22/04/2026 - 13:12

“Sul decreto sicurezza il Governo costruisce una narrazione che non regge ai numeri. Le nuove assunzioni nelle forze dell’ordine, così come sono previste, non rafforzano davvero la presenza sul territorio: sono coperte a parità di risorse e riducono il potenziale operativo complessivo”. Lo dichiara il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

“Lo segnalano chiaramente i rilievi del Servizio Bilancio: si interviene sulla composizione degli organici aumentando i costi medi, ma senza incrementare le capacità assunzionali e le risorse necessarie a coprirle. In più si apre al rischio di contenziosi interni per disparità di trattamento che il Governo non ha chiarito in commissione bilancio. Il risultato è semplice: meno unità operative disponibili”.
“Questo riguarda tutto il comparto sicurezza – prosegue Lai – e smonta la narrazione del Governo: non siamo di fronte a un rafforzamento, ma a un’operazione che rischia di restare solo sulla carta”.
“È un decreto costruito senza una strategia, corretto in corsa dalla stessa maggioranza. Si moltiplicano norme e reati, ma non si rafforza lo Stato dove serve”.
“La sicurezza non si costruisce con operazioni cosmetiche, ma con scelte coerenti e strutturali che qui non si vedono”.

 

22/04/2026 - 13:01

"Il rallentamento ulteriore del PIL italiano già al lumicino, che verrà messo nero su bianco nel Dfp, conferma l'Italia fanalino di coda nel confronto con i più importanti paesi europei. Dati che evidenziano l'ennesimo fallimento del Governo Meloni: dalle riforme istituzionali alle politiche economiche. Un indebolimento continuo del nostro paese, sostenuto solo dal Pnrr ereditato dai governi precedenti, che arriva quindi con più affanno a cercare le risposte al caro prezzi e alla perdita del potere d’acquisto che attanagliano famiglie e imprese: una legislatura sprecata insomma. Cadenzata  da  una autocelebrazione fuori luogo che ora presenta il conto al paese”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

22/04/2026 - 12:57

“I dati sul rapporto deficit pil di Eurostat confermano che l’Italia rimane in infrazione, mettendo in luce l’ennesimo fallimento della ricetta Meloni. Il Governo fallisce sulle riforme istituzionali, sulle politiche economiche, incapace di dare risposte al caro prezzi e alla perdita del potere d’acquisto: una legislatura sprecata insomma. Finora la destra ha impiegato solo anni in inutili proclami e spot elettorali, senza crescita reale e senza produrre risultati concreti per il Paese. L’Italia sta andando avanti solo grazie ai fondi Pnrr stanziati dai governi precedenti, senza i quali sarebbe addirittura in recessione. Bisogna cambiare rotta per rilanciare l'Italia nei prossimi anni, e questa destra non si sta dimostrando all'altezza”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Politiche Ue di Montecitorio.

22/04/2026 - 12:10

“Il governo Meloni ha fatto perdere tempo al Paese e agli italiani: un tempo che altrove non è stato perso e che i nostri principali competitor stanno usando per correre più avanti. I numeri sull’andamento economico confermano il fallimento della ricetta dell’esecutivo e consegnano un dato inequivocabile: il bilancio della legislatura è definitivo ed è fallimentare sia da un punto di vista istituzionale che economico e sociale”. Lo afferma Chiara Braga capogruppo del Pd alla Camera.

“Sul piano economico l’esecutivo non ha salvaguardato il potere d’acquisto né varato politiche efficaci per rilanciare la produzione industriale. Le criticità sui conti pubblici dimostrano che senza PNRR il Paese sarebbe in recessione. Inoltre, le misure adottate in questi anni di legislatura hanno avuto effetti recessivi, rallentando la crescita sostenuta dal PNRR, che resta l’unica leva di sostegno della nostra economia”.

“Il quadro è quello di un esecutivo depotenziato – aggiunge Braga –: la presidente del Consiglio incapace di reagire alla batosta referendaria; il ministro della Giustizia fuori gioco; il ministro degli Esteri che ha marginalizzato l’Italia nei principali tavoli internazionali; il ministro dell’Interno sfiduciato in parlamento dalla stessa premier per le risposte inefficaci sulla sicurezza; e il ministro dell’Economia ora chiamato a chiarire come intervenire sui conti, dopo un impianto fondato sull’uscita dalla procedura di infrazione. C’è da essere molto preoccupati: il bilancio politico della legislatura – conclude Chiara Braga – è chiuso e certifica il fallimento dell’azione di governo su tutta la linea”.

