Medioriente: Provenzano, riconoscimento Palestina passaggio essenziale per vera pace

  • 14/10/2025

“Oggi a Gaza c'è una tregua, che dà sollievo e speranza. Noi la chiediamo da due anni. Ma tra la tregua e la pace ci sono ancora passaggi difficili e molte incognite. E c'è un passaggio essenziale: il riconoscimento della Palestina”, ha dichiarato il responsabile nazionale esteri del Pd, il deputato Peppe Provenzano, intervenendo questa mattina a Sky24. “Quanto sta accadendo a Gaza – ha proseguito Provenzano – con la resa dei conti tra bande e Hamas, rende urgente coinvolgere l’Autorità Nazionale Palestinese, garantendo il diritto del popolo palestinese all’autodeterminazione.

MO: Braga, Tregua fragile va sostenuta, valutiamo iniziative per stabilizzare area

  • 14/10/2025

Il processo di pace che si è aperto con la firma di ieri in Egitto deve essere accompagnato da un grande lavoro diplomatico. Siamo consapevoli che si tratta di una tregua fragile che ha bisogno di essere seguita e sostenuta. Per questo le condizioni per stabilizzare l’area meritano la nostra attenzione: valuteremo quale sarà la proposta del governo e quale sarà la cornice in cui verrà inserita.

MO: Braga, Segnali di speranza, ora due popoli due stati per pace reale

  • 13/10/2025

Le immagini della liberazione dei primi sette ostaggi israeliani, insieme a quelle provenienti da Ramallah della liberazione dei detenuti palestinesi, rappresentano un segnale di grande speranza. Offrono uno spiraglio concreto sul possibile percorso di pace e sottolineano l’importanza della prospettiva dei due stati con il riconoscimento di una entità statuale palestinese accanto a Israele, che costituisce una reale opportunità per una pace duratura e per una ricostruzione condivisa.

M.O.: P. De Luca, spiraglio di luce. Ora Italia riconosca Stato di Palestina

  • 09/10/2025

“L’accordo raggiunto in Egitto, con l’immediato cessate il fuoco, il rilascio degli ostaggi nelle mani di Hamas e un pieno accesso agli aiuti umanitari, segna un passaggio storico, che apre uno spiraglio di luce dopo mesi di orrore e devastazione. È il frutto di un significativo impegno diplomatico di Stati Uniti, Egitto, Qatar e Turchia. La strada è ancora lunga. Ora spetta all'Europa recuperare protagonismo nel sostegno alla popolazione martoriata di Gaza, nella complessa fase di attuazione dell'accordo e nella ricostruzione”.

MO: Braga, Finalmente spiragli di pace, Governo non strumentalizzi

  • 09/10/2025

Accogliamo positivamente le notizie che vengono dal Medio Oriente. Speriamo in un avanzamento, uno scatto di iniziativa politica da parte del governo italiano per troppo tempo inerte e da parte dell'Europa.
Dopo due anni di massacri, 64 mila minori uccisi e rimasti mutilati, finalmente uno spiraglio a cui devono lavorare tutte le diplomazie. Ora è tempo di un cessate il fuoco, della liberazione degli ostaggi, dell’arrivo stabile degli aiuti umanitari, del riconoscimento della Palestina e della fine delle violenze in Cisgiordania.

M.O.: Ghio e Boldrini: da Governo atteggiamento indecente. 300 tonnellate di aiuti alimentari raccolti da Music for peace attendono di essere portati a Gaza. Ma il governo non risponde alla nostra richiesta di sbloccare i canali via terra

  • 08/10/2025

“Oggi dal Governo l’ennesima reticenza che stride con il dovere di assicurare il rispetto del diritto internazionale. Un atteggiamento indecente: da una parte il Ministro in aula per screditare la Flotilla sostiene che la via di mare non è quella giusta e che al Governo sarebbero bastate poche ore per portare gli aiuti attraverso la via di terra, ma in concreto non alza un dito per far arrivare gli aiuti già raccolti da Music for Peace a Gaza.

M.O.: De Maria, Isolare i violenti e ogni forma di antisemitismo

  • 06/10/2025

"L' annuncio di una manifestazione domani a Bologna che inneggia alla strage del 7 ottobre compiuta da Hamas rappresenta un campanello di allarme che non va sottovalutato. Come non vanno sottovalutati gli episodi di violenza avvenuti in occasione dei cortei per Gaza. Tutti noi che siamo scesi in piazza, in modo pacifico e non violento, dobbiamo essere determinati e intransigenti nell'isolare e respingere qualunque deriva violenta o antisemita. E tenere la barra dritta su quella che è l' unica risposta alla spirale terribile di guerra e terrorismo: la ripresa del processo di pace.

M.O.: Ghio, Meloni assente, governo incapace a sbloccare aiuti umanitari

  • 02/10/2025

“Anche oggi spicca l’assenza in Parlamento della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, per una discussione che arriva in grave ritardo di fronte alla più grande tragedia del nostro secolo. Mentre a Gaza continua un assedio disumano che brucia vite, speranze e futuro, Meloni, dopo mesi di complice silenzio, trova solo il tempo di fare dichiarazioni irresponsabili sulla pelle dei volontari della Global Flotilla.

Pd: No alla collaborazione con aziende israeliane legate alla difesa

  • 01/10/2025

Oggi in Commissione Bilancio alla Camera si è discusso dell’acquisto di 12 elicotteri e della formazione dei piloti dell’aeronautica e delle forze armate. Abbiamo chiesto al Governo un chiarimento fondamentale: se questi mezzi prodotti da Laonardo siano dotati di sistemi tecnologici forniti da una nota azienda israeliana, la Elbit Systems, attiva nel campo della difesa. La sottosegretaria Albano non ha saputo, anzi voluto, rispondere a questa semplice domanda, perché saperlo “non è competenza della commissione bilancio”.

M.O: Pd, chi ha fischiato sindaco Reggio Emilia non ha colto messaggio di pace

  • 01/10/2025

“Chi - durante la consegna del Primo Tricolore a Francesca Albanese - ha contestato il Sindaco di Reggio Emilia non ha colto che l’essenza del suo messaggio introduttivo era la condanna di tutte le violenze e degli estremismi, senza eccezioni. Sappiamo bene che di fronte a scelte simboliche, così cariche di significato, le opinioni possono dividersi. È legittimo ed è parte della vita democratica di una città viva come Reggio Emilia. Quello che invece indebolisce il dibattito pubblico è l’atteggiamento di chi coglie ogni pretesto per trasformare un gesto di pace in una polemica”.

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