“Matteotti, De Gasperi, Berlinguer sono figure lontane e politicamente diverse. Abbiamo voluto porle in relazione oggi per mettere in luce il loro europeismo e il loro profondo legame con la democrazia. Tratti comuni delle fondamenta del Pd. Quest’anno ricorrono i loro anniversari, ragionare, intrecciando le loro storie ci fa riflettere sul presente. Nel momento in cui sovranismo e populismo minacciano la tenuta europea e la democrazia.
Nonostante le grandi differenze parliamo di tre statisti che hanno contribuito a gettare le basi, a scrivere e a difendere la Costituzione italiana. Il patto tra gli italiani. Patto che la destra di oggi vuole colpire. Quindi quella di oggi non è stata solo una discussione rivolta al passato ma molto attuale e molto attenta alle battaglie di oggi” così il deputato democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo del Pd della Camera, Roberto Morassut promotore del convegno che si è tenuto oggi alla Camera.
“Giorgia Meloni, pur di raccontare agli italiani di aver fatto diminuire i flussi migratori, non solo è disposta a elargire fondi dei contribuenti a regimi autocratici e violenti come quelli egiziano e tunisino, ma anche inserire questi Stati nell'elenco dei cosiddetti ‘Paesi sicuri’”.
Lo dichiarano il responsabile Esteri del Pd, Peppe Provenzano, e la deputata Laura Boldrini, presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Se - aggiungono - come si legge nel decreto del ministero degli Esteri, un Paese è considerato sicuro ‘sulla base dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico’ chiederemo al ministro Tajani di spiegare secondo quali criteri l’Egitto possa rientrare in questa definizione, un Paese che tiene in carcere almeno 60mila dissidenti, attivisti, sindacalisti e oppositori. Questo fa il paio con le nuove disposizioni di Enac (Ente Nazionale per l'Aviazione Civile), di diretta competenza del ministro Salvini, secondo cui gli aerei delle Ong non potranno più alzarsi in volo sul Mediterraneo per individuare eventuali imbarcazioni in difficoltà, dare l'allarme e salvare le vite di chi è a bordo. Una decisione cinica che mette a rischio la sopravvivenza di migliaia di uomini, donne e bambini, come accade già a causa del decreto Piantedosi che impedisce alle navi umanitarie di intervenire per più di un soccorso alla volta. L'ennesimo tentativo di smantellare un sistema di monitoraggio e salvataggio che la società civile ha messo in atto per compensare le mancanze dello Stato. Per Meloni e Salvini - sottolineano Boldrini e Provenzano - la priorità non è evitare i naufragi, ma ostacolare i salvataggi delle Ong. Per questo, presenteremo un'interrogazione al governo”.
“Oggi la ministra Calderone ha sostenuto che si stanno facendo tutti gli sforzi possibili per fermare la pandemia degli incidenti sul lavoro. Anche normativi. Addirittura apre alla possibilità di estendere la patente a crediti ad altri settori dopo che venti giorni fa ha fatto votare solo quella per gli edili, tra l’altro depotenziandola. Perché non si è fatto prima? Quando l’opposizione e i sindacati la chiedevano a gran voce? Pretendiamo serietà: su questi temi non si possono lasciare le cose a metà. Si faccia un decreto per estendere la patente a punti e si assumano più ispettori perché i numeri annunciati dalla Calderone sono molto al di sotto del necessario. Siamo disponibili a confrontarci ma sulle cose vere, non sulla propaganda”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La rapida evoluzione del quadro geopolitico internazionale rende urgente un'informativa in Aula del Governo sui teatri di guerra” lo ha chiesto intervenendo in aula alla Camera il capogruppo democratico in commissione difesa, Stefano Graziano. “Alla luce di quello che sta accadendo è giusto e urgente che io governo venga in Aula a riferire sui teatri di guerra e sulla posizione dell'Italia sul piano europeo e sul piano internazionale”.
