"L'autonomia differenziata non solo è una legge sbagliata ma è una legge che abbandona il Sud, creando sempre maggiori divari e diseguaglianze. E' una legge spacca-Italia che fa arretrare il nostro Paese di anni luce. Non ci sono fondi per la sanità, le scuole, le infrastrutture, soprattutto nel Mezzogiorno d'Italia dove l'accesso alle cure e agli ospedali è molto più difficile, dove l'istruzione e l'accesso alle scuole è complicato e le infrastrutture purtroppo sono carenti. Ma il Pd continuerà a difendere i valori della democrazia e dell'eguaglianza e continuerà la sua mobilitazione". Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione Difesa di Montecitorio.
Amendola e Simiani: governatore è un disastro per la dignità dei cittadini lucani
“L’audizione del Presidente Bardi, in qualità di Commissario per l’emergenza idrica in Basilicata, è stata imbarazzante e lesiva della dignità dei cittadini lucani. Convocato alla Camera su esplicita richiesta del PD per discutere il DL Emergenze e il PNRR, abbiamo assistito a un mero esercizio retorico, condito da promesse future che suscitano più timore che speranza: un mattinale più che un’audizione” Così dichiarano in una nota i deputati del PD, Enzo Amendola e Marco Simiani. “Nessuna risposta concreta – aggiungono – è arrivata sui temi cruciali. Abbiamo ascoltato solo descrizioni di problemi ormai noti, come la dispersione idrica, come se Bardi non fosse il Governatore della Basilicata da sei anni. Inoltre, nessuna chiarezza è stata fornita riguardo il rapporto con Acque del Sud e sulla possibilità di garantire alla Regione un ruolo di peso nella governance della società del MEF.”
I deputati sottolineano come, in assenza di interventi strutturali immediati, da Bardi politiche inadeguate, l’unico sollievo sia venuto dalla recente pioggia e neve: “se il meteo non fosse ‘venuto in soccorso’, i cittadini lucani avrebbero pagato un prezzo altissimo per l’inerzia e la mancanza di programmazione del governo regionale. “I lucani – concludono Amendola e Simiani – meritano risposte concrete e immediate. Chiediamo un piano dettagliato e trasparente degli interventi urgenti per scongiurare il ripetersi delle drammatiche situazioni degli ultimi mesi. L’evasività e la retorica non bastano più”.
Un'America buia anche se bianca, bianchissima, ricca, maschile ed egoista. Quella di Trump è la fine e la mortificazione di tutte le speranze di progresso, convivenza e tolleranza che dovrebbero segnare la nostra complicata epoca. Spetta anche a noi fare da argine.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“La sentenza della Corte Costituzionale ha già sonoramente bocciato l’impianto delle legge Calderoli e la decisione di oggi sulla non ammissibilità del referendum per l'abrogazione dell’autonomia differenziata ne è una chiara conseguenza. Questa è una riforma che attenta alla coesione e all’unita nazionale e non riconosce il principio di sussidiarietà, creando cittadini di serie A e di serie B. Con l’autonomia leghista mancherebbero risorse per i servizi essenziali al Sud, si aggraverebbero le disuguaglianze e si renderebbe meno competitivo l'intero Paese. Per questo proseguiremo la nostra battaglia in Parlamento per impedire che la destra vada avanti, nonostante la sentenza della consulta, e chiederemo con forza che si blocchino le procedure per le intese già avviate con alcune regioni. Impediremo ogni tentativo di colpo di mano del Governo”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione bicamerale questioni regionali.
“Nell’ambito dell’aggiornamento 2023 del contratto di programma 2022-2026, parte Investimenti tra RFI e il MIT, le risorse non ancora impegnate e quindi rimodulabili – 2502 milioni – per la realizzazione di opere vitali per il rilancio della regione Lazio sono state definanziate dal governo nazionale. Si parla delle tratte Cesano-Vigna di Valle sulla Roma-Viterbo, Roma-Pescara, Capannelle-Ciampino, Lunghezza-Guidonia e della chiusura dell'anello ferroviario della Capitale. La legge di bilancio 2025, per copertura dei maggiori fabbisogni degli interventi in realizzazione e alla prosecuzione delle opere in corso ha incrementato di 1.158 milioni di euro l’autorizzazione di spesa per il finanziamento del contratto di programma. Chiediamo quindi di recuperare le risorse ridotte per le opere del Lazio destinando loro le risorse messe a disposizione dalla legge di bilancio.”. Così si legge nell'interrogazione dei deputati Pd al ministro Salvini con cui si chiede di garantire ai cittadini della regione Lazio che nell’aggiornamento del Contratto di Programma 2022-2026, le risorse previste dalla legge di Bilancio vengano destinate ai progetti già contrattualizzati e oggi definanziati con il primo atto integrativo. L'interrogazione è stata firmata da Andrea Casu, Marco Simiani, Paolo Ciani, Michela Di Biase, Marianna Madia, Claudio Mancini, Roberto Morassut, Matteo Orfini e Patrizia Prestipino. “Sosteniamo convintamente a livello nazionale l’iniziativa politica già avviata a livello regionale dal PD Lazio e siamo pronti a mobilitarci in ogni sede per chiedere garanzie immediate al Governo, anche presentando emendamenti al prossimo DL emergenze e PNRR.
