01/10/2025 - 14:09

“Il quadro economico e sociale del Paese è molto preoccupante: abbiamo un Pil quasi fermo, un’inflazione che continua a mordere i redditi e una pressione fiscale che cresce, mentre la spesa per sanità e istruzione è ai minimi storici. Eppure, invece di affrontare queste emergenze, il governo concentra il dibattito della legge di bilancio su temi come la rottamazione delle cartelle esattoriali. È semplicemente lunare”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

Secondo l’esponente Pd, “la vera priorità deve essere restituire il fiscal drag, perché milioni di cittadini, in particolare il ceto medio, hanno visto erodere il proprio reddito dall’inflazione senza alcun intervento di compensazione. È un atto di giustizia sociale che va fatto in modo sistematico”.

Al centro delle proposte dei dem ci sono la difesa dei salari – “a partire dal salario minimo” – e il rilancio del Servizio sanitario nazionale: “Non è solo un problema di risorse, ma anche di vincoli assurdi che impediscono nuove assunzioni. Così si spendono più soldi per acquistare servizi esterni, mentre i cittadini pagano prezzi sempre più alti anche per i farmaci”.

Infine, Guerra sottolinea la necessità di sostenere il sistema produttivo: “Le esportazioni sono in calo, le imprese sono in difficoltà e il programma Transizione 5.0 si è rivelato un fallimento. Servono interventi veri e strategie per la crescita, non slogan e promesse irrealizzabili”.

 

30/09/2025 - 18:08

Dopo aver mentito al Parlamento, dopo aver fatto carta straccia del diritto umanitaria, dopo aver colpito e mortificato un’istituzione internazionale come la Cpi, oggi per il governo Meloni c’è l’autoassoluzione sul caso Almasri: la maggioranza ha votato contro il processo  richiesto dal Tribunale dei Ministri a Nordio e Piantedosi e al sottosegretario Mantovano e presto farà lo stesso in Aula.

Un comportamento inaccettabile che impedisce che si faccia chiarezza su una delle pagine più sconcertanti del governo di destra: il salvataggio di un criminale accusato di crimini contro l'umanità e crimini di guerra. La verità e la giustizia non possono essere sacrificate per proteggere alleanze e interessi non chiari e di cui il Governo deve ancora rispondere al Paese.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

30/09/2025 - 17:28

“Il Governo deve dare spiegazioni con urgenza: gli italiani e gli interessi nazionali in Libia sono ancora tutelati? È una domanda più che lecita, dal momento che Nordio, Piantedosi e Mantovano, per salvarsi e scappare dalla giustizia, hanno affermato di aver agito per garantire la sicurezza dei nostri connazionali in Libia. A questo punto, cosa sta accadendo davvero e chi li sta garantendo? Palazzo Chigi chiarisca”, così la responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani commenta la notizia della rimozione di Almasri dalla polizia nel giorno in cui la giunta ha votato per giustificare la correttezza dell’operato per la sua liberazione. “Se non fosse un dramma, sarebbe una comica - prosegue Serracchiani - nello stesso giorno in cui la maggioranza vota il ‘salvacondotto’ per Nordio, Piantedosi e Mantovano – che sotto evidente ricatto hanno garantito l’impunità a un assassino e stupratore – si scopre che lo stesso criminale è oggi ricercato e sta tentando di fuggire dalla Libia, dove le autorità lo accusano di gravissimi reati.
Un cortocircuito politico e giudiziario che mette a nudo l’irresponsabilità del governo Meloni e l’assurdità di decisioni che non tutelano né la giustizia né la sicurezza dei cittadini”.

 

30/09/2025 - 17:24

“La maggioranza vuole giudicarsi da sola. Non accetta l’idea di un giudice terzo e si è messa di traverso a quella che sarebbe stata la decisione più saggia: permettere alla giustizia di fare il suo corso.

Sul caso Almasri troppe cose non tornano: dalle omissioni via social della Presidente Meloni alle menzogne dei ministri, che in Parlamento hanno portato versioni diverse e contraddittorie solo per nascondere agli italiani due verità gravissime. La prima: la decisione di liberare un criminale internazionale senza consegnarlo alla corte penale. La seconda: che il governo è sotto ricatto di una milizia libica.
Si frantuma l’auto-celebrazione della Presidente Meloni quando dice che il Governo italiano non è ricattabile da chicchessia. È’ bastato un tagliagole libico per dimostrare quanto le autocelebrazioni del governo siano lontane dalla realtà” così il democratico Federico Gianassi al termine della seduta della Giunta per le autorizzazioni a procedere che ha bocciato a maggioranza  la relazione che chiedeva al tribunale dei ministri di procedere sul caso Almasri e ha chiesto “un salvacondotto politico per i ministri Piantedosi, Nordio e il sottosegretario Mantovano”.

