29/04/2026 - 18:22

“Se Giuli la pensa davvero così perché non dice alla sua maggioranza di votare la nostra risoluzione in commissione di Vigilanza Rai che dice no alla vendita? Semplice. E basta provocazioni mischiando le carte con il caso Venezi, su cui Giuli dovrebbe solo chiedere scusa invece che ironizzare”. Lo dichiara il capogruppo del Pd in commissione di Vigilanza Rai, Stefano Graziano, commentando le parole del ministro della Cultura Alessandro Giuli intervenuto in diretta da Fiorello sul caso del Teatro delle Vittorie e sulle ipotesi di intervento della Rai e del Ministero.

29/04/2026 - 15:23

La capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, interviene in merito alle recenti dichiarazioni della direttrice d’orchestra Beatrice Venezi, dalle quali emerge l’intenzione di avviare una diatriba legale con il Teatro La Fenice riguardo alle modalità del suo licenziamento da parte del sovrintendente.
“Siamo di fronte all’ennesimo caso in cui, oltre al danno, si rischia di aggiungere la beffa. La Fenice, una delle più importanti istituzioni culturali del Paese, si troverà ora a dover gestire una vicenda complessa che, indipendentemente dall’esito, comporterà un significativo impiego di tempo e risorse. Per non parlare del danno reputazionale che è sotto gli occhi di tutti. Quanto sta accadendo è il frutto di una gestione della cultura da parte della destra, e in particolare di Fratelli d’Italia, che sta producendo effetti dannosi diffusi. Le istituzioni culturali vengono caricate dei costi di una politica miope e irresponsabile, che considera la cultura come terreno di occupazione anziché come patrimonio da tutelare e valorizzare. Una volta chiariti tutti gli sviluppi della vicenda, chiederemo in Parlamento di fare piena luce sugli eventuali costi che il caso Venezi avrà determinato per le casse dello Stato italiano. Giuli, che ha responsabilità politiche in questo ambito, dovrebbe riflettere seriamente su quanto sta accadendo e assumersene fino in fondo le conseguenze”, conclude Manzi.

28/04/2026 - 17:53

"Esprimo, a nome del Partito Democratico, la più piena vicinanza e solidarietà alle musiciste e ai musicisti del Teatro La Fenice di Venezia, oggetto di inaccettabili minacce di morte. Si tratta di episodi gravissimi, che colpiscono non solo le persone direttamente coinvolte, ma l’intero sistema culturale del nostro Paese. Di fronte a questi fatti non si può e non si deve mai abbassare la guardia". Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera. "Ci aspettiamo una presa di distanza chiara e una solidarietà unanime da parte di tutte le forze politiche. La difesa della libertà artistica e della sicurezza di chi lavora nella cultura deve essere un terreno condiviso, sottratto a ogni ambiguità".

"Ribadiamo con fermezza la nostra posizione su questa vicenda e, più in generale, sul modo in cui il partito della Presidente Meloni, attraverso ministri e figure istituzionali legate alla cultura, sta gestendo le politiche culturali del Paese. Un approccio divisivo, spesso caratterizzato da toni e modalità che alimentano tensioni e contrapposizioni, che il sistema culturale italiano non merita. Il ministro Giuli rivendica a parole l’autonomia della cultura, ma nei fatti assistiamo a un utilizzo delle istituzioni culturali – dai musei ai teatri, fino alle fondazioni liriche – come terreno di scontro identitario e politico. Il caso di Venezia rappresenta purtroppo uno degli esempi più evidenti di questo fallimento".

 

