14/11/2025 - 15:24

“Abbiamo depositato un emendamento sia dl Economia alla Camera che al ddl di Bilancio al Senato per affrontare una criticità ormai evidente causata dal Governo: non essendo possibili ulteriori proroghe del PNRR e con una spesa delle risorse ferma ancora intorno al 40%, il Paese rischia di non riuscire a completare numerosi interventi.

Mentre il Governo alimenta un dibattito confuso e continua a scaricare responsabilità su sindaci, regioni e amministrazioni locali, è in corso la trattativa con la Commissione Europea per una nuova revisione del Piano, che comporterà ulteriori e non precisati definanziamenti. Una prospettiva che desta forte preoccupazione.Per questo, nel nostro emendamento chiediamo che l’Esecutivo e la maggioranza garantiscano la copertura degli interventi del PNRR che non saranno realizzati entro il termine previsto, stanziando risorse nazionali adeguate e incrementando il Piano nazionale per gli investimenti complementari (PNC). Non possiamo permetterci di perdere neppure un progetto o un finanziamento strategico per i territori.

Foti chiarisca una volta per tutte come intende mettere a terra tutti i progetti e gli investimenti rimasti indietro e dimostri concretamente di voler sostenere l’attuazione del PNRR, nonostante i ritardi accumulati. Se davvero ha la volontà di portare a termine le opere previste, sostenga la nostra proposta e garantisca subito le coperture necessarie”.

 

14/11/2025 - 10:48

“Come hanno evidenziato l'Uncem e le altre associazioni degli enti locali nel corso delle audizioni in Parlamento, anche questa manovra manca di stanziamenti concreti per la montagna e le aree interne. Condividiamo la necessità di mettere in campo un aumento considerevole del Fondo per lo Sviluppo della Montagna Italiana, di rifinanziare le strategie per le green community deciso dal PNRR e il Fondo per il contrasto al dissesto idrogeologico.
La vicenda dell'Iva sul Pellet, ritornata al 22% nonostante le promesse del Governo, così come l’aliquota Iva sugli interventi sul dissesto idrogeologico che l’esecutivo non vuole portare al 4% come chiedono gli enti locali, completano il quadro: la destra si riempie la bocca parlando di montagna e aree interne ma non mette un euro in più rispetto ai Governi precedenti. Anzi, proprio da quei fondi preleva risorse a scapito di enti locali e Regioni. A queste considerazioni, si aggiunge l’allarme proveniente da numerosi sindaci che giustamente protestano per i nuovi criteri di classificazione per i comuni introdotti da Calderoli nella legge per la montagna. Criteri che rischiano di escludere moltissimi degli enti locali che attualmente sono classificati come montani.
I tre anni di Governo Meloni sono stati tre anni di chiacchiere e zero risorse in più sulla montagna e le aree interne. La manovra di bilancio può però essere l'occasione giusta per invertire la tendenza, e per questo il PD ha presentato numerosi emendamenti per sostenere le aree interne. Aspettiamo con ansia di conoscere la posizione della destra”.

Così il deputato dem, Marco Sarracino, responsabile coesione della segreteria nazionale, e
Marco Niccolai, responsabile dipartimento aree interne del Pd.

 

12/11/2025 - 12:36

“Dall’audizione di Ismaele LaVardera emergono diversi punti di criticità che riguardano i controlli non effettuati da parte delle istituzioni preposte. la Regione Siciliana non ha provveduto alle verifiche antimafia sui concessionari del demanio regionale.  Altrettanto allarmante è che anche da parte ministeriale non siano scattate le verifiche antimafia sulle società che ottengono i finanziamenti del PNRR”. Così il segretario del Pd Sicilia e componente della Commissione parlamentare antimafia Antimafia a margine dell’audizione del deputato regionale siciliano Ismaele La Vardera che ha denunciato le infiltrazioni della criminalità organizzata nella società Italo belga e in altre società che hanno ottenuto risorse pubbliche.

