“Oggi alla Camera, su proposta dei vicepresidenti Ascani e Rampelli, è stato proiettato il terzo episodio della serie britannica Adolescence, che racconta con realismo il rapporto dei giovani con i social e la rete, aprendo interrogativi importanti sui rischi legati a un accesso illimitato dei minori al web. Da questa consapevolezza nasce la proposta di legge che ho presentato insieme alla senatrice di Fratelli d’Italia Lavinia Mennuni, con l’obiettivo di garantire una maggiore protezione ai minori online. Una proposta bipartisan che introduce l’obbligo di verifica dell’età da parte delle piattaforme, l’innalzamento dell’età minima per l’accesso ai social, un sistema semplice e immediato di segnalazione per bambini e ragazzi, la regolazione dei baby-influencer, il rispetto della privacy e il superamento dell’attuale modello basato sulla cessione dei dati personali dei più giovani. Il testo nasce dal lavoro svolto nella Commissione infanzia e adolescenza, con l’intento di tutelare chi ha più bisogno di protezione, e richiede un’azione rapida e condivisa. Dalle parole è ora necessario passare ai fatti: accelerare l’approvazione di questa proposta significa permettere al Parlamento di agire con responsabilità e tempestività, mettendo davvero al centro i diritti e la sicurezza dei più giovani. Non c’è più tempo da perdere” così la deputata democratica Marianna Madia componente della commissione infanzia e adolescenza e prima firmataria della proposta alla Camera.
“In occasione della Giornata dell’Indipendenza della Georgia, mentre migliaia di cittadini georgiani manifestano pacificamente per la democrazia e la libertà, le opposizioni italiane, sia alla Camera che al Senato, hanno presentato una mozione che condanna fermamente le gravi violazioni dei diritti umani in atto nel Paese. La repressione violenta contro manifestanti pacifici, oppositori politici e giornalisti da parte delle autorità autoproclamate del partito Sogno georgiano rappresenta un inaccettabile passo indietro per la democrazia. È doveroso che l’Italia e l’Unione europea prendano posizione con forza”. Così la deputata dem Lia Quartapelle, vicepresidente della Commissione Esteri e il senatore Pd Filippo Sensi.
“La mozione presentata - proseguono gli esponenti democratici - non riconosce la legittimità delle autorità insediatesi in seguito alle elezioni irregolari del 26 ottobre 2024 e ribadisce il riconoscimento di Salome Zourabichvili come presidente legittima della Georgia. Inoltre, invita il Consiglio Europeo e il governo italiano a imporre sanzioni personali e mirate nei confronti dell’oligarca Bidzina Ivanishvili. Chiediamo nuove elezioni parlamentari come unica via d’uscita dalla crisi politica e costituzionale in atto e il pieno sostegno alla società civile georgiana, baluardo dei valori democratici ed europei del Paese”.
“La mozione - concludono Quartapelle e Sensi - denuncia anche la sospensione del mandato di 49 deputati dell’opposizione, il rifiuto dei fondi europei fino al 2028 e la crescente influenza della Russia nelle decisioni del governo di Tbilisi. L’Europa non può restare in silenzio davanti a un simile regresso. È il momento di difendere con determinazione chi lotta per la libertà e per un futuro europeo”.
“La trattativa a pezzi sui dazi indebolisce Bruxelles. L’Europa deve essere legittimata a trattare con Trump con un’unica voce. Invece l’Italia è l’unico paese in cui i due vicepremier dicono cose completamente diverse sull’Europa e la Premier Meloni temporeggia da mesi per decidere come schierarsi se con Trump o con l’Europa. Questa indecisione la pagano le imprese per le quali non è stato fatto nulla se non promettere risorse prese dal Prnn che era nato con tutt’altre finalità”.
Lo ha detto oggi Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati intervenuta a Skytg24
“Sulla crisi di Gaza, quell’apocalisse umanitaria provocata da Netanyahu è il momento che il governo italiano faccia pressione sull’Europa e in tutte le sedi diplomatiche perché si arrivi al più presto al cessate il fuoco e si consenta il passaggio di aiuti e cibo. Non bisogna accettare il disimpegno degli Stati Uniti ma insistere per il riconoscimento dello stato di Palestina con il diritto ad esistere in pace e sicurezza. La stessa che va garantita a Israele. Va bloccato il tentativo di deportazione e usati tutti gli strumenti di pressione, sanzioni e sospensione degli accordi con Israele” ha proseguito Braga.
