"Il presidente Mattarella ha voluto valorizzare la missione della Global Sumud Flotilla sottolineandone il significato umanitario nel tentare di fare arrivare a Gaza beni di prima necessità ad una popolazione ridotta alla carestia dell'assedio illegale voluto da Benjamin Netanyahu. È un riconoscimento importante di cui tutti devono tenere conto. Com'è importante che rimanga aperto il canale di mediazione degli organizzatori con il Cardinale Pizzaballa e il Cardinale Zuppi", lo ha dichiarato a Tagadà Laura Boldrini deputata PD e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Non ci sarebbe stato bisogno della Flotilla se gli Stati avessero fatto quello che andava fatto: costringere Israele a rispettare il diritto internazionale e il diritto umanitario internazionale - ha sottolineato Boldrini -. Dobbiamo essere grati alle 44 delegazioni che prendono parte alla missione e alla società civile che la sostiene da terra non facendo calare l'attenzione né sul genocidio in corso a Gaza né sulla Flotilla".
"Una missione che dovrebbe arrivare tranquillamente a destinazione e che, invece, è resa pericolosa da Israele e dal blocco navale illegittimo che ha imposto al largo della Striscia. Sia chiaro: ogni atto contro la Flotilla è responsabilità di chi lo compie non di chi, pacificamente e legalmente, difende il diritto internazionale" ha concluso.
“Con le sue parole il Presidente Sergio Mattarella riconosce il valore umanitario preziosissimo della Global Sumud Flotilla e, con una narrazione totalmente diversa da quella del Governo, rinnova il suo sconcerto per le atroci sofferenze a cui è sottoposta la popolazione di Gaza, invitando gli attivisti a valutare seriamente la disponibilità del Patriarcato Latino di Gerusalemme.
Reputiamo queste parole molto importanti, perché riconoscono il valore di una missione della società civile, nella sua piena autonomia, con la quale ci siamo messi e continuiamo a metterci a disposizione, che ha l'obiettivo di aprire un canale umanitario nel solco di una legalità internazionale violata dal Governo di Israele con il blocco navale. Come abbiamo avuto già modo di dire, auspichiamo in tal senso che il dialogo tra i cardinali Zuppi e Pizzaballa e i coordinatori della Global Sumud Flotilla continui proficuamente, certi che sia per tutti gli interlocutori cruciale innanzitutto alleviare la sofferenza inimmaginabile della popolazione di Gaza” così una nota dei democratici Arturo Scotto e Annalisa Corrado imbarcati sulla flotilla.
Dopo maxi-sanzione a compagnie petrolifere Dem chiedono audizione antitrust in Parlamento
“Davanti a una sanzione di portata senza precedenti — 936 milioni complessivi comminati dall’Antitrust a sei compagnie petrolifere (Eni, Esso, Ip, Q8, Saras e Tamoil) per intesa restrittiva della concorrenza — non è più tollerabile l’inerzia del Governo. Il Ministero guidato da Urso non può continuare a nascondersi dietro il silenzio: deve chiarire con urgenza cosa abbia fatto o non abbia fatto per prevenire e vigilare su pratiche che se confermate avrebbero gravemente danneggiato cittadini, famiglie e imprese. Se non sono stati adottati strumenti adeguati di controllo, qualcuno dovrà assumersi la responsabilità di tali mancanze. È inaccettabile che, a fronte di un danno così grave per il mercato e per i consumatori, il Governo sembri non essersi accorto di nulla. La trasparenza e la tutela dei cittadini non sono opzionali: sono un dovere” Così il vicepresidente della commissione attività produttive della camera, Vinicio Peluffo che - vista la gravità - chiede l’audizione dell’Antitrust.
”Le dichiarazioni della premier Meloni sul PNRR appaiono ancora una volta come un’operazione di propaganda e confusione politica più che un’analisi concreta dello stato di attuazione del Piano. La realtà è che la proposta di revisione del PNRR si è resa necessaria non per migliorare l'efficienza, ma per cercare di superare ritardi accumulati e criticità strutturali che sono emerse nella fase di attuazione. A dispetto della narrazione trionfalistica, la revisione è il risultato obbligato dei ritardi nella spesa sulle misure già finanziate e ottenute”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato Pd e capogruppo in commissione politiche europee.
