04/02/2025 - 13:22

Sarebbe bello poter discutere seriamente di educazione sessuale nelle scuole, ma invece ci tocca leggere una lettera in cui il sindaco di San Donà di Piave, Alberto Teso, ci spiega la sessualità con una metafora sui pistoni e i cilindri. Il problema, però, è che qui non siamo in un’officina meccanica: stiamo parlando dell’educazione dei ragazzi e delle ragazze, di un tema delicatissimo che va affrontato con rigore, rispetto e trasparenza.

E invece di rispondere nel merito, il sindaco cerca di confondere le acque, spostando il discorso su grandi questioni morali, evitando accuratamente le domande più scomode:

Con quale criterio è stato scelto Teen Star? Non viene chiarito.

Quali verifiche sono state fatte sulla qualità dei formatori? Silenzio.

Perché le famiglie che hanno chiesto spiegazioni non ricevono risposta? Nessuna parola su questo.

Teen Star, nel frattempo, continua a negare i materiali e i contenuti effettivi dei suoi corsi, rifiutando di essere trasparente su ciò che viene effettivamente insegnato ai ragazzi. Se questo è il metodo con cui si intende educare alla responsabilità e al rispetto, non c’è da stare tranquilli.

L’educazione sessuale non può essere un veicolo di messaggi ideologici, né tantomeno essere lasciata nelle mani di chi si rifiuta di rendere conto delle proprie attività. Le scuole devono fornire informazioni corrette, scientificamente fondate e rispettose delle scelte di ogni persona.

 TPiù che dilettarsi in metafore sui motori, il sindaco Teso farebbe meglio a rispondere alle domande reali delle famiglie e della comunità.

04/02/2025 - 12:38

“Oggi il governo spagnolo ha approvato all’unanimità la legge che introduce la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. L’accordo raggiunto nei mesi scorsi con i sindacati prevede 37,5 ore settimanali. Ora la palla passa al Parlamento di Madrid che lo approverà entro la primavera. Proprio in questi giorni anche nel Parlamento italiano torna all’esame la proposta unitaria delle opposizioni sulla settimana corta. Ma dal governo non è arrivato nessun segnale. Nonostante caute aperture dei mesi scorsi, restano ancora in vita gli emendamenti soppressivi dell’intera legge avanzati dalla destra. Ci aspettiamo ora delle risposte chiare: nessun rinvio è accettabile. Se in Spagna si riduce l’orario di lavoro per legge anche con il concorso delle parti sociali, l’Italia non può rinunciare ad andare con coraggio in questa direzione”.

 

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

04/02/2025 - 09:59

“Non è Aventino ma il diritto del Parlamento, e quindi del Paese di sapere cosa è accaduto sul caso Almasri”.

Lo ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, intervenuta stamattina a Radio Popolare.

“Abbiamo chiesto alla Premier Meloni e al governo di spiegare perché è stato liberato e rimpatriato un generale libico accusato dalla Corte penale internazionale di torture, stupro e crimini contro l’umanità - ha aggiunto Braga - Vengano a spiegare le eventuali ragioni di sicurezza, le omissioni dei ministri, ma non possono continuare a parlarne ovunque, fornendo versioni diverse,  tranne che in Parlamento.
Sarebbe una diserzione grave e imperdonabile”

“Assistiamo sempre solo a monologhi della premier, al suo vittimismo per non parlare dei problemi veri del paese: bollette, lavoro, sanità. Noi continueremo a incalzarla e a chiedere risposte su questi argomenti che interessano la vita reale dei  cittadini, oltre al rispetto delle istituzioni. Altro che Aventino” ha concluso la capogruppo del Pd alla Camera.

