“Sul caro carburanti assistiamo all’ennesimo capitolo dello scontro interno alla maggioranza. Davanti alla plateale incapacità del ministro Urso di gestire lo shock energetico che sta colpendo il nostro Paese, con prezzi dei carburanti in forte aumento e bollette sempre più pesanti per famiglie e imprese, il vicepremier Salvini sembra ora voler commissariare il collega di governo”.
Lo dichiara Vinicio Peluffo, vicepresidente della Commissione Attività produttive della Camera e deputato del Partito Democratico.
“Dopo il fallimento del tavolo convocato al Ministero delle Imprese e del Made in Italy, Salvini prova a fare il gioco delle tre carte e rilancia annunciando che sarà lui a convocare le compagnie petrolifere. Un tentativo evidente di scavalcare Urso e scaricare su altri le responsabilità di una gestione confusa e inefficace”.
“Intanto continua questo braccio di ferro permanente dentro il governo: si scrive Salvini contro Urso ma si legge Lega contro Fratelli d'Italia. Siamo di fronte a una guerra senza frontiere tra i partiti di maggioranza mentre famiglie e imprese pagano carburanti sempre più cari e bollette alle stelle”.
“Il Paese avrebbe bisogno di misure serie e coordinate per affrontare l’emergenza energetica. Invece il governo si divide, litiga e si rimpalla le responsabilità. E il risultato è sotto gli occhi di tutti”.
“Le tensioni geopolitiche nell’area del Medio Oriente e le criticità nello stretto di Hormuz stanno già producendo effetti sui mercati energetici e delle materie prime, con ricadute dirette anche sull’agricoltura italiana. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione ai ministri dell’Agricoltura e dell’Ambiente per chiedere quali iniziative urgenti il Governo intenda adottare per sostenere le imprese agricole di fronte all’aumento dei costi di produzione”.
Lo dichiarano i deputati Pd Antonella Forattini, Andrea Marino, Romeo, Rossi e Stefano Vaccari, firmatari dell’interrogazione.
“L’aumento dei prezzi dell’energia si riflette immediatamente sul costo dei fertilizzanti e del gasolio agricolo. Secondo le stime delle organizzazioni agricole, un’azienda cerealicola di circa 40 ettari potrebbe sostenere un incremento dei costi fino a 3.000 euro per ciclo colturale, legato soprattutto all’impennata del prezzo dell’urea e degli altri fertilizzanti azotati”.
“Si tratta di un aggravio significativo che si somma alle difficoltà già affrontate dalle imprese agricole, tra volatilità dei prezzi, cambiamenti climatici e crescente competizione internazionale”.
“Nell’interrogazione chiediamo al Governo se intenda attivare misure straordinarie di sostegno per compensare l’aumento dei costi di produzione, in particolare per le aziende cerealicole e zootecniche, e quali iniziative intenda promuovere anche in sede europea per stabilizzare il mercato dei fertilizzanti”.
“Ma questa vicenda mette in evidenza anche una questione più ampia: la forte dipendenza dell’agricoltura europea dalle importazioni di fertilizzanti e input produttivi, che espone le imprese alle oscillazioni dei mercati internazionali e alle tensioni geopolitiche”.
“Se vogliamo davvero parlare di sovranità alimentare – concludono i deputati Pd – non possiamo ignorare il fatto che gran parte degli input necessari per produrre cibo dipendono ancora dall’estero. Serve una strategia europea che rafforzi l’autonomia produttiva e garantisca condizioni economiche sostenibili alle imprese agricole”.
"Quello che è accaduto ieri sera alla stazione di Pisa, dove un consigliere comunale del PD è stato fermato ed identificato soltanto per avere solidarizzato con chi manifestava pacificamente, è un episodio su cui va fatta chiarezza. Anche per evitare strumentalizzazioni sull'operato delle Forze dell'Ordine chiamate ogni giorno ad affrontare situazioni complesse di ordine pubblico. Soprattutto in un clima politico e sociale alimentato da continue tensioni che il Governo Meloni non è in grado di gestire. Quando un Presidente del Consiglio arriva addirittura a rivendicare il Nobel per la Pace per un Capo di Stato, come Trump, che ha bombardato sette paesi in tredici mesi è inevitabile che i cittadini che vogliono veramente la pace si sentano in dovere di manifestare realmente contro le guerre". Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi.
