06/03/2025 - 11:44

“Per quanto tempo ancora l’Europa assisterà passivamente al conflitto in atto in Congo con l’occupazione di interi territori da parte del gruppo paramilitare M23? Eppure i dati sono allarmanti. Si registrano già 7000 morti, gran parte dei quali seppelliti senza essere identificati. Intere comunità sottoposte al controllo, economico e sociale, delle truppe occupanti, sostenute dal vicino Ruanda, a fronte di feroci combattimenti. Una guerra che nasce dall’obiettivo di sfruttare le miniere congolesi ricche soprattutto di coltan , un minerale necessario per produrre i microchip degli smartphone e di altri dispositivi digitali. Risorse minerarie vendute al Ruanda per la successiva trasformazione. Le Nazioni Unite hanno paragonato il controllo dell’M23 sulla città a quello di un apparato statale e vi è il fondato rischio che possa scatenarsi, tra l’altro, come denuncia la Croce Rossa, con ‘conseguenze inimmaginabili’, una grave epidemia di Ebola e di altri agenti patogeni attualmente conservati in alcuni laboratori dove si stanno svolgendo i combattimenti”.

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“A metà febbraio - aggiunge - è stata approvata una risoluzione del Parlamento europeo che esorta le istituzioni europee a sospendere il sostegno finanziario diretto al Rwanda, fino a quando il Paese non romperà i legami con i ribelli del gruppo M23 e non garantirà l'accesso umanitario alle aree della Repubblica democratica Congo da questo occupate.
Al momento non è stato dato seguito alla risoluzione. Per questo, insieme ai colleghi del Pd, Amendola, Ferrari, Scotto, Ghio, Manzi, Lai, Fornaro, Gianassi, Roggiani, Ricciardi, Simiani, abbiamo presentato una interrogazione al ministro degli Affari Esteri per chiedere che l’Italia chieda formalmente all’Ue di sospendere il sostegno finanziario al Rwanda e per sostenere la necessità che il nostro Paese adotti misure adeguate per garantire la collaborazione con la Repubblica democratica del Congo nel contesto di una strategia di investimento che consentano, al Congo e al suo popolo, di affrontare le sfide in atto e promuovere la pace, le infrastrutture, l'istruzione e l'autodeterminazione”.

 

05/03/2025 - 20:42

La conferenza stampa si terrà domani giovedì 6 marzo alle 11.30 presso la sala stampa della Camera dei Deputati (Via della Missione, 4). Promossa dalla deputata del Pd Valentina Ghio, interverranno l'on. Annarita Patriarca, le delegate italiane del W20 Linda Laura Sabbadini, Elvira Marasco, Katia Petrini, la capo delegazione del W20 Sudafrica Narnia Bohler Muller, la presidente della Consulta femminile di Milano Laura Caradonna, la giornalista Patty Torchia, la W20 ambassador Monica Baldi e altre esponenti dell'associazionismo femminile italiano. È previsto un saluto della vicepresidente della Camera, Anna Ascani.

La conferenza stampa è l’occasione per presentare il parallel event del W20 Italia a New York che si terrà il 14 marzo, nell’ambito del CSW69 sull'evoluzione dell'associazionismo femminile dal 1995 (30 anni dalla Conferenza di Pechino) ad oggi, e sui primi dieci anni di attività del W20. Inoltre, durante la conferenza stampa verrà dedicato uno spazio di discussione alla Presidenza G20 del Sud Africa, con un approfondimento sulle sue priorità in materia di parità di genere e sviluppo inclusivo.

 

05/03/2025 - 20:00

“Meloni ha rimosso le foto con Zelensky dai suoi social. Cosa sta accadendo a Palazzo Chigi?” Lo ha chiesto intervenendo in Aula alla Camera la vicepresidente della Commissione Esteri, Lia Quartapelle, esprimendo "solidarietà al presidente ucraino per il trattamento poco rispettoso ricevuto alla Casa Bianca".
"Resta il fatto" – ha concluso Quartapelle – "che gli account social della presidente del Consiglio sembrerebbero radicalmente modificati. La presidente del Consiglio è stata vittima di un attacco hacker? Musk ha preso il controllo dei suoi social? Questo è avvenuto il giorno in cui Trump ha tolto il sostegno dell’intelligence americana agli ucraini. Si tratta di un po’ di opportunismo oppure dobbiamo interpretare questo gesto come l’anticipo di una svolta di politica estera nei confronti di un Paese che finora l’Italia ha sempre riconosciuto come aggredito e quindi da difendere?" ha dichiarato la deputata democratica.

