14/07/2025 - 16:40

“I dazi americani al 30%, sommati a quelli già in essere, avranno un effetto devastante sul nostro sistema agroalimentare e su tutti i comparti più rappresentativi del Made in Italy e del settore manifatturiero. La narrazione di ‘Meloni amica di Trump’ sta rivelando tutta la sua inconsistenza, esponendo l’export nazionale a una crisi senza precedenti e trascinando nel baratro imprese e posti di lavoro”.

Lo dichiara Antonella Forattini, capogruppo del Partito Democratico in commissione Agricoltura alla Camera, commentando l’ipotesi di nuovi dazi statunitensi sui prodotti italiani.

“I formaggi - sottolinea l'esponente dem - pagano già dazi del 15%, che salirebbero al 45%. La pasta oggi paga il 16%, che salirebbe al 46%. Dirompenti anche le ricadute sul vino, che genera un export di 2 miliardi destinato agli Stati Uniti. L’Europa deve continuare a trattare, senza complessi di sudditanza e Meloni deve dimostrare di avere l’autorevolezza e l’autonomia necessarie per tutelare il Made in Italy”.

“In questo scenario - conclude Forattini - è estremamente preoccupante l’ipotesi di tagli alla nuova PAC: è bene che il ministro Lollobrigida smetta di fare il passacarte e agisca concretamente, insieme al collega Fitto, per scongiurare questa inaccettabile eventualità”.

 

14/07/2025 - 16:39

“Dopo la fanfara mediatica con cui era stata annunciata la commissione di valutazione per i direttori dei musei di prima fascia, apprendiamo oggi con sconcerto che il Ministro della Cultura Alessandro Giuli sconfessa apertamente a mezzo stampa il lavoro della stessa commissione, dichiarandosi “insoddisfatto” delle terne presentate e ipotizzando la riapertura del bando che, di fatto, non sarebbe altro che l'annullamento della procedura. Una decisione grave e pericolosa, che solleva interrogativi non solo sul piano amministrativo, ma anche su quello della legittimità e dell’impatto economico. Il rischio è di esporre l’intera procedura a ricorsi e contenziosi, che rischiano di bloccare ancora una volta il sistema museale che con il Governo Meloni è ormai in balia di decisioni estemporanee e personalistiche del ministro di turno. In ogni caso, ci chiediamo quali siano le reali motivazioni che spingono il ministro a voler rimettere tutto in discussione. C’è forse qualche nome "sgradito" nelle terne proposte? O, al contrario, qualche nome "gradito" che non ha superato la selezione? Se così fosse, saremmo di fronte a una gestione inaccettabile e ben oltre i limiti della trasparenza e della legalità. Chiederemo conto di tutto questo in Commissione Cultura alla Camera, presentando un’interrogazione urgente. Il sistema museale italiano non può essere ostaggio dei capricci del ministro di turno: serve una guida seria, stabile e rispettosa delle regole” così Irene Manzi, Capogruppo PD in Commissione Cultura alla Camera.

14/07/2025 - 16:27

Per quale ragione la Sardegna è stata interamente trasformata in una zona rossa, con blocco totale della movimentazione dei bovini, senza alcuna distinzione territoriale o proporzionalità rispetto al focolaio? Il Governo deve rispondere immediatamente». È quanto chiedono i deputati del Partito Democratico Silvio Lai, eletto in Sardegna, Marco Furfaro (capogruppo PD in Commissione Affari Sociali e Sanità) e Antonella Forattini (capogruppo PD in Commissione Agricoltura) con un’interrogazione urgente rivolta ai Ministri della Salute e dell’Agricoltura.

Dopo il focolaio di dermatite nodulare bovina (Lumpy Skin Disease) nel Comune di Orani, e gli ulteriori focolai segnalati successivamente, nella Regione Sardegna è stata estesa la cosiddetta zona soggetta a restrizione (ZUR) a tutta l’isola, impedendo di fatto la movimentazione dei bovini verso il continente e bloccando il commercio dei vitelli da ristallo. «Questa scelta appare sproporzionata perché include anche territori senza focolai e lontani dal nucleo iniziale. Non si comprende perché non sia stata prevista una zona di salvaguardia esterna alla zona di sorveglianza, dove si possa non rendere obbligatoria la vaccinazione e autorizzare la movimentazione in sicurezza.»

