“Intervenendo all’assemblea della Cisl, Giorgia Meloni ha parlato dei rischi dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla tenuta di milioni di posti di lavoro. Un allarme che condividiamo e dunque la prendiamo in parola. Un intervento semplice che può fare già domani è approvare la nostra proposta di legge sulla settimana corta. La riunione del comitato dei nove, che si sarebbe dovuta svolgere oggi pomeriggio in commissione Lavoro per fare il punto sulla Pdl per la riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario presentata unitariamente dalle opposizioni, è stata però rinviata a domani mattina. Dopo tre mesi dalla discussione generale in Aula, la maggioranza continua ancora a prendere e perdere tempo. Reputiamo inaccettabile questo atteggiamento. Molti Paesi nel mondo, in ultimo la Spagna, hanno già adottato tale misura che vede d’accordo la stragrande maggioranza degli italiani. Una cosa deve essere chiara a FdI, Lega e Fi: non accetteremo un ennesimo rinvio. Siamo pagati per votare le leggi, non per metterle su un binario morto com’è stato con il salario minimo e come, evidentemente, la maggioranza vuole fare anche questa volta”.
Lo dichiarano con una nota i capigruppo della commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto (Pd), Valentina Barzotti (M5s) e Franco Mari (Avs).
“Sulla riforma del gioco serve equilibrio, misura e responsabilità, mettendo al centro le persone e non gli interessi, nemmeno quelli dello Stato. Per questo proponiamo che il governo convochi con immediatezza gli Stati Generali del gioco legale con la partecipazione di tutti i soggetti interessati per affrontare gli aspetti sociali, economici e della salute assieme. Quale base di partenza si può utilizzare il documento della Conferenza delle Regioni. Va fatto prima dell’approvazione del decreto di applicazione della delega fiscale relativa al gioco fisso. Non serve infatti una norma che si aggiunge alle altre non tenendo conto dei punti di condivisione tra i diversi stakeholder coinvolti e sarebbe impensabile procedere invece a colpi di maggioranza. Stratificare la normativa lascia spazio all’infiltrazione della illegalità nei diversi interstizi. Un favore per criminalità e mafie che da anni puntano sul gioco per allargare il controllo sociale nei settori più deboli della società e per riciclare denaro sporco”.
Così Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e coordinatore dell’Intergruppo per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo, al quale aderiscono i parlamentari Rosato (Azione), Merola (Pd), Quartini (M5s), Murelli (Lega) e Pellegrino (Fdi), concludendo lavori del convegno ‘Gioco legale: serve una riforma’, promosso insieme alla Fondazione Bruno Buozzi.
“Con questo convegno - ha aggiunto - dove liberamente hanno potuto offrire proposte e riflessioni rappresentanti di imprese, comuni, regioni e terzo settore, abbiamo potuto verificare che una convergenza è possibile, va solo ricercata. Per questo l’appello che facciamo al governo perché vi sia un momento di discussione collegiale. Utile per le buone imprese che hanno bisogno di certezze normative, anche per migliorare l’offerta, ma anche per tante realtà che si battono per la riduzione dei giochi e vogliono contrastare seriamente illegalità e le conseguenze patologiche sulle persone”.
Senza chiarire in Parlamento e senza soluzioni concrete per risolvere i disservizi ferroviari
“Non è esiste una strategia chiara e definita del ministero dei Trasporti per porre rimedio alla situazione drammatica che ogni giorno vivono gli italiani che si spostano sui treni per andare al lavoro, a scuola o per altre ragioni. Dalle parole del sottosegretario Ferrante non solo non emergono possibili soluzioni di respiro e concretezza, ma non si fa chiarezza sul tema della privatizzazione delle società ferroviarie nuovamente annunciata dal Ministro Salvini. Trincerandosi dietro la non disponibilità di ipotesi di lavoro, non si precisano le caratteristiche del nuovo assetto societario e se riguarderà la struttura della rete ferroviaria o meno”. Così la deputata dem Valentina Ghio in replica al sottosegretario Ferrante durante il Question time in Commissione Trasporti.
