“Sono così patrioti da fregarsene dell'educazione nelle scuole. Proprio così, il Governo oggi ha detto no a un semplice ordine del giorno che conteneva impegni ragionevoli, cioè fare dell’educazione civica un elemento determinante per l'istruzione dei nostri ragazzi, mentre oggi è spesso una materia fantasma, senza risorse né strumenti per i docenti”. Così Marco Furfaro commenta la decisione del Governo di respingere l’ordine del giorno del Partito Democratico sull’educazione civica nelle scuole a firma sua e di Irene Manzi, responsabile scuola del PD. “Parliamo di una materia fondamentale, che dovrebbe educare al rispetto, alla Costituzione, alla partecipazione, alla legalità, alla consapevolezza. Ma per il Governo Meloni non è una priorità. È solo un’etichetta da mettere in copertina, ma senza investimenti. È la solita ipocrisia di una destra che a parole invoca i valori, ma nei fatti smonta gli strumenti che servono a trasmetterli. Se davvero credessero nella funzione educativa della scuola e nell’educazione civica, avrebbero accolto l’impegno pieno, come tra l’altro richiesto dall’Associazione Antimafia dei Ragazzi di via D’Amelio e tante e tanti altri che hanno collaborato con loro e con me su questo odg, e che ringrazio: una ricognizione generale, formazione per i docenti, risorse dedicate, valorizzazione delle buone pratiche. Invece no. Così si tradiscono la scuola e le nuove generazioni”.
“Oggi è la Giornata Mondiale della Sclerosi Multipla, una malattia che colpisce circa 140.000 persone in Italia. Ma il problema non è solo medico. È politico.
Perché vivere con la sclerosi multipla, oggi, significa ancora scontrarsi con burocrazia, diritti negati, ritardi nella diagnosi, ostacoli nel lavoro. È inaccettabile.
Lo dico con chiarezza: la politica ha il dovere di cambiare le cose. Perché chi vive con la sclerosi multipla ha diritto a una vita piena, autonoma, libera. Il diritto alla cura, al lavoro, al tempo, alla dignità non sono privilegi. Sono fondamenta di una società giusta. Per questo oggi non basta la solidarietà: serve una responsabilità collettiva. Della politica, delle istituzioni, di tutti noi. Perché una società che si prende davvero cura è una società che non lascia mai indietro nessuno.”
Lo dichiara Marco Furfaro, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Affari sociali della Camera sui propri social.
“Se Salvini è stanco dei primati toscani, vuol dire che siamo sulla strada giusta”.
Così Marco Furfaro commenta la dichiarazione volgare attribuita al ministro Salvini sui toscani.
“Il problema – prosegue Furfaro – è che chi non si inchina alla propaganda del ministro, diventa subito un nemico da screditare. Ma non è con le battute da bar che si costruisce il futuro di un Paese. È con il lavoro e le idee”.
“Se non riesce a reggere il confronto con una regione piena di eccellenze, il ministro Salvini si prenda una pausa. Noi continueremo a fare ciò che abbiamo sempre fatto: pensare, creare, innovare. E a testa alta.
“Salvini è un ministro della Repubblica, non il protagonista di uno show da bar. Non può permettersi di insultare un’intera regione solo perché non in linea con la sua visione del mondo. Questo disprezzo verso i territori, questa arroganza di chi considera i cittadini solo se votano come vuole lui è inaccettabile”.
“Ma Ceccardi e Vannacci, che dei toscani dovrebbero almeno ricordarsi qualcosa, cosa dicono? Stanno zitti di fronte a un ministro che insulta la loro terra? Si sentono più leghisti o più toscani, oggi? Ah, li aspettiamo al varco per quando presenteranno le liste alle regionali: vedremo con che faccia si proporranno di governare una regione che il loro capo disprezza”.