I deputati chiedono dunque al Governo di chiarire, anche interagendo con la Commissione europea e la Direzione Generale competente:
•        i criteri per l’istituzione delle Zone di Vaccinazione 1 e 2 e se sarà imposto il 100% di copertura vaccinale per ogni azienda;
•        le condizioni necessarie per il recupero dello status di indennità sanitaria della Sardegna;
•        la possibilità di prevedere deroghe immediate per sbloccare almeno parte delle movimentazioni verso il continente.

Infine, i parlamentari PD sollecitano il Governo a:

•        convocare un tavolo tecnico urgente con Regione Sardegna, Commissione europea, autorità veterinarie e organizzazioni agricole;
•        verificare se analoghe misure vengano applicate negli altri Stati europei colpiti, come nel caso della Savoia in Francia.

«Non possiamo accettare che la Sardegna paghi da sola il prezzo di scelte non coordinate e non proporzionate, che rischiano di mettere in ginocchio l’intera zootecnia isolana», conclude Silvio Lai.

 

 

14/07/2025 - 14:56

“L’arresto a Milano del capo della gang specializzata in attacchi ransomware è un risultato significativo che dimostra la capacità della nostra Polizia Postale e dei centri cibernetici di intervenire con efficacia e concretezza.

Per dare continuità a questi risultati serve un piano strutturato per prevenire la minaccia ransomware e per rispondere ai continui tentativi di estorsione informatica subiti quotidianamente da aziende e pubbliche amministrazioni.”

Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico, responsabile nazionale del tema sicurezza del PD e già Vice-Ministro dell’Interno, commentando l’operazione internazionale coordinata tra Italia, Francia e Romania che ha portato all’arresto di un 44enne, ritenuto il leader della gang “Diskstation”.

“L’operazione – portata avanti dal Centro Cibernetico di Milano e dalla Polizia Postale – smantella una rete che chiedeva riscatti in cripto valute alle nostre aziende e pubbliche amministrazioni, mettendo così al riparo l’Italia da ulteriori danni economici e informatici. È il frutto di un lavoro serio, coordinato e professionale, che merita il nostro riconoscimento.”

“Per garantire che gli attacchi ransomware diminuiscano in modo strutturale il Partito Democratico ha già da tempo depositato misure concrete per la definizione di una strategia nazionale per
il contrasto degli attacchi informatici a scopo di estorsione. È arrivato il momento che il governo si attivi contro i ransomware, che colpiscono da tempo nel profondo la nostra economia nazionale, le imprese italiane e minacciano la sicurezza nazionale".

Così in una nota Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale per la Sicurezza.

 

14/07/2025 - 14:54

Presentazione ddl per una nuova regolamentazione del part-time

Domani, martedì 15 luglio, alle ore 11.00, presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa per presentare il nuovo disegno di legge sulla regolamentazione del lavoro part-time che il Pd ha depositato al Senato a prima firma Susanna Camusso.
Interverranno la segretaria del Pd Elly Schlein, la capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, la senatrice Susanna Camusso, e la responsabile nazionale Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
Il disegno di legge punta a superare il part-time involontario, che colpisce soprattutto le donne, trasformandolo in una scelta libera, tutelata e reversibile. Un passo concreto per contrastare la precarietà e garantire pari opportunità nel mondo del lavoro.

“Il part-time - scrivono le Democratiche - è prevalentemente una storia di donne: la nostra proposta vuole far sì che il part-time, a partire da quello involontario, non sia una trappola di sfruttamento e mortificazione del lavoro delle donne”.

 

14/07/2025 - 14:25

“I dati parlano chiaro: Eurostat, Ocse e Istat attestano che l'Italia è un Paese dove i redditi da lavoro sono troppo bassi e il rischio povertà è sempre più alto. Solo con questo governo lavoro e povertà sono diventati sinonimi e il 9% dei lavoratori dipendenti a tempo pieno è scivolato sotto la soglia di povertà. Per non parlare di chi ha un contratto precario o intermittente, chi vive di voucher, chi in part-time: sono oltre 6 milioni i lavoratori che vivono con meno di mille euro, e 4 milioni quelli che guadagnano meno di 9 euro lordi l'ora. Servirebbe una via d'uscita e una strategia comune in Parlamento e non anatemi contro le opposizioni”. Lo dichiara il deputato Artuto Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro, presentando la mozione dei dem sul 'lavoro povero' alla Camera.

