11/02/2026 - 17:06

Mentre il sindaco di Niscemi ribadiva in commissione Ambiente la situazione difficile in cui si trova la cittadina siciliana, nella commissione accanto la maggioranza bocciava l’emendamento del Pd al decreto Milleproroghe che prevedeva tra l’altro la sospensione dei versamenti tributari per le zone colpite dall’ultima ondata di maltempo.
Un atteggiamento inaccettabile che fa il paio con il comportamento da parte del Ministro Musumeci che ha cercato di scaricare le responsabilità della mancata prevenzione sul Comune e della Premier Meloni che giorno dopo giorno dimentica la drammatica situazione del Mezzogiorno. Servono risposte rapide e adeguate da parte del Governo non solo sui tributi, ma anche sulle risorse per altre soluzioni abitative e la messa in sicurezza del territorio e delle infrastrutture. E intanto continuiamo a chiederci quando il Ministro Musumeci troverà qualche minuto del suo prezioso tempo per recarsi a Niscemi e assumersi le sue responsabilità.

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

 

11/02/2026 - 16:48

“Dal governo Meloni non c'è nessuna azione concreta per difendere il Made in Italy nel mondo e per rilanciare la competitività delle imprese italiane. A tre anni dall'istituzione del ministero delle Imprese e Made in Italy, si vedono solo gli effetti negativi dell'operato del ministro Urso. La produzione industriale è calata quasi del 4%, il costo dell'energia è più alto del 30% rispetto ai competitors europei. Il governo ha tagliato il fondo per l'auotmotive e dimezzato le risorse per Transizione 5.0 che ancora continua a faticare tra incertezze burocratiche. Per non parlare poi del ddl Made in Italy che è una serie di mancette senza strategia e con la promessa di un fondo che non è ancora operativo”. Lo dichiara il deputato PD, Christian Diego Di Sanzo durante il Question Time alla Camera con il ministro Urso.
“Mentre assistiamo al disastro delle politiche industriali, il governo svende alcuni marchi storici italiani come Bialetti e Iveco che passano alla Cina e all'India con un aumento del 5% del fatturato nazionale in mano al controllo di imprese estere. Un vero fallimento”, conclude Di Sanzo.

 

11/02/2026 - 16:19

“Dei tanti numeri dati dal ministro Urso si è dimenticato di quelli principali: è l'Istat che ci dice che la produzione industriale è crollata da quando si è instaurato il governo Meloni del 2,1% nel 2023, del 3,5% nel 2024 e della stagnazione che emerge dai dati parziali del 2025. La perdita della capacità produttiva non è congiunturale ma strutturale con i costi dell'energia più alti di tutta l'Europa, debolezza degli investimenti, incertezza regolatoria e assenza di politiche industriali”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente della Commissione Attività produttive, Vinicio Peluffo in replica al ministro Urso durante il Question Time alla Camera.
“La realtà – sottolinea il parlamentare dem - mette in luce solo i grandi errori del ministro Urso: Transizione 5.0 è un fallimento di ritardi e di risorse non utilizzate; la legge sul Made in Italy ridotta a somma di contributi a pioggia inefficaci e con l’illusione di un fondo sovrano senza risorse; l'industria dell'acciaio è in crisi, così come la chimica di base, il tessile e l'automotive. Che fine ha fatto la promessa di produrre 1 milione di autovetture all'anno e di un secondo produttore? Nulla è accaduto se non il taglio dei fondi per l'automotive che aveva ereditato dal precedente governo”. “Non c'è nessuna politica industriale da parte del governo ma solo una somma di annunci, ritardi e retromarce”, conclude Peluffo.