 

28/09/2025 - 13:50

“Quanto avvenuto questa mattina nella chiesa del Parco Verde di Caivano è un episodio di estrema gravità. Un gesto che rappresenta un segnale allarmante del clima che si respira in un territorio ancora segnato dalla presenza della criminalità. L’episodio di oggi, insieme alla sparatoria avvenuta ieri sera, dimostra che Caivano non è ancora il modello di riscatto che in molti, dagli scranni del Governo, hanno voluto descrivere. È una realtà in cui non si è smesso di sparare, in cui la violenza continua a condizionare la vita delle persone, in cui la criminalità conserva un controllo diffuso e capillare”.

Così il deputato democratico, capogruppo della commissione Difesa, Stefano Graziano, sui social.

“Quando viene colpito simbolicamente un sacerdote come Maurizio Patriciello - aggiunge - figura sì di fede, ma anche di impegno civile e morale - viene colpita l’intera comunità che resiste all'illegalità. Ed è per questo necessaria una risposta forte da parte delle istituzioni. Caivano non ha bisogno di passerelle. Servono politiche strutturali e interventi costanti: scuole aperte e funzionanti, presidi educativi e sportivi, lavoro, presenza reale dello Stato sul territorio. Solo così, forse, si restituisce fiducia a chi ogni giorno sceglie la legalità. Esprimo la mia solidarietà a Padre Maurizio Patriciello. Difendere chi si espone in prima persona per la giustizia e per la dignità di una comunità - conclude - è un dovere di ciascuno di noi”.

 

27/09/2025 - 13:50

Anche oggi il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, non ha voluto rinunciare a regalarci due perle. Prima ha tuonato dicendo che ‘i suicidi in carcere non sono legati al sovraffollamento’, poi che ‘il sovraffollamento non è dovuto ai nuovi reati” introdotti in questa legislatura dalla maggioranza e dal governo di destra. Ma dove vive il guardasigilli? Anzi, dove non si è mai recato il ministro? Certamente non ha visitato gli istituto penitenziari del nostro Paese. Se lo avesse fatto, non avrebbe pronunciato con così tanta leggerezza questo parole che sono frutto di una distanza siderale dalle reali condizioni di vita nelle nostre carceri e avrebbe usato maggiore cautela. Le nostre carceri sono oggi un terribile buco nero che Nordio evita perché è solo interessato a propagandare l’ideologico verbo della separazione delle carriere e a rilanciare attacchi contro la magistratura. Nordio venga con me a Firenze nel carcere della mia città, Sollicciano. Sono convinto che dopo averlo visitato rinuncerebbe a dichiarazioni come quella di oggi”.

 Così il capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera, Federico Gianassi.

25/09/2025 - 15:40

"Avete presente il clima di odio denunciato da Giorgia Meloni e da tutta la destra dopo l'omicidio Kirk? Quello che, a sentire loro, sarebbe alimentato dalla sinistra?
Ecco, oggi abbiamo l'ennesimo, classico esempio dell'odio che la destra, non noi, alimenta da anni. Odio che, quando si parla di donne, diventa immediatamente volgare sessismo.
Approfittando di uno dei soliti titoli urlati e sguaiati di certa stampa, il sig. Alfredo Giovine ("Lancaster" sui social), vice segretario cittadino di Forza Italia a Bari, pubblica un post in cui definisce “pussy pass” la mia proposta di legge sul consenso, senza cui un rapporto diventa stupro. E già qui è un'offesa enorme a tutte le donne che hanno subito molestie e stupri senza mai avere giustizia. Naturalmente, il post e il titolo del quotidiano danno la stura al peggio del peggio. Ed è lo stesso Giovine a scrivere nei commenti: "Sergio Fanelli, la Boldrini buongustaia ha assaggiato il big bamboo", cioè avrei una particolare predilezione per l'organo sessuale degli uomini neri. Fanelli, che fa parte del coordinamento dell'area metropolitana di Bari per Fratelli d'Italia, che fa?
Mette la faccina che ride.
Se due esponenti di un certo rilievo dei rispettivi partiti a livello locale attaccano pubblicamente un'avversaria politica in questo modo, come possiamo poi meravigliarci se migliaia di altri uomini condividono foto delle loro compagne senza consenso, per farle commentare in modo osceno?
Cosa intendono fare Forza Italia e Fratelli d'Italia nei confronti di questi signori? E' un linguaggio e un comportamento accettabile? Pensano sia sufficiente che il post sia magicamente sparito? Chi alimenta l'odio in politica?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