"Il Ministro Salvini annuncia privatizzazioni e poi il Governo non è trasparente sul tema in Parlamento – continua la vicepresidente del Gruppo Pd - allora ci chiediamo se il percorso di privatizzazione non risponda solo alla necessità del governo di fare cassa e raggiungere l'obiettivo di 20 miliardi di entrate da vendita di asset pubblici previsti nelle manovre di bilancio. È necessaria trasparenza sul mantenimento delle prerogative del sistema societario ferroviario del nostro Paese, che deve garantire il rispetto delle tratte sociali, di quelle meno redditizie, delle aree interne e delle regioni più in difficoltà con i collegamenti”. “Questi sono obiettivi fondamentali per la coesione del Paese: non possono essere sacrificati per fare cassa”, conclude Ghio.
"I dazi imposti da Trump all’importazione di acciaio e alluminio europei sono una delle sfide più gravi per l'economia italiana e per l'intera Unione Europea. Anche Eurofer, l’associazione dei produttori di acciaio ha espresso enorme preoccupazione per la guerra commerciale innescata dalla nuova Amministrazione americana. Tuttavia, l'atteggiamento del governo Meloni è a dir poco preoccupante: non sappiamo più da che parte sta. È a favore della nostra appartenenza all'Unione Europea, con tutte le sue tutele e alleanze, o si schiera dalla parte di Trump, cedendo a politiche protezionistiche che penalizzano i nostri settori strategici?". Così il deputato Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio.
"Il governo Meloni – continua l’esponente Pd – deve prendere una posizione chiara e netta. È in un momento cruciale per l'Europa, dove la cooperazione tra gli Stati membri è fondamentale, eppure l'Italia appare sempre più isolata e priva di una visione strategica. Una guerra commerciale Usa-Ue sarebbe devastante sia per i produttori che per i consumatori".
"Giorgia Meloni - conclude Pagano - si assuma le proprie responsabilità e chieda, senza indugi, una strategia comune europea per fronteggiare gli effetti devastanti dei dazi imposti dagli Stati Uniti. La nostra politica estera e commerciale non può più essere giocata senza un piano concreto e condiviso con i nostri partner europei. Oggi più che mai, l'Europa ha bisogno di una leadership forte, ma al momento, la presidente del consiglio e il governo italiano sono assenti. In questi momenti, più che mai, è necessario essere parte di un progetto europeo che guardi al futuro con coraggio e determinazione".
"Anche oggi inconvenienti tecnici sulla linea con ritardi sulla Roma Firenze, sulla Napoli Caserta e sulla Bologna Piacenza. Se vuole affrontare le vere emergenze nazionali perché il Ministro Salvini non comincia dall’occuparsi della rottamazione dei ritardi e dei disservizi quotidiani che pesano ogni giorno come macigni sulla vita di pendolari, passeggeri lavoratrici e lavoratori dei trasporti?". Così il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente in Commissione Trasporti.
“Ci chiediamo il governo italiano da che parte sta e se ha intenzione di rimanere fuori dai giochi in un settore quello della IA strategico e importantissimo per il nostro paese e per tutta Europa. A livello europeo ci siamo dotati di un quadro di regole certe per lo sviluppo dell’intelligenza artificiale, non possiamo lasciare piede libero a Trump e ai suoi scagnozzi. Mentre Stati Uniti e Cina stanno investendo massicciamente nell’intelligenza artificiale dobbiamo chiedere all’Europa di fare di più e all’Italia di essere protagonista.
Non possiamo permettere ad Elon Musk di diventare monopolista anche nel settore dell’intelligenza artificiale. Fa mal pensare il fatto che la presidente Meloni non si sia presentata al vertice di Parigi”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, capogruppo PD in commissione attività produttive di Montecitorio.
