"La maggioranza e il governo hanno definito questo decreto una svolta politica epocale, non una semplice norma tecnica: fine alle mafie, sicurezza nelle periferie, soluzione definitiva all’immigrazione. E allora mi domando: se sono davvero così certi della sua efficacia, perché hanno respinto il mio ordine del giorno che chiedeva di monitorarne gli effetti? Di cosa hanno paura?". Lo ha detto in Aula il deputato del Pd Mauro Laus, durante l’esame del decreto sicurezza.
"ll mio ordine del giorno – ha evidenziato l’esponente dem – non contestava il decreto, non ne chiedeva la modifica. Chiedeva solo che, entro un termine ragionevole, il governo presentasse una relazione al Parlamento con i dati sugli sbarchi, sulla localizzazione e sulla gestione dei nuovi CPR, e sulla loro distribuzione sul territorio. Si trattava di una richiesta trasparente, istituzionale, simile alle clausole valutative che nelle buone leggi servono a capire se una norma funziona davvero”.
“La valutazione degli effetti delle leggi non è un tecnicismo – ha concluso Laus - ma un presidio democratico. In un sistema afflitto da ipertrofia normativa, da decreti scritti in fretta, la clausola valutativa rappresenta un argine culturale e politico. Non si può legiferare senza assumersi la responsabilità di rendere conto. Una legge è buona se funziona, non solo se annuncia. Il rifiuto del monitoraggio è un segnale preoccupante: forse la maggioranza teme che i dati raccontino un’altra storia, quella di CPR costosi, inefficaci, con gravi criticità sanitarie e giuridiche. Pochi rimpatri, molti abusi, tanta propaganda. Non si rafforza la sicurezza negando al Parlamento il diritto di sapere. Chi crede davvero nell’efficacia delle proprie scelte non ha paura della verifica. Ma chi si affida solo alla propaganda rifugge ogni confronto. E questa domanda, prima o poi, sarà riproposta dai cittadini”.
“Sarà per i continui battibecchi interni alla maggioranza, per l’esito deludente delle amministrative o per la crescente perdita di credibilità, ma il ministro Salvini sembra aver completamente perso lucidità. Se la Premier Meloni ha davvero a cuore la sicurezza del Paese, lo richiami immediatamente all’ordine”. Lo dichiara Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari europei alla Camera, commentando le ultime dichiarazioni del vicepremier contro il Consiglio d’Europa. “Anche oggi – prosegue De Luca – il ministro dell’Interno si scaglia contro il Consiglio d’Europa in una polemica inutile e insopportabile, finalizzata soltanto a cercare visibilità e a far dimenticare che la sua vicinanza alle forze dell’ordine o ai temi della sicurezza si limita ai post sui social e a qualche esternazione da palcoscenico. Mentre mancano, ancora una volta, i fatti concreti”.
De Luca critica duramente "l’assenza di contenuti reali nel cosiddetto “decreto sicurezza”, un provvedimento puramente demagogico e propagandastico che, da un lato, fa scivolare il Paese verso una deriva illiberale da Stato di polizia, criminalizzando il dissenso, condannando i figli delle detenute madri, reiterando nel danno erariale inutile e disumano dei centri in Albania, e, dall'altro, non contiene nessuna misura vera per la prevenzione né per il personale delle forze dell’ordine: è privo delle assunzioni promesse e dello scorrimento delle graduatorie, tanto sbandierati ma puntualmente disattesi. Salvini – conclude De Luca – insieme a suoi colleghi di governo continua a inseguire un nemico al giorno per distogliere l’attenzione dalla realtà dei fallimenti sul tema della sicurezza ma anche sui problemi economici e sociali che toccano la carne viva dei nostri cittadini. Si fermino".
“Le risorse messe in campo a sostegno del settore moda dalla Regione Toscana rappresentano una boccata d’ossigeno per migliaia di imprese, soprattutto Pmi, che da anni stanno affrontando una crisi gravissima. Si tratta di finanziamenti ingenti che potranno sostenere l’intera filiera incentivando l’efficienza dei processi produttivi, la crescita dimensionale, l’innovazione, la transizione ecologica e digitale”: è quanto dichiara la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè sugli oltre 100 milioni di euro stanziati dalla Giunta Giani per rilanciare un comparto fondamentale del Made in Italy che in Toscana coinvolge 16.700 imprese e 105mila addetti.
