06/08/2025 - 18:54

"E' stato per me un onore dare voce, oggi nell'aula di Montecitorio, alle alunne e agli alunni della scuola secondaria di primo grado “Antonio Cima” di Cagliari che sentono "le urla di dolore degli abitanti di Gaza" e hanno scritto un accorato appello che mi hanno chiesto di diffondere tra tutte le parlamentari e i parlamentari.
Sono ragazze e ai ragazzi dai 10 ai 14 anni che hanno a cuore i valori fondanti delle nostre democrazie e dell'Ue.
"A scuola studiamo l’educazione civica, la storia, la geografia - scrivono -; abbiamo capito perché è nata l’Unione Europea e le sue importanti finalità; sappiamo che esiste l’ONU, la Dichiarazione universale dei diritti umani, la Convenzione sui diritti dell'infanzia; ma tutto ciò che stiamo imparando viene smentito, contraddetto, negato da quanto sta succedendo nei Paesi a noi vicini. Per questo noi ci sentiamo confusi, impotenti, smarriti".
E per questo chiedono a noi, alla politica, alle istituzioni di fare tutto quello che possiamo per fermare l'orrore. Si chiedono se nei libri di storia, fra qualche anno, dovranno leggere "che noi cittadini europei, rappresentati dall’Unione Europea, non abbiamo mosso un dito per fermare i massacri di migliaia di bambini". "Leggeremo - scrivono - che non ci siamo impegnati fino in fondo per applicare i principi e i valori di giustizia, di pace e di solidarietà su cui si fonda la nostra società europea?".
Le giovanissime voci di queste ragazze e di questi ragazzi, che sono il futuro dell'Europa, non restino inascoltate. Il loro impegno per la pace non cada nel vuoto". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

 

06/08/2025 - 18:36

“Ancora una volta, l’onorevole Mollicone trasforma il suo ruolo istituzionale in un pulpito di bassa propaganda e rancore. Il suo intervento in Aula oggi ha nuovamente negato l’evidenza dei ritardi, delle mancanze e delle scelte scellerate che questo governo sta portando avanti nel settore dello spettacolo dal vivo.” Lo dichiarano in una nota i deputati del Partito Democratico della commissione cultura della Camera, che denunciano un clima di attacchi politici sistematici e una gestione autoritaria del comparto culturale. “Da presidente della Commissione Cultura, Mollicone dovrebbe assumere atteggiamenti istituzionali, non mentire al Parlamento. Dovrebbe guardare al presente e al futuro, e smetterla di usare ogni intervento per attaccare chi ha governato prima di lui. Fdi è al Governo da quasi tre anni, è ora che prenda atto della realtà e si assuma le proprie responsabilità: teatri penalizzati perché ritenuti politicamente ‘non allineati’, territori schiacciati sotto imposizioni calate dall’alto, sovrintendenti imposti contro la volontà delle amministrazioni locali e un conflitto costante che sta disgregando il sistema culturale nazionale. Ciò che sta accadendo nel mondo dello spettacolo è molto grave. Si sta piegando la cultura al controllo politico e ideologico. Noi non staremo a guardare: continueremo a denunciare ogni abuso e a difendere l’autonomia della cultura e il rispetto delle istituzioni”.

06/08/2025 - 18:34

“Le parole del Ministro Schillaci sul ricorso ai medici gettonisti confermano una gestione fallimentare e miope della sanità da parte di un Governo che intende distruggere, con i fatti, la capacità del sistema pubblico di programmare, assumere e garantire i diritti essenziali. Quella dei "gettonisti" non è certamente una situazione “improvvisa” e inaspettata: è un dato di fatto ed è il frutto di scelte politiche precise a cui servono risposte tempestive e urgenti per evitare che reparti e pronto soccorsi chiudano, infliggendo l’ennesimo colpo di grazia al SSN e al diritto alla salute. Il Ministro Schillaci sa perfettamente qual è la strada: togliere il tetto di spesa sulle assunzioni - cosa che chiediamo ormai da anni - aumentare le retribuzioni, rendere attrattive le professioni sanitarie, senza le scorciatoie del ricorso costante al privato, smettere di abusare delle prestazioni aggiuntive. Peccato che questo Governo stia facendo esattamente il contrario.

