20/05/2025 - 17:10

“Calderone e Salvini ascoltino le parole del Presidente dell’Anac Busia: sono 1448 le violazioni da parte delle imprese delle norme su salute e sicurezza sul lavoro nel 2024 fino ad oggi riscontrate dall’Inl. Numeri spaventosi. Anche perché in crescita dell’87 per cento rispetto al 2022. Significa che le politiche di deregulation, a partire dalla liberalizzazione dei subappalti a cascata come spiega anche Anac, ha contribuito a far crescere il rischio degli incidenti. Serve una risposta immediata, non qualche annuncio. Vanno responsabilizzate le imprese committenti lungo tutta la catena degli appalti. L’occasione dei referendum dell’8 e 9 giugno non va sprecata”.

Così la deputata democratica e responsabile Lavoro del Pd, Cecilia Guerra, e il capogruppo dem in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

20/05/2025 - 16:36

 “Con il CdM di ieri il Governo dichiara ufficialmente guerra alla Corte Costituzionale, aprendo un altro gravissimo conflitto tra poteri dello Stato. Nella stesura del DDL delega sui Livelli Essenziali delle Prestazioni, il Ministro Calderoli ha soltanto fatto finta di ascoltare i richiami della Consulta e seguirne le indicazioni. Al contrario, ha presentato un testo che ricalca ostinatamente i profili di incostituzionalità che erano stati rilevati con la sentenza di dicembre. È chiaro, ormai, che Calderoli e la Lega stanno combattendo una battaglia personale contro gli interessi della Repubblica e le istituzioni preposte a garantirne l’unità, nel colpevole silenzio degli alleati di Governo, nazionalisti soltanto nei simboli di partito.”
Così Claudio Stefanazzi, deputato del Partito Democratico, componente della Commissione Finanze a Montecitorio.
“Il testo presentato dal Governo non fa altro che aggirare le censure della Corte, soprattutto su due aspetti cardine: in primis, dettando principi e criteri direttivi oltremodo generici, incapaci di orientare le decisioni su standard che riguardano diritti di primaria importanza per i cittadini; in secondo luogo, mancando ancora una volta di indicare le coperture necessarie per permettere agli enti territoriali di garantire con effettività ed efficacia i servizi e le prestazioni legate ai nuovi LEP. Nei prossimi mesi, e ben prima che la Corte possa intervenire nuovamente, vedremo certamente altre forzature. Perché, occorre ricordarlo, il problema non è soltanto nei criteri e nelle risorse, ma anche nella Commissione tecnica per i fabbisogni standard che svolgerà tutto il lavoro a monte. Una Commissione che soffre di un insopportabile conflitto di interessi, a partire dalla sua Presidente, per anni stretta collaboratrice di Zaia alla Regione Veneto e parte integrante della delegazione che trattò le intese per l’autonomia.”
“Come si può avere un minimo di fiducia verso una classe dirigente che da due anni cerca esplicitamente di dividere il Paese in due? Anche in questo caso e come avvenuto per l’autonomia continueremo a dare battaglia in tutte le sedi, dai tribunali alle piazze. Perché la Repubblica - conclude Stefanazzi -  è e deve restare una e indivisibile.”

20/05/2025 - 15:32

"Giorgia Meloni venga domani in aula e prenda parola sull'abisso umanitario che sta vivendo il popolo palestinese a Gaza. La maggioranza voti la mozione di Pd, Avs e M5S con le misure necessarie per fermare Netanyahu. Siamo appena tornati dalla missione al valico di Rafah, al confine con Gaza. Una delegazione organizzata da Aoi, Arci e Assopace Palestina, a cui hanno partecipato parlamentari di Pd, M5S e Avs, europarlamentari dei tre gruppi, con la presenza di docenti di diritto internazionale e giornalisti. Valico che è rimasto sigillato, nonostante la nostra richiesta ufficiale di entrare: il governo di Israele non vuole testimoni che possano constatare i crimini che sta commettendo. Ci siamo spinti fino alle porte di Gaza per denunciare la complicità dei leader europei e delle istituzioni comunitarie che con il loro silenzio e la loro inerzia consentono a Benjamin Netanyahu di sterminare il popolo palestinese". Lo ha dichiarato intervenendo nell'aula di Montecitorio, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

