Dem presentano interrogazione su criteri nomina ad di Trenitalia contra legem
“Il Valzer di Meloni e Salvini sulle nomine nelle ferrovie non calpesti le norme. Presenteremo subito un’interrogazione urgente per chiedere al Governo di fare chiarezza sul rispetto del d.lgs.112/2015 che all’articolo 11 prevede chiaramente che chi ha avuto responsabilità rilevanti nella gestione della rete debba attendere almeno 2 anni prima di guidare un soggetto che vi opera. L’ultima cosa di cui hanno bisogno le ferrovie del nostro paese sono scelte contra legem che rischiano di creare ulteriore incertezza per passeggeri e lavoratori”. Così in una nota il capogruppo dem e il vicepresidente della commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo e Andrea Casu, commentano l’esito del CdA di FS Italiane che ha nominato Gianpiero Strisciuglio - già Amministratore Delegato e Direttore Generale di RFI da maggio 2023 - nuovo CEO di Trenitalia.
“Inaccettabilità delle troppe morti sul lavoro e ruolo ancora marginale delle donne in Italia. Le parole di Margherita Cassano, Presidente della Cassazione, nel discorso di apertura dell'anno giudiziario sono da ascoltare, fare nostre e tradurre in atti politici concreti” lo dichiara su X (ex Twitter) Chiara Gribaudo, Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia.
“Con l’approvazione della Legge sul Consorzio della Laguna di Orbetello abbiamo oggi, sulla carta, una nuova governance stabile per salvaguardare la Laguna. Servono però interventi rapidi: la definizione dello Statuto e la costituzione dell’Ente potrebbero richiede mesi e non possiamo arrivare impreparati in vista delle criticità cicliche che si ripresentano con i mesi estivi. Per questo motivo ho depositato al Decreto Emergenze, attualmente in discussione a Montecitorio, un emendamento finalizzato ad attuare prima possibile interventi di manutenzione e messa in sicurezza dei fondali della Laguna attraverso la movimentazione dei sedimenti; proprio come è stato fatto per la Laguna di Venezia. Ho chiesto ai colleghi di presentare emendamenti similari perchè si tratta di una operazione necessaria che deve essere sostenuta, proprio come la proposta di legge, da tutte le forze politiche”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simiani.
“Matteo Salvini vuole far uscire l’Italia dall’Organizzazione Mondiale della Sanità. Sì, avete capito bene. Dopo una pandemia che ha messo in ginocchio il mondo, dopo ospedali al collasso, dopo centinaia di migliaia di morti, secondo lui la soluzione è abbandonare l’unico organismo internazionale che coordina la risposta globale alle emergenze sanitarie. Perché? Perché cavalcare le teorie no-vax porta voti. Perché la scienza è un ostacolo quando il tuo unico obiettivo è la propaganda. Parliamo dello stesso Salvini che derideva le mascherine mentre le terapie intensive esplodevano, che attaccava medici e scienziati per dare spazio a ciarlatani e disinformatori, che in piena pandemia strizzava l’occhio ai no-vax, contribuendo a diffondere dubbi e paure che hanno fatto perdere vite umane. E ora? Ora vuole isolare l’Italia, farci uscire dall’unica rete di prevenzione e collaborazione sanitaria globale. Perché secondo lui “fare come Trump” è più importante che proteggere la salute pubblica. La Presidente del Consiglio Giorgia Meloni prenda immediatamente e pubblicamente le distanze da questa pericolosa follia e da chi si permette di giocare con la salute degli italiani” così sui social il capogruppo democratico nella commissione affari sociali della camera, Marco Furfaro.
“Il passaggio dal cuneo contributivo a quello fiscale potrebbe rivelarsi una
fregatura per gli italiani con redditi sotto i 35000 euro. Quasi tutti ci perdono. Quelli più poveri tra gli 8500 e i 9000 euro annuo ci perdono addirittura mille euro. L’elaborazione dei dati fatta dalla Cgil sul meccanismo di ricalcolo del cuneo nel 2025 destano allarme e preoccupazione. Non si capisce se sia insipienza o una decisione politica per dare una ulteriore mazzata al lavoro povero. Si spiegherebbe in maniera chiara perché la destra ha detto no al salario minimo. Stanno programmando l’impoverimento ulteriore del potere d’acquisto dei lavoratori. Chiederemo conto di questi numeri in Parlamento”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Nel nodo di Firenze Trenitalia annuncia via app circolazione regolare mentre i passeggeri ricevono messaggi che annunciano ritardi crescenti. Solo il sito RFI ammette timidamente che la circolazione è rallentata quando i disagi e i disservizi che segnala chi è a bordo sono ben maggiori. Ecco la nuova soluzione per affrontare il problema ritardi: smettere di segnalarli”
Così in una nota il vicepresidente della Commissione trasporti della Camera, il deputato del Pd, Andrea Casu che sul caos trasporti chiama in causa la presidente Meloni e il ministro Salvini e annuncia che anche sui fatti di questa giornata presenterà un’interrogazione.
