"La gioia che vediamo nelle immagini della festa a Gaza all'annuncio dell'accordo raggiunto è la nostra gioia.
Dopo due anni di genocidio, di fame, di sofferenze indicibili, il popolo della Striscia torna a respirare e a vedere uno spiraglio di luce all'orizzonte.
E, finalmente, gli ostaggi barbaramente rapiti e imprigionati da Hamas possono tornare alle loro famiglie.
L'apertura dei valichi per l'ingresso dei camion carichi di aiuti permetterà di sfamare la popolazione di Gaza ridotta allo stremo.
Questo accordo deriva dallo sforzo dei negoziatori ed è anche il frutto delle straordinarie mobilitazioni che da molti mesi portano milioni e milioni di persone nelle piazze di tutto il mondo contro le politiche criminali di Netanyahu, inclusa l'Italia che ha visto manifestazioni oceaniche. Manifestazioni che hanno messo alle strette i governi, compreso quello italiano, che hanno sostenuto sempre Israele.
Non è il momento di abbassare l'attenzione: è solo un primo passo e, purtroppo, molte volte abbiamo assistito ad accordi disattesi che lasciavano di nuovo spazio alle bombe. Anche questa mattina, dopo l'annuncio della tregua, Israele ha continuato a bombardare Gaza. Sarà una tregua che dovrà diventare la pace che non c'è ancora. Bisogna fermare la violenta politica di annessione di Netanyahu in Cisgiordania e, soprattutto, bisogna battersi per il diritto all'autodeterminazione del popolo palestinese. Perché solo quando ci sarà uno Stato di Palestina libero e indipendente, accanto allo Stato di Israele, ci sarà sicurezza e pace per entrambi i popoli". Lo dichiara Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Il racconto che le dottoresse Tanya Haj-Hassan, pediatra statunitense, e Deirde Nunan, chirurga ortopedica canadese, entrambe da poco rientrate da Gaza, è drammatico e sconvolgente. Nonostante sia l'una che l'altra abbiano esperienza di interventi in teatri di guerra, entrambe hanno parlato di ferite sui bambini "di gravità mai vista". Le bambine e i bambini sono particolarmente colpiti dalle azioni dell'esercito israeliano a Gaza. Molti arrivano con ferite di arma da fuoco alla testa, arti smembrati, volti bruciati e fortemente denutriti. E la continua, costante distruzione degli ospedali e dei macchinari rende difficile quando non impossibile, curarli come sarebbe necessario fare". Lo riferisce la Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo, Laura Boldrini, a margine dell'audizione di oggi pomeriggio delle due dottoresse al Comitato stesso.
"Le dottoresse sono state costrette a inventarsi nuove categorie per classificare i bambini. Molti di loro sono "bambini sopravvissuti senza famiglia" perché quando arrivano in ospedale, non ci sono adulti che li possano assistere dato che spesso le loro famiglie sono state sterminate e questo rende anche difficile risalire alla loro identità. Che fine fanno questi piccoli, una volta curati - si chiede Boldrini -?
A Gaza nessun ospedale è più completamente operativo e l'Idf impedisce a respiratori e a incubatrici di entrare nella Striscia e a quei pochi rimasti nella zona nord, quasi del tutto evacuata, di essere trasferiti al sud. I medici vengono arrestati con l'accusa di curare i miliziani di Hamas, torturati e poi rilasciati. Nonostante questo tornano a lavorare senza sosta".
"Ma nessuno è più in grado di assistere i piccoli le cui ferite e i cui traumi richiedono cure prolungate nel tempo - prosegue -.
"Ogni struttura di tutela dei bambini è stata distrutta, vivono nelle tende che non sono sicure" hanno detto Tanya Haj-Hassan e Deirde Nunan. In una situazione tanto disastrosa, le evacuazioni mediche salvano vite, ma solo pochissime persone riescono ad accedervi - sottolinea Boldrini -. "Vi imploro di fermare le bombe, non solo di condannare - ha concluso Nunan -. Questa forma di impunità si diffonderà ovunque, il diritto internazionale e il diritto internazionale umanitario sono a rischio".
“Oggi dal Governo l’ennesima reticenza che stride con il dovere di assicurare il rispetto del diritto internazionale. Un atteggiamento indecente: da una parte il Ministro in aula per screditare la Flotilla sostiene che la via di mare non è quella giusta e che al Governo sarebbero bastate poche ore per portare gli aiuti attraverso la via di terra, ma in concreto non alza un dito per far arrivare gli aiuti già raccolti da Music for Peace a Gaza.