“Le parole pronunciate oggi da Giorgia Meloni sul referendum sulla giustizia sono gravi, allarmistiche e profondamente irresponsabili. Dire agli italiani che senza quella riforma avremo ‘stupratori in libertà’, ‘pedofili rimessi in strada’ o ‘figli strappati alle madri’ significa usare la paura come strumento di propaganda politica”. Lo dichiara Chiara Braga , capogruppo del Partito Democratico alla Camera.
“L’Italia non è il Far West e chi guida il governo dovrebbe evitare di descrivere il Paese in questi termini per giustificare una battaglia politica. Soprattutto perché Meloni è oggi la Presidente del Consiglio a legislazione vigente: se davvero ritiene che il sistema non garantisca sicurezza o giustizia ai cittadini, la responsabilità di intervenire spetta prima di tutto al suo governo”, prosegue Braga.
“Trasformare un confronto serio sulla giustizia in una campagna fondata su paure e caricature non aiuta i cittadini a capire i contenuti delle riforme e rischia solo di delegittimare istituzioni e magistratura. Servono serietà, equilibrio e rispetto per i fatti, non slogan apocalittici”, conclude Braga.
“Eccola qui finalmente con il suo vero volto! Parla come Trump, ha lo stesso senso delle istituzioni di Trump, racconta falsità come Trump e attacca la magistratura come Trump. Benvenuti nel mondo maga. Difendiamo la nostra Costituzione e la nostra democrazia prima che sia troppo tardi”Lo dichiara Deborah Serracchiani, responsabile Giustizia del Partito Democratico e deputata Pd.
"La sesta commissione della Regione Piemonte ha approvato, a colpi di maggioranza, una proposta di legge di FdI che finanzierebbe 'l’orientamento sportivo' per indirizzare, attraverso dei voucher per ragazze e ragazzi fra gli 8 e i 14 anni, verso la disciplina sportiva più consona alle proprie caratteristiche antropometriche, immagino. La ritengo una bestialità così grande che non voglio neppure fare speculazioni politiche (che mi verrebbero spontanee e facili) su come e a beneficio di chi verrebbero usato questi voucher. Parlo piuttosto da esperto in materia che ricorda a tutti, a maggior ragione alle famiglie che vogliono avvicinare i propri figli allo sport, che la iper-specializzazione precoce non solo è dannosa, ma è la principale causa di abbandono sportivo proprio dopo quei 14 anni di età. Capisco l’approssimazione, il populismo, la non conoscenza della materia e il tentativo di fare felice qualche interesse lobbistico o di amici, ma basterebbe chiedere per evitare di fare stupidaggini. Oppure copiare, visto che tanto si è parlato del successo della Norvegia nell’ultimo medagliere olimpico, paese che prevede un approccio multidisciplinare allo sport giovanile". Lo dichiara in una nota il deputato e Responsabile Sport del PD, Mauro Berruto.
"Spero che quando il provvedimento arriverà in aula in Regione Piemonte qualcuno rinsavisca e trasformi questo provvedimento e le risorse necessarie per iniziative orientate a un accesso universale alla pratica sportiva in ottica proprio multidisciplinare, visto che in Piemonte, come in Italia, ben prima della specializzazione, il problema è che lo sport lo fa solo chi se lo può permettere", conclude il deputato dem.
“La Commissione europea ha risposto a un’interrogazione dell’eurodeputato Pd Sandro Ruotolo confermando che è in corso un’indagine su Meta per verificare se gli algoritmi di Facebook e Instagram stiano riducendo la visibilità dei contenuti politici. E c’è già un primo elemento molto preoccupante: in via preliminare è stato rilevato che l’azienda non ha garantito ai ricercatori l’accesso ai dati pubblici necessari per analizzare i rischi sistemici della piattaforma”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato Pd e membro della segreteria nazionale.
“Se Meta non ha nulla da nascondere lo dimostri subito: consenta pieno accesso ai dati. Le regole europee del Digital Services Act servono proprio a questo, a garantire trasparenza e verifiche indipendenti”.
“Gli algoritmi non sono neutrali e possono influenzare il dibattito pubblico. Per questo non è accettabile che una piattaforma con miliardi di utenti gestisca l’informazione politica senza trasparenza. Quando si parla di democrazia, l’opacità non può essere un’opzione”.
“Le dichiarazioni del presidente della Commissione Cultura della Camera, Federico Mollicone, secondo cui è molto probabile che il padiglione russo alla Biennale non aprirà, confermano purtroppo la gestione caotica del sistema culturale italiano e l’assenza di una linea chiara da parte del Governo. Siamo all’asilo Mariuccia”. Lo dichiara in una nota Irene Manzi, capogruppo del Pd in Commissione Cultura alla Camera.