“Presenteremo una interrogazione urgente – ha aggiunto – affinché vengano appurate omissioni ed eventuali responsabilità in una regione come la Sicilia dove è invece  fondamentale un  surplus di prudenza in materia di mafia e delle infiltrazioni da parte di cosa nostra negli gangli dell’amministrazione pubblica”.

 

12/11/2025 - 11:56

“Il ministro Urso dice di essere 'alla ricerca di risorse nuove', peccato che quelle vecchie, gli oltre 6  miliardi destinati a Transizione 5.0, le abbia già fatte sparire. È paradossale: la principale misura industriale del PNRR è stata smontata pezzo per pezzo da questo Governo, che ha tagliato quasi 4 miliardi di euro e ora lascia le imprese in lista d’attesa, con una semplice 'ricevuta di indisponibilità delle risorse'. Altro che successo: è un fallimento annunciato”. Lo dichiara Ubaldo Pagano, deputato del Partito Democratico e capogruppo dem in Commissione Bilancio alla Camera.
“Hanno trasformato Transizione 5.0 - sottolinea il parlamentare - in un imbuto burocratico che blocca gli investimenti e alimenta la sfiducia del sistema produttivo. È l’ennesima dimostrazione dell’improvvisazione del Governo Meloni sul fronte delle politiche industriali. Invece di accompagnare la transizione energetica e digitale delle imprese, stanno mettendo in ginocchio chi vuole innovare, produrre e creare lavoro. Le imprese non chiedono nuove scuse, ma serietà, programmazione e regole chiare. Dalla siderurgia all’automotive, dal manifatturiero alla transizione verde, il bilancio dell’esecutivo è disastroso. Il ministro Urso si riempie la bocca di parole come 'reindustrializzazione' e 'rilancio', ma dietro gli annunci non c’è alcuna strategia, solo ritardi, tagli e propaganda”.
“La verità – conclude Pagano – è che questo Governo non ha una politica industriale: ha solo un elenco di fallimenti. E senza una visione vera, la prossima transizione rischia di essere quella dal futuro al passato”.

 

12/11/2025 - 11:02

“Il Piemonte non è più una delle Regioni che traina il Paese. Anzi è “in transizione”, cioè non più tra le più sviluppate in Europa. Abbiamo perso 3 punti percentuali di pil pro capite in sette anni: è la dimostrazione plastica, chiara ed evidente del fallimento Cirio”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico e deputata piemontese, sul declassamento del Piemonte a Regione “in transizione”.

“Il crollo del settore automotive, che più volte abbiamo denunciato, su cui governo nazionale e regionale non sono minimamente intervenuti, ha tolto 1500 posti di lavoro a Torino solo nell’ultimo anno - prosegue la deputata dem - Aumentano la cassa integrazione, il lavoro nero, quello sommerso. Il PNRR? È stato sprecato senza programmazione ma con un’accozzaglia di interventi inutili. Hanno tagliato sugli ospedali, sui sostegni alle famiglie per fare ridicole feste “identitarie”. E la lista sarebbe lunga.
Cirio, troppo impegnato a tagliare nastri e a fare il simpatico alle sagre, non si è mai accorto di tutto questo”.

“Oggi la Regione apre gli occhi e festeggia per 1,5 miliardi in più da spendere. Farebbe ridere se non fosse drammatico: si esulta perché arriveranno più fondi proprio per il declassamento. Cirio parlava di “Piemonte a un’altra velocità”, slogan buono per la campagna elettorale ma assolutamente lontano dalla realtà. Il Piemonte corre, è vero, ma all’indietro. Serve un piano industriale, una capacità di attrarre cervelli e investimenti, un netto cambio di passo. Tutto quello che l’attuale giunta, in quasi 7 anni, ha dimostrato di non saper fare” conclude Gribaudo.

