La propaganda del governo Meloni si scontra con la realtà dei numeri.
“Il governo Meloni aveva promesso meno tasse, ma la realtà racconta un’Italia diversa da quella della propaganda. Oggi la pressione fiscale ha raggiunto un livello record, pari al 42,5%: italiane e italiani sono tra i più tassati d’Europa e, allo stesso tempo, tra i più poveri. Un cittadino su dieci vive in condizione di assoluta povertà, senza che l’esecutivo abbia introdotto misure concrete per sostenere chi fa più fatica. Nessun salario minimo, nessun aiuto per chi non riesce ad accedere alle cure, mentre la spesa sanitaria resta tra le più basse in Europa e sotto la media OCSE”.
Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio, intervistata sui canali social dei deputati dem, che aggiunge: “Alla vigilia della legge di bilancio, ci auguriamo un cambio di rotta. Serve un Paese che metta al centro le persone, non che le lasci indietro”.
Sul tema della cosiddetta “pace fiscale”, l'esponente Pd è netta: “È indegno parlare di pace fiscale in un Paese in cui a pagare sono sempre i soliti, spesso senza ricevere in cambio servizi e diritti. Siamo alla quarta rottamazione: lo stesso viceministro Leo ha ammesso che questi strumenti sono stati utilizzati in modo furbesco da chi avrebbe potuto pagare e non lo ha fatto. Non serve l’ennesimo condono: serve che tutti paghino il dovuto e che si introduca una tassa sugli extraprofitti delle banche, per finanziare servizi e diritti a favore delle persone”.
“L’odio in rete contro le donne non conosce pause ma se viene da esponenti politici e’ ancora più grave. Proprio all’indomani dell’avvio da parte della Commissione parlamentare sul femminicidio e la violenza dell’indagine conoscitiva sulla violenza digitale, per approfondire il fenomeno e proporre iniziative di legge per contrastarlo, un esponente locale di Forza Italia ha attaccato in modo violento, volgare e sessista la collega Laura Boldrini, “colpevole” di essere la prima firmataria di una proposta di legge, che abbiamo sottoscritto in molte e molti, per introdurre anche in Italia il principio che ogni rapporto sessuale senza consenso e’ stupro. A partire dallo squallido articolo di un giornale non degno di questo nome, si è scatenata sui social la solita orribile rincorsa dei leoni da tastiera ad insultare violentemente l’ex presidente della Camera dei Deputati. Alla sua giusta indignata, reazione ha fatto seguito un comunicato di scuse del vice responsabile di Forza Italia di Bari, autore del post. Prendiamo atto di queste doverose scuse, che non cancellano però il danno personale alla collega e collettivo alle donne tutte, perche’ ogni atto di aggressione anche verbale, peggio ancora se in sfregio alle vittime di stupri, continua a tenere viva una cultura della sopraffazione e della violenza normalizzata, che risulta più grave quando espressa da parte di esponenti politici che dovrebbero dare un esempio positivo. Ci aspettiamo che chi sta indegnamente accusando una parte politica di fomentare odio, sappia invece costruire rispetto a partire proprio dai suoi rappresentanti. Così la vicepresidente della Commissione Femminicidio, senatrice Cecilia D’Elia e la capogruppo del partito democratico nella commissione, la deputata Sara Ferrari.
“Esprimiamo solidarietà alla giornalista Chiara Giannini e alla troupe di Porta a Porta per la grave aggressione subita a Padova. Un episodio inaccettabile che colpisce non solo chi svolge con professionalità il proprio lavoro, ma anche il principio fondamentale della libertà di informazione. Ai giornalisti e alla troupe va la nostra vicinanza e il sostegno convinto alla necessità di poter raccontare la realtà senza minacce né intimidazioni” così i componenti democratici della commissione di vigilanza rai.
“Il mancato pagamento degli stipendi da parte di Liberty Magona è un fatto gravissimo e inaccettabile. Non si può chiedere ai lavoratori di garantire la continuità produttiva senza retribuzione e senza certezze sul futuro": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani sull'ennesimo ritardo da parte della proprietà.
