«L’annuncio dell’amministrazione statunitense di imporre dazi sui farmaci provenienti dall’Unione Europea è una notizia preoccupante che colpisce due diritti fondamentali: quello alla salute delle persone e quello al lavoro delle tante imprese farmaceutiche che operano con qualità e innovazione nel nostro Paese e nel continente». Lo dichiara Gian Antonio Girelli, deputato del Partito Democratico e vicepresidente della Commissione Covid.
«L’accesso alle cure non può diventare ostaggio di tensioni commerciali — prosegue Girelli —. Queste misure rischiano di tradursi in un aumento dei prezzi per i pazienti, una riduzione della competitività delle aziende italiane ed europee e, in prospettiva, un rallentamento nella ricerca e nello sviluppo di nuovi farmaci».
«Chiediamo al Governo italiano e alla Commissione europea di attivarsi immediatamente per un confronto costruttivo con le autorità americane, al fine di evitare un’escalation e trovare soluzioni che salvaguardino l’accessibilità alle terapie e il tessuto produttivo europeo. Al tempo stesso, è fondamentale sostenere la nostra industria farmaceutica, che rappresenta un’eccellenza non solo economica, ma anche sociale, e garantire che i cittadini non debbano pagare il prezzo di queste decisioni».
«La salute non è una merce — conclude Girelli — e va difesa da ogni forma di strumentalizzazione politica o commerciale».
"Per volere dell'ultradestra, ieri la Knesset ha votato l'espulsione del deputato arabo-israeliano Ayman Odeh, accusato di sostegno al terrorismo per un tweet in cui auspicava “liberazione di entrambi i popoli (quello palestinese e quello israeliano) dal giogo dell’occupazione”: parole che chiunque di noi avrebbe potuto usare. Fortunatamente, questa becera e violenta aggressione, senza alcun fondamento, è fallita, grazie anche alla pressione fatta da parlamentari europei, inclusi noi parlamentari dell’intergruppo per la pace tra Israele e Palestina. Ma è preoccupante il tentativo di comprimere la libertà dei parlamentari e il dissenso, oltre che di minacciare la stessa presenza dei rappresentanti arabo-israeliani nella Knesset". Lo ha dichiarato intervenendo oggi alla Camera, Laura Boldrini, deputata Pd e Presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
"Netanyahu cerca di mettere a tacere le voci che si alzano contro l’occupazione in Cisgiordania, lo sterminio a Gaza e sta continuando a coltivare i suoi progetti di espansione nella regione come dimostrano anche i raid di ieri in Siria: il progetto del “Grande Israele”, va avanti senza ostacoli - ha sottolineato Boldrini -. Davanti a tutto questo, l’Ue potrebbe mandare un segnale chiaro, con la sospensione dell’accordo di associazione con Israele. Accordo che si basa sul rispetto dei diritti umani, stracciati e cancellati a Gaza e in Cisgiordania".
"Ma proprio questa mattina l’alta rappresentate per la politica estera della commissione Ue, Kaja Kallas, che pure ha riconosciuto che queste violazioni ci sono, ha affermato che l’obiettivo è “migliorare le condizioni di vita a Gaza” - ha proseguito la deputata dem -. In sostanza, basta che Netanyahu accetti di fare entrare più camion di aiuti per scongiurare la sospensione dell’accordo di associazione Ue-Israele. Un baratto inaccettabile".
"No, Alta Commissaria Kallas, non è sufficiente che entrino più aiuti: bisogna fermare quello che illustri giuristi di tutto il mondo definiscono un genocidio. E bisogna farlo immediatamente - ha ammonito in chiusura -. Sospendere l’accordo di associazione Ue-Israele è solo un primo, necessario, passo non più rinviabile".
Il caso Almasri è stato finora il festival delle reticenze e delle omissioni.
“Anche oggi, come già accaduto due settimane fa, il Partito Democratico si associa alla richiesta di un’informativa urgente rivolta al ministro Nordio sulla vicenda dell’arresto del torturatore libico Almasri. Una richiesta doverosa e rimasta senza risposta: il ministro, infatti, ha finora scelto di non presentarsi in Aula”. Lo dichiara Federico Gianassi, capogruppo Pd in commissione Giustizia alla Camera.