 

11/11/2025 - 14:24

"Questa mattina sono stata in Piazza di Monte Citorio al fianco delle precarie e dei precari del CNR e degli Enti Pubblici di Ricerca. Parliamo di migliaia di ricercatrici, ricercatori, tecnologi, tecniche e personale amministrativo che da anni portano avanti la ricerca italiana in condizioni di precarietà intollerabile. Il governo non può continuare a ignorare la loro voce: servono subito fondi per le stabilizzazioni nella Legge di Bilancio". Così la deputata del Partito Democratico Rachele Scarpa.

"Solo al CNR - aggiunge la deputata Pd - ci sono 4000 lavoratrici e lavoratori precari, molti dei quali rischiano di rimanere senza contratto già nei prossimi mesi con la fine dei progetti PNRR. Almeno 1500 di loro hanno pieno diritto alla stabilizzazione ai sensi della legge Madia. È assurdo che, mentre l’Italia dice di voler investire in innovazione, università e ricerca, chi manda avanti i laboratori e i progetti fondamentali per il Paese venga lasciato nell’incertezza più totale. L’anno scorso, grazie alla mobilitazione dei Precari Uniti CNR e all’impegno parlamentare trasversale di AVS, M5S e PD, si erano ottenuti 10 milioni di euro per le stabilizzazioni, fondi ancora oggi non spesi e comunque sufficienti appena per il 10% degli aventi diritto. È evidente che ora serva un intervento strutturale: non si costruisce ricerca con contratti a tempo, ricatti e fughe all’estero, ma investendo sul capitale umano".

"Sarò accanto a queste lavoratrici e lavoratori in Parlamento e nelle piazze, perché non c’è futuro per il Paese che non metta al centro la ricerca e chi la fa vivere ogni giorno. Il governo dimostri serietà: investa nella stabilizzazione e riconosca dignità a chi tiene in piedi la conoscenza", conclude Scarpa.

10/11/2025 - 16:12

"La posa della chiglia della nave oceanografica Arcadia rappresenta un segnale significativo per la tutela del nostro patrimonio marino e per il rilancio di Piombino. Si tratta di un progetto dedicato alla ricerca e alla tutela degli ecosistemi ed un tema centrale per il nostro futuro ambientale ed economico".

Lo dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.

"La costruzione della Arcadia, destinata all’Ispra e sostenuta dal Pnrr, è un passo significativo nel rafforzare la capacità dell’Italia di studiare e proteggere il Mediterraneo. Per Piombino, si tratta di un’occasione di rilancio industriale e di valorizzazione delle competenze locali, pur in un contesto che resta complesso, segnato da difficoltà occupazionali e ambientali che non possiamo ignorare. Proprio per questo, iniziative come questa devono ricordarci quanto sia urgente coniugare sviluppo e sostenibilità, lavoro e tutela del mare. È su questo equilibrio che si gioca il futuro della nostra comunità e del territorio costiero": conclude.

 

08/11/2025 - 11:48

“A meno di due mesi dalla scadenza della misura finanziata nell’ambito del Pnrr, Transizione 5.0, le risorse pari a soli 2,5 miliardi di euro, risultano completamente assorbite dalle comunicazioni presentate dalle imprese. La dotazione iniziale del piano, 6,3 miliardi di euro è stata tagliata di 3,8 miliardi dal governo e ora le aziende che presenteranno domanda finiranno in una lista d’attesa, ricevendo solo una 'ricevuta di indisponibilità delle risorse'. È evidente che la chiusura anticipata non è dovuta a un 'successo' della misura, bensì a una rimodulazione politica del Governo, un vero fallimento operativo della misura, un grave errore politico e strategico dell'esecutivo  che crea un danno reputazionale e operativo per il Paese e per il sistema produttivo”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd Pandolfo – primo firmatario - Ghio, Simiani, De Micheli, Di sanzo, Gnassi, Peluffo e Curti al ministro Urso sulla Transizione 5.0.
“Come Pd riteniamo inaccettabile che la principale misura industriale del PNRR sia stata trasformata in un imbuto burocratico che genera sfiducia e blocca gli investimenti. Chiediamo se il Governo intenda garantire che le imprese già prenotate non perdano il diritto all’incentivo e quali siano i criteri di priorità per la gestione della lista d’attesa”, concludono i parlamentari dem.