“Se si impegnano risorse senza realizzare concretamente i progetti, si finisce con il raccontare numeri che non producono alcun impatto concreto e rischiano di non corrispondere allo stato dei fatti. Il vero problema non è “quante risorse sono state impegnate”, ma quante sono state spese efficacemente e nei tempi previsti rispetto a quelle finora ottenute. Ad oggi la spesa effettiva, secondo quanto dichiarato pochi giorni fa dal Ministro Foti, è ferma a circa 86 miliardi di euro sui 140,4 finora ottenuti dall’Unione europea con il pagamento della settima rata. Un conto sono gli impegni contabili un altro la capacità di portare a termine gli interventi e, se non avanza il ritmo della spesa certificata in questi ultimi mesi di attuazione, l’Italia rischia doppiamente di sprecare le risorse e l’opportunità unica rappresentata dal PNRR.
"Del resto, l'aver dovuto operare una sesta revisione per “superare le criticità” è la prova evidente che quelle criticità esistono eccome, altro che “rigorosa attuazione. La verità, conclude il dem, è che i dati vengono utilizzati come fumo negli occhi, mentre si ignorano i ritardi veri: quelli che mettono a rischio la credibilità dell’Italia in Europa e, soprattutto, i benefici concreti per cittadini e imprese”.
“Il Piano nazionale di ripresa e resilienza era stato concepito anche come uno strumento per ridurre i divari sociali e territoriali, destinando maggiori risorse al Mezzogiorno, alla Sanità, alla scuola e agli asili nido. Il governo Meloni ha modificato profondamente quel piano, ma senza restituirgli la sua natura sociale: oggi il Sud è il grande assente”. Lo dichiara Nico Stumpo, deputato del Pd e componente della commissione Affari sociali, intervistato sui canali social dei deputati dem.
“Il ministro ha riferito che sono stati spesi 86 miliardi – aggiunge Stumpo – ma le risorse complessive sono 197 e l’esecutivo vorrebbe utilizzarne oltre 100 in un solo anno, quando in tre anni non è riuscito a superare i 97. È un ritardo clamoroso che rischia di tradursi in un fallimento per l’Italia. Senza il Pnrr, il nostro Paese sarebbe rimasto schiacciato dall’inflazione: eppure questo governo non trova il coraggio di ammettere i suoi limiti e di riconoscere il merito di chi aveva portato a casa le risorse europee”.
Secondo l’esponente dem, “anche quello che viene presentato come una grande scommessa, il ponte sullo Stretto, in realtà penalizza il Mezzogiorno, perché sono stati sottratti fondi di coesione a Sicilia e Calabria, tagliando risorse per l’alta velocità e lo sviluppo reale delle Regioni”.
“Se il governo non riuscirà a investire i 197 miliardi concessi dall’Ue – conclude Stumpo – perderemo una straordinaria opportunità per digitalizzazione, infrastrutture, sanità e scuola. Rischiamo un’occasione sprecata, l’ennesima del centrodestra”.
“Quello che è accaduto il 22 settembre è un fatto straordinario: centinaia di migliaia di persone sono scese in piazza, rinunciando a una giornata del proprio stipendio, per testimoniare la loro posizione rispetto alla tragedia che sta accadendo a Gaza. Un gesto non scontato, che ha mandato un segnale fortissimo e che rappresenta l’Italia migliore, capace di schierarsi dalla parte giusta della storia”. Lo dichiara Matteo Mauri, deputato del Partito Democratico e responsabile nazionale Sicurezza, intervistato sui canali social del deputati dem.
“Le grandi trasformazioni della politica – prosegue Mauri – sono sempre partite da segnali e simboli forti. Per questo il governo sbaglia quando liquida queste manifestazioni come inutili: al contrario, dimostrano che in questo Paese ci sono ancora valori profondi e una cultura politica di solidarietà che l’esecutivo oggi ignora, rifugiandosi nei tatticismi e nei formalismi”.