Infine sui prossimi referendum dell’8 e 9 giugno Braga ha ricordato che “toccano questioni concrete e riguardano norme che hanno indebolito la sicurezza e la certezza del lavoro. Per questo il quorum si può raggiungere nonostante la scarsa informazione e gli inviti di esponenti delle istituzioni a disertare il voto: sarà una grande partecipazione e darà un messaggio chiaro alla maggioranza”.
“L’inchiesta del quotidiano Il Domani sulla nomina di Mario Pepe alla Covip ci parla di una rete potenziale conflitti di interessi sconvolgente. Parliamo dell’organismo di vigilanza dei fondi pensione, un giro di soldi di 338 miliardi di euro, e non ci possono ancora essere ombre sul curriculum del Presidente. Chiederemo di poterlo audire immediatamente in Commissione Lavoro: il Parlamento non può essere trattato come una pezza da piedi di accordi lottizzatori all’interno della maggioranza e del governo che espellono qualsiasi criterio di competenza in settori così delicati”. Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.
“Questo è l'ennesimo, pessimo, decreto che aumenta solo le pene e i reati in una logica di mero populismo penale. Non affronta mai le cause profonde che creano i reati ma agisce solo sulle emozionalità di fatti sotto l'occhio dei media. La sicurezza del governo, a invarianza di bilancio, non interviene mai in maniera strutturale. Quale sicurezza si garantisce al Paese mandando in carcere i bambini fino a 3 anni figli di donne che devono scontare una pena, condannandoli a vivere i primi anni di vita fra le sbarre?”. Lo dichiara la deputata Simona Bonafé, vicepresidente del Gruppo Pd, intervenendo durante la discussione sul decreto Sicurezza a Montecitorio,
“Con questo decreto – continua l'esponente dem - si equiparano i condannati ai semplici denunciati, la resistenza passiva ad un atto di violenza: alla faccia del principio di garantismo e dello spirito della nostra Costituzione”. “Con un iter condito dalla doppia tagliola degli emendamenti e le dichiarazioni di voto in Commissione, di forzatura in forzatura, il governo continua a svilire il ruolo del Parlamento. Una cosa è certa, per la maggioranza il tema della sicurezza è solo propaganda”, conclude Bonafè.
Verrà presentata il giorno 27 maggio alle ore 12:00 presso la sala Berlinguer, Palazzo dei gruppi della Camera dei deputati la proposta di legge del Pd sulla fiscalità della auto aziendali.
Intererverranno:
- Annalisa Corrado responsabile nazionale transizione ecologica Pd
- Marco Simiani deputato Pd capogruppo commissione ambiente Camera
- Vinicio Peluffo deputato Pd capogruppo commissione attività produttive camera
- Lorenzo Basso senatore Pd vicepresidente commissione Ambiente Senato
- Michele Fina senatore Pd componente commissione ambiente Senato
Parteciperanno Associazioni e stakeholders del mondo produttivo e ambientale.
Per info e accrediti scrivere a pd.ufficiostampa@camera.it
“Unioncamere svela l’imbroglio dei dati del governo Meloni sui contratti a tempo indeterminato. Solo il 16,7 per cento sono contratti stabili nel mese di aprile di quest’anno. Il resto sono contratti precari in settori come servizi, turismo, agricoltura. Declina il lavoro nel settore manifatturiero. Significa che in questo Paese i giovani e le donne sono condannati a un futuro di precarietà e sottosalario. Per questo la destra insiste per astenersi sui referendum dell’8 e 9 giugno. Hanno paura di fare i conti con la realtà”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, durante una manifestazione referendaria a Campi Bisenzio.
