“La lotteria degli scontrini, nata come strumento di incentivazione ai consumatori e ai commercianti per contrastare l'evasione fiscale, inizialmente ha suscitato molto interesse nel 2021, ma appare oggi essere stata messa da parte dall’attuale Governo che non ha intrapreso alcuna azione di rilancio in questi anni. Se nel 2021 gli scontrini registrati furono 131 milioni, nel 2022 questa cifra è calata fino a poco più di 40 milioni. Circa centomila scontrini al giorno in tutta Italia.
Questa diminuzione denota che l’intervento del Governo tarda ad arrivare. La sottosegretaria Albano ha presentato dei dati parziali, anche perché occorrerebbe un aggiornamento per i registratori di cassa telematici per poter stampare un codice scansionabile da smartphone, tramite app. In altre parole i registratori che utilizzano gli esercenti devono essere adeguati e quest’operazione è tutt’ora in corso. Resta dunque il dato oggettivo che il governo ancora non si è attivato adeguatamente per far ripartire tutta la macchina della lotteria degli scontrini”. Lo ha detto Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio, intervenendo in commissione Finanze alla Camera.
“Il governo nel dl fiscale si è impegnato, approvando un mio ordine del giorno, a valutare l’innalzamento del tetto al 5 × 1000 per il terzo settore. In queste ore determinanti per l’esame della legge di bilancio alla Camera ci aspettiamo un atto concreto, reperendo le risorse necessarie e auspicando anche il sostegno della maggioranza , perché questa misura va nella direzione di aiutare il terzo settore in questo particolare momento di crisi sociale che sta attraversando l’intero Paese. La normativa vigente infatti prevede un tetto massimo di risorse che possono essere destinate al riparto del 5 per mille, a prescindere dalle volontà espresse dai cittadini. Noi chiediamo di incrementare queste risorse a favore delle realtà sociali che fanno volontariato, solidarietà sociale, ricerca scientifica e sanitaria, al fine di garantire il rispetto delle scelte operate dai contribuenti nell'espressione della volontà di devolvere il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche. Non possiamo abbandonare il terzo settore, non lo chiede soltanto il partito democratico ma lo chiedono gli operatori stessi del terzo settore che hanno bisogno di essere sostenuti”. Lo dichiara Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio, a proposito dell’esame della manovra di Bilancio in corso alla Camera.
“Complimenti e auguri alla nuova giunta dell’Emilia Romagna. Ottima squadra, a prevalenza femminile e competente. Grazie a Tosiani che ancora una volta resta alla guida del partito, dopo gli ottimi risultati elettorali. Adesso al lavoro sui punti che De Pascale ha evidenziato in campagna elettorale” così in una nota il deputato democratico, Virginio Merola.
“La decisione del governo di prorogare fino al 30 aprile 2025 le disposizioni in materia di responsabilità erariale che limitano la responsabilità dei soggetti sottoposti alla giurisdizione della Corte dei conti in materia di contabilità pubblica ai casi in cui la produzione del danno è ‘dolosamente voluta’ dal soggetto, contenuta nel Dl Milleproroghe approvato ieri dal Consiglio dei ministri, è un fatto molto grave”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Evidentemente – conclude Merola – o il governo Meloni non si fida di chi lavora e prende decisioni all’interno della PA, soprattutto in merito alla gestione del Pnrr, oppure non vuole, e sarebbe grave, sottoporre l’operato della PA alla giurisdizione della Corte dei Conti. Questa proroga, non motivata dal governo, è l’ennesimo atto, dopo condoni su condoni e concordati a favore degli evasori fiscali, che mina sempre di più quel rapporto fiduciario che esiste tra cittadini e istituzioni sulla gestione della cosa pubblica”.
"Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, proprio durante la Giornata internazionale anticorruzione ci spiega che la corruzione, soprattutto quella transnazionale è un reato sempre più difficile da perseguire e che 'dobbiamo attrezzarci per rispondere in modo adeguato'. Queste dichiarazioni lasciano abbastanza sconcertati considerando che proprio le modifiche introdotte dal Guardasigilli, come la parziale abrogazione del reato di traffico illecito di influenze e la cancellazione del reato dell'abuso d'ufficio vanno proprio nella direzione opposta a quello che servirebbe per contrastare in modo più efficace la corruzione, oltre ad esporci con l'UE correndo il rischio di fare dell'Italia un unicum nel contesto dei grandi Paesi europei". Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
"Per completezza - ha concluso Merola - occorre purtroppo menzionare anche il tentativo di depotenziare gli sforzi della magistratura inquirente con le limitazioni imposte dalla modifica al codice degli appalti e all'uso delle intercettazioni. La Banca Mondiale evidenzia come la percezione da parte dei cittadini di un sistema corrotto riduca le entrate fiscali. La lotta alla corruzione va di pari passo con la lotta all'evasione fiscale, imponendo sanzioni importanti per chi evade il fisco. Ministro Nordio si rende conto che in tema di corruzione e lotta all'evasione fiscale il governo di cui fa parte è all'eterogenesi dei fini?".
“Le previsioni di Ocse e Istat ci forniscono un quadro economico completamente diverso da quello che vorrebbe la narrazione di Giorgia Meloni e del suo governo. La crescita del Pil italiano per il 2024 è dello 0,5 per cento, molto al di sotto delle stime di Palazzo Chigi. Bankitalia e l’Ufficio parlamentare di bilancio hanno messo in guardia l’esecutivo sui possibili effetti iniqui e distorsivi, soprattutto a danno del ceto medio, che la legge di Bilancio potrebbe causare con la rimodulazione degli scaglioni Irpef. Le stime di crescita al ribasso, i mancati introiti originariamente previsti con il concordato biennale e la scarsa propensione di questo governo a disincentivare l’evasione, porteranno sicuramente a una diminuzione del gettito fiscale. In questo quadro economico per nulla rassicurante, l’inadeguatezza del governo guidato da Giorgia Meloni ci sta portando dritti a una manovra economica correttiva per far quadrare i conti. Più che a una legge di Bilancio, siamo di fronte ai continui rinvii e veti incrociati, per le divisioni, sempre più palesi, all’interno della maggioranza. Non bastano più le fiducie: siamo alla versione Milleproghe anche sulla Bilancio”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Complimenti al lavoro della magistratura e delle forze dell’ordine per l’indagine che colpisce una organizzazione eversiva nazista. In questi tempi di difficoltà della democrazia è importante non abbassare la guardia e non sottovalutare il pericolo dell’azione di delinquenti neo fascisti e neonazisti. Tutte le forze politiche democratiche devono reagire in modo unitario”.
Così il deputato democratico, Virginio Merola.
“Le destre hanno respinto un emendamento al decreto Fiscale, a mia prima firma, sul 5 per mille per le associazioni del terzo settore, le quali, a fronte di un aumento delle scelte dei contribuenti a loro favore non ne possono comunque usufruire totalmente perché esiste un tetto massimo, raggiunto il quale le somme spettanti vengono rideterminate con un criterio di ripartizione proporzionale sulla base del limite fissato per legge. Ritengo che questa norma sia profondamente sbagliata. Il mio emendamento alzava il tetto al fine di ricomprendere il totale delle scelte dei contribuenti per aiutare un settore che, come in questo periodo, diventa essenziale per la tenuta del sistema sociale del nostro Paese”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Oggi in commissione Finanze abbiamo votato contro il decreto fiscale. Il messaggio del governo è sempre più chiaro e sempre più preoccupante: ‘per favore pagate qualcosa’. Hanno di nuovo fatto slittare i termini per il concordato preventivo a cui si aggiungono ulteriori proroghe, dilazioni, ravvedimenti operosi e imposte sostitutive che annullano tutte le altre tasse. Così facendo il governo sta compromettendo il gettito fiscale generale del nostro Paese a favore di alcune corporazioni e soprattutto sta aumentando le ingiustizie verso i lavoratori dipendenti e pensionati”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Questo – ha concluso Merola - non è accettabile, si sta frantumando il nostro sistema fiscale. Il nostro è un voto contrario a un decreto che non farà altro che aumentare le ingiustizie, ma soprattutto non coprirà le entrate necessarie per la riforma dell'Irpef che il governo aveva messo in cantiere. Le adesioni al concordato sono molto basse e noi non riteniamo che dicendo ai contribuenti ‘per favore versate qualcosa’ si possa rimediare all’ingiustizia fiscale. Questa destra invece di aumentare i controlli aumenta le mance agli evasori e a chi elude il fisco”.
