21/04/2026 - 12:48

“Come era prevedibile, anche questa volta il click day, la “lotteria" voluta dall’assessore Maurizio Marrone per giocare sulla pelle della cittadinanza, ha avuto lo stesso esito dell’anno scorso: un fallimento, una discriminazione, una presa in giro. In una battuta: gli Hunger Games delle famiglie”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul click day della Regione Piemonte per il Bonus Vesta.

“I problemi strutturali della volta scorsa sono rimasti: non è possibile sostenere una richiesta così alta se non si hanno i mezzi adeguati e inevitabilmente il sito dedicato è andato in down dopo pochi minuti dall’inizio della lotteria - prosegue la deputata dem - La Giunta Cirio nei mesi scorsi si era tanto vantata delle modifiche apportate, ma i problemi e le discriminazioni proseguono”.

“Va aggiunto ancora un elemento: anche se non ci fossero stati disguidi tecnici il click day del Bonus Vesta sarebbe da condannare. Non è questo il modo di risolvere realmente i problemi delle famiglie, con 1200 euro una tantum invece di pensare a misure strutturali, una su tutte gli asili nido. Un fallimento nel merito e nel metodo” conclude Gribaudo.

 

21/04/2026 - 12:11

“La relazione tecnica di verifica delle quantificazioni, predisposta dalla Commissione Bilancio della Camera, solleva interrogativi seri e circostanziati sulle coperture finanziarie di diversi articoli del decreto sicurezza. A tali criticità il Governo, nel corso dell’esame di oggi in Commissione, non è stato in grado di fornire risposte adeguate.

Siamo di fronte a una situazione grave: il provvedimento rischia di approdare in Aula con questioni di legittimità costituzionale ancora aperte e, al tempo stesso, con coperture finanziarie incerte. Una condizione che non è accettabile per un atto di tale rilevanza.

Chiediamo al Governo, di consentire al Parlamento di svolgere pienamente il proprio ruolo, permettendo un approfondimento serio e trasparente su quanto sta emergendo. Il quadro finanziario attuale è incerto e non garantisce un percorso in Aula ordinato e chiaro.

Siamo di fronte a un decreto che presenta troppi aspetti critici e confusi, sul quale il Governo sta tentando un’accelerazione ingiustificata, probabilmente per nascondere la sciatteria con cui il provvedimento è stato esaminato al Senato, per responsabilità del Governo stesso”.

Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Bilancio alla Camera, commentando i contenuti della nota tecnica di verifica delle quantificazioni finanziarie redatta dal Servizio Bilancio e dal Servizio Commissioni della Camera dei deputati.

 

21/04/2026 - 11:54

“Torno ad esprimere la più ferma condanna per la grave aggressione subita dalla troupe di Report durante lo svolgimento della propria attività giornalistica a Monzambano, in provincia di Mantova, fuori dal macello Mario Troni. Colpire un operatore con un bastone di ferro e distruggere una telecamera non è solo un atto di violenza inaccettabile, ma rappresenta un attacco diretto alla libertà di informazione, pilastro fondamentale della nostra democrazia. È indispensabile che venga fatta piena luce, in tempi rapidi, sia sull’episodio violento, sia sulle criticità emerse nel servizio realizzato da Giulia Innocenzi. Le immagini e le testimonianze raccolte sollevano interrogativi seri che meritano risposte chiare da parte delle autorità competenti. Il giornalismo di inchiesta svolge un ruolo essenziale nel garantire trasparenza e legalità, soprattutto in ambiti delicati come quello della filiera agroalimentare. Tentare di ostacolarlo con la violenza è un segnale allarmante che non può essere tollerato. A Giulia Innocenzi e all’operatore Giovanni De Faveri va la mia piena solidarietà e vicinanza. Difendere il loro lavoro significa difendere il diritto dei cittadini a essere informati e la qualità stessa della nostra democrazia”.

