“Emergono oggi nuovi e inquietanti particolari sulla vicenda che riguarda il sottosegretario Delmastro, che rendono ancora più grave e incomprensibile la mancata presa di posizione della Presidente del Consiglio. Si parla di utilizzo di contanti nel passaggio di quote societarie e di indagini per riciclaggio e intestazione fittizia che coinvolgerebbero anche una giovane socia, indicata come amministratrice unica della società.
Siamo di fronte a elementi che, se confermati, delineano un quadro ulteriormente preoccupante, incompatibile con il ruolo delicato ricoperto dal sottosegretario alla Giustizia con delega all’amministrazione penitenziaria. Se tutti questi elementi fossero confermati non si tratterebbe più di episodi isolati o di leggerezze, ma di una sequenza di fatti che richiederebbero trasparenza immediata e assunzione di responsabilità.
È grave che la Presidente Meloni continui a difendere in modo acritico un esponente del suo Governo senza pretendere chiarimenti pubblici e azioni conseguenti su questioni così rilevanti. Di fronte a ombre di questa portata, occorre agire con tempestività e trasparenza per tutelare le istituzioni e la loro credibilità.
Chiediamo ancora una volta che Meloni riferisca con urgenza e spieghi quali siano le ragioni per cui non ritiene necessario intervenire. Il tempo delle omissioni è finito: gli italiani meritano risposte chiare e comportamenti all’altezza delle istituzioni”.
Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.
“I consulenti del lavoro, così come i professionisti, svolgono una funzione essenziale nel Paese. Bisogna però fare ancora tanto per favorire il superamento del gender gap che nelle professioni è molto alto, oltre il 46%, e occorrono misure e sostegni adeguati ”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, questa mattina a Torino al Congresso interregionale del Piemonte e Valle d’Aosta dei consulenti del lavoro, dal titolo “Dentro il futuro”.
“É fondamentale in questo tempo in cui l’intelligenza artificiale impattata pesantemente riuscire a sostenere il loro lavoro - ha proseguito la deputata - Le loro professionalità e la qualità degli ordini professionali deve essere valorizzata non in modo conservativo ma multidisciplinare e avanzato”.
“Non basta la neutralità fiscale ma servono incentivi al lavoro di qualità e al sostegno al welfare dei professionisti, in modo particolare per le donne. In questa fase si discute di diverse riforme delle professioni e forse poteva essere utile un approccio più uniforme e razionale, anche per disegnare una traiettoria più lineare e trasparente, mentre attualmente ci troviamo con percorsi paralleli, velocità diverse, decreti con scadenza diverse”, ha concluso Gribaudo.
“Siamo è in campo da settimane per spiegare le ragioni del No al referendum sulla legge Nordio. Una legge costituzionale pericolosa perché non migliora la giustizia per i cittadini, non accorcia i tempi dei processi, non affronta il problema degli organici nei tribunali. Fa un'altra cosa: mette a rischio l'indipendenza della magistratura, introduce il sorteggio per chi deve far parte del Csm e separa le carriere senza che questo porti alcun beneficio concreto a chi aspetta giustizia. Noi crediamo che la giustizia vada riformata, ma con serietà. Servono più magistrati, più personale amministrativo, più risorse per i tribunali. Qui a Prato lo sappiamo bene: il nostro Tribunale ha una carenza cronica di organico. Questo referendum non risolve nulla di tutto questo. Per questo chiediamo ai pratesi di andare a votare e di votare no. È una scelta che riguarda l'equilibrio tra i poteri dello Stato. Riguarda tutti”.
Così Christian Di Sanzo, deputato PD eletto in Nord e Centro America e segretario reggente del PD Prato.
“Nel 2013 Giorgia Meloni auspicò le dimissioni della ministra PD Josefa Idem, colpevole di aver eluso il pagamento di un tributo locale.