“Il governo ha fornito Importanti precisazioni, in particolare apprendiamo che avremo l'elenco della composizione del Comitato. Molto importante anche la precisazione che siamo in una fase in cui è il Comitato a fare delle proposte che non pregiudicano le decisioni del governo. In merito al tema della consultazione pubblica, noi l'abbiamo avanzata, ricordo, perché il governo ha chiesto la delega su questo provvedimento, quindi di fronte ad una delega ci sembrava importante aumentare il confronto. Ovviamente siamo molto favorevoli che sia fatta in sede parlamentare. Tuttavia, di fronte a questa contraddizione nell'operato del governo, pensiamo sia importante avere tutte le informazioni relative alla composizione di questo Comitato e sia utile avere tempi precisi perché si possa fare una discussione adeguata entro marzo, come è stato riferito”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, in replica alla risposta del sottosegretario dell’Economia e delle finanze, Federico Freni, all’interrogazione in commissione sottoscritta anche dai deputati dem D’Alfonso, Ricciardi, Stefanazzi e Tabacci.
“Ci auguriamo che vengano almeno rispettati i tempi per analizzare il testo in Parlamento senza corse in avanti della maggioranza” ha aggiunto Merola a margine. Nell’interrogazione si chiedeva al governo quale sia “l’attuale composizione del Comitato di coordinamento e dei gruppi di lavoro per la riforma del Testo Unico della Finanza, in quali tempi saranno emanati gli schemi di decreto attuativi, con quale tempi e modalità intenda procedere a una consultazione pubblica nonché come intenda garantire la trasparenza dei lavori del Comitato e dei gruppi anche con riguardo alle occasioni in cui uno o più fra i loro membri si siano o si saranno astenuti dalle votazioni per conflitto d’interessi”.
“La maggioranza non c’è più, Giorgia Meloni ne prenda atto e ne tragga le logiche conseguenze. Sono divisi su tutto, dai voti a Bruxelles, alla guerra in Ucraina passando per la Legge di Bilancio. Oggi in commissione Bilancio al Senato, durante le votazioni al decreto fiscale, la narrativa della premier che descrive armonia e sintonia tra le forze della sua maggioranza e pericolosi nemici al di fuori del loro perimetro di alleanze, si è volatilizzata quando la maggioranza è stata battuta due volte a distanza di poche ore: una volta sul taglio del canone Rai voluto da Salvini ma osteggiato da Forza Italia e l’altra per l'astensione della Lega su un emendamento a firma Lotito, in merito alla sanità in calabrese. Tutto questo avviene durante la discussione della Manovra alla Camera, dove un Paese in difficoltà aspetta misure per tornare a crescere”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“La montagna ha partorito un topolino. Doveva essere il vertice risolutivo di maggioranza per rendere più digeribile la Manovra, ma quello di casa Meloni è stata la fotografia del governo di destra-destra e non se ne abbia a male Tajani se torna a casa a mani vuote. Perché questo è il governo dalle tante parole ma dei pochi fatti, delle tante promesse e dalle molte bugie. E così, anche questa volta l'equitá fiscale per ceto medio e pensionati, come il taglio delle accise promesso dalla premier in un famoso video, si farà un'altra volta”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Il governo che strizza l'occhio agli evasori - conclude Merola - stando alle analisi dell'Ufficio parlamentare di bilancio, è riuscito nell'incredibile impresa di portare l'aliquota effettiva, per i lavoratori dipendenti con redditi tra 32 mila e 40 mila euro, a quota 56 per cento, rispetto a un 35 per cento dichiarato. Aliquota che, per effetto del ritocco alle detrazioni, farà salire la pressione fiscale per 18 milioni di lavoratori dipendenti. Questa riforma fiscale è un flop totale, l'ennesima occasione sprecata per dare respiro alla classe media e rilanciare i consumi interni. Come al solito i numeri sono più duri della realtà e il castello di propaganda della Meloni sta piano piano crollando“.