“La riforma dell’ordinamento di Roma Capitale con l’attribuzione e di poteri di rango legislativo è una battaglia condotta dal Pd da sempre. Anche dai tempi dei governi Berlusconi che nulla fecero per favorirla. Ma adesso guardiamo al futuro. Ci sono le condizioni per una riforma costituzionale mirante ad attribuire maggiori poteri e risorse alla Capitale come avviene in tutta Europa. Una riforma che deve essere concordata con il Campidoglio e non può essere legata né al premierato né all’ autonomia differenziata, se si vuole portarla a termine con un largo consenso parlamentare. Una riforma per Roma ma che potrebbe essere estesa anche alle altre due grandi città italiane di vocazione internazionale come Milano e Napoli”.
“Ad oggi il modello Albania è stato un fallimento totale; il più grande buco nell’acqua della storia del Paese. Peraltro si configura un danno erariale clamoroso con una previsione di spesa di un miliardo per due centri che ad oggi sono vuoti. Ci sono agenti costretti a permanere in Albania quando potrebbero essere utilizzati per la sicurezza e il controllo delle nostre comunità. La destra sulla sicurezza fa tanta propaganda ma nei fatti non riesce ad assicurarla. Volevano una foto copertina con la deportazione dei migranti sulle navi militari alla Trump: la foto è sbiadita e le prigioni sono vuote”. Lo ha detto Piero De Luca a RadioCusano Campus.
“Ci sono navi militari che hanno fatto avanti e indietro costrette a viaggi disumani, inefficaci e inutili. Il numero massimo di persone che i centri possono ospitare è di 3 mila al mese e 36 mila a regime all'anno, quando negli ultimi due anni sono arrivati in Italia 230 mila migranti. Ma di cosa parliamo?”
Peraltro -ha proseguito il dem- si tratta di un progetto irrealizzabile perché contrario alle norme europee e a quelle internazionali. Errare è umano, perseverare è diabolico: chiudere i centri e trasformarli non da centri in cui accogliere i migranti in attesa di valutazione delle domande di protezione internazionale e di asilo ma in centri dove accompagnarli prima dell’espulsione crea altri problemi rispetto alle norme europee ed internazionali, perché servono accordi bilaterali di rimpatrio, tempi definiti e soprattutto vanno rimpatriati nel paese terzo d'origine. Portarli in Albania -ribadisce De Luca- rischia di essere un altro buco nell’acqua irrealizzabile, sconfessato peraltro anche dal premier albanese Rama che ha lasciato intendere la necessità di cambiare la natura del protocollo. Si tratta di fumo degli occhi che la destra sta lanciando perché incapace di gestire il fenomeno migratorio e tutti gli altri problemi economici e sociali del paese. Il miliardo di euro buttato al mare poteva essere usato per la sanità, per la sicurezza per la suola, per il lavoro.
La solita operazione di marketing e di pubblicità ingannevole ai danni degli italiani e sulla pelle dei più fragili”. Così ha concluso De Luca.
Proposta di legge giace inerte da mesi al Senato, Governo intervenga
"Come ormai è stato ampiamente documentato, per milioni di cittadini, studenti e lavoratori che studiano o lavorano in Italia lontano dal proprio comune di residenza è praticamente impossibile recarsi alle urne. Nelle ultime elezioni europee del giugno 2024, grazie ad una normativa sperimentale introdotta con il dl n. 7 del 2024, gli studenti fuori sede hanno potuto votare. Però questa norma è ancora provvisoria. Noi invece chiediamo al ministro dell'Interno l'approvazione di una norma a carattere permanente che preveda l’estensione del voto dei fuori sede anche a coloro che per ragioni di lavoro si trovano al di fuori del comune di residenza, poiché riteniamo urgente che anche i cittadini italiani che lavorano all'estero siano messi nelle condizioni di poter votare. L’AC 115, trasformato per volere del Governo in una delega e approvato alla Camera dei deputati, giace inerte da mesi al Senato, nonostante le ripetute rassicurazioni del Governo". Lo dichiara la deputata del Pd, Marianna Madia, prima firmataria di una interrogazione in commissione Affari costituzionali di Montecitorio, insieme alle colleghe Silvia Roggiani, Chiara Gribaudo e Lia Quartapelle.
