Grazie per non aver rinunciato agli ideali della tua giovinezza
“Sono passati 40 anni eppure la figura di Berlinguer appare agli occhi di tanti come un esempio vivo. Lo si coglie in questi giorni, un affetto mai assopito che non è frutto della nostalgia ma la presa di coscienza di ciò che è venuto a mancare. Berlinguer è stato un comunista italiano dove l'aggettivo non è dettaglio ma sostanza”. Così il deputato democratico, Gianni Cuperlo, intervenendo in Aula a Montecitorio nella commemorazione del 40° anniversario della morte di Enrico Berlinguer.
“Berlinguer – ha aggiunto Cuperlo - ha schiuso porte su tutti i principali capitoli della modernità: la pace, le frontiere dei diritti civili, il pensiero femminista, le radici dell'ambientalismo. Non era l'utopia di una mente visionaria ma la testimonianza di un pensiero non ripiegato unicamente sulla conquista del potere. Non c'era alcun moralismo nelle sue battaglie ma solo il primato di una questione sociale che, ieri come oggi, è prima di tutto un'enorme questione morale”. 'Di cosa va più orgoglioso segretario Berlinguer?' gli chiese Giovanni Minoli nella sua ultima intervista a Mixer. 'Di non aver mai rinunciato agli ideali della mia giovinezza', rispose. Fosse solo per questo, noi venuti dopo, possiamo dire solamente grazie” ha concluso Cuperlo.
L'arcipelago di partitini che hanno fatto dell'antipolitica e del personalismo la loro cifra sono andati male. È stata premiata invece quella parte di opposizioni che sta veramente lavorando per l'alternativa. Renzi e Calenda hanno pagato la loro ossessione di dividere. Fino a dividersi anche tra loro e non superare nessuno dei due lo sbarramento.
Basta col tempo dei veti ora piattaforma politica come ha detto Elly Schlein. Serve un'agenda nel rapporto col paese. Sanità, salario minimo, diritto allo studio, nuove politiche industriali. Partiamo da questo, basta parlare delle diatribe tra i leader. Così non si va da nessuna parte. È essenziale perché l'astensionismo ha due matrici: distacco e esclusione sociale ma anche assenza di proposta politica per una vera alternativa.
Gli italiani che non la pensano come la destra, con Giorgia Meloni al governo, si aspettano dalle opposizioni tutte quello che è naturale: mettersi insieme sulle cose su cui siamo d'accordo. Partendo non dalle alchimie ma dall'Italia. Prima di tutto l'Italia."
Così il neo eletto all'Europarlamento Nicola Zingaretti intercettato a Montecitorio dalla trasmissione Tagadà.
“Un ’emozionante giornata di festa al Lambert Park. Con oltre 400 giovani calciatrici e si è celebrato il rinnovamento da 2 milioni di dollari di questo luogo così speciale. È uno stadio di calcio costruito appositamente a Leichhardt, nel Nuovo Galles del Sud, in Australia. È lo stadio di casa dell'APIA Leichhardt e lo è sin dalla nascita del club. Il sindaco Darcy Byrne ha presieduto l’evento insieme ai due grandissimi OAM Felice Montrone e Armando Gardiman, creando un’atmosfera indimenticabile. Grazie a il GIA Network, l'associazione di volontari che supporta i giovani italiani in Australia alla quale sono grato per aver condiviso questa gioia di far parte del progresso della comunità italo-australiana. Oggi è stata una giornata eccezionale per il calcio e la nostra comunità!” Così Nicola Carè, deputato eletto nella circoscrizione Estero, Ripartizione Africa, Asia, Oceania e Antartide.
“Ormai è chiaro: la difesa del suolo e la prevenzione contro il dissesto idrogeologico sono stati completamente dimenticati dal Governo Meloni. Non solo sono stati cancellati quasi 1 miliardo e 300mila euro dal Pnrr, ma non è stato nemmeno aggiornato il Progetto ‘Rendis’: il monitoraggio cioè che l'Ispra svolge per conto del Ministero dell’Ambiente sull'attuazione di piani e programmi di interventi urgenti. In sintesi non sappiamo niente delle opere previste e della loro effettiva realizzazione: per un Paese come il nostro dove quasi il 94 per cento dei comuni è ritenuto a rischio per frane, alluvioni o erosione costiera, si tratta di una condotta irresponsabile e pericolosa soprattutto dopo i disastri in Emilia a e Toscana. Continueremo ad incalzare il governo su questa tematica di sicurezza nazionale ma non accetteremo dalla destra altre lacrime di coccodrillo”.
