“I commissariati in Provincia di Enna non saranno potenziati: i presidi di Piazza Armerina, Leonforte e Nicosia, verranno ancora penalizzate nonostante il loro ruolo strategico per garantire la sicurezza pubblica in un territorio marginale già caratterizzati da carenze di personale, criticità logistiche e dalla chiusura del tribunale di Nicosia. Eppure il governo preferisce misure repressive ed emergenziali che non hanno portato alcun beneficio, senza investire su prevenzione e presenza concreta dello Stato”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino sul suo ordine del giorno al Decreto Sicurezza respinto oggi dall’Aula di Montecitorio.
“Questa bocciatura ribadisce tutta la distanza tra la propaganda della destra e la realtà quotidiana delle forze di polizia e dei cittadini. Senza organici adeguati e risorse nei territori, la sicurezza resta solo uno slogan. Continuerò a battermi perché si invertano i tagli e si avvii un piano straordinario per rafforzare la presenza dello Stato nelle aree interne, a partire proprio dalla provincia di Enna, troppo spesso dimenticata dalle scelte del governo”, conclude la parlamentare dem.
“È passato quasi un anno dalla mia interrogazione parlamentare, ma a Barcellona Pozzo di Gotto nulla è cambiato: circa 10mila cittadini continuano a essere costretti a utilizzare un container come ufficio postale. Quella che doveva essere una soluzione temporanea è diventata una condizione permanente e inaccettabile, con persone costrette a fare la fila all’esterno, esposte a pioggia e vento, senza adeguate garanzie di privacy e accessibilità. Altro che progetto ‘Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale’: questa è la realtà di un servizio che non tutela i cittadini e mortifica un territorio già fragile”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino.
“Ancora più grave è il contrasto con le scelte di Poste Italiane, che continua a registrare utili e a realizzare operazioni finanziarie e acquisizioni rilevanti sui mercati. Mentre cresce e investe, però, non garantisce servizi dignitosi nei territori e tradisce la propria missione di presidio pubblico e coesione sociale. Per questo chiediamo al governo e a Poste di intervenire subito per superare questa situazione indegna e restituire ai cittadini un servizio all’altezza degli impegni annunciati”, conclude la parlamentare dem.
“Mentre il ministro Lollobrigida utilizza la vetrina di Vinitaly per continuare a criticare l'Unione europea, resta il dubbio se il governo italiano si sia mosso seriamente per affrontare il problema del blocco dei fertilizzanti dovuto alla guerra sullo Stretto di Hormuz”. Lo dichiara la deputata PD Maria Stefania Marino durante il Question Time alla Camera con il ministro Lollobrigida.
“La crisi sullo Stretto del Golfo Persico, che sta facendo esplodere i costi dei fertilizzanti con aumenti del 50% - aggiunge la parlamentare - ha effetti immediati sui raccolti e sui prezzi di pane e pasta. Servono dunque scelte immediate, sostegno diretto agli agricoltori, lo stop ai costi aggiuntivi e un piano per rafforzare l'autonomia produttiva”.
“Alle promesse seguono i fatti altrimenti il governo continuerà a scaricare su imprese e cittadini l'ennesima crisi agricola che aumenta l'inflazione e l'insicurezza alimentare. Il tempo delle scuse, delle attese è finito: gli italiani vogliono fatti concreti”, conclude Marino.
Stop alla cassa integrazione, in tre mesi di vertenza nessuna soluzione da Ministero Lavoro
“Con l’annuncio della mancata proroga della Cassa integrazione per i lavoratori dei supermercati ex Gicap di Messina il Governo Meloni condanna oltre 180 famiglie alla disperazione ed alla povertà, privandole di ogni tutela e prospettiva di futuro. In oltre tre mesi di vertenza il Ministero del Lavoro - nonostante le richieste dei sindacati, le prese di posizione degli enti territoriali ed interrogazioni depositate sulla vicenda – non ha fatto niente per evitare un licenziamento ingiusto ed incomprensibile. Come Partito Democratico continueremo a batterci, in tutte le sedi istituzionali, per garantire dignità e diritti ai lavoratori”: è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
“Quanto sta accadendo sulla Strada Statale numero 113 tra Gioiosa Marea e Piraino è inaccettabile: ritardi continui, nessuna certezza sui tempi e un territorio lasciato nell’incertezza. Parliamo di un’arteria fondamentale per cittadini, lavoratori e attività economiche, chiusa da oltre un mese e senza una prospettiva chiara di riapertura neanche parziale. Comprendiamo la complessità degli interventi e la necessità di garantire la sicurezza, ma non è tollerabile che manchi un cronoprogramma trasparente e aggiornato”: è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
“Per questo contatterò immediatamente Anas per avere chiarimenti puntuali sui motivi dei ritardi e soprattutto sui tempi certi per la riapertura almeno a senso unico alternato. È necessario dare risposte rapide ai sindaci e alle comunità coinvolte, che stanno subendo disagi pesantissimi anche sul piano economico e turistico. Servono certezze, non rinvii continui”: conclude.