"È urgente sbloccare il decreto per il pagamento diretto dall’Inps della Cassa Integrazione e arrivare rapidamente ad un accordo con Transteel. Il 30 settembre sarà una data decisiva: servono risposte immediate sia sul fronte delle spettanze che su quello della prospettiva industriale. Chiediamo al Ministro Urso di anticipare l’incontro previsto per l’8 ottobre e di assumersi la responsabilità di tutelare lavoratori e stabilimento. A questo punto è evidente come questo governo sia palesemente incapace non solo di programmare qualsiasi tipologia di politica industriale, ma di farsi rispettare dalle multinazionali straniere inadempienti": conclude.
"Avete presente il clima di odio denunciato da Giorgia Meloni e da tutta la destra dopo l'omicidio Kirk? Quello che, a sentire loro, sarebbe alimentato dalla sinistra?
Ecco, oggi abbiamo l'ennesimo, classico esempio dell'odio che la destra, non noi, alimenta da anni. Odio che, quando si parla di donne, diventa immediatamente volgare sessismo.
Approfittando di uno dei soliti titoli urlati e sguaiati di certa stampa, il sig. Alfredo Giovine ("Lancaster" sui social), vice segretario cittadino di Forza Italia a Bari, pubblica un post in cui definisce “pussy pass” la mia proposta di legge sul consenso, senza cui un rapporto diventa stupro. E già qui è un'offesa enorme a tutte le donne che hanno subito molestie e stupri senza mai avere giustizia. Naturalmente, il post e il titolo del quotidiano danno la stura al peggio del peggio. Ed è lo stesso Giovine a scrivere nei commenti: "Sergio Fanelli, la Boldrini buongustaia ha assaggiato il big bamboo", cioè avrei una particolare predilezione per l'organo sessuale degli uomini neri. Fanelli, che fa parte del coordinamento dell'area metropolitana di Bari per Fratelli d'Italia, che fa?
Mette la faccina che ride.
Se due esponenti di un certo rilievo dei rispettivi partiti a livello locale attaccano pubblicamente un'avversaria politica in questo modo, come possiamo poi meravigliarci se migliaia di altri uomini condividono foto delle loro compagne senza consenso, per farle commentare in modo osceno?
Cosa intendono fare Forza Italia e Fratelli d'Italia nei confronti di questi signori? E' un linguaggio e un comportamento accettabile? Pensano sia sufficiente che il post sia magicamente sparito? Chi alimenta l'odio in politica?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La flottilla rappresenta un’operazione umanitaria di grande valore e va garantita la sua sicurezza senza sé e senza ma. Il governo italiano deve garantire la sua difesa e ci vuole anche un’operazione a livello europeo. La guerra la sta facendo Netanyahu e va fermato. Crosetto e Meloni sembrano appartenere a due partiti diversi, hanno usato toni diversi, Crosetto più pacato, sicuramente è inaccettabile il tono della Meloni”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione difesa di Montecitorio intervistato a margine dell’informativa del ministro Crosetto nell’aula della camera.
“Il Governo sceglie smentisce se stesso e cancella l'organizzazione della Zes Unica. Dopo tanti proclami sui presunti risultati ottenuti, dopo l'ultimo spot propagandistico elettorale sull'estensione a Marche ed Umbria, un emendamento di maggioranza infilato nel decreto Terra dei Fuochi smantella la struttura della ZES unica, sostituita da un nuovo Dipartimento collocato direttamente a Palazzo Chigi. Una mossa che, oltre a modificare profondamente l’architettura istituzionale, evidentemente tradisce l'insoddisfazione sui risultati ottenuti finora e rischia di compromettere i progetti già in corso, generando confusione e incertezza tra imprese e territori. Il tutto avviene senza dibattito, senza trasparenza, e in totale contraddizione con gli impegni assunti dal governo, probabilmente solo per affidare una struttura al neo sottosegretario Sbarra. Altro che attenzione al Sud e allo sviluppo produttivo: il Governo continua a giocare sulla pelle del Mezzogiorno, per logiche di potere e di equilibrio interne. È una scelta che conferma ancora una volta l’approccio arrogante e personalistico con cui la destra sta gestendo il governo del Paese." Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in Commissione bicamerale questioni regionali.