È quanto riporta una nota dei deputati Pd in Commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani, Chiara Braga, Augusto Curti, Sara Ferrari e Rachele Scarpa, a seguito della discussione della interrogazione del Partito Democratico sullo stato di attuazione del progetto ‘Rendis’.
Le elezioni hanno inviato un messaggio chiaro al Governo: l’autonomia differenziata spacca il paese e gli italiani l’hanno bocciata nelle urne. Il governo la smetta di usare il Parlamento per i propri scambi e baratti interni e lavori invece su quelle che sono le vere priorità come la sanità. Domani in commissione è previsto l’inizio delle votazioni della legge Schlein. La maggioranza non ha presentato emendamenti; ci auguriamo che questo sia un segnale chiaro sulla volontà di portare rapidamente in Aula una legge che aumenta le risorse per il ssn, e permette finalmente nuove assunzioni”. Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera.
"Per la seconda volta, il Consiglio di sicurezza dell'Onu ha approvato una risoluzione per il cessate il fuoco a Gaza e l'immediato rilascio degli ostaggi ancora nelle mani di Hamas.
Solo la Russia si è astenuta sul testo proposto dagli Usa.
E proprio in queste ore arriva la notizia che Hamas ha accettato le condizioni ed è pronta a trattare sui dettagli.
Tocca a Israele, ora, l'ultima parola e sul governo di Netanyahu gli Usa in primis, ma anche tutti gli altri attori internazionali, devono esercitare la massima pressione.
Le risoluzioni dell'Onu vanno rispettate: non ci sono opzioni. Va fermata la carneficina del popolo palestinese, liberati tutti gli ostaggi e riconosciuto lo Stato di Palestina perché si lavori davvero alla soluzione di due popoli e due Stati". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Sulla grave situazione delle carceri italiane il governo continua a fare da notaio prendendo atto della realtà, condividendo peraltro le tante criticità che a più riprese abbiamo evidenziato in Parlamento. E’ marginale farci dare ragione dal Governo se poi non si assumono le conseguenti iniziative volte a dare soluzione alle problematiche in corso. Per questo non siamo soddisfatti delle risposte alle nostre interrogazioni”.
E’ quanto ha dichiarato il deputato Pd, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza della Camera in risposta al viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, che era intervenuto in Aula su due interrogazioni a prima firma Vaccari ed Anna Ascani, vice presidente della Camera.
“Lo scorso 22 aprile come gruppo Pd - dichiarano i deputati Pd Anna Ascani e Stefano Vaccari - abbiamo visitato oltre 30 istituti penitenziari e abbiamo riscontrato gravi carenze per molti versi drammatiche. La fotografia che emerge è quella di luoghi in cui le persone sono ammassate oltre ai limiti per i quali siamo stati condannati in sede europea. Da ciò ne consegue l’impossibilità di svolgere attività tese al reinserimento sociale del detenuto. Nelle carceri non si può studiare, non si può lavorare, non c’è una sufficiente copertura sanitaria, le infrastrutture sono fatiscenti e c’è carenza di personale. Aumentano i suicidi e il numero dei morti in carcere per cause diverse dal suicidio, che pure sono un fatto rilevante. In questo scenario inumano e degradante l’Italia si segnala per un altro aspetto di inciviltà: la reclusione di bambini e bambine all’interno delle carceri insieme alle loro mamme detenute.
Di fronte a tutto questo cosa fa il governo? Aumenta pene e introduce nuovi reati su fattispecie che potrebbero essere diversamente trattate anziché operare sulle problematiche. Gli istituti penitenziari - concludono Anna Ascani e Stefano Vaccari - non sono terra di nessuno ma luoghi dove tendere alla rieducazione del condannato, come recita la Costituzione. E su questo il governo continua a svicolare, irresponsabilmente”.
