"È inspiegabile che l'ufficio di presidenza della Camera abbia deciso di convocarci, per valutare provvedimenti disciplinari nei nostri confronti, perché abbiamo impedito ai neofascisti di Casa Pound e ad altri esponenti neonazisti di entrare a Montecitorio e fare una conferenza stampa. Come ho detto al presidente Fontana e agli altri componenti dell'ufficio di presidenza, meriteremmo una lettera di encomio per avere tutelato la Camera da uno sfregio inaccettabile.
Non abbiamo impedito la conferenza stampa: l'onorevole Furgiuele che aveva invitato tali organizzazioni è arrivato regolarmente e si è seduto al tavolo davanti ai giornalisti, anche loro entrati senza alcun problema. Non ci sono stati tumulti, né disordini, né insulti, nulla che, secondo il regolamento della Camera, meriterebbe sanzioni. Io e altri ci siamo seduti in sala stampa: non mi risulta che ciò sia vietato. Quello che è successo, invece, è che abbiamo fatto sì che non entrassero i neofascisti e i neonazisti: la considero una cosa positiva, non un atto da sanzionare.
Sarà il presidente Fontana a proporre all’ufficio di presidenza le misure da adottare nei nostri confronti. Per questo gli ho fatto notare che se deciderà per le sanzioni, significherà dare il via libera all'ingresso dei fascisti alla Camera dei Deputati, istituzione della Repubblica fondata sulla nostra Costituzione antifascista. E' certo di volere essere ricordato per avere sanzionato chi ha impedito tale deriva?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, dopo la convocazione dell'Ufficio di presidenza di Montecitorio.
L'Europa chiami gli Stati Uniti e Israele alle loro responsabilità.
"La guerra preventiva scatenata da Trump è fuori dalla logica del diritto internazionale e fuori da ogni logica politica. Non produrrà stabilità, ma allargherà il conflitto all'intera regione, scatenando fiamme in tutti i paesi coinvolti in quel quadrante. Sorprende il silenzio di questo governo, che forte di decenni di diritto internazionale e dei nostri valori costituzionali dovrebbe dire agli alleati della destra americana e israeliana che questa logica di guerra non produce alcun effetto. Né per il popolo iraniano, sotto l'assedio di un regime da decenni, né per la stabilità di quella regione del mondo. Così il deputato Enzo Amendola, capogruppo Pd in commissione Esteri.
"Quello che diciamo – sottolinea l’esponente dem - non è frutto solo del rispetto delle regole che ci salvano dalle barbarie, ma è anche un modo per contrastare l'idea delle destre nazionaliste che pensano che la guerra sia l'unico meccanismo per risolvere i conflitti. L'Unione Europea, che da decenni professa diritto, regole, negoziato e diplomazia, dovrebbe chiamare Stati Uniti e Israele alle loro responsabilità. Non è nell'interesse di nessuno, nemmeno di chi vuole portare diritti al popolo iraniano, scatenare un'escalation senza alcun progetto politico".
"I costi di questo conflitto per l'Europa – conclude Amendola - saranno enormi. Non solo rincari sul costo della vita, ma un'instabilità che pagheremo per molto tempo. Questo è un problema di autorevolezza dell'Unione Europea e di schiena dritta del nostro Paese, che proprio ai presunti alleati come Trump dovrebbe dire la verità: questo conflitto non ha un'uscita politica e i suoi costi ricadono prima di tutto sui civili sotto le bombe".
“Mentre il governo Meloni continua con il suo sport preferito, l'osservatore inerte, sul caro delle bollette a seguito dell'escalation militare in Medio Oriente occorre intervenire subito e strutturalmente con misure efficaci per contenere il prezzo dell'energia e dei carburanti. Già il decreto bollette da poco varato dall'esecutivo si è dimostrato un bluff perché insufficiente in condizioni ordinarie, figuriamoci oggi in condizioni di shock geopoolitico e con grande volatilità dei prezzi. Il governo batta un colpo, agisca e la smetta di osservare soltanto”. Lo dichiara il deputato e capogruppo PD in Commissione Attività produttive, Alberto Pandolfo intervenendo durante il Question Time alla Camera con il ministro Urso.