27/04/2026 - 19:35

“Dopo le dichiarazioni della stessa Beatrice Venezi, è evidente che questa vicenda è tutt’altro che chiusa e va chiarita fino in fondo, anche nelle sue conseguenze. Noi non accetteremo che venga sprecato neanche un solo euro di risorse pubbliche”. Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura della Camera. “Il continuo rimarcare, nella giornata di oggi, che il licenziamento di Beatrice Venezi dal Teatro La Fenice sia una scelta autonoma del sovrintendente ha tutto il sapore di una excusatio non petita. Giorgia Meloni stamattina e Giuli nel pomeriggio – prosegue – continuano con questo ritornello come a voler far credere che quella di Venezi non sia stata una grandissima operazione politica fallita di Fratelli d’Italia. Hanno fatto di tutto per sostenerla e difenderla, schierandosi apertamente e prendendo posizione contro il mondo della lirica e della sinfonica italiana. Esponenti di FdI hanno partecipato anche a manifestazioni pubbliche, con Mollicone in testa a Venezia, e oggi ci vogliono dire che non era una scelta politica. Se non ci fossero state queste prese di posizione, qualcuno avrebbe persino potuto sollevare dubbi su indebite interferenze in decisioni che dovrebbero restare autonome e proprie delle istituzioni culturali. Ma del resto – aggiunge – è lo stesso schema che Fratelli d’Italia sta applicando ovunque: riempire i consigli di amministrazione delle istituzioni culturali, a partire dai musei, con figure legate alla politica locale. È una brutta pagina per il nostro sistema culturale. Altro che autonomia: siamo di fronte a un’ingerenza continua e sistematica. E oggi si tenta di prenderne le distanze. In modo tardivo e maldestro”, conclude Manzi.

26/04/2026 - 18:40

“Il caso del Teatro La Fenice certifica il fallimento del Governo e di Fratelli d’Italia nelle politiche culturali.”
Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera.
“La vicenda legata alla nomina di Beatrice Venezi è il risultato di una scelta politica imposta dall’alto, senza ascolto del mondo della musica e della lirica, che abbiamo contestato fin dall’inizio.”
“È un metodo sbagliato, che mortifica competenze e autonomia delle istituzioni culturali e che oggi presenta il conto.”
“Era stata trasformata in una bandiera da Fratelli d’Italia. Oggi quella bandiera è stata ammainata.”
“Ci auguriamo che tutta questa vicenda non costi neanche un euro allo Stato italiano. Il prezzo sulla credibilità delle nostre istituzioni culturali, purtroppo, è già stato altissimo.”
“Il ministro Giuli, invece di esprimere solidarietà al sovrintendente Colabianchi, dovrebbe richiamarlo per la gestione caotica e gravissima dell’intera vicenda. Non bastano queste tardive marce indietro per nascondere responsabilità ormai evidenti.”
“Attendiamo di conoscere nel dettaglio tutte le conseguenze di quanto sta accadendo, per poi assumere gli atti politici conseguenti in Commissione Cultura alla Camera, la Commissione guidata da Federico Mollicone, che in questi anni si è più volte espresso a favore di Venezi e che oggi dovrebbe trarre le conseguenze di questa grave sconfitta politica, personale e del suo partito, oltre che delle scelte del Governo Meloni.”

24/04/2026 - 21:18

“Siamo ormai di fronte a una gestione della cultura e delle istituzioni culturali inadeguata e pasticciata,  degna dell’asilo Mariuccia”. Lo afferma la capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, commentando la decisione del ministro della Cultura, Alessandro Giuli, di non partecipare all’apertura della Biennale di Venezia.

“È passato diverso tempo da quando il ministro ha ingaggiato un vero e proprio braccio di ferro con il presidente Pietrangelo Buttafuoco, senza riuscire a trovare una soluzione. Siamo davanti a una gestione personalistica, fatta di gelosie, mancato coordinamento e tensioni che nulla hanno a che vedere con ciò che dovrebbe essere la cura del patrimonio culturale e di uno degli eventi artistici più importanti della scena internazionale”.

“È possibile che, in tutto questo tempo, il ministro non sia riuscito ad avviare un dialogo costruttivo con il presidente Buttafuoco per riportare la situazione a una decisione saggia?”.

“Il gioco dell’autonomia ha raggiunto il suo apice ieri, quando la giuria della Biennale ha addirittura preso le distanze dalla presidenza. Siamo ormai a un tutti contro tutti, dimostrazione evidente del caos che questo governo sta producendo anche nel settore culturale. Un quadro che conferma come, anche in ambito culturale, questa legislatura si stia rivelando un grande fallimento”.”

 

24/04/2026 - 13:27

Intervento nella notte alla Camera del deputato PD Andrea Casu, nel corso della seduta fiume sul decreto sicurezza, durante la quale il Partito Democratico è intervenuto con 58 interventi, definendo il provvedimento “il fallimento dell’azione del Governo Meloni” in materia di sicurezza.