Così il deputato dem e segretario di presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

21/04/2026 - 11:25

“L’audizione di oggi conferma l’importanza strategica di Poste Italiane per il Paese e la necessità di rafforzarne il ruolo pubblico, evitando ogni ipotesi di ulteriore dismissione di quote”.

Lo dichiara Andrea Casu, vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, intervenuto nel corso dell’audizione odierna dell’ad di Poste Italiane Matteo Del Fante.

“Parliamo di un gruppo che registra risultati economici molto rilevanti – con un utile netto pari a 2,3 miliardi al netto della partecipazione in TIM – e che rappresenta un asset strategico nazionale. È legittimo chiedersi se le operazioni industriali in corso sarebbero state possibili senza il mantenimento di una solida presenza pubblica e la battaglia che abbiamo combattuto in Parlamento per evitare la privatizzazione che aveva annunciato il Governo”.

“È fondamentale costruire campioni europei non solo nei servizi ma anche nelle infrastrutture, e questo obiettivo deve essere accompagnato da garanzie chiare sul piano sociale e territoriale. Vengono denunciati preoccupanti dati sulla riduzione dei volumi, che arrivano fino al 50%: occorre chiarire l’impatto reale anche alla luce dell’acquisizione di Nexive e le altre operazioni che si stanno realizzando”.

Casu ha poi richiamato l’attenzione sulla tutela del servizio universale: “Non è pensabile che i prodotti editoriali possano subire ritardi incompatibili con la loro funzione per questo chiediamo che le garanzie annunciate vengano messe nero su bianco per tutto il territorio nazionale. Il servizio universale resta un presidio indispensabile di coesione nazionale e democratica”.

“Chiediamo inoltre maggiore chiarezza sul ruolo delle reti di soggetti terzi e sulla chiusura delle sedi. L’efficienza economica è importante, ma non può andare a scapito delle tutele dei lavoratori e della qualità del servizio. È necessario garantire l’estensione degli standard contrattuali a tutto il personale coinvolto e la piena accessibilità ai disabili di tutte le sedi”.

Sul fronte territoriale, Casu ha sottolineato: “Poste Italiane svolge una funzione sociale fondamentale, soprattutto nei territori. Il progetto Polis rappresenta un’opportunità importante, ma va chiarito come l’estensione ai Comuni sotto i 15.000 abitanti possa tradursi in un reale rafforzamento dei servizi”.

Infine, un appello al Governo: “Se vogliamo difendere davvero il servizio universale, è necessario verificare l’adeguatezza delle risorse previste. Servono strumenti che garantiscano i livelli occupazionali per l’intero quinquennio e un confronto preventivo con Parlamento, Sindacati e parti sociali su ogni riorganizzazione che incida su organici e rete.” 

 

21/04/2026 - 10:48

“Ora davvero basta. Il tempo sta per scadere. Le settimane e i mesi guadagnati solo grazie alle mobilitazioni dei lavoratori e dei sindacati nella vertenza Trasnova non possono essere vanificati dalla superficialità di Stellantis e del governo. I lavoratori e le loro famiglie aspettano soluzioni industriali e produttive. Ne va del futuro di un territorio che non può continuare a perdere maestranze e competenze. Chiediamo dunque per l’ennesima volta che si arrivi ad un tavolo serio di confronto su soluzioni industriali definitive che vedano Stellantis e il Governo metterci la faccia per garantire prospettive occupazionali e non assistenziali ai lavoratori Trasnova”.

Così i deputati democratici, Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, e Artuto Scotto, capogruppo in commissione Lavoro.