In 24h dal governo due ricostruzioni contrastanti
"Il Ministro Piantedosi sta prendendo in giro gli italiani. E lo fa senza ritegno dall'Aula del Parlamento. Perché non può che essere una grave presa in giro dire che hanno rimpatriato un ricercato dalla Corte penale internazionale con un aereo di Stato per in problema di sicurezza. Sarebbe più corretto dire che hanno organizzato la fuga dalla Corte Penale di un criminale e torturatore che fa affari con i trafficanti di uomini.
Siamo di fronte a ricostruzioni improbabili che gridano vendetta. L'unica verità è quella che il Governo non sta dicendo.
Per questo, chiediamo che sia la presidente del Consiglio Meloni a fare chiarezza in Parlamento su quanto è realmente accaduto. Ad oggi, abbiamo due ministri, Nordio e Piantedosi, che in appena 24 ore hanno fornito ricostruzioni contrastanti e fantasiose, incapaci di spiegare cosa sia successo davvero."
Così in una nota il responsabile nazionale sicurezza del Pd, il deputato democratico, Matteo Mauri.
"Quello che sta accadendo in queste ore in Cisgiordania, con la recrudescenza della violenza da parte dell'esercito israeliano a Jenin, rischia di mettere a dura prova la tregua così difficilmente raggiunta. Una tregua già fragile, come ci è stato subito chiaro quando, durante la missione del Comitato diritti umani della Camera in Israele e Cisgiordania insieme al collega Emanuele Loperfido, abbiamo ricevuto la notizia dell'accordo raggiunto. Perché se c'è un dato che è risultato evidente dagli incontri che abbiamo fatto con le vittime di entrambe le parti, con le ong e con le istituzioni israeliane e palestinesi, è che il 7 ottobre è stato uno spartiacque che ha cambiato tutto e nulla sarà più come prima. Ha cambiato tutto per il senso di insicurezza che ha generato nella società israeliana per le 1200 persone innocenti uccise dalla barbarie di Hamas e per le 251 prese in ostaggio e le loro famiglie. Ed ha cambiato tutto per il popolo palestinese che è stato chiuso in una stretta senza uscita nella peggiore delle guerre che Gaza abbia mai visto, con 47mila vittime (70mila secondo Lancet), il 60 per cento degli edifici distrutti, le infrastrutture devastate, 1 milione e 900mila persone sfollate più e più volte. Una gabbia da cui nessuno può scappare per mettersi in salvo.
Ma mentre il mondo guardava, comprensibilmente, alla tragedia di Gaza e degli ostaggi, in Cisgiordania la violenza dei coloni e dell'esercito israeliano raggiungeva livelli mai visti prima, mietendo 795 vittime e costringendo 8mila persone a lasciare le proprie case. Ora l'operazione israeliana "muro di ferro" mina un equilibrio già precario. Ed è per questo che il ruolo della comunità internazionale è determinante: la tregua deve durare per tutte e tre le fasi previste dall'accordo e senza che si apra un nuovo fronte di guerra e violenza in Cisgiordania. Fintanto che ci sarà l'occupazione della Palestina, non ci potrà essere rispetto dei diritti umani, come ci hanno sottolineato i nostri interlocutori. Di questo percorso l'UE, finora quasi assente, deve assumersi la responsabilità per aprire la strada ad un processo di pace e alla soluzione a due popoli e due stati. Voltarsi ancora dall'altra parte significa lasciare campo libero alla vendetta, agli estremismi e abbandonare tutta la regione all'insicurezza e alla guerra permanente". Lo ha dichiarato oggi Laura Boldrini, Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, durante la conferenza stampa che ha seguito la missione del Comitato stesso in Israele e Palestina.