Sui disordini di Milano, il deputato dem è netto: “Li abbiamo condannati senza esitazione, perché le violenze contro le forze dell’ordine e le devastazioni che abbiamo visto sono inaccettabili. Quegli episodi tra l'altro hanno oscurato il segnale positivo delle manifestazioni pacifiche e offerto al governo il pretesto per distogliere l’attenzione dal vero messaggio della piazza”.
Infine, l’attacco all’esecutivo guidato da Giorgia Meloni: “L’Italia resta isolata, insieme alla sola Germania, nel non riconoscere lo Stato di Palestina. È l’ennesima dimostrazione di un governo subalterno, incapace di assumere una posizione autonoma. Come un pupazzo controllato dagli Stati Uniti di Trump. Così il nostro Paese perde credibilità e un ruolo storico importante nel Mediterraneo e nel dialogo con il mondo arabo”.
"Oggi ci sarà a Bologna una manifestazione "antisionista", promossa da Forza Nuova. Evidentemente la tragedia di Gaza diventa l' occasione per l' estrema destra per segnare una presenza a Bologna, città Medaglia d' Oro della Resistenza. Credo che per tutti i democratici e gli antifascisti questo debba essere un campanello d' allarme. Contrastare le politiche criminali del governo Netanyhau e sostenere il diritto dei palestinesi a vivere in un proprio Stato non deve significare mai combattere il popolo di Israele o dimenticare la tragedia della Shoà. Da Bologna, città di pace, può e deve venire un messaggio di dialogo e di impegno perché si riapra, fra palestinesi e israeliani, una prospettiva di negoziato, che scofigga la spirale drammatica della guerra e del terrorismo". Così Andrea De Maria, deputato PD
“Sulla ZES abbiamo sentito tutto e il contrario di tutto e in soli due anni di attività il Governo ha fatto e disfatto ogni aspetto dello strumento. La soppressione della Struttura di missione è soltanto l’ultima manifestazione della schizofrenia governativa, molto più interessata a poltrone e gestione politica degli investimenti che ad assicurare condizioni ottimali per lo sviluppo nel mezzogiorno.”
Così Claudio Stefanazzi, deputato pugliese del Partito Democratico.
“Dopo aver soverchiato il sistema delle vecchie ZES per creare la ZES unica, in questi giorni, con un emendamento infilato in sordina, il Governo cambia ancora le carte in tavola. L’obiettivo è palese e c’entra poco con investimenti e sburocratizzazione: da un lato, dare un senso all’incarico conferito al Sottosegretario Sbarra, ormai spogliato di quasi tutte le funzioni, e dall’altro mettere in piedi un centro di gestione minuziosa di fondi e domande di investimento. Insomma, niente di nuovo sotto il sole. Il Governo conferma per l’ennesima volta di usare il Sud per sistemare gli amici ed elargire prebende elettorali.”
“Rivolgo un appello al governo Meloni: non ostacoli l'immediato recepimento della direttiva europea del 2024 a tutela dei giornalisti e della libertà di informazione”. Così Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione Unione europea alla Camera, intervistato sui canali social dei deputati dem.
“La direttiva – ricorda l'esponente Pd – introduce garanzie fondamentali per proteggere cronisti e reporter da azioni intimidatorie e cause temerarie, strumenti usati per limitare e condizionare l’attività giornalistica. Si tratta di una norma urgente e necessaria, che andava recepita nella legge di delegazione europea ora in discussione in Parlamento. Il governo ha scelto di non inserirla, dimostrando ancora una volta scarsa attenzione verso il lavoro dei giornalisti”.
“Secondo i dati dell’Ordine – aggiunge De Luca – nel nostro Paese le azioni vessatorie contro la stampa sono aumentate in misura preoccupante, fino a raggiungere livelli record rispetto ad altri Stati membri. Per questo presenteremo un emendamento mirato, affinché l’Italia non perda altro tempo e garantisca finalmente una cornice normativa coerente con i principi europei”.
