“Il Governo Meloni si sta voltando dall’altra parte mentre pezzi dello Stato arretrano di fronte alla criminalità. La decisione di Poste Italiane di spegnere 44 sportelli Postamat in Basilicata e 145 in Puglia nelle ore notturne è una resa inaccettabile — una sconfitta per lo Stato e per le comunità che già soffrono disservizi e isolamento.” Lo dichiarano i deputati democratici Marco Sarracino ed Enzo Amendola, che hanno presentato un’interrogazione ai Ministri Piantedosi, Foti e Giorgetti chiedendo chiarimenti immediati. “Chi governa ha il dovere di garantire sicurezza e servizi, non di giustificare la ritirata. La chiusura dei Postamat di notte significa che in numerosi comuni medio-piccoli lo Stato sparisce, lasciando i cittadini soli. È un segnale devastante, soprattutto per le aree interne e del Sud che ogni giorno pagano lo scotto dell’abbandono istituzionale.” “Piantedosi deve spiegare perché il Viminale non è in grado di assicurare un controllo del territorio tale da impedire questi assalti. E Foti, che ha la delega alla coesione, dica chiaramente se ritiene normale che lo Stato ritiri i suoi servizi proprio dove la coesione è più fragile. È inaccettabile che la risposta alla criminalità sia togliere servizi invece che rafforzare la presenza dello Stato. Poste Italiane è partecipata pubblica: il Governo intervenga subito per far rivedere questa decisione e garantire un presidio sicuro, efficiente e permanente” concludono i democratici.
“Condivido le paure dei sindacati e la necessità di chiarezza da parte del Governo: nella proposta di Bedrock ci sono briciole quando occorrerebbe un piano industriale serio”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sulla situazione dell’Ex Ilva.
“A rischio ci sono 7500 posti di lavoro e il silenzio del Governo è assordante - prosegue la deputata cuneese - Non è poi serio che le forze sociali abbiano appreso i contenuti delle offerte presentate per l'acquisto dell’Ex Ilva a mezzo stampa”.
“Appoggio quindi lo sciopero del 16 ottobre, con una particolare attenzione per la sede di Novi Ligure: dopo mesi e mesi di trattative e parole al vento, è ora di passare ai fatti, senza palliativi ma con soluzioni reali e nel rispetto di tutti i lavoratori e le lavoratrici” conclude Gribaudo.
“Quanto accaduto a Napoli, con la morte di un uomo dopo l’utilizzo del taser da parte delle forze dell’ordine, impone chiarezza immediata. Secondo le ricostruzioni disponibili, l’uomo si trovava in stato confusionale e, per questo, è ancora più importante capire se l’intervento sia stato gestito nel rispetto delle regole e dei protocolli previsti". Lo dichiara in una nota Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale del Pd Campania
“L’uso di strumenti come il taser deve essere circoscritto, motivato e proporzionato. È legittimo domandarsi se in questo caso, come in altri casi sfociati recentemente in esiti tragici, ci siano state alternative, la situazione sia stata valutata correttamente e se fosse possibile evitarne l'utilizzo. Stiamo assistendo -denuncia il dem- a una crescente normalizzazione dell’uso di questo strumento, che preoccupa. Le forze dell'ordine svolgono un lavoro difficile e prezioso ogni giorno nel nostro Paese, per assicurare legalità e ordine pubblico. A loro va la nostra vicinanza e sostegno. Nell'ambito di tale impegno complesso, tuttavia, il taser non può diventare uno strumento di routine, né un sostituto di interventi nel caso più appropriati rispetto alla situazione data. Per questo, valutiamo di presentare immediatamente un’interrogazione parlamentare al Ministro dell’Interno: abbiamo il dovere di fare luce su quanto accaduto, fermarsi e riflettere seriamente sul taser attraverso una verifica urgente sull’efficacia, sui rischi e sulle modalità di utilizzo di uno strumento che richiede estrema oculatezza. Chiediamo al governo di affrontare il tema in modo serio e responsabile”. Così conclude Piero De Luca.
