“La destra promuove di fatto il marketing selvaggio a scapito dei cittadini: quello che è successo alla Camera nel corso della discussione del Disegno di Legge sulla Concorrenza è francamente assurdo. Come Pd avevamo proposto due emendamenti per costringere le aziende ed i call center ad evidenziare, direttamente nei display del telefono, che l'utente sta per ricevere una chiamata di natura commerciale. Queste proposte non sono state ammesse dai Presidenti delle Commissioni Competenti Ambiente ed Attività produttive di Montecitorio e con motivazioni incomprensibili ed inaccettabili; da sempre infatti in questa tipologia di provvedimento vengono discusse proposte in tal senso. Dopo un nostro ricorso formale la toppa di questa maggioranza è stata peggio del buco: hanno infatti riammesso soltanto una piccola parte dell’emendamento, che estrapolato dal contesto, ha come unica finalità la soppressione delle norme oggi vigenti (parzialmente efficaci) per tutelare i consumatori. In sintesi la destra al governo non solo non vuole difendere i cittadini da migliaia di chiamate aggressive e selvagge ma vorrebbe addirittura il far west telefonico”: è quanto dichiarano i capogruppo Pd in Commissione Ambiente e Attività Produttive Marco Simiani e Vinicio Peluffo sul provvedimento in discussione a Montecitorio
“È una manovra che colpisce i servizi pubblici che in un colpo solo falcidia il sistema sanitario nazionale e dà un colpo di grazia al trasporto pubblico locale che sta già vivendo una profonda crisi” così in una nota il deputato democratico, Andrea Casu che sottolinea come “questa manovra non tiene conto dell’aumento dei costi dell’inflazione e della necessità del rinnovo dei contratti di lavoro. Inutile giocare sui numeri per difendere l’indifendibile, l’unico effetto concreto di queste scelte sarà un drastico taglio dei servizi per i cittadini e dei diritti dei lavoratori”.
La manovra scellerata che il governo Meloni ha messo in campo conferma tutte le nostre paure. Non solo non c’è traccia del maxi piano di assunzioni di medici e infermieri annunciato dal ministro Schillaci ma non c’è traccia nemmeno dei fondi che dovevano servire per il personale in fuga dagli ospedali, le liste d'attesa infinite, le aggressioni e le minacce quotidiane. A conferma c’è il sacrosanto sciopero nazionale convocato dai medici per chiedere una volta per tutte risposte a questo governo di bugiardi. È l’ennesima prova dell’idea strutturale di distruzione del sistema sanitario nazionale che questa destra ha in mente. Lo dichiara Marco Furfaro capogruppo PD in commissione affari sociali alla camera e membro della segreteria nazionale.
“Mentre la Ministra del lavoro ci accusava di fare propaganda dicendosi contraria alla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, la nostra proposta di legge ha appena superato il passaggio della commissione e approderà lunedì finalmente in aula. Si tratta di una grande vittoria delle forze d’opposizione nei confronti di una destra arrogante e divisa: non hanno avuto infatti i numeri per approvare l’emendamento con cui intendevano sopprimere la legge. Continua la nostra battaglia per una misura di civiltà che migliorerebbe le condizioni di vita e di lavoro per milioni di italiani” così in una nota il deputato democratico, responsabile nazionale Mezzogiorno del Pd, Marco Sarracino.
"Una legge di bilancio davvero deludente per il capitolo sanità tanto che i medici -a cui esprimiamo la nostra vicinanza- hanno proclamato lo sciopero nazionale per il 20 novembre. Il nostro è un giudizio senza appello: appena 1 mld stanziato per il prossimo anno, completamente insufficiente per affrontare la crisi drammatica in cui versa il sistema sanitario nazionale. Ma le bugie vengono a galla e il governo dovrà spiegare la riduzione del finanziamento promesso e sbandierato nelle scorse settimane. Peraltro, è lo stesso ministro Schillaci a dichiarare la sua grande preoccupazione.
In rapporto al Pil, tra il 2010 e il 2022 il Fondo sanitario nazionale ha oscillato tra un minimo del 6,31% (2022 - governo Draghi) e un massimo del 7,18% (2020 - governo Conte 2). Nel biennio 2025-2026 si scenderà al 6,05%. Il punto più basso mai toccato negli ultimi 15 anni. Questa è la drammatica realtà per 4 milioni di italiani che non riescono più a curarsi. È una manovra senza prospettiva. Nel 2024 aumenta in modo preoccupante la spesa farmaceutica, di oltre il 15%, che significa 3,5 miliardi. Solo la spesa per comprare i medicinali eroderà parte del fondo. Per il piano assunzioni, annunciato in pompa magna dal ministro Orazio Schillaci, che avrebbe dovuto in un triennio portare nel sistema sanitario 30 mila professionisti, non ci sono quindi risorse. Tutto il resto è la fuffa di questo governo di imbonitori. È ormai chiaro a tutti che a Meloni e company della salute dei cittadini e della tutela del personale sanitario interessa meno di zero. Ci batteremo in Parlamento per difendere il diritto alla salute".