“Ieri avevamo chiesto al ministro Giuli di chiarire quale fosse l’orientamento del Governo su questa vicenda. Prendiamo atto che a rispondere è stato invece Mollicone: evidentemente c’è stata una sostituzione di ruoli di cui non eravamo stati informati”.
“Il ministro Giuli continua a non indicare una seria politica culturale per il Paese, mentre Mollicone sembra più impegnato a ritagliarsi un protagonismo personale che a garantire il necessario rispetto delle istituzioni culturali. In questo quadro, anche l’atteggiamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni appare segnato da un’evidente ostilità verso tutto ciò che riguarda il mondo della cultura”.
“Questo caos mette seriamente in difficoltà e rischia di compromettere la credibilità di un’istituzione nobile e prestigiosa come la Biennale di Venezia, che appare a tutti gli effetti commissariata da FdI. Il partito della presidente del Consiglio sta mettendo in scena una guerra di potere tutta interna alla maggioranza, combattuta a colpi di dichiarazioni e manovre per occupare poltrone e ridefinire equilibri. È evidente che le parole di Mollicone finiscono per delegittimare il presidente della Biennale, Pietrangelo Buttafuoco. Servirebbero invece serietà, rispetto e una visione culturale all’altezza del Paese”.
"Il colpo di mano del Governo Meloni, che con il decreto Infrastrutture ha prorogato il rigassificatore di Piombino senza alcuna concertazione con il territorio e senza alcuna compensazione per famiglie ed imprese, è uno schiaffo alla città e la palese delegittimazione del sindaco e coordinatore locale di Fdi Francesco Ferrari": è quanto dichiara una nota congiunta di Emiliano Fossi Segretario Pd Toscana, di Simone De Rosas Segretario Pd Val di Cornia Elba Piombino, di Fabio Cento Segretario Pd Uc Piombino, dei deputati Pd Laura Boldrini e Marco Simiani, e di Alessandro Franchi consigliere regionale Dem della Toscana.
"Il fallimento del primo cittadino è ormai definitivo: non solo il governo lo ha umiliato calpestando ogni sua richiesta sullo spostamento del rigassificatore ma ha addirittura penalizzato la popolazione non mantenendo le promesse sui benefici per la città. A questo punto delle due l’una: o Francesco Ferrari era consapevole di tutto e ha scientemente preso in giro i suoi cittadini oppure, usando un po’ di coraggio, dovrebbe trarre inevitabili conclusioni politiche e istituzionali, per salvaguardare la sua
“L’impennata dei prezzi dei carburanti, con il diesel oltre la soglia dei 2 euro, è una tassa insostenibile su famiglie e imprese che il Governo Meloni osserva con colpevole inerzia. Mentre l’amico della Premier, Donald Trump, rivendica con cinismo che gli Stati Uniti non hanno problemi con il rialzo del greggio essendo i primi produttori mondiali, l’Italia – che produttrice non è – subisce un salasso quotidiano nel silenzio di Palazzo Chigi. È paradossale che la vicinanza politica tanto sbandierata con Washington non si traduca in alcuna tutela per il nostro sistema economico, lasciando che le scelte dell'amministrazione americana colpiscano direttamente le tasche degli italiani. Ogni giorno di ritardo nell’intervenire è un colpo inferto al potere d’acquisto e alla tenuta produttiva del Paese.”
“Non è più il tempo dei proclami o della propaganda: la Presidente Meloni passi finalmente dalle parole ai fatti. La segretaria Elly Schlein ha indicato una strada chiara: utilizzare subito l’extragettito IVA per finanziare il taglio delle accise mobili. È inaccettabile che lo Stato continui a incassare miliardi dai rincari che impoveriscono i cittadini invece di restituire ossigeno all'economia. Chiediamo un intervento immediato per attivare il meccanismo di riduzione fiscale alla pompa; la propaganda non abbassa i prezzi, le scelte politiche sì. Meloni smetta di scappare dalle proprie responsabilità e risponda concretamente ai danni che le politiche dei suoi alleati internazionali stanno provocando all'Italia.”
Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Affari europei della Camera.
“Per questo referendum costituzionale la destra è pronta a tutto. L’ultimo episodio è di quelli che non si possono ignorare.
