“Calo generalizzato dell’export agroalimentare, crollo del 21,2 per cento verso gli Stati Uniti e oltre un miliardo di euro di perdite per le imprese del made in Italy: il governo resta immobile mentre i dazi americani mettono in ginocchio l’agricoltura italiana”. È quanto denuncia il gruppo del Partito Democratico alla Camera, che, nel Question Time domani a prima firma Antonella Forattini capogruppo dem in commissione Agricoltura, interrogherà in merito il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.
Nel testo dell’interrogazione a risposta immediata, il PD ricorda che “dal 1° gennaio 2026 la pasta italiana rischia di pagare un super dazio del 107 per cento, con effetti devastanti su un settore simbolo del Paese”. E accusa l’Esecutivo di “aver dimenticato le promesse fatte”: “sei mesi fa Giorgia Meloni aveva annunciato un piano da 25 miliardi per le imprese colpite dai dazi USA, ma di quel piano non c’è più traccia. Nella legge di bilancio la parola ‘dazi’ non compare nemmeno una volta”.
“Il piano Coltivitalia non contiene alcun intervento per le imprese penalizzate e nulla prevede su credito, ricambio generazionale, sostegno ai consorzi e indennizzi assicurativi”, si legge ancora nel testo, che chiede a Lollobrigida: “quali iniziative di competenza intenda assumere per evitare le ricadute negative che i dazi stanno avendo sulle imprese agroalimentari italiane”.
Con la scomparsa di Oria Gargano perdiamo una femminista energica e battagliera, una donna che ha dedicato la vita alla libertà e ai diritti delle altre donne”. Così Laura Boldrini, deputata del Partito Democratico e presidente del Comitato Diritti Umani della Camera, ha ricordato oggi in Aula la fondatrice della Cooperativa Sociale Befree, scomparsa lo scorso 29 ottobre. “Oria ha creato un argine concreto contro la violenza di genere e le discriminazioni – ha detto Boldrini – e ha sostenuto l’affermazione delle donne con progetti pionieristici come la Scuola Politica, giunta alla quindicesima edizione, e lo Sportello antiviolenza attivo 24 ore su 24 al San Camillo di Roma”.
Boldrini ha ricordato Gargano anche come “alleata preziosa della comunità Lgbtqia+ e convinta sostenitrice della legge contro l’omofobia e la misoginia che il Paese, purtroppo, non è ancora riuscito ad approvare”. “Era certa – ha proseguito – che i diritti non siano mai contro qualcuno, ma a favore di tutte e tutti, perché garantiscono libertà e uguaglianza”.
La deputata dem ha poi espresso “indignazione per le parole di odio comparse sui social dopo la sua morte”, definendole “un atto di barbarie”. “Oria era un uragano – ha concluso Boldrini – passava con la forza del turbine e con quella stessa forza combatteva ogni giorno la violenza di genere. Grazie, Oria, per il tuo esempio”.
Per la libertà, per il diritto di parola, per difendere la pace e il dialogo. Per queste e molte altre ragioni – anche e soprattutto affetto e amicizia – oggi sono stata a Venezia in rappresentanza di tutto il Partito Democratico, dove Lele Fiano ha potuto terminare l’incontro promosso dagli studenti di Cà Foscari interrotto la settimana scorsa.
È stata un’occasione per ribadire la condanna a ogni forma di antisemitismo e ribadire l’impegno per la pace in Medio Oriente. Senza avere remore ad usare parole chiare per condannare il terrorismo di Hamas e, con la stessa forza, i crimini del Governo di Netanyahu.
Significativo farlo a 30 anni dalla morte di Isaac Rabin, premier israeliano che più di ogni altro si era battuto per la soluzione del conflitto.
Sono convinta che bisogna spezzare la spirale dell'odio con l'ascolto, riconoscere le ragioni del dolore e credere nella forza del rispetto reciproco. Perché, come ha detto magistralmente Lele Fiano oggi, la democrazia vive anche attraverso il dissenso ma muore con il silenzio. E difendere l’Università come luogo primario di confronto, di dialogo, di parola.
La strada della riconciliazione e della ricerca della convivenza tra due popoli è due Stati non è semplice ma è l'unica possibile.
Combattere l’intolleranza spetta anche a noi, spetta a ogni cittadino democratico dell’Europa perché l’antisemitismo sia relegato ai margini della storia e lo sforzo per la pace sia in cima alle nostre priorità.
