolosa per il rischio di grave violazione di norme europee ed internazionali. Pensare di affrontare il tema della gestione delle politiche migratorie con due centri in territorio albanese, non si comprende bene in che modo sottoposti alla giurisdizione italiana, è una velleità che sfiora il ridicolo. Si tratta di una cortina fumogena per mascherare il fallimento di un anno di governo sul tema a livello nazionale ed europeo, considerato che da inizio anno a oggi sono arrivati in Italia ben 150mila migranti e che nessun passo avanti sostanziale si è visto a Bruxelles in particolare sulla riforma di Dublino, a causa delle resistenze in particolare degli alleati sovranisti della Premier Meloni. La soluzione annunciata peraltro rischia di produrre enormi complicazioni pratiche e violazioni di diritti umani e norme sul diritto di asilo, come il divieto di respingimenti di massa, su cui l'Italia è stata già condannata dalla Corte EDU nel 2012. Insomma, siamo di fronte all’ennesimo atto di bassa propaganda”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“La proposta di autonomia secessionista che il governo sta portando avanti rischia di produrre un disastro sociale ed economico nel Mezzogiorno e quindi nell'intero Paese. Così com'è configurata, senza definire e finanziare prima i Lep su tutte le materie, senza precisare i costi e fabbisogni standard per superare i criteri della spesa storica, lasciando la possibilità per le Regioni di compartecipazione al gettito fiscale, e senza definire un adeguato fondo perequativo, richiesto dall'articolo 119 della Carta, il disegno di legge Calderoli cristallizza i divari esistenti e aumenterà le diseguaglianze nei prossimi anni tra Nord e Sud in termini di diritti, servizi e opportunità”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo PD in commissione bicamerale Questioni Regionali, al convegno “L’economia regionale differenziata, il ruolo del Parlamento nella costruzione della Riforma”, appena concluso alla Fondazione Banco di Napoli.
"Figuraccia storica del governo, a causa di una gravissima falla nella sicurezza che avrebbe potuto produrre conseguenze politiche devastanti. Non è tollerabile che due comici possano ‘bucare' la rete di controlli e verifiche preventive sugli interlocutori che vengono messi in contatto con la Presidente del consiglio. Ed è ancor più grave accampare scuse o giustificazioni ridicole al riguardo. Si prendano tutte le misure necessarie perché quanto successo a causa di questo drammatico dilettantismo non accada mai più”. Così il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue.
“Sulle Zes il governo realizza un grande inganno. Un gioco delle tre carte. Dietro il titolo Zes Unica non resta in realtà più neppure una Zes, perché la destra cancella completamente gli elementi caratterizzanti questo strumento. Il governo elimina il vero incentivo fiscale decisivo, ossia il dimezzamento dell'Ires sulle nuove attività economiche lasciando in vigore solo il vecchio credito d'imposta Sud, peraltro con risorse assolutamente inadeguate. Vengono annullate poi le semplificazioni burocratiche: la destra decide infatti di accentrare in una sola Struttura di missione - alle dipendenze del Ministro Fitto - le competenze a rilasciare le autorizzazioni in tutto il Mezzogiorno. Si creerà inevitabilmente un imbuto che bloccherà tutto, considerando che 60 persone saranno chiamate a rilasciare autorizzazioni per oltre 15.000 possibili progetti di investimento futuro. Insomma il governo continua a lavorare contro il Mezzogiorno, eliminando le risorse e commissariando tutte le future scelte di investimenti economici”.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“Da quando si è insediato, il Governo ha attaccato e indebolito il Sud in ogni azione. Dal progetto di autonomia differenziata secessionista della Lega, ai tagli del reddito di cittadinanza e dei fondi per la non autosufficienza, dalla cancellazione dei 13 miliardi di euro del Pnrr di investimenti dei Comuni per le periferie, al taglio di 500 investimenti in ospedali e case di comunità previsti sempre nel Pnrr, fino al definanziamento di 300 milioni di euro dello stesso Pnrr per valorizzazione dei beni confiscati alla mafia. Tutte misure che stanno producendo o rischiano di produrre un impatto drammatico in particolare nel Mezzogiorno”.
Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue.
“Come se nulla fosse – continua De Luca - il Governo approva un Decreto che si occupa del Sud solo nel titolo ma che nella sostanza rappresenta l'ennesimo atto ostile nei confronti del Meridione. Si blocca e complica l'utilizzo delle risorse FSC, circa 26 miliardi di euro, e si cancella l'attuale strumento delle Zes prendendo in giro il Paese con l'idea di un'unica Zes in tutto il Sud. La verità è che resta solo il titolo di questo strumento che viene completamente depotenziato è svuotato. Un becero gioco delle tre carte. Una vera e propria truffa ai danni dello sviluppo del Mezzogiorno e quindi dell'intero Paese. Continueremo la nostra battaglia in Parlamento e nelle piazze per bloccare i disastri della destra”.
