14/05/2025 - 15:43

“Da mesi il governo dimostra tutte le sue contraddizioni interne rispetto alla possibilità di ottenere proroghe del PNRR, la cui attuazione è gravemente fallimentare a causa dell’incapacità dell’esecutivo. A questo punto credo sia necessario che facciano chiarezza al loro interno, perché il Ministro Giorgetti ha affermato più volte di voler prorogare la scadenza mentre il Ministro Foti ha sconfessato il collega, ribadendo l’intenzione dell'Italia di non chiedere alcuna proroga. Oggi, dopo il Commissario Serafin, è arrivato anche Fitto a ricordargli che il PNRR va attuato entro il 2026. Il caos totale per un esecutivo oramai nel pallone che cammina e lavora in ordine sparso. La verità è che stiamo assistendo all’accumularsi di ritardi che pregiudicano l'attuazione dei progetti del PNRR, come noi denunciamo da mesi nell'indifferenza totale dell’esecutivo. Si sbrigassero a realizzare gli interventi invece di continuare a cambiarli e modificarli. Il Governo sta bruciando un'occasione storica questa è l'amara verità”. Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione Politiche UE alla Camera.

14/05/2025 - 15:25

“Molto deludente. Questo è il solo giudizio che posso dare all'intervento del ministro Urso oggi in Aula a riferire sul sistema produttivo italiano. Sui dazi il governo continua a rimanere immobile, inerme nel solo tentativo di fare da scaricabarile su questa o quella condizione particolare. Un governo che si conferma piatto e inconcludente, senza alcuna visione strategica, trincerato in una posizione subalterna per non sembrare ostile all'Europa o agli Stati Uniti”. Così in una nota il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo PD in Commissione Bilancio, commentando l'informativa urgente del ministro Urso a Montecitorio.
“Il ministro Urso – sottolinea l'esponente dem – continua a improvvisare per nascondere il totale isolamento internazionale della Presidente Meloni e, soprattutto, per evitare di dare risposte sul perché la produzione industriale è al venticinquesimo mese di calo consecutivo. Sull'orlo del baratro, all'Italia servono interventi concreti e straordinari per proteggere le imprese e il lavoro. La bugia che 'tutto va bene', fa solo male al Paese”, conclude Pagano.

 

14/05/2025 - 14:27

“La crisi dei dazi innescata da Trump è un errore profondo per usare le parole del presidente Mattarella, e per l’Italia la decisione dell’amministrazione Trump è esiziale, con un interscambio commerciale di 73 miliardi di export del nostro paese verso gli Stati Uniti nel 2024, con un surplus di 43 miliardi.
Altro che opportunità di crescita per le nostre aziende come ha detto il ministro Salvini.

Dovremmo imparare a fare i nostri interessi e non quelli di altri paesi e mi rivolgo anche a coloro che indossano il cappellino Make America Great Again, il mondo di prima non tornerà. Bisogna dare una risposta a livello europeo compatta e determinata, una politica industriale europea. È necessario rafforzare l’export, accelerare la ratifica di nuovi accordi commerciali come il Mercosur, intensificare lo scambio con paesi come l’India e l’Asia, decarbonizzare e accelerare verso la transizione ecologica e digitale.
Anche a livello nazionale il governo italiano ha dimostrato ancora una volta la sua evidente inadeguatezza.
Il piano di sostegno presentato alle imprese senza soldi freschi è un po’ il gioco delle tre carte dei soliti fondi, ma l’emergenza non è finita. È urgente una strategia di risposta più solida e più credibile, con misure di sostegno di accesso al credito, l’internazionalizzazione delle imprese e la riduzione del costo dell’energia, investendo sulle rinnovabili. Il decreto bollette è servito a molto poco o niente e a quasi tre anni dal vostro insediamento ancora non avete una strategia chiara in termini di politiche industriali”.

 

14/05/2025 - 14:05

“La decisione del TAR del Lazio di annullare il decreto ministeriale sulle aree idonee per le energie rinnovabili cancella tutto il lavoro fatto dalle Regioni fino ad oggi e crea di fatto un imbarazzante e pericoloso vuoto normativo che non deve sfociare in un ulteriore centralismo autoritario”. Così in una nota congiunta Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, Leonardo Marras, assessore alle Attività produttive della Regione Toscana e Francesco Limatola, presidente della Provincia di Grosseto.