Il deputato dem denuncia anche “il rapporto complicato tra governo e stampa, evidente nelle rarissime conferenze del Presidente del Consiglio. Meloni fugge dal confronto perché preferisce alimentare una narrazione di comodo, evitando le domande sui problemi realialari fermi, sanità sottofinanziata, costo della vita in crescita, Pnrr in affanno, mancanza di una politica industriale. Per noi la libertà di stampa è sacra, un presidio irrinunciabile della nostra democrazia. Faremo di tutto perché l’Italia recepisca questa direttiva senza ulteriori ritardi”.
La propaganda del governo Meloni si scontra con la realtà dei numeri.
“Il governo Meloni aveva promesso meno tasse, ma la realtà racconta un’Italia diversa da quella della propaganda. Oggi la pressione fiscale ha raggiunto un livello record, pari al 42,5%: italiane e italiani sono tra i più tassati d’Europa e, allo stesso tempo, tra i più poveri. Un cittadino su dieci vive in condizione di assoluta povertà, senza che l’esecutivo abbia introdotto misure concrete per sostenere chi fa più fatica. Nessun salario minimo, nessun aiuto per chi non riesce ad accedere alle cure, mentre la spesa sanitaria resta tra le più basse in Europa e sotto la media OCSE”.
Così Silvia Roggiani, deputata del Partito Democratico e componente della Commissione Bilancio, intervistata sui canali social dei deputati dem, che aggiunge: “Alla vigilia della legge di bilancio, ci auguriamo un cambio di rotta. Serve un Paese che metta al centro le persone, non che le lasci indietro”.
Sul tema della cosiddetta “pace fiscale”, l'esponente Pd è netta: “È indegno parlare di pace fiscale in un Paese in cui a pagare sono sempre i soliti, spesso senza ricevere in cambio servizi e diritti. Siamo alla quarta rottamazione: lo stesso viceministro Leo ha ammesso che questi strumenti sono stati utilizzati in modo furbesco da chi avrebbe potuto pagare e non lo ha fatto. Non serve l’ennesimo condono: serve che tutti paghino il dovuto e che si introduca una tassa sugli extraprofitti delle banche, per finanziare servizi e diritti a favore delle persone”.
“L’odio in rete contro le donne non conosce pause ma se viene da esponenti politici e’ ancora più grave. Proprio all’indomani dell’avvio da parte della Commissione parlamentare sul femminicidio e la violenza dell’indagine conoscitiva sulla violenza digitale, per approfondire il fenomeno e proporre iniziative di legge per contrastarlo, un esponente locale di Forza Italia ha attaccato in modo violento, volgare e sessista la collega Laura Boldrini, “colpevole” di essere la prima firmataria di una proposta di legge, che abbiamo sottoscritto in molte e molti, per introdurre anche in Italia il principio che ogni rapporto sessuale senza consenso e’ stupro. A partire dallo squallido articolo di un giornale non degno di questo nome, si è scatenata sui social la solita orribile rincorsa dei leoni da tastiera ad insultare violentemente l’ex presidente della Camera dei Deputati. Alla sua giusta indignata, reazione ha fatto seguito un comunicato di scuse del vice responsabile di Forza Italia di Bari, autore del post. Prendiamo atto di queste doverose scuse, che non cancellano però il danno personale alla collega e collettivo alle donne tutte, perche’ ogni atto di aggressione anche verbale, peggio ancora se in sfregio alle vittime di stupri, continua a tenere viva una cultura della sopraffazione e della violenza normalizzata, che risulta più grave quando espressa da parte di esponenti politici che dovrebbero dare un esempio positivo. Ci aspettiamo che chi sta indegnamente accusando una parte politica di fomentare odio, sappia invece costruire rispetto a partire proprio dai suoi rappresentanti. Così la vicepresidente della Commissione Femminicidio, senatrice Cecilia D’Elia e la capogruppo del partito democratico nella commissione, la deputata Sara Ferrari.