“Salvini non ha capito: non deve spiegare a nessuno come si combatte la mafia. Esistono già strutture e procedure che garantiscono controlli e trasparenza, grazie alle leggi vigenti e all’operato di forze di polizia e magistratura. Al momento sappiamo che lui ha in mente solo deroghe e regole meno restrittive. Non consentiremo a chi ha dato via libera ai subappalti a cascata e ridotto gli spazi di trasparenza e concorrenza nel codice appalti, di fare colpi di mano nella lotta contro le infiltrazioni delle mafie negli appalti e nella pubblica amministrazione”.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
“Se fossero confermate le anticipazioni della Stampa saremmo di fronte all’ennesima forzatura inaccettabile: prima Salvini sceglie Musk per connettere via satellite i treni italiani e solo dopo viene realizzato un bando per giustificare la decisione? Chiederemo conto con un’interrogazione immediata di questa grave forzatura e dell’iter anomalo avviato dal peggior ministro dei trasporti della repubblica per distogliere risorse dall’implementazione e lo sviluppo dei piani già avviati a livello europeo per realizzare nuovi sistemi di comunicazione ferroviaria e offrire l’ennesimo assist sovranista all’amico e alleato che ha partecipato al Congresso della Lega. Per Matteo Salvini le difficoltà che vivono ogni giorno passeggeri e lavoratori non contano nulla, l’unica preoccupazione è accreditarsi come promoter italiano di Space X”.
Così il vicepresidente della commissione Trasporti della Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
“Mancano 15 giorni al voto dei referendum dell’8 e 9 giugno. Si vota sulla precarietà e sulla cittadinanza. L’unica che finora non si e ancora espressa su cosa farà si chiama Giorgia Meloni. Un silenzio imbarazzante. Chiediamo che la Presidente del Consiglio si esprima. È un fatto igiene democratica e di credibilità istituzionale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, a Milano per una iniziativa referendaria.
“Da Feltri parole inaccettabili e sessiste”. Il partito democratico ha presentato una interrogazione parlamentare in vigilanza Rai per sapere dal Presidente e dall’Amministratore delegato della RAI, “quali opportune e tempestive iniziative intenda assumere con urgenza la Rai che in qualità di servizio pubblico e di principale azienda culturale del Paese, non può derubricare un episodio di tale gravità e per evitare che possano ripetersene di analoghi”. L’interrogazione si riferisce alla trasmissione “Donne sull’orlo di una crisi di nervi”, condotta da Piero Chiambretti e andata in onda su Rai 3 il 22 maggio in cui si faceva riferimento alle infelici espressioni del Ministro Nordio che ha consigliato alle donne vittime di violenza di rifugiarsi in chiesa o in farmacia. Il conduttore - scrivono i democratici - si domandava dove avrebbero potuto andare le donne vittime di violenza se avessero trovato chiese e farmacie chiuse. Al che Feltri commentava: “A casa mia. Se sono bone”.
Siamo davanti - aggiungono i dem - a una evidente, vergognosa ed inaccettabile frase sessista e violenta, che colpisce tutte le donne vittime ogni anno di violenza e di maltrattamenti, che offendono la memoria di tutte le donne uccise per mano di un uomo, e che evidenziano ancora una volta come, colpevolmente, anche da parte del servizio pubblico, non sia adeguatamente compresa la gravità di certe espressioni.
Inoltre - sottolineano - è di tutta evidenza che quanto affermato da Vittorio Feltri durante il programma in oggetto viola apertamente sia il Contratto nazionale di servizio tra il Ministero delle imprese e del made in Italy e la Rai - Radiotelevisione italiana S.p.a che all’articolo 2 comma 2 prevede espressamente che “L'offerta di servizio pubblico deve essere improntata (…) al contrasto di ogni forma di violenza, discriminazione e discorsi d'odio”, sia il Regolamento della Agcom contro Hatespeech ("Regolamento in materia di tutela dei diritti fondamentali della persona ai sensi dell'articolo 30 del Decreto Legislativo 8 novembre 2023, n. 208)”. L’interrogazione è stata presentata con la prima firma di Ouidad Bakkali, a cui seguono quella del capogruppo Stefano Graziano e di tutti i componenti dem in vigilanza.
