Si riapra dibattito in Parlamento
“Reputo positiva l’apertura della segretaria generale della Cisl a una sperimentazione della riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario. Sono mesi che la proposta unitaria delle opposizioni - che prevede anch’essa una leva fiscale per incentivare l’introduzione della settimana corta - purtroppo è stata messa su un binario morto dalla maggioranza, che non l’ha mai voluta discutere seriamente. Chiediamo che si possa riaprire rapidamente una discussione in Parlamento. Milioni di lavoratori e lavoratrici aspettano una misura di civiltà che, come dimostrano altre esperienze europee, ha un impatto positivo su tutta l’economia”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Nella direzione del Pd ho proposto già molti mesi fa l’introduzione di una patrimoniale e condivido quindi che Elly Schlein l’abbia posta come uno dei punti programmatici del Pd. Il dibattito da fare non è se introdurla o meno, ma come tecnicamente collocarla ad un’altezza che non colpisca i ceti medi produttivi. Due milioni di euro è una soglia bassa. Mentre vi sono fortune, rendite e patrimoni molto maggiori, che sono cresciuti negli anni della globalizzazione non solo per merito dei loro titolari ma soprattutto per un posizionamento che ha consentito lievitazioni finanziarie enormi. È una misura riformista, se posta tecnicamente dentro un certo alveo. Bisogna riequilibrare le ingiustizie, risollevare i consumi, rimettere soldi nelle tasche dei cittadini, potenziare i servizi, rispondere all’impoverimento del ceto medio e del proletariato. Perché il proletariato è tornato: ci sono milioni di famiglie con un reddito di 1300 euro al mese che non possono evitare di mandare a lavorare i figli, che fanno lavori precari e nei casi più gravi finiscono nell’illegalità, magari a spacciare droga. Ai miei amici e compagni che dicono che questa misura spaventa il ceto medio rispondo che invece deve aiutare il ceto medio e il proletariato in difficoltà. Del resto quando abbiamo, giustamente, salvato il Paese partecipando a governi di coalizione ampia che hanno imposto sacrifici ai ceti popolari, non ci siamo potuti nemmeno porre il problema dello spavento di questi ceti. Eravamo obbligati ad agire per l’interesse nazionale. Ora siamo obbligati ad agire per l’interesse nazionale che coincide con la ripresa dei redditi bassi e dei consumi”. Così il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, intervistato da Radio Radicale.
“Quello che è successo non doveva avvenire. Anche per questo ci tenevo a essere presente in questa giornata di ricordo per le cinque vittime di Brandizzo”.
Così Chiara Gribaudo, presidente della Commissione d’inchiesta sulle condizioni di lavoro in Italia, questa mattina presente a Brandizzo per l’inaugurazione del Giardino del Ricordo, in cui sono stati piantati cinque alberi in memoria dei cinque morti nell’incidente ferroviario.
“Oggi serve non solo implementare la prevenzione ma anche agire sulla catena dei subappalti. Un pensiero va, oggi e in ogni giorno dell’anno, ai famigliari delle vittime che chiedono giustizia, certa e veloce” conclude Gribaudo.
“Marattin sbaglia mira, pensi al governo: se si fosse informato meglio, saprebbe che la segretaria Schlein ha semplicemente richiamato quanto affermato dall’ISTAT in audizione sull’intervento del governo Meloni in manovra: “oltre l'85% delle risorse sono destinate alle famiglie dei quinti più ricchi della distribuzione del reddito: sono infatti interessate dalla misura oltre il 90% delle famiglie del quinto più ricco e oltre due terzi di quelle del penultimo quinto. Il guadagno medio va dai 102 euro per le famiglie del primo quinto ai 411 delle famiglie dell'ultimo. Per tutte le classi di reddito il beneficio comporta una variazione inferiore all'1% sul reddito familiare.” Così il Capogruppo democratico in commissione Finanze della camera Virginio Merola replica al segretario del partito liberaldemocratico.
"Il PD sta incontrando tutte le parti sociali per un confronto costruttivo sulla situazione economica del Paese. Un dialogo che, se anche il governo avesse avviato, avrebbe probabilmente portato a una manovra economica molto diversa da quella proposta. Quella che il governo ha presentato non è altro che una legge di bilancio di austerity che, se da un lato può sembrare un espediente per "galleggiare", rischia di far affondare davvero l'Italia. È un tradimento delle promesse fatte a chi aveva votato per il cambiamento. Il governo aumenta le tasse, chiede sacrifici ai cittadini e riduce i servizi essenziali per le famiglie, senza però mettere in atto misure per favorire la crescita delle imprese". Lo ha detto Piero De Luca, deputato Pd e segretario regionale Pd Campania, questa mattina ad Agorà su Rai3.
"Tra le misure più gravi, il governo ha deciso di aumentare l'età pensionabile, annullando completamente opzione donna e quota 103 e facendo lievitare l'età pensionabile anche per le forze dell'ordine. Un passo indietro rispetto a quanto promesso in passato e una palese incoerenza con le critiche mosse dalla destra contro i governi precedenti, come quello di Monti e Fornero. Inoltre, vengono tagliate risorse vitali per la sanità, con il rischio che il settore scenda sotto il 6% del PIL nei prossimi anni, nonostante le promesse di potenziamento. Nessun intervento serio sulle assunzioni di nuovi medici, mentre la sanità continua a soffrire per la carenza di personale. Anche il trasporto pubblico locale viene penalizzato, con tagli che finiranno per gravare sulle famiglie e sulle imprese. La scuola, che dovrebbe essere una priorità per ogni governo, riceve tagli per seicento milioni di euro. E ancora, ribadisce il dem, non viene affrontato in modo adeguato il caro bollette e l'inflazione che ha ridotto il potere d'acquisto delle famiglie italiane. La riforma dell'Irpef è iniqua, perché penalizza chi ha meno e favorisce chi ha di più. In un momento di difficoltà economica come quello che stiamo vivendo, è fondamentale che la politica agisca con equità e giustizia sociale, riequilibrando il sistema fiscale in favore di chi è più vulnerabile. In Parlamento, lavoreremo per modificare una manovra che tradisce gli italiani e non risponde alle reali necessità del Paese".
“Vannacci ha superato ogni limite nel goffo tentativo revisionista di riscrivere la storia della presa del potere del fascismo e del regime mussoliniano. Non una parola sull’omicidio di Matteotti nel giugno 1924, uno dei leader dell’opposizione e sulle violenze fasciste che caratterizzarono sia le elezioni del 1921 sia quelle del 1924 come della messa fuori legge dei partiti di opposizione nel 1926. Rispetto alla Marcia su Roma fu lo stesso Mussolini che nella seduta della Camera del 7 giugno 1924 affermò “… perché se ho fatto un colpo di stato, non ho fatto un colpo di testa”. Di fronte a queste esternazioni di chiaro stampo nostalgico e neofascista, mi domando quanto possa ancora durare il silenzio di quei dirigenti e militanti leghisti che, soprattutto al Nord, hanno sempre rivendicato l’antifascismo della Lega: il silenzio rende complici di queste immonde provocazioni e riletture revisioniste della storia italiana”. Lo scrive in una nota, l’on. Federico Fornaro dell’ufficio di Presidenza del PD alla Camera dei Deputati.
"Palapartenope gremito per il Congresso Nazionale dei Giovani Democratici, che a Napoli hanno eletto Virginia Libero nuova segretaria nazionale. Un appuntamento partecipato, ricco di interventi e di entusiasmo, segno di una generazione pronta a ricostruire il futuro del Partito Democratico. Alla giornata ha preso parte anche la segretaria dem Elly Schlein, che ha ribadito l’impegno del PD nella lotta a ogni mafia, esprimendo solidarietà alla giudice Maria Francesca Mariano e richiamando la centralità del diritto allo studio, alla casa e al salario minimo.
A margine dell’iniziativa, il deputato dem Stefano Graziano parla di “una bella pagina di partecipazione e impegno civile, che restituisce energia al nostro partito”. “L’entusiasmo dei Giovani Democratici” - continua Graziano - “è la linfa vitale per un PD aperto, progressista e radicato nel Paese.” “Alla neo segretaria Virginia Libero e a tutte e tutti loro va il mio augurio più sincero: sono la futura classe dirigente di cui l’Italia ha bisogno. Il Paese ha bisogno di loro”, conclude Graziano.
