11/02/2026 - 11:02

Oggi alla Camera audizione sindaco Niscemi

“La frana di Niscemi è ancora in movimento e la cittadina siciliana sta vivendo enormi difficoltà. Le risposte del governo continuano a non arrivare: Meloni e la maggioranza proseguono a sottovalutare quanto accaduto e a tradire il mezzogiorno. Per questo saremo oggi in commissione Ambiente alle 14.40 per ascoltare il sindaco dell cittadina siciliana in audizione”.
Così in una nota i componenti Pd della Commissione Ambiente Chiara Braga, Marco Simiani, Augusto Curti, Eleonora Evi, Sara Ferrari e i deputati Pd eletti in Sicilia Antony Barbagallo, Giovanna Iacono, Stefania Marino e Peppe Provenzano.

 

11/02/2026 - 10:48

“La Rai sta colando a picco. Da mesi il servizio pubblico vive una paralisi senza precedenti, con organi di garanzia bloccati e una Commissione di Vigilanza messa nelle condizioni di non poter operare.
Non era mai accaduto nella storia repubblicana che non venisse eletto il presidente di garanzia. Meloni evoca presunte “derive illiberali della sinistra” ma sono accuse che vengono usate come foglia di fico per coprire il controllo crescente di Palazzo Chigi sul servizio pubblico. Una vera e propria cappa soffocante che sta restringendo gli spazi di pluralismo e di confronto a vantaggio della propaganda
filogovernativa. La Rai deve tornare a essere autonoma e pienamente operativa, nell’interesse dei cittadini, non del governo di turno”. Così una nota dei componenti democratici del Pd nella commissione di vigilanza Rai che sottolineano che “per questo abbiamo chiesto insieme a tutte le opposizioni di convocare subito in vigilanza l’Ad della Rai”.

11/02/2026 - 08:57

Conferenza stampa mercoledì 11 febbraio h. 10.00

presso la Sala stampa della Camera dei deputati, Via della Missione 4

Parteciperanno:

Mauro Berruto, deputato della Repubblica italiana

Renato Accorinti, già sindaco di Messina

In occasione dei prossimi Giochi Invernali di Milano-Cortina 2026, nasce un’iniziativa che mira a riportare realmente la Tregua Olimpica al centro dell'agenda geopolitica mondiale.

Il progetto “Giochi Olimpici di pace” che verrà presentato ufficialmente alla stampa, propone una riforma del protocollo olimpico per rispondere alle sfide dei conflitti contemporanei. La proposta prende le mosse dalle parole del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, sulla necessità di onorare il "DNA olimpico".

Durante la conferenza stampa verranno illustrati i dettagli di un appello formale inviato al CIO, al CIP e alle massime cariche dello Stato italiano e sottoscritto da moltissimi protagonisti del mondo sportivo, politico, culturale, scientifico, religioso del nostro Paese. La proposta affronta temi cruciali e di forte impatto mediatico, tra cui:

•             Nuovi criteri di esclusione per gli Stati belligeranti e tutele per gli atleti individuali.

•             Una proposta di evoluzione simbolica della bandiera Olimpica per rendere il messaggio di pace visibile a miliardi di spettatori.

•             L'integrazione del "giuramento dell'atleta" con un impegno esplicito contro la guerra.

L’obiettivo è spingere le istituzioni sportive e politiche a farsi portavoce di un cambiamento che trasformi ogni competizione in un atto concreto di diplomazia e fratellanza.

 

10/02/2026 - 20:21

“La ministra Santanchè è indagata per la seconda volta per bancarotta. Vedremo come proseguiranno le indagini, ma la sua permanenza al governo è sempre più imbarazzante. Ricordiamo che una delle cose più gravi che, tuttora, le vengono contestate è l’uso improprio della cassa integrazione Covid in un momento difficile per il Paese. Prendeva i soldi ma faceva comunque lavorare i propri dipendenti. Quando ci fanno lezioncine sul merito e sulla competenza forse dovrebbero guardare innanzitutto in casa loro. E agire di conseguenza: per noi la Santanchè non dovrebbe stare più al governo da un pezzo”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

10/02/2026 - 20:00

“Il rinvio al Senato, sine die, del disegno di legge sulla partecipazione popolare, e in particolare dei tifosi, nelle società sportive, è un atto molto grave e una responsabilità politica pesante di governo e maggioranza”. Lo dichiara il deputato Mauro Berruto, responsabile nazionale Sport del Partito Democratico.

“Parliamo di una legge - conclude Berruto - approvata alla Camera il 23 aprile 2024, ferma da mesi al Senato e ora nuovamente bloccata senza alcuna motivazione credibile. Uno stop che mortifica il Parlamento e ignora il lavoro fatto su una riforma attesa da tifosi, associazioni e territori. Questa proposta introduce finalmente anche in Italia il principio della partecipazione popolare nelle società sportive, rafforzando il legame tra club, comunità e tifosi, superando il modello proprietario chiuso che negli anni ha prodotto distorsioni e crisi. Il governo smetta di fare melina e chiarisca se vuole davvero sostenere uno sport più democratico e radicato nei territori, oppure se intende continuare a rinviare per convenienza politica una riforma condivisa e necessaria".

 

10/02/2026 - 18:47

"Quella dei diritti delle ATP Finals è l’ennesima batosta per la Rai. La nuova gestione, invece di investire sul rilancio e sul rafforzamento del servizio pubblico, sembra volerlo dismettere pezzo dopo pezzo. Rossi si sta comportando, di fatto, da liquidatore del servizio pubblico, non da chi dovrebbe difenderlo e valorizzarlo” è secco il commento dei componenti democratici della commissione di vigilanza Rai alla notizia del raggiungimento dell’accordo sui diritti tv in chiaro per le Atp Finals tra Mediaset e la Associazione Tennisti Professionisti "che vede battuta Telemeloni". “La perdita di questo appuntamento è una grave perdita per il servizio pubblico radiotelevisivo. Le dimissioni di Petrecca sono ormai imprescindibili” concludono.

10/02/2026 - 18:44

“Siamo oltre l’imbarazzo. La permanenza di una ministra indagata era già inaccettabile; quella di una ministra plurindagata è un oltraggio alle istituzioni della Repubblica. Giorgia Meloni smetta di tergiversare e faccia ciò che da troppo tempo è necessario: chieda le dimissioni di Daniela Santanchè”. Così i componenti democratici della commissione attività produttive della camera, Alberto Pandolfo, Vinicio Peluffo, Paola De Micheli, Andrea Gnassi e Christian Di Sanzo.

10/02/2026 - 18:38
"Il 21 febbraio 2 ministri, Piantedosi e Nordio, saranno tutta la mattina a Bologna, in Piazza XX Settembre, con i parlamentare di Fratelli d' Italia. Si conferma che, con la sovrapposizione di ruoli istituzionali ed iniziative di propaganda politica, Bologna è al centro della campagna della Destra. Dalla scelta di usare i temi della sicurezza non una occasione di impegno comune ma come motivo di polemica e di divisione, al tentativo di difendere la riforma della giustizia in una città dove le ragioni del No al referendum sono forti e radicate. La destra dovrebbe ricordarsi che Bologna non si fa condizionare e che saprà come sempre farà sentire la sua voce per difendere i valori costituzionali". Così Andrea De Maria, deputato PD

 

10/02/2026 - 17:39
Ogni intervento pubblico del ministro Nordio conferma un’idea inquietante: l’obiettivo non è riformare la giustizia, ma sottomettere la magistratura e affermare il principio secondo cui chi vince le elezioni deve poter governare senza contrappesi e senza limiti". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che oggi ha affermato che un’eventuale vittoria del No non sarebbe "una vittoria della Schlein ma delle procure".
"Siamo davanti a una vera e propria ossessione – prosegue Serracchiani –. Per Nordio, se vince il Sì sarà una vittoria della politica che vuole le mani libere, che pretende di agire indisturbata, senza controlli e senza equilibri. È una visione pericolosa e sbagliata della democrazia".
"La “sovranità limitata” evocata dal ministro non è quella del popolo, ma quella di una politica che, una volta vinte le elezioni, pensa di dover comandare su tutto e su tutti, inclusa la magistratura. Noi crediamo esattamente nel contrario: nella separazione dei poteri, nei contrappesi, nello Stato di diritto. Senza scorciatoie autoritarie".

Giustizia: Serracchiani (Pd), da Nordio ossessione per una politica senza controlli
 
"Ogni intervento pubblico del ministro Nordio conferma un’idea inquietante: l’obiettivo non è riformare la giustizia, ma sottomettere la magistratura e affermare il principio secondo cui chi vince le elezioni deve poter governare senza contrappesi e senza limiti". Lo dichiara Debora Serracchiani, deputata e responsabile giustizia del Partito Democratico, commentando le parole del ministro della Giustizia Carlo Nordio, che oggi ha affermato che un’eventuale vittoria del No non sarebbe "una vittoria della Schlein ma delle procure".
"Siamo davanti a una vera e propria ossessione – prosegue Serracchiani –. Per Nordio, se vince il Sì sarà una vittoria della politica che vuole le mani libere, che pretende di agire indisturbata, senza controlli e senza equilibri. È una visione pericolosa e sbagliata della democrazia".
"La “sovranità limitata” evocata dal ministro non è quella del popolo, ma quella di una politica che, una volta vinte le elezioni, pensa di dover comandare su tutto e su tutti, inclusa la magistratura. Noi crediamo esattamente nel contrario: nella separazione dei poteri, nei contrappesi, nello Stato di diritto. Senza scorciatoie autoritarie".

10/02/2026 - 16:50

"Il senatore La Russa ha perso l’ennesima occasione per assolvere, con disciplina ed onore, al suo ruolo di presidente del Senato e di seconda carica dello Stato. Ha trasformato la Giornata del ricordo per atteggiarsi a fazioso interprete degli avvenimenti storici facendo omissioni e strumentalizzando quanto tragicamente successo in quella parte di territorio. L’importante per La Russa non era rinnovare la memoria, in maniera condivisa, in un evento solenne davanti al Presidente della Repubblica Mattarella, per riconoscere le responsabilità, le omissioni e i silenzi certo, e riaffermare il rifiuto di ogni barbarie ma gettare discreto su altre parti politiche e istituzionali".

Così il deputato democratico e segretario di Presidenza della Camera, Stefano Vaccari.
"Ricordare le foibe e l’esodo forzato di istriani, fiumani e dalmati - aggiunge - significa confrontarsi con una delle ferite più profonde e complesse della storia europea del Novecento e il dramma vissuto dalle migliaia di italiani residenti nell’area del confine orientale, che  furono uccisi o costretti ad abbandonare le proprie terre, vittime di una violenza cieca brutale che colpì anche civili innocenti e segnò intere comunità.
Significa però al tempo stesso non cancellare il contesto storico in cui maturò il dramma delle foibe a cominciare dalle responsabilità del fascismo, dalle politiche di occupazione, dalla repressione e snazionalizzazione, dalle stragi e dalle brutalità commesse nei Balcani, che alimentarono un ciclo di odio e vendetta culminato in nuove atrocità. Tenere insieme queste verità non indebolisce il ricordo, lo rafforza. Solo una memoria onesta, completa e condivisa può restituire dignità alle vittime, evitare semplificazioni ideologiche e trasformare il passato in una lezione per il presente. Il senatore La Russa - conclude - se lo ricordi la prossima volta prima di rappresentare in modo inadeguato la seconda carica dello Stato".

 

10/02/2026 - 16:49

"Nel giorno in cui la cronaca ci racconta dell'ennesimo naufragio con 53 dispersi di cui 2 bambini e a una settimana dalla più grande strage di migranti del Mediterraneo con almeno 1000 morti in mare durante il ciclone Harry, avvenuta nella più totale indifferenza, il Parlamento europeo affonda il diritto d'asilo approvando la lista dei cosiddetti "paesi terzi sicuri" e dei "paesi d'origine sicuri".
Ma il diritto d'asilo è soggettivo, riguarda le singole persone: un paese può essere sicuro per alcuni e non per altri. E un’Europa che deve cercare "paesi terzi sicuri" a cui delegare la gestione delle procedure d’asilo e la sorte di chi cerca protezione dimostra tutto il suo declino.
Un colpo mortale inferto da una Ue ormai a trazione di nazionalisti e dell'ultradestra, che adotta politiche xenofobe e controproducenti che non servono né a limitare le partenze, né a regolare i flussi, né a impedire i morti in mare, né
l'arrivo di barche e barchine carice di persone in fuga da guerre, regimi dittatoriali o dalla povertà. Politiche che servono a rendere più fragili le nostre democrazie e a smantellare uno dei diritti fondamentali su cui si basava l'Ue e previsti dalla nostra Costituzione: il diritto d'asilo, appunto.
Una dimensione miope che festeggia l'Ue che si rende fortezza, che tradisce la sua identità, che minaccia "blocchi navali" e considera i richiedenti asilo e i rifugiati come nemici e minacce alla sicurezza.
Invece di prevedere corridoi umanitari e canali di ingresso legali si chiudono gli occhi davanti alla realtà e si seppelliscono i valori fondanti dell'Ue". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.

10/02/2026 - 15:58

"E’ davvero singolare che nessuno del governo abbia trovato il tempo di commentare l’inchiesta della magistratura di Milano sullo sfruttamento dei lavoratori della Glovo. Emerge un quadro inquietante di sfruttamento, sotto salario, turni massacranti e tutti lì a fischiettare. Non hanno approvato in tre anni e mezzo una norma per migliorare la vita di queste persone, delegando alla magistratura il compito di richiamare il rispetto dell’articolo 36. Ci aspettiamo dall’esecutivo risposte concrete e non chiacchiere all’interrogazione che faremo domani su questo scandalo".

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

10/02/2026 - 15:18

“C’è una frattura profonda all’interno del governo in materia di politica estera. Giorgia Meloni non ha più una maggioranza solida e la richiesta di fiducia sul decreto Ucraina ne è la prova più evidente”. Lo dichiara Stefano Graziano, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Difesa della Camera. “Si tratta di un decreto che poteva essere approvato senza alcuna difficoltà, senza ricorrere a questo ennesimo trucchetto parlamentare. La scelta di porre la fiducia dimostra invece tutta la debolezza politica dell’esecutivo e le divisioni profonde che lo attraversano. Dopo il caso Vannacci e i continui distinguo della Lega sulla collocazione internazionale dell’Italia, appare chiaro che la stabilità che Meloni continua a rivendicare è solo di facciata. Le dichiarazioni rese oggi in Ziello confermano ulteriormente un quadro di confusione e di mancanza di una linea comune su un tema cruciale come la politica estera”.

 

10/02/2026 - 12:10

"Vogliamo trasformare l’eredità di Alberto Manzi in un progetto concreto per le nuove generazioni. per questi motivi presenteremo a Montecitorio una proposta di legge per istituire il Centro Studi 'Alberto Manzi' a Pitigliano, nel trentennale della sua scomparsa, per affrontare le sfide dell’analfabetismo funzionale, delle nuove povertà educative e dell’integrazione linguistica e culturale": con queste parole i deputati Pd Marco Simiani e Irene Manzi annunciano il deposito del provvedimento.

"Il Centro Studi non sarà solo un luogo di conservazione, ma un motore di ricerca, formazione e inclusione, con il coinvolgimento delle università del territorio, a partire dall’Università di Siena, l’Università per Stranieri di Siena e il Polo Universitario Grossetano; è prevista inoltre una stretta sinergia e collaborazione con la Rai. Nei prossimi giorni depositeremo il testo alla Camera, chiedendo una rapida calendarizzazione, con l’obiettivo di approvare la legge e realizzare il Centro entro il 2027, anno del trentennale della scomparsa di Alberto Manzi": concludono.

 

10/02/2026 - 12:09

Il Giorno del Ricordo rende omaggio alle vittime delle foibe, agli esuli giuliano-dalmati, ai loro familiari e alle associazioni che da anni custodiscono con tenacia la memoria di una tragedia segnata dal dolore, dal lutto e dalla perdita.

Donne e uomini, anziani, molti bambini, furono costretti a lasciare le proprie case, perseguitati per la loro appartenenza etnica e culturale, per le idee politiche, per la fede.

Di fronte a quella storia di odio e divisione, rinnoviamo oggi il nostro impegno a costruire pace e giustizia, affermando con forza i valori della convivenza, del rispetto e della dignità della persona. È anche grazie a una grande idea di Europa, fondata sulla riconciliazione e sulla cooperazione tra i popoli, se questi valori hanno potuto affermarsi. Ma non dobbiamo mai darli per scontati.

Se oggi la tragedia delle foibe è riconosciuta come tragedia nazionale, è anche grazie a un lavoro condiviso, non a una battaglia di parte. Siamo convinti che la memoria serve a costruire una società più giusta, non a riaprire ferite per convenienza politica.

Le foibe sono una pagina tragica della nostra storia e meritano memoria, rispetto e verità.

 

Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati

 

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