Poiché in Senato il ministro Piantedosi non ha risposto sul caso Almasri, limitandosi a dire che si trattava solo di un cittadino straniero pericoloso e per questo andava rispedito a casa, diventa ora inevitabile che la premier Meloni venga in Parlamento. È infatti necessario che sia lei a chiarire le irritualità di tutte le procedure, il mancato intervento del ministro della giustizia e soprattutto se dietro il mancato rispetto di una sentenza della Corte internazionale, si nascondano verità imbarazzanti per il governo. Se insomma la guerra dichiarata agli immigrati non si faccia anche garantendo agibilità e movimento a personaggi che come il libico Almasri si sono macchiati di condanne per crimini contro l’umanità.
Così in una nota i capigruppo del Pd alla Camera dei Deputati e al Senato, Chiara Braga e Francesco Boccia.
“Gli emendamenti al Decreto Legge Cultura confermano la pochezza delle proposte della maggioranza, che sembra interessata unicamente a nuove assunzioni per attuare programmi e progetti privi di risorse”. Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo democratica nella Commissione Cultura della Camera.
“Il faldone degli emendamenti parla chiaro: il ministro Giuli utilizza il relatore Mollicone per reintrodurre norme già bocciate dall’Ufficio legislativo di Palazzo Chigi, con l’obiettivo di aumentare la dotazione del Gabinetto del Ministero con personale esterno per seguire il Piano Olivetti. Un piano ricco di positive intenzioni ma privo di risorse. Quali compiti e quali azioni dovrà’ seguire la nuova Unita’ di missione? La maggioranza sembra ossessionata dall’idea di sostituire i tecnici del Ministero – di cui evidentemente non si fida – con amici e colleghi di partito che magari non sono riusciti ad accedere ad altre posizioni di rilievo.”
“Vigileremo attentamente su questa norma, che riteniamo sbagliata. Le funzioni attribuite a queste nuove unità di missione si sovrappongono totalmente a quelle già assegnate alle direzioni generali del Ministero. Perché introdurre queste duplicazioni e sprecare denaro pubblico?” conclude Manzi.
Dall’attuazione del PNRR deriva un pezzo del futuro dell’Italia e dell’Europa stessa perché è un programma che segna un punto di svolta nell'integrazione comunitaria. Ad oggi il PNRR è diventato il Piano Nazionale dei Ritardi e dei Rinvii; le modiche che avete fatto finora sono sbagliate. Avete cancellato 100 mila posti negli asili nido, avete tagliato 500 case e ospedali di comunità e avete tolto dieci miliardi di euro ai comuni, spalmandoli su altre risorse nazionali. La spesa è in ritardo drammatico: i dati pubblici dicono che su 122 miliardi erogati finora e cioè il 62% totale abbiamo speso solo il 30 per cento delle risorse. Abbiamo da spendere ancora il 70 per cento. Alcuni missioni sono in ritardo clamoroso: quella inclusione è all’11 per cento di spesa, quella sanità al 14%, quella infrastrutture al 30%. Tutto questo con opere pubbliche in ritardo con il 60 per cento delle gare avviate non completate. Vogliamo sapere cosa intenda fare il governo per rafforzare e incrementare la capacità di spesa. In queste condizioni il piano rischia di fallire. Il ritardo non è un caso ed è il frutto dell’incapacità del governo di gestirlo in modo efficace. Non parliamo del sud perché i dati ci dicono che i progetti territorialmente localizzabili sono fermi al 34%. Sentiamo parlare di ulteriori modifiche; siccome ce ne sono state altre a ottobre di cui come parlamento non siamo stati messi pienamente a conoscenza, sarebbe utile che si possano chiarire le modiche immaginate. Si parla di altri 26 000 posti tagliati agli asili, di tagli agli studentati universitari e forse anche un lotto dell’alta velocità Salerno Reggio Calabria. Si faccia un’operazione verità sul più grande piano strategico del paese perché non possiamo permetterci di fallire”. Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso dell'audizione del Ministro per gli Affari europei, il Pnrr e le Politiche di coesione, Tommaso Foti, sulle relative linee programmatiche.
