12/03/2026 - 12:20

“In vista del referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo è importante spiegare con chiarezza perché votare No”. Lo afferma la deputata Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd e capogruppo in commissione Affari costituzionali.

“Il primo motivo – spiega l’esponente dem – è che questo referendum non riguarda la separazione delle carriere. Le carriere sono già state separate e per cambiare funzione giudici e pubblici ministeri hanno limiti stringenti da rispettare. Il secondo è che si sostiene che la riforma renderebbe il giudice più terzo e autonomo. Anche questa è una fake news. I dati dimostrano che già oggi circa il 50% delle sentenze dei giudici è diverso dalle richieste dell’accusa del pubblico ministero. La terza ragione è che questa riforma non interviene su nessuno dei veri problemi della giustizia: non riduce la lunghezza dei processi, non affronta la carenza di personale e non risolve la questione del sovraffollamento delle carceri, su cui peraltro è stata aperta anche una procedura di infrazione a livello europeo”.

“La presidente del Consiglio – conclude Bonafè - ha sostenuto in un lungo video che questa riforma non incide sull’autonomia e sull’indipendenza della magistratura. Subito dopo, però, la capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusy Bartolozzi, ha affermato che con la riforma si toglierebbero di torno magistrati considerati un ‘plotone di esecuzione’ portando allo scoperto le vere ragioni della maggioranza. Per questo continuiamo a dire che bisogna votare No perché si tratta di una riforma sbagliata nel merito”.

 

12/03/2026 - 12:08

"Esprimiamo la nostra vicinanza e il nostro ringraziamento alle donne e agli uomini dei nostri contingenti militari impegnati ad Erbil. In questa fase di estrema delicatezza per il quadrante mediorientale, il nostro pensiero va a chi opera con dedizione per la sicurezza internazionale, mentre continuiamo a chiedere al governo di lavorare per il raggiungimento di un cessate il fuoco il prima possibile per fermare l'escalation di violenza."
"Data la complessità della situazione sul campo, chiediamo al Ministro Crosetto di venire con urgenza in Commissione Difesa per illustrare il quadro aggiornato della situazione e l'evoluzione dello scenario operativo. Il confronto parlamentare è un passaggio imprescindibile per una gestione trasparente e condivisa delle nostre missioni all'estero."
Così Stefano Graziano, Capogruppo PD in Commissione Difesa della Camera.

 

12/03/2026 - 11:13

"Abbiamo presentato un’interrogazione in Commissione di Vigilanza rivolta all'Amministratore Delegato della Rai per fare piena luce sull'assunzione di Giada Balloch. Secondo quanto si apprende da organi di informazione, la Balloch risulterebbe contrattualizzata dall'azienda con una modalità 'ibrida' in qualità di social media manager. L’obiettivo della collaborazione sarebbe il rilancio dei contenuti di 'Domenica In' al fine specifico di promuovere sui social l’immagine di Tommaso Cerno, attuale direttore de 'Il Giornale', volto del programma della domenica di Rai1 e conduttore della striscia quotidiana '2 di picche' su Rai2."
"Il caso appare estremamente opaco sotto il profilo della trasparenza e dell'opportunità. Giada Balloch è infatti figlia di Stefano Balloch, esponente di spicco di Fratelli d’Italia in Friuli Venezia Giulia, il quale risulta unito civilmente dal 2022 proprio a Tommaso Cerno. Ci troviamo di fronte a un intreccio di rapporti politici e personali che solleva interrogativi inquietanti sulla gestione delle risorse del servizio pubblico e sulle modalità di selezione del personale."
"Con il nostro atto ispettivo chiediamo all'Ad Rai di conoscere ufficialmente quale sia stata la modalità di reclutamento di Giada Balloch e in base a quali comprovate competenze sia stata scelta. È necessario chiarire se, in questa selezione, abbiano influito i legami di parentela con esponenti del partito di maggioranza e i rapporti personali con il conduttore di cui la stessa Balloch dovrebbe promuovere l’immagine. La Rai non può essere utilizzata per assecondare logiche familiari o di fazione."

