“È inaccettabile che, ancora una volta, la maggioranza abbia fatto mancare il proprio impegno sulle nomine delle Autorità di Sistema Portuale lasciando numerosi scali strategici del nostro Paese senza una guida. Parliamo di infrastrutture centrali per la competitività dell’Italia, per la logistica, per l’economia del mare, ma anche per l’occupazione e lo sviluppo dei territori. L’inerzia del Governo sta bloccando decisioni cruciali e ostacolando una programmazione efficiente, in un momento in cui la portualità italiana dovrebbe invece essere protagonista delle sfide europee e internazionali legate alla transizione ecologica e digitale. L’assenza di queste figure compromette la capacità dei porti italiani di attrarre investimenti, coordinarsi con le politiche europee e rispondere alle esigenze del sistema produttivo nazionale. Chiediamo al Governo di uscire dall’impasse e di assumersi fino in fondo le proprie responsabilità istituzionali, procedendo senza ulteriori ritardi alla nomina dei presidenti delle Autorità Portuali ancora vacanti. L’Italia non può permettersi di lasciare in sospeso il futuro di nodi logistici così rilevanti”. Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del Gruppo PD alla Camera e componente Commissione trasporti
"Come ha giustamente affermato più volte il collega Mauro Berruto, la partita Italia-Israele, valida per la qualificazione ai mondiali di calcio e prevista per il prossimo 14 ottobre, non dovrebbe disputarsi e Israele dovrebbe essere escluso dalle competizioni sportive internazionali a causa del genocidio in corso a Gaza, com'è stato fatto per la Russia a seguito dell'aggressione all'Ucraina e per il Sudafrica finché vigeva il regime di apartheid. Gli organismi sportivi internazionali non possono usare due pesi e due misure. Nel malaugurato caso che ciò accadesse, rivolgiamo un appello alla Federcalcio perché in quella giornata la nazionale azzurra dia almeno un segnale chiaro e inequivocabile di condanna del massacro e di vicinanza al popolo palestinese". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Ci aspettavamo ben altro da un provvedimento che dovrebbe occuparsi di economia in una fase così complessa per il Paese. Invece il governo propone un decreto omnibus, con l'ennesimo indegno condono fiscale che ancora una volta strizza l’occhio agli evasori. La destra continua con i soliti favori ai soliti noti e lo fa in un’Italia dove il 9% dei lavoratori a tempo pieno vive in povertà, oltre 6 milioni di persone non arrivano a 1.000 euro al mese e 4,5 milioni di cittadini sono costretti a rinunciare alle cure. La verità è che questo governo continua ad accanirsi contro chi ha più bisogno, come dimostrano l’impugnazione della legge toscana sul salario minimo e il respingimento dell’emendamento che proponeva di intervenire sul tetto al 5 per mille. E’ gravissimo che nel decreto non ci sia una sola riga sui dazi imposti da Trump che mettono a rischio oltre 100mila posti di lavoro e 8,5 miliardi di export. Eppure il governo Meloni, che si vantava di rapporti privilegiati con il presidente americano, oggi si limita a scaricare ogni responsabilità su Bruxelles. Le imprese italiane, come i cittadini, meritano risposte. Non propaganda”.
Così la deputata Pd, Silvia Roggiani, annunciando il voto contrario del Partito Democratico al Dl Economia.
Come temevamo, la guerra dei dazi non accenna a finire e oggi Trump torna a minacciare di colpire l’Europa con tassi al 35% e addirittura del 250% sui farmaci. Tutto questo nel silenzio e nell’inerzia assoluta del governo e della presidente Meloni che ha sempre mostrato una totale subalternità nei confronti del presidente americano. L’accordo tra Ue e Usa, stipulato solo pochi giorni fa, era già di per sé disastroso e l’unico vantaggio per i più ottimisti era da rintracciare nella fine dell’incertezza per il sistema economico. I danni dell'accordo raggiunto sono già enormi. Ma visto l'inaffidabilità di Trump e l’eccessiva accondiscendenza dell’Ue, dovuta alla debolezza dei governi sovranisti, siamo di fronte ad uno scenario ancora molto incerto e imprevedibile che rischia di peggiorare ulteriormente. La premier Meloni è sempre soddisfatta o si rende conto del disastro e inizierà a lavorare per una risposta Ue a schiena dritta, la sola in grado di difendere davvero imprese e lavoratori italiani ed europei.
Così il capogruppo del Pd nella Commissione Affari europei della Camera, Piero De Luca.
