Il Partito democratico chiede al Governo di fare piena luce su indiscrezioni giornalistiche riguardanti la presenza in Italia di agenti dell’ICE (Immigration and Customs Enforcement) durante le Olimpiadi e Paralimpiadi invernali di Milano-Cortina. A renderlo noto è Matteo Mauri, responsabile nazionale Sicurezza del Pd e deputato della Camera in Commissione Affari costituzionali, annunciando il deposito di una interrogazione parlamentare rivolta al ministro dell’Interno Piantedosi.
“La gestione della sicurezza di un grande evento internazionale deve avvenire nel rispetto delle competenze, delle regole e dei principi costituzionali – afferma Mauri –. Eventuali forme di cooperazione con apparati di sicurezza stranieri non possono essere apprese dalla stampa, né rimanere prive di un quadro normativo e operativo chiaro”.
“Alla luce dei gravissimi fatti che hanno coinvolto l’ICE negli Stati Uniti in questi ultimi tempi e le accuse che ne sono seguite – prosegue Mauri – è doveroso che il Governo sgombri immediatamente il campo da ogni dubbio".
Il tema, conclude Mauri, “sarà sollevato anche in Commissione Affari costituzionali, perché la sicurezza non può mai essere disgiunta dalla tutela rigorosa dei diritti e dall’immagine internazionale del nostro Paese”.
“È gravissimo che una sede istituzionale venga utilizzata per legittimare esponenti razzisti del neofascismo internazionale.
L’incontro di Matteo Salvini al MIT con Tommy Robinson – leader dell’estrema destra britannica, razzista e suprematista, con un lungo curriculum di violenze e condanne penali – rappresenta un ulteriore passo nell’involuzione della Lega.
Un episodio che non è isolato. A questo si aggiunge la conferenza stampa promossa dalla Lega alla Camera dei Deputati per la prossima settimana, con la partecipazione di esponenti riconducibili ad ambienti neofascisti e naziskin. Un filo rosso preoccupante che attraversa iniziative politiche sempre più incompatibili con i valori repubblicani.
Robinson non è un interlocutore politico: è un agitatore neofascista, sostenitore di Putin, protagonista delle rivolte anti-migranti e punto di riferimento di reti estremiste europee. Riceverlo in pompa magna al ministero significa avvalorarne le idee e oltraggiare lo spirito e la lettera della Costituzione antifascista.
Cosa sta accadendo al partito di Salvini? La competizione con Vannacci sta spingendo la Lega verso una deriva pericolosa, facendo ricadere sugli italiani il costo di una strategia che flirta apertamente con ambienti naziskin e neofascisti.
Chi governa dovrebbe difendere le istituzioni repubblicane, non usarle per costruire relazioni con chi le disprezza”.
Così Matteo Orfini
Deputato del Partito Democratico
Componente della Commissione Cultura della Camera dei Deputati commenta il tweet del leader di estrema destra razzista Tommy Robinson.
Ecco i tweet dell’incontro:
https://x.com/trobinsonnewera/status/2014727408998293641?s=46&t=2SNSQf5o...
https://x.com/i/status/2014770421485187377
"L' iniziativa sulla "Remigrazione" alla Camera dei Deputati, che vede la presenza di un esponente di Casa Pound, rappresenta uno sfregio alle istituzioni democratiche ed ai valori costituzionali. Auspico che tutti i gruppi parlamentari, anche quelli di maggioranza, dicano su questo parole chiare. Nessuna prassi parlamentare può essere usata come scudo per non fare i conti con un fatto di così straordinaria gravità". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Meloni chiede a Trump di rivedere Board of Peace perché l’Italia ha ‘problematiche costituzionali’. Poi auspica che il Presidente Usa possa prendere premio Nobel per la pace. Infine, gli dà anche un po’ ragione sull’Artico. Dal sovranismo al servilismo il passo è davvero breve”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
«È molto grave che il ministro dell’Interno Piantedosi continui a fare disinformazione sui numeri che riguardano l’organico delle forze di polizia». Lo dichiara il responsabile Sicurezza del Partito Democratico, il deputato Matteo Mauri.
«I dati, che sono oggettivi, dimostrano chiaramente ad esempio che le assunzioni in Polizia fatte dal governo Meloni in questi anni non sono state nemmeno sufficienti a coprire il turnover. Sono i dati ufficiali della stessa Polizia di Stato a certificarlo. Segnando una diminuzione continua dell'organico dal 2023 in poi.