"A Messina circa 180 lavoratori degli ex supermercati Gicap sono senza occupazione dalla fine del 2025 dopo la scadenza dell’affitto del ramo d’azienda di diversi punti vendita. Dei 38 supermercati coinvolti nella crisi, soltanto 21 sono stati acquisiti da una nuova proprietà mentre per i restanti 17 non sono arrivate offerte, lasciando centinaia di persone senza lavoro e senza prospettive. Si tratta di una situazione gravissima sulla quale ho presentato un’interrogazione al Ministro del Lavoro per chiedere verifiche immediate e chiarimenti sulla possibilità di attivare la cassa integrazione straordinaria richiesta dai lavoratori e dalle organizzazioni sindacali": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
"Secondo emerso la pratica sarebbe ferma da circa tre mesi mentre il Ministero avrebbe segnalato all’Inps che i dodici mesi di ammortizzatori sociali sarebbero già stati utilizzati tra il 2018 e il 2019, circostanza contestata da lavoratori e sindacati. È necessario fare subito chiarezza e garantire tutele economiche a queste famiglie. In questa vicenda colpisce anche il silenzio della Regione Siciliana, che finora non ha assunto iniziative concrete per affrontare la crisi occupazionale. Serve un impegno immediato di tutte le istituzioni, a partire proprio dalla Regione, per sostenere i lavoratori e favorire soluzioni di reimpiego": conclude.
“L’omicidio di Daniela Zinnanti a Messina, uccisa con decine di coltellate dall’ex compagno, è un fatto terribile che provoca orrore e indignazione. Questo ennesimo femminicidio, avvenuto nuovamente nel capoluogo dopo un anno dalla brutale uccisione di Sara Campanella, dimostra quanto la violenza contro le donne sia ancora un’emergenza strutturale. Anche in Sicilia i dati restano preoccupanti e impongono una risposta politica chiara: servono più risorse per i centri antiviolenza, strumenti di protezione realmente efficaci e un lavoro serio sulla prevenzione e sull’educazione al rispetto. Non possiamo limitarci alla condanna dopo le tragedie: la politica deve assumersi fino in fondo la responsabilità di fermare questa scia di sangue”: è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
“In Sicilia si stanno affermando interpretazioni nei procedimenti di Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) e Valutazione Ambientale Strategica (Vas) che rischiano di comprimere la tutela della salute pubblica. È una deriva che va corretta con chiarezza”: è quanto dichiara la deputata Dem in Commissione Ecomafie Maria Stefania Marino dopo aver depositato una interrogazione per chiedere al governo un intervento chiarificatore sul rapporto tra autorizzazioni ambientali e valutazione degli impatti sanitari.
“Secondo quanto segnalato, in alcuni procedimenti Aia sarebbero state respinte osservazioni di natura sanitaria relative a prodotti, cicli produttivi, rifiuti ed emissioni, sostenendo che tali aspetti possano essere considerati solo in caso di esplicita richiesta di revisione da parte dell’autorità sanitaria. Una impostazione che appare in contrasto con la più recente giurisprudenza europea, la quale impone che la valutazione preventiva degli impatti riguardi sia l’ambiente sia la salute umana. Preoccupa inoltre la posizione assunta nell’ambito dell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti in Sicilia, dove si è sostenuto che la valutazione degli effetti sulla salute non rientrerebbe nella fase di pianificazione strategica. La salute deve invece rappresentare un criterio guida sin dall’origine delle scelte di piano e in ogni fase autorizzativa. E’ indispensabile che il Ministro Pichetto Fratin emani una disposizione che chiarisca in modo inequivocabile che l’impatto ambientale e sanitario delle sostanze emesse debba essere sempre oggetto di valutazione nei procedimenti di rilascio e riesame delle autorizzazioni”: conclude.