03/02/2025 - 18:31

“Tanto tuonò che piovve. Dopo le ennesime rivelazioni di Report sull'utilizzo ‘allegro’ dei soldi di una associazione animalista da parte dell'on. Vittoria Brambilla per finalità non proprio legate alla difesa dei diritti degli animali, ma molto a quelle di uno o più partiti politici a lei collegati, continuiamo a chiederci perché l'Enci, ente nazionale della cinofilia italiana abbia ritenuto di sostenere con 460 mila euro l'attività della stessa deputata. Ingenti somme che sarebbero andate direttamente a lei come dichiarato dal presidente, Dino Muto, e non alla trasmissione in onda sulle reti Mediaset. Continuiamo a non capire invece il silenzio del ministro Lollobrigida che ha in capo al suo ministero la vigilanza sull'Enci, visto che lo Stato delega all'Ente la tenuta dei libri genealogici delle razze canine, che ha come conseguenza l'incasso di milioni di euro in diritti e prove cinofile”.

Così Stefano Vaccari, capogruppo Pd in commissione Agricoltura e segretario di Presidenza della Camera.
“Abbiamo fino ad ora capito - aggiunge - che il Masaf non fa controlli e che quelli che fa l'Enci stesso sulle nascite delle cucciolate, finalizzato al rilascio dei pedigree, e sul doping avvengono a campione con spese irrisorie sui bilanci, rispetto agli incassi. E che stranamente vanno tutti bene ‘madama la marchesa’! Cosa ha da nascondere il ministro Lollobrigida? Legami politici con il gruppo dirigente dell'Enci? Oppure attività poco chiare da parte di Enci, come ha segnalato Report, con un precedente servizio di Giulia Innocenzi? Il ministro Lollobrigida per fare la cosa più saggia e doverosa - conclude - dovrebbe commissariare l’Enci per quanto di competenza, per meglio verificare le denunce che stanno emergendo pubblicamente e che sono state depositare anche alla commissione antimafia. Ma si sa, la saggezza e’ virtu per pochi’”.

03/02/2025 - 16:50

“Dopo 3 anni di semi-inattività del Ministero della Cultura confidavamo molto in un decreto intitolato a Adriano Olivetti che individua obiettivi importanti come la rigenerazione urbana delle periferie e delle aree svantaggiate, l'intervento e la valorizzazione delle biblioteche. Peccato che il Piano Olivetti che e’ al centro del decreto sia adottato ad invarianza finanziaria e quindi senza risorse proprie e dedicate. Come a dire molto rumore per nulla, una riforma senza risorse”. Così la capogruppo democratica in commissione Cultura alla Camera, Irene Manzi, è intervenuta in Aula alla
camera sul decreto Cultura.

“Condividiamo alcune delle misure introdotte dal governo – continua la capogruppo Pd in Commissione Cultura - come i 30 milioni a sostegno delle biblioteche, o il fondo per l'apertura di librerie a favore di 'under 35', peccato che si tratti di provvedimenti per i quali mancano risorse strutturali che vadano oltre il 2025/2026.

Il Partito Democratico ha provato a dare il suo contributo presentando emendamenti in linea con le tante sollecitazioni emerse nel corso delle audizioni. Peccato che molte di quelle proposte siano cadute nel vuoto mentre la maggioranza era impegnata nel braccio di ferro tra la Lega ed il ministro Giuli intorno ai poteri delle sovrintendenze e al rifinanziamento per ulteriori 6 milioni della legge 'mancia'. Vorremmo sapere come si concilia la figura di Adriano Olivetti con le mance distribuite dal Governo.

Questo decreto purtroppo manca di un’anima e di una visione politica di lungo periodo e conferma, una volta di più, dopo l’infausto effetto Sangiuliano sul settore editoriale, che la cultura è in fondo all’agenda di questo governo”, conclude Manzi.

03/02/2025 - 16:06

Nel mondo al contrario di Meloni si incarcerano le vittime e si liberano i torturatori

"Non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula finché il governo non avrà riferito in Parlamento sul caso Almasri." Lo ha dichiarato, intervenendo alla Camera, la capogruppo del Pd Chiara Braga, accusando l’esecutivo di "scappare dalle proprie responsabilità e svilire il ruolo del Parlamento".

"Le immagini che abbiamo visto in questi giorni nei centri di detenzione in Albania sono una vergogna" – ha continuato Braga, ricordando la staffetta delle deputate e dei deputati democratici che si sono alternati nel centro di Gjader per verificare il rispetto delle procedure e dei diritti dei migranti.