"Ancora una volta si ricorre alla decretazione d’urgenza per modifiche normative che avrebbero potuto avere ben altro esito se inserite dentro un vero confronto parlamentare. Un provvedimento che tocca alcuni temi importanti – si pensi al sovraffollamento carcerario – senza individuare soluzioni strutturali. Il 2025 è iniziato in maniera tragica, con già nei primi 20 giorni 8 suicidi in carcere. E’ una situazione insostenibile, un’emergenza a cui non possiamo permetterci di abituarci, che trova origine – come ormai è evidente - nelle condizioni di detenzione. Accanto all’aumento dei suicidi e dei fenomeni di autolesionismo cresce anche il sovraffollamento. Gli ultimi dati di pochi giorni fa del Garante dei detenuti nazionale parlano di percentuali superiori in media al 130 per cento, per arrivare a percentuali del 220 per cento come nel carcere di San Vittore a Milano. In Puglia il sovraffollamento è al 171%, in Lombardia al 151%, nel Lazio al 146%. Ma di concreto per il sovraffollamento non c'è nulla in questo decreto, in cui troviamo solo nuove norme per il commissario delegato all’edilizia penitenziaria. Questo decreto, che pur contiene alcuni correttivi condivisibili, è l’immagine esatta di un esecutivo che rifiuta di entrare nel merito delle questioni strategiche che riguardano la giustizia per inseguire una visione repressiva e punitiva". Lo ha detto la deputata del Pd, Michela Di Biase, intervenendo in Aula in discussione generale sul dl Giustizia.
“Oggi è stata una grande emozione partecipare alla cerimonia di inaugurazione della statua in memoria di Willy Monteiro a Colleferro. La morte di Willy ha sconvolto il Paese per l’atrocità con cui è stato ucciso, ma a rimanere nella memoria è stato soprattutto il suo gesto: correre in soccorso di un amico in difficoltà, senza paura, per fare la cosa giusta. Un gesto per il quale il Presidente Mattarella ha voluto riconoscere la medaglia al valore civile alla memoria. Rimarranno nella nostra mente le parole della madre, che questa mattina rivolgendosi agli studenti presenti li ha esortati a non farsi vincere mai dall’odio e dal desiderio di vendetta. Il suo appello alla gentilezza è il modo più giusto per celebrare la Giornata del Rispetto in memoria di Willy e rappresenta un richiamo forte al nostro impegno quotidiano”. Lo ha dichiarato la deputata Michela Di Biase, capogruppo Pd in commissione Infanzia e Adolescenza, partecipando a Colleferro all’inaugurazione della statua in memoria di Willy Duarte Monteiro.
“Nei giorni scorsi è stato lanciato, da parte di amministratori locali, un appello ai parlamentari piemontesi per sostenere una proroga di un anno per la rendicontazione degli interventi relativi al programma di “messa in sicurezza dei ponti esistenti e realizzazione di nuovi ponti in sostituzione di quelli esistenti con problemi strutturali di sicurezza sul bacino del Po“. La mia risposta a questo appello è naturalmente sì” afferma la vicepresidente nazionale del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“La proroga - ragiona la parlamentare cuneese - consentirebbe alle stazioni appaltanti di completare l’iter necessario per procedere alla aggiudicazione degli interventi infrastrutturali interessati. In mancanza della proroga si rischierebbe di vanificare, per alcuni interventi, il lavoro finora condotto per poter realizzare l’opera. ANCI e Upi chiedono una proroga tecnica. Politicamente significa considerare che tra pandemia e crisi internazionali, opere importanti e impegnative come quelle previste da questo piano hanno avuto ritardi che non sono stati dovuti a inefficienze”
Gribaudo ricorda poi l’iter del “Piano”: “Il piano ponti del Po nasce dal Governo Gentiloni ed è stato ampliato con il Ministro Giovannini. E’ stato il primo piano di investimenti per rimettere in sicurezza opere strategiche che collegano aree importanti del paese dal punto di vista sociale ed economico. Concedere questa proroga significa permettere a queste opere di essere realizzate ma anche di modernizzare il sistema dei trasporti di queste aree, che sono strategiche, infatti parliamo dei ponti che tengono insieme aree territoriali e sistemi economici su cui il Paese deve continuare ad investire.”
“Non possiamo permettere che le conseguenze della crisi sanitaria di cinque anni fa e le crisi internazionali interrompano un percorso che si è mostrato fin qui virtuoso” conclude la deputata dem.