“Adesso ci aspettiamo che vengano concretizzate le misure che il Ministro Urso ha annunciato da mesi. Dei 250 milioni promessi l’unico bando attivato ad oggi per le aziende è soltanto quello di 15 milioni per la transizione ecologica mentre degli altri incentivi si sono perse le tracce. Anche il disegno di legge sulle Pmi, che nelle intenzioni il Mimit avrebbe dovuto stanziare 100 milioni di euro per i contratti di sviluppo nel il settore della moda, non è stato ancora trasmesso al Parlamento”: conclude Simona Bonafè.
“L’introduzione dell’Organismo di vigilanza, la struttura interna alle aziende che hanno adottato il Modello organizzativo ai sensi del decreto legislativo 231/2001, ha segnato una svolta profonda, determinando una corresponsabilizzazione delle persone giuridiche. Il Parlamento è chiamato a offrire un contributo per garantire regole chiare e stabili”.
Così il capogruppo Pd in Commissione parlamentare d’inchiesta sugli Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari, intervenendo alla Camera al convegno ‘L’organismo di vigilanza nel sistema 231’, un’occasione di confronto tra istituzioni, imprese e operatori del diritto su uno degli snodi fondamentali del sistema di prevenzione della criminalità economica nel nostro ordinamento.
“Il dl 231/2001 - ha sottolineato il deputato dem della commissione Finanze, Claudio Stefanazzi - ha imposto alle imprese un salto di qualità nell’assetto organizzativo ma, allo stesso tempo, la normativa lascia margini di incertezza, e per questo è richiesto l’apporto degli operatori per individuare best practices realmente efficaci”.
Durante l’evento è stata presentata la seconda edizione del volume “L’Organismo di vigilanza nel sistema 231”, curato dal dottor Ciro Santoriello e dall’avvocato Enrico Di Fiorino, che hanno auspicato un “restyling normativo” e ribadito l’importanza del confronto tra magistratura, imprese e professionisti. Nel corso dei due panel, moderati dagli avvocati Cosimo Pacciolla e Giuseppe Fornari, si sono alternati interventi di esperti del settore. Pacciolla ha evidenziato che il confronto tra accademia, imprese e magistratura aiuta a far crescere “la cultura della legalità d’impresa”. Critica la professoressa Elisa Scaroina, che ha denunciato l’eccessivo carico di responsabilità affidato all’Organismo di vigilanza, non in linea con i compiti attribuitigli dal dato normativo.
“La sicurezza in questo decreto viene vista attraverso il vostro storytelling come un elemento di paura, come elemento di grave emergenza nazionale, dove ogni volta lo scontro è fra cittadini ed istituzioni.
E invece il significato della parola sicurezza lo dà proprio la costituzione della Repubblica che nell’articolo due riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo sia come singolo sia nelle formazioni sociali.
La sicurezza è parte di noi e della nostra quotidianità. E non è solo aumentare i presidi delle forze dell’ordine che ringrazio per il loro lavoro e impegno quotidiano, ma anche un’azione di proposta, attraverso la costruzione di infrastrutture sociali, di scuole aperte tutto il giorno, di dare una risposta diversa alle difficoltà sociali, con strumenti culturali, che creano una comunità consapevole e non una comunità divisa, non azioni repressive verso i cittadini. Ecco noi dobbiamo modificare questo storytelling, dobbiamo riuscire ad essere diversi e lo stiamo dimostrando, di essere diversi da voi”. Lo ha detto in Aula Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
“Il vero e unico obiettivo di questo decreto è quello di reprimere le proteste, anche quelle pacifiche, una cosa assurda. Questo decreto invece di decreto sicurezza dovrebbe chiamarsi decreto repressione, delle proteste, del dissenso, della resistenza passiva. Si criminalizza anche lo sciopero della fame. Se una manifestazione blocca una strada si può essere puniti fino a due anni di reclusione.
Questo paese da democratico sta scivolando pericolosamente in uno stato di polizia. Se si protesta in modo pacifico per le condizioni di vita degradanti dentro le carceri o nei centri di detenzione si arriva ad una pena fino ad 8 anni! Nessuna soluzione per i problemi sociali, per il contrasto alla povertà.