Visto che dall'inizio di agosto i gettonisti non si possono più rinnovare, quale è la risposta del Governo per tenere aperti i reparti, considerato che il 18% dell'organico dei pronto soccorsi è costituito da gettonisti che coprono turni fino al 60%? Chiediamo al Ministro coerenza, perché per essere credibile, bisogna dire cose vere e realistiche e purtroppo, finora, il Ministro Schillaci ha fatto annunci cui non sono mai seguiti fatti. Ora propone di usare le risorse dei gettonisti per fare assunzioni: è una buona idea, ma per farlo bisogna togliere il tetto di spesa del personale. Quando lo farà? Poi ha proposto un piano di assunzioni straordinarie. Quando lo farà?

Il Governo continua a guardare al passato, senza dare né risposte adeguate né soluzioni concrete. Il problema della sanità è ormai strutturale. Servono investimenti straordinari e immediati e non slogan o promesse.

Purtroppo l'unica cosa vera è il sottofinanziamento della sanità, il resto sole parole". Così la deputata democratica componente della commissione Affari sociali della Camera, Ilenia Malavasi commenta le parole del ministro Schillaci nel corso del question time della Camera.

 

06/08/2025 - 18:33

“Mzia Amaghlobeli, attivista e giornalista georgiana, figura di riferimento della resistenza democratica è stata condannata oggi a due anni di reclusione. Una sentenza che rappresenta l’ennesimo atto di repressione politica contro chi, pacificamente, difende valori universali come la libertà di espressione, i diritti civili, l’indipendenza della cultura e dell’informazione. Una sentenza che punta a intimidire, a spezzare il dissenso, a mettere a tacere una generazione di donne e uomini che credono nel futuro europeo della Georgia. Mentre il popolo georgiano manifesta nelle piazze il governo risponde con condanne esemplari, incarcerazioni, repressione. Ma noi non possiamo restare in silenzio. Come Parlamento italiano, come rappresentanti democratici, abbiamo il dovere di alzare la voce. Di pretendere rispetto per i diritti umani e per lo Stato di diritto. E abbiamo il dovere di chiedere al Governo Italiano di cambiare rotta, di dire chiaramente che la repubblica condanna sempre chi reprime il dissenso e umilia i principi democratici perchè non dobbiamo abbandonare mai chi in Georgia e in ogni altro territorio del mondo si batte per difendere i valori della nostra costituzione e dell’Europa” così il deputato democratico, Andrea Casu è intervenuto oggi in aula alla Camera.

 

 

06/08/2025 - 18:00

Il governo Meloni ha annunciato 9 miliardi per lo sviluppo delle Zes, ma ne ha spesi appena il 25%. Ad oggi non è disponibile nessun dato reale, nessun impatto misurabile, solo uno spot elettorale a reti unificate senza nessuna vergogna. Avevate due anni per estendere la Zes anche alle aree colpite dal sisma nelle Marche e in Umbria. Lo avevamo proposto, ma non l'avete fatto. Allora vi chiediamo oggi: se avete la possibilità di stanziare risorse, fatelo subito e approvate il disegno di legge prima delle elezioni. Perché dalla bozza che avete fatto girare, sostenete che dal provvedimento non devono derivare ulteriori oneri a carico della finanza pubblica, quindi significa che non avete previsto nemmeno un euro. Perciò vi chiediamo di intervenire subito, prima delle elezioni, perché quando l’inutile presidente di Regione le avrà perse non potrete più rimangiarvi la promessa.

Così Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in Commissione Bilancio alla Camera, intervenendo in Aula nella replica durante il question time.

 

06/08/2025 - 17:41

“Tre anni di promesse, tre proroghe e zero risultati. La riforma dello spettacolo dal vivo, attesa da un intero settore in difficoltà, è ormai ferma al palo: oggi la maggioranza chiede ancora un anno di tempo, rinviando tutto al 2026. Questo significa che, realisticamente, se ne riparlerà soltanto nel 2027. Un fallimento politico che il Governo dovrebbe avere il coraggio di ammettere.” Lo dichiara Giovanna Iacono, intervenendo in aula alla Camera in occasione della dichiarazione di voto sulla proroga della delega al governo in materia di spettacolo. “La riforma doveva mettere ordine, garantire diritti e dare stabilità a chi lavora nel settore. Invece, l’indennità di discontinuità è stata svuotata, il testo del Codice non è mai stato discusso, né con il Parlamento, né con le parti sociali, e il metodo è sempre lo stesso: rinvii, assenza di trasparenza e nessun vero confronto. Nel frattempo – prosegue – abbiamo assistito a esclusioni arbitrarie dal Fondo Nazionale, a tagli che penalizzano chi fa cultura nei territori e a nomine nelle istituzioni culturali guidate dalla logica della spartizione politica, non dal merito.” “La cultura non è uno spazio da occupare, è un bene comune, un motore di sviluppo, un diritto di tutte e di tutti. Senza investimenti, visione e regole chiare tutte le forme di lavoro artistico non hanno futuro. Questa proroga non è garanzia di qualità, come sostiene la maggioranza, ma soltanto immobilismo mascherato da prudenza che sta facendo enormi danni al settore.” “Per tutte queste ragioni – conclude Iacono – il nostro voto è contrario: dopo tre anni non si può continuare a chiedere tempo senza aver fatto nulla. Il mondo dello spettacolo non può permettersi altri anni di attesa.”