Così i componenti del Partito Democratico in Commissione di Vigilanza Rai.

 

12/03/2026 - 11:02

“Questa volta a dire stop al progetto del Ponte sullo Stretto è stata la Ragioneria generale dello Stato. Non si tratta di un’autorità indipendente ma di una amministrazione dello stato alle dirette dipendenze del governo. E proprio la Ragioneria ha messo nero su bianco quello che il Partito Democratico denuncia da tempo: il continuo e ingiustificato lievitare dei costi legati al progetto”. Lo dichiara Anthony Barbagallo, deputato del Partito Democratico, capogruppo dem in commissione Trasporti e segretario regionale del Pd Sicilia.

“Stiamo parlando di spese per consulenze, incarichi e attività che si moltiplicano in mille rivoli e che la stessa Ragioneria – aggiunge l’esponente Pd - fatica ormai a quantificare con chiarezza. Non si capisce bene perché questi costi continuino ad aumentare e per quali ragioni. Alla luce di queste osservazioni, il progetto è stato costretto a tornare nuovamente all’esame del Consiglio dei ministri. Matteo Salvini ha passato l’intera legislatura annunciando date per l’inizio dei lavori che puntualmente non sono state rispettate. Oggi è costretto ad ammettere di non essere più in grado di indicarne una”.

“Per quanto ci riguarda – conclude Barbagallo – è sempre più evidente che il Ponte sullo Stretto non sarà un tema di questa legislatura. Tra ritardi e promesse non mantenute, siamo di fronte a un’opera che secondo i calcoli del Partito Democratico è già costata quasi un miliardo di euro tra spese di progettazione susseguitesi negli anni, incarichi tecnici, consulenze e indennità varie. Un progetto che e' il simbolo degli sprechi e dell’inadeguatezza del governo Meloni-Salvini, e su cui continueremo a dare battaglia”.

 

12/03/2026 - 11:00

“Basta comunicati e piagnistei: ci dia una data precisa, ci convochi a un tavolo e noi ci saremo”.

Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, in diretta su Rainews24, da cui ha lanciato l’appello a Giorgia Meloni.

“Noi non ci siamo mai negati e non ci negheremo al confronto, ma dall’altra parte non c’è una reale intenzione di aprire il tavolo - ha proseguito la deputata dem - Ieri alla Camera Meloni non si è resa disponibile, è stato solo un bluff”.

“È evidente che non è una reale proposta di collaborazione ma il solito vittimismo, dietro cui ormai siamo abituati vedere trincerarsi gli esponenti la maggioranza. Noi ci siamo: convocateci” ha concluso Gribaudo.

 

12/03/2026 - 10:46

"Il genocidio a Gaza e il processo di annessione illegale della Cisgiordania, hanno colpito duramente anche il diritto allo sport del popolo palestinese. E' quello che denuncia il rapporto The Impact of Israeli Aggression
On the Palestinian Sports Sector" che il presidente del Comitato olimpico palestinese Jibril Rajoub ha presentato in un'audizione al Comitato diritti umani della Camera che presiedo. E sulla base delle denunce del presidente Rajoub e del rapporto, ho scritto una lettera ai presidenti del Comitato Olimpico Internazionale, del Comitato Paralimpico Internazionale, della FIFA e dell’UEFA.
Dopo più di due anni di bombardamenti israeliani a Gaza e a seguito delle violenze dei coloni e dell’IDF in Cisgiordania, sono 684 gli atleti uccisi, e migliaia quelli feriti, appartenenti alle 34 federazioni e istituzioni sportive palestinesi. Stadi e infrastrutture di ogni disciplina sono stati irrimediabilmente lesi o distrutti per un danno quantificabile in milioni di dollari, e la ricostruzione richiederà molti anni. 
Almeno nove club di calcio che fanno parte del campionato israeliano, sostenuti anche dalla FIFA e dalla UEFA, hanno sede nelle colonie illegali in Cisgiordania e in queste località la Federcalcio israeliana e il Comitato Olimpico israeliano organizzano competizioni sportive ufficiali. Perfino libertà di movimento degli atleti palestinesi è assolutamente limitata a causa di restrizioni imposte dalle autorità israeliane e questo incide sulla loro possibilità di allenarsi e di partecipare alle competizioni.
Alla luce di tutto questo, illustrato nella lettera pubblicata oggi integralmente sulle pagine di Tuttosport, chiediamo ai presidenti delle massime organizzazioni sportive internazionali di fare ogni sforzo, per quanto di loro competenza, perché il governo israeliano ponga fine alla politica di annientamento perfino della vita sportiva dei palestinesi. Chiediamo anche di valutare se ricorrano gli estremi per applicare allo Stato di Israele le stesse sanzioni già applicate ad altri Paesi per violazione dei principi della Carta Olimpica secondo i quali la pratica sportiva è un diritto umano fondamentale". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