“I fatti emersi – aggiunge il deputato dem - nel frattempo aggravano ulteriormente la situazione. Le deboli argomentazioni difensive del ministro sono risultate clamorosamente contraddittorie e prive di credibilità. Le informazioni pubblicate dai media confermano quello che si temeva: il ministero della Giustizia era perfettamente consapevole della necessità di attivarsi per garantire l’estradizione verso la Corte penale internazionale. Tuttavia, il ministro Nordio, pur presente in Aula, ha omesso di riferire particolari di estrema rilevanza, inclusi scambi interni al ministero che confermano tale consapevolezza. A questo punto le ipotesi sono due, entrambe inaccettabili. O il ministro non governa davvero il ministero e viene scavalcato nella gestione di dossier di questa portata ed è quindi un pericolo pubblico, oppure era perfettamente al corrente e ha mentito al Parlamento. In entrambi i casi, la sua permanenza al vertice del dicastero della Giustizia è ormai insostenibile”.
"È tempo di trasparenza - conclude Gianassi - il Parlamento merita la verità, e il ministro Nordio non può più sottrarsi”.
Il Partito Democratico ha presentato una risoluzione nelle Commissioni Bilancio e Ambiente per chiedere un intervento urgente del Governo dopo il devastante incendio del 9 luglio a Metaponto. La risoluzione, primo firmatario del dem Enzo Amendola, sara calendarizzata per la discussione nei prossimi giorni.
Il testo chiede ristori rapidi, interventi di bonifica, sicurezza delle pinete e rafforzamento dei presidi locali, oltre a misure per contrastare l’erosione costiera e potenziare la prevenzione incendi con nuove tecnologie. La risoluzione chiede inoltre il ripristino dei Presidi locali di VVff e forestale e implementazione delle giornate per i lavoratori e le lavoratrici del consorzio di bonifica impegnati nelle attività idraulico forestali.
“Serve una risposta immediata ed efficace per non abbandonare questo territorio – dichiara Amendola –. Chiediamo l’approvazione entro l’estate.”
“È urgente che il ministro dell’Economia riferisca in Parlamento sulle scelte che stanno segnando, in modo grave e senza precedenti, il sistema bancario italiano”. Lo dichiara il deputato del Gruppo Pd-Idp e presidente di Centro Democratico, Bruno Tabacci, intervenendo in Aula associandosi alla richiesta avanzata dal collega Benedetto Della Vedova.
“L’utilizzo del golden power nella vicenda UniCredit-BPM – sottolinea l’esponente Pd-Idp - appare talmente disinvolto e strumentale da porre il governo in una condizione di pieno conflitto di interessi. Lo stesso accade per il Monte dei Paschi di Siena, dove l’esecutivo è azionista di riferimento, controllore del CdA e al contempo regista di operazioni che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale. Nn siamo più davanti al tentativo di influenzare una singola banca, ma a un disegno per condizionare l’intero sistema finanziario italiano. Un’operazione sistemica, dove il governo anziché fare da arbitro si comporta da regista, a favore di pochi industriali privi perfino dei requisiti per operare nel settore, che usano MPS come cavallo di Troia”.
MMai un Governo – ha concluso Tabacci – era intervenuto in modo così plateale nel mercato bancario. In questo contesto, anche l’informazione fatica a tenere il passo, come dimostra l’analisi lucida e preoccupata di Ferruccio de Bortoli. E mentre Salvini invita l’Europa a non interferire, il governo prepara il terreno a colpi di dazi, solidarizzando con Trump. Ma dov’è l’interesse nazionale in tutto questo? Di certo, se a interpretarlo sono Salvini o Meloni, finisce in fondo agli stivali”.
“I dazi di Trump determineranno dei contraccolpi pesantissimi sul piano occupazionale. I numeri dei posti di lavoro a rischio sono impressionanti e come al solito a pagare il prezzo più grande saranno i più deboli. Serve uno scudo per salvare l’occupazione, altrimenti saranno mesi difficili. Domani andrà al voto la mozione sulla povertà lavorativa presentata da Pd, M5S e Avs: chiediamo al governo per una volta di aprire un confronto autentico con le nostre proposte contro la precarietà, per rafforzare la contrattazione collettiva fino al salario minimo”.
Così i capigruppo in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto (Pd), Dario Carotenuto (M5S) e Franco Mari (Avs).
"Il ministro Giuli annuncia di voler rivedere le terne dei candidati per la direzione del Parco Archeologico del Colosseo e del Museo Nazionale Romano dopo averle lette. È un fatto gravissimo: solleva un grande dubbio e proietta un’ombra lunga su una procedura che dovrebbe essere improntata a trasparenza, imparzialità e merito”. Lo dichiara Irene Manzi, capogruppo PD in Commissione Cultura della Camera, che preannuncia un’interrogazione sul caso.
"Giuli disconosce il lavoro della commissione e paventa un nuovo bando: perché? Ci sono forse nomi sgraditi? Manca all’appello qualche amico? Il ministro spieghi pubblicamente i criteri con cui intende giudicare o respingere delle terne che non sono neppure state rese pubbliche."