“Sulle linee programmatiche segnalo che noi abbiamo lavorato in questi anni come Pd e consideriamo doveroso farlo per rafforzare l’Europa, consolidare il percorso e il processo di integrazione europea. Sa bene che alcuni partner di questo governo in Europa e Trump oltreoceano lavorano per indebolire l’Europa. Dazi, disinvestimento in difesa, passi indietro sul clima, passo indietro sulle fonti energetiche. Tutto questo rischia di minare l'integrazione europea. Come si colloca l’Italia in questo quadro? Noi ci chiediamo se vogliate difendere il futuro dell’Europa lavorando con i partner europei oppure immaginando un dialogo bilaterale che rischia di fare esplodere in mille pezzi la UE. Teniamo che il vostro obiettivo sia il secondo e siamo molto preoccupati. Finora il governo ha ottenuto un bilancio in Europa fallimentare: accordo al ribasso sul patto di stabilità, il Mes non è stato ancora ratificato e questo sta minando la credibilità del Paese oltre che la stabilità dell’eurozona e la difesa dei risparmi delle famiglie e dei risparmiatori europei, sui migranti non avete ottenuto una soluzione a Bruxelles e siete stati costretti a ricorrere a un escamotage pietoso con l’accordo con l’Albania anticostituzionale e anti europeo. Noi riteniamo doveroso lavorare per una mare nostrum europea, per canali regolari di accesso, redistribuzione tra i partner con il superamento del regolamento di Dublino. Voi avete un’idea di programma di lavoro europeo sulle migrazioni? A quando adozione dei provvedimenti attuativi sulla Bolkestain su cui avete fatto passi indietro rispetto alla vostra demagogia? Rafforzare l’Europa significa rafforzare la sua autonomia strategica, beni pubblici europei. Volete affidarvi a Starlink di Musk o lavorare per rafforzare i progetti delle infrastrutture comunitarie? Volete rafforzare l’Europa sociale e della salute? Voterete in futuro che il Next Generation UE diventi strutturale? Vi aspettiamo al varco su tutti questi temi”.
Lo ha detto Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee, nel corso delle comunicazioni del Ministro Foti sul PNRR e le politiche di coesione sulle relative linee programmatiche.
La commissione Esteri della Camera ha approvato la risoluzione, presentata dalla deputata del Pd Lia Quartapelle, che impegna il Governo italiano a sostenere attivamente il Fondo Globale per la lotta all'AIDS, alla tubercolosi e alla malaria. “L’approvazione di questa risoluzione è una buona notizia. L’Italia conferma il proprio impegno del settore prioritario della salute globale. L'Italia, storicamente tra i principali contributori del Fondo, rinnova così il suo impegno nel promuovere la salute e il benessere a livello internazionale". Lo afferma Lia Quartapelle.
DUE AEROMOBILI FRUTTANO UN MAGRO BOTTINO. La tanto sbandierata presenza di un altro aeromobile di stanza a Pescara ha prodotto finora un magrissimo bottino: oltre alla conferma dei collegamenti di un anno fa, c’è la possibilità di volare verso mete quali Breslavia e Kaunas. Peccato che ci si aspettasse qualcosa di più appetibile dal punto di vista turistico, destinazioni quali Parigi, Berlino o Amsterdam, che pure avrebbero potuto avere un importante flusso in entrata verso i nostri lidi.
QUANDO ARRIVERANNO LE SCUSE DI MARSILIO? Il presidente della Regione ha rilanciato in pompa magna - per la seconda volta in due anni - la promessa di arrivare al traguardo del milione di passeggeri per l’aeroporto d’Abruzzo. Eppure non abbiamo sentito le sue scuse ai cittadini per aver clamorosamente sbagliato la previsione dell’anno scorso: invece di aumentare il traffico aereo, lo scalo ha fatto registrare oltre 30.000 transiti in meno.
VEDIAMO CHI HA FATTO COSA. Il presidente della Regione si vanta di aver fatto eliminare la tassa comunale sui voli per indurre Ryanair a potenziare la connettività aerea dall’Abruzzo. Ha fatto la scoperta dell’acqua calda: gli ricordiamo infatti che nel 2016, a seguito dell’incremento di 2,50 euro dell’addizionale comunale sui diritti di imbarco, disposto in attuazione del Decreto 29 ottobre 2015 del MIT, Ryanair aveva deciso di sospendere la propria operatività negli scali più piccoli (tra cui Pescara) sostenendo che l’impatto della tassa sui ricavi derivanti dall’operare rotte in mercati di piccole dimensioni, come accade negli aeroporti con un volume di traffico inferiore ad un milione di passeggeri l’anno, comporta una riduzione di redditività che va sotto i parametri di riferimento dell’azienda; tale situazione avrebbe avuto un impatto fortemente negativo sulla mobilità e sull’economia dei cittadini abruzzesi e non solo, vista l’area di influenza dello scalo. La giunta regionale da me presieduta si fece promotrice di un’azione di pressione nei confronti del governo nazionale per far sì che fosse tolto l’aumento delle tasse aeroportuali, e l’incremento tariffario fu eliminato con legge n. 160 del 7 agosto 2016.
