01/10/2025 - 15:40

“La decisione di Cargill di chiudere lo stabilimento di Giammoro, che da anni produce pectina ed ha garantito occupazione diretta a quasi 50 lavoratori e a tutto l’indotto, è un colpo durissimo per il territorio messinese e per l’intera Sicilia. La multinazionale motiva la chiusura con problemi di mercato e costi energetici, difficoltà che tuttavia interessano la gran parte delle imprese italiane ed europee e che non giustificano affatto la scelta di smantellare l’unico sito produttivo italiano salvando invece quelli di Francia e Germania. Appare evidente che pesino altri fattori, tra cui il diverso livello di sostegno istituzionale messo in campo dagli altri paesi”: è quanto dichiara la deputata dem Maria Stefania Marino, annunciando una interrogazione parlamentare sulla vicenda.
“Non possiamo accettare che l’ennesimo presidio industriale del Mezzogiorno venga abbandonato senza alcuna prospettiva, privando un intero territorio di lavoro e futuro. È indispensabile che si apra immediatamente un tavolo di confronto presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con la partecipazione di Cargill, delle organizzazioni sindacali, delle istituzioni locali e della Regione Siciliana, per individuare soluzioni che garantiscano la continuità produttiva e occupazionale. Non è pensabile che, ancora una volta, l’area industriale di Giammoro debba rassegnarsi alla desertificazione. Il governo siciliano e nazionale è chiamato ad una azione di responsabilità: non può rimanere spettatore passivo. Servono atti concreti per difendere lavoro, sviluppo e dignità di decine di famiglie e dell’intera comunità. Mi auguro che il Ministro convochi senza indugio il tavolo istituzionale richiesto dai sindacati e dagli enti locali, e che si valutino anche eventuali progetti di riconversione industriale in grado di assicurare occupazione stabile nel tempo”, conclude la deputata dem siciliana . 

01/10/2025 - 14:55

“La decisione della Giunta per le autorizzazioni di respingere, nella vicenda Almasri, la richiesta di procedere nei confronti dei ministri Nordio, Piantedosi e del sottosegretario Mantovano rappresenta purtroppo un epilogo annunciato”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, in un’intervista ai canali social dei deputati dem.

“Il caso Almasri – sottolinea l’esponente Pd – è stato gestito con opacità. Nei primi mesi il governo ha negato le vere ragioni che avevano portato alla sua liberazione e al trasferimento in Libia: la paura di ritorsioni da parte di gruppi paramilitari. Solo dopo l’inchiesta del Tribunale dei ministri e la relazione inviata alla Giunta, la versione è cambiata: da una narrazione falsa si è passati a evocare una generica ‘ragione di Stato’. Ma questa motivazione non è stata mai chiarita né supportata da prove concrete”.

“La scelta di sottrarre un criminale internazionale alla giustizia per ricondurlo con un volo di Stato in Libia – conclude Gianassi - è un atto grave, che il governo ha coperto con versioni contraddittorie. Invece di difendersi davanti a un giudice, i ministri vogliono un salvacondotto dal Parlamento, confermando la fragilità di un esecutivo che a parole dice di voler combattere i trafficanti, ma nei fatti si è piegato a un ricatto. Il 9 ottobre non ci aspettiamo sorprese dal voto dell’Aula. Ma il Pd continuerà a incalzare la maggioranza, in nome della verità e dell’autorevolezza delle istituzioni parlamentari, che non possono sottrarsi alle proprie responsabilità”.

 

01/10/2025 - 14:27

“Quello della Corte dei Conti è un ulteriore schiaffo politico e istituzionale al ministro Salvini sul Ponte sullo Stretto”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, capogruppo Pd in commissione Trasporti alla Camera, intervistato per i canali social dei deputati dem.

“La magistratura contabile – prosegue l’esponente Pd – ha confermato quanto il Partito Democratico denuncia da anni: il progetto presenta lacune evidenti sotto il profilo paesaggistico e della vulnerabilità sismica. Inoltre, la Corte ha fatto riferimento a quanto espressamente sancito dal Codice degli Appalti: il limite del 50 per cento è invalicabile. Significa che, a distanza di anni, se il costo dell’opera aumenta oltre questa soglia, è obbligatoria una nuova gara pubblica e nel caso del ponte siamo a piu' del 400 per cento. La decisione del governo quindi di affidare con decreto legge i lavori direttamente al consorzio Eurolink è quindi in palese violazione delle regole”.