Le chiacchiere stanno a zero e il ministro si prende una grave responsabilità nel continuare a negare questa evidenza».«Nel tweet pubblicato oggi – aggiunge Mauri – Piantedosi arriva persino a fare un confronto con il 2020, l’anno del Covid e del lockdown, un paragone strumentale e fuorviante. Tra l’altro, si tratta dell’anno in cui lui stesso ricopriva l’incarico di Capo di Gabinetto al Viminale: un dettaglio che rende ancora più evidente il carattere propagandistico di questa operazione».
«La realtà – prosegue Mauri – è che, mentre diminuiscono i presìdi della polizia sul territorio, aumentano le aggressioni, i furti e le rapine, ed è sempre più diffuso tra i cittadini un forte senso di insicurezza. Come segnalano anche molti sindaci, le città sono sempre più sguarnite di agenti nelle strade, soprattutto nelle ore notturne, ma questa situazione riguarda purtroppo anche le aree interne, non solo i grandi centri urbani».
«Piantedosi la smetta con questa operazione di propaganda e con il gioco delle tre carte. Sulla sicurezza dei cittadini servono serietà, trasparenza e scelte concrete, non propaganda», conclude Mauri.
Anche alla Camera dei deputati il Partito Democratico ha presentato un’interrogazione parlamentare per fare luce e contestare con forza la decisione di Meta di ‘censurare e penalizzare la diffusione di un video del professor Alessandro Barbero sul dibattito pubblico relativo al referendum sulla giustizia’.
L’iniziativa è stata promossa dalla presidente dei deputati, Chiara Braga e dalla responsabile Giustizia del Partito Democratico, Debora Serracchiani, con un’interrogazione a risposta scritta rivolta alla Presidente del Consiglio dei ministri e al Ministro delle imprese e del made in Italy, per chiarire una ‘vicenda che solleva gravi interrogativi sul rispetto del pluralismo informativo e della libertà di espressione’.
Nell’interrogazione si chiede testualmente:
“se il Governo sia a conoscenza dei fatti descritti e se ritenga compatibile con il corretto svolgimento del dibattito democratico e referendario l’equiparazione di analisi e interpretazioni politiche a contenuti di disinformazione oggettiva da parte di piattaforme private;
quali iniziative di competenza il Governo intenda assumere per garantire trasparenza, criteri non discrezionali e il rispetto del pluralismo informativo nelle attività di moderazione e fact-checking operate dalle piattaforme digitali, in particolare in occasione di consultazioni referendarie e passaggi democratici rilevanti”.
“Debora Serracchiani sottolinea inoltre che, a seguito di questa interrogazione, il Partito Democratico scriverà una lettera anche alla AGCom e alla Commissione europea per fare luce e chiarire una vicenda che consideriamo di enorme gravità, che compromette la libertà di opinione nel nostro Paese”.
“Ancora una volta questo Governo si dimostra incompetente anche sulle questioni più basilari: il test di abilitazione per guide turistiche, che era atteso da un decennio, è stato un flop e le cause non sono dovute alla preparazione di chi ha tentato l’esame”.
Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul test di abilitazione per guide turistiche, che avrebbe dovuto sconfiggere l’abusivismo e garantire standard elevati.
“A luglio avevo presentato un’interrogazione denunciando che il test, così come concepito dal Ministero del Turismo, era inutile e troppo complesso - prosegue la deputata dem - Non solo non abbiamo ricevuto risposte, ma i risultati mi hanno dato ragione: su 12mila iscritti sono state promosse 230 persone”.
“Questo è ciò che avviene quando il futuro lavorativo di migliaia di persone viene gestito con poca serietà e senza la capacità di ascolto di chi è del settore e conosce realmente ciò che serve. Il programma del test, come denunciato, era troppo ampio e non rispecchiava le reali necessità del settore. Un’altra occasione sprecata: a venir bocciato dovrebbe essere il Governo” conclude Gribaudo.
“Abbiamo presentato un’interrogazione parlamentare ai Ministri della Protezione civile, delle Infrastrutture e dell’Ambiente per chiedere chiarimenti urgenti sulla grave frana che il 16 gennaio scorso ha colpito il territorio di Niscemi, in provincia di Caltanissetta, mettendo a rischio abitazioni, infrastrutture e la sicurezza di cittadine e cittadini”.
Così i deputati democratici, Peppe Provenzano e Giovanna Iacono.
