“Ancora una volta i gruppi parlamentari di maggioranza non si presentano in Commissione e si dissolvono. Il Governo, questa volta presente, ammette di non avere le idee chiare e si rimette al voto della Commissione in attesa di definire una propria posizione in Aula nei prossimi giorni. È un'anomalia assoluta rispetto ad una ratifica, che fa emergere un vero e proprio psicodramma in atto. Sono confusi e divisi politicamente. Il nostro Paese però non può permettersi ulteriori ritardi. Ne va della sua credibilità. Ci auguriamo che prevalga il buon senso e la propaganda strumentale di questi mesi al Governo e degli anni passati all'opposizione venga messa definitivamente da parte. Solo ratificando quanto prima la riforma del Mes difenderemo davvero gli interessi degli italiani e dell'intera Europa”. Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue
“È stato approvato oggi un importantissimo emendamento, a mia prima firma, sottoscritto e sostenuto dai colleghi Toni Ricciardi e Luciano D’Alfonso, sulla semplificazione del sistema di agevolazioni fiscali verso le imprese finalizzato al sostegno agli investimenti nelle aree Zes. Una norma fondamentale inserita oggi nella delega fiscale, che permetterà di favorire lo sviluppo economico del Mezzogiorno e la riduzione dei divari territoriali esistenti nel nostro Paese”.
Lo dichiara il capogruppo del Partito Democratico in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca.
“Dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, non vi sono state repliche alle critiche delle opposizioni, ma solo veri e propri attacchi inaccettabili. Non era mai successo prima. Ci vuole rispetto per il Parlamento. Quanto al merito, senza il nostro aiuto l’Ucraina non esisterebbe più come Stato sovrano. È in gioco la tutela dei valori di libertà e democrazia dell'intera Europa. Per questo è indispensabile continuare ad assicurare pieno sostegno con tutte le forme di assistenza necessarie, indispensabile per ottenere un cessate il fuoco, presupposto per una pace giusta. Salutiamo con favore l’iniziativa diplomatica del Vaticano affidata al Cardinal Zuppi. In questo contesto, è un fatto però che l’Italia sia scivolata ai margini della scena politica europea ed atlantica. In Consiglio si discuterà poi di immigrazione. Se in questi anni l’Europa è stata assente la colpa è soprattutto dei Governi dei vostri amici di Visegrad, che si sono sempre opposti a soluzioni ispirate a solidarietà e condivisione delle responsabilità. Al di là dei proclami, l’intesa raggiunta nelle scorse settimane non presenta nessuna soluzione efficace. Sarebbe necessario rafforzare le politiche di vicinato per lo sviluppo dei Paesi di origine e transito. Ma avete tagliato anche i fondi per la cooperazione allo sviluppo. Non c’è nulla sulla gestione degli ingressi. Bisognerebbe creare canali umanitari e istituire un’operazione Mare nostrum europea. Mentre invece si aumenta la pressione sul nostro Paese chiedendo di valutare le richieste di asilo più rapidamente e si stabilisce una compensazione di 20mila euro per ogni migrante non ricollocato, soluzione per noi inaccettabile”.
Così il capogruppo del Pd in commissione politiche Ue alla Camera, Piero De Luca, intervenendo in Aula.
“Il Consiglio - ha aggiunto - discuterà di governance economica a partire dalla riforma del Patto di Stabilità e Crescita. Attivatevi affinché la revisione della governance sia completata entro il 2023, evitando il rischio della riattivazione del vigente Patto di stabilità, che obbligherebbe il nostro Paese a pesanti correzioni di bilancio. È necessario scomputare dalla spesa netta i fondi per riforme o investimenti nella transizione verde e digitale, inserire la possibilità di scorporare il debito accumulato per emergenze o eventi eccezionali, lavorare per una capacità fiscale dell’eurozona, sostenere il piano industriale Green Deal e istituire un Fondo di sovranità europeo. La melina strumentale sul Mes non rafforza la nostra posizione nei negoziati europei, anzi danneggia i nostri interessi. Chiediamo al Governo serietà e responsabilità. L’Unione - ha concluso - rappresenta non la causa, ma la soluzione ai problemi delle nostre comunità”.
"Inaccettabile è la posizione di Orban non quella della Commissione su 50 miliardi di aiuti ulteriori all’Ucraina. Meloni e il governo prendano le distanze dalle dichiarazioni di Orban, quelle sì, ‘inadatte al dibatto’, come dice lui, alla vigilia di un Consiglio così delicato". Lo scrive su Twitter il deputato dem Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue.