11/02/2026 - 15:44

“Un giornalista di ‘È sempre Cartabianca’ va sotto il palazzo di CasaPound a Roma, quello occupato abusivamente dal 2003 e proprietà del Demanio, cioè di tutti noi. Vuole fare domande, vuole capire chi ci vive davvero. Perché secondo un’informativa della Guardia di Finanza del 2019, quasi la metà degli occupanti non sono famiglie in emergenza abitativa. Sono dipendenti di Comune, Regione, ministeri. Gente con stipendi regolari. Il giornalista prova a intervistare il leader Luca Marsella, quello che sui social piagnucola perché non lo fanno parlare. Gli propone un’intervista faccia a faccia, ma Marsella rifiuta perché vuole andare in studio.
Il giornalista allora va sotto al palazzo. Aspetta, vuole solo fare il suo lavoro. E chi arriva? La polizia. Non per identificare gli occupanti di CasaPound, ma per identificare il giornalista. ‘L’intervista la deve concordare con loro. Adesso identifichiamo. Può spegnere la telecamera? Stiamo facendo attività di polizia’. Al che il giornalista risponde: ‘E io sto facendo attività di cronaca. E poi la frase della poliziotta, che dice tutto: 'Io non capisco l’utilità di tutto questo’. È sconcertante. Da quando le forze dell’ordine sindacano il lavoro della stampa?”. Lo scrive su Instagram il deputato Marco Furfaro, componente della Segreteria nazionale del Partito Democratico, pubblicando il servizio del giornalista di “È sempre Cartabianca”. 

11/02/2026 - 15:26

“Di fronte a una notizia gravissima come l’inchiesta di Milano su Glovo, il silenzio del governo è grave e assordante. Non hanno trovato neanche un secondo per commentare. Ancora una volta è dovuta intervenire la magistratura per far rispettare l’articolo 36 della Costituzione, quello che garantisce retribuzioni giuste e dignitose”. Lo dichiara il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro.

“Questo silenzio – prosegue l’esponente dem – dimostra che all’esecutivo non interessa nulla del lavoro sottopagato, dei salari da fame, dello sfruttamento e dei turni massacranti che colpiscono migliaia di lavoratori, a partire dai rider. Non è un caso che in questi anni il governo non abbia messo in campo alcuna norma efficace contro la precarietà e lo sfruttamento”.
“Le misure da adottare – conclude Scotto - sono chiare: serve l’opposto delle scelte fatte in tre anni e mezzo, che hanno aumentato la precarietà liberalizzando i contratti a termine e il lavoro in somministrazione, autorizzando meccanismi che scaricano i rischi sui lavoratori. Bisogna intervenire subito sui contratti, cancellare i contratti pirata attraverso una legge sulla rappresentanza, e introdurre il salario minimo. Solo così si può contrastare davvero lo sfruttamento e restituire dignità al lavoro”.

 

11/02/2026 - 15:18

“I Giornalisti di una trasmissione televisiva chiedono un'intervista a CasaPound. CasaPound non risponde. I giornalisti allora vanno sotto il palazzo occupato per provare a intervistarli. Dopo un po' arrivano le forze dell'ordine. Per sgomberare CasaPound, direte voi. No. Per identificare i giornalisti.
E per spiegargli che devono concordare con CasaPound le interviste, non andare sotto la loro sede. Questo avviene nell'Italia di Giorgia Meloni. Questo avviene con Piantedosi al ministero: le forze dell'ordine obbligate a fare da ufficio stampa a un gruppetto di fascisti. Complimenti” così il deputato democratico Matteo Orfini commenta sui social quanto denunciato dalla trasmissione televisiva Cartabianca.

11/02/2026 - 14:18

Presentata interrogazione al ministro Giuli da parte delle deputate siciliane Dem Giovanna Iacono e Maria Stefania Marino

“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare al Ministro della Cultura, Alessandro Giuli, in merito alla destinazione dell’Ecce Homo di Antonello da Messina, recentemente acquisito dallo Stato italiano.
Il dipinto rappresenta un rarissimo capolavoro del Rinascimento italiano ed è probabilmente l’ultimo lavoro del maestro siciliano rimasto fino ad oggi in una collezione privata.”

Secondo quanto riportato da organi di stampa, l’opera sarebbe destinata al Museo di Capodimonte. Una scelta che ha suscitato un ampio dibattito, in particolare in Sicilia e a Messina, città natale dell’artista, dove si moltiplicano gli appelli affinché il dipinto possa essere esposto nel territorio di origine.

“Abbiamo chiesto al Ministro se sia a conoscenza della destinazione prevista e se non ritenga opportuno valutarne la collocazione presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina, anche d’intesa con la Regione Siciliana, in considerazione del profondo legame storico e identitario dell’opera con il territorio di origine dell’artista, nonché della piena coerenza e integrazione del dipinto con la collezione museale già esistente, che annovera altri capolavori di eccezionale rilievo.”