Oggi, infatti, oltre 300 tonnellate di aiuti alimentari, raccolti da Music for peace per sostenere la popolazione palestinese, sono fermi in attesa di poter raggiungere Gaza. Il protrarsi di questa situazione rischia di vanificare l’impegno delle associazioni umanitarie italiane e dei cittadini che hanno contribuito alla raccolta. Soprattutto, la richiesta di togliere gli alimenti energetici come miele, marmellata e biscotti che, oltre a essere una richiesta inaccettabile, in quanto proprio quegli alimenti servono per affrontare la denutrizione di chi a Gaza viene affamato dal governo di Israele, diventa un’onere in più per le associazioni che dovranno smaltirli e che invece hanno il compito di portarli a chi ha bisogno.
Da settimane come Partito Democratico siamo in contatto con Music for peace e con il governo per ottenere delle risposte e oggi a precisa domanda su quali iniziative il Ministero degli Esteri ha intrapreso o intende intraprendere per favorire lo sblocco del canale di terra e assicurare la consegna degli aiuti destinati alla popolazione di Gaza, risponde andando fuori tema. Affermare solamente di essere in contatto con l’associazione e non indicare le azioni puntuali per lo sblocco degli aiuti richieste dalla nostra interrogazione, arrivando a negare addirittura la messa al bando dei cibi energetici da parte di Israele, è un atteggiamento gravissimo che conferma l’inerzia di questo esecutivo nello sblocco degli aiuti umanitari per Gaza”.
Così le deputate del PD Laura Boldrini e Valentina Ghio dopo la presentazione di una interrogazione presentata con il collega del Pd Giuseppe Provenzano al question time alla Camera, per chiedere al Ministro della Cooperazione internazionale cosa intendesse fare per sbloccare il canale via terra e assicurare la consegna degli aiuti umanitari destinati alla popolazione di Gaza.
“Ancora una volta il governo non rispetta il Parlamento. In commissione Lavoro alla Camera, a pochi minuti dall’inizio del Question time, ci arriva la notizia che il sottosegretario Durigon non poteva rispondere alle domande dell’opposizione. Non ci meraviglia visto che il nostro Question time riguardava l’adeguamento automatico di tre mesi dell’età pensionabile a partire dal prossimo anno. Evidentemente, viste le perplessità del ministro Giorgetti, Durigon ha evitato di creare crepe nella Lega. Una vera propria pantomima sulla pelle dei lavoratori”.
Così i deputati democratici della commissione Lavoro, Arturo Scotto (capogruppo), Emiliano Fossi, Chiara Gribaudo, Mauro Laus e Marco Sarracino.
In tre anni 13 miliardi di euro in meno alla sanità, secondo Gimbe; assegno di inclusione solo a metà dei poveri, secondo la Caritas; una famiglia su 3 taglia la spesa alimentare, secondo Istat.
Ma le priorità della Meloni sono vittimismo e legge elettorale. Un governo distante dal paese reale.
Lo ha scritto su X Chiara Braga, Capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.
“Chi sta sottovalutando è chi non è all’altezza del ruolo che si ricopre: quando si è Presidente del Consiglio e Vice Premier lo si è del Paese tutto. Sono imbarazzata da una mancanza di postura istituzionale da parte della premier Meloni e dal ministro Salvini, perché dovrebbero essere loro ad abbassare i toni”.
Così Chiara Gribaudo, vicepreside del Partito Democratico, in diretta a Tagadà su La7.
“I ministri Piantedosi e Crosetto almeno hanno una postura istituzionale, così come il prefetto di Roma. Poi però Meloni e Salvini fomentano gli scontri con interrogazioni parlamentari degli anni 70 - ha proseguito la deputata dem - Sono ridicoli, peccato che ricoprano le cariche più importanti”.
“I toni però ovviamente sono solo sulle piazze, mai quando serve. Si è complici se si sta zitti, come fatto dal Governo quando si è astenuto all’Onu. Sicuramente continuare a fomentare non aiuta il clima. I primi che devono dare il buon esempio sono coloro che governano” ha concluso Gribaudo.