 

22/04/2026 - 11:39

“Continua questo insopportabile silenzio da parte del governo, in particolare dei ministri Salvini e Urso a fronte dell’allarme lanciato dalle compagnie aeree che avvertono sul rischio di migliaia di voli cancellati per mancanza di cherosene. Già più di due settimane fa in Aula abbiamo chiesto un’informativa urgente che oggi è diventata indifferibile per capire quali siano le azioni e gli strumenti a disposizione del governo rispetto a una situazione che non è soltanto drammatica, ma rischia di cambiare la vita ordinaria di famiglie, imprese e lavoratori”. Così Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, torna a sollecitare un intervento dell’esecutivo sulla crisi legata allo Stretto di Hormuz e ai possibili effetti sul traffico aereo.

“Le scorte – sottolinea l’esponente dem - probabilmente si esauriranno già nelle prossime settimane per alcune compagnie aeree. Alcuni aeroporti hanno già annunciato che dalla metà di maggio non avranno carburante a sufficienza. È una prospettiva che non può essere ignorata. Chiediamo che il governo batta un colpo, almeno aprendo un tavolo con Enac, con le compagnie aeree, con le società di gestione degli aeroporti o con le associazioni che le rappresentano. Serve fare presto e serve soprattutto garantire una prospettiva agli italiani che in questo momento brancolano nel buio”.

“È insopportabile – conclude Barbagallo - che il governo non senta neanche il dovere di indicare un percorso in una crisi che diventa ogni giorno più complessa. Temiamo che semplicemente non sappiano cosa fare e che stiano cercando di guadagnare tempo. Ma chi governa ha il compito di trovare soluzioni e dare certezze. È esattamente ciò che oggi né Salvini né Urso stanno facendo”.

 

22/04/2026 - 10:37

Quello che sta succedendo alla Camera sul Decreto Sicurezza fa danni al di là del contenuto formale del provvedimento. Su più fronti: il Parlamento viene esautorato e ridotto a ratificare decisioni già prese; il governo appare arrogante e poco rispettoso delle regole costituzionali; il Presidente della Repubblica viene costretto a confrontarsi con atti tra loro incoerenti.

La verità è che questa destra, incapace di produrre risultati concreti per il Paese, prova a nascondere una legislatura inconcludente attraverso forzature continue e una deriva autoritaria. Si colpiscono le istituzioni, si comprimono gli spazi di confronto, si reprime il dissenso, trattando gli organismi democratici come fossero una proprietà di parte.

Per il Pd difendere il Parlamento, la Costituzione e il rispetto delle regole non è un’opzione, è un dovere.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

22/04/2026 - 10:30

"Questa è la situazione drammatica con cui tanti italiani si trovano a fare i conti: i soldi non bastano per vivere. Va detto chiaramente: la guerra in Iran non è arrivata per caso, ma è il frutto di responsabilità precise di Trump e Netanyahu, e il Governo italiano ha avuto, al riguardo, un atteggiamento di subalternità. Una guerra sbagliata, illegale e pericolosa, che sta incendiando il mondo e aggravando le tensioni economiche e sociali, con ripercussioni particolarmente gravi per il nostro Paese che, anche prima dello scoppio del conflitto, viveva una situazione di crisi economica e sociale devastante.

Dal 2021 a oggi, il costo della vita è aumentato in modo esponenziale: le bollette elettriche del 34%, gli affitti del 40%. Paghiamo le bollette più care d’Europa, mentre i salari non sono cresciuti in linea con l’inflazione. Da quando è in carica il governo Meloni, il valore reale dei salari si è ridotto del 9%, il che significa che un lavoratore italiano perde, di fatto, un mese di stipendio all’anno.