“Trump torna ad attaccare l'Europa da un punto di vista economico, minacciando dazi del 50% sui prodotti importati dall'UE a partire dal primo giugno. Il presunto ponte della premier Meloni con questa amministrazione americana sta crollando miseramente. Ora l'Europa reagisca ed agisca in modo compatto ed unitario. Si evitino ulteriori fughe in avanti di singoli governi che rischiano solo di indebolire e danneggiare la posizione politica e negoziale dell'UE” così il capogruppo democratico in commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
“Sono sconcertanti e inaccettabili le parole di Vittorio Feltri ospite della trasmissione di Rai Tre “donne sull’orlo di una crisi di nervi”.
Ricordiamo che il giornalista Feltri è già stato radiato dall’albo per le sue dichiarazioni spesso inappropriate e inqualificabili ma questa volta riteniamo che abbia superato ogni limite. Parole gravi, passate per battuta, che evocano la cultura dello stupro, il sessismo, la violenza maschile come normalità, stereotipi che andrebbero combattuti, senza se e senza ma, considerando che ogni giorno molteplici donne sono vittime di violenza e i femminicidi sono una piaga sociale che non si arresta. Il Partito Democratico, che presenterà un’interrogazione parlamentare attraverso i colleghi della commissione di vigilanza RAI, plaude all’iniziativa dell’associazione Differenza Donna che ha presentato formale diffida al Cda Rai e segnalato l’accaduto all’Agcom”. Lo dichiara Sara Ferrari, deputata e capogruppo Pd nella commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio.
"A che punto sono le procedure per la cessione dello stabilimento Magona di Piombino e perché il governo fino ad ora non si è interessato al futuro del sito industriale che rappresenta un’eccellenza nella filiera della produzione dell'acciaio": è quanto chiedono in una nota congiunta Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio; Emiliano Fossi segretario Dem della Toscana; Simone De Rosas segretario Pd Val di Cornia e il segretario PD Piombino Fabio Cento. Marco Simiani, è intervenuto oggi venerdì 23 maggio alla manifestazione dei lavoratori delle acciaierie di Piombino davanti alla Magona annunciando una interrogazione parlamentare sulla vertenza.
"Da tempo oltre 500 lavoratori della Magona stanno vivendo una situazione difficile, che si aggiunge alla storica vertenza di Piombino che riguarda lo stabilimento ex Lucchini. E' necessario che il governo si occupi seriamente di questa vicenda garantendo la continuità dei livelli occupazionali che può e deve essere ottenuta inserendo lo stabilimento nella filiera produttiva del nuovo polo siderurgico di Piombino che si sta immaginando con l’investimento ucraino di Metinvest per la produzione di piani. Anche su questo, chiediamo al governo di fare presto e di mettere i soldi necessari alla costruzione della nuova banchina necessaria allo sviluppo della nuova acciaieria elettrica, la più moderna d’Europa".
“L'autostrada Pedemontana è un ecomostro che prosegue con la sua devastazione del territorio: un modello trasportistico basato solo su cemento e distruzione del poco verde rimasto. È doveroso che il governo Meloni disponga la sospensione immediata dei cantieri nelle aree ancora verdi, fino all’effettiva esecuzione del monitoraggio faunistico, con la partecipazione di esperti, associazioni e comunità scientifica al fine di renderne pubblici i dati. È altresì necessario che vengano creati corridoi ecologici temporanei per favorire il raggiungimento di zone franche, il salvataggio della fauna e il reimpianto di alberi autoctoni in grado di rigenerare il bosco”. Lo dicono le deputate dem Eleonora Evi e Silvia Roggiani, presentando un'interrogazione al Ministro dei Trasporti per chiedere la sospensione dei lavori dell'Autostrada Pedemontana.
“I cantieri già avviati delle tratte B2 e C – continuano le deputate Pd - stanno già devastando habitat naturali preziosi, cancellando boschi, prati e zone umide. Il grido di dolore dei sindaci di ogni colore politico e la loro contrarietà soprattutto per la realizzazione della nuova tratta D, devono essere ascoltati dal governo e dalla Regione Lombardia”, concludono Evi e Roggiani.