06/08/2025 - 17:40

La spesa farmaceutica delle Regioni, le risorse del Pnrr per la sanità pubblica, i costi per risanare il buco delle pensioni della pubblica amministrazione; ma anche la decarbonizzazione dell'economia italiana, o il sistema di deduzioni e detrazioni fiscali per l’industria italiana.

Ecco quanto costerà il Ponte sullo Stretto, l’impuntatura e il giocattolo elettorale di Salvini. Quasi 15 miliardi di euro per un’opera che andrà a stravolgere l’ecosistema di interi territori e la vita di interi quartieri colpiti da violenti espropri per diversi chilometri quadrati, il tutto a rischio altissimo di infrazioni comunitarie e in violazione di prescrizioni ambientali che ci si ostina a ignorare o ad aggirare.

Intanto si continua a illudere chi chiede da sempre un Sud più moderno e integrato, dotato delle infrastrutture fondamentali che davvero servono – ferrovie, acquedotti – dove i giovani possano decidere di rimanere a vivere e lavorare.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

06/08/2025 - 17:19

“In un momento in cui servirebbe rigore, credibilità e competenza, il Ministro della Salute ricostituisce il NITAG, l’organismo che definisce le strategie vaccinali del Paese, mettendoci dentro un ortopedico, un chirurgo in pensione e due no vax”.

 

Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo PD in Commissione Affari Sociali, commentando la nuova composizione del NITAG nominato da Orazio Schillaci.“Tra i membri scelti c’è Paolo Bellavite, che è arrivato ad affermare che gli effetti avversi dei vaccini avrebbero “pareggiato le vittime del Covid”. E c’è Eugenio Serravalle, secondo cui l’esavalente sarebbe inefficace, l’immunità di gregge un mito e le vaccinazioni pediatriche un falso mito privo di prove scientifiche. Un uomo che ha dichiarato testualmente che “la salute dei bambini non vaccinati è migliore di quella dei bambini vaccinati”.

“È una decisione gravissima. Il messaggio che il governo Meloni manda agli italiani è uno solo: la salute pubblica viene dopo il consenso politico”.

“Abbiamo presentato un'interrogazione urgente al ministro: chi ha messo in discussione la validità dei vaccini non può decidere se e come somministrarli a milioni di italiani”.

 

06/08/2025 - 17:14

“Un infarto inesorabile ci ha rapito Wladimiro Zagrebelsky. Ne ricordo anni di preziosa frequentazione torinese, poi al mio fianco come Direttore dell’Ufficio Legislativo al Ministero della Giustizia e infine la collaborazione a Strasburgo come Giudice della Corte Europea dei Diritti Umani. Magistrato di lucida e penetrante competenza unanimemente riconosciuta univa un garbo personale che ne facevano una persona straordinaria. A lui un ultimo saluto pieno di gratitudine e nostalgia” così sui social il deputato democratico Piero Fassino.

06/08/2025 - 17:13

“La tragedia di Marcinelle è figlia della migrazione indotta. Nel 1946 il ministero del Lavoro promosse una campagna a tappeto, con un manifesto rosa, che invitava a partire per il Belgio. Il 23 giugno di quell’anno un accordo tra l’Italia e il Belgio prevedeva uno scambio terribile: 50mila minatori italiani in cambio di carbone, 200 kg per ogni lavoratore. Quell’8 di agosto del 1956 erano scesi nella miniera in 274, ben 262 non fecero più ritorno in superficie. ‘Tutti cadaveri’ furono le parole di Angelo Berti. Erano le 3.25 del mattino del successivo 23 agosto quando ogni speranza rimase seppellita. A Marcinelle si ritrovano i nomi di sempre: Antonio, Giuseppe, Angelo, e soprattutto i nomi del tempo: Primo, Secondo. Cinque furono i Rocco che perirono un chilometro sottoterra. Per cosa sono morti? Certamente non per il carbone. Già nel 1951 quello belga fu sostituito da quello americano che arrivò grazie al Piano Marshall. Morirono per produrre energia, come nove anni dopo a Mattamark (Svizzera), dove il 30 agosto del 1965 si consumò l’ultima tragedia dell’emigrazione italiana, della quale quest’anno ricordiamo i 60 anni. Una lunga scia di sangue. Una lunga linea rossa che si trascina fino ai nostri giorni, se pensiamo che ancora nel 2012 per il fondo malattie professionali belga la silicosi era ancora la prima causa di morte”.