Non si ottiene così la sicurezza! La sicurezza si ottiene con la prevenzione, rimuovendo le cause sociali del disagio e del malessere, stando vicino a chi soffre, favorendo la cultura della solidarietà che come dice la costituzione è un dovere inderogabile. Ripeto la cultura della solidarietà, non quella del manganello che è la vostra cultura.
Questo decreto, con l’aumento delle pene e dei reati e con tutte le norme liberticide che contiene, sta trasformando il nostro stato democratico in uno stato di polizia e noi siamo fermamente contrari a tutto questo”. Lo ha detto in Aula la deputata del Pd, Laura Boldrini, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
“Se Salvini è stanco dei primati toscani, vuol dire che siamo sulla strada giusta”.
Così Marco Furfaro commenta la dichiarazione volgare attribuita al ministro Salvini sui toscani.
“Il problema – prosegue Furfaro – è che chi non si inchina alla propaganda del ministro, diventa subito un nemico da screditare. Ma non è con le battute da bar che si costruisce il futuro di un Paese. È con il lavoro e le idee”.
“Se non riesce a reggere il confronto con una regione piena di eccellenze, il ministro Salvini si prenda una pausa. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: pensare, creare, innovare. E a testa alta.
“Salvini è un ministro della Repubblica, non il protagonista di uno show da bar. Non può permettersi di insultare un’intera regione solo perché non in linea con la sua visione del mondo. Questo disprezzo verso i territori, questa arroganza di chi considera i cittadini solo se votano come vuole lui è inaccettabile”.
“Ma Ceccardi e Vannacci, che dei toscani dovrebbero almeno ricordarsi qualcosa, cosa dicono? Stanno zitti di fronte a un ministro che insulta la loro terra? Si sentono più leghisti o più toscani, oggi? Ah, li aspettiamo al varco per quando presenteranno le liste alle regionali: vedremo con che faccia si proporranno di governare una regione che il loro capo disprezza”.
“Questo decreto è inutile e non servirà a garantire la sicurezza del nostro Paese, ma è anche pericoloso per le libertà costituzionali. Questo decreto sicurezza è la vostra coperta di Linus per non occuparsi delle vere emergenze del Paese, che sono la produzione industriale in calo, i giovani laureati che scappano dall’Italia perché non trovano lavoro, i prezzi alle stelle dell’energia.
Sicurezza non è aumentare il numero dei reati, le pene, i bambini con le loro madri in carcere. La sicurezza è mettere nelle condizioni i nostri Comuni di far fronte ai problemi sociali ed economici, è una strategia di prevenzione. E invece voi avete tagliato risorse importantissime ai Comuni, e lo farete per i prossimi sette anni, risorse che sarebbero servite proprio ad affrontare tutti i problemi che riguardano la sicurezza, come la riqualificazione urbana, le politiche sociali. Voi avete fatto questo e altri decreti cavalcando la vostra furia ideologica ma senza fare assolutamente nulla di concreto per i cittadini”. Lo ha detto in Aula Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del gruppo Pd alla Camera, dichiarando il parere fermamente contrario del Pd al dl sicurezza.
"L'articolo 31 del dl sicurezza o, meglio, del dl repressione, è forse il peggiore di tutti. E' quello che si occupa dei servizi segreti ed è, di fatto, la legalizzazione del terrorismo di Stato". Lo ha dichiarato Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, intervenendo la notte scorsa nell'aula di Montecitorio. "Parliamo della possibilità che, con una firma della presidente del Consiglio, un agente dei servizi segreti può creare e dirigere organizzazioni terroristiche con finalità sia di terrorismo internazionale che di eversione dell'ordine democratico e può fabbricare e detenere materiale esplodente - ha denunciato Boldrini". Una cosa di una gravità assoluta, nel Paese della strage di piazza della Loggia, di cui proprio ieri ricorreva l'anniversario, di Ustica, della strage di Bologna, di piazza Fontana. E sono state proprio le famiglie delle vittime delle stragi a denunciare per prime queste norme di un provvedimento che rappresenta la più significativa svolta autoritaria del governo Meloni".