24/09/2025 - 17:35

“Il cosiddetto decreto ‘salva-obiettivi giustizia’ è in realtà un decreto ‘toppa’ che, come sempre accade, è anche peggio del buco. Non contiene soluzioni, ma accresce i problemi. Il governo lo presenta come uno strumento per rispettare i target Pnrr, ma è solo una toppa composta da misure emergenziali e frammentarie: altro che giustizia come secondo pilastro del Pnrr. Mi riferisco, ad esempio, all’impiego straordinario di magistrati onorari e da remoto, ai poteri straordinari ai capi uffici, al tirocinio accelerato dei neo-magistrati, alle proroghe di organi e figure ausiliarie, alle modifiche su consulenze, uffici di sorveglianza e legge Pinto. Queste criticità ormai acclarate evidenziano una situazione molto grave. Ecco alcuni numeri per comprendere la drammaticità della situazione: mancano all’appello 1.800 magistrati togati (il 17% della pianta organica), le carenze di personale amministrativo e tecnico sfiorano il 40%, i processi civili durano in media 1.900 giorni (ben lontani dall’obiettivo Ue dei 1.500 entro il 2026), con sopravvenienze in continuo aumento (+12%)”.

Così la responsabile Giustizia del Pd, Debora Serracchiani, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sul Dl Giustizia.

“Il Pd - ha aggiunto - in commissione ha sottolineato in particolare il nodo dei 12mila lavoratori precari Pnrr (ufficio per il processo, data entry, tecnici), essenziali per smaltimento arretrati e digitalizzazione, ma privi di prospettive di stabilizzazione (solo 3mila avranno continuità oltre il 2026). L’Anm ha anche avvertito del rischio di paralisi senza il loro apporto. Questo decreto non prevede risorse aggiuntive, assunzioni né stabilizzazioni, ma solo deroghe e proroghe. Si sacrificano qualità ed equità della giustizia per ‘fare numeri’ verso Bruxelles. Il nostro giudizio è quindi molto critico e negativo. Chiediamo - ha concluso - assunzioni, stabilizzazione dei precari, investimenti in digitalizzazione e una riforma organica del sistema”.

 

 

24/09/2025 - 12:49

“Iaia è distratto o in malafede. Il riferimento al video social di Giorgia Meloni era presente sin dalla prima introduzione del relatore Gianassi, come emerge chiaramente dal resoconto della Giunta, e sempre dal resoconto né FdI né altri esponenti della maggioranza hanno sollevato obiezioni. Invece di inventare casi inesistenti e alzare volgari cagnare, Iaia spieghi perché il governo ha mentito al Parlamento e perché Meloni ha mentito agli italiani, attribuendo al tribunale e alla magistratura responsabilità che erano tutte politiche dei suoi ministri.” Così una nota del deputato democratico Claudio Stefanazzi.

 

Segue lo stralcio della relazione introduttiva del 10 settembre:

“(…) Pochi giorni dopo il rimpatrio di Almasri in Libia – e segnatamente il 28 gennaio 2025 – la Presidente del Consiglio Meloni ha annunciato pubblicamente di essere sottoposta a indagini con i Ministri Nordio e Piantedosi nonché col Sottosegretario Mantovano in relazione alla vicenda descritta. In particolare, la Presidente del Consiglio, nel difendere la scelta del Governo, ha affermato che l'espulsione dell'Almasri è avvenuta per ragioni di sicurezza nazionale, come conseguenza della scelta autonoma della magistratura di disporre la scarcerazione dell'esponente libico, per quanto dalla successiva istruttoria del Tribunale dei Ministri emerga, come sopra detto, la strategia condivisa dai membri del Governo nelle riunioni del 19.1 e 20.1 sul ‘mancato intervento’ del Ministero della Giustizia, condizione che ha determinato la liberazione dell'Almasri.”

 

24/09/2025 - 11:27

“Gli attacchi di Fratelli d’Italia al relatore Gianassi e al presidente Dori sono violenti, intimidatori e totalmente inaccettabili. E dimostrano soltanto una cosa: che hanno paura della verità. Il relatore ha pieno diritto di esprimere la propria valutazione sugli atti e sui fatti: tentare di imbavagliarlo significa voler piegare la Giunta a logiche di partito e impedire che la giustizia faccia il suo corso.

Un comportamento che conferma ancora una volta la deriva autoritaria che questa destra sta cercando di imporre al Paese” così Matteo Orfini Componente della Giunta autorizzazioni del Partito Democratico.

 

24/09/2025 - 11:11

“Gli attacchi strumentali di Fratelli d’Italia al relatore Gianassi e al Presidente della Giunta delle autorizzazioni sono gravi e inaccettabili. Confermano la volontà della maggioranza di trasformare in scontro politico ciò che è, e deve restare, un procedimento tecnico-giuridico.