12/03/2026 - 10:45

“Il decreto bollette deve essere rafforzato con misure strutturali che garantiscano maggiore autonomia energetica al paese, oltre ad interventi e risorse mirate per abbattere i costi delle bollette per famiglie ed imprese”.
Lo dichiara Marco Simiani, capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio, che ha presentato un pacchetto di emendamenti al dl bollette.

“Le nostre proposte puntano a potenziare le infrastrutture energetiche, a partire da elettrodotti e termodotti, con particolare attenzione alle isole minori come l’arcipelago Toscano, e a valorizzare la geotermia. Tra gli interventi previsti anche la realizzazione di un green corridor dell’idrogeno verde tra Marocco e Trieste per rafforzare la filiera logistica e il ruolo strategico dell’Italia nel Mediterraneo. Chiediamo inoltre più incentivi per le rinnovabili, il rafforzamento delle comunità energetiche e l’implementazione del conto termico. Solo con nuove infrastrutture e con lo sviluppo delle fonti rinnovabili l’Italia potrà raggiungere l’autonomia energetica necessaria per evitare speculazioni e rincari incontrollati legati all’instabilità internazionale”, conclude Simiani.

 

12/03/2026 - 07:30

"Nei suoi interventi oggi in Parlamento, Giorgia Meloni è rimasta ambigua sul suo posizionamento rispetto all'aggressione illegittima di Usa e Israele verso l'Iran. Non basta dire che è fori dal diritto internazionale: questo è evidente. Serve condannarlo apertamente. E non basta dire che l'Onu dovrebbe tutelare il diritto internazionale sostenendo che, però, bisogna riformarla perché è debole: come vuole riformarla? Dando seguito alla delegittimazione che dell'Onu fa il Board of Peace? Dice Meloni che il Board of Peace di Trump e Netanyahu è l'unico tavolo su Gaza e per questo bisogna esserci. No, presidente Meloni, non bisogna starci, perché è un assetto coloniale e predatorio che nel vertice decisionale non prevede la presenza dei palestinesi. Perché l'Italia non si è fatta promotrice in Europa di un tavolo con la presenza dei palestinesi, in cui si potesse lavorare per permettere la nascita dello Stato che ancora non c'è e rischia, ogni giorno di più, di non esserci mai perché Israele sta  annettendo la Cisgiordania? Ma su questo Meloni non ha niente da dire. Come non ha niente da dire sull'uso delle basi Usa in Italia: non si deve concedere e va detto con chiarezza.
E no, cara presidente del Consiglio, confondere l'intervento Usa in Italia durante la Seconda Guerra Mondiale con l'aggressione Usa e israeliana all'Iran è un grave scivolone, un parallelismo sbagliato. Quando gli Usa intervennero in Italia c'era una guerra mondiale in corso e noi eravamo un paese occupato dai nazisti. Non fu certo un'aggressione.
Basta usare la propaganda per nascondere la propria incapacità di prendere una posizione chiara a vantaggio dell’Italia per non dispiacere gli alleati Trump e Natanyahu". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

11/03/2026 - 19:44

“Per il distretto non serve un commissario straordinario ma risorse, ispettori e responsabilità dei committenti”

“Oggi all'audizione delle Commissioni Giustizia e Lavoro della Camera, riunite per discutere delle condizioni di lavoro nel distretto tessile di Prato, eravamo presenti solo noi come deputati del territorio. La destra pratese e toscana era assente. È una storia che si ripete: quando arriva il momento di ascoltare chi quel territorio lo conosce davvero, la destra non c'è o parla solo sui giornali”.