Il Partito Democratico presenterà mercoledì 8 ottobre alle ore 13.00, presso la Sala Stampa della Camera dei deputati, il progetto “Case a 1 euro – Il progetto di Montieri per far rinascere i nostri Borghi”, un’iniziativa che negli ultimi anni ha contribuito al recupero e alla valorizzazione del patrimonio edilizio di numerosi piccoli comuni italiani, contrastando lo spopolamento e favorendo nuova economia locale.
Al centro della conferenza stampa l’esperienza del Comune di Montieri (Grosseto), divenuta un modello nazionale di rigenerazione urbana e rivitalizzazione dei centri storici grazie a un approccio innovativo che ha saputo unire sviluppo sostenibile, turismo di qualità e ritorno di nuovi residenti. Il progetto, nato in Toscana, ha suscitato l’interesse della stampa nazionale e internazionale, dimostrando come la rigenerazione dei piccoli borghi possa rappresentare una concreta opportunità di rilancio per i territori interni del Paese.
Interverranno Marco Simiani, capogruppo Pd in commissione Ambiente della Camera; Marco Sarracino, deputato dem e membro della Segreteria nazionale del Partito Democratico; Nicola Verruzzi, sindaco di Montieri; e Paolo Cialli, architetto ed esperto di rigenerazione urbana e valorizzazione del patrimonio edilizio.
Modererà l’incontro Francesca Ferri, giornalista de Il Tirreno.
“Apprendiamo che l’amministrazione Trump vorrebbe mettere un dazio sulla pasta italiana del 107%. Un’azione scellerata contro il prodotto simbolo del Made in Italy, la pasta, che negli Stati Uniti è fra l’altro molto consumata e apprezzata. Chiediamo immediati chiarimenti al Governo italiano ed in particolare al Ministro Lollobrigida. Lollobrigida da che parte sta? Sta dalla parte dei dazi di Trump o dell’Italia e delle aziende italiane?”. Lo dichiara Alberto Pandolfo, capogruppo Pd in commissione Attività produttive della Camera.
“È inaccettabile che l’Italia subisca in silenzio un’aggressione commerciale senza precedenti come quella annunciata dagli Stati Uniti, che con dazi fino al 107% minaccia di mettere in ginocchio una delle eccellenze più riconosciute del nostro Made in Italy: la pasta, simbolo della nostra cultura agroalimentare, costruita con fatica da migliaia di imprese e lavoratori che oggi rischiano di essere spazzati via nel totale immobilismo del governo Meloni, troppo impegnata a compiacere Trump invece di difendere gli interessi strategici del nostro Paese”. Lo scrive in una nota Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche Ue alla Camera e neo segretario regionale del Pd Campania
“Siamo di fronte all’ennesimo atto di forza di un’amministrazione americana che ha preso di mira l’Italia approfittando della debolezza politica di un governo che non ha alzato la voce, non ha mosso un dito a Bruxelles e ha lasciato sole le aziende italiane. Se questa decisione entrerà in vigore, da gennaio le nostre imprese non potranno più esportare pasta negli Stati Uniti a condizioni sostenibili, verranno espulse da un mercato strategico da 670 milioni di euro l’anno. Davanti a questo scenario drammatico serviva un governo capace di battersi con serietà e credibilità in ogni sede istituzionale, invece ci ritroviamo con un esecutivo Il cui unico pensiero è non intaccare il rapporto con un’amministrazione che ci sta taglieggiando. Non possiamo accettare, rincara il dem, che il destino di un’intera filiera venga deciso fuori dai nostri confini mentre Roma tace e Washington detta le condizioni. Serve una reazione immediata, forte, un piano straordinario di difesa del Made in Italy, un’azione coordinata con l’Unione Europea e misure concrete di supporto per le aziende coinvolte, altrimenti sarà chiaro a tutti che il governo Meloni è solo spettatore inerte di una guerra commerciale che sta distruggendo il nostro sistema produttivo. Il tempo è finito, ora scelga da che parte stare: con l’Italia che lavora o con chi la vuole mettere in svendita”.