 

21/04/2026 - 10:39

“Dall’esame del decreto sicurezza al Senato abbiamo appreso che l’articolo 30 bis proveniente dal Viminale avesse il parere contrario dei ministri Giorgetti e Nordio, poiché carente di copertura finanziaria. Per questo motivo e poiché questo è un aspetto che riguarda diversi articoli di quel testo noi abbiamo chiesto ieri sera di poter avere la relazione tecnica di passaggio dal Senato alla Camera che riguarda proprio le coperture. Ieri sera ci è stato risposto che la relazione non c’era. A questo punto appare davvero imprescindibile che il governo debba rispondere se quell’articolo 30 bis e gli altri articoli contenuti all’interno del decreto sicurezza abbiano o meno copertura finanziaria, perché noi siamo rimasti al ‘no’ per assenza di copertura finanziaria di ben due ministeri, quello della Giustizia e quello dell’Economia.
Sarebbe assurdo iniziare la discussione generale e poi la pregiudiziale di costituzionalità, se fossimo addirittura di fronte ad un decreto privo delle adeguate coperture finanziarie, oltre che contenente articoli manifestamente incostituzionali.

Ricordo in quest’aula che la presidente del consiglio aveva detto ‘io ci metto la faccia’. Allora chiediamo alla presidente Meloni dove sono i suoi ministri missing in action, perché non vengono in Parlamento a spiegare questo decreto il ministro Piantedosi, il sottosegretario Mantovano e il ministro per gli Affari con il Parlamento Ciriani? Dove sono finiti? I suoi ministri, contrariamente a quanto affermato dalla presidente del consiglio Meloni, non ci stanno mettendo la faccia”. Lo ha detto intervenendo in Aula Debora Serracchiani, deputata e responsabile Giustizia del Pd.

 

21/04/2026 - 09:47

"Dal dicembre 2017, a seguito di una iniziativa che assunsi con altri colleghi, è istituito, presso il Ministero della Cultura un fondo per la tutela e la promozione del patrimonio morale, culturale, storico dei luoghi di Memoria della lotta al nazifascismo, della Resistenza e della Liberazione. Ci si riferisce alle istituzioni che sostengono le iniziative sulla memoria a Marzabotto, a Fossoli, al Museo Cervi, a Sant' Anna di Stazzema e alla Risiera  di San Sabba. Il fondo era inizialmente di 2 milioni e mezzo di Euro, 500mila per ogni realtà. Risorse sempre scrupolosamente rendicontate e che hanno consentito interventi sui luoghi della memoria, sugli archivi, iniziative di ricerca storica, di coinvolgimento delle scuole. Il Governo in carica, dopo che nella legislatura precedente il contributo in oggetto era rimasto lo stesso, ha più volte ridotto il finanziamento, fino al taglio rilevante attuato nel decreto di marzo di quest' anno sulle disposizioni urgenti in materia di prezzi petroliferi. Ora il contributo complessivo è di 1.819.738 euro, 363.947,60 euro per ogni ente. Un taglio che ha assunto proporzioni inaccettabili e che mette in discussione tanti progetti già avviati.
Non credo sia necessario ricordare, alla vigilia del 25 aprile, il valore della Memoria. Nel sacrifico delle vittime della barbarie nazifascista stanno le radici della nostra democrazia e della nostra Costituzione. Ho presentato una interpellanza parlamentare per chiedere il ripristino del finanziamento originale e l' attenzione del Governo sul valore dei luoghi della Memoria". 

21/04/2026 - 09:44

“Da inizio marzo in tutta la Regione Piemonte è impossibile conteggiare le prestazioni della neuropsichiatria infantile: la piattaforma Smail, per quanto ancora attiva, non le quantifica più economicamente, senza che sia stato introdotto un nuovo metodo. Un grave danno nei confronti di un settore sanitario importantissimo: senza la possibilità di caricare le prestazioni, si perderanno migliaia di euro di budget”.

Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, segnala il problema in tutte le Asl della Regione Piemonte.

“Se si va avanti così si creerà un buco nel budget e le aziende ospedaliere di tutta la Regione non potranno chiedere i soldi per la struttura complessa di neuropsichiatria infantile - prosegue la deputata dem - Un settore, va ricordato, che è esente ticket e dema, per cui a maggior ragione occorre che le prestazioni vengano segnalate in modo efficace”.