"Abbiamo incontrato uomini donne e bambini di Gaza. Ci hanno parlato di amputazioni di arti eseguite senza anestesia, di giornate trascorse in preda ai morsi della fame. Ci hanno descritto la felicità di trovare cibo per animali da dare ai propri figli. Ci hanno raccontato il dolore provato di fronte a bambine e bambini che si spengono ora dopo ora - ha proseguito Boldrini - . Ci hanno descritto cosa significa vivere con il costante rumore delle bombe che si avvicinano sempre di più, delle fughe nel cuore della notte senza sapere dove andare, dell’angoscia, della disperazione".

"Questa immane sofferenza si deve alle scelte scellerate di Benjamin Netanyahu che continua a bombardare con l’intento esplicito di uccidere i palestinesi della Striscia e di usare la fame come arma di guerra. Difronte a un tale abisso umano, tutte e tutti noi, maggioranza e opposizione, dovremmo compattamente reagire e condannare questi crimini abominevoli - ha sottolineato la deputata dem -. Invece la maggioranza si ostina a non condannare quanto accade anteponendo l'alleanza politica con Netanyahu al senso di umanità. La presidente del Consiglio, da madre e cristiana, non ha mai espresso una sola parola di cordoglio per i 17mila bambini “uccisi per hobby” come ha affermato oggi il leader dei democratici israeliani Yair Golan".
"Ieri sono entrati a Gaza appena 9 camion di aiuti di prima necessità. Prima del 7 ottobre ne entravano 500 al giorno e che con l’attuale gravissima situazione, ne servirebbero migliaia ogni singolo giorno - ha concluso -. Sia chiaro quindi che non c’è niente di umanitario in questa decisione. Netanyahu ha dichiarato che, semplicemente, con una carestia i suoi alleati non lo sosterrebbero più nell’azione militare.
Difronte a questo delirio del male, l’inerzia del mondo e dell’Ue diventa colpevole complicità".

 

20/05/2025 - 15:31

L’audizione del presidente e ad di Renault Luca De Meo ha ricordato l’importanza del comparto automotive per l’intera industria manifatturiera italiana ed europea, la profonda trasformazione che sta attraversando e l’oggettivo gap competitivo con le case automobilistiche cinesi. L’industria europea ha di fronte a sé una finestra di 3-5 anni per recuperare il terreno perduto sull’innovazione dell’auto a trazione elettrica e sempre più digitale e connessa. Per utilizzare al meglio questo tempo, il governo italiano e la maggioranza dovrebbero dismettere i toni da crociata contro una tecnologia con cui tutto il settore automotive deve fare i conti da qui ai prossimi anni. Oggi è più che mai necessaria un’iniziativa europea per politiche industriali all’altezza della sfida, garantendo al settore strumenti di sostegno e di accompagnamento nella transizione, come il fondo automotive a livello europeo proposto dal Partito democratico e misure nazionali coerenti. Servono infatti politiche di sistema: dalle materie prime critiche allo sviluppo di gigafactory per la produzione di batterie; dall’incremento della ricerca applicata agli incentivi green per le flotte aziendali; dalla diffusione di infrastrutture di ricarica all’aumento della produzione di energia da fonti rinnovabili per abbattere i costi della bolletta. Un aspetto fondamentale di una strategia di rilancio è il sostegno al segmento dei veicoli mass market di più piccole dimensioni che hanno sempre rappresentato il cuore delle vendite in diversi paesi europei, a partire dall’Italia. In questo ambito la collaborazione tra produttori su piattaforme comuni è un’opportunità su cui insistere. Bene ha fatto De Meo a rilanciare la proposta di progetti europei sul modello del consorzio Airbus.

