“L’attacco da parte dell’esecutivo ungherese al quotidiano nazionale La Repubblica è veramente sproporzionato e in palese contrasto con i principi fondamentali della libertà di stampa e dell’indipendenza dei media, valori che dovrebbero essere condivisi e rispettati a livello europeo. È imprescindibile che ogni giornale possa svolgere il proprio lavoro in piena autonomia, senza intimidazioni o ostacoli da parte di poteri pubblici o esecutivi.
Qualsiasi ripercussione, aperta o velata, nei confronti di un organo di stampa indipendente suscita allarme perché mina il valore della trasparenza e della responsabilità pubblica. Ci stupisce che né la presidente Meloni, né i vicepremier Salvini e Tajani, grandi amici di Orban, abbiano speso una parola in merito”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo Pd in commissione di Vigilanza sulla Rai.
“Il silenzio di Meloni sulle sconsiderate parole pronunciate ieri da Orbàn imbarazza il governo e il Paese. Noi chiediamo più investimenti e coraggio da parte dell'Europa per affrontare le sfide e i problemi reali delle famiglie e delle aziende. Tuttavia, è evidente che oggi quel coraggio manca.
Sono proprio i governi di destra, conservatori e sovranisti, a bloccare però le riforme e l'integrazione ulteriore dell'Europa. Sono proprio questi governi che si lamentano di un'Europa che non funziona, ma che non contribuiscono a semplificare il mercato o a prevedere fondi e interventi europei per la sanità, per le filiere industriali come l'Automotive, per l'energia, così come per rendere strutturale il Next Generation Eu. Oggi il diritto di veto è un grande problema. L'Europa ha bisogno di risposte rapide ed efficaci, soprattutto in politica estera e in materia di bilancio e fiscale.
Chiediamo a Meloni di cambiare idea per fare gli interessi dell’Italia e non continuare a inseguire una sterile propaganda sovranista. Non possiamo continuare a rimanere bloccati da singoli paesi che ostacolano decisioni fondamentali per il bene comune”. Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee, a Coffee Break su La7.
“C’è un Paese reale diverso da quello che ci racconta il Governo, secondo cui va tutto bene solo perché sopravvive da tre anni: gli italiani non stanno e non staranno meglio con questa Manovra”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su RaiNews24.
“I dati Istat di cui si vanta Meloni sono legati, in parte, all’unico strumento che ha permesso un po’ di crescita: il Pnrr, su cui il suo partito era contrario - ha proseguito la deputata dem - L’altro dato, che volutamente il Governo continua a ignorare, è quello della povertà reddituale: abbiamo lavoratori poveri che non arrivano a fine mese”.
“Con questa Manovra non si fa nulla in tal senso: non c’è niente di nuovo, nessun riferimento ai redditi. Con questa Legge di Bilancio ci si limita a far galleggiare il Paese, senza alcuna redistribuzione della crescita o visione sul futuro, industriale ed economico. Del Governo Meloni ricorderemo solo la pressione fiscale più alta degli ultimi 10 anni e i continui tagli ai servizi, come mense scolastiche e asili nido, nei confronti dei Comuni.” ha concluso Gribaudo.
“La tangenziale di Catania è una delle arterie più congestionate e pericolose della Sicilia. Il progetto Anas di una terza corsia non risolve i problemi alla radice, ma rischia di essere soltanto un costoso palliativo. La terza corsia della tangenziale, voluta dal Governo, infatti, imporrebbe i lavori in sede con restringimento della carreggiata per molto tempo mandando in tilt il traffico, non soltanto nella città di Catania, ma anche nella provincia e in tutta l'isola. Per questo noi proponiamo una bretella che parte dal casello di Acireale o anche, oltre che colleghi direttamente la Catania-Messina con la Catania-Palermo, una nuova arteria pedemontana a quattro corsie, che consentirebbe di drenare i flussi da nord verso ovest, una soluzione strutturale, in linea con il Piano urbano della mobilità sostenibile e con la prospettiva del corridoio TEN-T dello Stretto”. Lo dichiara il segretario del Pd Sicilia e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Trasporti, Anthony Barbagallo, che ha presentato un’interpellanza al Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti per chiedere di riconsiderare la strategia d’intervento sull’area metropolitana etnea.