Noi contestiamo l’immobilismo e l’indifferenza del governo di fronte a questa drammatica situazione, che colpisce da tempo la carne viva delle famiglie e delle imprese. Le misure adottate fino ad oggi sono state insufficienti e inefficaci. Dal luglio 2023 chiediamo l’introduzione di un salario minimo legale, misura già prevista in 22 Stati europei, ma il governo ha insabbiato questa proposta. Nulla è stato fatto di sostanziale sulle pensioni. Non ci sono stati interventi concreti sulle bollette, anzi gli investimenti nelle energie rinnovabili sono stati interrotti o ridotti e manca ancora un piano casa efficace, tanto sbandierato ma mai realizzato. Abbiamo 4 milioni di lavoratori poveri e 6 milioni di italiani costretti a rinunciare alle cure ogni anno. Non è catastrofismo, è realismo. È tempo che il Governo si assuma le sue responsabilità e agisca concretamente per aiutare gli italiani che non riescono più ad arrivare a fine mese, se ne è capace". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Mattino 5 su Canale 5.

 

21/04/2026 - 18:02

“Poste Italiane è un’azienda in attivo, con una forte solidità finanziaria, con un utile in crescita. Che giustamente ha diversificato i propri orizzonti di fronte ad un calo evidente della corrispondenza tradizionale. Ma su una cosa noi vogliamo essere chiari: il servizio universale non si tocca, deve continuare ad essere garantito. Così come, allo stesso modo, bisogna tutelare e garantire i livelli occupazionali della rete degli uffici postali su tutto il territorio nazionale”. Così il capogruppo Pd in commissione Trasporti e telecomunicazioni, Anthony Barbagallo dopo il ciclo di audizioni di oggi in commissione Trasporti dove sono stati sentiti l'ad Matteo Del Fante, le parti sociali e il ministro Adolfo Urso.
“Siamo di fronte ad un asset strategico per il Paese – aggiunge – che ha un utile netto di circa 2,3 miliardi al netto della partecipazione in Tim e che abbiamo difeso con forza quando anche il governo ne aveva annunciato la privatizzazione, che abbiamo impedito in ogni modo. Comprendiamo le esigenze di diversificazione delle strategie e delle offerte ma ribadiamo anche che gli investimenti devono essere accompagnati da garanzie certe sul piano sociale, territoriale e di tutela dei livelli occupazionali”.
"Ci preoccupa infine, anche se non incide direttamente sullo schema di contratto di programma, la vicenda dello spid. Il governo  - prosegue - ha infatti deciso di smantellare  uno strumento che accompagna la vita di milioni di italiani,  imponendo da un lato il passaggio alla CIE, che procede con grande ritardo, e dall'altro cancellando la gratuità dell'identità digitale. Per non parlare infine – conclude - dei consistentissimi ritardi nel pagamento dei gestori da parte del governo che rischiano di compromettere la vita amministrativa delle aziende interessate".

21/04/2026 - 17:42

"Questo non è un decreto sicurezza: è un decreto fallimento. Siete al quarto anno di governo e al quarto decreto sicurezza, per non parlare dei tanti decreti sull'immigrazione misti a misure securitarie. Ma vi rendete conto che continuare a sfornare tutti questi provvedimenti è la prova del vostro fallimento sulla sicurezza perché vuol dire che quelli precedenti non hanno funzionato?". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, poco fa nell'aula di Montecitorio intervenendo nel dibattito sul decreto sicurezza.
"Avete creato nuovi reati, aumentato pene e anni di carcere. Non è servito a nulla. Le persone avvertono il peggioramento e non vi credono più: lo dimostra il risultato del referendum e anche il flop della manifestazione di Salvini a Milano per la “remigrazione” - ha incalzato Boldrini -. E anche in questo decreto, nuove forme di repressione rivolte ai minori. Nessuno sottovaluta il problema della violenza giovanile, ma servono misure preventive, educazione al rispetto, alla legalità, alla non violenza, all'uso responsabile dei social media. Non anni di carcere. E' l'ennesima misura di sola propaganda".
"La ciliegina sulla torta è l'emendamento introdotto al Senato che prevede un incentivo economico per gli avvocati che convincono il cliente migrante al rimpatrio volontario, oltre all'abolizione del gratuito patrocinio in caso di ricorso contro l'espulsione. Un provvedimento palesemente incostituzionale che mina il diritto alla difesa e trasforma gli avvocati in esecutori dei programmi del governo: 615 euro per gli avvocati che si mettono al servizio della remigrazione - ha sottolineato ancora la deputata dem -. Una misura talmente grave che ha provocato la viva protesta dell’avvocatura e che ha  richiesto un colloquio tra il sottosegretario Mantovano e il Presidente Sergio Mattarella. Incontro di cui il governo non comunica l'esito".
"Dopo avere tentato di offendere la dignità e la libertà dei magistrati, ora provate ad attaccare quella degli avvocati.
Noi saremo al loro fianco, come sempre a difesa della nostra Costituzione" ha concluso Boldrini.