"L'unica irresponsabile, qui, è Giorgia Meloni che attacca parlamentari che sono a bordo della Global Sumud Flotilla pretendendo di spiegare loro come devono fare il loro lavoro. E' del tutto surreale che la presidente del Consiglio consideri una missione composta da delegazioni di 44 paesi del mondo come un modo per colpire il suo governo. Siamo al limite della mitomania e ad un'escalation del suo ormai mitologico vittimismo: tutto il mondo compie azioni contro di lei!". Lo dichiara Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo a margine dell'informativa del ministro Crosetto. "Spiace deludere la premier ma i parlamentari italiani con le colleghe e i colleghi internazionali, avvocati e avvocate, giornalisti, attivisti, medici, semplici cittadini e perfino una nave di veterani statunitensi, hanno deciso di partecipare alla Flotilla per ben altri motivi - sottolinea -: portare aiuti vitali, rompere l’assedio illegale di Israele sulla Striscia e difendere il diritto internazionale che Israele viola quotidianamente. Quello che dovrebbero fare i governi e che non stanno facendo, tranne rare eccezioni che non includono l'Italia".
"Abbiamo sentito, oggi in aula, il ministro Crosetto dirci che non era necessario correre dei rischi per consegnare pochi aiuti a Gaza, che il governo lo fa già. Lo fa già? Ma le quantità di aiuti inviate dall'Italia sono talmente irrisorie per un paese del G7, visti gli immani bisogni della popolazione palestinese che sarebbe più dignitoso non menzionarli affatto - incalza Boldrini-. Noi parlamentari di opposizione a Rafah abbiamo visto migliaia di tir pieni di aiuti bloccati dalle autorità israeliane senza che i governi europei, incluso quello italiano, intervenissero per farli entrare nella Striscia, una inerzia colpevole che condanna centinaia di migliaia di persone di morire di fame e di stenti. Quello che il governo Meloni non fa e che la Global Sumud Flotilla, come le centinaia di migliaia di persone che riempiono le piazze di tutta Italia chiedono di fare è fermare il genocidio, mettere le sanzioni contro Israele, interrompere ogni cooperazione con il governo Netanyahu, rompere l'assedio illegale che Israele ha imposto a Gaza, impedire che un intero popolo venga cancellato e riconoscere lo Stato di Palestina".
"Su tutto questo, non una parola né dalla premier né da Crosetto -conclude-. Abbiamo sentito, invece, l'ennesimo tentativo di Meloni di criminalizzare dissenso e azioni pacifiche e attaccare, dalla sede dell'Onu, le opposizioni perché fanno opposizione.
Questo sì che è irresponsabile e inaccettabile".
I rilievi formulati dalla Corte dei Conti sulla delibera CIPESS relativa all’approvazione del progetto definitivo e del Piano Economico Finanziario del Ponte sullo Stretto, confermano tutte le perplessità che come opposizione avevamo sollevato. Il governo continua a procedere con forzature e scorciatoie, senza rispettare né le procedure né le prescrizioni tecniche ed economiche richieste da norme nazionali ed europee". Lo dichiara Marco Simoni, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio.
"Il progetto, secondo le osservazioni della Corte dei Conti, è caratterizzato da atti trasmessi in modo anomalo, procedure incomplete, prescrizioni tecniche e pareri mancanti, stime economiche incoerenti e poco trasparenti, dubbi sulla qualificazione dei soggetti coinvolti e possibili incompatibilità con le direttive europee, delineando così un’opera segnata da improvvisazione, opacità e dal concreto rischio di tradursi in un enorme spreco di denaro pubblico. E' necessario che il governo ed il ministro Salvini facciano immediatamente chiarezza. Il tempo dei vittimismi e delle polemiche è finito", conclude Simiani.
