Donne: Gribaudo, da governo nessuna rendicontazione su parità salariale
Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne
Solo propaganda e retorica ma nessun rispetto per le donne
"È vergognoso che la destra abbia respinto l'emendamento del Partito Democratico che proponeva di ridurre l'IVA dal 10% al 5% sui prodotti per l’igiene femminile e la prima l'infanzia. Una misura concreta e di buon senso bocciata da un Governo guidato da una donna che non pensa alle donne, che sceglie di portare avanti leggi disegnate dagli uomini per gli uomini.
Le capogruppo delle forze di minoranza nella commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio e ogni forma di violenza hanno scritto alla Presidente della commissione stessa, censurando le sue parole di accusa alle opposizioni, per la mancata condivisione di una mozione unitaria sul contrasto alla violenza, espresse nella seduta di ieri alla Camera dei Deputati.
“Una vera cultura contro il patriarcato e contro la violenza sulle donne si costruisce con l’educazione all’affettività. Lo confermano i dati preoccupanti diffusi oggi da Save the Children. Un adolescente su tre è d’accordo con la tesi che la violenza possa essere provocata dal comportamento o dall’abbigliamento di una ragazza. Uno su cinque ha confermato che in una relazione può anche scapparci uno schiaffo.
“È semplicemente inaccettabile che nel 2024 si verifichino episodi di discriminazione contro le donne lavoratrici. Leggiamo infatti di alcune ASL del Lazio, tra cui ASL Roma 2 e Rieti, insieme a ospedali come il San Giovanni di Roma e gli IFO, starebbero posticipando l'assunzione di infermiere vincitrici di concorso pubblico al termine del periodo di maternità obbligatoria. Si tratta di una violazione grave dei diritti delle donne e del principio di parità sul lavoro.
"Siamo alla fine di ottobre e ancora non c'è traccia del rapporto sullo stato di attuazione della legge 194 sull'interruzione volontaria di gravidanza che il governo deve presentare ogni anno entro febbraio". Lo dichiarano le deputate dell'Intergruppo della Camera per le donne, i diritti e le pari opportunità, coordinato da Laura Boldrini.
“In un Paese normale, e civile, l’iniziativa del Comune di Figline e della UISP di dedicare, nella piscina comunale, un’ora per le donne di religione musulmana seguite da istruttrici femminili, sarebbe vista e giudicata come un bel gesto di integrazione, rispetto di un’altra cultura e accoglienza.
La destra invece, da stamattina, ha sparato le fanfare della propaganda, creando il nuovo mostro da sbattere in prima pagina. Ha addirittura mobilitato i suoi “simpaticissimi” vignettisti, sempre pronti con la mano pesante contro le minoranze e un po' meno contro il potere e il Governo.
Bucci dovrebbe chiedere scusa a tutte le donne. Chi si candida a governare una regione deve rispettare e non giudicare e additare tutte quelle persone che per scelta, esperienze, dolori personali non hanno potuto o voluto avere figli. Dire che chi fa figli contribuisce al successo della società è un'affermazione da Medioevo, da oscurantismo, per nulla liberale.
Non è facendo sentire in colpa chi non ha figli che si risolve il problema della natalità. Le parole del candidato della destra in Liguria Marco Bucci ricordano più lo stato etico che la rivoluzione liberale e sono offensive per tutte le donne. Da chi si candida a governare una Regione ci saremmo aspettati ricette per sostenere il lavoro femminile, proposte per un welfare capace di accompagnare percorsi di vita e lavoro sempre più complicati. Servirebbe rispetto e non frasi da medioevo come quelle che abbiamo sentito da Bucci.
"La partecipazione democratica delle donne è un tema centrale nel nostro Paese e nel mondo, perché è la chiave reale per superare le disuguaglianze che pesano di più sulle donne e per migliorare la qualità della vita di tutti. È necessaria sia per condannare in modo netto e totale soprusi gravissimi - come la nuova legge in Afghanistan che, tra i tanti divieti, nega alle donne anche l'utilizzo della loro voce in pubblico - sia per mettere in atto politiche realmente paritarie anche nel nostro Paese, dove risulta ormai chiaro che non basta avere una premier donna per farlo.