"Un articolo così grave non è stato neanche possibile discuterlo perché il governo ha messo la fiducia sul decreto, tagliando il dibattito parlamentare e gli emendamenti - ha concluso la deputata dem -. Allora ho presentato un ordine del giorno, ma anche su questo il parere del governo è stato contrario. Veramente indecente".
Botta e risposta in aula, nella notte, tra il deputato del Partito Democratico Andrea Casu e il sottosegretario all’Interno Nicola Molteni, durante la discussione dell’ordine del giorno a prima firma della Vice Presidente del Partito Democratico Gribaudo, che chiedeva una concreta assunzione di responsabilità politica da parte del governo a favore dei lavoratori di Polizia, e non solo a chiacchere da spot elettorale.
L' odg chiedeva in particolare l'impegno all'avvio nel tempo del necessario scorrimento integrale della graduatoria di merito del concorso interno per titoli ed esami per 411 posti da Vice Ispettore della Polizia di Stato che vede attualmente 3.008 candidati idonei non vincitori, nonché lo scorrimento di tutti i concorsi per esami della Polizia di Stato.
Una misura necessaria, secondo il Partito Democratico, per far fronte all’attuale grave e lacerante carenza di più di 8.000 unità negli organici del solo ruolo ispettori della Polizia di Stato.
La proposta, però, non è stata accolta dal Governo, dando vita a un acceso confronto in Aula, che si è rinnovato anche questa mattina. In quell’occasione, il democratico Casu ha mostrato al sottosegretario Molteni un tweet della Presidente Meloni, risalente a quando era all’opposizione, in cui chiedeva con forza lo scorrimento delle graduatorie e impegni precisi per la sicurezza del Paese. “Dobbiamo garantire più sicurezza per i cittadini – scriveva Meloni nel 2015 – e dobbiamo farlo partendo dallo sblocco delle assunzioni del comparto difesa, sicurezza e soccorso pubblico dal ripristino del turn over al 100% e dallo scorrimento delle graduatorie presenti, perché ci sono tanti giovani idonei non vincitori in attesa di essere chiamati”.
“Quelle promesse – ha sottolineato Casu – sono state clamorosamente tradite una volta arrivati al governo. La sicurezza non si garantisce lasciando migliaia di idonei non vincitori in attesa di stabilizzazione e facendo, scadere le graduatorie dei concorsi per i nuovi agenti, mentre gli organici delle Forze dell'ordine sono evidentemente al collasso”. Casu ha poi evidenziato come, di fronte a questi continui tentennamenti dell’esecutivo, siano “apparsi questa notte sui social dello stesso Molteni centinaia di commenti critici da parte di cittadini e operatori del settore, che si sentono traditi dalle scelte del Governo. Non è solo il Partito Democratico ma sono i vostri stessi elettori a ricordarvi il vostro fallimento perché la sicurezza – ha concluso Casu – non si rafforza tenendo in carcere i bambini, affossando la canapa industriale o introducendo nuovi reati e aggravanti. La sicurezza si costruisce assumendo gli ispettori e gli agenti di Polizia che servono oggi”.
“Il dl Sicurezza è una porcata. Un testo antidemocratico approvato da una maggioranza cieca e ottusa che ritiene di impedire qualunque cosa, trasformandoci in uno stato di polizia. Non c’è altro termine per definire una norma che vieta la protesta pacifica in piazza attuando un blocco stradale o contro un’opera pubblica prevedendo pene pesanti anche se a protestare sono gli studenti. E c’è chi in pieno delirio da onnipotenza di regime si è spinto a presentare anche ordini del giorno farneticanti per chiedere l’introduzione della castrazione chimica”.
Lo dichiara il deputato Anthony Barbagallo, al termine di una lunga maratona d’Aula durante la quale il governo ha incassato la fiducia sul contestato Dl Sicurezza.
“Continueremo a opporci in ogni modo - aggiunge - di fronte alla deriva antidemocratica di questo governo che non ascolta e vuole silenziare le proteste inasprendo le pene, introducendo nuovi reati, alcuni dei quali francamente al limite dell’incostituzionale”.