“Proprio ieri la Regione Emilia-Romagna aveva infatti legiferato una propria legge in merito e la Toscana aveva in previsione la prossima settimana i passaggi nelle Commissioni consiliari prima di andare in Consiglio regionale: in sostanza viene vanificato un lavoro di concertazione andato avanti per mesi con la Giunta e il Consiglio regionale toscano, sui territori. Il governo ha due mesi di tempo per rivedere le proprie scelte e definire meglio la cornice entro la quale i privati possano legittimamente operare e le istituzioni locali salvaguardare il paesaggio e le proprie specificità ed eccellenze paesaggistiche”.

“Il rischio che vediamo in questa fase è quello di un accentramento statale che vincoli e limiti la potestà decisionale regionale e renda omogenee situazioni molto differenti nel panorama nazionale: ogni regione ha infatti contesti istituzionali, paesaggistici, culturali e produttivi molto differenti che dovrebbero essere tenuti presenti e valorizzati, assicurando il coinvolgimento di chi, poi, sul campo, si trova a gestire le dinamiche della transizione ecologica ed energetica, cioè i comuni, le province e le città metropolitane. Occorre quindi ripartire dalla concertazione tra i livelli di governo dal confronto diretto con le comunità territoriali, unica modalità per scongiurare possibili speculazioni in tutto il territorio italiano. Lo sviluppo delle rinnovabili è necessario per l’economia di famiglie ed imprese e deve essere compatibile e sostenibile con la tutela del paesaggio, del territorio e delle produzioni rurali”.

 

14/05/2025 - 12:25

“Grazie alla Filt Cgil per questo momento di formazione sulla sicurezza molto importante. Sappiamo che è sulla catena dei subappalti e degli appalti che spesso si concentra il maggior numero di infortuni e morti sul lavoro. Ecco perché avevo chiesto i dati con un ordine del giorno al Decreto Lavoro ed ecco perché è ancora più importante andare a votare al referendum dell’8 e 9 giugno”.

Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione parlamentare d’inchiesta sulla sicurezza e sugli incidenti sul lavoro, intervenendo all’evento Salute&Sicurezza: Pensieri&Azioni, il primo appuntamento di formazione indetto da Filt Cgil.

“Il quarto quesito è fondamentale, per i lavoratori e le lavoratrici che si sentono di serie b. È importante che ci sia corresponsabilità sulla sicurezza anche da parte di chi dà l’appalto in gestione” ha proseguito Gribaudo.

“In questi giorni molti membri del Governo, oggi è il turno del ministro Lollobrigida, attaccano il referendum. È la dimostrazione che non stanno realmente dalla parte dei lavoratori e delle lavoratrici, soprattutto di chi è precario. Noi dobbiamo rispondere andando a votare” ha concluso Gribaudo.

 

13/05/2025 - 20:31

"Ancora una volta la destra si ė dimostrata non solo politicamente ma anche tecnicamente inadeguata a gestire il paese: il Tar del Lazio ha infatti bocciato il decreto ministeriale per la individuazione delle aree idonee e non idonee alla installazione di impianti a fonti rinnovabili costringendo di fatto il governo a riscrivere la norma entro 60 giorni. Il nostro paese ha bisogno di energia a prezzi calmierati e le fonti pulite rappresentano in questo contesto una risorsa necessaria. Fino ad oggi invece questa destra ha fatto di tutto per disincentivare gli investimenti delle imprese ed  ostacolare in ogni modo la transizione energetica, mentre i costi energetici stanno mettendo in ginocchio aziende e famiglie": è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente Marco Simiani

13/05/2025 - 19:58

“Nemmeno Salvini andrà a votare al referendum 2025. Preferisce stare con i figli. Ormai non si contano più i ministri del governo Meloni che invitano all’astensionismo. Hanno paura. Quando si parla dei diritti di chi lavora la destra si schiera sempre per la legge del più forte”. Lo scrive su X il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