Così Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale Pd, e Christian Di Sanzo, deputato e coordinatore reggente del Pd Prato.

“Chi oggi era in Aula - aggiungono - come il presidente della provincia Simone Calamai, ha detto una cosa semplice: sappiamo dove sta il problema. Filiere troppo lunghe, subappalti a cascata, committenti che non rispondono di quello che accade a valle. E uno Stato che vorrebbe controllare ma non ha gli uomini per farlo. Nella provincia di Prato gli organici dell'ispettorato non bastano. Servono più ispettori, più risorse per il tribunale e la procura, più personale nelle forze dell'ordine. Lo stesso Calamai è stato chiaro: il commissario straordinario non è la risposta che il territorio chiede. Quello che serve è un impegno strutturale: risorse stabili, responsabilità dei committenti lungo tutta la filiera, tracciabilità della produzione, protezione reale per i lavoratori che denunciano. Non un'emergenza da gestire: un sistema da rafforzare. Il governo - concludono - invece di pensare agli scudi penali, dovrebbe iniziare a mettere risorse su chi controlla e su chi tutela i lavoratori. Gli strumenti ci sono, la volontà pare di no”.

 

11/03/2026 - 19:25

“Solidarietà a Pierfrancesco Majorino persona forte e determinata, sempre vicino ai più fragili e sempre aperto al dialogo. Per questo deve continuare nelle sue battaglie senza timore e con la certezza del sostegno di tutte e tutti i democratici”.

Così sui social la presidente del Gruppo Pd alla Camera, Chiara Braga.

 

11/03/2026 - 19:22

“Di grazia ministro Nordio quali sarebbero le cose più serie? Forse la liberazione di un criminale libico torturatore e seviziatore di bambini riaccompagnato con un volo di stato? Ma davvero la fedeltà giustifica tutto? Ministro lei rappresenta il ministero della giustizia che per la storia di questo paese non merita di essere trascinato nella polvere da chi, nello svolgimento di un ruolo così delicato e importante, dimostra di non avere alcun senso delle istituzioni e di rispetto per la Costituzione e i suoi equilibri e pronuncia frasi eversive” così la deputata democratica e responsabile giustizia del Pd, Debora Serracchiani.

11/03/2026 - 18:41

“Il Parlamento italiano ha dovuto attendere dodici lunghi giorni per ascoltare la voce della premier sull’attacco di Stati Uniti ed Israele all’Iran. Meloni è fuori tempo massimo. La presenza oggi per il Consiglio Europeo è un obbligo. La presenza dopo l'attacco in Iran era un dovere, un atto di responsabilità e invece ha preferito fuggire dal confronto parlamentare. Anche la forzatura di unire due discussioni differenti, costringendoci a votare risoluzioni con un ordine del giorno e conclusioni provvisorie sui temi europei è una scelta inaccettabile, un’offesa grave al ruolo del Parlamento”.

Così il capogruppo Pd in commissione Politiche europee alla Camera, Piero De Luca, intervenendo in Aula nel corso della discussione sulle comunicazioni della presidente del Consiglio sulla guerra in Iran e sul prossimo Consiglio europeo.
“Meloni - ha aggiunto - aveva il dovere di dire subito una cosa netta senza tentennare: l'attacco unilaterale di Stati Uniti ed Israele è illegale e va condannato perché contrario al diritto internazionale. Punto. Una cosa è l’alleanza, un’altra è la sudditanza. Ci sono leader europei che hanno parlato con chiarezza. Bene il meccanismo di solidarietà europeo verso Cipro. Ma il governo avrebbe dovuto mostrare solidarietà e vicinanza politica anche al premier spagnolo Pedro Sánchez, attaccato volgarmente da Trump, per aver detto quello che doveva dire Meloni: No alla guerra, No alla distruzione del diritto internazionale. La presidente del Consiglio dica oggi l'Italia non metterà mai a disposizione le basi militari per alimentare un conflitto illegale. Non perché lo chiede il Pd, ma perché lo impone l'articolo 11 della Costituzione. Articolo - ha concluso - che il governo sta calpestando quando invia Tajani come osservatore al Board of Peace”.