“La collocazione dell’Ecce Homo presso il Museo Regionale “Maria Accascina” di Messina consentirebbe di rafforzare il dialogo scientifico e culturale con le collezioni già presenti e di valorizzare in modo organico il contesto storico-artistico di riferimento dell’artista.”

“Tale scelta rappresenterebbe, inoltre, un’occasione di straordinaria valorizzazione culturale e identitaria, rafforzando il legame tra l’opera, l’artista e il territorio di origine”.

 

11/02/2026 - 13:39

“La vicenda della corda molle dimostra l’incapacità del governo Meloni su due fronti: il primo raccontare cose non vere. Più volte il ministro Salvini in aula ha detto che mai sarebbe stato introdotto un pedaggio su questa infrastruttura. Di fatto questo avviene. La seconda, non fare una valutazione di merito. Strategicamente la corda molle risolve il problema del traffico di una parte della provincia di Brescia.

Introdurre un pagamento significa rischiare di spostare il traffico sulle vie adiacenti e introdurre un principio di diseguaglianza fra cittadini.

Infatti, non è il luogo di residenza che implica l'utilizzo delle infrastrutture, ma la necessità di farlo per lavoro, per esempio, o comunque per le attività che riguardano le persone. Di fatto c'è chi potrà godere della riduzione o del non pagamento e chi dovrà invece pagare.

Ultima considerazione, il costo viene scaricato sui comuni e sugli enti locali rubando loro risorse; una competenza statale che ancora una volta ricade sulle casse degli enti locali.

Bella idea di autonomia, bel rispetto dei territori, in questo caso di una provincia come la nostra particolarmente attiva, che ha bisogno di attenzioni, infrastrutture e investimenti, non certo di demagogia”. Lo dichiara il deputato del Pd, Gian Antonio Girelli, a proposito del pagamento del pedaggio autostradale sulla cosiddetta ‘corda molle’.

 

11/02/2026 - 13:18

Così si rischia di affossare una riforma condivisa.

“Il rinvio sine die al Senato del disegno di legge sulla partecipazione popolare nelle società sportive rappresenta un fatto grave e politicamente inspiegabile. La proposta, di iniziativa parlamentare e con prima firma di Riccardo Molinari e da me sottoscritta, è stata approvata all’unanimità alla Camera oltre un anno fa ed è poi arrivata al Senato, dove ha ottenuto il via libera della commissione competente con parere favorevole del ministro Abodi. Un percorso lineare che rende sorprendente e del tutto inusuale il rinvio richiesto in Aula, senza peraltro motivarlo, dal gruppo di Forza Italia”. Lo dichiara Mauro Berruto, deputato e responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.

“Il testo – prosegue l’esponente dem - introduce una norma estremamente equilibrata: consente, solo su base volontaria per le società, l’ingresso di associazioni di tifosi fino a una quota massima dell’1 per cento del capitale sociale. Una partecipazione simbolica, esercitabile attraverso associazioni rappresentative di almeno il 10 per cento della media degli spettatori allo stadio. Si tratta di un modello prudente, distante da altre esperienze europee come quella tedesca che prevede il 50 per cento +1 di azionariato popolare, che non altera gli assetti proprietari ma rafforza il legame tra società sportive, territori e comunità”.

“Il rinvio – conclude Berruto - è stato chiesto dal gruppo di Forza Italia, nel quale siedono senatori come Claudio Lotito e Adriano Galliani. È legittimo chiedere soprattutto a loro cosa sia cambiato rispetto a un provvedimento già votato e sostenuto dal ministro Abodi e dal governo. È bene ricordare che questa proposta di legge potrebbe essere approvata anche senza i voti di Forza Italia, perché può contare sul sostegno del Partito Democratico. Non a caso, l’unica forza politica che si è opposta al ritorno del testo in commissione è stata proprio il Pd, ribadendo la necessità di arrivare rapidamente al voto finale. Il rischio concreto è che il provvedimento venga fermato, frustrando ancora una volta le aspettative di tifosi per bene, alcuni dei quali erano sulle tribune del Senato pronti ad applaudire il voto finale. Il Parlamento e il mondo dello Sport meritano trasparenza, spiegazioni chiare sulle responsabilità su una decisione che mette in discussione una riforma di buon senso”.