Così Vinicio Peluffo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive di Montecitorio, commentando l’audizione del Presidente e AD di Renault Luca de Meo sul piano d’azione industriale europeo per l’Automotive.

 

20/05/2025 - 15:15

“Il Pd ha presentato una questione pregiudiziale sul Dl Cittadinanza che consideriamo un atto ostile e codardo con il quale il governo taglia con un colpo d'accetta il legame profondo tra il nostro Paese e le collettività italiane sparse in tutto il mondo. Una scelta, quella del governo, impropria e inopportuna che considera gli italiani all'estero una 'minaccia' e non più una risorsa. Una decisione ipocrita e incoerente. La presidente Meloni ha fatto una campagna elettorale sullo 'ius sanguinis', fomentando una guerra tra migranti e emigrati, l'esatto contrario di quello che servirebbe: politiche inclusive e d'integrazione”. Lo dichiara il deputato Pd, Fabio Porta, intervenendo in Aula di Montecitorio sulla questione pregiudiziale al Dl Cittadinanza.

“Il governo – continua l'esponente dem eletto nella circoscrizione estero - con la decretazione scavalca il ruolo del Parlamento e gli organismi di rappresentanza, primo tra tutti il Consiglio Generale degli italiani all'estero che andava consultato. E invece, seguendo il solito copione propagandistico, il ministro Tajani taccia di opportunismo gli italiani all'estero, 'approfittatori' perché richiedenti cittadinanza italiana”. “Con questo decreto viene posta la fine della trasmissione della cittadinanza per gli italiani all’estero in maniera retroattiva. Un atto illegale e in violazione della nostra Costituzione che crea cittadini italiani di serie A e B”, conclude Porta.

 

20/05/2025 - 15:10

“Inaccettabile il comportamento della neo eletta sindaca di Merano Katarina Zeller (SVP) che rifiuta di indossare la fascia tricolore. Rispetta la Costituzione italiana e la Repubblica! Altrimenti non ti candidare”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut.

20/05/2025 - 15:08
"Il Partito Democratico ha votato contro il provvedimento del governo che autorizza l'acquisto di tecnologie militari da Israele. Si tratta di una scelta che riteniamo sbagliata e politicamente miope, soprattutto alla luce della drammatica escalation in corso nella Striscia di Gaza", dichiarano i componenti democratici della Commissione Difesa della Camera.
"Nel corso dell’esame in Commissione, abbiamo evidenziato la necessità di una riflessione politica più ampia su questo tema, in considerazione del contesto internazionale e della gravità degli sviluppi in Medio Oriente. Purtroppo, il governo ha ignorato completamente questo aspetto, scegliendo di non inviare nemmeno un rappresentante del Ministero della Difesa. Un’assenza che consideriamo grave e che dimostra un atteggiamento di preoccupante superficialità su un dossier tanto delicato."
"Come Partito Democratico – concludono i dem – abbiamo espresso con fermezza la nostra contrarietà, chiedendo che il Parlamento sia messo nelle condizioni di valutare con piena consapevolezza le implicazioni politiche, etiche e strategiche di decisioni di questo tipo."

 

20/05/2025 - 14:22

"Mentre il mondo si compatta per prevenire nuove pandemie, ieri a Ginevra 124 nazioni hanno votato a favore del Patto pandemico dell’OMS, l’unico strumento globale per garantire accesso equo a vaccini, terapie e diagnostica. L’Italia, insieme a Russia, Iran e pochi altri, ha scelto di astenersi, isolandosi in modo incomprensibile e rinunciando a ogni voce nelle future negoziazioni tecniche su PABS e proprietà intellettuale. Questa decisione sacrifica la salute pubblica sull’altare della propaganda e conferma un atteggiamento provinciale e anti-scientifico, ben lontano dalle esigenze dei cittadini. Il Partito Democratico chiede con urgenza che il Governo torni al tavolo negoziale e proceda senza esitazioni alla ratifica del Patto pandemico, per garantire all’Italia protezione, trasparenza e credibilità internazionale. Non ne possiamo più di chi si definisce patriota e poi svende il nostro Paese per quattro voti dei novax e lo relega a compagno di follie di Russia e Iran". Lo dichiara in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali e componente della segreteria nazionale PD