Valentino ha vestito donne di molte generazioni, le ha rese inconfondibili con il suo rosso, con i suoi abiti e accessori sobri e ricercati senza essere vistosi. Eleganza raffinata e inimitabile che ha dato lustro e lavoro alla moda italiana e conquistato il mondo.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Quello di cui Meloni e Salvini devono rispondere è la gestione fallimentare delle ferrovie che costringe il paese a viaggiare sistematicamente con ritardo. Se esiste anche un problema di sicurezza pubblica aspettiamo di sentirlo dal Ministro Piantedosi. Il Governo smetta di fuggire e venga in Parlamento”. Così in una nota il vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera, il deputato del Pd, Andrea Casu.
“La situazione in cui versa il nostro sistema ferroviario e' preoccupante per i continui ritardi, le cancellazioni, la mancanza di informazioni ai viaggiatori che si sono trovati bloccati in stazione senza previsioni certe o talvolta sospesi durante il viaggio. Questi malfunzionamenti del sistema si protraggono da mesi, senza interventi efficaci. Il Ministro Salvini dapprima ha ignorato la situazione, poi non potendo piu' far finta di nulla, perche' la gravita' di quanto sta accadendo ha generato proteste e preoccupazioni in tutto il Paese, adesso focalizza tutta la sua attenzione non sugli interventi di manutenzione necessari, non a definire una piu' efficace programmazione dei cantieri in corso con la circolazione dei treni, ma su anomalie causate da interventi esterni, che sarebbero in atto sulla linea ferroviaria. Sono diversi mesi che l'opposizione, senza essere ascoltata, chiede al Ministro Salvini di venire a riferire in aula sullo stato della circolazione ferroviaria, ma se sono reali i rischi paventati dal Ministro Salvini, crediamo che il tema diventi di sicurezza pubblica e chiediamo al Ministro dell'interno Piantedosi, competente per materia, di venire ad riferire in aula sulle anomalie denunciate dal Ministro Salvini, se l'allarme e' effettivamente fondato e quali misure il Viminale intende eventualmente mettere in campo. La situazione dei nostri treni non e' piu' sostenibile, non bastano le parole ma dal Governo servono interventi risolutivi concreti” così in una nota la vice presidente del gruppo del Pd alla Camera, Valentina Ghio.
"Quello che si sottovaluta della vicenda Santanchè è il messaggio a milioni di cittadini italiani in difficoltà, che fanno fatica a mettere il pranzo con la cena. Non c’entra nulla il garantismo, come evoca la destra da più parti. Il rischio è che passi l’idea che l’esercizio disinvolto nella gestione dei soldi di tutti sia tutto sommato un peccato veniale. Se sei un eletto, un amministratore o un futuro ministro non puoi usare i fondi pubblici destinati alla Cassa integrazione per far lavorare i dipendenti della tua azienda. Significa abusare di una legge dello Stato oltre che mettere i lavoratori in una condizione di sudditanza oggettiva. Se sei in cassa integrazione - pagata dallo Stato - non devi lavorare. Punto. Lo dice la norma, ma anche il buonsenso. Se invece l’impresa decide che la produzione non si ferma, tocca all’impresa pagare i lavoratori e non allo Stato e quindi ai contribuenti. Questa vicenda è paradigmatica di quale sia l’etica della responsabilità di un pezzo della classe dirigente di questo paese. Che magari va in tv e fa la fustigatrice sul reddito di cittadinanza, ma non si guarda mai allo specchio. Come se i potenti fossero in fin dei conti “legibus solitus”. Noi chiediamo un passo indietro della Ministra Santanchè per queste ragioni. Non abbiamo nessuna volontà di sostituirci a un tribunale sul caso Visibilia". Così in una nota il deputato dem Arturo Scotto, capogruppo Pd in Commissione Lavoro.
“La decisione di Eni Versalis di chiudere il sito di Brindisi nel bel mezzo della trattativa con Governo e parti sociali è di una gravità inaudita, che ben testimonia la sostanziale indifferenza dei vertici aziendali verso le sorti dei dipendenti e delle loro famiglie. Per di più, la progressiva dismissione degli impianti significa prepararsi a cancellare definitivamente un settore, come quello della chimica di base, fondamentale per l’industria del Paese. Il Governo dovrebbe reagire a tutto questo, muoversi per difendere i lavoratori ed evitare l’ennesima crisi industriale nell’area di Brindisi. Tutto questo è inaccettabile.“ Così Claudio Stefanazzi, deputati salentino del Partito Democratico.
"Evidentemente per Fratelli d'Italia anche per le offese ci sono sue pesi e due misure, soltanto ieri chiedevano ed ottenevano giustamente solidarietà ad una loro deputata vergognosamente insultata sui social mentre oggi, dopo poche ore, veicolano odio e commenti volgari su Maria Elena Boschi solo perché, su un ordine del giorno per riconoscere la parità di genere nella nuova composizione del Csm, si è chiesta come possa la maggioranza di una presidente del consiglio donna non sentire il dovere di sostenere una battaglia di civiltà per tutte le donne. All'esponente di Italia Viva va tutta la mia solidarietà e il mio sostegno". Così la vicepresidente vicaria dei deputati Pd Simona Bonafè.