06/11/2025 - 12:56

“Il Pil italiano è fermo da tre trimestri consecutivi e la produzione industriale ristagna da oltre due anni. In questo contesto, il governo Meloni approva una legge di bilancio che, secondo gli stessi documenti del MEF, non avrà alcun impatto positivo sulla crescita. È scritto nero su bianco: la manovra non farà aumentare i consumi interni e avrà effetti negativi sugli investimenti”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.

“La premier Meloni – spiega l’esponente dem - racconta un’Italia che non esiste, promettendo un rilancio che non arriverà. Se oggi non fossimo sostenuti dai fondi del PNRR, il Paese sarebbe già in recessione. Il problema non è solo economico ma politico: manca una strategia industriale capace di orientare la crescita e affrontare le sfide globali. Il Partito Democratico chiede al governo di unirsi a un’iniziativa comune in Europa per rafforzare le politiche su innovazione, energia e infrastrutture. Non possiamo competere da soli con giganti come Cina e Stati Uniti: servono investimenti di scala e una transizione tecnologica sostenuta a livello europeo”.

“Sul piano nazionale – conclude Guerra – è urgente intervenire sul costo dell’energia. Le nostre proposte mirano a sganciare il prezzo del gas da quello delle rinnovabili, in modo da far scendere le bollette e migliorare la competitività delle imprese. Inoltre, il governo non può continuare a ignorare le conseguenze delle politiche economiche americane: i dazi di Trump impongono una strategia di sostegno alle esportazioni e alla manifattura italiana. Serve una politica industriale seria, non propaganda”.

 

05/11/2025 - 14:18

“L’Italia è ormai in una fase di stagnazione tecnica, con il Pil fermo per il terzo trimestre consecutivo e i consumi in frenata. La legge di bilancio 2026, secondo le stime del Mef, non produrrà alcun effetto positivo sulla crescita”. Lo dichiara Silvio Lai, deputato del Partito Democratico e componente della commissione Bilancio.

L’esponente dem sottolinea come “perfino il Centro Studi di Confindustria riconosce che l’attuale, debole crescita è soltanto l’ultima coda degli investimenti del Pnrr. Senza quei fondi, l’Italia sarebbe già in recessione. La manovra del governo Meloni è la prima in molti anni a non avere alcun impatto sulla crescita: se si facesse o non si facesse, sarebbe esattamente la stessa cosa. Il Pnrr è stato usato per coprire spese ordinarie, sottraendo risorse a scuola, sanità, transizione digitale ed ecologica. Così si condanna il Paese a un futuro di bassa crescita e scarse opportunità”.

“Il Partito Democratico – conclude Lai - presenterà una contromanovra che punti davvero sullo sviluppo industriale, sulla ripartenza e sulle infrastrutture sociali. In Italia la povertà cresce, la disoccupazione aumenta e i giovani restano senza prospettive. Questo è un governo di pura propaganda, incapace di gestire l’economia di un Paese e di costruire una visione per il futuro. Serve un piano alternativo che rimetta al centro il lavoro, gli investimenti e la coesione sociale”.

 

04/11/2025 - 14:26

“Il crollo di parte della Torre dei Conti a Roma si intreccia con la discussione in corso sulla riforma di Roma Capitale. Roma deve avere nuovi strumenti e nuove risorse, anche per la manutenzione di strutture così delicate. I lavori che si stavano svolgendo erano finanziati con i fondi del PNRR, ma in futuro quei fondi non ci saranno più. Spero che su questo non ci siano divisioni tra gli schieramenti politici e che presto Roma e altri territori possano giovare di una riforma ormai non più rimandabile". Lo ha detto il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, in un’intervista a Radio Radicale.