"Da oltre un anno attendiamo una risposta dal Ministro Salvini alla lettera dei deputati Pd della Sicilia sulla situazione dei lavoratori di Blu Jet Srl e sulle criticità dei collegamenti marittimi con Villa San Giovanni. Si tratta di un silenzio grave, irrispettoso del Parlamento e che riguarda un servizio pubblico essenziale oggi segnato da disservizi, guasti frequenti, carenze manutentive e difficoltà di accesso agli imbarcaderi, con pesanti disagi per anziani e persone con disabilità": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
"Vista la latitanza del Ministro ho presentato un’interrogazione parlamentare chiedendo verifiche urgenti su sicurezza, efficienza e accessibilità. Ho chiesto inoltre di chiarire le ragioni del mancato riscontro e della disparità contrattuale che colpisce i dipendenti Blu Jet, ai quali viene applicato un contratto meno favorevole rispetto a quello dei lavoratori Rfi, pur svolgendo il medesimo servizio pubblico all’interno dello stesso gruppo societario. Non è accettabile che si determinino differenze retributive e di tutele così evidenti: il governo deve intervenire per garantire equità, trasparenza e rispetto dei diritti": conclude.
"La mobilità dei cittadini siciliani non può essere ostaggio di ritardi e rimpalli di responsabilità. Per questo ho presentato un’interrogazione a risposta scritta al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla grave situazione che interessa la dorsale ionica Messina-Catania-Siracusa, dove dal 13 novembre 2025 risultano chiusi tre fasci di binari su sette presso la stazione centrale di Catania, a seguito dell’incendio che ha colpito 'Le Ciminiere' e della conseguente installazione di un’impalcatura a ridosso del sedime ferroviario. Una condizione che, secondo il Comitato Pendolari, ha già comportato la cancellazione di migliaia di chilometri di tratte e pesanti disagi per pendolari, studenti e turisti, aggravati anche dai danni del ciclone Harry”. Lo dichiara la deputata del PD Maria Stefania Marino.
"Ho chiesto di chiarire le cause tecniche e amministrative che hanno determinato il protrarsi della chiusura, se il Ministero sia stato formalmente informato e quali iniziative urgenti intenda assumere nei confronti di Rfi e degli enti territoriali coinvolti per garantire la rimozione dell’impalcatura o la definitiva messa in sicurezza dell’area, con la riapertura dei binari interdetti e il pieno ripristino della capacità della linea", conclude la deputata dem.
Presentata interrogazione al ministro Giuli da parte delle deputate siciliane Dem Giovanna Iacono e Maria Stefania Marino
“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla destinazione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato italiano.
Il dipinto rappresenta un rarissimo capolavoro del Rinascimento italiano ed è probabilmente l’ultimo lavoro del maestro siciliano rimasto fino ad oggi in una collezione privata.”
Secondo quanto riportato da organi di stampa, l’opera sarebbe destinata al Museo di Capodimonte. Una scelta che ha suscitato un ampio dibattito, in particolare in Sicilia e a Messina, città natale dell’artista, dove si moltiplicano gli appelli affinché il dipinto possa essere esposto nel territorio di origine.
“Abbiamo chiesto al Ministro se sia a conoscenza della destinazione prevista e se non ritenga opportuno valutarne la collocazione presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina, anche d’intesa con la Regione Siciliana, in considerazione del profondo legame storico e identitario dell’opera con il territorio di origine dell’artista, nonché della piena coerenza e integrazione del dipinto con la collezione museale già esistente, che annovera altri capolavori di eccezionale rilievo.”
“La collocazione dell’Ecce Homo presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina consentirebbe di rafforzare il dialogo scientifico e culturale con le collezioni già presenti e di valorizzare in modo organico il contesto storico-artistico di riferimento dell’artista.”
“Tale scelta rappresenterebbe, inoltre, un’occasione di straordinaria valorizzazione culturale e identitaria, rafforzando il legame tra l’opera, l’artista e il territorio di origine”.