"Il Colosseo e il Museo Nazionale Romano sono icone mondiali dell’archeologia, non caselle da riempire secondo logiche di appartenenza. Un concorso pubblico non può essere riscritto in base alle preferenze del ministro di turno. Questo atteggiamento rischia di spalancare la porta a ricorsi, contenziosi e danni erariali. "Chiederemo conto di ogni passaggio, abbiamo presentato sul tema un’interrogazione parlamentare” così Irene Manzi, capogruppo Pd nella Commissione Cultura, Camera dei Deputati che dice ‘no all’amichettismo al Colosseo’.
“Oggi, martedì 15 luglio, alle ore 15.40, il deputato del Partito Democratico, Roberto Morassut, raggiungerà la prefettura di Roma per incontrare il prefetto della Capitale insieme ad altri parlamentari romani. Oggetto dell’incontro la situazione nel quartiere Montespaccato, dove la rimozione di un murale neofascista da parte del Municipio 13 ha causato la reazione di gruppi di estrema destra legati alla criminalità locale, che hanno vandalizzato la sede del Pd locale”.
Oggi ricorrono cinque anni dalla morte di Mario Paciolla. Cinque anni senza verità, senza giustizia. Cinque anni in cui la sua famiglia e una comunità sempre più ampia non hanno mai smesso di chiedere chiarezza su quanto accaduto in Colombia in quella tragica giornata. Negli ultimi mesi, nuove inchieste giornalistiche – da l’Espresso a Fanpage – hanno portato alla luce elementi importanti che rafforzano i dubbi sulla tesi del suicidio. Eppure, nonostante tutto, il caso è stato archiviato.
Ma noi non ci arrendiamo. Insieme a numerosi colleghi del Partito Democratico e delle opposizioni, ho depositato una proposta di legge per istituire una commissione parlamentare d’inchiesta sul caso Paciolla. Lo facciamo per continuare a cercare la verità, per dare forza alla battaglia della famiglia, per trasformare questa vicenda in una questione nazionale. Ora ci auguriamo che anche la maggioranza scelga da che parte stare” così il deputato democratico Marco Sarracino che ha depositato una prospera di legge per l’istituzione di una commissione d’inchiesta sul caso Paciolla che è stata firmata anche dai deputati di M5S, AVS e Azione
“I ritardi infrastrutturali della Provincia di Siena e del Sud della Toscana vanno ancora colmati ma è soprattutto grazie ai governi a guida Pd, sia nazionali che regionali, se sono state stanziate le risorse oggi utilizzate per mettere in sicurezza ed ammodernare le strade e le ferrovie locali”. Lo dichiarano in una nota i parlamentari Pd, Marco Simiani e Silvio Franceschelli, a margine dell’iniziativa pubblica “Gradi opere, visioni e territorio: confronto sulle scelte strategiche” organizzata a Siena dal Partito Democratico comunale.
“La destra in tre anni di governo - sottolineano i dem - non solo non è riuscita a portare un euro in più rispetto a quanto già programmato, ma c’è addirittura il rischio concreto, con Salvini al Ministero, che vengano spostate altrove anche le risorse già stanziate, come già successo spesso in altri territori della regione: per la Tirrenica, l’interporto di Livorno o la tramvia di Firenze. La Toscana è una regione estesa, con vaste aree poco antropizzate che spesso restano ai margini della pianificazione nazionale". "È necessario garantire una vera perequazione tra i territori, assicurando servizi essenziali, dallo sport, alla gestione dei rifiuti, fino ai trasporti, anche ai piccoli comuni e alle aree interne, al pari delle grandi città. È quindi necessario aggiornare il contratto di programma con Anas e RFI, per progettare nuove infrastrutture che completino un sistema della mobilità locale. Solo con investimenti mirati e una visione strategica si può garantire uno sviluppo equilibrato, sostenibile e inclusivo”, concludono Simiani e Franceschelli.
Grave vulnus alle regole e alla credibilità del Paese
Presentazione ddl per una nuova regolamentazione del part-time
Oggi, martedì 15 luglio, alle ore 11.00, presso la Sala Berlinguer della Camera dei Deputati, si terrà una conferenza stampa per presentare il nuovo disegno di legge sulla regolamentazione del lavoro part-time che il Pd ha depositato al Senato a prima firma Susanna Camusso.
Interverranno la segretaria del Pd Elly Schlein, la capogruppo dem a Montecitorio, Chiara Braga, la senatrice Susanna Camusso, e la responsabile nazionale Lavoro del Pd, Maria Cecilia Guerra.
