“Giorgia Meloni vive sulla luna. Racconta un’Italia dove i salari crescono. Dimentica che il carrello della spesa è esploso e nemmeno un terzo del potere d’acquisto perduto si è recuperato. Questo non accade nei decenni precedenti, accade negli ultimi quattro anni, tre e passa dei quali governati da lei. Il suo è il Governo che ha negato il salario minimo, rinnovato contratti pubblici senza garantire il recupero totale dell’inflazione, tagliato il reddito di cittadinanza, ridotto gli ammortizzatori sociali, alimentato il ricorso ai subappalti e liberalizzato contratti a termine e intermittenti. Le cause dei bassi salari sono nelle sue scelte politiche. Ormai è chiaro a tutti gli italiani, tranne che a lei.” Lo dichiara Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro di Montecitorio.
Chiara Valentini lascia un grande vuoto. Storica firma de L’Espresso, biografa di Enrico Berlinguer, protagonista attiva della rivoluzione femminista. Ho avuto il privilegio di frequentarne la casa negli ultimi anni della sua vita quando purtroppo una terribile malattia la stava piano piano spegnendo e aveva teneramente accanto il suo compagno di una vita, Aldo Tortorella, dirigente del PCI e partigiano, scomparso purtroppo meno di un anno fa. Con lei se ne va una delle voci più autorevoli e originali della cultura italiana.
Così il deputato del Pd Arturo Scotto.
“La mancata proroga degli sgravi fiscali per l’assunzione di donne e giovani nel Mezzogiorno è un altro regalo che la destra fa alla parte più debole del Paese. Lo hanno fatto sparire dal Milleproroghe e ora provano a recuperare con un emendamento in extremis. Non si capisce chi sia il responsabile di questo pasticcio che in ogni caso allungherà di molto i tempi per l’entrata in vigore della misura. Siamo alle solite: la mano destra non sa quello che fa la mano sinistra. Di fronte a tanta improvvisazione chiediamo alla ministra Calderone di venire a riferire in Commissione Lavoro. Il Parlamento deve essere informato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Mentre il mondo dorme, tante Ong non potranno più operare nei Territori palestinesi occupati da Israele. Per capirci: non entreranno Save the Children e Medici Senza Frontiere. Quando si parla della più grande democrazia del Medio Oriente bisognerebbe contare fino a dieci”.
Così sui social il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"La bocciatura dell'ordine del giorno del Pd sulle pensioni è la dimostrazione che nel prossimo anno ci riproveranno. Chiedevamo che venisse definitivamente escluso l’azzeramento del riscatto della laurea e l’allargamento delle finestre ai fini dell’uscita anticipata, che avrebbe portato a un ulteriore vertiginoso aumento dell’età pensionabile, ma hanno detto No. Dunque, hanno smentito anche la Lega che promette a destra e manca cose che non può mantenere. Dicano la verità agli italiani: stanno tradendo tutte le promesse elettorali".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Lega presenta un ordine del giorno per chiedere al Governo, di cui fa parte, di non aumentare l’età pensionabile. Nel frattempo si appresta a votare un Legge di Bilancio in cui è previsto che il 96 per cento dei lavoratori andranno in pensione più tardi di tre mesi. Colleghino la lingua con il cervello per una volta. La verità è semplice: siamo davanti a un imbroglio sulla pelle dei cittadini più deboli”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“A differenza della destra, per noi quando parla la magistratura e decide di avviare indagini non si discute: vadano fino in fondo. Perché se c’è qualcuno che ha usato i soldi degli italiani non per sostenere la solidarietà nei confronti di un popolo genocidato, ma per sostenere la causa di un’organizzazione terroristica, chi lo ha fatto ha tradito la questione palestinese”.
Lo ha affermato il deputato del Pd, Arturo Scotto, a proposito dell'operazione condotta a Genova che ha portato all'arresto di Mohammad Hannoun, dopo l'informativa al ministro dell'Interno chiesta in aula alla camera da Fratelli d'Italia, ricordando la "condanna ferma ai fatti del 7 ottobre da parte dell’opposizione", perché "per noi il terrorismo è un nemico della causa e della prospettiva laica e democratica dei palestinesi".
“Da settimane seguiamo la vertenza Burger King di Napoli che vede coinvolti 30 lavoratrici e lavoratori del sito di piazza Garibaldi. Apprendiamo dalla Cgil che da qualche giorno ‘Grandi Stazioni Retail’ avrebbe letteralmente staccato anche la luce e il riscaldamento, nonostante i lavoratori siano ancora in presidio permanente. Si tratta di una scelta incommentabile, alla vigilia di Natale, nei confronti di persone che lottano per difendere il proprio posto di lavoro. Continueremo in Parlamento a sollecitare un intervento del governo con la massima urgenza e a interloquire con comune e regione affinché a queste persone vengano garantiti non solo tutti gli strumenti di protezione sociale previsti dalla legge ma anche un piano industriale e una prospettiva lavorativa”.
Così i deputati dem, Marco Sarracino, della segreteria del Pd, e Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Aver inserito nella manovra di bilancio l’emendamento Pogliese è una vigliaccata fatta ai danni dei lavoratori più poveri e indifesi. Una sanatoria mascherata per le imprese che hanno pagato per anni i lavoratori con retribuzioni da fame a cui i giudici hanno chiesto di sanare gli arretrati dovuti. Cosa che grazie a questo intervento non sarà possibile. Mentre le opposizioni continuano a chiedere il salario minimo, loro trasformano lo sfruttamento in una cosa normale”.