“La Corte – conclude Barbagallo – in considerazione della mole dei chiarimenti richiesti, ha persino invitato a valutare il ritiro del progetto. Questo conferma che il Ponte non vedrà la luce neanche in questa legislatura. Tutte le forzature imposte dal centrodestra finiranno per infrangersi contro i ricorsi delle associazioni ambientaliste o le contestazioni di chi oggi subisce le procedure di esproprio. Da siciliano ribadisco che le vere priorità dell’isola sono altre: dal completamento della Siracusa-Gela alla Nord-Sud, dalla Palermo-Agrigento fino al nodo ferroviario di Catania. Salvini e la destra continuano a illudere il Sud con uno specchietto per le allodole utile solo alle campagne elettorali”.

 

01/10/2025 - 14:18

“Colpo di mano della Commissione Europea, violati nuovamente i diritti all’autodeterminazione del popolo Saharawi. E’ questo il risultato di una accordo commerciale negoziato in gran segreto con il Marocco che include esplicitamente i prodotti provenienti dal Sahara Occidentale, senza il consenso del popolo saharawi. Una scelta di complicità da parte della Commissione Europea che non è possibile tollerare. Per questo ho scritto ai ministri Tajani e Foti chiedendo l’impegno del governo italiano affinché le istituzioni dell'UE difendano i principi più basilari del diritto internazionale e dei diritti umani, e per chiedere che gli Stati membri dell'UE abbiano il tempo sufficiente per opporsi quando la Commissione cerca di aggirare gli obblighi stabiliti dal diritto internazionale e dalla stessa Corte di Giustizia”.

Lo dichiara il deputato dem, Stefano Vaccari, coordinatore dell’intergruppo parlamentare di amicizia con il popolo Saharawi e segretario di Presidenza della Camera.

“L’iniziativa della Commissione Europea - prosegue Vaccari - viola le sentenze della Corte di Giustizia dell’UE (CGUE), in particolare quella del 4 ottobre 2024, che aveva annullato l’applicazione dell’accordo commerciale del 2019 al Sahara Occidentale proprio perché mancava il consenso del popolo saharawi e considerando il Sahara Occidentale un “territorio non autonomo” distinto dal Marocco. Quella e le altre sentenze precedenti stabiliscono anche che qualsiasi accordo che coinvolga il Sahara Occidentale deve avere il consenso del popolo saharawi, non solo del Marocco, e che solo in circostanze limitate, il consenso può essere presunto, ma solo se l’accordo non impone obblighi ai saharawi, i benefici per loro siano sostanziali, verificabili e proporzionati, siano previsti meccanismi di controllo efficaci. Di contro la Commissione in soli cinque giorni avrebbe chiuso il negoziato e addirittura pianificato l’accordo in via transitoria senza il necessario controllo del Parlamento. Si prevedono tra l’altro l’uso di fondi UE per progetti infrastrutturali nei territori occupati (acqua, irrigazione, desalinizzazione, energia), che rischiano di avvantaggiare soprattutto interessi marocchini piuttosto che la popolazione saharawi. La Commissione sta trattando il Marocco come se avesse esclusiva autorità legale sul Sahara Occidentale. Peraltro l’UE che ancora non si è adeguata alla sentenza del 2024 ha predisposto una nuova bozza di accordo che tenta di ripristinare il regime tariffario preferenziale per i prodotti saharawi, introducendo clausole su etichettatura, prova d’origine e benefici destinati solo sulla carta al popolo saharawi. E' ora -  conclude - di dire basta a questi soprusi ed è ora che il governo italiana si muova con determinazione a Bruxelles per impedire che ciò avvenga”, 

 

01/10/2025 - 14:12

“Il PNRR rischia di diventare il Piano nazionale dei Ritardi e dei Rimpianti. A meno di un anno dalla scadenza, mancano all’appello 110 miliardi di euro da spendere e 280 obiettivi da raggiungere: un fallimento annunciato, certificato dalla nuova richiesta di revisione. Il Ministro è venuto qui in Parlamento con un documento vuoto, 11 pagine in cui non dice nulla sul contenuto reale di questa ennesima modifica, solo indicazioni generiche. Una specie di Manuale delle Giovani Marmotte, che offende il ruolo delle Camere e ignora il confronto istituzionale. Nessuna chiarezza su progetti cancellati, fondi persi, ritardi gravi dei ministeri competenti. Tagli agli asili, sanità territoriale, transizione ecologica e infrastrutture nel Mezzogiorno: è inaccettabile! Il Governo sta smantellando il Piano, anziché attuarlo. Chiediamo rispetto del cronoprogramma, stop ai tagli e no all’utilizzo delle risorse PNRR per la difesa”. Lo ha detto in Aula il deputato del Partito Democratico, Piero De Luca, in dichiarazione di voto sul Pnrr.