La sua sosia oggi, diventata Presidente del Consiglio, non vede la chiara violazione da parte del sottosegretario Delmastro del principio contenuto nell’articolo 54 della Costituzione che impone ai cittadini ai cui sono affidate funzioni pubbliche di adempierle con disciplina e onore.
Che cosa deve ancora venire fuori affinché la Presidente Meloni chieda le dimissioni di Delmastro?
Altro che manine occulte.
Più il tempo passa, più può legittimamente crescere nell’opinione pubblica il dubbio che la difesa d’ufficio dei comportamenti del sottosegretario della Giustizia nasconda altro.
Presidente Meloni accompagni Delmastro all’uscita dal Governo coerentemente alle sue posizioni del 2013: ne guadagnerebbero le istituzioni della nostra Repubblica che non possono più tollerare quanto sta emergendo ogni giorno”
Lo scrive in una nota l’on. Federico Fornaro, dell’ufficio di presidenza del gruppo PD alla Camera dei Deputati
“Meloni parla di ‘manina’ a proposito di Delmastro. Per lei la responsabilità non è di chi fa una società con la figlia di un prestanome del clan Senese. Ma piuttosto di chi ha rivelato questa vicenda grave all’opinione pubblica. Meloni evoca complotti perché ha paura di perdere”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
“Questa riforma è una riforma profondamente sbagliata che lede l’autonomia della magistratura e non risolve i problemi che i cittadini hanno nell’ambito della giustizia italiana. È stata approvata in prima lettura senza che il parlamento potesse apportare la minima modifica e questo è un fatto gravissimo, perché il ruolo del parlamento è stato completamente esautorato e scavalcato dal governo che vuole questa riforma della giustizia solamente per eliminare il potere decisionale dei magistrati. Servono alcuni correttivi, serve una riforma che abbia un senso, senza stravolgere l’assetto costituzionale della legge”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo del PD in commissione difesa della camera a margine di un’iniziativa ad Avellino per dire NO al referendum costituzionale.
"Servono risposte chiare e tempestive dal governo sulla prospettata vendita della sede fiorentina della Rai - Radiotelevisione Italiana e sulle conseguenze per il servizio pubblico in Toscana": è quanto chiede la vicepresidente dei deputati Pd Simona Bonafè con un’interrogazione depositata a Montecitorio "che sollecita l’esecutivo a chiarire quali iniziative urgenti intenda adottare per salvaguardare la sede quale presidio strategico, se ritenga opportuno intervenire per garantire il mantenimento delle attività giornalistiche e produttive e la tutela dei livelli occupazionali, e se siano in corso o previste interlocuzioni con i vertici Rai e le istituzioni territoriali".
"E' necessario individuare soluzioni condivise che evitino la dismissione dell’immobile e assicurino, anche in futuro, una presenza capillare ed efficace del servizio pubblico radiotelevisivo nel capoluogo toscano, in coerenza con gli obblighi del contratto di servizio. Serve una verifica puntuale che possa coniugare le esigenze di gestione con la salvaguardia del pluralismo informativo e della coesione sociale": conclude.
“Il Governo introduce un nuovo ‘gratta e vinci’ da 30 euro proprio mentre il caro carburanti mette in difficoltà famiglie e imprese. È necessario interrogarsi su quale modello di sviluppo la destra stia promuovendo. Uno basato sulla resilienza e sul supporto reale ai cittadini oppure uno che alimenta aspettative aleatorie in momenti di difficoltà diffusa. In un contesto in cui il potere d’acquisto cala e l’indebitamento cresce, la scelta di incentivare ulteriormente il gioco d’azzardo solleva interrogativi seri sulle priorità politiche ed economiche della destra nel nostro Paese. Offrire l’illusione di una vincita facile rischia di aggravare situazioni già fragili, anziché fornire strumenti concreti di sostegno. Una sola parola: vergognatevi!”.
Così Stefano Vaccari, deputato dem e segretario di Presidenza della Camera.