Invece di attaccare un’iniziativa umanitaria Meloni avrebbe potuto esercitare il suo potere nei momenti opportuni. Al contrario ha schierato l’Italia con Netanyahu l’artefice della distruzione di Gaza, ha boicottato tutti i tentativi di sanzioni e ora se la prende con chi vorrebbe poter fare avere cibo medicinali e beni di prima necessità a chi non ha più nulla. La Flotilla è partita grazie all’impegno di migliaia di cittadini e i parlamentari coinvolti lo sono perché credono nelle azioni dal basso. Screditare Flotilla significa non aver capito da che parte sta il popolo italiano.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
“La Presidente del Consiglio chiede un atto di responsabilità ai Parlamentari di opposizione che sono sulla Flottilla? Una dichiarazione incredibile e senza precedenti. Siamo talmente responsabili che abbiamo accompagnato 59 attivisti italiani in una missione umanitaria che avrebbe dovuto organizzare il Governo italiano. Siamo parlamentari della Repubblica, nessuno, nemmeno il capo del governo può permettersi di richiamarci all'ordine. Perché svolgiamo il nostro mandato con disciplina e onore nel pieno rispetto della Costituzione italiana che ripudia la guerra e promuove la coesistenza pacifica tra i popoli. E lo facciamo anche su queste barche difendendo il diritto internazionale”.
Così i democratici Arturo Scotto e Annalisa Corrado dalla Flotilla.
“Chiediamo al Presidente della Camera, Fontana, di assumere una posizione chiara e ferma a condanna delle parole violente, indegne e indecenti della Presidente Meloni e a difesa dei parlamentari italiani che partecipano alla Flotilla, in nome e per conto del nostro Paese e della Costituzione”. Così la deputata democratica Debora Serracchiani è intervenuta in Aula alla Camera per criticare l’intervento di Meloni da New York, in cui ha affermato che i parlamentari “sono pagati per lavorare nelle istituzioni, non per costringere le istituzioni a lavorare per loro”. “Tale affermazione – ha detto Serracchiani – non solo sminuisce l’impegno concreto dei parlamentari, ma ignora il significato stesso di partecipazione attiva e diretta alla solidarietà internazionale. Invece di esprimere parole chiare su Gaza, Meloni attacca le opposizioni sostenendo che è irresponsabile utilizzare la sofferenza di Gaza contro il governo. Meloni la smetta con questo vittimismo e assuma finalmente una posizione chiara su quanto sta accadendo in Palestina.”
“L’Assestamento 2025 viene presentato come una manovra tecnica, ma in realtà fotografa la paralisi del governo: rafforza stanziamenti per difesa e incentivi alle imprese; non destina risorse straordinarie alla sanità; e congela Poste in attesa della Legge di bilancio 2026. Ci troviamo di fronte a un atto difensivo, che rinvia ogni scelta, scaricando i problemi sulle prossime sessioni di bilancio”.
Così il deputato democratico della commissione Bilancio, Silvio Lai, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo.
“Il Partito Democratico - ha aggiunto - nel denunciare queste criticità, chiede una chiara e netta inversione di rotta: sulla sanità, occorre portare la quota statale almeno a 100 miliardi per coprire davvero i Lea; su istruzione e ricerca, è necessario invertire i tagli e finanziare stabilmente scuola, università e giovani ricercatori; sul debito, servono politiche di gestione attiva, per ridurre la spesa per interessi; sull’Europa, sono necessarie risorse certe per i programmi comunitari, evitando crolli come quello della missione ‘Italia in Europa e nel mondo’; sul metodo, dobbiamo affrontare i ritardi nei pagamenti della Pa, perché ogni giorno di ritardo è un costo per imprese e lavoro. Il Rendiconto 2024 certifica una verità: i conti tornano solo sulla carta, non nella realtà. L’Assestamento 2025 non corregge nulla: ma rinvia e difende l’indifendibile. Noi diciamo con chiarezza: non serve un bilancio che vive di inflazione e scarica i costi sui cittadini. Serve un bilancio - ha concluso - che investa su sanità, scuola, ricerca, lavoro e che riporti trasparenza nel sistema bancario”.