“Se 22 paesi europei su 27 – sottolinea l'esponente Pd - hanno adottato il salario minimo legale, non sono impazziti. Occorre una riforma subito. Il salario minimo non è una misura redistributiva ma un dispositivo selettivo di politica industriale: la soglia dei 9 euro lordi che il Pd propone è sopravvivenza e lotta contro lo sfruttamento della vergogna dei contratti pirata che buttano giù il salario e la qualità del lavoro”.

“Dopo l'allarme lanciato dal Presidente Mattarella sui bassi livelli salariali e soprattutto sui rischi che questi determinano sulla fuga dei giovani dal nostro Paese, la risposta del governo è stata quella di negare la povertà e il problema salariale con un video molto discutibile della presidente Meloni proprio il 1 maggio, la Festa dei lavoratori. La risposta che l'Italia si aspetta dal governo è salari alti e tutele alte. Il fallimento del governo è sotto gli occhi di tutti: 28 mesi consecutivi di calo della produzione industriale. E quando un Paese si deindustrializza, il lavoro diventa povero”, conclude Scotto.

 

 

13/07/2025 - 18:35

“Nessuno nel Pd vuole abolire la polizia, è la destra al governo che continua a prenderla in giro. Invece di alimentare fake news per colpire il partito democratico con false notizie già abbondantemente smentite dal Pd Monza e dal Pd Lombardia con la dichiarazione di Silvia Roggiani, Bignami e Del Mastro rispondano alle legittime preoccupazioni delle forze dell’ordine per le conseguenze che i dazi voluti da Trump avranno sugli stipendi degli italiani e quindi anche sui salari delle lavoratrici e dei lavoratori della Polizia di Stato. Non permetteremo al governo Meloni, dopo la giravolta sugli scorrimenti graduatorie, un altro ignobile scaricabarile. Chi lavora ogni giorno per difendere la nostra sicurezza deve essere rispettato e ringraziato con atti concreti, non strumentalizzato politicamente da una maggioranza disperata pronta a tutto per non parlare di dazi”.

Così in una nota il deputato del Partito Democratico, Andrea Casu.

 

13/07/2025 - 17:26

“In riferimento all’articolo pubblicato oggi, 13 luglio 2025, su il Giornale con il titolo ‘L’ira della polizia sui dem: Appoggiano chi ci odia’, è doveroso smentire con fermezza come già fatto questa mattina dal Pd di Monza e dal Circolo Cooperativo.
Il Circolo 1 'Massimo D’Antona' del Partito Democratico di Monza non ha concesso né messo a disposizione alcuno spazio per l’evento citato. L’iniziativa si svolgerà infatti presso uno spazio del Circolo Cooperativo, realtà completamente autonoma e non appartenente al Partito Democratico che pure ha dichiarato di non aver mai ricevuto quella richiesta. Ci troviamo di fronte a un errore grave e strumentale, che alimenta polemiche infondate e colpisce ingiustamente una comunità politica che agisce nel rispetto delle istituzioni democratiche e delle forze dell’ordine. Ancor più grave è che, nonostante le smentite già rese pubbliche, esponenti del governo come Delmastro e Bignami continuino ad attaccare sulla base di un fatto palesemente falso. È inaccettabile che chi riveste incarichi istituzionali così rilevanti si presti a simili operazioni di mistificazione. Dal sottosegretario Delmastro, già condannato nel caso Cospito, e dal capogruppo alla Camera di Fdi Bignami, noto per aver indossato una divisa nazista, non accettiamo lezioni. Chi ha mortificato il senso delle istituzioni dovrebbe almeno avere il pudore di tacere. Forse ricorrono a questi mezzucci squallidi per nascondere il silenzio assordante della Presidente Meloni sui dazi imposti dagli Stati Uniti, che rischiano di colpire duramente le imprese e i lavoratori italiani. Quando non si hanno risposte sui problemi veri del Paese, si prova a distrarre l’opinione pubblica con falsità e propaganda”.

Così Silvia Roggiani, deputata e segretaria regionale Pd Lombardia.