13/05/2025 - 19:49

Mollicone convochi commissione su crisi audiovisivo

“Quando un intero settore si mobilita, un Ministro non può far finta di niente. Il Cinema Italiano, in crisi profonda, ha alzato la voce. Attori, registi, sceneggiatori, tecnici, professionisti di ogni ambito hanno unito le forze per denunciare una realtà insostenibile. Non si può più ignorare la gravità della situazione, che sta mettendo a rischio la cultura e l’industria cinematografica del nostro Paese.”
Con queste parole, i componenti democratici della Commissione Cultura della Camera commentano la lettera aperta che circa 100 tra registi e attori hanno indirizzato al Ministro della Cultura Alessandro Giuli e ai Sottosegretari Borgonzoni e Mazzi. L'appello riguarda la “situazione lavorativa e produttiva del cinema italiano”, che, secondo quanto scritto, “è indubbiamente in crisi.”
“Il Ministro Giuli - aggiungono i membri della Commissione - non può sottrarsi alla responsabilità di un confronto serio e urgente. Già da tempo, la nostra richiesta è chiara: apriamo una discussione pubblica in Parlamento con gli addetti ai lavori per dare avvio a una vera e propria stagione di ascolto. Il presidente Mollicone, invece di continuare ad attaccare a testa bassa, prenda atto della gravità della situazione, smetta di insultare e calendarizzi con urgenza l’esame in commissione delle proposte di legge e delle risoluzioni sulla crisi dell’industria audiovisiva italiana. Ogni giorno che passa senza un dialogo concreto è un giorno perso. Non possiamo permetterci altri ritardi e rinvii”, concludono i democratici.

 

13/05/2025 - 19:32

"Maggioranza nel caos, divisa anche su un tema cruciale come il MES, che ha implicazioni delicate a livello europeo e internazionale. Giorgetti butta la palla in tribuna e scarica la responsabilità sul Parlamento, come se non facesse parte del Governo. Salvini parla di 'cappio al collo' senza nemmeno conoscere il merito della discussione. Tajani si dice favorevole alla ratifica, ma solo 'se c’è controllo democratico', come se questo non fosse già previsto in ogni procedura di ratifica. Intanto la Premier? Scomparsa. Anche su questo dossier fondamentale per la credibilità internazionale dell’Italia, Meloni tace. Si faccia viva e chiarisca qual è la posizione del Governo. L’Italia non può permettersi l’ennesima figuraccia per colpa delle divisioni e delle ambiguità della maggioranza" così il capogruppo democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.

 

13/05/2025 - 19:24

“Le dichiarazioni ufficiali della Procura di Taranto smentiscono in modo chiaro e puntuale quanto affermato dal ministro Urso e da esponenti della maggioranza in merito alla gestione dell’Altoforno 1 dell’ex Ilva. La procuratrice Pentassuglia ha precisato che l’autorizzazione agli interventi di messa in sicurezza è stata concessa entro 22 ore dalla richiesta, ben al di sotto del termine massimo di 48 ore indicato dalla stessa azienda. Ha inoltre chiarito che la richiesta di ‘colaggio dei fusi’ non è mai stata formalmente avanzata”. Così i deputati Vinicio Peluffo e Ubaldo Pagano, rispettivamente capogruppo Pd nelle commissioni Attività Produttive e Bilancio della Camera.

“Urso – evidenziano gli esponenti dem - ha attribuito alla Procura ritardi che, secondo i fatti ricostruiti e gli atti depositati, non ci sono mai stati. È gravissimo che un ministro metta in discussione l’operato della magistratura con affermazioni false, nel tentativo di scaricare su altri le responsabilità dell’ennesima prova di inadeguatezza del governo sul dossier ex Ilva”.

“Chiediamo che il ministro venga immediatamente in Parlamento a chiarire le sue parole. Se non è in grado di farlo – concludono Peluffo e Pagano – valuti di dimettersi. Non è tollerabile che un rappresentante del governo deformi deliberatamente la realtà, mettendo a rischio la credibilità delle istituzioni pur di coprire il fallimento della propria azione politica. Sul futuro dell’ex Ilva e dei suoi lavoratori servono verità, serietà e rispetto delle regole: tutto ciò che oggi manca”.