“Chiediamo al governo pertanto - aggiunge Barbagallo - di finanziare lo studio di fattibilità per quest’opera, poiché rappresenta l'unica soluzione per evitare di paralizzare il flusso del traffico nella città di Catania. Non si può aspettare, per noi è un'opera assolutamente prioritaria e quindi – conclude il dem - chiediamo al governo che finanzi lo studio di fattibilità il prima possibile”.
La riforma della magistratura stravolge l’impianto della nostra democrazia e l’equilibrio dei poteri previsti dalla Costituzione. Per questo esaurito l’iter parlamentare, condotto senza nessuna volontà di confronto dalla maggioranza, siamo pronti a dare battaglia con il referendum. È una riforma contro i cittadini che non migliora la loro vita e nemmeno la loro condizione nei processi, ma al contrario indebolisce garanzie e tutele di ogni individuo. Non migliorerà il funzionamento della giustizia, ma al contrario consentirà al governo di controllare i giudici. Un disegno antidemocratico, che contrasteremo chiedendo al paese di fermarlo con un voto.
Lo ha detto Chiara Braga, Capogruppo alla Camera dei Deputati intervenendo all’assemblea dei parlamentari Pd
“Il Governo Meloni per la crisi strutturale del settore moda, nonostante le promesse, ha fatto poco e male. Lo svolgimento delle mie interrogazioni sul tema svolta alla Camera certifica impietosamente questa situazione”. Lo dichiara la vicepresidente dei deputati Dem Simona Bonafè in replica ad una interrogazione alla Camera.
“Gli incentivi annunciati dal Ministro Urso alle imprese vengono erogati con ritardo: sono oltre due anni che il comparto è in sofferenza e nel frattempo migliaia di imprese hanno chiuso o dichiarato fallimento. Manca poi una seria ed efficace politica industriale capace di rilanciare la filiera, a partire dalla riduzione dei costi energetici, e manca ancora il rinnovo annunciato della cassa integrazione per il comparto che rischia, oltre a penalizzare migliaia di lavoratori, di disperdere un patrimonio formidabile di competenze e professionalità alla base di uno dei pilastri del Made in Italy. Rimane poi aperta - prosegue Bonafè- l’annosa questione degli incentivi concessi e poi richiesti, in maniera retroattiva, alle Pmi. Un problema gravissimo che penalizza imprese che avevano investito in ricerca ed innovazione e che il Ministero del Made In Italy non solo non vuole risolvere ma che nemmeno conosce nel dettaglio; dal momento che non è stato in grado di fornire al Parlamento quante imprese sono coinvolte. La crisi della Moda non si può risolvere con questa superficialità”, conclude Simona Bonafè.
“I dati dell’Inps vanno letti bene, nella loro interezza. Aumentano gli assegni di disoccupazione (+2,6%), le ore di cassa integrazione (+19,2%) e il ricorso agli ammortizzatori sociali (+15%). Parliamo della vita di decine di migliaia di lavoratori. Questo conferma che i numeri di cui si vanta la presidente Meloni purtroppo ci parlano di un lavoro instabile e spesso povero. E la manovra che non mette un euro in investimenti peggiorerà questa situazione. Basta con la propaganda”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro, alla Camera, Arturo Scotto.
“Con la scusa della semplificazione e dei ritardi causati dalla carenza di assunzioni e dalla precarietà del lavoro dei giudici di pace, delegati a trattare le cause di importo minore, questo governo cancella tutte le garanzie di giustizia e di difesa dei cittadini impoveriti. Il Ddl 978, in discussione al Senato, è inaccettabile. Un provvedimento vergognoso che consentirebbe di fatto all’avvocato del creditore di emettere un’ingiunzione di pagamento senza il minimo controllo e supervisione del giudice. È una pericolosa scorciatoia che rischia di trasformare la giustizia civile in un terreno di caccia per chi ha più potere economico e legale”.