“Far fallire il Piano vuol dire bruciare la possibilità storica di migliorare le condizioni di vita nel nostro Paese. Ma vuol dire anche mettere in discussione il senso politico del PNRR, quale simbolo di un’Europa vicina ai cittadini e ai territori, simbolo del lavoro che dovremmo svolgere per un’Europa sempre più forte, autorevole e autonoma da un punto di vista strategico. Il problema è proprio questo. Voi nell’Europa non ci credete, e non lavorate né per difenderla né per rafforzarla, come dimostra il fatto che non è chiara la vostra posizione sul prossimo quadro finanziario pluriennale. Attuare il PNRR vuol dire difendere gli interessi del nostro Paese, ma vuol dire anche collocare l’Italia dalla parte giusta della storia, quella immaginata nel Manifesto di Ventotene, quella federalista, volta a costruire gli Stati Uniti d’Europa. Se il prossimo anno non riuscirete a portare a termine il Piano nei tempi e modi previsti come vi abbiamo indicato, avrete il dovere politico di rassegnare le dimissioni perché responsabili dinanzi alla storia ed al Paese di aver bruciato il futuro dell’Italia e quello dell’Europa intera", ha concluso Piero De Luca.

 

01/10/2025 - 14:11

“L’istituzione della festa nazionale di San Francesco il 4 ottobre potrebbe rappresentare un momento importante per il Paese – osserva il vicepresidente della commissione Covid alla Camera, Gian Antonio Girelli (Pd) – ma rischia di restare una mera operazione simbolica se non accompagnata da scelte coerenti con i valori francescani”.

Secondo Girelli, infatti, “il linguaggio e l’atteggiamento del governo Meloni non rispecchiano in alcun modo lo spirito di San Francesco, che richiama all’attenzione verso gli ultimi, al dialogo come metodo di superamento dei conflitti e al rispetto per l’ambiente. Valori che, pur radicati nella fede per molti, hanno anche una dimensione civile e costituzionale, patrimonio comune di tutti i cittadini”.

Il deputato dem denuncia come “l’attuale maggioranza confonda il ruolo di governo con quello di opposizione permanente, privilegiando lo scontro e la propaganda invece della responsabilità istituzionale. Governare significa rappresentare l’intero Paese, non solo chi ti ha votato, e avere la capacità di ascolto verso tutte le istanze”.

“La proposta della destra – conclude Girelli - stride con la realtà di un dibattito parlamentare segnato da divisioni e da un approccio che sembra più volto a marcare contrapposizioni che a cercare soluzioni. Se non si imbocca la strada del rispetto reciproco e della responsabilità, la festa di San Francesco rischia di trasformarsi in un’offesa al suo messaggio e a quella parte migliore della storia italiana che ne incarna i principi”.

 

01/10/2025 - 14:10

“Desidero rivolgere alle famiglie le mie più sentite condoglianze per la perdita dei due militari precipitati durante il loro addestramento. All’Aeronautica militare giunga la vicinanza e il cordoglio più sinceri. Ho conosciuto da vicino la dedizione e la professionalità dei nostri avieri che garantiscono la nostra sicurezza. La perdita di oggi non può che riempire tutti di dolore” così l’ex ministro della difesa, il deputato democratico Lorenzo Guerini.

01/10/2025 - 14:09

“Tutto il Partito democratico si associa al dolore per la scomparsa dei due militari dell'Aeronautica Militare ed esprime tutta la sua solidarietà e cordoglio alle famiglie delle vittime morte nell'aereo precipitato nel Parco Nazionale nel comune di Sabaudia. Siamo vicini ai familiari e all'Aeronautica in questo momento così difficile”. Così il deputato e Segretario d'Aula Pd, Federico Fornaro.

01/10/2025 - 14:09

“Il quadro economico e sociale del Paese è molto preoccupante: abbiamo un Pil quasi fermo, un’inflazione che continua a mordere i redditi e una pressione fiscale che cresce, mentre la spesa per sanità e istruzione è ai minimi storici. Eppure, invece di affrontare queste emergenze, il governo concentra il dibattito della legge di bilancio su temi come la rottamazione delle cartelle esattoriali. È semplicemente lunare”. Lo dichiara Maria Cecilia Guerra, deputata e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico, in un’intervista diffusa sui canali social dei deputati dem.