“Con la lettera del presidente dell'Eurogruppo, Paschal Donohoe, al presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, in vista dell'Eurosummit di venerdì, in cui si esplicita ‘l’impazienza’ e l'attesa dell’Unione europea nei confronti dell’Italia per la ratifica della riforma del Trattato del Mes, abbiamo ormai raggiunto il punto di non ritorno. Siamo l'unico Stato a non averlo ancora fatto e questo impedisce l'entrata in vigore della riforma stessa. Chiediamo che il voto della Camera venga calendarizzato subito. Cos’altro deve succedere affinché questa maggioranza di destra e il governo Meloni tolgano il nostro Paese dall’imbarazzante e scomoda posizione di essere gli ultimi della classe? Ricordiamo che si tratta di una modifica del Mes che rafforza le economie di tutti i Paesi dell’Eurozona e che mette in sicurezza in caso di crisi bancarie le famiglie e le imprese, comprese quelle italiane. Il governo Meloni metta da parte almeno una volta la propaganda”.
Sconvolgente il taglio del Governo a Regioni, Comuni e Province per 600 milioni. Dopo aver cancellato oltre 13 miliardi di investimenti del Pnrr volti alla riqualificazione delle nostre comunità, quest'ulteriore riduzione di risorse è il colpo di grazia per gli enti territoriali.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“La sentenza del Tribunale di Milano che obbliga Deliveroo Italy e Uber Eats Italy a versare all'Inps i contributi per migliaia di rider, perché in realtà non hanno lavorato come autonomi, è estremamente significativa. Si afferma in via giurisprudenziale in Italia un principio già riconosciuto a livello europeo dalla Corte di giustizia sulla verifica della reale natura delle prestazioni dei riders. Tutto questo dimostra ancora una volta il ritardo in cui ci troviamo in Italia in tema di lavoro, tutele e giustizia salariale. La destra batta un colpo. Occorre intervenire per sfoltire il numero delle tipologie contrattuali e introdurre una disciplina specifica che preveda un contratto ad hoc per i rider, regolamentando questo lavoro con una giusta retribuzione e assicurando con i necessari diritti”.
Così il capogruppo del Partito Democratico in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“Fitto non scarichi sui comuni responsabilità che sono tutte del suo governo. Anche oggi il ministro cerca di incolpare altri per le sue inadempienze, annunciando norme contro le amministrazioni locali. Sappia, Fitto, che saremo noi a proporre semmai una norma per verificare e contrastare i ritardi del Governo rispetto al cronoprogramma assunto con l'Europa. Gli ricordiamo, fra l’altro, che finora è stato proprio il suo esecutivo a modificare 144 obiettivi su 349 restanti e a ridurre da 68 a 51 gli obiettivi della quinta rata, a causa delle sue inadempienze. Basta con questi giochini e con questo insopportabile scaricabarile, prima sul Governo Draghi, ora sugli enti locali. La destra la smetta con le chiacchiere e si metta a lavorare seriamente per non farci perdere le risorse europee già stanziate. Il danno costerebbe caro a tutti gli italiani e alla possibilità di rilancio del Paese”. Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca responsabile attuazione Pnrr per il Gruppo Pd e capogruppo in commissione Politiche Ue.
La destra ha deciso di rinviare ancora una volta la decisione sulla nostra proposta di salario minimo. Una scelta vergognosa sulla pelle di 3,5 milioni di lavoratrici e lavoratori che attendono risposte concrete. La destra continua a scegliere la propaganda, ai danni del Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
Le considerazioni di Calderoli non ci convincono. La Costituzione prevede certo le materie che possono essere oggetto di eventuale devoluzione alle competenze regionali. Ma la stessa Carta prevede l'obbligo di definire e finanziare preliminarmente tutti i Lep relativi a queste materie prima di procedere ad eventuali forme di autonomia. Per questo, la proposta di autonomia differenziata contenuta nel ddl 615 è per il Partito Democratico non solo contraria al testo e allo spirito della Costituzione, ma anche inapplicabile e dannosa perché amplia le diseguaglianze esistenti e crea rischi enormi per la tenuta della finanza pubblica. Una proposta pericolosa, ricca di contraddizioni, utile per giocare a risiko ma dannosa per il futuro del Paese. Per questo abbiamo chiesto che la Commissione bicamerale per le questioni regionali si pronunci sul testo base, analizzando in modo approfondito, con un'autonoma istruttoria, tutti i profili di criticità rilevati da ultimo anche dal Governatore della Banca d'Italia Visco, così da fornire un apposito parere alla Commissione referente prima dello svolgimento del suo esame al Senato.