“Esprimiamo solidarietà alla giornalista Chiara Giannini e alla troupe di Porta a Porta per la grave aggressione subita a Padova. Un episodio inaccettabile che colpisce non solo chi svolge con professionalità il proprio lavoro, ma anche il principio fondamentale della libertà di informazione. Ai giornalisti e alla troupe va la nostra vicinanza e il sostegno convinto alla necessità di poter raccontare la realtà senza minacce né intimidazioni” così i componenti democratici della commissione di vigilanza rai.
“Il mancato pagamento degli stipendi da parte di Liberty Magona è un fatto gravissimo e inaccettabile. Non si può chiedere ai lavoratori di garantire la continuità produttiva senza retribuzione e senza certezze sul futuro": è quanto dichiara il deputato Pd Marco Simiani sull'ennesimo ritardo da parte della proprietà.
"È urgente sbloccare il decreto per il pagamento diretto dall’Inps della Cassa Integrazione e arrivare rapidamente ad un accordo con Transteel. Il 30 settembre sarà una data decisiva: servono risposte immediate sia sul fronte delle spettanze che su quello della prospettiva industriale. Chiediamo al Ministro Urso di anticipare l’incontro previsto per l’8 ottobre e di assumersi la responsabilità di tutelare lavoratori e stabilimento. A questo punto è evidente come questo governo sia palesemente incapace non solo di programmare qualsiasi tipologia di politica industriale, ma di farsi rispettare dalle multinazionali straniere inadempienti": conclude.
"Avete presente il clima di odio denunciato da Giorgia Meloni e da tutta la destra dopo l'omicidio Kirk? Quello che, a sentire loro, sarebbe alimentato dalla sinistra?
Ecco, oggi abbiamo l'ennesimo, classico esempio dell'odio che la destra, non noi, alimenta da anni. Odio che, quando si parla di donne, diventa immediatamente volgare sessismo.
Approfittando di uno dei soliti titoli urlati e sguaiati di certa stampa, il sig. Alfredo Giovine ("Lancaster" sui social), vice segretario cittadino di Forza Italia a Bari, pubblica un post in cui definisce “pussy pass” la mia proposta di legge sul consenso, senza cui un rapporto diventa stupro. E già qui è un'offesa enorme a tutte le donne che hanno subito molestie e stupri senza mai avere giustizia. Naturalmente, il post e il titolo del quotidiano danno la stura al peggio del peggio. Ed è lo stesso Giovine a scrivere nei commenti: "Sergio Fanelli, la Boldrini buongustaia ha assaggiato il big bamboo", cioè avrei una particolare predilezione per l'organo sessuale degli uomini neri. Fanelli, che fa parte del coordinamento dell'area metropolitana di Bari per Fratelli d'Italia, che fa?
Mette la faccina che ride.
Se due esponenti di un certo rilievo dei rispettivi partiti a livello locale attaccano pubblicamente un'avversaria politica in questo modo, come possiamo poi meravigliarci se migliaia di altri uomini condividono foto delle loro compagne senza consenso, per farle commentare in modo osceno?
Cosa intendono fare Forza Italia e Fratelli d'Italia nei confronti di questi signori? E' un linguaggio e un comportamento accettabile? Pensano sia sufficiente che il post sia magicamente sparito? Chi alimenta l'odio in politica?". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“La flottilla rappresenta un’operazione umanitaria di grande valore e va garantita la sua sicurezza senza sé e senza ma. Il governo italiano deve garantire la sua difesa e ci vuole anche un’operazione a livello europeo. La guerra la sta facendo Netanyahu e va fermato. Crosetto e Meloni sembrano appartenere a due partiti diversi, hanno usato toni diversi, Crosetto più pacato, sicuramente è inaccettabile il tono della Meloni”. Lo ha detto Stefano Graziano capogruppo Pd in commissione difesa di Montecitorio intervistato a margine dell’informativa del ministro Crosetto nell’aula della camera.