"Daniela Santanchè dovrebbe dimettersi da tempo per vicende ben più gravi di questa, ma abbiamo avuto l’ennesima prova della sua inadeguatezza dal post entusiasta che ha pubblicato per rilanciare la storia di una famiglia inglese convinta che fosse venuta a vivere in Italia perché si vive meglio, quando se fosse andata oltre il titolo e avesse letto l’articolo del Telegraph avrebbe scoperto che racconta l’esatto contrario, spiegando le ragioni del pentimento che li aveva portati a ritornare in Inghilterra. I post si possono cancellare, la figuraccia internazionale di avere un ministro come lei no. Se Giorgia Meloni non è in grado di ottenere le sue dimissioni perlomeno la obblighi a chiudere i profili social!". Lo scrive sui suoi canali social il deputato Pd e vicepresidente in Commissione Trasporti, Andrea Casu pubblicando anche lo screenshot del post cancellato dalla Ministra Santanché.
“Tagli presentati come riforme, menzogne travestite da efficienza, e infine la paralisi dei fondi destinati al cinema e all’audiovisivo. Così si riassume l’azione del ministro Giuli, segnata da superficialità gestionale e da un evidente smarrimento politico. Dietro la retorica del cambiamento, solo improvvisazione, disordine e una gestione personalistica e umorale. Il blocco del decreto che avrebbe dovuto recuperare parte dei tagli inflitti dal ministro al settore cinematografico non è un incidente tecnico, ma il sintomo di una gestione improvvisata e per questo incapace di garantire chiarezza, tempestività e visione. Il settore culturale si trova oggi ostaggio di errori che ne compromettono la credibilità e la continuità. Giuli ha tagliato, promesso, taciuto. I risultati sono sotto gli occhi di tutti: immobilismo, sfiducia, e un ministero ridotto a terreno di scontro. Il Paese merita una conduzione all’altezza della sua cultura, non l’ennesima dimostrazione di inefficienza e disattenzione”. Così una nota della capogruppo democratica in commissione e cultura alla Camera, Irene Manzi che chiede al ministro di “riferire in parlamento sulla situazione caotica che ha determinato”.
“Ancora una volta Salvini trasforma una tragedia in propaganda, speculando sulla violenza sessuale accaduta a Firenze. Il governo ha il dovere di garantire sicurezza reale, non spot elettorali. Mandino più agenti nelle strade, garantiscano organici, mezzi e forze dell’ordine in ogni città, invece di inventarsi ogni volta proposte ridicole e inapplicabili. La sicurezza si costruisce con la presenza dello Stato, con la certezza della pena e con la prevenzione, non con slogan che servono solo a nascondere l’incapacità di chi governa. Pretendiamo un governo che prevenga le violenze sessuali, non che passi il tempo a commentarle mentre lascia i sindaci soli, in trincea.” Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico, commenta le parole di Vicepremier Salvini.
“Sicurezza ora, sviluppo subito: la Tirrenica da Tarquinia a San Pietro a Palazzi”, è il titolo della conferenza stampa del Pd che si terrà martedì 12 novembre alle ore 13:00 presso la Camera dei Deputati. L’incontro intende riportare al centro dell’agenda politica la realizzazione della Strada Tirrenica, infrastruttura strategica per la sicurezza dei cittadini e per lo sviluppo economico del territorio. Nonostante l’urgenza dell’opera, negli ultimi mesi si sono registrati preoccupanti passi indietro da parte del Governo, che hanno rallentato e reso incerta una decisione attesa da decenni.
Interverranno: Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana; Luca Salvetti, Sindaco di Livorno; Gianni Chelini, Sindaco di Capalbio; Emiliano Fossi, Segretario del Partito Democratico Toscana; Marco Simiani e Laura Boldrini, Deputati PD; Ilenia Zambito e Silvio Franceschelli, Senatori PD; Francesco Gazzetti, Responsabile Infrastrutture del Partito Democratico Toscana; Leonardo Marras e Alessandro Franchi, rappresentanti del territorio eletti in Regione Toscana.