 

Nel suo intervento, Casu ha criticato l’operato dell’Esecutivo, parlando di “modalità totalmente discrezionali” nell’assegnazione delle risorse pubbliche, con riferimento a diversi settori, a partire da quello culturale.

 

Il deputato ha quindi fatto riferimento alla presenza in Aula del Sottosegretario alla Cultura Cannella, richiamando quanto riportato nelle ultime ore dalla stampa, in particolare da La Stampa in un retroscena firmato da Ilario Lombardo.

 

“Diamo il benvenuto in Aula al Sottosegretario Cannella – ha dichiarato Casu – di cui abbiamo appreso dalla stampa una certa capacità nel reperire risorse, riuscendo da vicesindaco di Palermo a finanziare per 600.000 euro un progetto cinematografico denominato ‘Tf45’ di cui è coautore. Chiederemo conto in altre sedi di questa situazione, perché è fondamentale comprendere quali siano i criteri con cui vengono assegnate le risorse pubbliche in Italia”.

 

Casu ha inoltre definito “una ferita politicamente molto grave” la mancata assegnazione di fondi al film su Giulio Regeni.

 

“Tuttavia oggi siamo qui per discutere di sicurezza – ha proseguito – e proprio per questo servono risorse per la sicurezza dei cittadini”.

 

Il deputato ha quindi richiamato la bocciatura degli emendamenti PD sia alla Camera che al Senato, sottolineando la necessità di interventi immediati: “Servirebbero le risorse per far scorrere la graduatoria dei 2.700 vice ispettori e realizzare tutte le assunzioni necessarie delle forze dell’ordine”.

 

24/04/2026 - 13:23

Giuli chiarisca immediatamente’

I deputati democratici della Commissione Cultura della Camera hanno depositato un’interrogazione parlamentare al Ministero della Cultura per fare piena luce su quanto emerso in queste ore sugli organi di stampa, in particolare in un articolo a firma di Ilaria Lombardo.

Secondo le ricostruzioni giornalistiche, il neo-sottosegretario alla Cultura Cannella avrebbe ricevuto, in qualità di autore, finanziamenti dal Ministero della Cultura per la produzione di un’opera cinematografica. Una circostanza che, se confermata, impone la massima trasparenza e un chiarimento puntuale.

“Non formuliamo giudizi preventivi – dichiarano i deputati dem – ma riteniamo doveroso verificare che tutte le procedure di assegnazione dei fondi pubblici siano avvenute nel pieno rispetto delle norme e senza alcuna ombra”.

La questione, sottolineano i parlamentari, riguarda non solo il caso specifico ma un principio generale: “Chi si candida a ricoprire un ruolo così delicato come quello di sottosegretario alla Cultura, chiamato ad affrontare dossier fondamentali tra cui proprio i criteri e le modalità di assegnazione delle risorse al settore cinematografico, deve poter garantire assoluta limpidezza e assenza di conflitti o opacità”.

Per questo motivo, nell’interrogazione si chiede al Ministero della Cultura di fornire con urgenza tutta la documentazione relativa al procedimento di finanziamento: dai bandi ai criteri di selezione, dalle commissioni valutatrici agli atti finali di assegnazione.

“È una questione di trasparenza nei confronti delle istituzioni e dei cittadini – concludono i deputati PD – e di tutela della credibilità di un settore strategico come quello culturale e audiovisivo. Giuli deve fare piena luce”.

 

23/04/2026 - 13:46

“Il passo indietro annunciato dal ministro Giuli e comunicata al presidente De Pascale circa il ripristino dei fondi destinati ai Luoghi della Memoria è una buona notizia. Si tratta di un segnale che va nella direzione giusta dopo le proposte sollevate dai sindaci, dai consiglieri regionali e dai Luoghi di Memoria stessi nelle scorse settimane. Tuttavia alle parole devono ora seguire atti concreti e tempestivi che restituiscano integralmente quanto sottratto. I Luoghi della Memoria non rappresentano solo spazi fisici ma presìdi civili e culturali fondamentali per la trasmissione dei valori democratici alle nuove generazioni. Onorare la memoria delle vittime della dittatura nazifascista significa assumersi una responsabilità collettiva per custodire la verità storica, contrastare ogni forma di revisionismo e riaffermare con forza i principi di libertà, giustizia e democrazia su cui si fonda la nostra Repubblica. Per questo è indispensabile garantire risorse certe e strutturali a chi, ogni giorno, mantiene viva questa memoria”.