Più che sovranità alimentare è sottomissione a Trump
“Se confermato, il rincaro del 107%, frutto della somma tra il dazio del 15% già in vigore e la maxi tariffa aggiuntiva, applicata dal Dipartimento del Commercio Usa che accusa arbitrariamente le aziende italiane di dumping, travolgerà uno dei prodotti simbolo del Made in Italy, la pasta italiana, che proprio negli USA ha il suo secondo più importante mercato di riferimento”. Lo dichiara Antonella Forattini, capogruppo Pd in commissione Agricoltura di Montecitorio, firmataria insieme ai componenti Pd della commissione Agricoltura, di una interrogazione al ministro Lollobrigida sulle misure che il governo intende adottare per tutelare la pasta italiana dalla minaccia americana del super dazio.
“È arrivato il momento che il Ministro metta in pratica la tutela della sovranità alimentare che ha voluto richiamare nella denominazione del dicastero, ma che per ora è soltanto una sterile etichetta. Più che sovranità, finora abbiamo visto sottomissione e debolezza verso l’amico Trump”, aggiunge Forattini.
“L’impatto sui consumatori americani fra l’altro sarebbe immediato; il costo di un piatto di pasta raddoppierebbe, spingendo le famiglie verso prodotti “Italian sounding”, ovvero imitazioni prive di qualità ma camuffate da italiane. Una deriva che, oltre a ingannare i consumatori, minerebbe il lavoro e gli investimenti di un’intera filiera”, conclude la capogruppo dem.
“Reputo le parole di Vannacci non solo sessiste ma completamente ignobili. Non solo non conosce affatto i valori su cui è fondata la Costituzione italiana ma, come un vigliacco leone da tastiera, si permette al riparo dei social di insultare la sindaca di Montopoli, Linda Vanni e l'assessora regionale della Toscana Alessandra Nardini con battute disgustose. Ogni volta che Vannacci apre bocca da sfogo ad una cultura retrograda, gretta e misogina. Se poi lo fa sui social, la situazione peggiora ulteriormente”. Così Vinicio Peluffo, deputato e commissario Pd a Pisa, esprimendo la piena solidarietà a Linda Vanni e Alessandra Nardini vittime delle offese dell’eurodeputato della Lega.
“Una manifestazione che inneggia ad Hamas il 7 ottobre e’ un episodio squallido, inaccettabile, da rifiutare e isolare. Accostare la parola Resistenza ad Hamas è falso, strumentale e provocatorio. Altro odio, altro rancore che semina solo guerra. Invito a non partecipare, a non aderire , a non permettere che la disumanità degli assassini di ebrei innocenti sia celebrata come una festa” così il deputato democratico Virginio Merola.
"Ognuno si esprime con il linguaggio che gli appartiene e in cui si riconosce. Vannacci, da tempo, ha scelto quello del sessismo, della volgarità, del razzismo, dell'omofobia e spesso anche della mistificazione.
L'orrendo post sessista contro l'assessora della Regione Toscana Alessandra Nardini e la sindaca di Montopoli Val d'Arno Linda Vanni è l'ennesimo esempio di quanto in basso si possa scendere pur di solleticare il peggior immaginario maschilista e becero. Battute che se le facesse un quindicenne si beccherebbe una nota sul registro. Invece la fa un generale, europarlamentare e vice segretario di un partito che essendo a corto di argomenti pensa di rendersi divertente con questo squallido post.
Ma casca male: né Alessandra Nardini né Linda Vanni si faranno scalfire da tanta bassezza". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"L' annuncio di una manifestazione domani a Bologna che inneggia alla strage del 7 ottobre compiuta da Hamas rappresenta un campanello di allarme che non va sottovalutato. Come non vanno sottovalutati gli episodi di violenza avvenuti in occasione dei cortei per Gaza. Tutti noi che siamo scesi in piazza, in modo pacifico e non violento, dobbiamo essere determinati e intransigenti nell'isolare e respingere qualunque deriva violenta o antisemita. E tenere la barra dritta su quella che è l' unica risposta alla spirale terribile di guerra e terrorismo: la ripresa del processo di pace. Per garantire ai palestinesi il diritto a vivere in un proprio stato ed il diritto alla sicurezza dello stato e del popolo di Israele".