 

13/05/2025 - 19:13

"Avevamo denunciato da giorni il silenzio informativo sui referendum. Oggi l’Agcom conferma nero su bianco ciò che andiamo ripetendo da tempo: il servizio pubblico non sta garantendo un’adeguata copertura informativa sui cinque quesiti referendari. Il richiamo formale dell’Autorità è la prova che le nostre preoccupazioni erano fondate", così Stefano Graziano, capogruppo democratico in commissione di vigilanza Rai. "È gravissimo che sia stato necessario l'intervento dell’Agcom per ricordare alla Rai — e a tutte le emittenti — il dovere di offrire ai cittadini un’informazione corretta, imparziale e completa, soprattutto in vista di un appuntamento democratico come quello dell’8 e 9 giugno. Il servizio pubblico non può diventare uno strumento di propaganda al servizio della maggioranza di governo. I cittadini hanno il diritto di essere informati, non tenuti all’oscuro da scelte deliberate ai piani alti di Palazzo Chigi. Alla luce del richiamo ufficiale — conclude Graziano — chiediamo che la Rai e tutte le emittenti si mettano immediatamente in regola, ristabilendo equilibrio e pluralismo nell’informazione. È in gioco la qualità della nostra democrazia."

13/05/2025 - 18:28

Procedure opache, sprecato oltre un miliardo per progetto che non funziona

“I centri in Albania rappresentano un gigantesco buco nero, sia sul piano dei diritti fondamentali sia su quello economico. I lavori per la loro realizzazione sono stati inspiegabilmente secretati: non si conoscono i nomi delle aziende coinvolte, né i criteri con cui sono stati assegnati appalti e subappalti, spesso in deroga alle regole. Un’opacità totale. Cosa sta cercando di nascondere il Governo?” Così, in Aula alla Camera, il vicepresidente dei deputati democratici Toni Ricciardi, che ha aggiunto: “Parliamo di oltre un miliardo di euro di denaro pubblico gettato in un progetto fallimentare, privo di qualsiasi efficacia in termini di deterrenza migratoria. I centri in Albania sono il simbolo plastico dell’incapacità del Governo, che oggi tenta di coprire questo epocale fallimento attaccando chiunque osi sollevare dubbi — dalla magistratura all’opposizione — pur di giustificare un’operazione sbagliata fin dall’inizio. L’accordo tra Italia e Albania — ha proseguito Ricciardi — non funziona e non funzionerà: calpesta i diritti umani e ha già prodotto un costo superiore al miliardo di euro per le casse dello Stato. Una cifra enorme, che continua a lievitare. Per questo chiediamo al Governo di fermare questa pericolosa deriva, questo spreco insostenibile di risorse pubbliche che sta alimentando uno scontro senza precedenti tra poteri dello Stato, minando alla radice i principi democratici e costituzionali”.

 

13/05/2025 - 17:17

"L’ obbiettivo è entrare a Gaza. La missione che sta per partire,  rappresenta una delle più grandi delegazioni internazionali mai spintasi fino alla Striscia. Siamo sessanta tra deputati e deputate, parlamentari italiani al parlamento europeo, docenti universitari di diritto internazionale, operatrici e operatori di ONG e associazioni impegnate sui diritti umani, giornalisti e giornaliste.
E' una delegazione di grande valore sociale che rappresenta l'Italia che dice no allo sterminio del popolo palestinese, no alla violazione costante del diritto internazionale, no al silenzio delle istituzioni italiane ed europee davanti allo scempio che si sta consumando a Gaza.
Abbiamo chiesto all'ambasciatore italiano in Israele di farsi carico di questa richiesta presso le autorità israeliane, ma a oggi non abbiamo ricevuto alcuna risposta. Ma non ci arrenderemo. Vogliamo raggiungere  Gaza in segno di solidarietà e vicinanza con il popolo palestinese che, come se non bastassero i bombardamenti indiscriminati, sta morendo di fame, di sete e di malattie per un piano preciso e dichiarato del governo Netanyahu. Un piano criminale che prevede anche l'invasione totale della Striscia e la deportazione dei palestinesi. Nel silenzio complice della comunità internazionale, è necessario tenere alta l'attenzione sullo sterminio in corso, vedere con i propri occhi, raccontare e denunciare i crimini che Netanyahu e il suo governo stanno compiendo”. Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd, a margine della conferenza stampa di presentazione della missione che si è tenuta oggi. Oltre a Boldrini, della delegazione fanno parte anche le deputate e i deputati del Pd Sara Ferrari, Valentina Ghio, Arturo Scotto, Nico Stumpo, Rachele Scarpa e l'europarlamentare Cecilia Strada. Insieme a loro anche parlamentari di Avs e del M5S.

13/05/2025 - 16:59

“Il ministro Lollobrigida ha scelto una strada sbagliata per cambiare e adeguare la legge 157/92 sulla caccia. Serve invece un approccio diverso, a partire da un’analisi seria e approfondita sui risultati che ha prodotto l'applicazione della normativa, accanto ai limiti che ha mostrato, visto che Il 7 febbraio scorso la Commissione europea ha inviato all'Italia due lettere di costituzione in mora avviando altrettante procedure di infrazione relative ad alcune disposizioni italiane in materia di caccia e all'attuazione della normativa europea volta a limitare le catture accessorie di uccelli e specie marine.
Suonano pertanto molto stonate le parole del Ministro, considerando che negli ultimi due anni la maggioranza di destra ha già introdotto alcune modifiche spot per inseguire spinte varie di alcune associazioni, senza alcun confronto parlamentare, ma anzi approfittando del favore delle tenebre durante l’approvazione delle leggi di bilancio”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Noi - aggiunge - non eravamo e non siamo pregiudizialmente contrari a modificare la legge sulla caccia, lo abbiamo detto e ridetto nelle sedi opportune oltre che pubblicamente, ed e’ dall’inizio della legislatura che chiediamo inascoltati che il Governo produca ciò che la stessa legge 157 affida come compito al Governo in carica, e cioè una relazione circostanziata che a 33 anni da quella stagione, che porto anche all’approvazione della legge nazionale sui parchi e le aree protette, metta nero su bianco dati e analisi da cui partire per produrre qualsiasi modifica futura, anche ponendoci l'obiettivo di rendere maggiormente protagonisti gli agricoltori. Brandire come una clava il potere dei numeri davanti alle associazioni venatorie, insultare Ispra dopo aver provato addirittura a soppiantarla con un nuovo fantomatico Istituto faunistico, da controllare e guidare, non sono le premesse utili a discutere seriamente su questo tema. E soprattutto non aiuta farlo agitando visioni manichee tra buoni e cattivi inasprendo e radicalizzando le posizioni dei fronti opposti, a scapito di riflessioni basate sulle conoscenze scientifiche e le prassi concrete di gestione della fauna selvatica nel territorio italiano. In realtà - conclude - viene da pensare che si cerchi di alimentare solo il conflitto per ragioni di mera propaganda. Ma a rimetterci saranno purtroppo gli stessi cacciatori”.

 

13/05/2025 - 16:22

"La risposta del governo alla mia interrogazione sull'alluvione che ha colpito il Mugello lo scorso marzo è la minima. Il governo ha lasciato troppo a lungo da solo il territorio, mentre la Regione Toscana, unica a intervenire con tempestività, stanziava le prime risorse concrete. Il governo, invece, ha impiegato settimane a dichiarare lo stato di emergenza e si presenta con un decreto che appare del tutto inadeguato.  Inadeguato nei tempi, perché è stato necessario alzare la voce – con interrogazioni, atti formali e pressione politica costante – per ottenere anche solo un primo passo. E inadeguato nei contenuti, perché va detto con chiarezza: nel decreto non c’è un euro nuovo. Si razionalizza, si sposta, si riorganizza. Ma non si investe. Le risorse sono prese da fondi già esistenti, in larga parte dal PNRR. Nulla che dia respiro vero ai territori colpiti. Sul Mugello si copre l’urgenza, in altre zone si dà qualche arretrato delle alluvioni passate, ma non si mette mano a ciò che servirebbe davvero: interventi strutturali per prevenire nuovi disastri, mettere in sicurezza, proteggere le comunità. Né nel Mugello né altrove. Famiglie e imprese che da mesi non ricevono risposte. Chi ha perso tutto ha diritto a fatti, non a promesse. Se questo decreto è un punto di partenza, allora il governo lo dimostri subito: servono risorse vere, immediate e aggiuntive. Perché chi è stato colpito non può più aspettare". Lo dichiara il deputato toscano Marco Furfaro, componente della segreteria nazionale, commentando la risposta del governo alla richiesta di stanziamenti per le alluvioni in Toscana e nel Mugello.

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