20/05/2025 - 13:56

 "In un giorno in cui si compie un passo avanti importante verso una gestione coordinata, equa ed efficiente delle future pandemie, l'Italia si eclissa. L'astensione sul nuovo piano pandemico insieme a pochi altri paesi, tra cui Iran e Russia, è un segnale politico gravissimo, il linea con la dottrina della Lega, che mette in discussione il nostro ruolo nell'OMS, indebolisce la cooperazione internazionale in materia sanitaria e mette a rischio la salute dei cittadini.

L'esecutivo dimostra, ancora una volta, di prestare il fianco alla peggiore propaganda anti scientifica, oscurantista e no vax. L'ennesima decisione vergognosa che mina la credibilità e l'autorevolezza dell'Italia come partner affidabile. Ormai il governo è ostaggio delle peggiori pulsioni sovraniste e complottiste che sono un insulto al ruolo svolto dal nostro Paese nel mondo. Per mere ragioni interne abbiamo preferito schierarci con Mosca e Teheran invece che con Parigi, Berlino, Madrid e Bruxelles.

Peraltro, questa è un ulteriore dimostrazione di quanto poco interesse al nostro esecutivo della salute dei cittadini: questo è l'ennesimo tassello dopo il taglio al fondo sanitario nazionale e la riduzione delle case e degli ospedali di comunità previsti dal PNRR. Un governo che danneggia il Paese e isola sempre di più l'Italia nel consesso internazionale". Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.

 

20/05/2025 - 13:55

«Hanid Bodoui era in Italia da più di dieci anni. È morto impiccandosi in una cella del carcere delle Vallette, poche ore dopo la convalida dell’arresto. Temendo di essere rimandato nel CPR di Gjadër, in Albania, ha scelto di togliersi la vita. Una tragedia terribile, che ci impone di fermarci e guardare in faccia ciò che sta accadendo nel nostro Paese e in nome del nostro Paese» così Rachele Scarpa, deputata del Partito Democratico.

"Questa non è un’eccezione. È il frutto di un sistema che produce dolore e instabilità, che spezza le persone, che le spinge ai gesti estremi. I centri in Albania sono diventati il motore di una spirale di sofferenza infinita, che non si ferma nemmeno quando ci si illude che l’incubo sia finito. Hanid era uscito dal CPR. Ma la minaccia di doverci tornare è bastata per farlo crollare» prosegue Scarpa.

«Non esiste alcuna “gestione” delle migrazioni che possa passare sopra la dignità e la salute mentale delle persone. Ci troviamo di fronte all’ennesimo fallimento umano e politico. E il fatto che l’eco di questa tragedia sia così flebile nella discussione pubblica la rende ancora più insopportabile. Hanid non è una vittima casuale: è il prodotto di un sistema costruito per schiacciare. Con molti colleghi e colleghe stiamo denunciando da mesi, in Parlamento e fuori, l’assurdità e la pericolosità dell’accordo con l’Albania. E proprio la questione dei rischi per incolumità della salute fisica e mentale è stata oggetto di una segnalazione al CPT da parte mia e della collega Cecilia Strada. Questa operazione del Governo la stiamo definendo per quella che è: un’operazione meschina, che gioca con le vite delle persone per offrire alla propaganda un simulacro di controllo. Oggi questa operazione uccide. E il Governo deve prendersene la responsabilità.»

«A chi oggi piange Hanid, va la mia vicinanza. Ma non può bastare. Serve una reazione politica. Serve porre fine a questo disastro prima che un’altra vita venga spezzata nel silenzio» conclude Scarpa.

