Migranti: Graziano, presentata interrogazione su centro migranti in Albania quanto è costato
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“I centri per migranti in Albania sono un grave spreco di denaro pubblico oltreché la dimostrazione di una politica miope e inadeguata, che tenta di aggirare le responsabilità piuttosto che affrontarle con coraggio e umanità. Spostare il problema oltre i confini italiani, delegando la gestione dei flussi migratori a un Paese terzo, significa voltare le spalle a principi che dovrebbero essere inviolabili: il rispetto per la dignità umana e la tutela dei diritti fondamentali. Non possiamo permetterci di chiudere gli occhi di fronte a questa deriva.
“I centri per migranti in Albania non solo tradiscono i principi fondamentali su cui si basa la nostra costituzione, ma costituiscono anche un atto di irresponsabilità politica e amministrativa. Esternalizzare la gestione dei flussi migratori ad altri Paesi, come l’Albania, significa sottrarsi ai nostri obblighi morali e giuridici, violando così i diritti umani e creando un precedente pericoloso. Questa scelta del governo non rispetta né la dignità delle persone migranti né i valori sanciti dal diritto internazionale, su cui l’Italia ha costruito la propria identità.
“Un drammatico spreco di un mld di soldi pubblici per non risolvere nulla”
"I centri per migranti in Albania rappresentano un obbrobrio e una grave ferita per i valori su cui si fonda il nostro Paese. Spostare la gestione dei flussi migratori oltre i nostri confini, delegando la responsabilità a stati terzi come l'Albania, equivale a eludere i nostri doveri internazionali e compromettere i diritti fondamentali di migliaia di persone. Questa politica non solo mette a rischio la dignità e la sicurezza dei migranti, ma costituisce anche un'operazione di gestione delle risorse pubbliche priva di trasparenza e controllo.
Da Governo enormi sprechi e violazione dei diritti umani
“È stata accolta, dopo diverse segnalazioni alla Asl, al Garante e a seguito di una mia interrogazione parlamentare, l’istanza di riesame dell’idoneità alla vita ristretta di D. Fouad, 22 anni, detenuto nel Cpr di Palazzo San Gervasio dal 24 settembre scorso.
Tajani attacca il Presidente Sanchez sulle politiche migratorie senza avere argomenti.
Sanchez ha giustamente criticato la norma anti-Sim del ddl sicurezza. Cioè quella che impedisce agli stranieri a cui è stato rifiutata la protezione internazionale in Italia di poter acquistare una sim. Compresi quelli che non possono essere rimpatriati. Gli argomenti che usa il Presidente spagnolo sono umanitari e razionali.
“Il vice premier Tajani rivendica il "successo" delle politiche migratorie del governo, ma dietro queste parole si cela una realtà drammatica fatta di disumanità e sofferenza. La tragedia di Cutro, in cui vite innocenti sono state spezzate, e la gestione caotica dei barconi tra i porti italiani evidenziano un sistema che respinge in modo cinico e crudele, anziché accogliere. A questo si aggiunge l’assurdità dell’accordo con l’Albania, che viola palesemente i diritti umani, rinchiudendo persone in centri di detenzione all’estero, senza che abbiano commesso alcun reato.
“Undici anni fa 368 migranti morivano a poche miglia dalle coste di Lampedusa, una delle stragi più drammatiche di sempre. Dopo undici anni si continua a morire in mare e il 2023 è stato l’anno più nefasto con 3.129 morti. Si tratta di uomini, donne, ragazzi, bambine e bambini, non freddi numeri, ma persone. Qual è la risposta del governo italiano a questa immane catastrofe? L’ennesima corona di fiori lasciata in mare? O un altro decreto per rendere criminale il migrante e non chi lucra sulle sue disgrazie?