Saremo sempre dalla parte di Lele.
Lo ha scritto sui social Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“La Consulta certifica il fallimento totale delle norme contro gli NCC volute dal ministro Salvini che ha calpestato competenze e principi con l’unico obiettivo di colpire e vessare una singola categoria di imprese e lavoratori. Che si tratti di trasporto pubblico di linea o non, il peggior ministro della storia non fa nulla per garantire il diritto alla mobilità dei cittadini e quando fa qualcosa sbaglia.” Così Andrea Casu (PD), vicepresidente Commissione Trasporti, Camera dei Deputati. “Salvini - conclude il democratico - è un re Mida al contrario, ogni cosa che tocca la peggiora”.
“La telecronaca della sottosegretaria Borgonzoni sul “recupero” (che allo stato non c’e) dei fondi per il cinema è semplicemente ridicola. Prima il governo di cui lei stessa fa parte infligge un taglio del tutto immotivato a un comparto strategico come quello del cinema e dell’audiovisivo, poi dobbiamo assistere al racconto minuto per minuto dei tentativi di “raccattare” qualche risorsa, raschiando il fondo del barile della finanza pubblica.
È desolante. Il governo dovrebbe fare marcia indietro: invece di tagliare, deve investire di più in un settore che è stato tra i più penalizzati dalle sue manovre. Lo dicono le associazioni di categoria, lo ripetono con forza gli operatori del settore: il cinema italiano è a un passo dal collasso. Altro che piccole buone notizie o recuperi parziali: la sottosegretaria Borgonzoni dimostri avere la forza politica per obbligare il suo compagno di partito Giorgetti a rimarginarsi il taglio e aumentare i fondi al settore. Se non è in grado dovrebbe tirare lei stessa le conclusioni” così una nota del componente democratico nella commissione cultura della camera, Matteo Orfini.
"Oggi la Camera voterà, per la sua definitiva approvazione, la legge che istituisce la Mappa della memoria dei campi di prigionia, internamento e concentramento fascisti fra il 1922 ed il 1945. Un provvedimento di grande valore, primo firmatario il Senatore Francesco Verducci. Una iniziativa di memoria molto importante, che vede il sostegno di tutti i gruppi parlamentari. Importante perché la memoria di quello che è stato il fascismo e della lotta antifascista rappresenta il fondamento della nostra Repubblica e della nostra Costituzione. Quando le forze politiche si uniscono sui valori dell' antifascismo scrivono una bella pagina per il Paese. Non sempre questa unità si realizza, succede oggi su questa legge come è successo per la giornata dedica agli Internatu Militari Italiani". Così Andrea De Maria, deputato PD, intervenendo oggi in Aula alla Camera
“Mentre il Governo Meloni si ostina a portare avanti battaglie ideologiche sulla separazione delle carriere, alimentando lo scontro e la delegittimazione della Magistratura, le carceri italiane continuano ad andare a picco. La situazione di Sollicciano, per la quale abbiamo depositato una nuova interrogazione parlamentare, è l’emblema di un sistema che marcisce nell’indifferenza: celle allagate, corridoi impraticabili, detenuti costretti a camminare scalzi e personale abbandonato in condizioni impossibili”: è quanto dichiara una nota congiunta dei deputati Pd Federico Gianassi e Debora Serracchiani.
“La realtà smentisce ancora una volta le priorità del Ministro Nordio: invece di occuparsi della sicurezza e della dignità di chi vive e lavora negli istituti penitenziari, il governo porta avanti una riforma che indebolisce la Magistratura e non migliora in alcun modo la giustizia per i cittadini. A Firenze, come in tante altre città, mancano manutenzioni, personale, interventi edilizi: piove nelle celle. Chiediamo che il Ministero agisca subito, con risorse straordinarie e un piano di emergenza per le carceri più compromesse. Il paese ha bisogno di una giustizia efficiente e rispettosa della dignità umana. Sollicciano non può restare un simbolo di vergogna nazionale”: conclude la nota.
“Le analisi Gimbe confermano ciò che denunciamo da mesi: dietro l’apparente aumento delle risorse per la Sanità contenuto nella prossima legge di Bilancio si nasconde un vero e proprio definanziamento strutturale. Il gap di 17,5 miliardi tra quanto sarebbe necessario per mantenere il livello di finanziamento al 6,3% del Pil e quanto realmente stanziato nel periodo 2023-2026 certifica una scelta politica chiara: continuare a indebolire il Servizio sanitario nazionale”.