“Occorre fare luce su quanto avvenuto. Chiedo chiarezza su una vicenda non solo perché è accaduta a un amico e professionista serio, a cui esprimo tutta la mia solidarietà, ma anche perché il Governo deve uscire da questo silenzio e spiegare cosa è successo. Prima sono stati attaccati gli attivisti, poi i giornalisti, ora i consulenti politici. Cos’altro dobbiamo aspettarci?”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente del Partito Democratico, sul Caso Paragon.
“A meno di due mesi dalla scadenza della misura finanziata nell’ambito del Pnrr, Transizione 5.0, le risorse pari a soli 2,5 miliardi di euro, risultano completamente assorbite dalle comunicazioni presentate dalle imprese. La dotazione iniziale del piano, 6,3 miliardi di euro è stata tagliata di 3,8 miliardi dal governo e ora le aziende che presenteranno domanda finiranno in una lista d’attesa, ricevendo solo una 'ricevuta di indisponibilità delle risorse'. È evidente che la chiusura anticipata non è dovuta a un 'successo' della misura, bensì a una rimodulazione politica del Governo, un vero fallimento operativo della misura, un grave errore politico e strategico dell'esecutivo che crea un danno reputazionale e operativo per il Paese e per il sistema produttivo”. Così si legge nell'interrogazione presentata dai deputati Pd Pandolfo – primo firmatario - Ghio, Simiani, De Micheli, Di sanzo, Gnassi, Peluffo e Curti al ministro Urso sulla Transizione 5.0.
“Come Pd riteniamo inaccettabile che la principale misura industriale del PNRR sia stata trasformata in un imbuto burocratico che genera sfiducia e blocca gli investimenti. Chiediamo se il Governo intenda garantire che le imprese già prenotate non perdano il diritto all’incentivo e quali siano i criteri di priorità per la gestione della lista d’attesa”, concludono i parlamentari dem.
“Quest’estate era il caldo, ora saranno le piogge e le intemperie invernali: il lavoro dei rider va tutelato in ogni stagione. La proposta della legge Griseri Prisco è depositata da dicembre 2024, ora siamo in attesa che venga calendarizzata e discussa in Parlamento o diventare un emendamento alla Legge di Bilancio per individuare le risorse necessarie al periodo di sperimentazione dell'ammortizzatore. Proprio per smuovere le acque abbiamo deciso di promuoverla sui vari territori, in particolare nelle strutture che hanno scelto di mettere a disposizione i propri spazi per i rider”. Così Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico e prima firmataria della Proposta di Legge Griseri Prisco, che verrà presentata a Firenze il 12 novembre. L’appuntamento è alle ore 11 presso Casa Rider, in via Matteo Palmieri 11. Insieme all’onorevole ci saranno Mattia Chiosi, membro della segreteria Nidil Cgil Firenze con delega ai rider, Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil, l’assessore al Lavoro di Firenze Dario Danti e alcuni lavoratori.
“Anche a fronte del grande numero di incidenti che coinvolgono i rider, e uno dei motivi principali sono gli eventi climatici estremi, abbiamo un assoluto bisogno di tutele aggiuntive per far lavorare in sicurezza queste persone. Ora inizia il periodo delle piogge e a maggior ragione ci sarà bisogno di una regolamentazione chiara per garantire la sicurezza sul lavoro” dichiara Roberta Turi, segretaria nazionale Nidil Cgil.
“Giorgia Meloni ha usato il Cnel per affossare il salario minimo. Allora serviva per attaccare l’opposizione e il principale sindacato italiano. Adesso invece prende le distanze da Brunetta sull’aumento di stipendio. E’ la solita sceneggiata. Siamo stanchi delle faide all’interno di una destra che tutto fa tranne che governare il Paese se e fare le riforme che servono ai lavoratori. Chiediamo l’immediata convocazione del Presidente del Cnel in commissione Lavoro per capire cosa sta succedendo”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.