Lo scrive Ilenia Malavasi, deputata del Pd in commissione Affari sociali.
La manovra del governo Meloni incrementa di 1,3 mld il finanziamento del servizio sanitario nazionale nel 2025, di fatto risorse nemmeno sufficienti a rispettare i rinnovi contrattuali, effettuare possibili nuove assunzioni, affrontare l’aumento considerevole di ogni costo sia sanitario che gestionale. Senza un serio cambio di passo, investendo in prevenzione, in reti di prossimità, in multidisciplinarietà, sarà difficile reggere in futuro. Altro che manovra storica per la sanità, è economicamente debole, strategicamente fallimentare e dimentica il vero numero drammatico: i 4,5 milioni di cittadine e cittadini che rinunciano alle cure per mancanza di reti di servizio o per l’impossibilità di pagare un servizio garantito come diritto dalla Costituzione.
Così Gian Antonio Girelli, deputato del Pd in commissione Affari Sociali della Camera.
Provvedimento andrà lunedì in aula senza mandato al relatore
“Le opposizioni hanno ottenuto un successo politico non scontato. Fratelli d’Italia voleva cancellare la nostra legge sulla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario con un emendamento soppressivo. Non ci sono riusciti. Li abbiamo bloccati con i nostri interventi sempre di merito. Lunedì prossimo arriverà in discussione generale la nostra proposta senza modifiche e senza mandato al relatore: fino ad oggi nessuno ci avrebbe scommesso un centesimo. Il loro blitz è fallito, nonostante la solita arroganza della Calderone che, dopo mesi di silenzio, non ha trovato di meglio che attaccare le opposizioni nel momento in cui si stava discutendo della settimana corta in commissione. Un atto di maleducazione esplicita. Questo paese meriterebbe un vero ministro del lavoro, non una passante che manda messaggi a distanza al Parlamento.” così in una nota il capogruppo democratico nella commissione Lavoro della Camera, Arturo Scotto.
“Sul contratto del pubblico impiego ci sono pochi soldi, è quello che c’è scritto nella bozza del ddl Bilancio depositato oggi alla Camera. Non ci saranno le condizioni per garantire il pieno recupero del potere d’acquisto. Nel frattempo si procede con il blocco del turn over che comprometterà il funzionamento degli enti locali, ancora una volta penalizzati da questo governo. La manovra è un colpo ai lavoratori del pubblico impiego. Stanno smontando lo Stato”. Così il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“Mentre siamo al lavoro in Commissione e lamentiamo l’assenza del Governo leggiamo che la Ministra Calderone trova il tempo di attaccare l’opposizione. Ma è questo il modo di governare?” denuncia la Vicepresidente Nazionale del PD Chiara Gribaudo.
Conclude la deputata Dem: “Proprio mentre parliamo di una sperimentazione che punta a ridurre orario, aumentare salari e produttività del lavoro, cioè tutto quello che serve al nostro paese, né la ministra né il suo vice Duringon trovano il tempo, o forse le ragioni, per venire a contrastare le nostre proposte in Parlamento. Però hanno sia tempo che prosopopea di mandare comunicati stampa per dileggiare le nostre proposte.”
Finalmente la manovra è arrivata alla Camera e le bugie di Meloni sono ormai al capolinea. Sono i numeri scritti neri su bianco a dire che sulla sanità non ci sono nemmeno i soldi chiesti dal Ministro della Salute: solo 1,3 mld di euro quest’anno e 1 miliardo il prossimo. E in rapporto al Pil si raggiunge il livello più basso degli ultimi 15 anni. Della salute dei cittadini e di chi opera nella sanità a questo Governo non interessa nulla. Non lo diciamo noi, lo dicono i medici e gli infermieri italiani che hanno indetto il primo sciopero contro la legge di bilancio.
Difenderemo in Parlamento il diritto alla salute che è tutelato dalla Costituzione.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Le conseguenze del cambiamento climatico sono sotto gli occhi di tutti e siamo di fronte ad un escalation impressionante di eventi estremi che provocano danni rilevanti. Parliamo di piogge che in poco più di 24 mesi hanno colpito Marche, Ischia, Emilia-Romagna e Toscana con frane, smottamenti, alluvioni, fenomeni che rappresentano uno spartiacque tra passato e futuro nel settore della difesa idraulica e idrogeologica del territorio”. Così la deputata dem Ilenia Malavasi durante il Question time al ministro Ciriani sulle criticità legate al maltempo in Italia.