 

13/07/2025 - 17:15

“Il Made in Italy è finito nel mirino: con l’annuncio dell’aumento dei dazi fino al 30%, Trump mette in ginocchio settori chiave della nostra economia. Agricoltura, manifattura, meccanica, agroalimentare: comparti vitali che rischiano di entrare in tilt per colpa dell’inerzia di questo governo. È indispensabile che Giorgia Meloni e il ministro Giorgetti vengano immediatamente in Parlamento a spiegare cosa intendano fare per difendere le imprese italiane”.
Lo dichiara Ubaldo Pagano, capogruppo del Partito Democratico in commissione Bilancio della Camera, che avverte:
“La verità è che la linea di subalternità scelta dal governo verso Trump si è rivelata un clamoroso fallimento. La propaganda non basterà a salvare posti di lavoro. Serve una strategia chiara: misure immediate di protezione, un piano di sostegno ai settori colpiti e una posizione forte in sede europea per una risposta unitaria. Il governo la smetta con il silenzio e le passerelle: venga a riferire in Parlamento. L’Italia non può restare a guardare mentre il Made in Italy viene colpito al cuore”.

 

13/07/2025 - 15:48

Golden power non può diventare un’arma politica contro il nostro sistema bancario.

"Il governo Meloni deve smettere di pasticciare e fermarsi. L’uso del golden power nel caso UniCredit–Banco BPM ha superato ogni limite di legittimità e buon senso. È stato già ridimensionato dal TAR, con buone possibilità di essere ulteriormente sconfessato nei gradi superiori di giudizio e contestato apertamente dalla Commissione europea. Andare avanti su questa strada significa aumentare l’incertezza per imprese e risparmiatori e rischiare di consegnare una grande banca italiana come BPM in mani molto meno italiane". Così il deputato Pd Silvio Lai, componente della commissione Bilancio.

"Il golden power - sottolinea l'esponente dem - è uno strumento serio, pensato per proteggere asset strategici da reali minacce alla sicurezza nazionale, non per ostacolare operazioni tra due soggetti italiani sottoposti alle regole delle nostre autorità di vigilanza. Il TAR ha già annullato due delle principali prescrizioni imposte dal governo a UniCredit: quelle relative ai portafogli di project finance e agli investimenti di Anima, riconoscendole come interferenze illegittime nella libertà gestionale di una banca privata.
A questo si aggiunge la posizione chiara della Commissione europea, che ha ricordato che nessun governo può bloccare una fusione bancaria per motivi puramente economici o discrezionali, se l’operazione è conforme alle normative sulla concorrenza e alla vigilanza prudenziale. È un principio basilare del mercato unico e dell’Unione bancaria.
Il paradosso è evidente: mentre si frena UniCredit, si consente a Crédit Agricole di salire oltre il 20% in BPM senza la minima obiezione. Il governo si comporta da sovranista solo quando fa comodo, ma nei fatti favorisce soggetti esteri e ostacola i nostri".

"Infine - conclude Lai - c’è un tema che riguarda tutti. In un momento in cui sarebbe necessario rafforzare il sistema bancario e consolidare la fiducia, si preferisce creare instabilità per calcoli politici di breve periodo. Il governo si occupi piuttosto di ottenere regole europee più eque, di affrontare la questione dei dazi, di difendere l’industria italiana, invece di alterare le regole del gioco nel sistema bancario con forzature istituzionali che rischiano di ritorcersi contro il Paese".

 

13/07/2025 - 15:38

"I dazi di Trump rischiano di piegare la nostra struttura produttiva e bruciare decine di miglia di posti di lavoro. Serve uno scudo a difesa della tenuta occupazionale del Paese, altrimenti rischiamo di avere un ulteriore drammatico scivolamento dei salari. Domani alla Camera inizia l’iter della mozione unitaria delle opposizioni per combattere la povertà lavorativa. Una serie di risposte che intervengono sui rinnovi contrattuali alla necessità di contrastare i contratti pirata e la precarietà, dal sostegno al reddito al salario minimo. Chiediamo al governo di aprire una riflessione su queste proposte: mai come in questa fase il lavoro va protetto". Cosi Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.