Così i parlamentari PD della Commissione bicamerale per le questioni regionali Piero De Luca, Daniele Manca e Claudio Stefanazzi.
“È inaccettabile l’atteggiamento del Governo che continua a fare melina sulla ratifica della riforma del Mes. L'Italia è l’unico Paese dell’Eurozona a non aver ancora proceduto alla ratifica, bloccando così l'entrata in vigore della riforma. Come ha ricordato oggi il direttore generale del Mes, Gramegna, questa situazione è davvero incomprensibile e danneggia l'intera Europa. Lo abbiamo già ribadito a più riprese. L'entrata in vigore del nuovo Mes rafforza la tenuta economica dell’intera eurozona e la protezione dei risparmiatori, ma contribuisce anche a migliorare il rating dei nostri titoli di Stato e tutela la credibilità dell’Italia in un momento di grande crisi internazionale. Meloni chiarisca subito cosa intende fare, non possiamo più aspettare. Il Governo e la maggioranza mettano almeno una volta da parte la propaganda, le beghe politiche e pensino davvero all'interesse del nostro Paese. Si ricalendarizzi subito la nostra proposta di legge di ratifica e si chiuda questo capitolo poco edificante per l'Italia”. Lo dichiara Piero De Luca, della presidenza del gruppo Pd alla Camera e capogruppo Pd in commissione Ue di Montecitorio.
Dichiarazione di Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche dell’Unione europea
“Questo governo è in grado di condurre in porto il negoziato per la revisione di una nuova governance economica dell’Unione Europea? E soprattutto è in grado di portarlo avanti difendendo davvero i nostri interessi? Per noi è essenziale chiudere anzitutto il negoziato entro l’anno altrimenti si rischia una procedura di infrazione devastante.” Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche dell’Unione europea nella dichiarazione di voto a nome del suo gruppo sul tema delle politiche di bilancio. Rivolgendosi a governo e maggioranza, l’esponente Pd ha affermato: “voi vi presentate però nelle peggiori condizioni possibili. Con quale credibilità negoziate se il Pnrr è in ritardo. Con quale autorevolezza dialogate se state bloccando da mesi la ratifica della riforma del Mes, strumento decisivo per migliorare la stabilità dell'eurozona, la tutela dei consumatori e anche la valutazione di merito dei nostri titoli di debito pubblico. Noi vi chiediamo – ha proseguito De Luca- di attivarvi concretamente e seriamente per portare avanti un negoziato soddisfacente, proponendo ulteriori miglioramenti alla proposta della Commissione, in particolare promuovendo, tra le altre importanti questioni, la possibilità di non considerare nel computo della spesa netta alcune spese per riforme o per investimenti, in particolare quelli per la transizione verde e digitale, per il contrasto del dissesto idrogeologico e del cambiamento climatico, e nello specifico le spese relative al PNRR e l’avvio della riflessione per la revisione, in una prospettiva di medio periodo, dei parametri di riferimento del 3% per il disavanzo pubblico e del 60% per il debito pubblico, ormai privi di rappresentatività. Per fare questo – ha incalzato De Luca- ci vuole credibilità e autorevolezza. Per fare questo bisogna scegliere i giusti interlocutori. E questo governo non sta certo aiutando l’Italia continuando ad avere per alleati Orban e i Paesi di Visegrad, con Vox e con Le Pen, perché questi sostengono un minore impegno europeo in tutti i settori e anche in quello economico. Noi abbiamo bisogno della prospettiva e del percorso esattamente inverso. Mi auguro – ha concluso De Luca- che Meloni e soci non vogliano assecondare spinte sovraniste pericolose e devastanti. Ma decidano di difendere davvero gli interessi dell’Italia a Bruxelles. Solo con un’Europa più forte e unita avremo un’Italia più solida e sicura”.
“Le rilevazioni operate da Gimbe mettono nero su bianco il divario esistente tra Nord e Sud del Paese in termini di assistenza sanitaria e i rischi derivanti dall'Autonomia differenziata. Sulle cure essenziali alla persona, che sono un diritto inviolabile garantito dalla Costituzione, il Mezzogiorno e i suoi cittadini pagano da anni un prezzo altissimo. Una diseguaglianza strutturale che la proposta di Autonomia differenziata del Governo non fa altro che legittimare, ed anzi acuire con conseguenze devastanti per la tenuta sociale della nostra democrazia. Questo è semplicemente inaccettabile, per cui continueremo ad opporci con forza ad un progetto divisivo che fa male al Sud e di conseguenza a tutta l’Italia”.
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
"Profondo dolore e ferma condanna per il violento attacco terroristico di Hamas contro Israele. Esprimiamo cordoglio per le vittime innocenti e vicinanza alla popolazione colpita. Serve una forte mobilitazione della Comunità internazionale per fermare l’escalation di violenza". Lo scrive su X il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione Europea.