Così il capogruppo della commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
"La Lega pensa di aver rimediato alla figuraccia sulle pensioni facendo ritirare il maxi emendamento. Una vittoria di Pirro. Intanto perché l’età pensionabile cresce comunque per il 96 per cento dei lavoratori a legge di bilancio vigente. E perché ora nel mirino entrano i lavoratori precoci. Una vergogna. La loro parola, le loro promesse valgono zero. Con questa pantomima hanno rotto il patto di fiducia con milioni di lavoratori. Che oggi sanno che se, non oggi, ma sicuramente domani potrebbero essere toccati i loro diritti acquisiti. Dovrebbero chiedere scusa, anziché esultare". Così il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.
“La maggioranza è a pezzi: il maxi emendamento sta provocando sempre di più una spaccatura tra la Lega e il resto degli alleati. E persino dentro la Lega. Non stiamo parlando di una mozione parlamentare, ma della legge di bilancio. Chiediamo il ritiro del maxi emendamento. Non si cambia la disciplina pensionistica di milioni di persone con un espediente parlamentare. Hanno fatto un guaio grande e gli italiani se ne stanno accorgendo. Basta arroganza e chiedano scusa”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Non voteremo la fiducia al governo perché non abbiamo avuto di fatto neanche la possibilità di esaminare questo decreto. Abbiamo subito una pratica di svuotamento del lavoro delle Camere e delle Commissioni. Non accetteremo mai di essere dei passacarte del governo Meloni che ha portato a 56 voti di fiducia in questa legislatura: un record storico. In questo decreto non c'è un euro aggiuntivo, solo soldi che vengono smobilizzati dall'Inail e che sono risorse dei lavoratori e degli imprenditori. Non abbiamo avuto un atteggiamento pregiudiziario nei vostri confronti. Abbiamo presentato pochi e selezionati emendamenti: l'obbligo della formazione in presenza; di misurare nei cantieri le presenze di tutti i lavoratori non soltanto quelli sotto contratto; il riconoscimento alle coppie di fatto; i benefici delle prestazioni dell'Inail quando il proprio coniuge perde la vita; il riconoscimento del danno biologico. Tutti respinti già al Senato e alla Camera stessa pantomima, cosa che ci ha costretto al ritiro degli emendamenti e a non votare il mandato al relatore”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, intervenendo in Aula per annunciare il voto contrario del Gruppo sulla fiducia posta dal governo al Dl Sicurezza lavoro.
“I dati dell'occupazione - ha aggiunto - occorre saperli leggere: cresce la precarietà e i contratti intermittenti. E’ l'Inail a dire che sui luoghi di lavoro si muore il doppio se sei precario. La destra aumenta l’età pensionabile e dà uno schiaffo a una generazione che ha fatto sacrifici per riscattare la laurea. Un'iniziativa inaccettabile - ha concluso - che contrasteremo con una opposizione durissima”.
“Quello che il governo ha fatto sulle pensioni si chiama tecnicamente furto”. Così Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, commenta il maxi-emendamento presentato sulla Manovra al Senato che interviene su età pensionabile e riscatto della laurea. “Senza alcun confronto con le parti sociali – spiega – il governo allunga l’età pensionabile, nonostante le promesse di abolizione della legge Fornero, e contemporaneamente colpisce diritti già acquisiti”.
“A persone che hanno pagato di tasca propria – spiega l’esponente dem - per riscattare gli anni di studio viene detto che quei sacrifici non valgono più. Dal 2031 perderanno sei mesi, poi un anno, poi diciotto mesi, fino ad arrivare a due anni e mezzo nel 2035. È come dire: la vostra laurea è carta straccia e i soldi versati allo Stato restano allo Stato. È l’austerità che ispira questo governo. Hanno combattuto i ‘salotti buoni’ prima di arrivare al potere e oggi invece ci stanno comodamente seduti, scaricando il costo delle loro scelte su lavoratrici e lavoratori”.
“Sul fronte del salario minimo – conclude Scotto - la Corte costituzionale ha respinto il ricorso del governo contro la legge della Regione Puglia che fissava negli appalti una soglia minima di 9 euro l’ora. È uno schiaffo alla propaganda del governo Meloni. Da tre anni non hanno fatto nulla contro il lavoro povero, limitandosi a sabotare le proposte dell’opposizione. Ora si riapra immediatamente una discussione seria sul salario minimo”.
“Sul riscatto della laurea ai fini pensionistici il governo interviene a gamba tesa. Nei fatti cambiando con un emendamento in extremis alla legge di bilancio, senza alcuna possibilità di discussione e di approfondimento, un patto di fiducia con i cittadini e peggiorando i requisiti per andare in pensione prima. Stessa cosa fanno sull’adeguamento previdenziale all’aspettativa di vita. Si tratta di un atto molto grave, senza alcun confronto con le parti sociali. Va ritirato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La Consulta ha stabilito che il ricorso del governo Meloni contro la legge pugliese che istituiva il salario minimo negli appalti regionali è inammissibile. Una figuraccia in piena regola, figlia di un modo di governare il Paese e di gestire le relazioni con le autonomie locali arrogante e miope. Chiedano scusa e si riapra immediatamente il dibattito sul salario minimo in Parlamento. La destra da tre anni blocca la proposta delle opposizioni senza contrapporre nessun’altra ricetta credibile. Nel frattempo il lavoro povero continua ad essere una delle emergenze più forti del Paese. E l’unica cosa in cui si è specializzato il governo è quello di sabotare le leggi degli altri”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.