Così il capogruppo Pd in commissione Ecoreati e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
“Già oggi - aggiunge - nonostante il controllo giudiziario, abbiamo visto abusi clamorosi, dove sono stati chiesti fallimenti su debiti inesistenti. Senza il vaglio del magistrato, questi episodi potrebbero moltiplicarsi, colpendo soprattutto famiglie, piccoli proprietari e persone fragili. Ci stiamo avvicinando al dato pericolosissimo per cui Il 20% delle esecuzioni immobiliari riguarda prime case pignorate per debiti condominiali, È un fenomeno in fortissima crescita per l'aumento dei costi energetici e la difficoltà delle famiglie più fragili nel far fronte a questi aumenti. Togliere il filtro del giudice significa spianare la strada a un sistema ormai consolidato di predatori a caccia di prede. Nessuna efficienza può giustificare la perdita delle garanzie di difesa. Invece di colpire ancora una volta le fasce più deboli della popolazione italiana - conclude - il governo sostenga e stabilizzi l'istituto dei giudici di pace”.
"Oggi il Presidente nazionale dell'Anpi Gianfranco Pagliarulo ha denunciato pubblicamente diversi episodi di violenza neofascista che si sono verificati in questo mese di ottobre. Una dichiarazione importante, che non deve essere sottovalutata. Crescono nel Paese fenomeni di vera e propria eversione di estrema destra, come sempre più sono le occasioni in cui si manifesta esplicitamente l'apologia del fascismo. Tutte le istituzioni e tutte le forze politiche sono chiamate a contrastare questi fenomeni e a difendere i valori costituzionali. Ho presentato una interrogazione parlamentare in merito al Ministro dell'Interno". Così Andrea De Maria, Componente dell’ufficio di presidenza del gruppo parlamentare del Pd alla Camera dei deputati.
“L’episodio che ha coinvolto Sigfrido Ranucci ha reso ancora più evidente un tema che nel nostro Paese resta troppo spesso un non detto: le pressioni, le ingerenze e i tentativi di condizionamento sulla stampa sono una realtà quotidiana. Troppi giornalisti in Italia lavorano sotto minaccia o sotto pressione, anche a causa di un uso strumentale delle querele, trasformate in strumenti di intimidazione per zittire il dissenso e reprimere la critica al potere.” Così Piero De Luca, capogruppo del Partito Democratico nella Commissione Affari europei della Camera, che richiama Governo e maggioranza alle proprie responsabilità. “È inaccettabile – prosegue De Luca – che, in una democrazia matura, si reagisca alle inchieste o alle critiche con denunce e azioni legali pretestuose. La libertà di stampa non può essere difesa a corrente alternata, né solo quando fa comodo. Serve coerenza e coraggio. Le parole di solidarietà di Fratelli d’Italia dopo l’attentato a Ranucci rischiano di suonare ipocrite se non sono accompagnate da atti concreti a tutela del giornalismo libero. È proprio in momenti come questi che si misura la differenza tra chi crede davvero nella libertà d’informazione e chi la usa come bandiera di convenienza.”
“Chiediamo dunque – conclude il deputato dem – che il Governo e la maggioranza sostengano senza esitazioni il nostro emendamento per il recepimento immediato in Italia della direttiva europea anti-SLAPP, che contrasta l’abuso delle querele bavaglio e protegge il diritto dei cittadini a essere informati. È incomprensibile l’ostinazione della destra nel non voler approvare questa norma all’interno della legge di delegazione europea. Con la discussione alla Camera della legge comunitaria, abbiamo l’occasione di dare un segnale chiaro: difendere la libertà di stampa significa difendere la democrazia stessa. Perdere questa opportunità sarebbe un errore grave e imperdonabile.”
"Tutta la mia solidarietà ad Emanuele Fiano. È gravissimo che gli sia stato impedito di parlare in una università del nostro Paese. Un episodio inaccettabile per la nostra democrazia che non può essere sottovalutato e che deve essere condannato da tutte le forze politiche e da chi è impegnato nei movimenti". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Deve essere riconosciuto il valore dei tecnici della prevenzione: troppo spesso parliamo di sicurezza sul lavoro dimenticandoci di un altro aspetto altrettanto importante, quello della salute”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, intervenendo al convegno ‘Giro d’Italia per la sicurezza sul lavoro’ tenutosi oggi al Senato.
“Si tratta di figure fondamentali e centrali per migliorare le condizioni di lavoro - ha proseguito la deputata - Ora siamo in attesa del Decreto Sicurezza sul Lavoro. Auspico che siano state accolte le misure su cui ci siamo battuti per tutto questo tempo: il badge elettronico nei cantieri e l’attenzione nei confronti dei famigliari delle vittime sono aspetti che spero vengano recepiti nel Decreto” ha concluso Gribaudo.