"In Albania – ha aggiunto Braga – abbiamo ascoltato le voci di persone che sono state torturate nei campi libici, proprio per mano di quel generale che il governo ha deciso di rimandare in Libia, ignorando il mandato di arresto internazionale. È inaccettabile. Siamo di fronte a un ‘mondo al contrario’, dove i torturati finiscono in carcere e i torturatori vengono assolti, protetti e fatti viaggiare comodamente sui voli di Stato".

“Il caso Almasri – ha proseguito la democratica – svela però il vero volto della destra. In questi giorni, diversi esponenti del governo e della maggioranza hanno mostrato le loro reali priorità: reintrodurre l’impunità per ministri e parlamentari, mettere i pubblici ministeri sotto il controllo dell’esecutivo e intervenire sul sistema giudiziario per potersi addirittura scegliere i giudici.

"Siamo davanti a un attacco diretto alle basi della nostra democrazia. Per questo non accettiamo il silenzio della Presidente del Consiglio, che parla nei talk show degli amici ma non nelle sedi istituzionali. Il governo deve riferire immediatamente in Parlamento: non siamo disponibili a riprendere i lavori dell’Aula facendo finta di nulla”, conclude Braga.

 

03/02/2025 - 15:15

"Sull'istituzione del Museo sulla strage ferroviaria di Viareggio si è consumata l'ultima vergognosa giravolta della destra. Dopo la presentazione della proposta di legge da parte del Pd nel 2023 ed un ordine del giorno approvato alla Camera nei mesi scorsi che impegnava il governo a realizzarlo, nell'ultima Legge di Bilancio un emendamento presentato da tutti i partiti politici avrebbe dovuto concretizzare la struttura; la proposta emendativa non fu però ammessa alla discussione perché definita 'localistica', anche se poi la manovra introdusse numerose norme microsettoriali. Con il Decreto Cultura, oggi alla Camera, non vi erano però scuse: l'emendamento che avrebbe trovato risorse per realizzare il museo aveva superato i profili di ammissibilità ed era pronto per essere approvato. Purtroppo la maggioranza si è piegata alla decisione contraria del Governo Meloni e ha respinto ancora una volta la nostra proposta. Siamo sinceramente senza parole, continueremo nella nostra battaglia per istituite il Museo nonostante l'atteggiamento di questa maggioranza, che non mantiene nemmeno gli impegni presi con il territorio".

Lo dichiarano i deputati Pd, Emiliano Fossi e Marco Simiani.

03/02/2025 - 14:22

"L'alluvione che ha interessato ieri la provincia di Messina ha fatto emergere in tutta la sua drammaticità l'inadeguatezza del governo regionale: nessun intervento di prevenzione in un territorio già recentemente colpito dal maltempo e reso ancora più fragile dalla siccità cronica che affligge l'Isola, l'allerta meteo sottovalutata e il Presidente della Regione, Renato Schifani, che parlava addirittura di situazione sotto controllo mentre alcune zone venivano devastate dalla peggiore alluvione degli ultimi dieci anni". Lo dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino.

"Invece di minimizzare - conclude Marino - Schifani si attivi per dichiarare lo stato di crisi regionale e per ottenere dal governo lo stato di Emergenza. I danni, ancora da quantificare, sono ingenti e riguardano il patrimonio pubblico e privato. Servono poi interventi e risorse urgenti per la messa in sicurezza di un territorio a rischio dove non è stata fatta alcuna prevenzione".

03/02/2025 - 13:11

“Trump e Musk stanno smantellando con violenza il contributo USA alla solidarietà e cooperazione globale. L’uscita dal WHO, lo stop a tutti i programmi di aiuto, l’incertezza su usaid (l’account ieri è stato sospeso) sprofonderanno i paesi più poveri nella povertà e pandemie”. Lo scrive su X Lia Quartapelle vicepresidente pd in commissione Esteri di Montecitorio, che aggiunge: “ Per l’Italia, che da sempre lavora per il dialogo e la cooperazione, l’avanzare dell’isolazionismo ed egoismo è un pericolo: aumenterà la povertà, l’instabilità, le migrazioni. Ho presentato un’interrogazione che chiede ad Antonio Tajani come reagirà alle decisioni di Trump”.