“Il Partito Democratico vuole contribuire a rafforzare la cybersicurezza nazionale ma il ddl presentato dal governo è una scatola vuota, senza fondi e senza finanziamenti, che richiede alle amministrazioni e alle aziende di fare tutto da sole. Il risultato finale è che nessuno farà nulla”. Lo dichiara Matteo Mauri vicepresidente della commissione Affari Costituzionali alla Camera intervistato da CyberSicurityItalia.
“Se il ddl cybersicurezza deve essere approvato senza coperture – ha aggiunto Mauri - il governo deve spiegare anche come si possano pagare le figure professionali dei referenti di CyberSicurity senza poterle prendere fuori l'Amministrazione attingendo al mercato. Il ddl non finanzia la necessaria formazione continua del personale addetto alla cybersicurezza”.
“Sui morti sul lavoro i numeri continuano a crescere ma la prevenzione ed i controlli non aumentano. Gli ultimi drammatici episodi confermano come il governo non riesca a mettere in campo misure e soprattutto risorse efficaci per contrastare una strage infinita. Il Partito Democratico è pronto a fare la sua parte ma l’appello all’unità di intenti lanciato del sottosegretario Durigon oggi a Montecitorio deve poi concretizzarsi nel dibattito parlamentare: un dibattito che questa destra, anche recentemente sulla sicurezza sul lavoro e nel decreto Pnrr, prosegue a mortificare. Se la premier Meloni continuerà sulla sua finta narrazione di un paese in crescita che sta assicurando solo buona occupazione, diritti garantiti e salari onorevoli sarà difficile trovare soluzioni comuni e la colpa degli incidenti sarà addossata sempre e comunque (come ha fatto pubblicamente l’imprenditore di Carrara del marmo Alberto Franchi) alla superficialità degli stessi lavoratori”: è quanto dichiara il deputato Pd e segretario Dem della Toscana Emiliano Fossi nel corso della discussione della interrogazione sulla sicurezza sul lavoro svolta oggi a Montecitorio.
Governo punta a depotenziare e politicizzare misura fondamentale per industria cinematografica
“Ancora nulla di fatto su tax credit cinema e audiovisivo, l’inattività del ministro Sangiuliano è la causa della grave frenata dell’industria cinematografica”. Così la capogruppo democratica nella commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, dopo che “per sopravvenuti impegni del governo” e’ stato annullato il question time previsto domani in Commissione Cultura dove doveva essere discussa un’interrogazione parlamentare del gruppo democratico sui gravi ritardi dei decreti sul tax credit cinema e audiovisivo. “Il settore cinematografico e audiovisivo - aggiunge Manzi - sta vivendo una brusca frenata per colpa dell’inattività del governo che, da un lato, taglia le risorse alla legge cinema e, dall’altro, anticipa nuove norme che depotenziano il tax credit, complicano e politicizzano le modalità di finanziamento delle produzioni. Quella di Sangiuliano è una grave responsabilità - sottolinea Manzi - perché l’incertezza sulle regole e sugli importi del tax credit sta penalizzando e rallentando molte produzioni nazionali e allontanando dal nostro paese importanti progetti internazionali con gravi effetti sull’economia e l’occupazione”.