 

11/03/2026 - 18:27

“Questa mattina sono stato con i lavoratori della Trasnova di Pomigliano d’Arco al Ministero delle Imprese. Il PD segue questa vertenza da oltre un anno con la massima attenzione. Si intravedono alcune luci sulla possibile ricollocazione, ma la preoccupazione resta alta: è incredibile il ritardo e la superficialità con cui il governo ha affrontato una crisi che nasce da una scelta precisa di Stellantis, che si è lavata le mani non rinnovando la commessa con Trasnova. Continueremo a fare la nostra parte — anche con il supporto della Regione Campania — perché tutte le soluzioni possibili vengano messe sul tavolo al più presto. Nessun posto di lavoro può essere perduto” così il deputato democratico Marco Sarracino.

 

11/03/2026 - 17:44

Il deputato Gian Antonio Girelli ha inviato oggi una lettera all’Ambasciatore della Repubblica islamica dell’Iran in Italia per esprimere forte preoccupazione per la situazione di Matin Mohammadi, giovane arrestato durante le proteste dello scorso dicembre e attualmente detenuto a Teheran.

Nella lettera Girelli richiama l’attenzione sulla particolare gravità della vicenda, sottolineando come Mohammadi fosse minorenne al momento dei fatti contestati e ricordando che il diritto internazionale vieta in modo assoluto l’applicazione della pena di morte nei confronti di persone che avevano meno di diciotto anni al momento del presunto reato.

Il deputato evidenzia inoltre le notizie diffuse da organizzazioni per i diritti umani secondo cui, dopo l’arresto, al giovane sarebbe stato negato l’accesso a un avvocato e ai contatti con la famiglia, oltre alle preoccupazioni relative alle condizioni della detenzione.

«Ho ritenuto doveroso rivolgermi direttamente all’Ambasciatore – afferma Girelli – per chiedere che sia garantita la piena tutela della vita e dei diritti di Matin Mohammadi. La protezione dei minori e il rispetto dei diritti fondamentali della persona rappresentano principi universali che la comunità internazionale è chiamata a difendere».

Nella lettera il parlamentare esprime quindi l’auspicio che la vicenda possa trovare una rapida soluzione nel rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, e che la detenzione del giovane possa concludersi quanto prima.

 

11/03/2026 - 16:27

“È importante ricordare che questo referendum non ha quorum, quindi è fondamentale andare a votare. E nel nostro caso è importante votare No”. Lo afferma Debora Serracchiani, deputata e responsabile nazionale Giustizia del Partito Democratico.

“Questa riforma – spiega l’esponente dem – non riguarda la giustizia e non interviene su nessuno dei problemi reali del sistema giudiziario. Non migliora il funzionamento dei tribunali e non affronta le difficoltà che cittadini e operatori incontrano ogni giorno. Non riguarda neppure la separazione delle carriere, che di fatto già esiste. Il punto centrale è invece un altro: questa riforma riguarda i nostri diritti e le nostre garanzie di cittadini. L’autonomia e l’indipendenza della magistratura servono proprio a tutelare i cittadini, perché solo una magistratura libera può garantire che i diritti di tutti vengano riconosciuti e difesi”.

“Quello che questa maggioranza e questo governo vogliono fare è togliere autonomia e indipendenza alla magistratura, per avere le mani libere e poter agire senza essere disturbati. Per questo – conclude Serracchiani – è importante partecipare al voto e scegliere il No, per difendere le garanzie dei cittadini e l’equilibrio tra i poteri dello Stato”.

 

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