03/02/2025 - 12:23

Non siamo in un regime, siamo in democrazia

“Le dichiarazioni del senatore Zaffini sono alquanto bizzarre. Innanzitutto, perché invece di considerare i dati di Gimbe come delle indicazioni e raccomandazioni alla politica, che Gimbe fa da anni indipendentemente dal colore politico del governo, li considera un attacco al governo stesso. Sembra che ormai nel nostro paese è diventato praticamente impossibile esprimere una indicazione o una critica alle politiche del governo senza essere accusati di chissà quale crimine. Ricordo al senatore Zaffini che non siamo in un regime, ma siamo in una democrazia dove ognuno è libero di esprimere il proprio parere in modo autonomo e rivolto a tutti. Entrando nel merito, vorrei però sottolineare che riguardo alle liste di attesa il governo Meloni non ha ancora fatto nulla o poco, non ha ancora ottenuto i risultati sbandierati, come stesso conferma nella sua replica il senatore Zaffini dicendo che le liste d’attesa stanno avendo un iter particolarmente lento e complicato. Se ne sono resi conto tutti - caro senatore - e anche lo stesso Gimbe e non solo, associazioni di categoria, strutture ospedaliere, medici e quant’altro.
E ricordiamo che questo va a danno dei cittadini italiani che non riescono ad accedere alle cure di cui hanno bisogno o devono ricorrere a strutture private a pagamento spesso molto onerose per curare delle patologie che altrimenti rischierebbero di peggiorare a causa dei tempi di attesa nel pubblico. Ecco che da qui nasce il fenomeno della povertà sanitaria che per fortuna fino a questo momento non avevamo ancora conosciuto. Ecco che da qui nascono i 4 milioni e mezzo di persone che rinunciano a curarsi. Il richiamo alle interrogazioni parlamentari fa persino sorridere perché invitiamo il senatore a verificare i tempi di risposta o non risposta del ministero alle interrogazioni parlamentari, davvero degni delle liste di attesa.
Invece di pensare alla polemica politica, invitiamo il senatore di fratelli d’Italia e tutto il governo ad aprire un dibattito serio sia a livello parlamentare che di governo e predisporre una strategia seria per affrontare l’emergenza sanitaria in questo paese”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli Deputato Pd componente della commissione affari sociali della camera in replica alle dichiarazioni del senatore di fratelli d’Italia Francesco Zaffini.

03/02/2025 - 12:08

“Il servizio di Giulia Innocenzi di ieri sera a Report ha scoperchiato intrecci tra la deputata Brambilla e l’ENCI, Ente nazionale cinofilia italiana. Alla luce di quanto visto ho deciso di dimettermi dall’Intergruppo per i Diritti degli Animali, presieduto da Brambilla a cui avevo aderito convinta che per cambiare le cose per gli animali serva superare steccati ideologici e partitici e trovare soluzioni comuni.” Così in una nota la deputata dem Eleonora Evi.
“Sono due – continua la parlamentare Pd - le ragioni che mi spingono la mia difficile decisione: l’inchiesta mette in luce l’uso di fondi dell’associazione Leidaa di cui Brambilla è presidente, da cui la stessa ne ha tratto profitti e vantaggi personali e privati, che nulla avevano a che fare con la causa animalista e ambientalista. L'intergruppo, che in oltre due anni di lavoro non si è praticamente mai riunito, è inefficace nel coordinamento di qualsiasi azione politica e inutile per approfondire la conoscenza delle tante tematiche da affrontare.” “Continuerò a lavorare per gli animali nel ruolo che ricopro oggi con ancora più determinazione, convinta che non si possa strumentalizzare la battaglia animalista per trarne guadagni personali”, conclude Evi.