“Sulla natura e determinazione dell’indennizzo al concessionario uscente nelle procedure di gara per l’affidamento delle concessioni demaniali marittime, lacuali e fluviali a finalità turistico-ricreative, come Pd avremmo voluto parole precise, assunzione di responsabilità e correttezza da parte del ministro Giorgetti. I rilievi fatti dal Consiglio di Stato evidenziano particolare gravità sullo schema del decreto ministeriale, carenze procedurali e sostanziali che coinvolgono direttamente il Ministero dell’Economia e delle Finanze”. Così in una nota Virginio Merola, deputato e capogruppo Pd in commissione Finanze.
“La risposta è stata come sempre vaga e scaricabarile: tutto è stato rimandato a un decreto al vaglio dell'Europa sulla materia degli indennizzi, come se il ministero non fosse mai responsabile di quanto succede. Ma del resto sappiamo bene che il governo si intasca vittorie non sue e trova sempre in qualcun altro il responsabile della sua incapacità”, conclude Merola.
“Esprimiamo sincera soddisfazione per la sentenza del Tribunale di Trapani che ha riconosciuto come legittima la decisione della nave Mediterranea di non dirigersi verso il porto di Genova, stabilito dal ministro Piantedosi, ma di sbarcare i migranti salvati in alto mare a Trapani. Una scelta sacrosanta che era costata però a Mediterranea il blocco amministrativo della nave e una multa salata. Abbiamo sempre detto che obbligare le Ong a trasportare i naufraghi salvati nei porti più lontani fosse un’assurdità che prolungava le sofferenze di queste persone sopravvissute a viaggi allucinanti su gommoni o carrette dei mari. Lo scopo di queste decisioni del ministero dell’Interno è chiaro e allo stesso tempo molto triste: tenere le navi delle organizzazioni umanitarie il più lontano possibile dal mar Mediterraneo centrale impedendogli di svolgere il proprio compito. Una scelta grave e inaccettabile perché può costare vite umane. Confidiamo che Mediterranea possa tornare immediatamente in mare. E ringraziamo le persone che generosamente la animano e la sostengano”.
Così il deputato Pd ed ex viceministro dell'Interno, Matteo Mauri.
“Il dissesto idrogeologico è un problema annoso, purtroppo quasi una normalità. Peccato che solo il governo Meloni lo sottovaluti e renda sempre più difficile la prevenzione attraverso investimenti strutturali e semplificazioni amministrative a favorire il non-consumo del suolo. Non è così in Toscana che è la capofila tra le regioni meritevoli che da tempo mette in campo azioni positive di gestione del territorio e la messa a terra delle opere pubbliche”. Lo dichiara il deputato e Capogruppo Pd in Commissione Ambiente, Marco Simiani intervenendo durante il Question Time al ministro Pichetto Fratin.
“Non è però pensabile che la lotta al dissesto idrogeologico sia lasciata alle sole mani delle regioni: sono necessarie più risorse finanziarie e normative dello Stato più efficienti. Non bastano più le promesse, mai mantenute, del ministro Pichetto Fratin”, conclude Simiani.
“Dall’audizione di oggi emergono elementi gravi: l’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) ha accertato l’esistenza di un’intesa restrittiva della concorrenza tra le principali compagnie petrolifere, un vero e proprio cartello attivo dal 2020 al 2023, che ha avuto come effetto un aumento costante dei prezzi alla pompa”. Lo dichiara Vinicio Peluffo, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della commissione Attività produttive.
“Parliamo – sottolinea l’esponente dem – di una sanzione tra le più elevate mai comminate, circa un miliardo di euro, pur nella fascia più bassa rispetto al massimo potenziale di 13 miliardi. Di fronte a un arco temporale così lungo e a un impatto così rilevante sui consumatori, mi chiedo dove siano stati i controlli del ministero delle Imprese e del Made in Italy, che ha il compito di monitorare l’andamento dei prezzi dei carburanti. Possibile che in tre anni non sia arrivata alcuna segnalazione?”.
“C’è poi – conclude Peluffo – il tema del tavolo sulla riforma della rete di distribuzione, istituito ormai da due anni e di cui non si hanno più notizie. È evidente che questo settore è stato lasciato a sé stesso. Per questo chiedo al governo se non ritenga necessario un diverso livello di controllo e un ruolo più attivo dell’esecutivo a tutela dei cittadini e della concorrenza”.