“E’ molto grave la scelta del governo di impugnare la legge sul salario minimo della Regione Toscana. Meloni deve spiegare perché continua a ostinarsi a bloccare una legge che in 22 Paesi europei su 27 ha consentito la tenuta dei salari per milioni di lavoratori. Il governo dopo aver abbattuto la proposta unitaria delle opposizioni, mette in discussione anche l’autonomia delle regioni. Qui si fa ostruzionismo contro la parte di società che pagherà il prezzo più alto della scelta scellerata dei dazi voluti da Trump”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“La sentenza del TAR del Lazio che annulla il decreto Salvini sul foglio di servizio NCC certifica il fallimento del Ministro Salvini che sul tema da tempo ha scelto di agire con l’unico obiettivo di colpire gli operatori del settore e il diritto alla mobilità dei cittadini. Sotto la sua guida il Mit ormai totalmente ostaggio di singoli interessi corporativi ha completamente perso di vista l’interesse generale e continua a commettere errori macroscopici, invece di ascoltare per tempo le osservazioni delle associazioni comparativamente più rappresentative. Per garantire un trasporto pubblico non di linea efficiente il governo deve chiudere la stagione delle crociate contro e affrontare in Parlamento il tema di una riforma di sistema che possa innovare un quadro normativo fermo da più di 30 anni e tenere il passo dei cambiamenti tecnologici e sociali che sta attraversando la nostra società. Le norme non devono più essere usate come clave per affermare interessi di parte ma come strumenti per garantire i diritti e i servizi per tutti i cittadini e lavoratori” così il responsabile economia, finanze, impresa e infrastrutture della segreteria nazionale del Pd, il senatore Antonio Misiani e il vicepresidente della commissione trasporti della
Camera, il deputato democratico Andrea Casu.
Sono trascorsi dieci giorni e l’accordo tra Trump e Von der Leyen non ha dato alcuna certezza. Tra contromisure sospese e minacce americane, non si capisce come le aziende dovranno affrontare il futuro. Uniche verità, un presidente Usa arrogante e minaccioso e un’Europa incerta e attendista. Mentre vini e farmaci, settori chiave delle nostre esportazioni, rimangono nel limbo. Nel frattempo Meloni scomparsa. Preferisce andare in giro a fare promesse elettorali che poi non manterrà. O forse è già in vacanza con Giorgetti, anche lui disperso senza dire una parola su come aiutare commercio e lavoro e su come intende fare una legge di bilancio in un paese che vedrà il pil perdere mezzo punto a causa dei dazi.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
"Ormai il Governo Meloni è diventato soltanto un organo di propaganda politica: dopo aver annunciato la Zes nelle Marche nel disperato tentativo di nascondere i disastri della destra nella Regione, adesso tenta di affossare per l'ennesima volta le riforme della Giunta Giani in Toscana. Dopo aver impugnato poche settimane fa la norma regionale sul 'fine vita' adesso blocca la legge sul 'salario minino' che avrebbe assicurato a tutti i bandi di gara propri e di tutti gli enti collegati almeno 9 euro all'ora ai lavoratori coinvolti. Siamo francamente sconcertati da un governo ormai fuori dalla realtà, immobile ed incapace di dare risposte alle necessità delle famiglie ed ai diritti delle persone. Con questi atti punitivi la destra conferma che sa utilizzare il potere soltanto per reprimere e punire chi governa per aiutare le comunità. Non ci faremo intimidire, perché il bene del paese viene prima del rancore e della propaganda": è quanto riporta una nota congiunta dei parlamentari Pd Emiliano Fossi, Marco Simiani, Simona Bonafè, Federico Gianassi, Marco Furfaro, Laura Boldrini, Christian Di Sanzo, Dario Parrini, Ylenia Zambito e Silvio Franceschelli.
Sono gravissime le parole di ieri della presidente Meloni sul caso Almasri. Lamenta di non essere stata ritenuta responsabile penalmente, sostenendo di esserlo politicamente. E così facendo se ne deduce: che sono state fornite al Parlamento informazioni false; che il Governo italiano, con in testa la premier, si è adoperato per impedire alla Corte Penale Internazionale di consegnare alla giustizia un criminale; che il criminale in questione, torturatore e stupratore di bambini, è stato riaccompagnato a casa con il volo di Stato italiano con il benestare della Presidenza del Consiglio. Autodenuncia gravissima, su cui deve essere fatta immediata chiarezza dalla presidente Meloni, e sconcerta che i fatti così descritti vengano dalla stessa addirittura rivendicati”. Così la responsabile nazionale Giustizia del Pd, Debora Serracchiani che aggiunge: “Colpisce, inoltre, l’atteggiamento costante della presidente del Consiglio nei confronti della magistratura che viene attaccata quando procede con rinvii a giudizio e viene attaccata quando decide di non procedere. Sarebbe quasi comico, se non fosse tragico, vedere chi governa il Paese delegittimare sistematicamente uno dei pilastri della nostra democrazia.”
“L’attuale gestione del ponte girante pedonale a Torre del Lago, in provincia di Lucca, penalizza realtà sportive, sociali e di soccorso attive da decenni sul Lago di Massaciuccoli. Ho presentato un’interrogazione ai ministri competenti per chiedere soluzioni immediate": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, intervenendo sulla segnalazione dei circoli velici e sportivi della zona, che lamentano l’apertura limitata e non tempestiva del ponte sul canale d’accesso al lago, gestito dalla Fondazione Festival Puccini.