 

11/02/2026 - 13:17

“Con la fiducia volete evitare un dibattito che avrebbe messo a nudo le vostre divisioni e le ambiguità di una maggioranza condizionata dai settori filoputiniani. Preferite blindare il provvedimento per evitare un confronto trasparente sulle divisioni interne alla maggioranza, in particolare sugli emendamenti che puntavano a interrompere il sostegno militare a Kiev.
Il PD voterà contro la fiducia ma ribadisce con chiarezza che l’obiettivo è una pace giusta e sicura. Una pace che non coincida con la resa dell’Ucraina, che non legittimi l’aggressione russa e che non cancelli i crimini di guerra commessi. Pace significa giustizia, libertà e rispetto della sovranità dei popoli. Significa liberazione dei prigionieri, ritorno dei bambini deportati, rifiuto dell’annessione dei territori occupati e garanzie internazionali che impediscano nuove aggressioni.
Per il Partito Democratico il sostegno politico, umanitario e militare all’Ucraina resta una condizione necessaria per costruire un negoziato credibile, fondato sulla pari dignità tra le parti. In gioco non c’è solo il destino di Kiev, ma la sicurezza e la stabilità dell’Europa”.

Lo ha detto Piero Fassino, deputato Pd e vicepresidente Comm. Difesa, intervenendo in Aula per il voto di fiducia sul Decreto Ucraina.
 

 

11/02/2026 - 12:39

“Riportare la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale è una priorità, soprattutto in questo momento storico e politico.
Il progetto “Giochi Olimpici di pace ”propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. Uno dei temi fondamentali che mi preme sottolineare riguarda la richiesta di modifica del giuramento dell’atleta olimpico inserendo un passaggio esplicito rispetto alla responsabilità di ripudiare la guerra ed essere costruttore di pace rendendo l’atleta olimpico esempio per tutti gli altri sportivi. Ho vissuto per due volte la concreta utopia del Villaggio Olimpico, so che è possibile! Sogno atleti olimpici come veri e propri diplomatici, in grado di spingere istituzioni sportive e politiche verso una pace duratura. Non meno importanti sono i nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali, già presenti nell’attuale carta olimpica, ma troppo spesso disattesi. Noi chiediamo che vengano fatte queste modifiche in modo che non possano più accadere fatti come nel caso dell’atleta Heraskevych, al quale il Cio ha vietato di indossare un casco con i volti delle vittime, atleti e sportivi, caduti in Ucraina”. Lo ha detto Mauro Berruto Deputato e responsabile nazionale sport del PD durante una conferenza stampa di presentazione di una proposta, presentata da Renato Accorinti e sostenuta da moltissime firme di atleti e di protagonisti della società civile, per riassegnare ai Giochi Olimpici un protagonismo nella ricerca della pace.

11/02/2026 - 12:38

“Sosteniamo con tutte le nostre forze la comunità scolastica del Righi che sta facendo grandi sacrifici per andare avanti e non può essere lasciata sola. Giorgia Meloni non può continuare a fare finta di non vedere che quello che sta succedendo mette a repentaglio ogni giorno la sicurezza e la serenità di tutta la comunità scolastica. La nostra segretaria Elly Schlein e tutto il Pd condanna sempre, senza distinguo, ogni forma di violenza politica e chiede che anche la Presidente del consiglio prenda posizione quando chi la commette si dichiara fascista, firma con una svastica e usa lo stesso slogan 'la scuola è nostra' che solo poche settimane fa abbiamo visto sventolare ad Atreju. Con la nostra interrogazione chiediamo alla Presidente del Consiglio di esprimere finalmente le parole di condanna e di mettere in campo le azioni concrete che fino a oggi sono mancate per impedire che episodi gravi e intollerabili come questi possano ripetersi.”
Lo dichiarano in una nota Andrea Casu primo firmatario dell’interrogazione depositata insieme alla Responsabile Scuola del Partito Democratico Irene Manzi e i deputati PD Berruto, Boldrini, Ciani, Curti, De Maria, Di Biase, Evi, Fassino, Ferrari, Forattini, Fornaro, Furfaro, Ghio, Gianassi, Girelli, Gribaudo, Guerra, Iacono, Lai, Laus, Madia, Malavasi, Marino, Morassut, Orfini, Pandolfo, Porta, Prestipino, Quartapelle Procopio, Ricciardi, Roggiani, Romeo, Rossi, Sarracino, Scarpa, Scotto, Serracchiani, Simiani, Stefanazzi, Stumpo, Tabacci, Viggiano.