03/02/2025 - 11:55

"Oggi brividi sui binari per un principio d’incendio a bordo sul treno 8583 Genova Roma all’altezza di Firenze. Presenteremo un’interrogazione per chiedere ancora una volta conto al Governo di tutti i pericoli, disagi e i disservizi che la mancata manutenzione programmata sta generando. Non sono sciacallaggi e fakenews ma la dura realtà del fallimento Meloni-Salvini al Governo a bloccare l’Italia." Così in una nota congiunta il vicepresidente della Commissione Trasporti, Andrea Casu e la vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Valentina Ghio.

03/02/2025 - 09:35

“C’è un’operazione di comunicazione di distrazione di massa, cioè si vuole parlare della vicenda della giustizia per non dare spiegazioni su che cosa è accaduto sulla vicenda Almasri, un torturatore, un seviziatore di bambini e di donne che è stato liberato e nessuno sa per quali ragioni. Non era la presidente Meloni che voleva  perseguitare in tutto il globo terracqueo i torturatori e trafficanti di esseri umani? Allora spieghi perché ha ricondotto il torturatore Almasri in Libia con aereo di stato e non si sottragga al confronto”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo PD in commissione di difesa di Montecitorio ospite di agorà Rai3.
“Si vuole spiegare che in realtà è la magistratura, ma la verità è che il governo, con il ministro Nordio, poteva e doveva confermare il fermo e invece sostanzialmente scappa via dal confronto”, ha aggiunto Graziano.
“Se davanti ad una cosa così grave e così seria non si viene in Parlamento a spiegare quali sono le ragioni per cui è accaduta una cosa del genere penso che siamo in un momento davvero grave della storia della Repubblica.
E non si venga oggi a dire che si può mettere il segreto di Stato perché se si mette il segreto di Stato è evidente che cosa è accaduto a tutto il mondo”, ha concluso Graziano.

03/02/2025 - 09:02

Sarà presentato mercoledì 5 febbraio, alle ore 14.30, nella Sala Berlinguer del Palazzo dei Gruppi parlamentari, in via degli Uffici del Vicario 21, il libro “La spesa nel carrello degli altri. L’Italia e l’impoverimento alimentare” di Andrea Segre’, fondatore della Giornata nazionale di prevenzione dello spreco alimentare - Campagna Spreco Zero, e Ilaria Pertot, docente Centro Agricoltura, Alimenti, Ambiente dell’Universita’ di Trento.
Partecipano oltre gli autori: Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera; don Andres Bergamini, parroco della Beata Vergine Immacolata di Bologna; Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera; Mauro Lusetti, presidente Conad; Sara Ferrari, deputata Pd della commissione Ambiente.
Per accreditarsi e’ necessario scrivere a: segreteria.vaccari@camera.it.

02/02/2025 - 17:52

Dichiarazione di Silvio Lai, deputato Pd

Negare l'evidenza è ancora peggio dell'ammissione dei ritardi di applicazione di tutte le norme che propagandisticamente la destra ha fatto approvare dal Parlamento per dare l'illusione di voler arginare la crisi in cui versa la sanità pubblica. Il problema non è dunque la denuncia della Fondazione Gimbe per la mancata approvazione da parte del governo dei decreti attuativi per il taglio delle liste di attesa ma le volgari accuse che i parlamentari di destra rivolgono alla stessa Fondazione per aver fatto emergere la verità.
Tagli alle risorse per il sistema sanitario nazionale, corsie senza infermieri e medici, prenotazioni visite specialistiche impossibili anche per patologie gravi: questa è la triste realtà che si presenta davanti ai cittadini per l'incapacità (ma anche per una volontà) del governo e della destra che ha nella testa, così come per altri settori, come scuola ed istruzione, la necessità di favorire i grandi interessi privati.
La latitanza della Meloni è ormai cronica e difendere l'indifendibile è lo sport preferito. A rimetterci gli italiani, soprattutto le fasce più deboli, ai quali viene meno un diritto costituzionale.
Piena solidarietà alla Fondazione Gimbe per il coraggio e la determinazione nel portare avanti battaglie di interesse generale. Lo dichiara il deputato del PD, Silvio Lai

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