Così commenta il deputato del Pd Gian Antonio Girelli la proposta di bilancio aggiungendo, inoltre che “non basta sbandierare aumenti nominali. In rapporto al Pil, dopo un breve rialzo nel 2026, il finanziamento tornerà a scendere fino al 5,93% nel 2028, toccando un minimo storico. È un segnale gravissimo: meno risorse significa liste d’attesa più lunghe, più spesa privata per le famiglie, maggiori diseguaglianze di accesso alle cure e un sistema sanitario pubblico sempre più in affanno”.
“Il Governo – conclude Girelli - fermi questa deriva. Servono investimenti veri e strutturali, programmazione, personale e strumenti per garantire universalità, equità e qualità delle cure. La sanità pubblica è un pilastro della nostra democrazia: continuare a indebolirla significa mettere a rischio la coesione sociale e il diritto alla salute di milioni di cittadini”.
“È tempo di rompere il silenzio. Il governo italiano deve attivarsi per aprire un corridoio umanitario, sostenere la protezione dei civili e fare tutto il possibile per evitare crimini di guerra e contro l’umanità. L’instabilità del Sudan è un vortice che può inghiottire molti Paesi della regione: l’Italia e l’Europa non possono restare a guardare.”
Lo ha dichiarato la Vicepresidente della Commissione Esteri della Camera, la democratica Lia Quartapelle durante una conferenza stampa organizzata per richiamare l’attenzione su quanto sta accadendo in questi giorni a El Fasher, capoluogo del Darfur del Nord, assediata dalle milizie RSF. Nella città si trovano 260.000 persone intrappolate, di cui 130.000 bambini, senza accesso sicuro a cibo, acqua e cure mediche.
Alla conferenza hanno partecipato i missionari comboniani, in collegamento da Port Sudan, Medici Senza Frontiere (MSF), Adam Nor Mohamed della comunità sudanese in Italia e i parlamentari Laura Boldrini, Paolo Ciani, Graziano Delrio e Filippo Sensi. Dal 15 aprile 2023, la guerra in Sudan ha provocato oltre 9 milioni di sfollati interni e 4 milioni di rifugiati, generando una delle peggiori crisi umanitarie al mondo e spingendo il Paese sull’orlo della carestia.
“Il crollo di parte della Torre dei Conti a Roma si intreccia con la discussione in corso sulla riforma di Roma Capitale. Roma deve avere nuovi strumenti e nuove risorse, anche per la manutenzione di strutture così delicate. I lavori che si stavano svolgendo erano finanziati con i fondi del PNRR, ma in futuro quei fondi non ci saranno più. Spero che su questo non ci siano divisioni tra gli schieramenti politici e che presto Roma e altri territori possano giovare di una riforma ormai non più rimandabile". Lo ha detto il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, in un’intervista a Radio Radicale.
“La maggioranza continua a ostacolare il regolare corso della giustizia.
Dopo aver impedito l’autorizzazione a procedere nei confronti dei ministri Nordio e Piantedosi e del sottosegretario Mantovano nel caso Almasri, oggi tenta, in modo del tutto improprio, di estendere lo ‘scudo giudiziario’ anche al capo di gabinetto del Ministero della Giustizia, Bartolozzi.
Questo nuovo intervento rappresenta l’ennesimo tentativo di interferire con il lavoro della magistratura e conferma la gravità di quanto accaduto nei giorni in cui il Governo si è adoperato per liberare un criminale acclarato, responsabile di crimini e violenze gravissime.
Un comportamento che offende la giustizia e mina la credibilità delle istituzioni.
Siamo di fronte a una responsabilità politica enorme: la maggioranza vuole impedire che emerga la verità.
Ma la verità deve venire alla luce, perché nessuno — nemmeno il Governo — può considerarsi al di sopra della legge.”
Così Antonella Forattini e Federico Gianassi, rispettivamente capogruppo del Partito Democratico in Giunta per le autorizzazioni e Commissione Giustizia della Camera, commentano il voto di oggi della Giunta, con cui la maggioranza - con il voto contrario delle opposizioni - ha chiesto alla Camera di sollevare un conflitto di attribuzioni per estendere a Bartolozzi lo scudo giudiziario.