“Faccio i miei migliori auguri di pronta guarigione al Ministro Crosetto operato oggi a Roma. Mi auguro che rapidamente torni a fare il suo lavoro in un rapporto costruttivo tra maggioranza e opposizione” così il deputato democratico Arturo Scotto.
“Il governo Meloni ha tagliato 6,5 miliardi contro la lotta al dissesto idrogeologico, il ministro Pichetto Fratin continua a fare lo scaricabarile e si è dimenticato le scorse alluvioni in Toscana. Mentre l'Italia si allaga, il governo si dimentica che il 94,5% dei comuni italiani è a rischio. In modo strumentale l'esecutivo crea favole per colpire quelle regioni meritevoli come la Toscana che continua a operare con tempestività e concretezza investendo sul non-consumo del suolo il 90% delle risorse disponibili”. Lo dice il deputato e segretario del Pd Toscana, Emiliano Fossi in replica al ministro Pichetto Fratin durante il Question Time alla Camera.
“A differenza di quanto sostiene Pichetto Fratin e al contrario del governo – continua l'esponente dem -, la Toscana lavora per ovviare anche ai problemi delle famiglie che hanno perso tutto con le alluvioni, con i ristori mai arrivati. Si chiedono risorse e semplificazioni nelle procedure per la realizzazione degli interventi strutturali di prevenzione e riduzione del rischio idrogeologico”. “Non è la pioggia che uccide, ma la politica che non previene. A fare i disastri sono i tagli, le scelte e, soprattutto, l'indifferenza del governo. Ogni volta che un torrente esonderà e un paese verrà sommerso, non si dica che è colpa della Natura. La colpa sarà solo di questo governo”, conclude Fossi.
“A pochi mesi dal suo annuncio, il disegno di legge “Consolidamento e sviluppo del settore agricolo”, ribattezzato “Coltivitalia”, non è altro che carta straccia. Presentato dal Governo il 24 luglio come collegato agricolo alla legge di bilancio, rilanciato in pompa magna dal ministro Lollobrigida a fine agosto per un impegno economico di un miliardo, si è perso nei meandri del Mef, in un rimpallo con la Ragioneria. Nell’imbarazzo dei rappresentanti del Governo e dei parlamentari di maggioranza, oggi abbiamo sollevato la questione in Commissione Agricoltura della Camera, senza ricevere risposte adeguate. Ora leggiamo che nel Dpfp, che anticipa la prossima manovra di bilancio, verrà riproposto il collegato. È lo stesso scomparso nel nulla? Sarà diverso perché dovrà rispondere ad alcune criticità che nel frattempo sono emerse? Nel Documento discusso oggi, sul quale abbiamo espresso parere contrario nel silenzio generale, tra i temi da affrontare con urgenza nella legge finanziaria non sono contemplati i contraccolpi dei dazi sul comparto agroalimentare italiano, a cominciare dalla crisi del grano. Un comparto già duramente colpito dalla annunciata decisione della Commissione Europa di inglobare le risorse della Pac nel Fondo Unico Europeo che ricomprende le politiche di coesione, con dotazione ridotta di 8 miliardi di euro.
Se queste sono le premesse, si prefigura un’insopportabile presa in giro per gli operatori e una pessima legge di bilancio per il comparto agricolo, nonostante il soccorso della rimodulazione delle risorse Pnrr, utile peraltro a risanare i contenziosi dei contratti di filiere, bloccati nei tribunali”
Così la capogruppo democratica in commissione agricoltura alla Camera, Antonella Forattini.
“Si conclude una battaglia che ho portato avanti da quasi tre anni - quella del rilascio della Carta d’Identità Elettronica (Cie) per gli iscritti all’Aire presso i comuni in Italia. Oggi infatti gli iscritti Aire presso le anagrafi in Italia possono ricevere solo la versione cartacea della carta d’identità, ma è impedito loro di richiedere la Cie, se non presso i consolati che hanno generalmente lunghe liste di attesa”.
Così Christian Di Sanzo, deputato democratico eletto all’estero nella Ripartizione Nord e Centro America.