13/07/2025 - 15:03

"Mentre Trump minacciava e poi attuava una guerra commerciale contro l’Europa la premier Meloni pubblicava in Usa il suo libro, proprio con la prefazione del figlio del presidente Americano, Donald Trump Junior,  che la lodava definendola protagonista di una 'rivoluzione conservatrice mondiale'. Basterebbe questo per inquadrare l'ipocrisia della Presidente del Consiglio, ma ormai per la tutta la destra italiana tutto è lecito: anche svendere l'economia e l'occupazione nazionale per un invito a Mar-a-Lago". Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Ambiente alla Camera, Marco Simiani

«Non possiamo accettare - conclude Simiani - che l’interesse nazionale venga sacrificato in nome di visibilità politica o affinità ideologiche. Chi guadagna dai dazi sono solo lobby americane protette, non certo i nostri imprenditori. A perdere sarebbero le famiglie italiane, il sistema produttivo e il valore dell’export.Il Partito Democratico ribadisce: no ai dazi, sì all’Europa unita. Serve una linea chiara che metta al centro l’Italia che lavora, produce ed esporta".

 

13/07/2025 - 12:23

"Il caos nei trasporti ferroviari continua senza sosta e il governo Meloni si nasconde dietro il numero di cantieri mentre è sempre più evidente che il problema non sono i lavori ma l'assenza di un ministro che continua a negare la realtà invece di affrontarla. Dai dati che abbiamo analizzato, sia le interruzioni di linea sia i minuti di ritardo nel primo semestre 2025, sono aumentati esponenzialmente rispetto al primo semestre dell'anno scorso, con percentuali solo nella tratta alta velocità Roma-Milano superiori al 30% e nessuna voce si è ancora alzata dal governo per cercare di fermare questa deriva che anzi, viene negata e nascosta dall'inutile percentuale del numero di treni in ritardo che non tiene in nessun conto il numero di ore che vengono sottratte alla vita degli italiani". Lo dichiara in una nota il deputato dem Andrea Casu, vicepresidente della commissione Trasporti.

"Se - sottolinea Casu - come giustamente denunciato da Codacons, gli orari estivi adesso porteranno anche il tempo di percorrenza ad agosto ad aumentare mediamente di 100 minuti in più per compiere ad esempio la tratta Roma-Milano, chi rimborserà i passeggeri, anche quelli che hanno comprato il biglietto prima del cambiamento di orario, per questo ritardi? I disservizi non possono continuare ad essere scaricati tutti, su passeggeri e lavoratori, in particolare chi deve raggiungere le aree interne con sempre maggiore difficoltà. Per questo sosteniamo con grande forza la proposta di Assoutenti: serve subito il fondo di indennizzi per i passeggeri per compensare gli enormi disagi che stanno vivendo. Se l'Italia avesse davvero un ministro dei Trasporti, la priorità di Salvini non sarebbe occuparsi d'altro o andare in giro per il mondo a dare martellate, ma restare in Italia a battere i pugni sul tavolo per fermare il record di ritardi e chiedere al suo collega di partito che guida il Mef di autorizzare subito il fondo a sostegno dei passeggeri colpiti dai disagi", conclude.

 

12/07/2025 - 19:14

"I dazi al trenta percento, annunciati da Trump, produrranno un danno incalcolabile all'economia ed all'occupazione italiana e testimoniano, se ce ne fosse ancora bisogno, il fallimento totale del governo. La destra italiana è stata infatti l'unico Paese europeo ad allinearsi sempre e comunque alle decisioni degli Usa non criticando mai le politiche dell'Amministrazione americana e addirittura festeggiando il bluff sui falsi annunci dei dazi al 10 per cento. Per Giorgia Meloni è un fallimento su tutta la linea". Lo dichiara Simona Bonafè, vicepresidente dei deputati Pd.

 

12/07/2025 - 18:15

"Meloni, l’amica 'geniale' di Trump. Per gratificarlo ha firmato spese NATO al 5%, ha garantito alle big tech Usa tassazione agevolata al G7, ha difeso la sua diplomazia da reality. In cambio? Dazi al 30%, un salasso per le nostre imprese. Patrioti contro l’interesse nazionale". Così su X il deputato del Pd Enzo Amendola che posta una foto di Meloni, La Russa, Tajani e Salvini in posa all'Ambasciata americana in occasione della Festa del 4 luglio scorso. 

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