 

11/02/2026 - 12:28

“Il confronto in corso tra Jsw e il Comune di Piombino sulla variante urbanistica e sulla mancata sottoscrizione dell’Accordo di Programma conferma uno stallo che si protrae da anni, mentre il progetto di revamping del sito siderurgico – più volte annunciato – non è ancora partito e i lavoratori continuano a pagare il prezzo di ritardi e rimpalli di responsabilità. È necessario che azienda, amministrazione comunale e governo chiariscano pubblicamente quali siano i nodi ancora irrisolti, con tempi certi per gli investimenti e garanzie occupazionali definite”: è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani.

“Jsw ha accumulato ritardi sugli impegni industriali assunti, ma non è più accettabile che il conflitto istituzionale diventi un alibi per bloccare uno degli interventi più rilevanti per il rilancio della siderurgia nazionale; il governo, che ha un ruolo diretto nell’Accordo di Programma e nella definizione del piano industriale, si assuma fino in fondo la responsabilità di sbloccare la situazione con atti concreti, mettendo al centro lavoro, occupazione e sviluppo”: conclude.

 

11/02/2026 - 11:59

“I numeri dicono una cosa chiarissima: l’Italia resta indietro rispetto all’Europa e il gender gap nel lavoro continua a pesare come un macigno sulle donne. Il divario di genere nell’occupazione nel nostro Paese è quasi doppio rispetto alla media UE: 19,4% contro 10%. E dopo la nascita di un figlio quasi 7 dimissioni su 10 sono femminili. Non è un’emergenza episodica: è un problema strutturale, che il governo continua a non affrontare con interventi all’altezza”.

Lo dichiara Michela Di Biase, deputata del Partito Democratico, commentando il rapporto "Tra nidi, part-time e vertici: perché la parità sul lavoro è ancora un miraggio?" della Rome Business School.

“Non bastano misure spot: serve una strategia, subito. A partire da un punto decisivo: il congedo paritario, perché la genitorialità non può essere una penalizzazione per una sola parte. Bisogna mettere in campo ogni strumento possibile per sostenere la continuità delle carriere femminili, ridurre il ricorso al part-time involontario, contrastare l’uscita dal lavoro dopo un figlio e chiudere il divario che ci separa dall’Europa”.

“Abbiamo già indicato la strada con due proposte di legge per sostenere il carico di lavoro femminile e aiutare concretamente le famiglie – aggiunge la deputata, prima firmataria delle proposte -: tra le misure, un bonus annuale per contribuire al costo dei centri estivi, che oggi è una delle voci più pesanti per chi lavora e ha figli. Oggi è la Giornata delle ragazze nella scienza e da tre anni è ferma una mia proposta di legge per incentivare lo studio femminile delle materie STEM, che significa aprire alle ragazze opportunità reali, perché le competenze STEM garantiscono condizioni migliori di occupazione, salari e possibilità di carriera”.

“Se davvero si vuole ridurre il gender gap – conclude – bisogna smettere di raccontare l’aumento dell’occupazione femminile come un successo sufficiente. Il punto è trattenere le donne nel lavoro e farle crescere professionalmente. Il governo esca dall’inerzia: servono interventi strutturali, e servono adesso.”

 

11/02/2026 - 11:36

Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese di calcio

 

venerdì 13 febbraio h. 11.30 c/o Sala stampa della Camera, Via della Missione 4

 

Promossa dal responsabile nazionale sport del Pd, Mauro Berruto, parteciperanno:

Jibril Rayoub, Presidente del Comitato Olimpico Palestinese e della Federcalcio palestinese

Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese

Ehab Abu Jazar, CT della nazionale maschile palestinese di calcio

Charlotte Phillips, atleta della nazionale femminile palestinese di calcio

Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese e membro dell’Olympic Council of Asia

Parteciperanno anche:

Renzo Ulivieri, presidente della AIAC (Associazione italiana allenatori calcio)

e

Sua Eccellenza Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia

 

Nel corso della conferenza verrà consegnato ai giornalisti il ‘Report sull’attuale situazione dello Sport palestinese’. 

 

Renzo Ulivieri premierà con la “Panchina speciale AIAC 2025” il CT della nazionale palestinese Ehab Abu Jazar.

 

https://www.assoallenatori.it/news/2560.html

 

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