Secondo l’esponente Pd, “la vera priorità deve essere restituire il fiscal drag, perché milioni di cittadini, in particolare il ceto medio, hanno visto erodere il proprio reddito dall’inflazione senza alcun intervento di compensazione. È un atto di giustizia sociale che va fatto in modo sistematico”.

Al centro delle proposte dei dem ci sono la difesa dei salari – “a partire dal salario minimo” – e il rilancio del Servizio sanitario nazionale: “Non è solo un problema di risorse, ma anche di vincoli assurdi che impediscono nuove assunzioni. Così si spendono più soldi per acquistare servizi esterni, mentre i cittadini pagano prezzi sempre più alti anche per i farmaci”.

Infine, Guerra sottolinea la necessità di sostenere il sistema produttivo: “Le esportazioni sono in calo, le imprese sono in difficoltà e il programma Transizione 5.0 si è rivelato un fallimento. Servono interventi veri e strategie per la crescita, non slogan e promesse irrealizzabili”.

 

01/10/2025 - 13:08

"La presidente del Consiglio ha evidentemente perso lucidità rispetto a quello che sta accadendo. Come si fa a sostenere che se l'accordo proposto da Trump e Netanyahu salta è per colpa della Global Sumud Flotilla che vuole arrivare a Gaza?
La missione è stata chiara fin dall'inizio: portare aiuti alla popolazione palestinese stremata e aprire canali umanitari strutturali perché si metta fine alla carestia e al genocidio.
Meloni dovrebbe fare pressione su Netanyahu perché interrompa l'assedio sulla Striscia che è illegale e consentire che gli aiuti arrivino alla popolazione stremata, oltre ad avere rassicurazioni sulla sicurezza della Flotilla.
Invece l'unica cosa che fa è aggredire la Flotilla e darle responsabilità che non ha. Che una delle più alte cariche dello Stato possa fare questo tipo di operazioni di capovolgimento della realtà è incredibile". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

01/10/2025 - 12:50

“Il Pnrr doveva essere un’opportunità di rilancio per il nostro Paese ma il governo l’ha trasformato in un’occasione perduta. Le tante rimodulazioni hanno avuto il solo scopo di accentrare a Palazzo Chigi la programmazione e la spesa degli obiettivi indipendentemente dall’efficacia e dall’efficienza di questa scelta: un disastro per il Paese”. Così il deputato Claudio Michele Stefanazzi, intervenendo alla Camera sulle comunicazioni del ministro Foti sul Pnrr.
“L’anima del Piano, ovvero la coesione territoriale, la parità di genere e le politiche per i giovani sono scomparse. Che fine hanno fatto – chiede il parlamentare dem al ministro - i 60mila nuovi alloggi per studenti universitari e il potenziamento dei centri per l’impiego e delle politiche attive del lavoro? La stessa sorte dei 100mila posti negli asili nido: tutti cancellati. Il target europeo di posti in asilo per popolazione sarà raggiunto solo perché il Governo ha consentito alle regioni del Nord di raggiungere percentuali oltre il 70%, condannando il sud a rimanere sotto il 10%. I fondi e gli investimenti per il Sud o vengono eliminati o finiscono in un progetto fallimentare come il Ponte sullo Stretto”.
“Il PNRR è un ‘regalo’ che questo governo ha ereditato e sprecato per la sua incapacità. Le risorse potevano essere spese per la sanità pubblica, invece che continuare a favorire quella privata e utilizzate per costruire infrastrutture laddove non esistono”, conclude Stefanazzi.

 