- Sempre su nostro impulso, il MIT modificò il testo delle linee guida per lo sviluppo di rotte aeree da parte dei vettori, al fine di renderlo più coerente alle direttive europee e più chiaro nell'applicazione, in modo da consentire una più facile costruzione dei rapporti economici tra aeroporti sostenuti da finanza pubblica, allo stesso modo di ciò che avviene tra compagnie aeree e aeroporti privati.
- Infine, sempre nel 2016 decidemmo di stanziare 29,4 milioni di euro per le infrastrutture aeroportuali, e furono investiti 12,5 milioni in cinque anni per il rilancio della vocazione turistica dello scalo. A tal proposito, saremmo grati se qualcuno da Palazzo Silone ci facesse sapere che fine ha fatto il famigerato cantiere per l’allungamento della pista dell’aeroporto, la cui inaugurazione farlocca sta per compiere un anno.
PARLIAMO DI COSE SERIE. Chiediamo un consiglio regionale straordinario per verificare lo stato dell’arte delle infrastrutture finanziate con il Master Plan e delle convenienze economiche e contrattuali per attrarre voli utili (e non voli di riempimento estetico) con compagnie di vettori capaci di aumentare la connettività di valore degli abruzzesi. Attiviamo un menu di opportunità che faccia guardare all’Abruzzo convenientemente, anche ingrandendo l’aeroporto con un nuovo accordo riguardante gli spazi dello scalo militare e coniugando la gomma e il ferro per raggiungere lo scalo pescarese” così una nota del deputato democratico, Luciano D’Alfonso, Presidente emerito della regione Abruzzo.
“Ho letto con una certa sorpresa - dichiara la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo - le parole del commissario straordinario del Terzo valico Calogero Maugeri in riferimento alla morte, nel 2023, del lavoratore Salvatore Cucè.”
“Ad oggi - spiega la Presidente della Commissione parlamentare d'inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia - non abbiamo nessun elemento che permetta di valutare le ragioni dell’incidente che ha coinvolto e ucciso Cucè all’interno degli scavi della galleria di Voltaggio. Né dall’inchiesta della magistratura alessandrina che è ancora in corso, né dal Ministero dei trasporti e delle infrastrutture che ho interrogato nei mesi scorsi e che ancora non si è pronunciato. Invece le parole di Maugeri alludono a errori commessi dagli operai nel corso delle loro operazioni, rivendicando anche come elementi a sostegno di questa tesi il fatto che il cantiere non è stato posto sotto sequestro e le lavorazioni sono proseguite fino ad oggi.”
“Non capisco - si interroga Gribaudo - quale piega voglia prendere il ragionamento di Maugeri che, ricordo, è Commissario straordinario del Governo e parla in questa veste quando si esprime sul Terzo Valico. Da lui ci aspetteremmo parole di maggior riguardo sulla sicurezza sul lavoro dal momento che gestisce un cantiere le cui gallerie sono classificate in classe 2 di pericolosità, la più elevata, per il rischio di esalazioni di gas metano e a questo si aggiunge la complessa catena di appalti e subappalti che caratterizza il cantiere che rappresenta, come purtroppo spesso accade nei grandi cantieri, un potenziale amplificatore dei rischi legati a carenze di comunicazione e possibili rischi di economie sui costi della sicurezza.”
“Intendo ribadire che siamo stanchi di assistere ai continui tentativi di trovare la spiegazione degli incidenti sul lavoro nell’'errore umano - tanto più prima delle conclusioni delle indagini - e mi auguro che l'inchiesta sia rapida ed faccia emergere con chiarezza le responsabilità specie, se ci sono state, organizzative. Come già detto in precedenza la realizzazione di una grande opera pubblica come il Terzo Valico è fondamentale per il territorio interessato ma anche per il Paese e per l’Europa ma questo non può esimerci da attuare le massime misure di prevenzione e sicurezza” conclude la deputata dem.