“Il tempo passa ma per la Sicilia, devastata dal ciclone Harry, siamo ancora all'anno zero. La situazione è sempre più drammatica ma il governo conferma il completo disinteresse. Alle passerelle delle prime ore, alle tante promesse di aiuti e soprattutto di risorse, non è corrisposta alcuna azione concreta. Per il governo Meloni, il Sud e la Sicilia in particolare, restano solo un bacino di voti in campagna elettorale e un peso da abbandonare a se stesso quando i riflettori delle telecamere sono spente. È un governo irresponsabile che vive di propaganda e di inerzia”. Così in una nota la deputata siciliana del PD, Maria Stefania Marino.
"Grazie all’impegno del Partito Democratico e alla battaglia portata avanti nelle sedi istituzionali, è stato possibile correggere una proposta che avrebbe penalizzato duramente il Sud e, in particolare, la provincia di Enna. I criteri inizialmente adottati dal governo per la Legge sulla Montagna avevano escluso comuni che, secondo i parametri storici finora utilizzati, sono sempre stati riconosciuti come montani, mettendo a rischio risorse fondamentali per servizi e sviluppo delle aree interne": è quanto dichiara la deputata Dem Maria Stefania Marino.
"Grazie all’azione del Pd e al confronto con le Regioni, sono stati recuperati comuni della provincia di Enna ingiustamente esclusi come Agira, Aidone, Assoro, Barrafranca, Pietraperzia, Regalbuto e Valguarnera Caropepe. Un risultato significativi per tutelare le comunità dell’entroterra siciliano e garantire continuità a politiche essenziali per la montagna. Resta necessario un cambio di rotta anche sul dimensionamento scolastico, che continua a colpire le aree interne. Il Pd continuerà a difendere il Sud e i territori montani, che rappresentano una risorsa strategica per la crescita e lo sviluppo del paese": conclude.
“Per l’ennesima volta il governo dimostra la sua totale insensibilità verso il lavoro e l’industria del Mezzogiorno. La chiusura unilaterale dello stabilimento Cargill di Giammoro in provincia di Messina, presidio storico che garantiva occupazione qualificata a decine di lavoratori e all’indotto locale, viene accompagnata dall’inerzia delle istituzioni, senza alcuna strategia né piano di tutela occupazionale. Chi paga il prezzo più alto sono le famiglie e le competenze della Sicilia industriale”: è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino sul suo ordine del giorno alla Legge Pmi respinto oggi, giovedì 5 febbraio, dall’Aula di Montecitorio. L’atto avrebbe impegnato l’esecutivo ad attivare subito un tavolo istituzionale con parti sociali, Regione e enti locali per tutelare i lavoratori di Cargill, ad utilizzare strumenti di politica industriale per salvaguardare presìdi produttivi strategici nel Mezzogiorno, a promuovere percorsi di reindustrializzazione in caso di chiusura, coinvolgendo imprese e investitori ed a rafforzare le misure contro delocalizzazioni e chiusure unilaterali,
“È inaccettabile che governo e Regione Siciliana non attivino strumenti concreti per salvare il sito: nessun tavolo istituzionale, nessun piano di reindustrializzazione, nessuna politica industriale reale. La multinazionale continua a investire altrove mentre i lavoratori restano soli. Noi continueremo a batterci affinché lo Stato torni a fare il suo dovere, difendendo il lavoro e contrastando delocalizzazioni e chiusure unilaterali”: conclude.
“Oggi, per l'ennesima volta, la Camera ha assistito ad uno show fatto di tante belle parole e poche azioni. L'informativa del ministro Musumeci sul maltempo e la frana di Niscemi si è ridotta ad un elenco di cose fatte nel passato, a problemi non riconducibili al governo e una sfilza di promesse. Tante parole su ieri e domani, nessuna sul presente. La verità è che il governo Meloni si ricorda del Sud solo durante la campagna elettorale e lo abbandona subito dopo”. Lo dichiara la deputata siciliana del PD, Maria Stefania Marino. “Servono azioni concrete e immediate per la Sicilia a partire dalla sospensione fiscale per le persone e le imprese. Servono risorse, tante, che si hanno già a disposizione con lo stanziamento di un miliardo per il Ponte sullo Stretto. Servono certezze ora e non promesse per un domani che resta sempre più incerto”, conclude Marino.