 

 

05/03/2025 - 19:45

“La risposta del Mef di oggi alla nostra interrogazione in commissione Finanze in materia di deducibilità delle spese per l’assistenza ai disabili gravi è degna del peggior Ponzio Pilato. La nostra richiesta prendeva le mosse dalla sentenza della Cassazione che ha stabilito che non è corretto assimilare le spese per l’assistenza ai disabili gravi a quelle per i soggetti non autosufficienti, poiché il Tuir prevede un regime fiscale più favorevole per le persone con disabilità riconosciuta ai sensi della legge n. 104/1992. Secondo la Cassazione anche le spese per assistenza fornita da collaboratori domestici senza requisiti professionali possono essere dedotte integralmente nel caso di disabilità grave, laddove le medesime spese rimangono invece agevolate con le detrazioni fiscali per le persone non autosufficienti solo a determinati limiti di importo e di reddito. Ecco perché chiedevamo al governo di aggiornare tempestivamente la prassi interpretativa sulla base della pronuncia della Cassazione, anche al fine di sgravare automaticamente i ruoli di coloro che si trovano a pagare cartelle esattoriali per il mancato riconoscimento della citata deducibilità. Eppure il governo ha fatto orecchie da mercante esponendosi di fatto a nuovi ricorsi. Un grave errore che va a colpire famiglie già in grave difficoltà”.

Così la deputata democratica, Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, commentando insieme a Federico Fornaro, della Presidenza del Gruppo, la risposta della sottosegretaria al Mef, Lucia Albano, all’interrogazione relativa all’ordinanza n. 449/2025 della Corte di Cassazione che ha sancito un principio di diritto particolarmente favorevole ai contribuenti che assistono familiari con disabilità grave.

 

 

05/03/2025 - 19:22

“Stop al rischio fughe in avanti pro Starlink sulla revisione dei limiti dello spettro radio alle frequenze e all’assegnazione della banda E e altre bande”. Grazie al Question Time del Partito Democratico in commissione Trasporti, il Ministero delle Imprese e del Made in Italy è intervenuto direttamente sul tema, che riguarda anche l’articolo 26 del ddl spazio, esprimendo massima cautela “in attesa di un coordinamento europeo” e rispondendo così ai dubbi di autorevoli osservatori, come il Professor Antonio Sassano in una recente intervista su Key4biz, sulla possibilità che l’attivismo del Governo in materia possa rappresentare una nuova accelerazione pro Starlink.

“Il Pd – commenta il deputato Casu primo firmatario del Question Time insieme ai colleghi Barbagallo, Bakkali, Ghio e Morassut - continuerà a vigilare e verificare, passo per passo, che tutte le scelte e i prossimi passaggi sul tema avvengano sempre nell’interesse nazionale. Sono in gioco questioni globali delicatissime e non è il momento per fare regali anticipati a singoli soggetti privati come Space X con il risultato di indebolire il percorso europeo in atto anche nel garantire l’uso più efficiente dello spettro radioelettrico per le comunicazioni via satellite.”

 

05/03/2025 - 19:15

Dopo quanto emerso oggi dalle inchieste della magistratura sul Salva Milano, con il coinvolgimento di soli esponenti di centro destra, il Partito Democratico ritiene non ci siano più le condizioni per andare avanti. A tutela anche di Milano e della sua amministrazione, che si costituirà parte civile, riteniamo che occorra non procedere con il proseguimento dell’iter parlamentare.

Così in una nota Silvia Roggiani, deputata Pd.