"Quasi sedici anni dopo la strage di Viareggio, ci troviamo ancora a fare i conti con una ferita aperta. Oggi, la Corte di Appello di Firenze ha riconfermato la pena massima di cinque anni per l’ex amministratore delegato di FS e RFI, Mauro Moretti, insieme alle condanne per gli altri undici imputati, da quattro a sei anni di reclusione. È una giustizia parziale, perché nessuna pena può riportare in vita le 32 vittime e risarcire le famiglie che hanno pagato il prezzo più alto di questa negligenza e dei tagli alla sicurezza ferroviaria. Eppure, seppur dopo così tanto tempo, riconoscere responsabilità così chiare è un passo fondamentale per evitare che simili tragedie si ripetano. Un abbraccio commosso alle famiglie delle vittime, che non hanno mai smesso di chiedere verità. La loro forza ci ricorda che la memoria non è mai passiva, ma impegno concreto. La vittoria di oggi è amara, ma chiara: per cambiare davvero serve mantenere alta l’attenzione sulle questioni di sicurezza e prevenzione. Continueremo a lavorare in Parlamento affinché ogni sacrificio non sia stato vano e affinché l’Italia sia un Paese più sicuro e responsabile". Così Marco Furfaro, deputato toscano e membro della segreteria del Partito Democratico, sulla sentenza della Strage di Viareggio.
"La sentenza di oggi della Corte Costituzionale, che apre alla possibilità di estendere l’accesso alla procreazione medicalmente assistita anche alle donne single, è una notizia straordinaria. Finalmente un passo in avanti, di civiltà, in linea con i principi costituzionali e con la società del presente. I giudici hanno chiaramente espresso che non esistono ostacoli giuridici all’estensione dell’accesso alla PMA a nuclei familiari diversi da quelli attualmente previsti. Questo conferma la bontà della nostra battaglia: una battaglia per i diritti, per la libertà, per l’uguaglianza, per il futuro. Non si può continuare a discriminare in base allo stato civile o alla composizione familiare come sa fare bene questa destra. Adesso è il momento del Parlamento raccogliere l’indicazione della Corte e agire con responsabilità. Pochi giorni fa abbiamo depositato una proposta, chiediamo alla maggioranza di discuterne. La politica non può restare ostaggio della propaganda e dell’ignoranza". Lo dichiara Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico, capogruppo in commissione affari sociali e promotore della proposta di legge per la modifica della Legge 40.
“Nel corso dell'informativa odierna alla Camera sullo stato di attuazione del PNRR, il Governo ha scelto ancora una volta la strada dello scaricabarile, attribuendo alle Regioni la responsabilità per la mancata realizzazione di molte Case di Comunità previste dal Piano. Una narrazione inaccettabile, che ignora le gravi responsabilità dei ministeri nella gestione delle risorse e nella definizione dei progetti. Una narrazione politicamente ancora più incredibile dal momento che la maggioranza governa 14 regioni su 20. La realtà è che la rimodulazione degli investimenti, spesso invocata come necessità tecnica, è il frutto di una definanziamento politico che sta compromettendo la sanità territoriale.
La verità è sotto gli occhi di tutti è Foti si arrampica sugli specchi pur di coprire ritardi e scelte sbagliate. Il risultato è che intere comunità rischiano di restare senza quei presidi sanitari fondamentali, promessi e mai realizzati” così una nota del responsabile nazionale welfare del Pd e capogruppo in commissione affari sociali della Camera, Marco Furfaro.