“Abbiamo presentato oggi alla Camera alcuni emendamenti al Decreto legge n. 61/2023 sull’alluvione in Emilia Romagna per migliorare la vigente disciplina sulla ricostruzione nell’isola d’Ischia. Dopo i tragici eventi alluvionali del 26 novembre a Casamicciola , in un territorio già ferito dal sisma del 21 agosto 2017, avevamo promosso una decisa azione parlamentare nei primi mesi dell’anno per ottenere stanziamenti adeguati e norme efficaci. La maggioranza non accolse le nostre proposte, limitandosi a misure deboli e del tutto inadeguate. Oggi insistiamo nuovamente, con la richiesta anzitutto di un uno stanziamento aggiuntivo di 120 milioni di euro. Chiediamo poi una norma che autorizzi il Commissario a concedere contributi agli aventi diritto per ricostruzioni anche in zone esterne rispetto al sito originario, in conformità alle previsioni che saranno dettate dal piano di ricostruzione. Lo stesso contributo potrà essere concesso per acquisto di alloggio sostitutivo , del patrimonio edilizio esistente , ricadente nel territorio dell’isola o, comunque , della Città metropolitana di Napoli. Inoltre, in uno dei quattro emendamenti chiediamo, per i cittadini colpiti dalla tragica alluvione, la sospensione dei pagamenti di tasse e tributi locali posticipando ulteriormente la data prevista in scadenza il primo luglio. Sono misure importanti e serie, coerenti con l’esigenza di semplificare le procedure di ricostruzione ed indennizzo dei cittadini danneggiati. Ma anche il linea con i principi di disincentivare il consumo del suolo e favorire il riuso edilizio. Ci auguriamo che da parte del governo e della maggioranza non ci sia una replica della chiusura che ha impedito nei mesi scorsi l’approvazione di norme utili e indispensabili”.
Lo dichiarano in una nota congiunta i deputati Dem Piero De Luca, Stefano Graziano e Marco Sarracino.
Mentre oggi la Commissione UE approva la richiesta di revisione del Pnrr da parte di Francia e Malta, l'Italia non è pervenuta. Si confermano e crescono le nostre preoccupazioni. Era possibile già da mesi presentare le modifiche insieme al ReactEu, ma il Governo continua a ritardare aspettando l'ultimo minuto utile, peraltro senza coinvolgere ancora il Parlamento. Questo perché è in confusione totale sull'attuazione stessa del Piano ed è diviso sulle ipotesi di modifiche da apportare. L'immobilismo di Fitto e Meloni comporterà evidentemente dei ritardi nella valutazione e nell'approvazione finale da parte dell'Europa e soprattutto rallenterà ulteriormente il Piano. L'opposto di quello che serve al nostro Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
Il collega Molinari, sempre attento, questa volta si è distratto e gli è sfuggito qualche passaggio. Forse è dovuto al fatto che né la Lega né gli altri partiti di maggioranza si siano presentati in commissione Esteri in occasione dell'ultima seduta, per fuggire dalle proprie responsabilità ed evitare spaccature interne. Ci permettiamo di ricordare che l'iter in commissione non è appena iniziato ma si è appena definito con l'approvazione del testo base a prima firma del Partito democratico. Il disegno di legge è calendarizzato il 30 giugno in assemblea ed è diritto delle opposizioni ottenerne l'esame. È ora che governo e maggioranza si assumano le proprie responsabilità, invece di continuare a fare il gioco delle tre carte con argomenti e azioni strumentali che non fanno bene alla credibilità del nostro Paese.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
Salvini continua a non capire o fa finta di non capire. Il Mes già esiste dal 2012 senza incidere ovviamente sulla titolarità del debito pubblico. Stiamo discutendo non dell'attuazione di questo meccanismo ma semplicemente della riforma del suo Trattato istitutivo. Ora, come chiarito dal Ministero presieduto dal suo collega di partito Giorgetti, questa riforma produce solo effetti positivi, in particolare proprio sulla valutazione di merito del credito dei Paesi aderenti, migliorando in sostanza la valutazione del rating dei nostri Btp. Cosa che renderebbe meno costoso per il nostro Paese, e quindi per i nostri cittadini, emettere titoli di Stato. Basta bugie sovraniste, che minano la credibilità dell'Italia. Il Governo e la maggioranza smettano di fuggire e si assumano le proprie responsabilità.
Così il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione politiche Ue
“Quanto avvenuto oggi in commissione Esteri alla Camera è un passo avanti importante. E’ stato infatti approvato il testo base del disegno di legge del Partito Democratico, a mia prima firma, per l'autorizzazione alla ratifica del Trattato di riforma del Mes. Rileviamo con sconcerto, però, il dato politico di una maggioranza imbarazzante, in stato confusionale, che non ha neppure partecipato ai lavori. La destra ha così deciso, ancora una volta, di non decidere, pur di non assumere una posizione su un tema politico così importante per il Paese ed evitare l’esplicitazione delle laceranti divisioni che esistono al loro interno. Ad ogni modo, il prossimo 30 giugno il testo sarà in Aula. Il governo e la maggioranza non avranno più alibi”.