“Non appena eletto nel 2022 - ha aggiunto - avevo interrogato il ministero a riguardo, perché si trattava solo di risolvere alcuni ostacoli tecnici che non avevano senso di esistere, ma il governo era stato sordo alle nostre richieste fino ad oggi. Nel Dl Servizi consolari, in discussione in questi giorni alla Camera, grazie al lavoro fatto insieme al collega Toni Ricciardi, abbiamo inserito due emendamenti del Partito Democratico sul tema, uno a mia prima firma e uno a prima firma Ricciardi che sono stati approvati all’unanimità. Questi permetteranno finalmente anche agli iscritti all’Aire di chiedere la Carta d’identità elettronica quando si trovano in Italia, liberando i consolati da un peso, e permettendo ai cittadini italiani residenti all’estero di richiedere un documento di identità quando si trovano in Italia, permettendo loro di accedere anche a tutti i servizi digitali della pubblica amministrazione tramite la Cie. Si tratta - ha concluso - una grande conquista che va a semplificare la vita degli italiani all’estero e a ridurre le liste d’attesa presso i Consolati”.
“Case ad 1 euro. È questa la provocazione del sindaco di Montieri, Nicola Verruzzi, per rilanciare i piccoli borghi, per far incontrare domanda e offerta. Provocazione accolta dal Partito democratico che ha presentato alla Camera in conferenza stampa la proposta e chiede al Governo subito misure da inserire in manovra per rilanciare i piccoli borghi. A partire dai servizi, perché “si vive e si può lavorare laddove ci sono servizi e il tema della casa è un tema fondamentale. Dobbiamo aiutare i sindaci dei piccoli comuni sia sul fronte della casa che su quello dei servizi ai cittadini, per rilanciare l’economia non solo delle aree interne ma di tutto il Paese. Il Governo ascolti le nostre proposte per combattere spopolamento, degrado del patrimonio edilizio e perdita di vitalità nei borghi storici italiani”. Così Marco Simiani, capogruppo del Pd in commissione Ambiente di Montecitorio, ha aperto la conferenza stampa organizzata dal Pd sul progetto di Montieri delle Case a 1 euro per far rinascere i nostri borghi.
“Montieri, in provincia di Grosseto, ha avviato l’iniziativa con l’obiettivo di recuperare immobili degradati nel centro storico e contrastare lo spopolamento. Ad oggi sono stati venduti oltre 70 immobili, molti dei quali ristrutturati e trasformati in residenze, case vacanza e attività turistiche.
L’iniziativa propone la vendita di immobili degradati al prezzo simbolico di 1 euro, con obbligo di ristrutturazione entro circa 3 anni. Se l’acquirente non rispetta l’impegno di ristrutturazione nei tempi e nei modi stabiliti, l’immobile può tornare al proprietario originario o essere revocato.
L’esperienza ha creato un effetto leva sull’economia locale, portando nuova vitalità al borgo e favorendo il ritorno di giovani e residenti. Il progetto ha ricevuto visibilità internazionale, anche attraverso la stampa estera come il Guardian”, ha aggiunto Simiani.
“Siamo messi male, anzi malissimo. Questi sindaci coraggiosi sono un vero argine allo spopolamento. Il governo invece su questa vicenda è assente. Per noi è una vera e propria emergenza nazionale, per questo abbiamo depositato una proposta di legge da 6 miliardi per garantire il diritto a restare e agevolare le persone a trasferirsi nelle aree interne”, è intervenuto Marco Sarracino, responsabile nazionale Pd aree interne.
“In Italia abbiamo una grandissima ricchezza che è rappresentata da questi borghi che purtroppo hanno subito l’effetto dello spopolamento negli anni. Oggi quando si parla dell’Italia in ambienti mediatici internazionali si parla molto di queste iniziative per rilanciare i piccoli borghi e dí molti americani che hanno investito in queste piccole aree e sono andati a vivere li”. Lo ha detto Christian Di Sanzo, deputato Pd eletto nella circoscrizione estero Nord e Centro America.
“Noi come parlamento e come istituzioni dobbiamo pensare a come poter accompagnare queste iniziative che hanno una grande attrazione internazionale, in particolare territori che hanno una fortissima attrattiva paesaggistica come la Toscana. Le azioni del governo non sempre vanno nella direzione giusta. Per esempio recentemente il governo ha passato una legge che rende molto difficile agli italo-discendenti di acquisire la cittadinanza italiana. Ecco questi ostacoli noi dobbiamo evitarli per rilanciare il nostro patrimonio culturale ed economico anche all’estero”, ha aggiunto Di Sanzo.