“La chiusura del ponticello compromette l’uso del porticciolo di Torre del lago, la sicurezza della navigazione nello stesso e la continuità delle attività di realtà fondamentali come il Circolo Velico di Torre del Lago e il Circolo Canoa e Kayak della Versilia. Considerando che l’accesso al teatro può avvenire da percorsi alternativi chiediamo subito un intervento per arrivare ad una soluzione tecnicamente valida e che a livello organizzativo consenta la piena coesistenza tra il Festival Puccini e le attività nautiche e sociali, tutelando un patrimonio sportivo e culturale strategico per tutta la Versilia": conclude.
"Il respingimento alla frontiera venezuelana dell'inviato speciale del governo italiano Luigi Vignali aumenta la nostra preoccupazione sulle sorti dei detenuti italiani nelle carceri di Maduro": cosi in una nota i deputati del Partito Democratico in commissione esteri Amendola, Provenzano, Boldrini, Porta e Quartapelle che da mesi hanno proposto alla stessa commissione l'invio di una delegazione parlamentare.
"Avevamo salutato positivamente la designazione di un diplomatico esperiente e soprattutto conoscitore della difficile situazione dei nostri connazionali detenuti in Venezuela", proseguono i deputati PD, "ma dobbiamo constatare come la Farnesina continui ad avere difficolta' nella gestione di una vicenda che meriterebbe il massimo di attenzione e scrupolo istituzionale".
Governo italiano non sia complice crimini governo israeliano
"Di fronte all’annuncio dell’occupazione totale di Gaza da parte del governo Netanyahu non si comprende cosa aspetti il governo italiano a fare i passi necessari per unirsi ai tanti Paesi che hanno deciso di riconoscere lo Stato di Palestina. Questa leva va esercitata con grande forza da chiunque abbia a cuore la fine di questa immensa tragedia umanitaria. l’Italia, per la sua storia e persino per la sua collocazione geografica, non può essere in alcun modo complice dei crimini del governo di Israele".
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Mentre Salvini suona la fanfara e e si appresta a celebrare l'approvazione del progetto definitivo del Ponte sullo Stretto da parte del CIPESS come una “giornata storica”, la realtà racconta ben altro. Non c’è nulla di storico, se non lo spreco colossale che questo intervento rappresenta: miliardi di euro destinati a un’opera inutile, che sarà ricordata nei manuali di storia come uno dei più grandi errori nella gestione delle risorse pubbliche italiane.
Il Governo, anziché affrontare con serietà il divario infrastrutturale che penalizza il Mezzogiorno — investendo su trasporti efficienti, scuole, sanità e mobilità sostenibile — sceglie la strada della propaganda, dell’improvvisazione e dell’irregolarità. Le violazioni delle norme sono numerose e gravi, e tutto lascia presagire che questa vicenda si concluderà tra carte bollate e contenziosi, con un enorme dispendio di tempo e denaro pubblico. Altro che sviluppo del Sud: questo progetto è l’ennesima occasione persa per il Paese” così il capogruppo Pd in commissione trasporti della Camera, Anthony Barbagallo.
“Questo provvedimento è la prova provata del bluff del Governo, che da settimane, con la Premier in testa, sta sfilando nelle città marchigiane con proclami e annunci di ogni tipo. L’estensione della Zes a quei territori, peraltro più volte richiesta dal Pd quando fu approvata la legge e sempre respinta dalla maggioranza, ha senso soltanto se si aumentano corposamente le risorse per finanziare il relativo credito di imposta. Dal testo che circola, invece, si evince l’esatto contrario: nemmeno un euro in più accompagna l’allargamento della Zes Unica. In sostanza, la torta resta la stessa ma gli spicchi si assottigliano. Questo vuol dire prendere in giro i cittadini di Marche e Umbria che non avranno quasi nulla per sostenere i nuovi investimenti e penalizzare le regioni del Sud Italia che avranno meno risorse a disposizione.”
Così i deputati del Partito Democratico Ubaldo Pagano e Piero De Luca, Capigruppo rispettivamente della Commissione Bilancio e Politiche dell’Ue, commentano i contenuti del disegno di legge discusso in Consiglio dei ministri in tema di ‘rilancio dell’economia nei territori delle regioni Marche e Umbria’.
“Solo oggi tre morti sul lavoro. Due operai addirittura a Venezia precipitati in una cisterna. Numeri drammatici che confermano la tendenza dell’Inail che ci dice che nei primi sei mesi del 2025 crescono rispetto al 2024: 495 a fronte dei 462 dello scorso anno. Una tragedia sempre più estesa e sempre più inaccettabile. Chiediamo al Governo almeno mille assunzioni di nuovi ispettori entro l’anno: siamo pronti a votarlo subito. Sarebbe un segnale sicuramente non risolutivo, ma un messaggio importante da parte dello Stato”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.