21/04/2026 - 16:10

“Le rassicurazioni del Commissario UE Tzitzikostas non bastano a coprire l’allarme per un’estate che si preannuncia drammatica per i trasporti aerei. Mentre l'Europa certifica che, in caso di stop ai voli per carenza di carburante, i passeggeri perderanno il diritto al risarcimento, Salvini e Urso restano a guardare. È inaccettabile che il governo non abbia ancora predisposto un piano di emergenza per garantire l’approvvigionamento di jet fuel e per calmierare tariffe 'flex' che stanno già raddoppiando, scaricando interamente il peso della crisi geopolitica sulle tasche delle famiglie italiane.
Non permetteremo che il concetto di ‘circostanze eccezionali’ si trasformi in una zona franca per le compagnie aeree e in una beffa per i viaggiatori. Il MIT deve convocare subito un tavolo con ENAC e associazioni dei consumatori: occorrono garanzie ferree su rimborsi immediati e assistenza obbligatoria. Ed ancora, cosa aspetta il governo a confrontarsi con le società di gestione dei principali aeroporti italiani o con le associazioni che li rappresentano? L'inerzia di Salvini e Urso e' insopportabile e determina un danno diretto al diritto alla mobilità e all'economia del Paese.”
Così Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti della Camera.

21/04/2026 - 16:00

"Questo decreto non produrrà nessun effetto sulla sicurezza delle città e dei cittadini. Il governo è riuscito nell’impresa di costruire un provvedimento mediocre, inefficace, senza coperture finanziarie e che entra in diretta collisione con il Quirinale che ravvede nella norma dell’ 'infedele patrocinio' un principio gravemente sbagliato sulla libertà degli avvocati e il diritto alla difesa di tutti. Oggi il principio del pagamento a cottimo per realizzare politiche pubbliche lo applicano sul tema immigrazione, domani su cosa potrebbe essere applicato". Lo dichiara la deputata PD Ouidad Bakkali sul Dl Sicurezza in discussione alla Camera.
"Dal governo 'Dio-Patria-Rimpartri-e Famiglia' potremmo aspettarci altri 600 euro ai divorziati che riescono a tutelare l’unità familiare?" si domanda la parlamentare dem che aggiunge "il tema vero e molto serio è che la sicurezza di ciascuno è ciascuna di noi risiede nel modello di società che chi governa ha in mente. Il loro modello è un modello che riproduce paura, violenza, disgregamento e isolamento sociale. Uccide ogni speranza nel futuro, punisce e butta via la chiave. L’immigrazione è la benzina per tutto questo, un clima che si sta riversando anche su chi in questo paese vive, lavora, studia. Gli immigrati in questo Paese producono il 9% del PIL ed è ora di smetterla con la buffonata della Remigrazione, che è il seme dell’odio razziale che arriva addosso a tutti, all’ultimo sbarcato tanto quanto al lavoratore qui in Italia da 20 anni". "Chiedo rispetto e chiedo parole chiare. Perché ormai l’ambiguità colpevole di criminalizzare un’intera categoria sociale non è più tollerabile. Che modello di convivenza civile vuole il Governo Meloni? Quali risposte da alla domanda di sicurezza sociale di tutti gli italiani e di chi qui vive? Nel decreto di tutto questo non vi è ombra", conclude Bakkali.