“Di fronte ad un governo che nega il cambiamento climatico – continua la deputata emiliana - e che azzera le risorse del Pnrr destinate a tale scopo, è evidente che non servono manutenzioni ordinarie ma serva un piano nazionale straordinario che intervenga sul sistema idraulico dei territori legato al processo di tropicalizzazione che ha raggiunto l'Italia”.
Governo irresponsabile, Ministero senza guida durante manovra di bilancio
“Giuli commissariato prima ancora di iniziare, obbligato a fare marcia indietro sull’unica scelta che ha fatto finora: la nomina del suo capo di gabinetto. Il risultato è che il ministero della cultura si trova senza guida nel mezzo della discussione di una legge di bilancio che apporta tagli feroci a tutti i settori di sua competenza. Siamo davanti a un governo di irresponsabili che tratta con disprezzo i settori culturali italiani. Giuli deve venire subito in parlamento per completare l’audizione con le commissioni riunite fissato per il 17 ottobre e poi rinviato ”. Così la capogruppo democratica nella commissione cultura della Camera, Irene Manzi.
“Ho incontrato l'ambasciatrice della Mongolia in Italia S.E. Tserendorj Narantungalag, un incontro significativo volto a rafforzare i rapporti istituzionali tra i nostri due paesi. Durante la conversazione, abbiamo discusso della mia prossima visita istituzionale in Mongolia, prevista per i prossimi giorni, con il supporto dell’Ambasciatrice Italiana in Mongolia Giovanna Picarreta con l'obiettivo di esplorare opportunità di collaborazione in vari settori strategici. Abbiamo affrontato temi cruciali come lo sviluppo economico, la cooperazione culturale e le iniziative di sostenibilità, sottolineando l'importanza di un dialogo costruttivo tra le nostre nazioni. L'ambasciatrice ha evidenziato le potenzialità della Mongolia come partner strategico, e sono fiducioso che questa visita possa aprire nuovi canali di cooperazione. Riteniamo fondamentale proseguire in questo percorso di rafforzamento delle relazioni bilaterali, con l'auspicio di contribuire a un futuro di prosperità condivisa. Sarà un'opportunità importante per approfondire la nostra collaborazione e per gettare le basi di progetti concreti che possano beneficiare entrambi i paesi.” Così Nicola Carè deputato Pd eletto all’estero.
“Sebbene oggi in commissione il Partito Democratico abbia votato a favore del provvedimento attuativo alla legge di delegazione europea 2022-2023 di adeguamento al quadro normativo comunitario, per un’azione di maggiore contrasto al riciclaggio e al finanziamento del terrorismo, tuttavia occorre ricordare che, come dimostrano autorevoli pubblicazioni anche di Banca d’Italia, l’uso del contante produce effetti di facilitazione nei confronti dell’evasione e della criminalità”. Così il deputato dem Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze.
“Con la legge di bilancio 2023 – ha aggiunto l’esponente Pd - il governo Meloni ha innalzato la soglia all’utilizzo del denaro contante da 1.000 a 5.000 euro, quando fino al 31 dicembre 2022 il limite era di 2.000 euro. In Italia l’evasione raggiunge livelli record rispetto agli altri Paesi europei e si concentra principalmente sull’Irpef dovuta dai lavoratori autonomi e sull’Iva”.
“Con l’incremento della soglia al contante insieme a tutte le altre misure di favore introdotte in questi ultimi anni, dall’incremento della flat tax, al concordato preventivo, fino a tutte le forme di condono fiscale fin qui introdotte, il governo Meloni favorisce e continua a favorire principalmente quei 5 milioni di contribuenti, contro i 18 milioni di lavoratori dipendenti e i 16 milioni di pensionati che non possono proprio evadere perché pagano le proprie imposte sul reddito alla fonte”, conclude Merola.
“Giorgia Meloni si conferma la Robin Hood alla rovescia. Il Piano Casa Italia di questa Legge di bilancio non fa altro che compiere modifiche ordinamentali a quanto già previsto dal piano dello scorso anno, che però era finanziato solo dal 2027 (100 milioni in tutto: 50 nel 2027 e 50 nel 2028). Non c’è un euro per il sostegno agli affitti e alle morosità incolpevoli. Dunque, anche questa promessa è andata tradita. Eppure il Piano Casa Italia si era prefissato di definire le strategie di medio e lungo termine per la complessiva riorganizzazione del sistema
casa, in sinergia con gli enti territoriali, integrando i programmi di edilizia residenziale e di edilizia sociale. Nulla di tutto questo si trova nella manovra presentata. Un’altra occasione persa”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani.