29/01/2026 - 18:00

“Fortissimi restano i dubbi di legittimità documentale con cui la Regione Abruzzo ha autorizzato la procedura negoziata in affidamento diretto per il Giro d’Abruzzo 2025 di ciclismo: non si è badato a spese, contraendo debiti fuori bilancio per oltre 2 milioni. Una vera anomalia che è diventata un capolavoro di riscrittura procedurale quando due consiglieri regionali hanno deciso di far approvare quel debito con un emendamento e sub-emendamento al bilancio”. Così in una nota il deputato abruzzese del PD, Luciano D’Alfonso per porre seri interrogativi al presidente della Regione Marsilio. “La maggioranza in giunta regionale ritiene che il prestigio mediatico del Giro d’Abruzzo giustifichi la sospensione delle regole contabili e amministrative? Quali altri eventi autorizzano lo stesso trattamento? Ritengo che la Commissione di Vigilanza regionale abbia la necessità e l’urgenza morale di condurre una indagine approfondita e capillare sulla vicenda”, conclude D’Alfonso.

29/01/2026 - 17:36

“Chiediamo al governo cosa intende fare per la sicurezza delle aree interne boschive e montuose, alla luce dei recenti fatti di cronaca, da ultimo quello che ha visto la morte di tre cacciatori sui Monti Nebrodi o gli ultimi episodi di bracconaggio e uccisione di specie protette come lupi, orsi, ibis.

La difesa dei cittadini, della proprietà e del patrimonio paesaggistico e faunistico e la prevenzione sono di competenza dello Stato, nel rispetto del diritto e della Costituzione. Per questo chiediamo che ci siano maggiori assunzioni da parte del Governo per i Carabinieri forestali. E chiediamo che venga aumentata la dotazione di automezzi, droni e tecnologie per il monitoraggio, il supporto e il coordinamento dell'attività delle associazioni di vigilanza volontaria. Non compete ai cittadini l'auto difesa ma allo stato. La prevenzione deve manifestarsi con il concreto sostegno alle forze dell'ordine e a quanti operano nelle campagne in territori a forte presenza di fenomeni malavitosi”. Lo dichiarano in una nota i deputati del Pd Eleonora Evi, Patrizia Prestipino, Debora Serracchiani, Matteo Mauri e Anthony Barbagallo, che hanno presentato una interrogazione al ministro dell’Interno Piantedosi.

 

29/01/2026 - 17:33

“Le parole del ministro Tajani sull’ICE sono più rivelatrici di quanto sembri. Quando afferma che gli agenti dell’ICE in Italia “non scenderanno in tuta da combattimento” e che quindi “non c’è pericolo per la democrazia”, ammette implicitamente che negli Stati Uniti quel pericolo esiste”. Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico e deputato PD. “L’ICE, milizia alle dirette dipendenze del presidente Trump, è oggi un grave problema democratico nelle strade americane. Proprio per questo il governo italiano non può limitarsi a minimizzare: Tajani convinca Meloni a prendere chiaramente le distanze dalla deriva autoritaria che gli Stati Uniti stanno attraversando e contribuisca a allontanare ogni imitazione che alcuni esponenti leghisti di maggioranza vorrebbero importare nel nostro paese”.  Così Matteo Mauri Responsabile Sicurezza PD – Deputato PD.

 

29/01/2026 - 17:10

“Nella mozione presentata dalla maggioranza di destra ci sono una serie di falsità che meriterebbero un fact checking vero e proprio. Scrivono che monitoreranno l’aumento dell’età pensionabile avanzando l’ipotesi di intervenire nella prossima legge di bilancio. Nel frattempo per il 2027 e il 2028 c’è un aumento di tre mesi netto per il 96 per cento dei lavoratori italiani. Votato da loro. Poi annunciano interventi sulla flessibilità in uscita: eppure hanno svuotato opzione donna e tutti gli interventi su gravosi e usuranti. Infine, si impegnano a proseguire il tavolo con le parti sociali sulla previdenza. Una presa in giro: non viene convocato da 2 anni e 7 mesi, esattamente dal 23 giugno 2023. Chiediamo alla destra una cosa molto semplice: la smettano di prendere in giro gli italiani”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.

 

29/01/2026 - 16:33

“Invece che intervenire quotidianamente su tutto ciò che non è di sua competenza, il Ministro per le Infrastrutture e i Trasporti Matteo Salvini dica una volta per tutte quando intenda adempiere al decreto legge 131 del 16 settembre 2024 che imponeva al Governo di emanare entro il marzo 2025 il decreto attuativo per dare direttive e normative certe ai Comuni sulle quali fare i bandi per le concessioni balneari. Senza decreto è totale caos e i Comuni sono nell’impossibilità di indire i bandi senza incorrere in ricorsi e conseguenze pesanti. E’ trascorso un altro anno dall’ultima scadenza ignorata dall’esecutivo Meloni, che in quasi quattro anni ha riservato al settore balneare, un comparto che rappresenta il 30% del Pil turistico italiano, solamente promesse vuote mai mantenute”. Così il deputato del Partito Democratico Andrea Gnassi, che ha presentato una nuova interrogazione allo stesso ministro Salvini.

 

“Mentre i Comuni sono stati ripetutamente sollecitati ad ottemperare alle previsioni normative sia da parte della Corte dei Conti, sia da parte dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato, l’atteso decreto non è stato ancora adottato, nonostante Salvini abbia più volte garantito la sua adozione e continui a fare solo improbabili annunci.

Chiediamo una volta per tutte al Governo di fare chiarezza, di emanare il Decreto e di convocare un tavolo con enti locali e Regioni per capire come il nostro Paese possa uscire da questa situazione creata con totale insipienza e disinteresse e rilanciare il turismo balneare”, conclude Gnassi.

 

 

29/01/2026 - 15:48

“La regolamentazione della rappresentanza di interessi non è un’anomalia della democrazia, ma una sua componente fisiologica che va finalmente sottratta all’opacità. Il vero discrimine non è tra chi è a favore o contro le lobby, ma tra chi accetta l'informalità e chi sceglie la trasparenza come principio ordinatore per rafforzare l'autonomia della politica. L’assenza di regole non è neutralità, ma una scelta politica che favorisce chi è già più forte, chi ha più risorse e strutture, penalizzando gli interessi diffusi, sociali e territoriali. Regolare questo fenomeno significa garantire un riequilibrio democratico: l’accesso ai decisori pubblici non può dipendere da relazioni informali o canali privilegiati, ma deve avvenire entro un perimetro di regole comuni, conoscibili e verificabili dai cittadini”.

“Il Partito Democratico ha partecipato con spirito costruttivo al lavoro in Commissione, dove sono stati accolti alcuni nostri emendamenti per una maggiore chiarezza dei ruoli e per una trasparenza che deve riguardare sia i rappresentanti di interessi che i decisori pubblici. Tuttavia il mancato accoglimento di ulteriori proposte migliorative in Aula ci porta oggi a un voto di astensione. Consideriamo questo passaggio parlamentare importante e non più rinviabile, convinti che il testo potrà e dovrà essere ulteriormente perfezionato nel passaggio al Senato per garantire una legge davvero efficace al servizio della qualità della nostra democrazia”.

Così Paolo Ciani, vice capogruppo Pd-Idp alla Camera, intervenendo in Aula durante la dichiarazione di voto.

 

29/01/2026 - 15:46

“Sulle pensioni si è consumato il più grande tradimento della destra. Avevano annunciato di abolire la Fornero invece hanno aumentato l'età pensionabile di tre mesi e nella discussione di oggi, dove le opposizioni insieme hanno chiesto di bloccare l'aumento dell'età pensionabile. Il governo non si è impegnato, ha detto che monitoreranno e forse faranno qualche intervento troppo poco non si prendono in giro le persone che lavorano e che soffrono.” Lo ha detto il deputato Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro, a margine del voto finale alle mozioni sulle pensioni.

“Il governo Meloni - ha aggiunto l’esponente dem – sta programmando la riduzione del potere d’acquisto di milioni di italiani. Ricordo il rifiuto di approvare il salario minimo, il rinnovo dei contratti del pubblico impiego che recupera solo un terzo dell’inflazione perduta e le politiche che incentivano la precarietà. Tutto questo produce oggi salari bassi e domani pensioni povere, soprattutto per i giovani e per le donne. Salvini disse ‘se non abolisco la Fornero prendetemi a pernacchie’. Bene, secondo le stime della Cgil ci sono almeno 55 mila lavoratori che rischiano dal 2027 di restare senza reddito e senza contribuzione, avendo aderito a misure di uscita anticipata. Dal 2027 si lavorerà un mese in più, dal 2028 due mesi in più: chi ha già firmato accordi rischia di restare scoperto per tre mesi, senza ammortizzatori sociali”.

“Nel Milleproroghe – ha concluso Scotto - è comparso l’ennesimo condono per i datori di lavoro che non applicano correttamente i contratti collettivi e vengono condannati dalla magistratura. Ancora una volta questa destra sceglie di stare dalla parte degli sfruttatori e non degli sfruttati”

 

29/01/2026 - 15:30

“Domani, alla Camera dei Deputati, alla conferenza stampa promossa dal deputato della Lega Forgiuele saranno presenti gruppi estremisti che si richiamano al fascismo e al nazismo, come i Nazi-skin.

Ancora più allarmante è quanto emerge sui social: sotto i post degli organizzatori compaiono messaggi di incitamento alla violenza, come “la remigrazione la otterremo con le buone o con le cattive”. Parole inaccettabili per chi pretende spazio nelle sedi democratiche.

Chiediamo al capogruppo della Lega alla Camera, Riccardo Molinari, di intervenire: convinca il deputato del suo gruppo a fare un passo indietro e impedisca questa grave offesa alle istituzioni. Sarebbe un grave precedente che il gruppo della Lega non dovrebbe sottovalutare: il Parlamento non può diventare una tribuna per ideologie fondate sull’odio e sulla violenza”. Lo dichiara Chiara Braga, Presidente del gruppo parlamentare del Partito Democratico.

 

29/01/2026 - 14:30

“La morte del detenuto ventinovenne nel carcere di Sollicciano è l’ennesima tragedia annunciata dinanzi alla quale silenzio e latitanze non possono avere cittadinanza. Parliamo di una persona con gravi problemi di tossicodipendenza e fragilità psichica, che non avrebbe mai dovuto essere rinchiusa in un istituto sovraffollato e strutturalmente compromesso come Sollicciano, ma seguita in una struttura alternativa. Da anni il Ministro Nordio annuncia misure per i detenuti vulnerabili, ma la realtà è che le Rems mancano, le comunità terapeutiche non sono operative e il Decreto Carceri del 2024 non ha prodotto alcun risultato concreto, smentendo clamorosamente le promesse di riduzione dell’affollamento nelle case di reclusione”: è quanto dichiara il capogruppo Pd in Commissione Giustizia di Montecitorio Federico Gianassi annunciando una interrogazione sulla tragica vicenda.
“Chiediamo al Ministro della Giustizia interventi immediati su una situazione ormai incompatibile con i principi costituzionali. A Sollicciano si continua a morire: nel solo 2025 si sono registrati cinque decessi, suicidi e decine di atti di autolesionismo, in un carcere con celle inagibili, infiltrazioni d’acqua, riscaldamenti malfunzionanti e condizioni climatiche disumane. Il governo deve intervenire: servono subito misure alternative reali per i detenuti fragili e un piano straordinario, con risorse e tempi certi, per restituire dignità, sicurezza e legalità al carcere di Sollicciano e al sistema penitenziario nel suo complesso”: conclude.

29/01/2026 - 14:06

“Il ministro dell’Interno Piantedosi e il suo omologo egiziano Mahmoud Tawfik si sono incontrati e hanno espresso soddisfazione per l’ottima cooperazione tra le Forze di Polizia che hanno sviluppato una collaborazione molto proficua. Questo sarebbe quanto emerso dall’incontro.
Domenica a Fiumicello ho visto il docufilm su Giulio. La descrizione delle torture che ha subito. I depistaggi e le volgarità delle autorità egiziane proseguite negli anni. E il ministro degli Interni italiano parla di “collaborazione molto proficua”.
Mi vergogno per lui e per la sua immoralità”. Lo scrive sui social il deputato Pd Gianni Cuperlo in riferimento a quanto emerso sulle agenzie di stampa a proposito delle dichiarazioni del Ministro Piantedosi a margine dell’incontro con il suo omologo egiziano, a pochi giorni dal decennale dell’omicidio di Giulio Regeni, torturato e poi ucciso in Egitto.

29/01/2026 - 13:33

“Il ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti, continua a non vedere il problema che ha creato con la tassa nazionale che ha voluto inserire nella manovra sui pacchi che arrivano in Italia dai Paesi extra Ue. Si tratta di una tassa nazionale da due euro voluta dal Governo Meloni che sta già funzionando come un auto dazio e come ha spiegato il Financial Times sta già dirottando le spedizioni internazionali verso gli altri Paesi europei, mettendo in ginocchio non solo le nostre imprese della logistica ma la stessa credibilità dell’Italia. Giorgetti dice ‘valuteremo’, ma la verità è che il governo non affronta questa emergenza per non ammettere l’errore grave che ha commesso. Abbiamo presentato un emendamento al decreto Milleproroghe a prima firma di Silvia Roggiani per chiedere almeno lo slittamento a luglio dell'entrata in vigore della tassazione italiana sui pacchi. Il governo risponda subito alla nostra interrogazione sui danni che sta già creando il balzello Meloni e chieda scusa alle imprese e ai lavoratori che sta colpendo. Non c’è più tempo da perdere: Giorgetti non faccia lo struzzo mettendo la testa sotto la sabbia”.

Così Andrea Casu, della Presidenza del Gruppo Pd alla Camera dei deputati.

 

29/01/2026 - 13:25

“Il governo continua a ignorare una crisi che colpisce migliaia di piccole e medie imprese del settore moda. Dopo il Decreto Anticipi, è stato respinto il mio emendamento volto a risolvere la vicenda del credito d’imposta per ricerca e sviluppo anche alla Legge di Bilancio e al Milleproroghe, lasciando le imprese sole di fronte a richieste di restituzione di agevolazioni fiscali legittimamente utilizzate. Parliamo di Pmi già duramente colpite da una crisi strutturale che dura da anni e che oggi si trovano a dover affrontare contenziosi e oneri insostenibili a causa di un’improvvisa incertezza normativa”. Così la deputata  Simona Bonafè, vicepresidente vicaria del Gruppo Pd.

“La nostra proposta - conclude Bonafè - era ed è una misura di semplice buon senso: un’interpretazione autentica della disciplina del credito d’imposta per ricerca e sviluppo prevista dal Decreto-Legge 145 del 2013. Dopo la risoluzione numero 41 del 2022 dell’Agenzia delle Entrate, che ha applicato retroattivamente una lettura più restrittiva al periodo 2015-2019, molte imprese, in particolare del comparto moda, sono state ingiustamente penalizzate. Nonostante i ripetuti no del governo, il Partito Democratico non si fermerà: continueremo a riproporre questa soluzione in ogni provvedimento utile, fino a quando non verrà sanata un’ingiustizia”.

 

29/01/2026 - 12:45

Adesioni di Enel, Sorgenia, Terna, Iren, Confindustria, Legacoop, Legambiente, WWF, sindacati

 

Il Partito Democratico vuole affrontare e governare la sfida della transizione energetica attraverso la diffusione delle energie rinnovabili, la riduzione dei costi e la tutela di famiglie e imprese, lo sviluppo tecnologico e digitale come parte essenziale di una politica industriale che oggi manca al Paese. Per ragionare su questi temi il Gruppo Pd alla Camera dei Deputati ha promosso il summit ACCENDERE IL FUTURO, una giornata di studio, confronto con il mondo delle imprese, dell’associazionismo e delle istituzioni.  L’incontro, che si aprirà domani mattina alle 9.30, si terrà a Milano presso la Social Innovation Academy c/o Cascina Triulza - Area MIND Milano Innovation District (Rho-Fiera

  Milano) Via Cristina Belgioioso 171.

All’incontro interverranno i parlamentari Silvia Roggiani, Vinicio Peluffo, Antonio Misiani, Alberto Pandolfo, Marco Simiani, Simona Bonafé, Antonella Forattini. Gli interventi conclusivi sono affidati a Annalisa Corrado, Parlamentare europea, Responsabile Conversione ecologica, Clima, Green economy e Agenda 2030 Segreteria nazionale PD; Andrea Orlando, Coordinatore del Forum sulle politiche industriali del PD e Chiara Braga, Presidente Gruppo PD della Camera dei deputati.

Hanno confermato la partecipazione ai lavori:

Anna Maria Barrile, DG Utilitalia;

Andrea Bigai – Presidente Associazione EBS;

Giorgio Boneschi – DG Elettricità Futura;

Marta Bucci – DG Proxigas;

Gianluca Bufo – AD Iren;

Antonello Cammisecra – AD ContourGlobal; Giacomo Cantarella – Presidente AssoEsco;

Flavio Cattaneo – AD ENEL;

Alberto Cazzulani – Presidente Power Energia;

Stefano Ciafani – Presidente Legambiente;

Paolo Cuccia – Programmazione Territoriale Nord TERNA;

Michele De Censi – AD SORGENIA;

Angelo Massimo Deldossi – Vicepresidente ANCE;

Fabrizio Fabbri – AD Ansaldo Energia;

Mauro Fabris – Direttore delle relazioni istituzionali e mercato regolato per Renexia;

Cristiano Fini – Presidente CIA;

Simone Gamberini – Presidente LEGACOOP;

Edoardo Garrone – Presidente Gruppo ERG;

Nicola Gherardi – Giunta nazionale Confagricoltura;

Antonello Giunta – AD FS Energy;

Letizia Magaldi – Vicepresidente Esecutivo Magaldi Green Energy – Presidente Kyoto Club;

Stefano Masini – Responsabile nazionale Ambiente Coldiretti;

Renato Mazzoncini – AD A2A;

Maria Grazia Midulla – Responsabile Clima ed Energia WWF Italia;

Nicola Monti – AD Edison;

Giorgio Nanni, Responsabile Energia e Ambiente Legacoop;

Marco Pantò – Segretario nazionale Uiltec;

Edoardo Ranzini – Coordinatore CONFIMI Industria Lombardia;

Aurelio Regina – Delegato del presidente di Confindustria per l'energia;

Giuseppe Ricci – Chief Operating Officer Industrial Trasformation ENI;

Tommaso Sabato – Cheif Regulated Officier;

ACEA – Presidente Acea Acqua, Reti, Ambiente;

Ilvo Sorrentino – Segretario nazionale Filctem CGIL;

Amedeo Testa – Segretario Generale at FLAEI – Cisl Nazionale;

Paolo Rocco Viscontini – Presidente ITALIA SOLARE;

Lorenzo Zanotti – Vicepresidente nazionale CNA.

 

 

29/01/2026 - 12:31

“La richiesta di una informativa al Ministro Nordio sull’attività della commissione covid da parte della maggioranza denota il clima sempre più inaccettabile che caratterizza i lavori della Commissione stessa. Come più volte segnalato sta sempre più diventando un tribunale aggiunto al lavoro a suo tempo svolto dalla magistratura, mettendone in discussione le decisioni. Così come esponenti di maggioranza sempre più assumono atteggiamenti aggressivi nei confronti di alcuni auditi e persino di colleghi di commissione. Con il palese tentativo non di condurre un approfondimento su come riorganizzare il servizio sanitario per il futuro, ma come arma politica nei confronti di chi a quel tempo governava. Con un atteggiamento diametralmente opposto rispetto quello avuto dal PD nei confronti di governi regionali dove il confronto politico, anche se puntuale,  non si è mai trasformato in attacchi personali né in strumentalizzazione politica. A questo punto è la Presidenza di Camera e Senato che dovrebbero interessarsi a come si svolgono i lavori della Commissione, garantendone serenità nei lavori e rispetto delle regole, non certo da parte del Governo al quale, ancora una volta, la destra chiede di Commissariare Parlamento e Magistratura. Con buona pace di basilari principi costituzionali”. Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato Pd e vicepresidente della commissione d’Inchiesta sul Covid.

 

29/01/2026 - 12:13

“Il nostro lavoro va verso un esito finale. Ci sarà una relazione conclusiva che, credo, raccoglierà le varie ipotesi formulate nel tempo con il sostegno  dei documenti e delle audizioni. La mia impressione è che il nucleo della verità di cosa accadde davvero quel pomeriggio del 22 giugno del 1983 vada ricercato nelle primissime indagini. Le indagini ‘fresche’ svolte dalla Squadra mobile e dai Carabinieri”. Così il deputato Roberto Morassut, vicepresidente della Commissione d’inchiesta sul Caso Orlandi e Gregori, intervistato da Radio Radicale.

“Sono indagini - spiega Morassut - nel corso delle quali furono subito attive delle iniziative depistatorie di vario tipo e con vari obbiettivi e motivazioni. E che si sono incastrate, sommate, aiutate pur senza magari  provenire dallo stesso ‘cervello’. Però è all’inizio che stanno i semi del vero. Di cosa ha fatto veramente Emanuela davanti a quella fermata del 70. Sulla reale esistenza del fatidico ‘uomo Avon’. Il caso di Mirella è probabilmente diverso ma è stato montato ad arte da qualcuno ai primi di agosto del 1983, a seguito di un articolo che accostò le due vicende, per dare corpo alla pista del ricatto internazionale poi esclusa nel 1997 dal GI Adele Rando e alle quali motivazioni, personalmente, credo. Un qualcuno che poteva probabilmente avere accesso alle ancora scarne e scarse fonti del fascicolo su Mirella. Sono ovviamente mie valutazioni che sorgono da elementi peraltro noti. Lavoreremo ancora nei prossimi mesi e ritengo che qualche lume in più possa essere offerto”.

 

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