04/11/2025 - 11:50

“Confindustria conferma ciò che il Partito Democratico denuncia da settimane. La manovra è a saldo zero, nessun impatto sulla crescita del Paese. Il Governo parla di “responsabilità” e “prudenza”, la realtà è che non c’è un euro per la competitività, per gli investimenti, per il lavoro e per l’innovazione. Come ha ricordato Tarquini in audizione, la crescita allo “zero virgola” non garantisce il futuro dell’Italia, e infatti senza le risorse del PNRR oggi il nostro Paese sarebbe già in recessione. Per rilanciare il Paese serve una politica industriale e fiscale che premi chi investe, chi innova e chi crea lavoro stabile, non un bilancio di mera sopravvivenza.” Così in una nota il capogruppo del Partito Democratico, in commissione bilancio alla camera, Ubaldo Pagano.

03/11/2025 - 16:30

“Indegno attacco all’Italia e ennesimo tentativo di disinformazione russa con cui la Zahkarova dimostra non solo di non avere rispetto del nostro paese e di essere capace delle azioni di più becero sciacallaggio ma al tempo stesso di non sapere nemmeno di che cosa sta parlando perché proprio per la Torre dei Conti sono previsti fondi PNRR Caput Mundi per un intervento complessivo di 7 milioni di euro. Quello che dice non è solo una vergogna, anche una figuraccia internazionale. Prima di parlare dell’Italia farebbe bene a sciacquarsi la bocca e magari studiare un po’”

Dichiara il Deputato Pd Andrea Casu.

 

28/10/2025 - 14:10

“C’è un Paese reale diverso da quello che ci racconta il Governo, secondo cui va tutto bene solo perché sopravvive da tre anni: gli italiani non stanno e non staranno meglio con questa Manovra”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su RaiNews24.

“I dati Istat di cui si vanta Meloni sono legati, in parte, all’unico strumento che ha permesso un po’ di crescita: il Pnrr, su cui il suo partito era contrario - ha proseguito la deputata dem - L’altro dato, che volutamente il Governo continua a ignorare, è quello della povertà reddituale: abbiamo lavoratori poveri che non arrivano a fine mese”.

“Con questa Manovra non si fa nulla in tal senso: non c’è niente di nuovo, nessun riferimento ai redditi. Con questa Legge di Bilancio ci si limita a far galleggiare il Paese, senza alcuna redistribuzione della crescita o visione sul futuro, industriale ed economico. Del Governo Meloni ricorderemo solo la pressione fiscale più alta degli ultimi 10 anni e i continui tagli ai servizi, come mense scolastiche e asili nido, nei confronti dei Comuni.” ha concluso Gribaudo.

 

 

27/10/2025 - 16:30

“Il Governo deve rivedere subito il provvedimento che riduce del 10% le risorse destinate ai progetti sui beni confiscati alla criminalità organizzata. È un taglio miope e ingiusto, che colpisce soprattutto i piccoli Comuni, già impegnati con lavori appaltati e interventi avviati grazie ai fondi PNRR.
Queste risorse non sono solo numeri di bilancio, ma strumenti di riscatto civile e di rigenerazione sociale. Ogni bene confiscato che torna alla collettività è un simbolo concreto di legalità, e bloccare o ridurre questi progetti significa indebolire la risposta dello Stato contro le mafie.
Penso al caso di Cesa e a tanti altri Comuni del Mezzogiorno che rischiano di fermare cantieri già avviati per mancanza di copertura finanziaria. È inaccettabile. Il Governo Meloni garantisca la piena copertura dei fondi originari e introduca norme di salvaguardia per i progetti in corso. La lotta alla criminalità non può subire tagli: servono coerenza, visione e rispetto per il lavoro dei sindaci e delle comunità locali”. Lo dichiara Stefano Graziano, deputato del Partito Democratico, in seguito all’appello del sindaco di Cesa, Enzo Guidi, ai parlamentari casertani, alla presidente del consiglio Meloni e all’Anci sul no al taglio del 10% dei fondi per i beni confiscati per progetti già appaltati.

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