“La decisione dell’Europarlamento di sospendere l’accordo commerciale sui dazi tra Unione europea e Stati Uniti rappresenta un segnale importante di unità, autonomia e difesa degli interessi strategici europei. Non si può dialogare sotto minacce, né accettare ricatti che colpiscono l’economia europea e mettono in discussione i principi fondamentali del diritto internazionale”. Lo dichiara Piero De Luca, deputato e capogruppo del Partito Democratico in Commissione Politiche UE della Camera.
“Le aggressioni dell’amministrazione Trump all’integrità territoriale della Groenlandia e l’annuncio di nuovi dazi contro alcuni Stati europei impongono una risposta ferma e coesa. L’Europa deve parlare con una sola voce e respingere ogni tentativo di intimidazione che mira a sgretolare il progetto comunitario, danneggiando lavoratori, imprese e filiere produttive”.
“Per questo rinnoviamo la richiesta alla presidente del Consiglio Meloni di venire in Parlamento e rendere comunicazioni in vista del prossimo Consiglio straordinario così da chiarire quale sia la posizione dell’Italia. Non è più tollerabile il silenzio o peggio ancora la totale subalternità del Governo di fronte a scelte di Trump che colpiscono direttamente il nostro Paese e l’Unione europea”.
“L’Italia deve stare senza ambiguità dalla parte dell’Europa, della difesa del diritto internazionale, del multilateralismo e di un’economia aperta ma fondata sul rispetto reciproco. Su questi temi servono chiarezza e coerenza”, conclude De Luca.
"Il ricatto di Trump a colpi di dazi per ottenere la proprietà della Groenlandia, è inaccettabile e non può essere assecondato perché costituirebbe un precedente pericolosissimo, oltre a rappresentare una minaccia alla sovranità della Groenlandia e della Danimarca. Se passasse la linea di Trump, vorrebbe dire che qualunque altra potenza economica e militare che volesse annettere territori altrui, avrebbe via libera. A partire dalla Russia con l'Ucraina, dalla Cina con Taiwan o da Israele con Gaza e la Cisgiordania.
La patetica lettera inviata al premier norvegese a proposito del Nobel per la pace, materia su cui per altro Jonas Gahr Støre non ha alcuna competenza, non è che la manifestazione di un ego smisurato, in preda al delirio di onnipotenza. Ma è anche un alibi che Trump sta usando per sentirsi legittimato nel suo piano scellerato di annessione della Groenlandia e di controllo del Venezuela.
Davanti a questo scenario, le destre italiane sono totalmente succubi al volere del presidente Usa e mettono in pericolo il popolo italiano, la tenuta dell'Ue e perfino della Nato. Altro che patriottismo e atlantismo: questo è puro servilismo.
Trump va contrastato e le sue spregiudicate e illegittime pretese arginate il più possibile senza cedere a ricatto, prepotenza e arbitrio". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Più agenti sul territorio, investimenti in prevenzione sociale e norme efficaci contro la diffusione dei coltelli tra i giovani: da qui deve ripartire una vera politica per la sicurezza. Dopo tre anni di Governo Meloni, invece, registriamo meno presìdi e nessuna risposta strutturale, a fronte di una situazione che rischia di trasformarsi in un’emergenza. Da tre anni il numero degli agenti di polizia in servizio diminuisce e le assunzioni annunciate dal Governo non sono state sufficienti nemmeno a coprire il turn over. Il risultato è un indebolimento del presidio territoriale, soprattutto nelle grandi città e nelle aree a maggiore rischio. Serve un cambio di passo immediato. Occorre un investimento concreto con un piano straordinario di assunzioni che garantisca una presenza efficace e continua delle forze dell’ordine, accompagnato da forti investimenti nella prevenzione sociale, in particolare per far fronte a un disagio giovanile crescente. Sono necessarie subito norme che impediscano la circolazione dei coltelli tra i giovani, come quella già depositata dal Pd e che il Governo finge di non conoscere, affiancate da politiche educative e sociali. Il Governo dimostri di avere davvero a cuore la sicurezza e smetta di usare questo tema per alimentare propaganda o per cercare scappatoie alle proprie responsabilità. Se le anticipazioni sul prossimo ddl Sicurezza fossero confermate, vorrebbe dire che si tratta invece dell’ennesimo elenco di nuovi reati e inasprimenti di pena, criminalizzazione degli stranieri e norme per comprimere il dissenso politico. Cioè lo stesso approccio fallimentare che il Governo ha avuto fino a qui. La valutazione sarà semplice: ci sarà un vero piano di assunzioni straordinarie delle forze dell’ordine? Ci saranno le risorse per politiche di prevenzione dedicate ai Comuni? Ci saranno norme efficaci contro la diffusione delle armi da taglio e non solo? In assenza di risposte concrete, sarà l’ennesima conferma del fallimento delle politiche della destra in materia di sicurezza”. Così una nota del responsabile Sicurezza del Pd, il deputato democratico Matteo Mauri.