Il Tribunale dei ministri e la Corte penale internazionale hanno già espresso con chiarezza la gravità delle azioni compiute dal governo nel caso Almasri. La Giunta non fa altro che consentire alla giustizia di fare il proprio corso, mentre la maggioranza cerca di impedirlo, invocando una sorta di ‘giustizia à la carte’ piegata agli interessi dell’esecutivo. Siamo di fronte a un tentativo di delegittimazione personale e istituzionale che non solo mina il corretto funzionamento della Giunta, ma rivela l’obiettivo politico perseguito da questa destra: ridurre l’autonomia della magistratura e subordinare il potere giudiziario al potere esecutivo, come dimostrano i contenuti della riforma costituzionale in discussione. Inutile dire che in tutto questo, il Parlamento è ormai considerato poco più di un passacarte, alla faccia della centralità di cui parlava al momento del suo insediamento, la Premier” cosi la deputata dem Debora Serracchiani Responsabile Giustizia del Pd in merito al caso Almasri che riguarda i ministri Nordio e Piantedosi e il sottosegretario Mantovano.

 

23/09/2025 - 13:50

Quarant’anni fa la camorra assassinava il giovane cronista del quotidiano Il Mattino, Giancarlo Siani, con l’obiettivo di mettere a tacere una voce libera e coraggiosa che denunciava l’illegalità e il malaffare. Le sue inchieste rappresentano ancora oggi un esempio di coraggio per chi rifiuta l’omertà, le intimidazioni e la violenza, scegliendo di difendere i principi di giustizia e democrazia. La sua memoria e il suo sacrificio restano una guida nella lotta per la legalità e contro tutte le mafie.

Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

23/09/2025 - 11:41

"A quarant’anni dalla sua tragica uccisione per mano della camorra, ricordiamo Giancarlo Siani come simbolo luminoso di impegno civile, coraggio giornalistico e lotta per la verità. Aveva solo 26 anni, ma una straordinaria determinazione nel raccontare ciò che molti volevano tenere nascosto: i legami tra criminalità organizzata e potere, le storture di un sistema che strangolava la sua terra". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in bicamerale questioni regionali, in occasione dell’anniversario dell’omicidio del giovane cronista de ‘Il Mattino’, assassinato dalla camorra il 23 settembre 1985.

"È dovere delle istituzioni – continua l’esponente dem - della politica e della società civile continuare a coltivare e a diffondere la sua eredità morale. Ogni giorno, nei luoghi della formazione, nei quartieri più esposti alla violenza e all’illegalità, dobbiamo ribadire che l’informazione libera, il senso delle istituzioni e la giustizia sociale sono le basi su cui si fonda la nostra democrazia che, mai come oggi, ha bisogno di esempi”. “E ricordare Siani significa continuare a batterci contro ogni forma di violenza, censura, manipolazione e intimidazione della stampa, e rafforzare una cultura della legalità che parta dai giovani", conclude De Luca.

 

22/09/2025 - 13:58

"Centinaia di migliaia di persone stanno manifestando in 75 città di tutta Italia per dire basta al genocidio e per pretendere che il governo prenda una posizione chiara e netta contro le politiche di sterminio di Netanyahu.
Mentre anche i paesi del G7 stanno cominciando a riconoscere lo Stato di Palestina, Meloni e Tajani si trincerano dietro un insensato "non è il momento", allo scopo di compiacere Benjamin Netanyahu e Donald Trump.
E sappiamo bene quale sia la posizione reale del ministro Tajani: ce l'ha mostrata "Piazza pulita" giovedì scorso. Per lui la Palestina non esiste e quindi l'Italia non la riconoscerà.
Un'ipocrisia che alimenta la complicità del governo con il genocidio. Da mesi, però, è chiaro da che parte stanno le italiane e gli italiani: dalla parte del popolo palestinese e del suo diritto all'autodeterminazione e alla giustizia, come confermato anche negli ultimi giorni dalle centinaia di manifestazioni tenutesi in tutto il paese con una enorme partecipazione". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo. 

21/09/2025 - 16:13

“Loro lo chiamano successo, invece è discriminazione. Parlano di dare risposte ai bisogni reali, non si rendono conto che misure spot del genere vengono vinte solo dalle dita più veloci sulla tastiera e non da dati reali, come potevano essere le valutazioni su base dell’ISEE. Vesta è un’umiliazione, non un aiuto concreto”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul click day di Vesta, il bonus pensato per le famiglie della Regione Piemonte.

“L’assessore Marrone oggi festeggia i risultati, così da lui definiti, dicendo che il 90% delle domande è stata fatta da famiglie italiane - prosegue la deputata dem - Non si rende conto che è razzismo istituzionale e che avere una connessione veloce per ottenere dei bonus non può essere il discrimine di selezione?”.

“Ancora una volta la destra fa propaganda sulla pelle di cittadini e cittadine. Non è questo il modo per fare politiche sociali che siano realmente d’aiuto alle famiglie. Così è solo generatore di ingiustizia” conclude Gribaudo.

 

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