“La vicenda di questi giorni - aggiungono - riporta drammaticamente alla memoria quanto già accaduto nel 1997, quando un’altra frana colpì Niscemi causando ingenti danni e l’evacuazione di circa 400 persone. Nonostante allora fossero state adottate misure straordinarie di protezione civile, il versante ovest – oggi nuovamente interessato dal dissesto – presentava già evidenti condizioni di instabilità.
Con l’interrogazione chiediamo al Governo di chiarire se esistano progetti esecutivi per la stabilizzazione dei versanti, se siano state richieste o ottenute risorse finanziarie e se siano stati effettuati studi geologici aggiornati. E, soprattutto, quali interventi urgenti si intendano mettere in campo per il ripristino in sicurezza della Strada provinciale 12, arteria fondamentale per il territorio. La sicurezza delle persone non può dipendere da interventi tampone o da promesse rimaste sulla carta. È indispensabile conoscere lo stato reale della programmazione e delle risorse disponibili, e soprattutto, avviare finalmente opere strutturali di messa in sicurezza. Niscemi non può continuare a vivere nell’emergenza permanente. Seguiremo con attenzione l’evolversi della situazione e l’iter della nostra interrogazione - concludono - mantenendo costante il confronto con le istituzioni preposte e con la Protezione civile”.
“É inaccettabile che la Camera dei deputati ospiti una conferenza stampa sulla cosiddetta “remigrazione”, promossa da esponenti di CasaPound e da personaggi noti per iniziative svolte insieme a soggetti poi risultati appartenenti alla criminalità organizzata. La Camera non può diventare una tribuna per chi propaganda ideologie fasciste, viola la Costituzione e si pone apertamente contro le istituzioni democratiche. Se confermata, questa iniziativa rappresenterebbe un fatto gravissimo. La conferenza risulterebbe organizzata da un deputato della Lega. Ci appelliamo al Presidente Fontana affinché impedisca questa vergognosa strumentalizzazione delle sedi istituzionali”. Così una nota di Matteo Orfini, Deputato del Partito Democratico.
"La riforma della governance portuale approvata dal governo rischia di penalizzare gravemente i porti di Livorno e Piombino e l’intero sistema economico della costa toscana. Dai dati Assoporti sui bilanci 2024 emerge che l’Autorità di sistema portuale del Mar Tirreno Settentrionale perderebbe circa 20 milioni di euro, risorse che oggi restano sul territorio e che verrebbero invece trasferite alla nuova società centrale Porti d’Italia S.p.A. Parliamo di una quota rilevantissima delle entrate dell’Autorità di sistema, risorse fondamentali per garantire manutenzioni, sicurezza, investimenti, sostenibilità ambientale e competitività del sistema portuale". Lo riporta una nota di Alessandro Franchi, consigliere regionale della Toscana del Partito Democratico, e Marco Simiani, deputato Pd.
"La riforma non rafforza il coordinamento nazionale ma centralizza e svuota le Autorità di sistema, sottraendo risorse e competenze ai territori e prevedendo anche il trasferimento del 25 per cento del personale a Porti d’Italia Spa. Il risultato concreto sarà un indebolimento dei porti, a partire da Livorno, e il rischio di scaricare i costi su imprese e lavoratori attraverso l’aumento di canoni e tariffe. Indebolire i porti di Livorno e Piombino significa colpire lavoro, logistica, industria e sviluppo territoriale: per questo chiediamo al governo di fermarsi, aprire un confronto vero con i territori e rivedere radicalmente una riforma che, così com’è, rischia di produrre danni strutturali", conclude la nota.
“47 anni fa Guido Rossa, operaio, sindacalista e comunista, veniva ucciso a Genova dalle Brigate Rosse per aver scelto di non voltarsi dall’altra parte, per aver difeso la democrazia, i diritti dei lavoratori e la legalità. Il suo rigore morale, il coraggio e il profondo senso di giustizia restano indelebili nella nostra memoria collettiva. Guido Rossa ha dimostrato che la lotta per i diritti e il bene comune non può mai essere separata dal rifiuto della violenza e del terrorismo”. Lo dichiarano in una nota congiunta i parlamentari liguri del PD Valentina Ghio, Alberto Pandolfo, Luca Pastorino e Lorenzo Basso presenti nella sede di Acciaierie d’Italia di Genova per la commemorazione dell’uccisione di Guido Rossa.