"Mentre il mondo si compatta per prevenire nuove pandemie, ieri a Ginevra 124 nazioni hanno votato a favore del Patto pandemico dell’OMS, l’unico strumento globale per garantire accesso equo a vaccini, terapie e diagnostica. L’Italia, insieme a Russia, Iran e pochi altri, ha scelto di astenersi, isolandosi in modo incomprensibile e rinunciando a ogni voce nelle future negoziazioni tecniche su PABS e proprietà intellettuale. Questa decisione sacrifica la salute pubblica sull’altare della propaganda e conferma un atteggiamento provinciale e anti-scientifico, ben lontano dalle esigenze dei cittadini. Il Partito Democratico chiede con urgenza che il Governo torni al tavolo negoziale e proceda senza esitazioni alla ratifica del Patto pandemico, per garantire all’Italia protezione, trasparenza e credibilità internazionale. Non ne possiamo più di chi si definisce patriota e poi svende il nostro Paese per quattro voti dei novax e lo relega a compagno di follie di Russia e Iran". Lo dichiara in una nota Marco Furfaro, capogruppo in commissione Affari sociali e componente della segreteria nazionale PD
Appello a tutte le forze politiche per intervenire rapidamente in parlamento
È stata presentata questa mattina alla Camera la proposta di legge a prima firma di Marco Furfaro, responsabile Welfare del Partito Democratico e capogruppo in Commissione Affari Sociali. Il testo, dal titolo “Disposizioni in materia di tutela della salute riproduttiva e di riproduzione medicalmente assistita”, rappresenta un passo importante per la riforma della legge 40, ormai ampiamente superata dalla giurisprudenza e dall’evoluzione scientifica. Una proposta solida, nata da un lungo e approfondito lavoro di confronto con la comunità scientifica, medica e con le realtà civiche, che negli ultimi anni hanno sollecitato con forza un intervento legislativo strutturale.
“La genitorialità non è un privilegio, ma un diritto – ha dichiarato Furfaro –. Non è accettabile che per diventare genitori si debba affrontare una battaglia legale o prendere un aereo per andare all’estero. La Corte Costituzionale ha lanciato un sasso nello stagno chiedendo al Parlamento di discutere e intervenire. Del resto, la legge 40 era nata vecchia e necessita oggi di un aggiornamento.
Lancio un appello a tutte le forze parlamentari: è il momento di avviare un esame serio e costruttivo, guidato dalla scienza, non dai pregiudizi ideologici. Abbiamo il dovere di dare risposte concrete a milioni di persone che affrontano un percorso a ostacoli. Non intervenire è indegno per un Paese civile.”
Il testo — che recepisce le proposte della SIRU (Società Italiana della Riproduzione Umana) — definisce principi e diritti fondamentali, rafforza norme centrali come quelle sul Servizio Sanitario Nazionale, sull’interruzione volontaria di gravidanza e sul ruolo dei consultori. Garantisce il riconoscimento della soggettività delle persone coinvolte nei percorsi di PMA, tutela il nato e il nascituro, chiarisce le regole sulla crioconservazione, sulla donazione alla ricerca, e consolida il ruolo della comunità scientifica nella definizione delle politiche pubbliche in materia di salute riproduttiva.
“La proposta – ha aggiunto Furfaro - rappresenta anche una risposta chiara ai moniti della Corte Costituzionale, ribadendo il dovere del Parlamento di affrontare con serietà una questione che riguarda la salute, i diritti e la dignità di migliaia di persone”. Durante la conferenza stampa di presentazione è intervenuta anche Marina Sereni, responsabile Sanità del Partito Democratico, che ha sottolineato: “Troppe famiglie – ha detto Sereni - si trovano ancora intrappolate nei limiti della legge 40: dai LEA non applicati alle liste d’attesa interminabili, fino ai costi proibitivi. La procreazione medicalmente assistita deve essere riconosciuta come un diritto esigibile nel sistema sanitario pubblico e resa accessibile in modo uniforme su tutto il territorio nazionale.
Ma per farlo servono risorse, personale e una strategia seria per rilanciare i consultori — che dovrebbero essere uno ogni 20.000 abitanti, mentre oggi ne abbiamo uno ogni 35.000 — e per affrontare le vere cause della denatalità, come la precarietà, la carenza di servizi e il mancato sostegno alle giovani coppie.”