Così il vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Toni Ricciardi, intervenendo nell’Aula per la commemorazione delle vittime di Marcinelle.

 

06/08/2025 - 16:55

“Governo e Parlamento assumano impegni concreti perché quell’orrore non si ripeta”

Ottanta anni fa, il 6 agosto del 1945 gli Stati Uniti lanciarono una bomba atomica che rase al suolo la città giapponese di Hiroshima, uccidendo 140mila persone. Di lì a poco, il 9 agosto, anche la città di Nagasaki sarebbe stata colpita da un’altra bomba atomica, provocando quasi 80mila morti. Abbiamo chiesto questa occasione di ricordo non soltanto perché quell’orrore non deve essere dimenticato, ma perché il pericolo di una guerra nucleare è tornato più attuale che mai. Oggi si contano 2500 testate nucleari e 9 Paesi che ne detengono la proprietà. Oggi, il loro uso metterebbe a rischio l’intera umanità e lo stesso nostro pianeta.
Pochi giorni fa, rispondendo alle parole di Medvedev che evocava la possibilità di un confronto bellico tra Russia e Stati Uniti, il Presidente Trump comunicava che due sottomarini nucleari erano stati inviati vicino alle coste russe. E lo scorso anno, un ministro del governo Netanyahu, Amichai Eliyahu, sosteneva pubblicamente che era necessario sganciare una bomba nucleare su Gaza. In questo contesto di tensioni, preoccupa che il Trattato di Non Proliferazione sia in una situazione di stallo. L’ultima «Conferenza di riesame» si è conclusa il 26 agosto del 2022 senza l’adozione di un documento finale condiviso. Ricordare Hiroshima a distanza di ottant’anni significa anche lanciare un monito sul presente e sul futuro del nostro pianeta. Un monito che dice: basta armi nucleari. Su questo abbiamo depositato il testo di una Risoluzione in Commissione Esteri, che invito tutte le colleghe e i colleghi a sottoscrivere e sostenere. Chiediamo al governo e a tutta l’Aula, a ottant’anni da Hiroshima e Nagasaki, di assumere impegni concreti affinché quell’orrore non abbia più a ripetersi e affinché il mondo si lasci alle spalle il pericolo dell’annientamento del nostro pianeta e di chi lo abita".

Così Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, durante il suo intervento in Aula.

 

06/08/2025 - 16:53

“Oggi la Regione Sardegna ha deciso di mettere 25 milioni di euro per affrontare l’emergenza della dermatite nodulare bovina. Bene. Ma ora non si può più attendere: il governo Meloni deve fare la sua parte, come ha fatto per tutte le altre zoonosi e calamità che hanno colpito altre regioni d’Italia”.

Lo dichiara Silvio Lai, deputato PD, dopo la notizia dell’intesa bipartisan raggiunta in Consiglio regionale sardo per una legge d’emergenza a favore degli allevatori.

“L’epidemia in corso - aggiunge - ha causato e causerà abbattimenti di massa, blocco della movimentazione dei capi, perdite economiche ingenti. La risposta non può essere lasciata solo alla Regione. Esiste un fondo nazionale Pac, da 450 milioni di euro, anche per la dermatite nodulare, che il ministro dell’Agricoltura Lollobrigida deve attivare e non ha ancora proceduto. E questo è inaccettabile. Il governo Meloni deve spiegare perché ha messo fondi straordinari per altre epizoozie e invece tace quando si tratta della Sardegna. Forse considera l’isola fuori dal territorio nazionale? Un’enclave da trattare a parte, come sta facendo con il 41 bis, negando lo Stato di diritto? Non lo accetteremo. La Sardegna - conclude - non mendica elemosine, pretende giustizia e rispetto”.