“Enrico Berlinguer ha lasciato un segno profondo nella storia democratica del nostro Paese e il suo ricordo vive ancora oggi nella memoria collettiva, a quaranta anni di distanza dalla sua morte, anche tra coloro che per ragioni di età non hanno avuto modo di conoscerlo in vita. E’ questo un fatto straordinario che dà ancora più lustro alla figura di un grande personaggio politico così vicino alle ragioni e alle aspettative di quella parte di popolo in continua ricerca di riscatto sociale e della dignità spesso negata”.
Lo dichiara il deputato Pd, Silvio Lai, che questa mattina, nel giorno dell’anniversario della morte di Berlinguer, ha partecipato a Sassari alla cerimonia di deposizione di una corona in corrispondenza della casa natale del leader in viale Dante.
“Per noi sardi - aggiunge - vi sono molti motivi in più per ricordarlo a cominciare dal fatto che la Sardegna è stata per tutta la vita, anche a distanza, la terra di Enrico Berlinguer. Un legame forte, valoriale che si riscontrava anche nel suo profilo personale: sobrio, privo di fronzoli e al tempo stesso rigoroso nei comportamenti che addolciva con un sorriso accogliente in grado di non far mai pesare ruoli e funzioni. Rimarrà per sempre il suo esempio - conclude - perché ci ha consegnata una idea nobile della politica lontana dagli interessi personali e dalle convenienze, capace però di guardare sempre agli interessi collettivi, con coraggio e determinazione”.
Con Schlein, Braga, Boccia e tutti i parlamentari dem
“L’assemblea congiunta dei Gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato, si terrà oggi – martedì 11 giugno, ore 12.00 – presso l’Auletta dei Gruppi parlamentari di Montecitorio (via di Campo Marzio, n. 78). All’ordine del giorno: l’analisi del voto delle elezioni europee e amministrative e i principali dossier al vaglio del parlamento, dall’autonomia differenziata al premierato. L’assemblea è aperta alla stampa, i giornalisti, i fotografi e i cineoperatori che vorranno partecipare dovranno inviare una richiesta d’accredito all’indirizzo mail pd.ufficiostampa@camera.it.
Berlinguer, 40 anni dopo. Ancora oggi attuale il suo sguardo al futuro, la sua idea di Europa e di giustizia sociale. Ci ha lasciato pensieri lunghi che vogliamo onorare ogni giorno “casa per casa, strada per strada”.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati, dopo l’omaggio alla tomba di Enrico Berlinguer questa mattina al cimitero Flaminio.
“La sinistra ha ritrovato voti, anima e popolo. E anche il sorriso. Ci siamo battuti piazza per piazza, casa per casa, provando testardamente a mettere al centro della campagna elettorale sanità pubblica, lavoro povero, diritti negati.
La cosa più bella: essere il primo partito tra i giovani.
Ma la metà degli elettori resta a casa, perché non crede più che la politica possa cambiare le loro vite, come se le pensassero consegnate a una precarietà ineluttabile.
Per questo non ci fermeremo, per questo continueremo a stare alla larga dal politicismo, dal personalismo, dalle armi di distrazione che useranno, e continueremo a parlare alle e delle persone, delle loro ansie e delle loro fragilità, e a dirgli che "no, non è vero che siamo tutti uguali, l'Italia può cambiare. E tutti devono capire che il tema non è un campo largo, ma unirsi per costruire un sogno per l'Italia. Siamo tornati nelle piazze e lì resteremo, insieme. Avanti, è possibile!”
Così su facebook Marco Furfaro, capogruppo in commissione affari sociali e membro della segreteria nazionale del PD.