“Il Partito Democratico – conclude Furfaro – chiede alla maggioranza e al Governo di assumersi finalmente la responsabilità di agire: non è credibile invocare la natalità senza intervenire concretamente sulla salute riproduttiva, sull’equità di accesso e sulla qualità dell’assistenza. La proposta elaborata da SIRU, sostenuta da operatori, organizzazioni scientifiche e civiche, è un testo maturo, serio e ambizioso. È il momento di aprire una discussione parlamentare vera, all’altezza del tema e delle numerose persone coinvolte”.
"La risposta del governo alla mia interrogazione sull'alluvione che ha colpito il Mugello lo scorso marzo è la minima. Il governo ha lasciato troppo a lungo da solo il territorio, mentre la Regione Toscana, unica a intervenire con tempestività, stanziava le prime risorse concrete. Il governo, invece, ha impiegato settimane a dichiarare lo stato di emergenza e si presenta con un decreto che appare del tutto inadeguato. Inadeguato nei tempi, perché è stato necessario alzare la voce – con interrogazioni, atti formali e pressione politica costante – per ottenere anche solo un primo passo. E inadeguato nei contenuti, perché va detto con chiarezza: nel decreto non c’è un euro nuovo. Si razionalizza, si sposta, si riorganizza. Ma non si investe. Le risorse sono prese da fondi già esistenti, in larga parte dal PNRR. Nulla che dia respiro vero ai territori colpiti. Sul Mugello si copre l’urgenza, in altre zone si dà qualche arretrato delle alluvioni passate, ma non si mette mano a ciò che servirebbe davvero: interventi strutturali per prevenire nuovi disastri, mettere in sicurezza, proteggere le comunità. Né nel Mugello né altrove. Famiglie e imprese che da mesi non ricevono risposte. Chi ha perso tutto ha diritto a fatti, non a promesse. Se questo decreto è un punto di partenza, allora il governo lo dimostri subito: servono risorse vere, immediate e aggiuntive. Perché chi è stato colpito non può più aspettare". Lo dichiara il deputato toscano Marco Furfaro, componente della segreteria nazionale, commentando la risposta del governo alla richiesta di stanziamenti per le alluvioni in Toscana e nel Mugello.
“Surreale. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato la legge regionale sul fine vita della Regione Toscana. Una legge che rispettava pienamente la sentenza della Corte Costituzionale del 2019, per altro. In altri termini: una legge che andava a garantire a chi, trovandosi in una situazione davvero drammatica, con una patologia irreversibile, in dolore continuo, il diritto a porre fine a quella sofferenza in piena scelta e libertà. Al Governo Meloni la possibilità di scegliere non sta bene. I diritti individuali, la libertà di poter decidere per sé stessi è, per loro, intollerabile: deve decidere Meloni per tutti. Lo dimostra questa decisione vergognosa che lede alla dignità di tante e di tanti e che, aggiungo, va anche nella direzione opposta dell’opinione della maggioranza degli italiani. Ora se ne assumano la responsabilità di fronte a chi soffre ogni giorno e alle loro famiglie”.
Lo dichiara Marco Furfaro, deputato toscano e componente della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La lettera firmata da Sandro Ruotolo, Pierfrancesco Maran e da altri 26 europarlamentari, volta a sollecitare l’intervento della Commissione europea su Meta, è un atto puntuale: non possiamo tollerare che una multinazionale condizioni in modo opaco la visibilità dei contenuti politici e civici, influenzando di fatto la qualità del dibattito democratico in Europa”. Lo dichiara Marco Furfaro, deputato del Partito Democratico e componente della Commissione Affari sociali.
"Il Digital Services Act, che vieta ogni forma di manipolazione dell’informazione, non può restare solo sulla carta: serve trasparenza, servono regole pubbliche e meccanismi di controllo. Meta ha ammesso che i contenuti politici vengono penalizzati, e questo rischia di produrre una distorsione inaccettabile, in particolare in un periodo come questo. Non è accettabile che chi parla di diritti, ambiente o disuguaglianze venga oscurato da un algoritmo di cui non si conoscono criteri né logica. Un principio che intendiamo riaffermare anche qui in Italia con la Pdl a mia prima firma sulla trasparenza dei social media depositata lo scorso anno".
"Oggi Meloni si è presentata in Parlamento non per risolvere il problema delle liste d’attesa, ma per scaricare la colpa sulle Regioni. Un capolavoro di ipocrisia: il Governo prima approva un decreto a zero euro – zero! – e poi fa appelli, come se guidasse l’opposizione, e accusa le regioni. Peccato che 14 regioni su 20 sono governate dalla destra. Delle due, l’una: o sta dando degli incapaci ai governatori di destra o sta mentendo. Ci sono quattro milioni e mezzo di persone che hanno rinunciato a curarsi. Il sistema pubblico è al collasso e Meloni, anziché metterci risorse vere e affrontare il problema, fa il gioco dello scaricabarile accusando i governatori di destra. È un’ipocrisia insopportabile"
"La morte di un lavoratore in cava a Carrara ci colpisce e ci addolora nel profondo. Esprimo la mia vicinanza sincera alla famiglia, ai colleghi, a tutta la comunità e chiedo che venga fatta piena luce su quanto è successo, senza zone d’ombra. Purtroppo, l’Italia sta normalizzando l’idea di uscire di casa per lavorare e non farvi più ritorno. Lo dicono i dati delle morti sul lavoro, anche di questo 2025, che è già tragico. Siamo di fronte a bollettini di guerra e a drammi che si ripetono continuamente. Drammi che lacerano spezzano vite, lacerano famiglie e comunità, lasciando solo rabbia e dolore immensi. Sul lavoro e sulla sicurezza dobbiamo fare di più. È un dovere morale, umano, prima che politico. L’alternativa è infatti irricevibile: prendere semplicemente atto di questi bollettini di guerra e ripetere sempre le stesse parole, di cui le famiglie non se ne fanno niente: servono interventi concreti, risorse vere, controlli seri. La sicurezza deve essere una priorità, non un adempimento burocratico”.
Così il deputato dem, Marco Furfaro, della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“La proposta di legge del Pd si pone come obiettivo l’abbassamento del costo dei farmaci veterinari per gli animali da compagnia. Oggi i farmaci veterinari sono un vero e proprio salasso per i padroni di un animale da compagnia. Un italiano su tre, anche per esigenze specifiche e non solo per piacere, possiede un animale da affezione”. Lo dichiara Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale, prima firmataria della proposta di legge che verrà presentata mercoledì 16 aprile 2025 alle ore 11:30 presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati.
Interverranno:
Patrizia Prestipino, deputata Pd e Garante per gli animali di Roma Capitale
Gianluca Felicetti, presidente Lav
Marco Furfaro, capogruppo Pd in commissione Affari sociali di Montecitorio e responsabile nazionale Welfare Pd
Debora Serracchiani, responsabile nazionale Giustizia Pd
Per info e accrediti scrivere a pd.ufficiostampa@camera.it
Oggi è la Giornata mondiale della salute.
O di quel che ne resta, dopo i tagli di questo governo. Perché mentre Meloni fa i proclami, la sua maggioranza taglia. Cancella il fondo per i disturbi alimentari, boccia gli emendamenti per la prevenzione del tumore al seno, blocca la legge sullo psicologo di base, lascia 400 milioni in meno per le persone con disabilità, riduce la copertura per i malati gravissimi nelle RSA. Tagliano dove fa più male. Dove si colpisce chi ha bisogno. Dove si decide se un cittadino viene curato o abbandonato.
Non sono errori tecnici, ma precise scelte politiche. La destra vuole una sanità a misura di portafogli.
Così il capogruppo democratico nella commissione Affari sociali della Camera e responsabile Welfare del Pd, Marco Furfaro.