“Sono quasi due mesi che le prestazioni dei professionisti e delle professioniste cadono nel vuoto, a causa di un problema burocratico: basterebbe creare una nuova piattaforma. Sarebbe un atto dovuto nei confronti di chi lavora ma anche verso la nostra sanità pubblica, che non ha alcun bisogno di vedersi tagliati ulteriori fondi, soprattutto a causa dell’inefficienza di chi prende decisioni” conclude Gribaudo.

 

21/04/2026 - 09:43

Non ci sono le condizioni per avviare l’esame del decreto sicurezza senza un chiarimento definitivo del governo. Il provvedimento è stato tenuto in ostaggio al Senato per gran parte del tempo utile alla conversione, senza un confronto reale: arrivato senza mandato al relatore e chiuso senza che si entrasse mai nel merito. Anche alla Camera le Commissioni  non sono state convocate, nonostante il vulnus riconosciuto. E infine ieri si è arrivati a uno scontro istituzionale senza precedenti.
Nella fretta si producono norme sbagliate: a partire da quelle che incidono sull’indipendenza dell’avvocatura, principio essenziale dello Stato di diritto, e che presentano profili di manifesta incostituzionalità. Dopo la visita di ieri del Sottosegretario Mantovano al Quirinale, è doveroso sapere dal Governo come si intende procedere per correggere questa norma vergognosa. Il Parlamento non può essere umiliato né chiamato ad approvare norme a rischio incostituzionale. Per questo chiediamo l'immediata convocazione della Conferenza dei capigruppo per scongiurare ulteriori forzature.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

20/04/2026 - 19:37

"Mentre la Commissione Europea tenta ancora, colpevolmente, di bloccare la sospensione dell'accordo Ue-Israele, domani i ministri degli Esteri dei 27 Paesi dell'Unione voteranno proprio su questo: il voto dell'Italia è determinante.
Ben 1 milione e 200mila cittadine e cittadini dell'UE hanno firmato perché quell'accordo venga sospeso. E hanno ragione a chiederlo. L'accordo di associazione Ue-Israele è basato sul rispetto dei diritti umani e il governo Netanyahu ha violato tutti i diritti umani con il genocidio a Gaza, con l'annessione di fatto della Cisgiordania, con gli attacchi illegittimi all'Iran, alla Siria, allo Yemen e, infine, con la distruzione a tappeto del Libano, seguendo lo stesso schema usato nella Striscia.
E' già troppo tardi e non c'è altro tempo da perdere: quell'accordo va sospeso. Il ministro Tajani voti a favore dello stop e faccia pressione sulla Commissione. E' una questione di dignità dell'Ue, della sua storia e dei suoi valori".  Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

20/04/2026 - 19:35

Abbiamo chiesto e ottenuto la sospensione dell’esame dell’emendamento sull’avvocatura in attesa dell’esito dell’incontro in corso tra Governo e Quirinale”. Lo riferisce il Partito Democratico nel corso dei lavori in Commissione a Montecitorio, su richiesta della capogruppo Chiara Braga.

I dem denunciano un iter “compresso e forzato”, con il provvedimento “trattenuto a lungo al Senato” e l’approvazione di norme ritenute “palesemente sbagliate e incostituzionali”.

Sul nodo avvocatura, il Pd sottolinea che il Parlamento “non può lavorare alla cieca” su una disposizione ancora oggetto di interlocuzioni istituzionali.

Per i democratici, proseguire senza chiarimenti avrebbe rischiato di trasformare il lavoro parlamentare in una “farsa”, in assenza di elementi certi sugli sviluppi del confronto al Colle.

“Registriamo - ha concluso Braga - che la maggioranza è allo sbando”.

 

20/04/2026 - 19:12

Prima la magistratura ora l’avvocatura, continuano i tentativi della destra di smantellare i pilastri della democrazia e del diritto. Inutile la lezione di 15 milioni di NO. Vogliono far diventare gli avvocati strumenti di attuazione delle politiche governative. Una norma palesemente incostituzionale che non può essere aggirata con un ordine del giorno o con rinvii a future norme attuative.