“Esprimo la mia piena solidarietà e la più profonda vicinanza alla giudice Francesca Mariano, vittima di una nuova, vile intimidazione che colpisce non solo una magistrata coraggiosa, ma l’intera comunità salentina. Da lungo tempo denuncio con forza il clima di grande paura che si respira nel nostro territorio. E questo macabro episodio non è che l’ennesimo sintomo di una malattia dilagante che lo Stato deve immediatamente impegnarsi a fermare.” Così Claudio Stefanazzi, deputato leccese del Partito Democratico.
“Parliamo di un gesto orrendo, che offende la memoria degli affetti più cari di chi ogni giorno, come la gip Mariano, serve le istituzioni con rigore e dedizione. Il Salento non si piega. E chi prova a usare la violenza per intimidire, troverà sempre una comunità più forte, unita e determinata a difendere la giustizia”, conclude Stefanazzi.
“Come Pd, ci aspettiamo che il Ministro dell'Interno non scappi dalla realtà per costruirsene una sua immaginaria”, lo dichiara il deputato e responsabile nazionale sicurezza del Pd, Matteo Mauri commentando le affermazioni rilasciate da Piantedosi a SkyTg24 sui dati della sicurezza in Italia. “Il titolare del Viminale – sottolinea il parlamentare dem – elenca dati ipotetici relativi al 2025 quando invece dovrebbe confrontarsi con quelli reali del 2024 che segnalano l'aumento dei reati, soprattutto quelli violenti e predatori. Noi, al contrario, ci confrontiamo sempre con la realtà. E non sottovalutiamo l'impatto che i fenomeni di criminalità hanno sui cittadini. Pur sostenendo da tempo che non esiste nessuna vera 'emergenza sicurezza', come dimostrato dai dati veri.
“Il ministro Piantedosi e tutto il governo invece hanno alimentato e cavalcato le paure delle persone evocando continuamente l'emergenza. Ora, dopo quasi 3 anni di governo, è il ministro che prova ad abbassare i toni perché finalmente realizza che viene chiesto conto a lui della sicurezza nel Paese. Invece che commentare i dati immaginari, il ministro dell'Interno si batta per far mettere nella Legge di Bilancio le risorse necessarie per gli organici, gli stipendi e le pensioni delle Forze dell'Ordine”, conclude Mauri.
“Queste immagini richiamano le pagine più buie della nostra storia: ieri sera un gruppo di neofascisti con bastoni e caschi ha attaccato il liceo Righi di Roma, lanciando bottiglie contro i cancelli mentre gli studenti erano riuniti in assemblea.
Non possiamo restare in silenzio di fronte all’ennesimo atto di violenza squadrista. Le istituzioni devono reagire con fermezza e impedire che una simile aggressione possa ripetersi nuovamente.
Non riguarda solo gli studenti coinvolti e le loro famiglie ma la deriva di violenza nera che sta colpendo le nostre città e tutte e tutti noi. Come Partito Democratico presenteremo subito un’interrogazione in Parlamento: Meloni e Piantedosi devono smetterla di far finta di non vedere i reati dei fascisti del nuovo millennio e intervenire per garantire legalità e sicurezza”. Lo dichiara il deputato della presidenza del gruppo Pd alla Camera, Andrea Casu, pubblicando sui social le immagini dell’attacco e annunciando la presentazione di una interrogazione parlamentare al governo per chiarire quanto accaduto.
“La decisione di Tim di cedere Telecontact Center Spa a Dna Srl, società con un capitale sociale di soli 10mila euro, suscita fortissime preoccupazioni per il futuro dei quasi 1600 lavoratori coinvolti, molti dei quali impiegati nel Mezzogiorno. Si tratta di un’operazione che appare come una vera e propria esternalizzazione, senza un chiaro piano industriale e con il rischio concreto di perdita di posti di lavoro e di progressiva delocalizzazione dei servizi”. E’ quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino depositando una interrogazione, sottoscritta da altri 22 colleghi Dem.
“Con questo atto chiedo ai Ministri Urso e Calderone di vigilare attentamente sulla transazione, di convocare un tavolo di confronto con Tim, i sindacati e le istituzioni territoriali e di chiarire se siano previsti fondi pubblici a sostegno dell’operazione, garantendone trasparenza e corretto utilizzo. Il governo- prosegue Marino- deve assicurare la piena tutela occupazionale e contrattuale dei lavoratori, evitando che operazioni di questo tipo diventino strumenti di precarizzazione o di riduzione dei costi a scapito della qualità del lavoro e della coesione sociale”, conclude la deputata del Pd.