“In pochi giorni abbiamo assistito ad un nuovo rialzo dei prezzi internazionali di gas e petrolio: il primo ha raggiunto la doppia cifra e il petrolio ha toccato 80 dollari al barile. Questo significa bollette più alte per famiglie e imprese, carburanti più cari e maggiori costi di produzione. Secondo alcune stime si parla di un aumento per i costi delle famiglie pari a 7/800 euro l'anno”, conclude Pandolfo.
“Il ministro Salvini, anziché proseguire con la folle idea del Ponte sullo Stretto e sperperare soldi pubblici in un progetto che verosimilmente non si realizzerà nel breve periodo, potrebbe pensare alle infrastrutture esistenti e che non funzionano. La nostra ‘porta per l’Italia’, l’autostrada Savona-Ventimiglia, dopo il rinnovo della barriera e lavori durati anni costati 50 milioni, è inefficace, dannosa e non sicura”.
Così la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo e la deputata dem Valentina Ghio, che hanno presentato un’interrogazione al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulle condizioni della tratta autostradale A10 Savona–Ventimiglia.
“Quali misure specifiche a breve termine il Ministero intende adottare per migliorare la gestione dei flussi di traffico e la sicurezza stradale in corrispondenza della barriera autostradale di Ventimiglia? - proseguono le deputate dem - Basta tentare di attraversare la tratta per riscontrare problemi, code, allungamenti dei tempi”.
“A nulla sono serviti i lavori di rifacimento, rinnovamento, efficientamento della barriera, che ha stravolto la vecchia viabilità: il sistema è andato in tilt e non funziona assolutamente. Chiediamo quindi un monitoraggio serio e, se presenti, le analisi comparative o dei report tra la configurazione precedente e quella attuale del casello” concludono Gribaudo e Ghio.
Le deputate e i deputati del Partito Democratico sono stati ascoltati oggi dall’Ufficio di Presidenza della Camera in merito a quanto accaduto a fine gennaio, nella settimana della giornata della
Memoria, in relazione alla conferenza stampa promossa da CasaPound Italia.
Nel corso delle interlocuzioni con l’Ufficio di Presidenza, le deputate e i deputati dem hanno ribadito al presidente Lorenzo Fontana la gravità della vicenda, ricordando che lo stesso, prima di annullare la conferenza stampa, l’aveva già definito “inopportuna” l’iniziativa. È stata inoltre sottolineata la presenza, tra i relatori che avrebbero dovuto partecipare alla conferenza stampa, di soggetti che si richiamano esplicitamente al fascismo e al nazismo e che in passato hanno assunto comportamenti violenti nei confronti delle istituzioni democratiche e delle forze dell’ordine, con episodi oggetto anche di rilievi penali.
I parlamentari del Pd hanno richiamato anche la recente sentenza del Tribunale di Bari che ha condannato, in primo grado, dodici militanti di CasaPound per i reati di riorganizzazione del partito fascista e manifestazioni fasciste. “Anche per questo – spiegano – non si comprendono eventuali richiami al Regolamento o sanzioni nei nostri confronti: la presenza in sala stampa è avvenuta nel rispetto dei valori costituzionali e delle prerogative parlamentari, per evitare che le istituzioni fossero utilizzate contro i principi su cui si fondano”.
Nel corso delle audizioni, i deputati dem hanno inoltre segnalato le recenti dichiarazioni del portavoce di CasaPound, Luca Marsella, che ha affermato: “I mandanti dell’omicidio di Lione sono i deputati del Pd. È la mafia antifascista”. Parole definite “gravissime”, che – secondo il gruppo parlamentare – confermano il clima di tensione che tali associazioni intendono alimentare nelle sedi istituzionali. Così una nota del gruppo Pd alla Camera.
“La risposta del ministro Urso non solo non rassicura ma aumenta le preoccupazioni sul caro bollette a seguito dell'escalation della guerra in Medio Oriente. L'aumento esponenziale del prezzo del gas diventa devastante inquadrato dentro la crisi strutturale del costo dell'energia che abbiamo in Italia. Finché il sistema del gas rimane agganciato al prezzo marginale del termoelettrico questo significherà aumento immediato delle bollette per famiglie e imprese”. Lo dichiara il deputato PD e vice presidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo in replica al ministro Urso durante il Question Time alla Camera.