"In attesa dell’approvazione di una normativa di sistema - prosegue la nota - appare urgente estendere quantomeno la possibilità di voto dei fuori sede anche per i referendum che si svolgeranno nel 2025, estendendo tale possibilità anche ai lavoratori fuori sede. Chiediamo quindi al Ministro interrogato come intenda proseguire la sperimentazione anche per i referendum che si svolgeranno nel 2025, e se non ritenga opportuno e urgente estenderla anche ai lavoratori fuori sede".
"Quello che sta succedendo in alcune scuole di Montevarchi, in provincia di Arezzo, è inaccettabile sotto ogni punto di vista. Ci sono bambini che in alcune scuole del Comune sono costretti a mangiare pane e olio solo perché le famiglie risultano morose nei confronti del servizio mensa. Una scelta, da parte dell'amministrazione comunale, che fa rabbrividire. La sindaca e l'amministrazione di destra che stanno guidando questa crociata "legalitaria" dovrebbero solo vergognarsi. Siamo di fronte ad una pratica ingiusta e completamente fuori dal tempo che mette a rischio la salute psicofisica dei bambini nell'ambiente scuola che è il luogo dove dovrebbero in ogni caso e in ogni situazione sociale trovare inclusione, accoglienza, benessere e solidarietà. Un Paese civile non può accettare che si applichino misure di questo tipo nei confronti di minori. Per questo abbiamo presentato con urgenza un'interrogazione al ministro Valditara affinché prenda immediatamente provvedimenti e abolisca questa pratica folle e insensata e si impegni a trovare soluzioni di civiltà e buon senso contribuendo a non inseguire anche a scuola la barbarie a cui questa destra ci sta abituando. Ci sono strumenti di sostegno per le famiglie in difficoltà e misure civili di controllo ed eventuale recupero delle morosità. Questo è il compito della politica locale non quello di praticare discriminazione e vendetta sulla pelle di bambine e bambini". Così in una nota Marco Furfaro della segreteria nazionale PD, il segretario regionale Emiliano Fossi, i deputati Laura Boldrini e Marco Simiani del Partito Democratico.
L' evento è organizzato dalla Fondazione Bruno Buozzi e dall’Intergruppo parlamentare per la sensibilizzazione sui rischi del gioco d’azzardo. L’apertura dei lavori è affidata al sen. Giorgio Benvenuto, presidente della Fondazione Bruno Buozzi a cui seguirà l’introduzione di Giancarlo Iodice della stessa Fondazione.
“E’ una occasione importante per riflettere con i portatori di interesse, i rappresentanti delle istituzioni e dell’associazionismo sul tema di una necessaria riforma del gioco legale. Servono misure per allargare le distanze con l’illegalità che prospera in questo ambito e arginare il fenomeno devastante della ludopatia che trascina con se sempre più cittadini e le loro famiglie. Discuteremo in assoluta libertà partendo dai rispettivi punti di vista”, dichiara il deputato dem Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera e coordinatore dell’Intergruppo che concluderà i lavori del convegno.
Con Vaccari, saranno presenti diversi esponenti politici che aderiscono all’Intergruppo: dai deputati Elena Bonetti (Azione), Virginio Merola (Pd) e Andrea Quartini (M5s) alle senatrici Elena Murelli (Lega) e Cinzia Pellegrino (Fdi).
Interverranno inoltre Filippo Torrigiani, consulente della commissione Antimafia, Marzio Govoni, presidente Fondazione Isscon/Federconsumatori, Antonello Turturiello e Angela Bravi per la Conferenza delle Regioni, Giulia Migneco, segreteria nazionale di Avviso Pubblico, Emmanuele Cangianelli, presidente Egp Fipe Confcommercio, Denise Amerini, della rete “Mettiamoci in Gioco”, Geronimo Cardia, presidente Acadi, Associazione Concessionari Giochi Pubblici e Luciano Gualzetti, direttore Caritas Ambrosiana.