“La sua storia non sia solo memoria, ma sostanza e azione del presente. Guido Rossa difendeva il lavoro e la dignità del lavoro, proprio da questo stabilimento ex-Ilva che ora attende di capire quali investimenti e quale ruolo pubblico il Governo intende mettere in campo per sostenere la siderurgia italiana e l’occupazione di migliaia di lavoratori. Oggi è un giorno di ricordo, ma anche di responsabilità e impegno”, concludono i parlamentari dem.
"In questi giorni sono stati avviati lavori strutturali e riorganizzativi presso la Casa circondariale di Nuoro – Badu ’e Carros. Durante una visita parlamentare è stato riscontrato lo svuotamento di intere sezioni, il trasferimento di gran parte dei detenuti e l’avvio di interventi in reparti di alta sicurezza recentemente ristrutturati, circostanza che, per modalità e tempistica, non appare riconducibile a semplice manutenzione ordinaria. È urgente chiarire se gli interventi siano collegati a una riorganizzazione finalizzata all’accoglienza di detenuti sottoposti al regime speciale 41-bis, anche alla luce delle dichiarazioni rese in Conferenza Stato-Regioni il 18 dicembre 2025 sulla razionalizzazione del circuito. Per questo abbiamo presentato un’interrogazione al Ministro della Giustizia, chiedendo dettagli su opere e sezioni interessate, costi, risorse impiegate, ditte incaricate e modalità di affidamento. Chiediamo inoltre che il Ministro riferisca tempestivamente alle Camere, assicurando piena trasparenza sugli interventi nelle carceri sarde connessi al circuito 41-bis". Così in una nota i deputati Silvio Lai (PD) e Francesca Ghirra (Avs).
“Il Partito Democratico ribadisce la necessità che il governo dia una risposta urgente all'interrogazione già presentata lo scorso 17 dicembre sia alla Camera sia al Senato per chiedere al Governo di aprire gli occhi sulle conseguenze dell'assurda tassa nazionale di 2 euro sui pacchi online provenienti da Paesi extra-Ue voluta dal governo Meloni. L'allarme lanciato da Confetra su Repubblica rivela che la norma si sta trasformando in un drammatico boomerang che ha già portato allo spostamento di 30 voli cargo deviati da Malpensa verso altre destinazioni europee per essere sdoganati e distribuiti anche nel nostro Paese. La nuova tassa deve essere ritirata subito perché la competenza sul tema è europea e la soluzione di problemi internazionali non può essere collocata in interventi unilaterali come quelli fatti dall'Italia che si stanno rivelando veri e propri dazi contro il nostro Paese per l'assurda norma voluta dal governo Meloni”. Lo dichiara il deputato PD e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu intervenendo in Aula di Montecitorio. “Il Governo già non fa niente per aiutare le imprese a fronteggiare l’effetto negativo dei dazi di Trump, perlomeno rimuova quelli che sta imponendo la stessa Meloni” conclude il parlamentare dem.
"La chiusura dello stabilimento Cargill di Giammoro, in provincia di Messina, e l’imminente licenziamento dei quarantanove lavoratori rappresentano una sconfitta per il territorio e una grave responsabilità politica. Governo nazionale e regionale hanno di fatto abbandonato i lavoratori durante una vertenza durata mesi, segnata da promesse mancate e da un silenzio assordante. Alle nostre sollecitazioni e alle interrogazioni parlamentari presentate non è mai arrivata alcuna risposta concreta, mentre veniva smantellata un’eccellenza industriale che non era affatto in crisi.
Così la deputata Pd, Maria Stefania Marino.
"La perdita di Cargill - aggiunge - significa lavoro, competenze e futuro che lasciano la Sicilia, aggravando il vuoto occupazionale dell’area industriale tirrenica. Non è accettabile che scelte industriali di questa portata si consumino senza un intervento delle istituzioni. Governo e Regione non possono restare spettatori: l’assenza di un’azione efficace e di prospettive alternative pesa oggi sulle spalle dei lavoratori e delle loro famiglie, a cui va la nostra piena solidarietà e il nostro impegno a continuare questa battaglia".
“La ragioneria dello Stato stima che l’adeguamento automatico delle pensioni di vecchiaia all’aspettativa di vita crescerà di altri tre mesi nel 2029. Dopo che la destra, nonostante tutte le promesse della campagna elettorale, già in legge di bilancio ha aumentato l’età pensionabile, chiediamo un chiaro stop. Ci vuole un intervento legislativo che blocchi questa tendenza. Da lunedì inizia una discussione in Parlamento sulle pensioni, vedremo chi fa sul serio”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.