Manovra: Serracchiani, passi avanti per tutelare lavoro donne e parità salariale

  • 08/11/2021

E’ certamente un passo avanti la riduzione del cinquanta per cento, per un anno, del versamento dei contributi previdenziali per le lavoratrici che rientrano dopo il congedo obbligatorio di maternità previsto dalla legge di bilancio. Ed è una buona notizia anche il carattere strutturale della durata di dieci giorni del congedo di paternità come pure l’aumento di 50 milioni di euro delle risorse per il Fondo di sostegno alla parità salariale. Si tratta di misure importanti.

8 marzo: Lorenzin, peso Dad ricade su lavoratrici, misure a sostegno subito

  • 08/03/2021

“Si chiudono di nuovo le scuole e, come in un film già visto, con i figli in Dad tutti i disagi ricadono sulle madri, siano esse impiegate, operaie o single. In questa emergenza difficile e per molti aspetti drammatica, occorre fronteggiare la situazione garantendo alle madri lavoratrici congedi, tutele flessibili e incentivi. Le statistiche parlano chiaro, le donne con contratti a tempo determinato sono fuori dal mercato del lavoro dall’inizio della crisi e sono altamente a rischio di povertà. La parità salariale e la parità occupazionale, di fatto, sembrano obiettivi molto distanti.

Dl cuneo fiscale: Boldrini, abbassate tasse per 16 milioni lavoratori. Promessa mantenuta

  • 31/03/2020
“Con il voto di oggi la Camera ha approvato il decreto che riduce le tasse sugli stipendi di 16 milioni di lavoratori e lavoratrici. Dal mese di luglio riceveranno più soldi in busta paga. Un provvedimento, il taglio del cuneo fiscale, di cui beneficeranno pure tante persone che in queste settimane difficili continuano a lavorare.  L’avevamo deciso nella legge di bilancio. Anche nei momenti di crisi le promesse vanno mantenute”.
 
Lo dichiara la deputata Pd, Laura Boldrini.

Rdc: Cantone, nessuna difesa per donne in difficoltà

  • 14/03/2019

“Escludere dalla platea dei beneficiari del Rdc le lavoratrici che si sono dovute dimettere, pur se volontariamente, per una gravidanza o perché con un bimbo piccolo, o perché costrette ad assistere un familiare anziano o un bambino non autosufficiente, o, peggio ancora, nei casi di dimissioni forzare, è una scelta che grida vendetta. Come può una maggioranza che si è presentata come il ‘governo del popolo’ ignorare questi elementari diritti fondamentali? Come si può pensare di non sostenere una persona in una così evidente situazione di difficoltà economica?”.