 

 

06/08/2025 - 16:39

“Gli incendi in sequenza che hanno interessato, in Puglia, nelle settimane scorse, vasti territori del foggiano e del comune di Manfredonia nonché quelli ricadenti nell’oasi Lago Salso, biotopo di grande interesse naturalistico, non hanno presumibilmente solo una ordinaria matrice dolosa ma, vista la presenza di ecoballe riversate e sequestrate, evidenziano un intreccio con una pista criminale e mafiosa interessata a far sparire tracce sulla caratterizzazione e la provenienza dei rifiuti. Bene il tempestivo interessamento, con l’avvio delle indagini, della prefettura di Foggia e della direzione distrettuale antimafia di Bari ma il profilo e l’estensione degli accadimenti delittuosi richiede precisi approfondimenti istituzionali per valutare anche responsabilità e coinvolgimenti. Per questo abbiamo chiesto, insieme ai colleghi del gruppo cinque stelle, di aprire un nuovo filone d’inchiesta nella commissione parlamentare ecomafie”.

Lo dichiarano i deputati del Pd Stefano Vaccari, capogruppo in commissione Ecomafie e segretario di presidenza della Camera, e Ubaldo Pagano, capogruppo in commissione Bilancio.

“Nel 2024 - aggiungono - è stato superato il muro dei 40mila reati ambientali nel nostro Paese. Il 42,6% dei reati ambientali si concentra nelle 4 regioni a tradizionale presenza mafiosa (Campania, Puglia, Calabria e Sicilia). Subito dopo la filiera del cemento i reati nel ciclo dei rifiuti sono stati ben 11.166, +19,9% rispetto all’anno precedente. Il filone di inchiesta - concludono - servirà anche ad evidenziare i correttivi normativi che dovrà adottare il Parlamento al fine di approvare finalmente una riforma più complessiva che parta dal recepimento della direttiva europea sulla tutela generale dell’ambiente”.

 

 

06/08/2025 - 16:17

Il CDM del 4 agosto ha annunciato l'estensione della ZES Unica a Marche ed Umbria. Ci avevamo creduto. Un'intervista di oggi del Ministro Foti però disvela la nebbia, dichiarando: "ci sarà (non si sa quando) un Disegno di Legge, che poi verrà trasformato (non si sa quando) in Decreto Legge". Sa cosa vuol dire tradotto dal politichese? Vuol dire che ad oggi non c'è nulla, solo un annuncio vuoto e nient'altro.

Del resto, se eravate cosi interessati al tema, ci spiega cosa avete fatto finora? Perché per anni non avete mosso un dito? E soprattutto perché avete respinto tutte le nostre proposte di estensione della ZES proprio a Marche ed Umbria, presentate a più riprese in Parlamento? La verità è che voi avevate bisogno oggi solo di un titolo buono per la vostra propaganda elettorale.

Si tratta però di un bluff clamoroso, perché non c'è nessun atto adottato e soprattutto non avete previsto nemmeno un euro in più di fondi destinati al credito d'imposta ZES.

Questo vuol dire che non ci saranno le risorse necessarie per gli investimenti nelle Marche ed in Umbria e si ridurrà quasi certamente l'ammontare per le altre regioni del SUD. Insomma, una truffa elettorale su cui oggi chiediamo un'operazione verità.

Se volete andare avanti davvero, con risorse aggiuntive reali, noi ci saremo. Altrimenti smettetela di prendere in giro gli italiani” così in aula alla camera il deputato democratico Piero De Luca nel corso del question time relativo al provvedimento annunciato al termine del Cdm del 4 agosto che ha annunciato l'estensione della ZES Unica a Marche ed Umbria.

 

06/08/2025 - 15:45

“Sui circhi alla Camera è andato in scena uno spettacolo triste e indegno da parte della maggioranza e del governo. La destra ha finto di voler rispettare gli impegni assunti con la legge del 2022, che prevede il superamento dell’utilizzo degli animali nei circhi, ma di fatto continua con assurde scuse a posticipare ciò che sarebbe necessario fare. Da questo punto di vista, il nostro ordine del giorno al Ddl Spettacolo chiedeva al governo di smettere di temporeggiare e di intervenire con urgenza fornendo in tempi brevi un cronoprogramma, certo e definito, con le scelte da compiere per superare con gradualità lo sfruttamento degli animali per scopi circensi. Oggi, purtroppo, sono ancora tanti, troppi, circa duemila, gli animali che vengono sfruttati per questo tipo di attività degradanti e diseducative, troppo spesso fonti di sofferenza e di veri e propri maltrattamenti. Dunque, adesso non ci sono più scuse. Avevamo chiesto al governo di fare presto e invece, ancora una volta, il governo ha scelto di girarsi dall’altra parte e di fingere di voler essere al fianco degli animali, mentre in realtà ha scelto di continua a perpetrare le logiche di sfruttamento becero e bieco. E’ ora di dire basta”.

Così le deputate democratiche, Eleonora Evi e Patrizia Prestipino.

 

Pagine