“Dopo dieci anni, per la prima volta, i dati del ministero dell'Interno segnalano un aumento dei reati di violenza: è la prova evidente del clamoroso fallimento delle politiche del governo in materia di sicurezza”. Così Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia, intervenuto in Aula durante l’esame degli ordini del giorno al decreto Sicurezza, nella seduta fiume chiusa all'alba.
“Invece di fermarsi per correggere la rotta – prosegue l’esponente dem – l’esecutivo accelera verso il muro, proponendo un decreto che stravolge il nostro Codice Penale con decine di nuovi reati, spesso pericolosi, in molti casi inutili, ma certamente inefficaci per migliorare la sicurezza reale dei cittadini. Questo provvedimento non prevede un solo euro per investimenti in sicurezza. È l’ennesima conferma che non si vuole intervenire in modo concreto, ma solo alimentare una propaganda sterile”.
“La maggioranza - ha concluso Gianassi - ha bocciato un ordine del giorno a mia prima firma che impegnava il governo a finanziare i Comuni, vero primo avamposto delle politiche di prevenzione sul territorio. È lo stesso governo che con la legge di bilancio ha sottratto oltre 7 miliardi di euro agli Enti locali. Altro che sicurezza questa è il decreto dell’insicurezza”.
Pronti a niente, ma disposti a tutto. Pur di votare l’orrido decreto sicurezza portato avanti tra forzature e arroganza, hanno deciso una seduta fiume per tutta la notte. Non ci spaventano. Saremo qui a contrastare un disegno repressivo che vuole limitare libertà garantite dalla Costituzione.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
Il Governo e l’intera maggioranza sembrano ormai impegnati in una quotidiana caccia al nemico, con l’unico obiettivo di distogliere l’attenzione dai continui fallimenti dell’azione di governo. Il collega Fassino ha già chiarito con precisione come le argomentazioni sollevate in Aula siano il risultato di una preoccupante distorsione della realtà da parte del capogruppo Bignami. Prima di lanciarsi in invettive scomposte, sarebbe quantomeno opportuno che lui, ma anche Tajani e la Lega comprendessero bene le questioni trattate. Va ricordato peraltro che lo stesso Ministero dell’Interno ha già fornito risposte puntuali, assicurando il massimo impegno nel verificare i fatti e nel prevenire eventuali criticità. Nessuno mette in dubbio la professionalità e il senso del dovere delle nostre forze dell’ordine. Chiedere che si vigili affinché nessun comportamento discriminatorio possa essere tollerato non significa attaccare le istituzioni, ma rafforzarle attraverso la trasparenza e la responsabilità. Purtroppo, dobbiamo rilevare con grande preoccupazione la deriva orbaniana di questo governo che sta mettendo in atto una pericolosa strategia di delegittimazione di importanti istituzioni europee e internazionali; prima la corte penale internazionale e oggi la Commissione europea contro il razzismo e l'intolleranza del Consiglio d'Europa (Ecri). Questo governo purtroppo sta minando in modo irreparabile la credibilità dell’Italia e i danni li paghiamo tutti noi”. Così Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
“Non bisogna essere subalterni alle bugie” lo ha detto la segretaria Elly Schlein intervenendo alla presentazione del rapporto Asvis promossa dal gruppo Pd alla Camera dei Deputati. Durante l’incontro il direttore di Asvis Enrico Giovannini ha ribadito le preoccupazioni per i rischi che l’Unione Europea abbandoni politiche sulla sostenibilità dopo anni di straordinario impulso. Secondo Giovannini la politica dovrebbe imprimere un’accelerazione decisa e concreta, proprio partendo dai dati e dall’esperienza.
“Oggi ci troviamo di fronte a scenari geopolitici preoccupanti, che minacciano non solo la pace e la stabilità, ma anche gli sforzi per uno sviluppo equo e sostenibile” ha detto Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera introducendo i lavori. “Di fronte a queste sfide, il nostro compito, come Italia e come Europa, è quello di riaffermare con forza l’impegno verso la sostenibilità, proprio mentre cresce il rischio di scelte di retroguardia”.
Chiudendo l’incontro la segretaria Schlein ha ribadito “l’impegno del Partito democratico nel rispondere ai tentativi della destra italiana ed europea con un programma economico che non faccia pagare alla parte più debole della società i costi della transizione e pretenda risorse certe perché famiglie e imprese siano accompagnate nei cambiamenti necessari”.