01/10/2025 - 12:49

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd

«Mentre il Governo Meloni racconta un’Italia di successi, i numeri ufficiali restituiscono un Paese che si impoverisce e si divide. secondo gli ultimi dati ISTAT nel 2023 vivevano in povertà assoluta circa 5,7 milioni di persone (9,7% della popolazione) e in povertà relativa quasi 8,5 milioni (14,5%). Il contrasto con la narrazione governativa è lampante: mentre la premier si vanta di presunti successi il calo dello spread lo pagano i dipendenti e il ceto medio, il Paese reale è schiacciato dal peso fiscale, dal caro-vita e dalla mancanza di servizi pubblici accessibili. La prossima manovra economica non può essere l’ennesimo esercizio di propaganda: servono misure concrete e immediate per ridurre le disuguaglianze. Ci sono priorità chiare se non si vuole mentire: Progressività fiscale vera, come chiede la Costituzione: rimodulare l’Irpef alleggerendo redditi bassi e medi, chiedendo di più a grandi patrimoni e rendite; Salario minimo legale e rinnovo dei contratti bloccati, per dare potere d’acquisto ai lavoratori e alle famiglie; Accesso gratuito o calmierato ai servizi essenziali (sanità, scuola, trasporti) per le fasce fragili; Stop a condoni e sanatorie, che premiano evasori e sottraggono risorse a chi le tasse le paga sempre; Razionalizzazione della spesa fiscale, eliminando bonus e detrazioni distorsive che oggi vanno in misura sproporzionata a chi ha redditi alti. Ci chiediamo - conclude Lai-  se il ministro Giorgetti avrà il coraggio di mettere queste scelte in legge di bilancio o se assisteremo all’ennesimo condono e alla protezione di chi fa extraprofitti. E se la priorità del Governo sarà ancora una volta premiare chi evade e proteggere i grandi interessi”.

 

01/10/2025 - 12:48

“Il Pnrr è un’opportunità straordinaria, uno strumento irripetibile trattato da questo governo come un semplice compitino ragionieristico. All’ennesima riformulazione di questo piano non vediamo una visione sul futuro dell’Italia, un’Italia più competitiva, più coesa, più moderna.
Inoltre, la riformulazione che c’è stata proposta è priva di cifre sull’impatto e va ad incidere su progetti fondamentali, importanti per la competitività  e la coesione sociale.

Se inoltre di questi 140 miliardi ottenuti ne sono stati spesi effettivamente 86 in 3 anni, è legittimo porsi delle domande: come intendete spendere i restanti miliardi e quelli che ancora devono arrivare?
Come pensate di gestire nel prossimo anno alcuni progetti che sono molto indietro come infrastrutture, studentati, asili nido, misure per le imprese”. Lo ha detto intervenendo in aula sulla discussione generale a proposito delle comunicazioni del ministro Foti sul PNRR, Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera.

 

01/10/2025 - 11:58

“Esprimo, a nome mio personale e del gruppo del Partito democratico in Commissione Difesa della Camera, il più profondo cordoglio per la tragica scomparsa dei due militari del 70° Stormo di Latina, deceduti questa mattina a seguito dell’incidente aereo avvenuto a Sabaudia.
Alle famiglie delle vittime, ai loro colleghi e a tutta l’Aeronautica Militare giunga la nostra più sincera vicinanza e solidarietà in questo momento di grande dolore.
Il sacrificio e la dedizione dei nostri uomini e delle nostre donne in uniforme meritano sempre il massimo rispetto e riconoscimento da parte delle istituzioni e dei cittadini.” Così Stefano Graziano, Capogruppo Pd in Commissione Difesa della Camera dei Deputati.

 

01/10/2025 - 11:03

“Apprendiamo dalle dichiarazioni del Ministro Pichetto Fratin che domani in Cdm ci sarà l’ultimo passaggio sul ddl nucleare. Le commissioni Attività Produttive e Ambiente hanno portato avanti una indagine conoscitiva sul nucleare durata quasi un anno e conclusasi a marzo. Più di 70 audizioni di esperti, realtà produttive, accademici, e industrie - un patrimonio conoscitivo significativo e importante. Purtroppo ancora non esiste una relazione finale di questa indagine conoscitiva i cui materiali giacciono ormai da molti mesi negli uffici delle Commissioni. Questa relazione è fondamentale per informare il Parlamento sullo status, delle potenziali opportunità, ma anche dei costi dell’energia nucleare in Italia. Il governo vuole quindi calendarizzare un ddl ancora prima che il Parlamento abbia finito l’iter conoscitivo - si tratta di una rottura di quelle che dovrebbero essere le normali prassi di dialogo tra Parlamento e governo - chiediamo con forza che le Commissioni producano la relazione finale dell’indagine conoscitiva - uno strumento fondamentale per il dibattitto parlamentare. Senza questa indagine, vorrebbe dire aver preso in giro gli esperti e le realtà industriali che hanno partecipato a questa indagine conoscitiva. La tornata elettorale è alle porte non vorremmo che anche questo tema strategico e complesso fosse messo in campo con tutta fretta per creare divisioni invece del necessario dibattito serio fondato su rilevanze scientifiche” così dichiarano i Deputati Pd Christian Di Sanzo, Marco Simiani, Vinicio Peluffo e Alberto Pandolfo, membri delle commissioni Attività Produttive e Ambiente.

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