“L’unica certezza sul Superbonus è che ad oggi il governo Meloni non ne ha azzeccata una: come avevamo sottolineato tempo fa analizzando i dati Enea la spesa è andata fuori controllo a causa della destra, incapace di gestire una rimodulazione graduale e certa degli incentivi. Ora che la verità sta emergendo con chiarezza il ministro Giorgetti, al governo da oltre 3 anni, continua a non assumersi le proprie responsabilità ed a buttarla in caciara con paragoni fuori luogo: lasci stare il Vajont che fu una strage annunciata con migliaia di morti innocenti mentre qui siamo di fronte ad una palla di neve che la sua incapacità ha trasformato in una valanga”. Così Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
Secondo indiscrezioni stampa anche Anac starebbe tentando di far luce su Sogin
“Alla luce delle recenti rivelazioni a mezzo stampa sulla Sogin secondo cui anche l’Anac starebbe cercando di fare chiarezza, presenteremo una interrogazione ai ministri competenti sul presunto spoil system in atto all’interno di Sogin”. Così in una nota i democratici Di Sanzo, D’Alfonso, Simiani, Peluffo, Laus e Fornaro annunciano la presentazione di una nuova interrogazione ai ministri dell'Economia, Giancarlo Giorgetti, e dell'Ambiente e della sicurezza energetica, Gilberto Pichetto Fratin, per fare luce su quanto sta accadendo in Sogin. “La maggioranza – aggiungono i dem - spieghi se è vero che c'è stata ‘pulizia’ dei dirigenti non graditi al Governo. Il nostro gruppo ha già presentato un’interrogazione al riguardo a cui il governo ha risposto in maniera molto sommaria, in cui chiedevamo di verificare l'operato di Sogin e, in particolare, di spiegare le ragioni della decisione di riassumere Giuseppe Bono con ruoli di responsabilità, onde evitare il rischio di arbitrarie discriminazioni delle competenze ed esperienze dei dipendenti in servizio e delle professionalità interne; e per assicurare il rispetto delle norme in materia di anticorruzione, trasparenza ed evidenza pubblica e il riconoscimento o meno di un significativo aumento stipendiale e un miglioramento dell'inquadramento di categoria di Bono, tale da esporre la Sogin al rischio di controversie interne legate a fattispecie di demansionamento e dequalificazione delle figure dirigenziali in organico. Auspichiamo – concludono i democratici - da parte del Governo e degli attuali dirigenti e ad di Sogin una maggiore trasparenza su quanto sta avvenendo con la nuova gestione voluta dalla maggioranza e sui costi circa le nuove assunzioni".
“Dinnanzi all’emergenza idrica nazionale il ministero dell’Agricoltura non può più tergiversare. E’ necessario un serio stanziamento di risorse oltre quelle che si intende destinare alla Sicilia assieme alla decretazione d’urgenza che pure questa è arrivata in ritardo. Il misero finanziamento da poco più di 400 milioni di euro che il governo ha detto sia oggi disponibile è assolutamente insufficiente. La realtà è che l’esecutivo è in grande ritardo, come denunciamo già da tempo, e che occorre mettere in campo un piano straordinario, peraltro già annunciato entro giugno dallo stesso commissario dell’Acqua il 22 di marzo scorso, dopo la Cabina di regia per la crisi idrica del 19 marzo. Non c’è più tempo da perdere: ci aspettiamo con urgenza le risposte che sono attese dall’intero comparto agricolo”.
Così il capogruppo del Pd in commissione Agricoltura alla Camera, Stefano Vaccari, in replica alla risposta del ministro Francesco Lollobrigida all’interrogazione presentata insieme ai colleghi dem, Forattini, Marino e Rossi.
“Serve intervenire con misure straordinarie - denunciano i deputati interroganti - per supportare gli agricoltori e mitigare gli impatti devastanti della siccità sul comparto agricolo nazionale, sollecitando l’adozione di interventi mirati. Tra questi, l’erogazione di aiuti economici straordinari per compensare le perdite subite dagli agricoltori, l’attivazione di misure di sostegno per la gestione idrica e l’accelerazione delle procedure per l’ottenimento di autorizzazioni e finanziamenti per interventi di efficientamento idrico e irrigazione. L’Anbi (Associazione nazionale consorzi di gestione e tutela del territorio e acque irrigue) - aggiungono - ha censito oltre settecento progetti di manutenzione straordinaria delle infrastrutture idriche nazionali, per un investimento complessivo di 2,3 miliardi di euro. Le regioni hanno presentato 562 proposte da 13,5 miliardi per il piano nazionale di interventi strutturali e per la sicurezza del settore idrico, ma serve indicare in fretta le priorità e indicare le risorse con cui realizzarle”.
"Nella nuova lista dei paesi cosiddetti "sicuri" il governo ha inserito anche l'Egitto. Chissà cosa ne pensa la famiglia Regeni che proprio in queste settimane è in tribunale ad ascoltare come gli ufficiali dell'esercito del "paese sicuro" hanno depistato le indagini sull'assassinio di Giulio. Un paese è considerato sicuro “sulla base dell’applicazione della legge all’interno di un sistema democratico” si legge nel decreto del ministero degli Esteri.