“Il governo Meloni, invece di portare avanti una riforma che sta già spaccando l’Italia e indebolirà ulteriormente nel governo del territorio la capacità nazionale di affrontare scelte strategiche fondamentali, dovrebbe subito accogliere il nostro invito a correggere il nuovo Pniec italiano che è stato elaborato senza trasparenza e coinvolgimento del Parlamento. La Commissione Europea ha già giudicato il nostro contributo alla neutralità climatica insufficiente, debole e privo di obiettivi innovativi. Un Piano miope che continua a scaricare sui più deboli e i più fragili i costi della crisi climatica legato alla vecchia visione dell'Italia come hub del gas, anziché motore delle fonti rinnovabili. L’Ue ha inoltre rilevato che non raggiungeremo gli obiettivi di riduzione delle emissioni per il 2030. Ecco perché con la nostra mozione chiediamo al governo di impegnarsi: nel sostenere l’uscita ordinata dalle fonti fossili, pianificando la riduzione delle emissioni del 55% al 2030 e raggiungendo la neutralità climatica al 2050, eliminando progressivamente i sussidi alle fonti fossili e promuovendo politiche per l'espansione delle energie rinnovabili. Chiediamo inoltre che venga promossa la decarbonizzazione dell'economia attraverso politiche e investimenti pubblici e definito un piano pluriennale per il risparmio energetico e l'elettrificazione dei consumi abitativi; e sostenuta la mobilità sostenibile, integrata e intermodale, privilegiando il trasporto collettivo pubblico, l'elettrificazione, l’intermodalità nel trasporto merci e il trasferimento da gomma a ferro e marittimo per la lunga percorrenza, la mobilità condivisa e dolce. Gli asset idroelettrici nazionali devono essere ritenuti come strategici, sbloccando i necessari investimenti per il settore che garantisce quasi il 20% del fabbisogno elettrico nazionale. ”.
Così il deputato dem Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd, intervenendo in Aula per illustrare la mozione dem sul Piano nazionale integrato energia e clima (Pniec).
“Con queste elezioni il Governo Meloni non può non prendere atto del fatto che soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno ha ottenuto ottimi risultati. Dobbiamo ripartire da qui e subito. Il Governo Meloni faccia un passo indietro sull’autonomia differenziata che discuteremo domani in Aula. Lo chiedono i cittadini”. Lo dichiara il deputato del Pd, Stefano Graziano, che aggiunge: “Un particolare ringraziamento va alla guida della segretaria Elly Schlein e a tutti i candidati che hanno fatto un lavoro enorme sui territori”.
“L’assemblea congiunta dei Gruppi parlamentari del Pd di Camera e Senato, si terrà domani – martedì 11 giugno, ore 12.00 – presso l’Auletta dei Gruppi parlamentari di Montecitorio (via di Campo Marzio, n. 78). All’ordine del giorno: l’analisi del voto delle elezioni europee e amministrative e i principali dossier al vaglio del parlamento, dall’autonomia differenziata al premierato. L’assemblea è aperta alla stampa, i giornalisti, i fotografi e i cineoperatori che vorranno partecipare dovranno inviare una richiesta d’accredito all’indirizzo mail pd.ufficiostampa@camera.it, entro le ore 10 di domani mattina.
“Tra i grandi partiti il PD è l’unico a crescere sia in voti assoluti sia in percentuale rispetto alle politiche del 2022. Dopo una campagna elettorale tutta incentrata dalla maggioranza di governo sulle questioni nazionali non appare improprio un raffronto con le ultime consultazioni politiche. Rispetto alle politiche del 2022, il PD aumenta di circa 250.000 i suoi consensi e del 5,1 in termini percentuali. Analogamente AVS compie un balzo in avanti di oltre 540.000 voti e del 3,1%. Fratelli d’Italia, invece, perde circa 600.000 elettori rispetto al 2022 pur crescendo in percentuale del 2,8. Anche la Lega segna un meno circa 400.000 elettori e un +0,2%, mentre Forza Italia pareggia o quasi in termini di voti (meno 40.000) e aumenta dello 0,5%.
M5S ,invece, ha il risultato peggiore: circa 2 milioni di voti in meno in due anni con un calo del 5,4%. Per quanto riguarda l’affluenza il raffronto corretto per la diversa composizione degli aventi diritto è quello tra le europee 2019 e quelle del 2024: meno 3 milioni di votanti e meno 6,4 in termini percentuali. Per la prima volta nella storia della Repubblica in un’elezione nazionale non si è arrivati al 50% dei votanti”
Lo scrive in una nota, l’on. Federico Fornaro, dell’Ufficio di presidenza del PD alla Camera.