 

05/03/2025 - 19:00

"Calipari ha compiuto il gesto più grande che un uomo possa fare: donare la propria vita per salvarne un’altra". Così in Aula alla Camera il deputato democratico e presidente del Copasir, Lorenzo Guerini, ha ricordato la figura di Nicola Calipari a vent’anni dalla sua scomparsa. Guerini ha ripercorso la dinamica di una vicenda "i cui contorni, come ha sottolineato il presidente Mattarella, non sono ancora del tutto definiti". "Calipari – ha proseguito Guerini – ha scelto di proteggere fino alla fine chi aveva liberato, come un padre con i propri figli. Dobbiamo essere orgogliosi di aver potuto contare su persone come lui, orgogliosi di sapere che questo è lo Stato e che a fare lo Stato ci sono professionisti seri e preparati, che lavorano per il bene comune, per la nostra sicurezza e per il rispetto della legalità. Persone che rischiano la vita nel silenzio per le istituzioni, per la collettività, a difesa della democrazia e della sicurezza del nostro Paese". "Tra queste persone ci sono anche gli uomini dei servizi segreti – ha ricordato Guerini – di cui conosco la preparazione, l’abnegazione e la fedeltà alle istituzioni: qualità riconosciute in patria e a livello internazionale. Oggi i servizi segreti sono tra gli organi vitali del nostro Paese, al cuore delle nostre istituzioni, grazie alla straordinaria professionalità e alla sensibilità umana e civile di persone come Nicola Calipari. Anche per rispetto della sua memoria, dobbiamo continuare a lavorare per garantire la loro adeguata efficienza a difesa della nostra democrazia". Guerini ha poi rivolto un pensiero affettuoso e riconoscente alla famiglia di Nicola Calipari: "ai figli Silvia e Filippo e alla moglie Rosa, che ha servito la Repubblica distinguendosi per competenza, equilibrio e passione". "Nicola Calipari – ha concluso Guerini – è stato un uomo di forti principi, un vero servitore dello Stato, un italiano di cui essere fieri".

 

05/03/2025 - 18:25

“Il Governo deve uscire dalle vuote parole trionfalistiche e stare nella realtà: per occupazione femminile siamo ultimi in Europa, con un divario di genere di oltre 18 punti che diventano anche 30 per il gap retributivo. Se il Governo non approva il salario minimo e invece liberalizza i contratti a termine, dà un segnale preciso che incide sulla vita delle donne, che sono quelle con contratti più deboli e precari. Se taglia 150mila posti di asilo nido e non riconosce i congedi paritari pienamente retribuiti e universalistici, significa che vuole tenere le donne a casa. Se affossa anche nel percorso pensionistico una possibilità concreta per le donne di recuperare il tanto tempo dedicato alla cura con la restrizione di Opzione donna, significa che a questa maggioranza di destra sta bene che le donne siano più povere anche da pensionate. In questi due anni il Governo non ha agito in modo sistemico sul mercato del lavoro, sui suoi modelli organizzativi, sul sistema dei servizi, sulla dimensione della famiglia e su quella culturale. Contrastare il declino demografico ed economico di questo Paese significa sostenere misure di equità salariale, fiscale, di accesso ai servizi per le donne, ma questo Governo con la prima presidente del Consiglio donna di questo Paese, ha preso tutt’altra strada”.

Così la vice presidente del Gruppo PD alla Camera, Valentina Ghio, replicando nell’Aula della Camera all’informativa dei ministri Foti e Calderone sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile.

 

05/03/2025 - 18:14

“E’ già stucchevole, in una discussione sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile, registrare in quest’Aula la subalternità di linguaggio utilizzata anche da persone di sesso femminile. Non si sognerebbero mai di chiamare ‘cameriere’ la cameriera oppure ‘maestro’ la maestra. Però se c’è una presidente del Consiglio donna la chiamano ‘il presidente del Consiglio’, se c’è una ministra donna la definiscono ‘il ministro’. Fatevi una domanda e datevi una risposta. Ma veniamo al mercato del lavoro e al gender pay gap, tema molto forte nel nostro Paese soprattutto legato a quello della maternità. Quando in Italia una donna dà alla luce un figlio il suo destino lavorativo è segnato. A quindici dal parto il suo salario lordo annuale è ridotto del 57 per cento rispetto a una lavoratrice non madre. La parte preponderante poi non è il basso salario orario, ma l’utilizzo del part time e del tempo determinato. E’ la precarietà del lavoro che nelle donne incide in un modo spropositato. Cosa ha fatto la destra per evitare la precarietà del lavoro per gli uomini e le donne, ma soprattutto per le donne? L’esatto contrario di ciò che serviva: ha reso più facile l’accesso ai contratti di somministrazione, a tempo determinato e stagionali”.

Così la deputata democratica, Maria Cecilia Guerra, responsabile Lavoro del Pd, replicando nell’Aula della Camera all’informativa dei ministri Foti e Calderone sulle politiche volte a favorire l’occupazione femminile.

 

05/03/2025 - 17:44

C'è una legge, la 162 Gribaudo sulla parità salariale, che la ministra Roccella conosce molto bene che prevede strumenti premiali che, se applicati, possono contribuire a ridurre il gap tra uomini e donne nel mondo lavorativo. I dati dell'ultimo rendiconto dell'INPS sono veramente impietosi: tra uomini e donne si registrano ancora differenze fino al 50% sul fronte retributivo per le posizioni dirigenziali e il dato occupazionale non è migliore, visto che le donne hanno carriere più precarie e più discontinue e questo incide anche sulla loro pensione. Ricordo anche alla ministra che noi siamo il Paese che ha la più bassa partecipazione delle donne in Europa nel mercato del lavoro. Per  correggere queste storture la legge 162 istituisce la certificazione della parità di genere e l'obbligo della consigliera nazionale di parità di presentare al Parlamento la relazione con il monitoraggio sulla situazione della legge. La consigliera per le pari opportunità avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere, ma siamo a marzo 2025 e ancora non è stato presentato niente. Allora ministra Roccella, siccome tra poco sarà l'8 marzo e durante questa ricorrenza ci ricordiamo tutti dei diritti delle donne, questo sarebbe un modo non solo per fare retorica ma per mettere in campo azioni concrete.

Così la deputata del Pd Simona Bonafè, intervenendo in Aula durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.

 

05/03/2025 - 16:52

“Dal governo non è arrivata nessuna garanzia sulla salvaguardia dei livelli occupazionali di FiberCop: è evidente che la destra, dopo aver svenduto la rete fissa di Tim ad un fondo americano, stia colpevolmente sottovalutando una situazione che potrebbe diventare esplosiva. Sono infatti coinvolti migliaia di lavoratori in tutta Italia ed i mancati ricavi dell’azienda potrebbero avere ripercussioni negative su occupazione e salari. Abbiamo chiesto quindi di attivare immediatamente un tavolo istituzionale per monitorare gli sviluppi di questa vicenda”: è quanto dichiarano i deputati Pd Arturo Scotto e Maria Stefania Marino sulla discussione della loro interrogazione svolta oggi, mercoledì 5 marzo, a Montecitorio.

“Il fondo americano KKR, nonostante FiberCop abbia appena approvato un bilancio con ricavi e struttura patrimoniale per 3,9 miliardi di euro, non ha mantenuto le promesse sul rendimento del 20 per cento ai suoi investitori. Va assolutamente evitato che per fare cassa o compensare eventuali mancati introiti vengano penalizzati i lavoratori. Ad oggi le 1800 uscite volontarie annunciate a settembre 2024, e concordate con i sindacati, potrebbero infatti arrivare ad oltre 6000 entro il 2027 ricorrendo addirittura a licenziamenti unilaterali e contratti di solidarietà. Va fatta chiarezza e rapidamente”: concludono.

 

 

05/03/2025 - 16:44

“Dopo un anno di immobilismo, il governo si decide finalmente a ripartire le risorse del Reddito di Libertà, un sostegno fondamentale per le donne vittime di violenza. Un ritardo gravissimo, che ha lasciato senza aiuti migliaia di donne che avevano presentato domanda, ben 3.000 richieste rimaste inevase. Questo mentre la ministra Roccella, invece di intervenire con tempestività, ha di fatto bloccato i fondi già disponibili.” Lo dichiarano in una nota i Parlamentari del Partito Democratico della Commissione Femminicidio Ferrari, Ghio, Forattini, D’Elia, Valente e Sensi, sottolineando come l’incremento del Reddito di Libertà da 400 a 500 euro sia stato possibile in particolare grazie ai 40 milioni di euro stanziati dalle opposizioni nel 2023 e che Roccella mette in campo solo oggi.
“Ancora una volta, il governo arriva tardi e solo dopo le nostre continue denunce. È inaccettabile che strumenti così essenziali per il contrasto alla violenza di genere vengano ignorati e bloccati per mesi, lasciando le donne senza misure di sostegno economico per sé e i propri figli. La lotta alla violenza non può essere relegata a interventi tardivi e insufficienti: servono risorse certe, distribuite con regolarità e senza ostacoli burocratici.”
I parlamentari del PD annunciano che continueranno a vigilare affinché i fondi vengano erogati con continuità e chiedono al governo un cambio di passo per garantire alle donne vittime di violenza un reale sostegno nel loro percorso di autonomia e sicurezza.

 

05/03/2025 - 16:41

Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne

“La consigliera per le pari opportunità, in base all'articolo 1 della legge 162 del 2021 avrebbe dovuto rendicontare entro il 30 giugno 2024 sull'andamento delle certificazioni per la parità di genere ma non lo ha mai fatto. Dalla ministra Roccella otteniamo risposte già note sui giornali e non del perché tale rendicontazione non ci sia stata. La ministra è venuta in Aula a fare la solita manfrina fatta di propaganda e retorica”. Così la deputata dem Chiara Gribaudo intervenendo in replica alla ministra Roccella durante il Question Time alla Camera sulla parità salariale di genere.
“La verità è che questo governo non ha alcuna intenzione di occuparsi del gap tra donne e uomini nel mercato del lavoro e i suoi ministri preferiscono rilasciare interviste sul gender. L'unico gender che al Pd interessa è il gender gap salariale in questo Paese”.
“Roccella - continua la parlamentare Pd rispondendo alla ministra sui dati Istat - parla di dati positivi sull'occupazione femminile ma nasconde che la crescita è legata al lavoro precario e povero. Siamo il Paese d'Europa con il più basso tasso occupazionale femminile perché il governo Meloni lavora contro le donne con la liberalizzazione dei contratti di somministrazione, l'abrogazione dell'esenzione Irpef alle prestazioni di baby-sitting di welfare aziendale, l'aumento dell'Iva sui prodotti igienico-sanitari femminili e sui pannolini. Questo governo ha cancellato 'Opzione donna', non finanzia i consultori e inserisce le stanze dell'ascolto per non lasciare le donne libere di scegliere”. “Questo governo ha tagliato fondi sugli asili nido presenti sul Pnrr e, in ritardo di un anno, solo l'altro ieri ha reso note le risorse sul reddito di libertà per le donne. Voi non guardate al futuro del Paese e, soprattutto, non portate rispetto alle donne”, conclude Gribaudo.

 

05/03/2025 - 16:40

Federmeccanica e Assistal rispondano a sindacati

“Il Governo batta un colpo e sostenga il rinnovo dei contratti ancora aperti. Sono quasi sette milioni i lavoratori in attesa. La notizia di oggi dello sciopero generale di otto ore proclamato unitariamente dai sindacati metalmeccanici Fim Fiom e Uilm ci dice che c’è un tentativo esplicito di cambiare il modello contrattuale che cambierà le condizioni materiali dei lavoratori. Il Governo faccia pressione su Federmeccanica e Assistal perché dia risposte concrete alla piattaforma presentata dai sindacati”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

05/03/2025 - 16:08

Nella notte, la sede dell'Unione degli Universitari e della Rete degli Studenti Medi di Venezia è stata imbrattata con croci celtiche, simboli della propaganda neofascista. Un atto vile e codardo che punta a intimidire chi ogni giorno lotta per una società più giusta e inclusiva
"Questi episodi non sono semplici atti vandalici, ma segnali preoccupanti di un clima politico sempre più avvelenato. L'estrema destra si sente legittimata ad agire impunemente, e questo Governo continua a voltarsi dall'altra parte, quando non a strizzare l'occhio a certi ambienti. Non possiamo permettere che il linguaggio dell'odio e della violenza si normalizzi nelle nostre città, nelle scuole e nelle università", dichiara Rachele Scarpa.
"Esprimo tutta la mia solidarietà all'UDU Venezia e alla Rete degli Studenti Medi: chi pensa di intimidirvi ha già perso in partenza. Questi teppistelli credono di poter spaventare chi si batte per il diritto allo studio, per un'università libera e democratica, ma ottengono solo l'effetto opposto: rafforzano la determinazione di chi crede nell'antifascismo e nella partecipazione."

"Non ci faremo intimidire. Porterò questo episodio in Parlamento e continueremo a chiedere un impegno concreto contro la diffusione dell'estremismo di destra nei nostri territori. La democrazia si difende ogni giorno, e oggi più che mai dobbiamo ribadire che Venezia, e l'Italia tutta, restano terre di libertà e antifascismo."

 

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