 

21/04/2026 - 15:55

Una vera e propria sveglia per il governo arriva dalla relazione dell’ANAC sulla corruzione in Italia. Un documento che mette nero su bianco limiti, ritardi e rischi delle scelte compiute finora, in particolare sul terreno delicatissimo degli appalti pubblici.
La relazione è chiara: la corruzione è diventata più insidiosa, più difficile da intercettare e arriva a lambire anche i livelli istituzionali più alti. Ancora più allarmante è il dato politico: chi punta a violare le regole lavora per riscriverle, indebolendo dall’interno gli strumenti di controllo.
Non siamo solo di fronte a un aumento del fenomeno, ma a un arretramento. Gli interventi messi in campo rischiano di abbassare il livello di vigilanza e prevenzione, proprio mentre servirebbe l’esatto contrario.
Non basta la propaganda, non bastano gli annunci sulla sicurezza e sulla legalità, se poi si continua ad allentare i vincoli e i presìdi contro la corruzione. Le conseguenze sono gravissime: si sprecano risorse, si mettono a rischio i lavoratori, si comprimono concorrenza e trasparenza.
È lì che la corruzione “inquina la democrazia”. Ed è da lì che bisogna ripartire, rafforzando controlli, regole e responsabilità, non smantellandoli.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

21/04/2026 - 13:44

Grave precedente dovuta a indisponibilità senatori maggioranza di approvare Dl in terza lettura

“Siamo di fronte a una toppa peggio del buco. Questo provvedimento rappresenta un precedente molto grave: si rischia di portare il Parlamento e, da quanto apprendiamo, forse anche la Presidenza della Repubblica a votare e sottoscrivere un testo che presenta manifesti vizi di incostituzionalità.
Il Governo avrebbe dovuto avere il coraggio di fermarsi e mettere una pietra sopra a un intervento che, oltre ai profili critici sul piano costituzionale, presenta anche numerose e rilevanti problematiche in termini di copertura economica. Andare avanti in queste condizioni significa forzare le istituzioni e indebolire la qualità della legislazione.
Stupisce, inoltre, apprendere che questa scelta sarebbe stata dettata dalla risposta del Presidente del Senato, che avrebbe riferito al Governo di non essere in grado di far rientrare i senatori di maggioranza per approvare il provvedimento in terza lettura. Se confermato, si tratterebbe di un ulteriore grave strappo istituzionale e di una violazione della terzietà che dovrebbe caratterizzare la figura del Presidente del Senato, che non può e non deve parlare per la maggioranza.
Siamo davanti a una gestione preoccupante, che mortifica il ruolo del Parlamento e mette in discussione principi fondamentali del nostro ordinamento democratico.” Così la responsabile nazionale giustizia è deputata del Pd, Debora Serracchiani.

21/04/2026 - 13:43

“Ci appelliamo al presidente della Camera per ripristinare la funzione di garanzia che deve essere svolta dalla commissione Bilancio. Dove oggi è stato dato parere favorevole a un provvedimento, il decreto sicurezza, che prevede oneri non quantificati né dalla relazione tecnica bollinata dalla Ragioneria né nelle risposte fornite dal governo. Oneri non quantificati non possono ovviamente essere dichiarati coperti. Non vi è quindi rispetto del'articolo 81 della Costituzione. Un altro modo per calpestare la Costituzione”. Lo ha detto intervenendo in aula Maria Cecilia Guerra capogruppo Pd in commissione Bilancio della Camera.

21/04/2026 - 13:23

“Sotto la maschera della semplificazione burocratica, il governo sta dando vita a una figura ibrida e pericolosa: il mandatario d'affari del rimpatrio. Non chiamateli legali, chiamateli intermediari di partenze”.

Così la deputata del Pd, Francesca Viggiano, sul comma 3 bis all’articolo 30-bis, che garantisce compensi a chiunque, munito di semplice mandato, accompagni uno straniero verso il rimpatrio.
“Il testo - aggiunge - è un capolavoro di ambiguità calcolata. Evita accuratamente le parole ‘avvocato’ o ‘difensore’ per sdoganare la figura del generico ‘rappresentante legale munito di mandato’. Questo significa che chiunque, senza titoli o iscrizione ad albi e senza alcun vincolo deontologico, potrà operare come un vero e proprio agente di rimpatrio. Si apre il mercato a società private, operatori opachi e figure para-professionali che non rispondono a nessun codice etico, ma solo alla logica del profitto. Il punto di caduta politica è gravissimo: il compenso è legato all’esito, in barba a secoli di cultura giuridica. Non ci sarà più assistenza, ma persuasione. È la fine della garanzia giuridica. Un avvocato che tradisce il mandato risponde davanti alla legge e all’Ordine. Un mandatario qualunque - conclude - risponde solo al suo portafoglio: non lo permetteremo”.

 

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