Così Andrea De Maria, deputato PD
Oggi ore 14:30 sala Regina Camera dei Deputati
Nel 50º anniversario dell’attentato neofascista a Roma che colpì Bernardo Leighton e sua moglie Anna Fresno si terrà alla Camera oggi alle ore 14:30 un appuntamento per ricordare il leader della DC cilena attraverso il contributo di politici, giornalisti e studiosi.
L’evento, promosso dal gruppo del Partito Democratico e dall’onorevole FABIO PORTA deputato del PD eletto nella circoscrizione estero America del Sud, si terrà presso la sala della Regina a palazzo Montecitorio.
Interverranno per un saluto istituzionale la Vicepresidente della Camera Anna Ascani, la capogruppo del PD Chiara Braga, Ennio Vivaldi, ambasciatore del Cile in Italia e Mario Lubetkin, Ministro degli Esteri dell’Uruguay.
“‘Firenze: oggi il comizio lo faccio qua, in Piazza della Passera. Qua sicuramente l’assessore Alessandra Nardini e il sindaco Linda Vanni non vengono’. Questo è il livello del vicesegretario della Lega.
Roberto Vannacci oggi non ha trovato di meglio da fare che insultare due donne delle istituzioni: Linda Vanni, sindaca di Montopoli in Val d’Arno, e Alessandra Nardini, assessora regionale in Toscana. Non una critica politica, non un’idea da proporre. No. Un post squallido, sessista, che riduce due amministratrici a barzellette da caserma”.
Lo scrive su Facebook Marco Furfaro, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari Sociali della.
“E questo - conclude Furfaro - dovrebbe essere un generale, un parlamentare europeo, un vicesegretario di partito, un uomo delle istituzioni? Solidarietà alla sindaca Linda Vanni e all’assessora Alessandra Nardini. La Toscana è un’altra cosa. È terra di diritti, di dignità, di uguaglianza. E tra pochi giorni darà una lezione chiara: qui il sessismo, la bassezza e la volgarità di Roberto Vannacci e della Lega non passeranno mai”.
Forza Italia calpesta le regole democratiche
“Invitare un rappresentante delle istituzioni, garante dello Stato sul territorio, a partecipare a un’iniziativa di campagna elettorale nella speranza di attrarre facile consenso è una scelta profondamente inopportuna, che svilisce la corretta dialettica politica e le regole della democrazia. Il Prefetto di Livorno avrà certamente modo di chiarire la propria buona fede, ma l’iniziativa di Forza Italia, che vedrà la partecipazione del vicepremier Antonio Tajani e di numerose personalità istituzionali della città e della provincia di Livorno, rappresenta non solo un grave scivolone istituzionale, ma anche un tentativo maldestro di alterare le regole democratiche, da parte di chi si definisce da sempre ‘moderato’.
Gli elettori e i cittadini, tuttavia, non sono ingenui e sapranno riconoscere e respingere con fermezza simili prevaricazioni: è quanto dichiara Marco Simiani, deputato del Partito Democratico sull'evento in programma domani, martedì 7 ottobre, a Livorno.
“Non conosco Ilaria Salis se non per le cronache e per la sua elezione al Parlamento europeo. È probabile che, anche se ci fossimo conosciuti, difficilmente avremmo militato nello stesso movimento o partito. Detto ciò domani il Parlamento europeo sarà chiamato a esprimersi sulla revoca dell’immunità e la possibilità conseguente di consegnare Ilaria alla “giustizia” ungherese (dove le virgolette segnalano l’eufemismo). L’Ungheria, Paese membro dell’Unione Europea, viola sistematicamente da anni la libertà di stampa, l’indipendenza della magistratura, l’autonomia della ricerca. Nelle sue carceri applica metodi di detenzione incompatibili con lo Stato di diritto. Tutto questo per dire che se domani il Parlamento europeo non respingerà la richiesta di revocare l’immunità a un suo membro eletto si macchierà di una colpa imperdonabile”
Così sui social il deputato democratico Gianni Cuperlo.