 

Lo dichiara Stefano Vaccari, deputato emiliano del Partito Democratico e segretario di Presidenza della Camera.

 

23/04/2026 - 12:56

"La telefonata del Ministro Giuli al Presidente De Pascale che garantisce il ripristino dei fondi ai luoghi della Memoria è un’ottima notizia. Avere sollevato con forza i problemi che i tagli del Ministero stavano creando è stato importante. Per quanto mi riguarda l'ho fatto con una interrogazione parlamentare. Ora è importante che al più presto seguano gli atti formali".

Così Andrea De Maria, deputato PD.

 

21/04/2026 - 11:54

“Torno ad esprimere la più ferma condanna per la grave aggressione subita dalla troupe di Report durante lo svolgimento della propria attività giornalistica a Monzambano, in provincia di Mantova, fuori dal macello Mario Troni. Colpire un operatore con un bastone di ferro e distruggere una telecamera non è solo un atto di violenza inaccettabile, ma rappresenta un attacco diretto alla libertà di informazione, pilastro fondamentale della nostra democrazia. È indispensabile che venga fatta piena luce, in tempi rapidi, sia sull’episodio violento, sia sulle criticità emerse nel servizio realizzato da Giulia Innocenzi. Le immagini e le testimonianze raccolte sollevano interrogativi seri che meritano risposte chiare da parte delle autorità competenti. Il giornalismo di inchiesta svolge un ruolo essenziale nel garantire trasparenza e legalità, soprattutto in ambiti delicati come quello della filiera agroalimentare. Tentare di ostacolarlo con la violenza è un segnale allarmante che non può essere tollerato. A Giulia Innocenzi e all’operatore Giovanni De Faveri va la mia piena solidarietà e vicinanza. Difendere il loro lavoro significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati e la qualità stessa della nostra democrazia”.

Così il deputato dem e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

15/04/2026 - 17:54

“Cosa pensano la Presidente del Consiglio e il Ministro della Cultura dell’iniziativa della Lega sulla Biennale di Venezia? Condividono la posizione che il partito del vicepremier Salvini sta portando avanti in Europa oppure no?” Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei della Camera.
“Sulla vicenda della Biennale siamo di fronte a un fatto politico gravissimo: una forza di maggioranza sceglie di muoversi in totale autonomia in Europa, nonostante le dichiarazioni della Presidente del Consiglio e del Ministro della Cultura, assumendo una posizione di fatto opposta a quella espressa dal Governo.”
“È una scelta che rappresenta un attacco diretto alla linea indicata dalla Presidente del Consiglio e dal Ministro della Cultura, e che certifica una frattura evidente all’interno della maggioranza. Sono fuori controllo”. “La Presidente del Consiglio ha infatti rivendicato il ruolo del Governo nella politica estera, mentre il Ministro della Cultura ha preso le distanze dal Presidente della Fondazione della Biennale. In questo quadro già confuso, la Lega interviene direttamente presso le istituzioni europee con una propria linea, diversa e incompatibile con quella dell’Esecutivo.”
“È evidente che non esiste una posizione unitaria. Ci chiediamo allora: chi guida davvero la politica culturale ed estera del Paese? Chi rappresenta l’Italia nel confronto con l’Unione Europea? Chiediamo al Governo di chiarire immediatamente quale sia la posizione ufficiale dell’Italia sulla Biennale e nei rapporti con l’Unione Europea, mettendo fine a questo caos e assumendosi la responsabilità politica delle proprie scelte.”

15/04/2026 - 11:41

Ministro sta sottovalutando, colpiti luoghi simboli del nostro patrimonio, inattività Governo crea disagi e truffe

 