"I dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy e delle Imprese certificano che il decreto sulle accise varato dal governo non solo è parziale e tardivo ma persino controproducente sul caro carburanti. Le cifre ad oggi sono chiare: solo il 60 per cento dei distributori ha ridotto i prezzi, mentre il 40 per cento non ha applicato alcun beneficio e oltre l’11 per cento li ha addirittura aumentati. Altro che misura efficace: siamo di fronte a un intervento che non funziona e che scarica sui cittadini ed imprese il peso dell’inefficienza": è quanto dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio.
"È il segno evidente di un fallimento politico. Senza controlli preventivi e senza meccanismi obbligatori, il taglio delle accise resta sulla carta e alimenta comportamenti speculativi. Il governo smetta con la propaganda e intervenga seriamente: servono misure vere, non provvedimenti che si trasformano in un boomerang per famiglie e imprese": conclude.
Martedi 24 marzo ore 14.30 l’on. Eleonora Evi presenterà la Proposta di Legge "Delega al Governo per l'istituzione di codici ATECO specifici, linee guida nazionali sulle pensioni feline e istituzione di un Ente Nazionale di Certificazione nel settore felino". Si tratta della prima proposta di legge per una disciplina organica nazionale dedicata ai servizi professionali rivolti ai gatti domestici.
L'Italia conta oggi oltre undici milioni di famiglie proprietarie di un gatto. Un mercato in costante espansione che include pensioni feline, servizi di cat sitting, consulenza comportamentale e day care e che si è sviluppato in assenza di qualsiasi quadro normativo di riferimento, generando incertezze burocratiche, fiscali e sanitarie tanto per gli operatori quanto per gli utenti.
La proposta di legge intende colmare questo vuoto attraverso tre strumenti di intervento coordinati, sui quali i proponenti illustreranno contenuti, motivazioni e prospettive di sviluppo nel corso della conferenza.
Alla conferenza parteciperanno Massimo Persichino Founder de “Il Condomicio” e ASS.N.O.F Associazione Nazionale Operatori Felini.
“Ho assistito con un certo stupore al piccolo corteo di Napoli promosso dall’Ugl a difesa del contratto sottoscritto con Glovo. Peraltro l’Ugl è l’unico sindacato ad averlo siglato. Si attaccano le inchieste della magistratura di Milano che hanno scoperchiato lo sfruttamento di quarantamila lavoratori e si ribadisce che i ciclofattorini sono lavoratori autonomi e non dipendenti. E tali devono restare. Se fossero davvero lavoratori autonomi non è chiaro per quale motivo i rider debbano essere del tutto eterodiretti dall’algoritmo, con un controllo costante e pervasivo e con procedure che non consentono di disconnettersi, pena l’applicazione di sanzioni, fino alla cancellazione dalla piattaforma. Infine, quella manifestazione ha preso di mira la Cgil con toni squadristici senza precedenti. Pensiamo che sia davvero incredibile che si difendano nei fatti dei contratti pirata, nonostante gli interventi della magistratura, e si chieda di continuare così come è senza porsi l’obiettivo di una stabilizzazione di chi lavora con turni massacranti e senza alcuna tutela”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Altro che svolta storica: il ministro Adolfo Urso mente sapendo di mentire. Le conclusioni del Consiglio europeo smentiscono chiaramente la propaganda del Governo e bocciano la linea italiana sull’energia.
Nessun via libera a interventi unilaterali sull’Ets, che resta invece uno strumento centrale delle politiche europee. L’Europa chiede soluzioni comuni e strutturali, mentre l’Italia continua a muoversi fuori da una strategia condivisa.
È una linea sbagliata che rischia di isolare il Paese e di non dare risposte concrete a famiglie e imprese”.
Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Attività produttive della Camera
“Dietro l’annuncio di voler andare avanti con la stessa squadra fino a fine legislatura emerge un quadro preoccupante. La Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, che rivendicava ‘autonomia’ e affermava di non essere ‘ricattabile’, mostra invece difficoltà evidenti nel trarre le conseguenze politiche necessarie davanti a casi che in un qualsiasi altro Paese occidentale avrebbero portato alle immediate dimissioni da parte degli interessati.
I casi di Daniela Santanchè, Andrea Delmastro e Giusy Bartolozzi sollevano interrogativi seri sull’effettiva capacità di esercitare pienamente il proprio ruolo”.
Lo dichiara Andrea Casu, deputato del Partito Democratico, componente dell’ufficio di presidenza del gruppo.
“La vicenda Delmastro ha contorni inquietanti: è necessario che Giorgia Meloni prenda posizione subito e non dopo il referendum, perché è in gioco la dignità delle istituzioni e la credibilità del suo governo”.
“Le conclusioni del Consiglio europeo sono molto preoccupanti perché confermano, ancora una volta, la completa inadeguatezza del Governo Meloni, che si muove del tutto fuori da una strategia comunitaria proprio su un terreno decisivo come quello dell’energia. È particolarmente grave che, mentre l’Europa indica con chiarezza una direzione, il Governo italiano continui a sostenere posizioni prive di riscontro nei testi ufficiali. Il Consiglio europeo non ha dato alcun via libera alla sterilizzazione dell’ETS prevista dall’articolo 6 del decreto energia: sostenere il contrario è una forzatura politica priva di fondamento.
Al contrario, le conclusioni vanno in una direzione opposta: confermano il ruolo centrale dell’ETS, ribadiscono che eventuali modifiche devono avvenire a livello europeo e indicano come priorità interventi strutturali su rinnovabili, infrastrutture e funzionamento del mercato.
Il Governo ha scelto invece una strada diversa: una misura nazionale, unilaterale e selettiva che interviene solo sugli impianti a gas, riducendo artificialmente il prezzo del carbonio senza affrontare il vero nodo, che resta il costo del gas e il meccanismo di formazione del prezzo elettrico.
Parliamo di un intervento che, oltre a essere inefficace, rischia di essere incompatibile con le regole europee sugli aiuti di Stato e con la direttiva ETS.
La verità è semplice: il Consiglio europeo chiede più Europa e soluzioni strutturali. Il Governo risponde con una misura isolata, temporanea e tecnicamente debole. Non si abbassano le bollette indebolendo l’ETS, ma riducendo la dipendenza dal gas e riformando il mercato elettrico. Tutto il resto è propaganda.” Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico che parla di “sonora bocciatura per Meloni”.
“Non si comprende come la presidente, che ama presentarsi come paladina della legalità, possa continuare a giustificare un sottosegretario con delega all’amministrazione penitenziaria che ha avuto documentati rapporti con familiari di clan mafiosi, oltre ad essere stato condannato per diffusione di segreto d’ufficio. Si tratta di fatti di una gravità inaudita.
In un Paese normale, dopo fatti di tale gravità, il sottosegretario alla giustizia avrebbe dovuto dimettersi immediatamente.
Meloni ci spieghi perché questo non accade e perché non chiede conto a Delmastro della sua condotta e dei rapporti intrattenuti e per quali oscure ragioni continui a difendere in modo acritico un esponente del Governo titolare di una delega così delicata.
È un insulto all’intelligenza degli italiani e delle italiane liquidare il comportamento di Delmastro come poco accorto. La presidente del Consiglio chiarisca perché un membro del suo Governo intratteneva rapporti con la figlia di un condannato per mafia e si faceva fotografare con lui, anche nel suo ristorante, peraltro insieme alla capo di gabinetto del ministro Nordio, Bartolozzi.
Spieghi, inoltre, quali sono le ragioni che le impediscono di adottare misure nei confronti di Delmastro: lo faccia subito, non dopo il referendum”.
Lo dichiara Valentina Ghio, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.