“Il decreto energia varato dal governo – sottolinea il parlamentare dem -, già insufficiente in condizioni ordinarie, si dimostra del tutto inadeguato in casi emergenziali come quello che stiamo vivendo. Il decreto non ha mai modificato la formazione del prezzo elettrico, non interviene in modo stabile sugli oneri generali di sistema, non semplifica la vita alle energie rinnovabili, non accelera su accumuli e contratti a lungo termine. Lo stesso vale per i carburanti che a seguito dell'aumento del prezzo del petrolio sono rialzati 10 centesimi al litro in soli due giorni”.
“Servono interventi immediati con strumenti a disposizione a partire da Mr Prezzi e, in prospettiva, dall'utilizzo dell'accisa mobile. Serve una vigilanza reale sui meccanismi di formazione dei prezzi, trasparenza nelle filiere e controlli contro fenomeni speculativi. Serve, infine, la realizzazione della riforma della rete di distribuzione, un'altra promessa non mantenuta e chiusa ancora nel cassetto della scrivania del ministro Urso. L'emergenza non si governa con slogan o pannicelli caldi, né seguendo i mercati. L'emergenza la risolve la buona politica quando interviene strutturalmente, cosa che non fa il governo Meloni, che vive solo di inerzia e propaganda”, conclude Peluffo.
“A quanto pare è già iniziata la campagna elettorale a Roma…
Le parole del collega Zaratti sono inconcepibili.
Dipinge un quadro dello stadio della Roma totalmente al di fuori della realtà. E perché proprio oggi che siamo alle battute finali del progetto?
Il nuovo stadio della Roma a Pietralata rappresenta una grandissima opera di riqualificazione urbana oltre al fatto che porterà un indotto economico straordinario alla città di Roma e a tutto il Paese. Il progetto è uno dei più belli del mondo, con parchi, zone pedonali, ciclabili in linea con tutti i progetti di riqualificazione urbana ed ecosostenibili come richiesto espressamente dall’amministrazione Gualtieri.
Mi auguro che quello di Zaratti sia solo un abbaglio dovuto alla sua fede calcistica per la Lazio”. Lo dichiara la deputata del PD Patrizia Prestipino.
“In Sicilia si stanno affermando interpretazioni nei procedimenti di Autorizzazione Integrata Ambientale (Aia) e Valutazione Ambientale Strategica (Vas) che rischiano di comprimere la tutela della salute pubblica. È una deriva che va corretta con chiarezza”: è quanto dichiara la deputata Dem in Commissione Ecomafie Maria Stefania Marino dopo aver depositato una interrogazione per chiedere al governo un intervento chiarificatore sul rapporto tra autorizzazioni ambientali e valutazione degli impatti sanitari.
“Secondo quanto segnalato, in alcuni procedimenti Aia sarebbero state respinte osservazioni di natura sanitaria relative a prodotti, cicli produttivi, rifiuti ed emissioni, sostenendo che tali aspetti possano essere considerati solo in caso di esplicita richiesta di revisione da parte dell’autorità sanitaria. Una impostazione che appare in contrasto con la più recente giurisprudenza europea, la quale impone che la valutazione preventiva degli impatti riguardi sia l’ambiente sia la salute umana. Preoccupa inoltre la posizione assunta nell’ambito dell’aggiornamento del Piano regionale dei rifiuti in Sicilia, dove si è sostenuto che la valutazione degli effetti sulla salute non rientrerebbe nella fase di pianificazione strategica. La salute deve invece rappresentare un criterio guida sin dall’origine delle scelte di piano e in ogni fase autorizzativa. E’ indispensabile che il Ministro Pichetto Fratin emani una disposizione che chiarisca in modo inequivocabile che l’impatto ambientale e sanitario delle sostanze emesse debba essere sempre oggetto di valutazione nei procedimenti di rilascio e riesame delle autorizzazioni”: conclude.