Il disegno di legge punta a superare il part-time involontario, che colpisce soprattutto le donne, trasformandolo in una scelta libera, tutelata e reversibile. Un passo concreto per contrastare la precarietà e garantire pari opportunità nel mondo del lavoro.
“Il part-time - scrivono le Democratiche - è prevalentemente una storia di donne: la nostra proposta vuole far sì che il part-time, a partire da quello involontario, non sia una trappola di sfruttamento e mortificazione del lavoro delle donne”.
Martedì 15 luglio, ore 11
Sala Berlinguer
Via degli Uffici del Vicario, 21
Roma
Info e accrediti stampa: pd.ufficiostampa@camera.it
"I dati diffusi oggi dall’ISTAT confermano una realtà drammatica: in Italia oltre due milioni di minori vivono in famiglie a rischio povertà ed esclusione sociale. È una vera emergenza nazionale che dovrebbe scuotere le coscienze e orientare con urgenza le scelte politiche del Governo", così la deputata Michela Di Biase, capogruppo del Partito Democratico in Commissione Infanzia e Adolescenza.
"È inaccettabile che il 6,1% dei bambini e dei ragazzi nel nostro Paese si trovi in condizioni di grave deprivazione materiale e sociale. E altrettanto grave è il dato sull’accesso agli asili nido: solo il 30% dei bambini può usufruirne, mentre oltre 850.000 restano esclusi da un diritto fondamentale, quello a un percorso educativo sin dai primi mesi di vita. La povertà minorile – prosegue Di Biase – non è solo una questione economica: riguarda la qualità della vita, l’accesso alla salute, alla casa, all’istruzione. Servono politiche strutturali, non interventi episodici o marginali. E invece nei piani adottati dal Governo, i servizi educativi per la prima infanzia risultano del tutto assenti o irrilevanti. È un segnale preoccupante, che rivela disinteresse verso il futuro dei nostri bambini".
"Continueremo a batterci in Parlamento per un investimento serio e continuativo sull’infanzia, a partire da un piano straordinario per nidi e scuole dell’infanzia, soprattutto nel Mezzogiorno, dove il divario è più ampio. Il Governo – conclude – deve cambiare rotta: contrastare la povertà minorile non è una scelta facoltativa, è un dovere costituzionale e morale".
“Per i ministri della Cultura di Fratelli d’Italia l’estate è sempre un problema. Lo scorso anno partiva proprio in questi giorni l’affaire Sangiuliano, oggi sono le dichiarazioni di Giuli a gettare ombre sulla procedura per la selezione dei direttori dei principali musei italiani. Dopo settimane di annunci, il ministro sconfessa la commissione che il suo stesso governo ha nominato e parla di riaprire il bando, ovvero annullarlo, dopo aver visionato le terne che gli sono state fornite dalla commissione di valutazione. Una scelta anomala, molto grave che apre scenari torbidi, alimenta sospetti su nomi sgraditi o esclusioni “scomode” e mette a rischio il lavoro svolto, con possibili ricorsi e danni economici per lo Stato. Non è accettabile che il sistema museale italiano venga gestito con questa opacità. Chiederemo chiarimenti immediati in Commissione Cultura” così Matteo Orfini, componente del Pd della commissione cultura della Camera.
“L’evoluzione in atto nella guida autonoma non è solo una nuova frontiera tecnologica ma è questione industriale, sociale e geopolitica cruciale. Siamo di fronte a una rivoluzione epocale che offre opportunità e rischi e l’appello presentato oggi a Milano apre gli occhi sul fatto che l’errore più grave che possiamo commettere come Italia e come Europa è rinunciare a svolgere un ruolo da protagonista in questo cambiamento. È fondamentale un salto di qualità nel dibattito pubblico, dobbiamo unire le forze delle eccellenze che già operano nel campo della ricerca universitaria, concentrare fondi e investimenti nazionali e comunitari in progetti più grandi, diventare leader nella creazione di campioni europei in grado di competere a livello globale e coinvolgere sindacati e lavoratori per difendere insieme dentro questa trasformazione i posti di lavoro di oggi e di domani.” Dichiara Andrea Casu, deputato Pd e vicepresidente della Commissione Trasporti della Camera dei Deputati partecipando a Milano all’evento “Guida autonoma: schierare l’Italia in prima fila” promosso dall’europarlamentare Pierfrancesco Maran. “Senza uno scatto in avanti collettivo adesso, come già successo con gli smartphone e tanti altri settori innovativi, saremo in futuro totalmente dipendenti dalle tecnologie e dai servizi che ci saranno venduti da chi oggi sta dimostrando più coraggio e determinazione di noi nel cimentarsi con la complessità di questa sfida” conclude.