“Il rapporto Oxfam sull’Italia è un pugno nello stomaco. Certifica quale è la vera emergenza nel Paese: il 15,6 per cento delle famiglie sono povere pur con una persona occupata in casa. Significa che le ricette messe in campo dal Governo Meloni sono state inutili. Chiediamo una svolta. I contratti vanno rinnovati, occorrono misure per alleviare il costo delle bollette e degli affitti e va riaperta subito una discussione sul salario minimo. L’ostilità della destra verso interventi di contrasto alla povertà ci dice ancora una volta da che parte stanno i suoi interessi”.
Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto.
“Esprimo la mia piena vicinanza al sindaco Aurelio Lo Fazio e all’amministrazione comunale di Anzio per il grave atto intimidatorio che ha portato al danneggiamento del campo sportivo Falasche, proprio dopo la conclusione dei lavori di messa in sicurezza”. Lo dichiara la deputata del Partito Democratico Michela Di Biase.
“La struttura oggetto dei danneggiamenti – sottolinea Di Biase – era stata al centro dello scioglimento del Comune per condizionamenti della criminalità organizzata ed è richiamata nella relazione della Commissione d’accesso. Proprio la Commissione prefettizia aveva avviato l’iter per l’allontanamento degli occupanti abusivi e per il ripristino della piena legalità nella gestione dell’impianto e l'attuale amministrazione era in procinto di pubblicare un bando pubblico per la gestione, ripristinando i principi di trasparenza”.“Sto depositando un'interrogazione parlamentare al Ministro Piantedosi per fare piena luce sui fatti. È evidente – conclude – che l’azione di recupero della legalità e di restituzione dei beni pubblici alla collettività incontri resistenze e tentativi di intimidazione, che vanno respinti con fermezza e pieno sostegno”.
Le borse di tutta Europa sono in rosso. L’economia europea è sottoposta a scosse violente provocate dalle minacce americane. Eppure ancora una volta Meloni è tiepida con Trump nel tentativo di mediare. Una sudditanza inaccettabile. Dimostri di avere a cuore l’Europa e chieda che sia applicato lo strumento di risposta sui dazi e si colpiscano le multinazionali americane. Dalla Groenlandia al Venezuela, il futuro del mondo non può essere disegnato da chi vuole fare a pezzi il diritto internazionale.
Così in una nota Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
"Leggo con preoccupazione le notizie di stampa sugli atti vandalici compiuti contro una pizzeria in Bolognina, che sarebbero legati a denunce contro situazioni di spaccio. Ricordo che l'amministrazione comunale ha depositato un articolato dossier in Procura, dove viene segnalato in modo circostanziato un quadro inquietante legato alla presenza di bande criminali che gestiscono lo spaccio di sostanze stupefacenti in quel territorio. Per quanto riguarda le competenze del Governo si riconferma la necessità di rafforzare in uomini e mezzi l'operatività delle Forze dell'Ordine a Bologna, rispetto ad iniziative già assunte che non coprono i vuoti che si aprono e si apriranno per il turn over. Poi per la Bolognina è necessario mettere in campo sempre di più una iniziativa di controllo del territorio e garantire la sicurezza dei cittadini che denunciano situazioni di reato. Alla destra dico: basta propaganda e disinformazione sulla pelle dei cittadini. Così non si sostengono ma si indeboliscono le politiche di sicurezza". Così Andrea De Maria, deputato PD.
“Il Pnrr doveva essere il motore della ripresa e invece, per colpa di un governo assente e inconcludente, rischia di trasformarsi in un enorme spreco di risorse e di occasioni mancate. In Toscana migliaia di cantieri sono appesi a ritardi che non dipendono dagli enti locali, ma dall’assenza di risposte e di strumenti adeguati da parte dell’esecutivo. È inaccettabile che, mentre Comuni e territori fanno i conti con fallimenti di imprese, aumento dei costi e carenza di manodopera, il governo continui a scaricare responsabilità invece di intervenire”. Lo dichiara il deputato Dem e segretario Pd della Toscana Emiliano Fossi dopo aver depositato una interrogazione a Montecitorio.