“Le dichiarazioni dell’onorevole Zaratti dipingono uno scenario che non corrisponde in nessun modo alla realtà e oltretutto non tiene conto dello straordinario lavoro istituzionale svolto in questi anni. Lo stadio della Roma a Pietralata non è affatto un’operazione speculativa ma un progetto che è stato dichiarato di pubblico interesse dall’Assemblea Capitolina dopo un percorso di valutazione molto approfondito. Parliamo di un investimento privato di oltre un miliardo di euro che consentirà di realizzare uno stadio moderno e soprattutto un intervento di rigenerazione urbana molto importante per Pietralata. Prevede infatti parchi, spazi pubblici, piazze, percorsi ciclopedonali, collegamenti con il nodo della stazione Tiburtina e nuove infrastrutture a servizio di tutto il quartiere. Continuare a parlare di speculazione davanti a un progetto che porterà benefici concreti alla città significa semplicemente ignorare i fatti e alimentare polemiche ideologiche che hanno il solo obiettivo di penalizzare Roma” così il deputato democratico, Andrea Casu.
“Il buon 8 marzo la maggioranza lo ha dato con la proposta di legge per la cancellazione della figura delle consiglieri regionali di parità sul lavoro. E oggi, in Aula tra ricostruzioni fantasiose e non veritiere, si discute di una mozione che fotografa impietosamente la vita delle donne con un esecutivo capace solo di bocciare tutte le proposte delle opposizioni per migliorarla. Il governo cita solo da ti che gli fanno comodo e omette i dati oggettivi di una realtà drammatica così come descritta dal rendiconto di genere 2025 dell'Inps: dello sbandierato 53% di occupazione femminile, il governo omette il tanto lavoro precario delle donne e il divario del 30% di retribuzioni. La famosa decontribuzione ha prodotto contratti part-time intermittenti, aumentato solo l'occupazione fragile e la precarizzazione delle donne”. Lo dichiara la vice capogruppo PD, Valentina Ghio intervenendo alla Camera sulle mozioni per la parità di genere.
“Bocciando il salario minimo – sottolinea la parlamentare dem - il governo ha scelto di lasciare le donne nei lavori sottopagati; bocciando il congedo parentale obbligatorio ha chiuso gli occhi sul fatto che le donne, solo nel 2025, hanno utilizzato 15 milioni di giornate di congedo contro i 2,8 milioni degli uomini. Il governo Meloni porta avanti un sistema che continua a scaricare sulle donne il peso della cura”.
“Ha cancellato dalla nostra mozione consenso, educazione sessuale e mette in discussione un presidio per le donne come le consigliere regionali di parità. Servono riforme strutturali per superare il divario di genere e non i dannosi bonus spot. Invece continua l’accanimento della destra sui diritti delle donne.”, conclude Ghio.
"Abbiamo chiesto alla ministra del Lavoro Calderone di venire a riferire in Aula sulla tenuta finanziaria del sistema pensionistico. Non per ascrivere responsabilità al governo, ma perché è un dovere morale e politico spiegare ai cittadini, ai lavoratori e alle lavoratrici italiane che oggi hanno 30, 40 e 50 anni quale sarà il loro futuro pensionistico". Lo dichiara il deputato dem Mauro Laus, componente della commissione Lavoro, intervistato sui canali social del gruppo Pd alla Camera.
"È una questione di una semplicità unica. Da quei dati — sottolinea l’esponente dem — ogni forza politica sviluppa le proprie soluzioni per rendere più chiara la situazione e dare consapevolezza ai lavoratori sul loro futuro previdenziale. Parliamo del rapporto tra lavoratori e pensionati. Niente di più, niente di meno. "Per essere chiaro, nessuno entra in un negozio a fare la spesa senza sapere quante risorse ha nel portafoglio. Qui non è una competizione su chi ha ragione e chi ha torto: parliamo dell'ABC. Se i cittadini non hanno questi dati, di cosa parliamo? Come possiamo sviluppare e spiegare delle politiche sul lavoro?".