“Viste le presenze, l’obiettivo, partendo dai dati, è quello di portare a sintesi unitaria, senza alcuna pregiudiziale, la discussione ed offrire al Parlamento i punti condivisi per una riforma diversa non più rinviabile”, conclude Giorgio Benvenuto, presidente Fondazione Bruno Buozzi.
“Putin sostiene che l’Europa “si metterà ai piedi del padrone” e Trump rilancia le sue parole. Ma viene spontaneo chiedersi: cosa ne pensa la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni? Perché, a ben vedere, la prima ad essersi comportata come dice Putin sembra essere proprio lei, che non perde occasione per allinearsi a ogni decisione di Washington, anche a discapito degli interessi italiani ed europei, dai dazi agli attacchi agli organismi internazionali” così il responsabile nazionale esteri del Pd, Peppe Provenzano commenta le dichiarazioni di Putin, contenute in un articolo della Cnbc che è stato rilanciato dal Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, con un post sul suo profilo su 'Truth'.
https://truthsocial.com/@realDonaldTrump/113975743922491646
“E’ assolutamente fondamentale che il ministero prenda in mano questa vera e propria emergenza occupazionale, con una priorità ben chiara: difendere lavoro e territorio all'interno di un sistema Italia che ancora non tiene conto del momento drammatico che sta vivendo l'industria del nostro Paese". E’ netta, la presa di posizione di Nadia Romeo, deputata del Pd, a fronte del riavvio, da parte di Berco, della procedura di licenziamento per 247 dipendenti dello stabilimento di Copparo.
“Una comunicazione unilaterale – prosegue la deputata dem di Rovigo – arrivata come un fulmine a ciel sereno, dopo che i rappresentanti dei lavoratori erano già stati messi davanti a richieste durissime, cui rispondere in tempi limitatissimi, inconciliabili con una normale dialettica tra sindacati e lavoratori".
“Un cambio repentino che non fa presagire nulla di buono e dal quale traspare – e ferisce – la considerazione nella quale, evidentemente, viene tenuto da questo management chi, col proprio lavoro quotidiano, ha contribuito, nel corso del tempo, all’affermazione di una azienda fondamentale per il territorio”.
“Oggi - prosegue la deputata - sono andata a incontrare i rappresentanti sindacali e ho toccato con mano la preoccupazione, l’ansia per il futuro, ma anche il senso di tradimento che si respira tra quanti hanno dato tanto a questa azienda e, in un momento di difficoltà, certo avrebbero potuto accettare un dialogo, difficile, ma costruttivo, ma restano sgomenti a fronte dell’atteggiamento assunto dal management. E’ tempo che anche il Ministro Urso entri con autorevolezza e convinzione in campo. Chieda alla proprietà ThyssenKrupp di presenziare al tavolo ministeriale convocato per giovedì e di fare un passo indietro rispetto ai licenziamenti”.
“Donzelli cerca di sviare l’attenzione, ma noi non ci caschiamo. Oggi in aula glielo abbiamo detto chiaramente: Meloni è sotto ricatto? Risponda a questa domanda, invece di provare a spostare l’attenzione sulle opposizioni. E ci dica anche per quale motivo Sangiuliano è stato cacciato, mentre Santanchè ha il diritto di restare”. Così in una nota il vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi replica a Giovanni Donzelli, responsabile dell'organizzazione di Fratelli d'Italia.
“L'apertura del fascicolo da parte della Cpi conferma che l'Italia ha violato il diritto internazionale non eseguendo l'arresto di Almasri. Il ministro della Giustizia Nordio aveva il dovere di eseguire l’arresto di un criminale internazionale senza entrare nel merito delle accuse. La legge italiana è molto chiara a riguardo: l’obbligo di cooperare con la Cpi non è discrezionale”. Così in una nota il democratico, Andrea Casu, che aggiunge: “L'intervento del ministro Nordio in Parlamento è stato uno schiaffo istituzionale senza precedenti che è apparso più come una difesa d’ufficio di un torturatore che come l’azione di un rappresentante di un Paese fondatore della Corte Penale Internazionale”.