“Nessuna scusa, la violenza degli uomini contro le donne è da combattere, con leggi ben applicate, con maggiori fondi per le case delle donne e per la prevenzione. La violenza sessuale ed economica, le discriminazioni di salario e di carriera, la cultura maschilista sono inaccettabili” così il deputato democratico Virginio Merola.
“Indifferibile legge per disciplinare materia”
Il comparto dei giochi e delle scommesse è sempre più insaziabile. A chiarirlo sono i numeri che il governo ha fornito in risposta alla mia interrogazione sul gioco d’azzardo. La dimensione dei conti gioco online è qualcosa di abnorme: la raffigurazione plastica dell’involuzione che il ricorso ai giochi e alle scommesse rappresenta nel paese.
Il dettaglio, purtroppo, denota una crescita costante del numero dei conti gioco attivi e del valore finanziario che questi contengono: siamo passati da un numero di 9.651.403 del 2019 a 15.207.386 del 2023, quindi con una crescita del 15.8% che è identica all’aumento percepito dalle famiglie italiane relativamente alle spese per i figli rispetto all’anno precedente secondo uno studio condotto da Findomestic. In termini finanziari il dato più inquietante è certamente dato dal valore che, al 31 dicembre 2023, era pari a 10.384.936.454 di euro: una somma di denaro impressionante sostanzialmente in dote alle società di scommesse e nei fatti sottratto al resto dell’economia reale.
Il comparto dei giochi rivela ancora una volta l’estensione della propria voracità. Questo fenomeno contribuisce ad alzare l’asticella della povertà: per la stragrande maggioranza degli avventori, il ricorso ai giochi, continua a rappresentare il modo col quale poter cambiare vita ma in realtà, fatte salve rarissime eccezioni, il sistema è congeniato per redistribuire micro vincite e soprattutto per accresce i guadagni dei concessionari del gioco. Da tempo, stiamo sollecitando la maggioranza ad un confronto vero sul tema, ma la destra continua a rifuggirlo. Anche alla luce di questi dati così incresciosi, siamo fermamente convinti che la stesura di una legge organica che disciplini la materia, sia indifferibile. E noi come Pd, anche per mezzo delle proposte che da tempo abbiamo elaborato, ribadiamo la nostra disponibilità.
Così Virginio Merola, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Finanze.
“Il ministro Giorgetti conferma la mancanza di visione a lungo termine di questo governo, proponendo nella manovra misure temporanee e parziali che non affrontano alla base i problemi economici italiani. L’estensione della tassazione, come la web tax, che andrà a colpire le piccole e medie imprese e la mancanza di investimenti in settori chiave come la digitalizzazione, sono il segno della miopia di questo governo. La manovra manca di politica industriale e non stanzia risorse per migliorare l’accesso al credito delle Pmi. Le uniche agevolazioni riguardano coloro che hanno interesse a dichiarare meno, per pagare meno imposte, concedendo, con il concordato preventivo biennale, la possibilità di concordare il reddito da dichiarare con il rischio di generare le cosiddette frodi carosello perché una volta pattuito il fatturato c’è il rischio che si incentivi la fatturazione ‘per altri’”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze, commentando le parole del ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti in audizione oggi sulla manovra di fronte alle commissioni Bilancio congiunte.
“Questa legge di Bilancio – ha concluso Merola - è l’ennesima occasione sprecata per il rilancio del Paese e per rendere l’Italia più competitiva, giusta e preparata per le sfide future. Una legge di Bilancio che durante le audizioni in commissione ha dimostrato tutta la sua fragilità con i numeri che non tengono perché sono solo frutto della propaganda del governo e non della realtà”.