"Chiediamo alla ministra – conclude Laus - di riferire in Aula con dati attendibili e proiezioni chiare e scientifiche. Su quelle si apre il confronto politico. Ma c'è anche un altro tema: il Parlamento non può essere silente. Abbiamo formalmente tre poteri, legislativo, esecutivo e giudiziario e al potere legislativo va garantita almeno la possibilità di un confronto reale".
Situazione molto preoccupante, ci salviamo solo grazie al PNRR dei governi precedenti.
"Difficilmente, a meno di improbabili revisioni del dato provvisorio presentato dall'ISTAT, si raggiungerà l'obiettivo su cui il governo aveva speso la sua reputazione, cioè quello di rientrare dalla procedura per deficit eccessivo portando il rapporto fra disavanzo e Pil sotto il 3%. Siamo al 3,1 e anche il debito cresce". Così la deputata dem Maria Cecilia Guerra, capogruppo in commissione Bilancio e responsabile nazionale Lavoro del Partito Democratico.
“Il contesto macroeconomico – ha aggiunto l’esponente Pd – desta molta preoccupazione: il rapporto debito-PIL è confermato in aumento, l'Istat ha rivisto al ribasso la stima sulla crescita italiana e all'orizzonte ci sono soltanto guerre. Il governo dice che la colpa è del Superbonus, ma il Superbonus era già nelle previsioni: il tema è sicuramente più complesso. Questi conti pubblici, che non hanno raggiunto l'obiettivo del consolidamento, ci trovano in una situazione di particolare debolezza. Dovremmo affrontare, e sembra ormai inevitabile, una crisi energetica che avrà effetti sulle bollette degli italiani e sulle possibilità di approvvigionamento del gas. Quello che veniva dal Qatar dovremo acquistarlo probabilmente dagli Stati Uniti, a prezzi più elevati".
"A tutto questo — ha concluso Guerra — facciamo fronte soltanto con le risorse rimaste dai governi precedenti, con il PNRR che questo governo si appresta a rimodulare per l'ennesima volta, perché non riesce a spendere in modo adeguato le risorse e cerca di portarsi qualche briciola anche per gli anni futuri. Una situazione molto, molto preoccupante".
“Apprendere della prestigiosa targa ‘Donne Coraggiose’ conferita a Vittoria Doretti dalla Rete civica delle donne è motivo di grande soddisfazione e orgoglio. Doretti ha avuto l’intuizione fondamentale del Codice Rosa, contribuendo in modo determinante a dotare il nostro sistema sanitario di strumenti concreti per riconoscere e affrontare la violenza di genere anche quando non viene espressamente dichiarata. È un riconoscimento non solo alla sua capacità professionale, ma alla forza civile di chi ha saputo trasformare una visione in strumenti di tutela per le persone più vulnerabili”. Lo dichiara il deputato Dem Marco Simiani sul riconoscimento assegnato durante un evento a Montecitorio.
“La sua nomina come componente del Comitato tecnico scientifico dell’Osservatorio sulla violenza nei confronti delle donne e sulla violenza di genere presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri conferma il valore del suo contributo sia sul piano operativo che su quello delle politiche pubbliche. A nome mio e del Partito Democratico, rivolgo a Vittoria Doretti le più vive congratulazioni per questi due importanti riconoscimenti, che arricchiscono il nostro paese e rendono giustizia all’impegno profondo profuso in anni di battaglie per la prevenzione e la protezione”, conclude il deputato dem
"Ho provveduto a segnalare alle nostre autorità diplomatiche in Argentina la grave violazione delle regole elettorali da parte del massimo organismo di rappresentanza degli italiani della circoscrizione consolare di Rosario (la seconda per numero di elettori dopo Buenos Aires). Con un lungo post nel quale si illustrano le modalità del voto referendario si indica a titolo "esemplificativo" la indicazione della croce sul "SI" con tanto di foto illustrativa. Ho provveduto a denunciare situazioni simili, in alcuni casi meno eclatanti ma altrettanto gravi, alle autorità competenti e presenterò immediata interrogazione parlamentare a MAECI” così il deputato democratico eletto all’estero Fabio Porta.