Giorgia Meloni sta stringendo patti con autocrati e dittatori a cui chiede una sola cosa: bloccare i migranti con ogni mezzo. In cambio di denaro e di aiutarli a rifarsi un'immagine. E così, dopo la Tunisia anche l’Egitto diventa “sicuro”, un paese governato da un presidente diventato tale dopo un colpo di stato, nel 2013, che mette oppositori, difensori dei diritti umani e sindacalisti in carcere, com'è successo a Patrik Zaki per qualche post sui social. Le carceri egiziane, vale la pena ricordarlo alla premier, sono piene di persone che hanno osato manifestare e si oppongono al regime: sono circa 60mila.
Quale sarà il prossimo promosso tra i "paesi sicuri"? La Libia dei campi di detenzione dove le persone vengono stuprate, picchiate, e torturate?
Come si può arrivare a tanto?" Lo dichiara Laura Boldrini, deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"È con grande dolore che ho appreso la notizia della scomparsa di Marcella Emiliani. Docente universitaria, intellettuale, protagonista del dibattito storiografico e politico. La sua competenza su Africa, Asia, America Latina ha rappresentato un riferimento fondamentale per il mondo accademico e istituzionale. Con lei tanti sono stati i momenti di incontro e di confronto".
Così Andrea De Maria, deputato PD
“Una donna su cinque esce dal mercato del lavoro se diventa madre. Un dato allarmante e inaccettabile, che spiega benissimo le difficoltà legate alla maternità nel nostro Paese, tutte sulle spalle delle donne”. Così la capogruppo del Pd in commissione Infanzia e Adolescenza, Michela Di Biase, commentando il rapporto “Le equilibriste” presentato oggi da Save the Children.
“I numeri del rapporto sono chiarissimi – sottolinea la deputata Pd – a fronte di un tasso di occupazione femminile del 63,8%, le donne senza figli che lavorano raggiungono il 68,7%, mentre solo poco più della metà di quelle con due o più figli minori ha un impiego (57,8%). Dati che crollano di venti punti percentuali nelle regioni del Sud. Non c’è molto da aggiungere se non chiedere, ancora una volta, che il governo ascolti le richieste per una serie di interventi che riducano il divario di genere lavorativo e salariale, investendo sui servizi territoriali per evitare che il lavoro di cura ricada tutto sulle madri. Abbiamo svelato il bluff dei bonus annunciati dalla presidente Meloni e torniamo a chiedere invece interventi strutturali per asili nido e sostegno alla maternità. Sul lavoro femminile il Partito Democratico ha presentato una proposta chiara che metterebbe l’Italia sullo stesso piano dei paesi europei: un congedo paritario di 5 mesi per entrambi i genitori, pienamente retribuito e non trasferibile tra i genitori. Chiediamo che venga subito calendarizzata per fare davvero un passo in avanti”.
"Nell'ambito di due processi per diffamazione di due consiglieri provinciali di Trento, ci troviamo di fronte all'ennesima richiesta di insindacabilità nei confronti dell'onorevole Sgarbi, deputato all'epoca dei fatti. Non possiamo aderire alla ricostruzione fatta dal relatore in Aula perché la terminologia usata da Sgarbi è infelice nella forma e nella sostanza e soprattutto non inquadrabile nella critica politica. Le affermazioni sono state rese al di fuori dell'Aula senza alcun nesso funzionale tra le frasi offensive e una pregressa attività parlamentare dall'onorevole Sgarbi. Per queste ragioni il gruppo Pd vota a favore della sindacabilità". Lo ha dichiarato la deputata Pd, Antonella Forattini, intervenendo in Aula di Montecitorio sulla relazione della Giunta per le Autorizzazioni sull'insindacabilità di Vittorio Sgarbi per le affermazioni offensive nei confronti di due consiglieri provinciali di Trento.