 

20/05/2025 - 12:53

Parlamento approvi presto legge di civiltà

“Vergognoso atteggiamento della destra sulla legge sul fine vita che da tempo avrebbe dovuta essere approvata dal Parlamento nel rispetto delle sentenze della Corte Costituzionale. Al Senato i relatori della legge non hanno presentato in commissione il testo unificato, impedendo di fatto il proseguo dell’iter del provvedimento. Ha fatto bene il collega Alfredo Bazoli ad abbandonare, di fronte ad una palese e grave inadempienza, il comitato ristretto anche per denunciare l’atteggiamento dilazionatorio ed inconcludente delle destre, che è, come ormai è chiaro, conseguenza della spaccatura al loro interno. E’ inammissibile che non si approvi una legge di civiltà che rispetti la volontà del cittadino malato tenuto in vita da trattamenti di sostegno vitale, come l’idratazione e l’alimentazione artificiale e affetto da una patologia irreversibile, fonte di intollerabili sofferenze fisiche o psicologiche, ma che resta pienamente capace di prendere decisioni libere e consapevoli”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.

 

20/05/2025 - 12:13

"Oggi il governo Meloni va a mettere un altro tassello, quello più tragico, del piano di smantellamento della realtà degli italiani all’estero.

Quando il ministro Tajani ha annunciato questo provvedimento il 28 Marzo ci ha colti di sorpresa – non sapevamo dell’esistenza di questo provvedimento che si sarebbe rivelato una novità pesantissima per tutti gli italiani all’estero.

Con questo decreto voi oggi state dicendo che i figli di chi ha più di una cittadinanza non potranno essere più italiani a meno che i genitori non abbiano vissuto due anni in Italia. Un decreto che impone un limite fortissimo a tutti gli italiani che vivono l’esperienza dell’emigrazione – in pratica state dicendo che i nipoti di chi oggi emigra in Italia non saranno più cittadini italiani – perché’ i nonni si sono macchiati del peccato di acquisire la doppia cittadinanza. Una legge che ci riporta in pratica indietro di trenta anni, agli anni 80, quando non esisteva la doppia cittadinanza.

Avete messo uno spartiacque tra prima del 27 Marzo e dopo il 27 Marzo per le pratiche di cittadinanza, creando caos e confusione negli uffici consolari perché’ siete incapaci di gestire una transizione organizzata, e solo grazie all’intervento del Partito Democratico siamo riusciti a salvare le pratiche di chi aveva già un appuntamento, il minimo che si potesse fare per evitare di passare come il solito paese di Pulcinella, dove si promette prima una cosa a persone che spendono migliaia di euro per ottenerla e poi si annulla tutto dicendo che semplicemente si era scherzato.

Oggi è il giorno dell’inizio della fine di una eredità culturale, politica, storica delle nostre comunità all’estero – comunità che non capite come poter integrare nel sistema paese e che non sapete come rendere partecipi, se non a parole quando andate a cercare il loro voto. Spero che gli italiani all’estero si ricordino il nome della Presidente Meloni – il nome di colei che ha decretato la fine delle nostre comunità.

Ma noi che crediamo in un’idea fondamentalmente diversa del mondo, in un mondo in cui l’esperienza internazionale dei nostri giovani è un valore e non demerito, in un mondo in cui si può essere cittadini di più paesi e costruire ponti tra l’Italia e l’estero". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd eletto all'estero, Christian Di Sanzo, dichiarando il voto contrario del Pd al dl cittadinanza.

 

20/05/2025 - 11:35

La scelta dell’Italia di astenersi sul piano pandemico mondiale promosso dall’OMS è gravissima. Ancora una volta il governo Meloni decide di isolare il paese per seguire le sirene negazioniste e antiscientifiche. Nessuna lezione dal Covid, anzi una chiusura di fronte alle ragioni della scienza e alla necessità di coordinare a livello globale strategie, risorse e ricerche. Una figura pessima a livello mondiale solo per compiacere i no vax di casa nostra e la scelta scellerata di Trump che tra i primi atti dopo l’insediamento firmò l’uscita degli Stati Uniti dall’Organizzazione mondiale della sanità. Usare la salute per schieramenti di parte, per amicizia o per il voto di qualche oscurantista, è inconcepibile e non ascoltare la voce degli scienziati mette in pericolo il futuro stesso del pianeta.

Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

20/05/2025 - 11:25

“Nonostante Poste Italiane abbia lanciato da tempo il progetto 'Polis - Casa dei Servizi di Cittadinanza Digitale' per potenziare la prossimità dei servizi pubblici nei territori, a Barcellona Pozzo di Gotto circa 10mila cittadini sono costretti da anni ad utilizzare un container come ufficio postale. Si tratta di una situazione insostenibile che penalizza un territorio marginale già mortificato dalla chiusura di altri presidi istituzionali”.

 

Lo dichiara la deputata Dem, Maria Stefania Marino, depositando un’interrogazione parlamentare sulla vicenda della cittadina in provincia di Messina.

“Quella che inizialmente doveva essere una soluzione temporanea - aggiunge - per ricercare un immobile idoneo da adibire ad ufficio, si è però palesemente rilevata una locazione fissa con gravissime ricadute a danno dei cittadini e utenti che sono costretti a fare la fila, in caso di intemperie con vento e pioggia, all’esterno del container e tra l’altro con grave pregiudizio anche per la tutela della privacy e senza il rispetto degli standard di accessibilità. Senza dimenticare che gli uffici postali non sono soltanto luoghi di scambio di corrispondenza o centri per servizi finanziari, ma rappresentano veri e propri punti di riferimento per le comunità locali, svolgendo un ruolo fondamentale per la coesione sociale, l’inclusione finanziaria e lo sviluppo economico. Per questo motivo - conclude - chiediamo al governo di attivarsi per garantire locali idonei e sicuri utili a conseguire un servizio dignitoso e continuativo per cittadini e lavoratori”.

 

20/05/2025 - 11:24

Non possiamo cancellare la storia della nostra emigrazione

"Questo decreto non è una riforma, ma una ferita profonda, dolorosa, ingiusta, un passo all'indietro. Lo è nella forma, nel metodo e nella sostanza. È una ferita inferta con urgenza artificiosa, con il volto burocratico di chi vuole nascondere una scelta politica dietro un presunto pericolo amministrativo.

Questo decreto non nasce per gestire un’emergenza, ma per costruire una barriera. Una barriera contro chi ha sangue italiano, ma vive altrove. Perché questo provvedimento colpisce in pieno petto il principio dello ius sanguinis. Ne limita la trasmissibilità, ne restringe l’applicabilità retroattiva, lo svuota di significato. Non si tratta di una modernizzazione del diritto: si tratta di un colpo secco, mirato, chirurgico a un principio che ha fondato la coesione dell’identità italiana nel mondo.

Sapete chi saranno le vittime? Non i cosiddetti “furbi del passaporto”, come si cerca di raccontare con una retorica pomposa. I veri colpiti saranno le famiglie. Saranno i figli e i nipoti di italiani emigrati che, dopo decenni di sacrifici, si vedono improvvisamente dire: “Tu non sei abbastanza italiano per meritare la cittadinanza di tuo nonno”. E questo mentre il mondo intero guarda con ammirazione alle comunità italiane all’estero.

Chi ha scritto questo decreto dimostra di non conoscere, o peggio, di voler cancellare la storia della nostra emigrazione. Una storia fatta di valigie di cartone, di miniere, di fatica e dignità. Una storia fatta di famiglie spezzate, di lettere scritte a mano e di un amore per l’Italia che non si è mai sopito allora io dico con forza: non potete spezzare questo legame. Non potete cancellare l’identità. Non potete negare a chi ha sangue italiano il diritto a sentirsi parte della Repubblica.

Ma noi no e continueremo a batterci, dentro e fuori quest’aula, per un’Italia che non taglia i suoi legami, ma li rafforza. Per un’Italia che riconosce e abbraccia tutti i suoi figli". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd, eletto all'estero, Nicola Carè, dichiarando il voto fermamente contrario del Pd al dl cittadinanza.

 

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