Così Piero De Luca, capogruppo dem in commissione Politiche europee alla Camera.
“Non ci sono più improbabili scuse dietro cui nascondersi o giochini delle 3 carte da fare. Anche il Ministero dell’Economia e Finanze conferma quello che noi diciamo da mesi. Ratificare la riforma del Mes non presenta alcun rischio, ma anzi produce effetti positivi. Da un lato, rafforza la coesione europea, dall'altro, migliora addirittura la valutazione del merito di credito degli Stati aderenti. Insomma la ratifica dell'accordo di riforma conviene all’Italia. Si arrivi presto in Aula, come abbiamo chiesto, per votare la proposta di legge a nostra prima firma, e si chiuda questo balletto indecente che rischia di indebolire l'eurozona e mina gravemente la credibilità del nostro Paese in Europa”. Lo dichiara il capogruppo dem in commissione Politiche Ue alla Camera Piero De Luca.
Il governo è in panne e persiste nel suo atteggiamento inconcludente sul Pnrr. Solo chiacchiere e fumo. Nessun risultato concreto. Ora basta. Il Parlamento ha il diritto di sapere se la destra intende attuare o insabbiare il Piano. E ha il diritto di essere coinvolto nel lavoro di revisione che l’esecutivo starebbe portando avanti. Il Piano non è proprietà di una forza politica o di un Esecutivo, è patrimonio dell’intero Paese e avete il dovere di confrontarvi e condividere con i rappresentanti dei cittadini italiani eventuali cambi di rotta rispetto a progetti e programmi di investimenti specifici sui territori e nelle nostre comunità.
Chiediamo da mesi un confronto e un dialogo trasparente e costruttivo, ma finora abbiamo ricevuto solo un silenzio assordante, accompagnato da veline sui giornali da cui apprendere le intenzioni, ogni giorno diverse, della maggioranza. Il governo è in enorme difficoltà. Noi siamo pronti ad aiutarlo, nell’interesse dell’Italia e degli italiani. È giunto il tempo di dire la verità e chiarire quali sono i progetti che l’esecutivo pensa di cancellare, a quali interventi vuole rinunciare, quali sono gli investimenti che intende modificare. L’Italia non può permettersi di fallire questa occasione. Sarebbe un danno di portata storica inimmaginabile.
Così Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
"La scomparsa di Berlusconi segna la fine di un'intera epoca. È stato un indiscusso protagonista della vita politica dell'Italia, di cui ha tracciato un pezzo di storia. Tutto il Paese si sente pienamente coinvolto e toccato dal dolore. Esprimo la mia sincera vicinanza e le mie più sentite condoglianze alla famiglia e ai suoi cari". Lo scrive su Twitter Piero De Luca, capogruppo del Pd in commissione Politiche Ue della Camera.
“L’insistenza della presidente del consiglio a considerare il Mes come un stigma è priva di senso. Ci chiediamo se Giorgia Meloni faccia finta di non capire o se proprio non ha abbia compreso come stanno veramente le cose. Come ha ricordato ieri anche Paolo Gentiloni, dalla ratifica del Trattato l’Italia ha soltanto da trarne vantaggi. Viceversa, con questo atteggiamento incomprensibile e puramente ideologico, il governo continua solo a bloccare la riforma di un meccanismo utile a rafforzare la stabilità economico-finaziaria dell’Ue e la tutela dei consumatori in caso di crisi bancarie. Oltre ad isolarci in Europa, compromettendo la credibilità e la serietà del nostro Paese nel rispetto degli impegni presi. Si discuta in Parlamento quanto prima della nostra proposta di legge di ratifica. Non c'è più tempo da perdere”.
Lo dichiara il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politiche Ue.
L’assemblea del Gruppo Pd della Camera su proposta della presidente Chiara Braga ha eletto il nuovo ufficio di presidenza. Ne faranno parte Simona Bonafé (vice presidente vicaria), Paolo Ciani, Valentina Ghio e Toni Ricciardi (vice presidenti); Andrea Casu e Federico Fornaro (segretari d’aula), Piero De Luca (segretario con delega per il Pnrr, riforme e sicurezza), Sara Ferrari, Roberto Morassut e Silvia Roggiani (segretari con deleghe comunicazione, coordinamento commissioni parlamentari, rapporti Senato e Partito); Andrea De Maria (tesoriere).
"Sentenza storica della Corte UE. La riforma della giustizia polacca viola il diritto UE poiché pregiudica l'indipendenza e imparzialità dei giudici. Messaggio chiaro: lo Stato di diritto fa parte dell'identità stessa dell'Europa e va rispettato in pieno da tutti i Paesi membri". Così su Twitter il deputato democratico Piero De Luca, capogruppo in commissione Politche UE.