“Con oltre 21.000 progetti finanziati per circa 12 miliardi di euro, la Toscana rappresenta una parte rilevante dell’attuazione del Pnrr. I dati della Corte dei conti indicano ritardi significativi e una percentuale di completamento ancora limitata per le opere in scadenza nel 2024. Con l’interrogazione presentata chiedo al governo di fornire un quadro aggiornato dell’avanzamento dei progetti e di indicare le iniziative necessarie, anche in sede europea, per evitare il rischio di perdita delle risorse”, conclude Fossi.
“Piena e totale solidarietà al procuratore Luca Tescaroli per la gravissima intimidazione subita a Fasano. Il ritrovamento di un proiettile davanti al Comune, poche ore prima della presentazione del suo libro sulle stragi mafiose del 1993, è un fatto gravissimo e inquietante”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La scelta di Tescaroli di non rinunciare all’incontro pubblico e di confermare la presentazione del libro, nonostante la minaccia, è un messaggio chiaro e potente: lo Stato che non arretra, non si piega alle intimidazioni e continua la sua lotta”.
“Raccontare le stragi di mafia, fare luce sui legami criminali e portare avanti indagini complesse significa colpire interessi profondi. Per questo chi prova a intimidire deve sapere che troverà istituzioni unite e una solidarietà piena. Troverà persone pronte a fare quadrato attorno a chi subisce tentativi così vigliacchi di intimidazioni".
“Ora si faccia piena luce su quanto accaduto. Difendere chi difende la legalità è un dovere democratico”.
“Dopo neanche sei mesi dal primo decreto sicurezza, a Palazzo Chigi arriva un altro pacchetto di oltre 60 provvedimenti. Noi siamo favorevoli ad agire anche con una certa urgenza lì dove ci sono lacune legislative, visto gli ultimi terribili episodi che coinvolgono giovanissimi. Ma sapendo che accanto alla repressione serve anche la prevenzione. E che bisogna uscire dalla propaganda e dalla gara a chi grida più forte perché la sicurezza è responsabilità del governo. Non la si può usare come arma di distrazione da problemi economici e sociali: sono stati commessi errori imperdonabili come lo smantellamento del sistema di accoglienza diffusa dei cittadini stranieri, scaricando ogni responsabilità sui comuni. Mentre nulla è stato fatto per rafforzare il presidio del territorio, migliorare i salari o aumentare gli organici delle forze dell’ordine. Avevano fatto della sicurezza un cavallo di battaglia, ora è solo il simbolo più evidente del loro fallimento.
Così in una nota Chiara Braga, Capogruppo PD alla Camera dei Deputati.
Simiani: Sbagliato punire chi si inginocchia davanti alla bandiera della Palestina, interrogazione parlamentare
“Riteniamo inaccettabile la notizia della contestazione disciplinare avviata dal Ministero dell’Interno nei confronti dei Vigili del fuoco che, lo scorso 22 settembre a Pisa, si sono inginocchiati in segno di silenzio e rispetto per le vittime di Gaza. Il Governo, attraverso il Viminale, sta attuando un’interpretazione distorta e punitiva del regolamento dei Vigili del fuoco, trasformando un gesto umanitario, spontaneo e profondamente civile in una presunta violazione regolamentare da punire con una sanzione disciplinare. I Vigili del fuoco sono, per loro natura e per mandato costituzionale, una forza a tutela delle popolazioni colpite, di chi è in difficoltà, di chi subisce calamità, guerre ed emergenze. Non sono e non possono essere assimilati a una forza di sicurezza posta direttamente nelle mani dell’esecutivo, né utilizzati come strumento di repressione del dissenso o della solidarietà umana. Colpire lavoratori e dirigenti sindacali per un gesto di pace e di compassione significa oltrepassare una soglia pericolosa, che nulla ha a che vedere con il rispetto delle regole e molto con una volontà di dare un segnale politico. È stato un gesto non di parte, non legato a un movimento politico o partitico, ma un gesto di semplice umanità con cui si è voluto rappresentare la propria vicinanza a una parte di mondo dove sono morte donne e uomini, ma soprattutto bambine e bambini. Per queste ragioni chiediamo con forza al Ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, di fare immediatamente un passo indietro, ritirando ogni contestazione disciplinare e ristabilendo il rispetto del ruolo, della dignità e della funzione sociale dei Vigili del fuoco. La solidarietà non è un reato. L’umanità non si punisce”.