“Dopo quanto accaduto agli Uffizi, apprendiamo ora che anche il Colosseo è stato colpito da un attacco hacker che ha messo in difficoltà il sistema di prenotazione online e il sito. I campanelli d’allarme stanno suonando sempre più forte e ci dicono con evidenza che il nostro patrimonio culturale non è adeguatamente protetto negli ambienti digitali”. Così Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Cultura alla Camera. “Negli ultimi anni il Ministro Giuli ha ereditato risorse ingenti per il rafforzamento digitale del patrimonio culturale italiano e dei luoghi della cultura. Il PNRR prevedeva misure significative proprio su questi ambiti. A pochi mesi dalla chiusura del progetto europeo, chiediamo: quanto di quanto programmato è stato effettivamente realizzato? Qual è oggi lo stato della sicurezza digitale del nostro patrimonio? E cosa sta facendo concretamente il Ministero per prevenire e contrastare questi attacchi? Al momento – prosegue Manzi – abbiamo l’impressione che il Ministro apprenda dai giornali quanto sta accadendo, senza che risultino dichiarazioni o iniziative tempestive per fronteggiare la situazione. Siamo di fronte a una preoccupante sottovalutazione di un fenomeno che invece richiede la massima attenzione. L’inattività di Giuli ha già effetti negativi concreti per cittadini e visitatori: i disagi nei sistemi ufficiali spingono infatti molte persone a rivolgersi a piattaforme non sicure e non ufficiali, con il rischio di pagare costi maggiori e di incorrere in truffe. La sicurezza digitale è ormai parte integrante della tutela del patrimonio culturale. Per questo il Partito Democratico annuncia la presentazione di una nuova interrogazione parlamentare sul caso Colosseo, che si aggiunge a quella già depositata sugli Uffizi. Due luoghi simbolo del nostro patrimonio sono sotto attacco: fare finta di nulla è molto grave. Il Ministro Giuli riferisca al Parlamento cosa sta facendo”.

 

14/04/2026 - 14:02

“Sulla partecipazione della Russia alla Biennale di Venezia, continuiamo a registrare ambiguità da parte del governo. Il ministro della Cultura, Alessandro Giuli, a parole si è schierato, ma tutto si è poi trasformato in un nulla di fatto, eccezion fatta per la sanzione minacciata dalle istituzioni europee. Non è certo a colpi di carte bollate che si gestisce il patrimonio culturale italiano”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che denuncia la “forte preoccupazione per le modalità con cui il governo sta procedendo, che finiranno per determinare un taglio di 2 milioni di euro ai finanziamenti alla Biennale”.
“È lecito chiedersi come sia possibile che il Ministero non riesca a dialogare nemmeno con figure che esso stesso ha contribuito a nominare, per giungere a decisioni di buon senso senza dover ricorrere allo scontro. Questa inattività rischia di tradursi nella perdita di importanti fondi europei, che rappresentano un sostegno essenziale per il sistema culturale e per il prestigio internazionale delle nostre istituzioni”

10/04/2026 - 13:42

“La scelta del ministero della Cultura di non finanziare il docufilm dedicato a Giulio Regeni è stata  grave e con motivazioni purtroppo deboli e politiche , come sembrano confermare anche le dimissioni avvenute in questi giorni di Paolo Mereghetti, Massimo Galimberti e ieri di Ginella Vocca, componenti delle sottocommissioni Cinema del Mic. Abbiamo posto la questione anche in Aula, durante il question time, con un’interrogazione a prima firma della nostra segretaria Elly Schlein, per chiedere spiegazioni sulle valutazioni compiute dalla sottocommissione ministeriale  che appaiono  motivate più da intenti politici che da ragioni artistiche ”. Lo afferma Irene Manzi, capogruppo del Partito Democratico in commissione Cultura alla Camera.

“Il ministro – aggiunge l’esponente dem - ha preso le distanze dalle decisioni della commissione, ma il punto riguarda anche le modalità con cui queste commissioni vengono formate. In queste ore emergono notizie giornalistiche che collegano componenti delle commissioni a esponenti della maggioranza, del partito della Presidente del Consiglio Meloni e del ministro Giuli, delineando una vera e propria filiera interna ai processi di valutazione. Il caso del docufilm su Regeni è emblematico e dimostra come il metodo Giuli che vuole la politicizzazione delle commissioni, la riduzione delle risorse e un approccio egemonico rappresentino un mix micidiale per l’industria cinematografica. Un’industria che, giustamente, sta reagendo e alla quale va tutta la nostra solidarietà. La cultura e l’arte cinematografica devono restare libere dalla politica”.

“È un quadro – conclude Manzi - che conferma ancora una volta come questo governo sia più interessato all’occupazione di ruoli e cariche che a sostenere davvero la cultura e l’intero settore cinematografico, come purtroppo i tagli dell’ultima legge di bilancio sembrano confermare”.

 

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