È necessario fermare l’iter di questo provvedimento ed eliminare quantomeno le disposizioni contestate. Su temi così delicati non sono ammesse forzature né scorciatoie: serve responsabilità istituzionale, rispetto dei principi costituzionali e tutela dei diritti fondamentali.

Della delicatezza del momento molto dice la decisione del sottosegretario Mantovano di recarsi al Quirinale.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

20/04/2026 - 19:00

“Un ordine del giorno non è sufficiente a superare i profili di possibile incostituzionalità e rischia anzi di aggravare il pasticcio istituzionale”. Così la deputata democratica, componente della commissione Giustizia della Camera, Michela Di Biase sul decreto Sicurezza, dopo le criticità emerse sulla norma relativa ai compensi degli avvocati nei procedimenti di rimpatrio.

Per la deputata del Pd, “la strada indicata dalla maggioranza di cavarsela con un ordine del giorno non risolve i problemi di fondo: non si può pensare di rinviare tutto a successivi atti attuativi. Serve un intervento diretto sul decreto”.

“La maggioranza è nel caos – conclude Di Biase – e cerca soluzioni tampone su una norma profondamente sbagliata che mina l’autonomia e il ruolo dell’avvocatura e che, per quanto riguarda la sua incompatibilità con la Costituzione, deve essere ritirata”.

 

20/04/2026 - 18:52

“La maggioranza non sa che pesci prendere e pensa di affrontare profili di possibile incostituzionalità con un ordine del giorno”. Così la capogruppo del Partito Democratico in commissione Affari costituzionali della Camera Simona Bonafè, commentando il decreto Sicurezza e l’annuncio di un odg sulla norma relativa ai compensi degli avvocati nei procedimenti di rimpatrio.

“È ridicolo pensare di poter superare criticità di questo tipo con un ordine del giorno”, aggiunge Bonafè, sottolineando come la soluzione proposta non affronti i nodi strutturali del provvedimento.

Nel merito, la deputata dem definisce la norma sugli incentivi agli avvocati “un obbrobrio”, perché “lede l’autonomia dell’avvocatura e rischia di trasformare gli avvocati in attuatori delle scelte del governo. Mai visto prima: siamo davanti a un degrado istituzionale”.

Per Bonafè, la strada indicata dall’esecutivo non è praticabile e conferma l’incapacità della maggioranza di gestire le criticità emerse sul piano costituzionale del provvedimento.

 

20/04/2026 - 17:58

 “Siamo di fronte a norme manifestamente incostituzionali: in quanto tali, l’unica soluzione praticabile da parte della maggioranza è la loro soppressione. È irriguardoso pensare di poter aggirare il problema con un ordine del giorno, rinviando tutto a future norme attuative del decreto. La toppa è peggio del buco”.

Lo afferma la responsabile nazionale giustizia e deputata del Pd, Debora Serracchiani commentando le criticità emerse sul decreto sicurezza, in particolare sulla disposizione relativa al compenso degli avvocati nei procedimenti di rimpatrio dei migranti, finita sotto la lente del Quirinale per possibili profili di incostituzionalità.

“Non solo la soluzione individuata non appare sufficiente sotto il profilo giuridico – prosegue – ma rischia di scaricare su atti successivi un vizio originario che deve essere corretto subito”.

Nel merito, viene inoltre giudicato “profondamente sbagliato” l’impianto della norma: “Si introduce un meccanismo che lega il compenso dell’avvocato all’esito del procedimento. È una distorsione grave. E ancora più preoccupante – sottolinea Serracchiani – è l’idea che l’avvocatura possa diventare soggetto attuatore delle politiche del governo. L’avvocato deve restare libero e indipendente, non può essere trasformato in esecutore di obiettivi amministrativi, tanto meno quando questi incidono su diritti fondamentali come la libertà personale. Da qui la richiesta di uno stop: “Serve un intervento chiaro e immediato del Parlamento per correggere o eliminare le norme contestate”.

 

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