“Dietro i numeri del bilancio si nascondono scelte politiche profonde, e quei numeri ci parlano della vita concreta delle persone. La propaganda del governo non può nascondere la realtà: l’Italia non sta meglio, anzi famiglie e imprese sono sempre più in difficoltà. I dati Istat ci dicono che quasi un italiano su dieci vive in povertà assoluta, e tra loro il 14% sono bambini e adolescenti. L’Eurostat certifica che oltre il 10% dei lavoratori sono poveri, anche a tempo pieno, mentre il governo ha cancellato la proposta di salario minimo e rinunciato a dare risposte concrete. Sul fronte della sanità, 5,8 milioni di persone hanno rinunciato a curarsi e le liste d’attesa sono sempre più lunghe”.
Così Silvia Roggiani, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera, intervenendo in Aula alla discussione generale sul Rendiconto e Assestamento.
“Nonostante la propaganda - ha aggiunto - la spesa sanitaria in rapporto al Pil resta sotto la media europea e Ocse. La crescita economica è ferma: produzione industriale in calo da oltre due anni, previsioni di crescita ridimensionate allo 0,5% nel 2025 e 0,7% nel 2026. Anche il Pnrr è stato sprecato: sono stati tagliati più di 100mila posti nido, un’occasione persa per il Paese e un peso scaricato ancora una volta sulle donne. Mentre la pressione fiscale resta al 42,5%, record dal 2020, il governo continua con condoni e rottamazioni, arrivati ormai alla quarta edizione in tre anni. E mentre le banche registrano utili stratosferici, si rifiuta di introdurre una tassa sugli extraprofitti che potrebbe restituire risorse a cittadini e servizi. Questi sono i numeri che ci avvicinano alla prossima legge di bilancio. Dobbiamo dare un’anima ai numeri: l’anima di un Paese che si occupa di chi non ha lavoro, di chi lavora ma è sfruttato, di chi non riesce a pagare l’affitto, dei giovani che lasciano l’Italia e delle donne che rinunciano a una famiglia perché il peso della cura grava solo su di loro. Questo - ha concluso - è il vero senso della politica, e su questo il governo Meloni continua a mancare l’appuntamento”.
l gruppo del Partito Democratico della Camera ha presentato un’interrogazione parlamentare, promossa da Laura Boldrini, per chiedere al Governo quali informazioni abbia acquisito o intenda acquisire sui droni che hanno sorvolato le navi della Global Sumud Flotilla nei giorni scori e colpito, anche questa notte, alcune delle sue imbarcazioni, mettendo a rischio l’incolumità e la vita stessa delle persone a bordo. I deputati dem chiedono inoltre quali iniziative urgenti il Governo intenda assumere per dare immediata concretezza a quanto la Presidente del Consiglio ha scritto in risposta alla lettera della segretaria del Pd, Elly Schlein, e cioè che «il Governo italiano assicura che saranno adottate tutte le misure di tutela e di sicurezza dei connazionali all’estero». “Non bastano più parole di circostanza: servono azioni concrete e tempestive. Gli episodi di attacco alla Flotilla iniziano a ripetersi con un ritmo preoccupante e il Governo deve assumersi le proprie responsabilità per garantire senza esitazioni la sicurezza dei cittadini italiani all’estero” aggiunge infine Boldrini sottolineando che “l’invio della fregata italiana, annunciato da Crosetto, rappresenta sicuramente un supporto utile a un intervento ex post di salvaguardia e soccorso, ma il governo italiano deve spiegare come intenda prevenire che vi siano continui attacchi di droni”.