Dichiarazione di Matteo Mauri, responsabile Sicurezza del Partito Democratico
“Il Ministro Piantedosi oggi ha trovato il modo di legittimare le ronde per le città. Si tratta di un fatto molto grave. Un Ministro dell'Interno dovrebbe garantire una presenza adeguata delle Forze dell'Ordine e non strizzare l'occhio alle ronde. Magari quelle sbandierate dalla Lega negli scorsi anni.
In Italia, ci sono 20.000 poliziotti e carabinieri in meno rispetto agli organici previsti e nella legge di Bilancio non c’è un euro nè per nuove assunzioni nè per migliorare i trattamenti economici e previdenziali delle Forze dell'Ordine.
Piantedosi pensi a occuparsi di pubblica sicurezza e non a fare l'agitatore politico.
Un Ministro dell'Interno dovrebbe anche sapere che è pericoloso giocare con il fuoco. È stato irresponsabile in questi anni alimentare la paura dei cittadini, giocando con la logica della "emergenza sicurezza", solo per lucrare qualche voto.
Così come è molto pericoloso criminalizzare i manifestanti di una parte politica, per poi assistere agli assalti degli estremisti di destra alle scuole superiori, come è accaduto nei giorni scorsi. L'Italia ha bisogno di un Governo che non soffi sul fuoco ma che provi a risolvere i problemi: esattamente l'opposto di quello che sta accadendo”.
“Da giorni l’ufficio stampa del ministro Giuli è impegnato a diffondere comunicati per dimostrare presunto attivismo e capacità di spesa del ministero della Cultura. Peccato che tutte le iniziative sbandierate come nuove siano in realtà frutto di provvedimenti approvati nella precedente legislatura dal ministro Dario Franceschini” — così una nota della capogruppo del Pd nella Commissione Cultura della Camera, Irene Manzi, che sottolinea: “Oggi la fanfara di Giuli — pagata dai contribuenti — parla di un investimento di 300 milioni di euro per parchi e giardini storici. Peccato che si tratti esattamente delle risorse previste dal decreto firmato da Franceschini nell’aprile del 2022 (DM 161 del 13 aprile 2022). Due giorni fa, invece, era la volta degli investimenti per il superamento delle barriere architettoniche nei musei: anche in questo caso si tratta di interventi inseriti nel decreto a firma Franceschini del settembre 2022 (DM 331 del 6 settembre 2022). Per quanto tempo dobbiamo andare avanti con questa distorsione della realtà? La verità è che il ministero della cultura, con questa strategia comunicativa, tenta di ingannare l’opinione pubblica per coprire inattività e incapacità appropriandosi di risultati non suoi. Ma i dati sono sotto gli occhi di tutti: in questa legislatura non è stato fatto nulla di nuovo, se non tagli continui al Ministero della Cultura e a settori strategici che hanno subito pesanti riduzioni in tutte le manovre di bilancio, compresa quella appena depositata in Parlamento.”
"Dopo un lungo iter giudiziario, l'uomo di Latina che nel 2017 aveva pubblicato l'immagine di un bambino con la divisa fascista dei balilla mentre urinava su una foto che ritraeva il mio volto, è stato definitivamente condannato a risarcirmi e a pagare le spese legali.
Quell'orrendo fotomontaggio fu pubblicato su Facebook in occasione dell'invito che l'allora sindaco Coletta mi fece per partecipare alla cerimonia in cui il parco di Latina, già intitolato ad Arnaldo Mussolini, sarebbe stato dedicato ai giudici Falcone e Borsellino.
La notizia scatenò la violenza di militanti neofascisti locali e non solo, sia sui social sia in presenza, con tanto di tentativi di interrompere l'evento, urla con slogan fascisti, braccia tese.
Nel clima turbolento che precedette quell'inaugurazione, fioccarono anche commenti diffamatori, sessisti e violenti sui social, compreso quello che riportava l'immagine per cui l'autore è stato condannato, ormai, in via definitiva.
Ancora una volta la giustizia ci ricorda che non dobbiamo farci intimidire da chi ricorre ai discorsi d'odio e che dobbiamo sempre denunciare perché comportamenti come questo non possono passare sotto silenzio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.