Così il deputato democratico Marco Simiani, che annuncia un’interrogazione parlamentare.
“Multare nove Vigili del Fuoco che a Pisa si inginocchiano davanti ai morti di Gaza sfugge davvero all’umana comprensione. L’ottusità di quattro burocrati che pensano che dietro una divisa non ci sia nè un cuore nè un cervello. Qualcuno ne risponda. Lo chiederemo in Parlamento”.
Così sui social Arturo Scotto, capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera.
"Le motivazioni della sentenza della Corte di Cassazione sul processo sulla strage di Bologna del due agosto del 1980 confermano definitivamente la verità giudiziaria sul più grave attentato terroristico della storia dell'Italia repubblicana. Si tratta dell'ultimo passaggio di un iter giudiziario di grande valore, prima di tutto un risultato della tenacia e della passione civile dei familiari delle vittime. La strage fu compiuta de terroristi neofascisti, finanziata dalla loggia massonica P2, coperta dai servizi segreti deviati e da settori dello Stato, con depistaggi già operativi prima di quel giorno terribile. Una verità che fa luce su dinamiche e motivazioni della stagione drammatica della strategia della tensione. L'ho detto più volte e lo ribadisco: tutte le forze politiche sono chiamate a fare fino in fondo i conti con questa verità giudiziaria. Su fatti drammatici che hanno pesantemente influenzato la nostra democrazia e che non possono che rappresentare oggi un monitoo ed un riferimento per le istituzioni democratiche".
Così Andrea De Maria, deputato PD.
"La notizia della scomparsa di Rocco Commisso, presidente dell’ACF Fiorentina, colpisce profondamente la comunità fiorentina e il mondo dello sport italiano. Nel corso della sua presidenza, Commisso ha dimostrato un forte attaccamento alla squadra e alla città di Firenze, contribuendo con impegno, determinazione e visione allo sviluppo del club viola. Esprimo il mio sincero cordoglio e la mia vicinanza alla famiglia, alla società, ai lavoratori del club e a tutti i tifosi": è quanto dichiara Simona Bonafè, vice presidente dei deputati Pd.
“Chi governa risolve i problemi, non li crea. Il deputato di FdI Giovine forse non si è reso conto che il suo partito è al governo e che questo comporta delle responsabilità. Farebbe sorridere se non fosse tragica l’incapacità di gestire una partita così importante, da parte di una destra che governa sia a Bolzano che in Veneto e a palazzo Chigi e riesce a combinare un pasticcio simile. L’assessore di FDI ha emesso un bando a Bolzano, che è stato impugnato dall’assessore di Fdi in Veneto e contemporaneamente il ministro di fratelli d’Italia ha dichiarato l’interesse nazionale di quel sito produttivo. Un pasticcio sulla quale potrebbero solo tacere, ma non sapendo come uscirne “buttano la palla in tribuna”. Le parlamentari del partito democratico della regione Trentino Alto Adige, Ferrari e del Veneto, Filippin, sanno perfettamente di che cosa si sta parlando, così come sanno che non è istituito nessun tavolo permanente, come hanno chiesto oggi senza ricevere risposta, ma che ci sono stati due incontri nell’autunno scorso e cui è seguito un lungo silenzio da parte del Ministro, che, sollecitato a dire come intenda scongiurare la chiusura o la delocalizzazione di un’attività produttiva da cui dipendono così tanti posti di lavoro, non ha saputo dare alcuna risposta. A fronte della nuova fase che si apre con il bando deserto, nessun impegno. Forse è stato l’imbarazzo della figuraccia che ha fatto il suo partito a spingere l’onorevole Giovine ad attaccare il partito democratico che a suo dire non si sarebbe mai occupato di questa vicenda. Se vuole, possiamo inviargli le fotografie accanto agli operai e ai sindacati nei volantinaggi, nelle manifestazioni e nei cortei come l’ultimo di lunedì scorso a Bolzano. Perché quando si sta all’opposizione si può solo stare accanto ai lavoratori manifestando la solidarietà e interrogando e sollecitando chi governa, a cui spetterebbe invece il compito di risolvere i problemi anziché di crearli, se ne è capace.