A Napoli, nella Biblioteca di Castel Capuano, decine di studenti sono stati convocati per quello che sulla carta era un “evento formativo sul referendum: posizioni giuridiche”. In realtà era un comizio a favore del Sì: ad essere invitati erano il sottosegretario alla Giustizia Ostellari, il senatore leghista Cantalamessa, l’ex parlamentare leghista Urraro e il magistrato ed ex parlamentare di An Bobbio. Ospiti, caso vuole, tutti dalla stessa parte.
Per fortuna i ragazzi hanno capito e hanno abbandonato la sala come dimostrano i video in rete.
Ma l’episodio è gravissimo. Per questo abbiamo appena rivolto una interrogazione parlamentare al ministro Valditara. Proprio a lui che poche ore fa chiedeva pubblicamente che nei dibattiti scolastici sul referendum fosse sempre garantito il contraddittorio. Evidentemente quella regola vale per tutti — tranne che per i suoi amici di governo” così i deputati democratici Marco Sarracino e Irene Manzi.
Subalterno a Trump e spaccato su Russia e UE
“È ridicolo il Ministro Foti che si esercita ad attaccare le opposizioni mentre nel governo regna la più totale confusione e si naviga a vista in politica estera. È un governo imbarazzato e imbarazzante rispetto a Trump, da cui la Premier Meloni non riesce a prendere le distanze neppure quando viola il diritto internazionale, avvia guerre illegali o vuole annettere la Groenlandia. È un governo diviso sul sostegno all'Ucraina e sul rapporto con la Russia, considerando le posizioni filoputiniane di Salvini. È un governo spaccato sull'Europa, sulla difesa comune, sugli Eurobond, sull'eliminazione del diritto di veto. Prima di impartire lezioni agli altri, Foti farebbe bene a guardare in casa propria, ai suoi compagni di sventura, dove le posizioni sono tutt’altro che coerenti. Per non parlare delle tensioni interne che stanno provocando un immobilismo totale sulle risposte da dare all'aumento dei costi economici che colpiscono famiglie e imprese. In un momento così drammatico, questa è la responsabilità che invoca il governo, attaccare e fare polemiche strumentali contro le opposizioni? L'esecutivo provi a recuperare dignità, postura e credibilità nelle sedi internazionali ed europee, se vuole difendere davvero la nostra sicurezza e i nostri interessi in questa fase storica così difficile e delicata”. Lo dichiara il deputato, capogruppo del Partito Democratico in commissione politiche dell’Unione europea, Piero De Luca.
“La destra, con un emendamento al Decreto Pnrr, prova a portare a cinque anni il termine per il lavoro interinale. Per fortuna l’emendamento è stato dichiarato inammissibile, ma resta il dato politico: Giorgia Meloni e la sua maggioranza vogliono che il lavoro sia sempre più precario”.
Così i deputati democratici Marco Sarracino, della segreteria nazionale del Pd, e Arturo Scotto, capogruppo in commissione Lavoro.
“Sono passati quasi quindici giorni dall'attacco sferrato dal capo del Board of Peace, Donald Trump all'Iran e, ancora oggi, il governo Meloni ancora non è in grado di dirci cosa vuole fare per le drammatiche conseguenze economiche che si stanno abbattendo sui salari, sulle spese, sui consumi e sul costo dell'energia per i cittadini italiani. Il nostro Paese merita molto di più dell'inerzia e incapacità del governo Meloni”. Lo dichiara in una nota il deputato e vice capogruppo PD, Toni Ricciardi.
“Dopo le anticipazioni de La Stampa il comunicato con cui l’associazione Vincenzo Gioberti rivendica di aver “accolto” la proposta di organizzare una serie di 4 lezioni con quello che loro stessi definiscono il “cuore di tenebra della Silicon Valley” conferma la presenza in Italia di Peter Thiel ma non chiarisce nessuno degli inquietanti aspetti di questa vicenda su cui abbiamo da tempo interrogato il Governo. Non spiega da chi è arrivato questo invito, dove sarà organizzato, chi lo pagherà e chi saranno i partecipanti. Chiarisce solo che sarà vietato alla stampa e che nessuno potrà rivolgere domande agli organizzatori prima del giorno dopo la fine della visita. Sappiamo dagli stessi canali social che l’associazione Gioberti in passato ha organizzato iniziative insieme all’Europarlamentare Vannacci e alla Vice segretaria della Lega Sardone e ha già avviato una serie di rapporti internazionali, visto che ha partecipato addirittura a eventi nel parlamento britannico.
A questo punto, Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere, deve rispondere subito per chiarire se sono previsti anche incontri di Thiel con lei o altri rappresentanti del Governo”. Così il deputato democratico Andrea Casu.