30/04/2025 - 11:45

Il lavoro è coesione e dignità. Per onorare la Festa dei lavoratori non servono spot o annunci. Il Governo approvi la legge sul salario minimo perché un lavoro mal pagato rende insicuri, fa crescere povertà e disuguaglianze e rende tutto il paese più debole.

Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati.

 

30/04/2025 - 11:36

Quel pugno chiuso in Italia è il simbolo di chi ha combattuto contro la tirannia nazifascista che nelle piazze, così come avviene oggi, fa il saluto romano in una chiave nostalgica e rievocativa. E quel saluto fa tutt'uno con la fiamma tricolore del vostro stemma di partito voluta dal gerarca razzista Giorgio Almirante. Quel pugno chiuso rappresenta il bello e toccante gesto di Tommie Smith e John Carlos che su un podio olimpico resero manifesta agli occhi di tutto il mondo la necessità di battersi per affermare diritti umani e civili uguali per tutti. Tanta strada ancora c'è da fare per garantire quella riunificazione che è incastonata nell'agire della Resistenza e nei valori della Costituzione. Si cominci con il togliere la fiamma tricolore dai simboli, dal cancellare le strade intitolate ad Almirante, dall'abrogare la cittadinanza onoraria a Mussolini in diverse città italiane e si riconosca Bella Ciao quale canzone di democrazia, libertà e giustizia da cantare tutti insieme il 25 aprile dopo l'Inno d'Italia. La mia proposta di legge va in quella direzione”.

Così Stefano Vaccari, deputato PD e Segretario di Presidenza della Camera dopo le dichiarazioni di Giovanni Donzelli sul saluto romano.
 

 

30/04/2025 - 08:59

“Se per Giorgia Meloni il presidente turco Erdoğan – che fa incarcerare gli oppositori, attacca i diritti fondamentali, reprime con violenza la minoranza curda e soffoca ogni forma di dissenso – è un modello politico con cui stringere accordi, allora abbia il coraggio di dirlo apertamente agli italiani”. Lo dichiara in una nota il responsabile nazionale Esteri del Partito Democratico, Peppe Provenzano. “In una conferenza stampa senza domande, da Giorgia Meloni non abbiamo ascoltato una sola parola sull’arresto del leader dell’opposizione, il sindaco di Istanbul Ekrem Imamoglu, e sugli altri oppositori politici in prigione . È un silenzio che offre piena legittimazione diplomatica a chi reprime la democrazia e calpesta i diritti fondamentali. Nel giorno del rapporto di Amnesty international sui diritti umani questo silenzio è ancora più assordante”.

29/04/2025 - 19:48

“Esprimiamo la nostra piena solidarietà alla redazione di Presa Diretta e al giornalista Riccardo Iacona, oggetto di un grave tentativo di delegittimazione attraverso un esposto indirizzato al coordinatore nazionale per la lotta contro l’antisemitismo presso la Presidenza del Consiglio. Una situazione mai vista, gravissima. Il lavoro giornalistico di Presa Diretta rappresenta un esempio di informazione coraggiosa e documentata su uno dei più drammatici conflitti del nostro tempo. Denunciare i bombardamenti su Gaza e dare voce a osservatori indipendenti, come la relatrice ONU Francesca Albanese, è un dovere del servizio pubblico, non un crimine. Tentare di ridurre al silenzio chi racconta fatti scomodi, accusandolo di antisemitismo o disinformazione, è un attacco alla libertà di stampa e al diritto dei cittadini di essere informati. In un contesto in cui la libertà di espressione è sempre più sotto pressione, è fondamentale respingere ogni tentativo di condizionare l’informazione pubblica per via politica o ideologica. Chiediamo che la RAI continui a garantire pluralismo, autonomia editoriale e il diritto dei giornalisti di raccontare la realtà, anche quando fa discutere. Questo è il ruolo del servizio pubblico. Palazzo Chigi prenda immediatamente le distanze da questo grave tentativo di ingerenza e censura”. Così una nota dei componenti democratici della Commissione di Vigilanza Rai.

29/04/2025 - 19:31

“L’onorevole Sasso non è nuovo a queste imperversate, deve avere rispetto per la Regione Toscana che da sempre è terra di inclusione e di diritti per tutte e per tutti. Capiamo che sia una fissazione la sua, continua a vedere ‘ideologie’ ovunque, immaginando un mondo che esiste solo nella sua testa anche dove ci sono solo educazione, rispetto e buon senso. La sua è ormai una battaglia contro i mulini a vento, che gli ha fatto fare più di uno scivolone, costruita su slogan stanchi e paure inventate. Il progetto della Regione Toscana non indottrina nessuno: aiuta bambini e bambine a crescere senza pregiudizi, a rispettarsi e a conoscere sé stessi e gli altri.

Se per Sasso questa è una minaccia, forse il problema non è nelle scuole, ma nella sua visione della società.

Qui nessuno fa lezioni ai genitori, tantomeno 'ideologizzati'. Si lavora fianco a fianco con famiglie e insegnanti per costruire percorsi di educazione all’affettività e al rispetto, che sono fondamentali per contrastare discriminazioni e violenze. Altro che 'ideologia gender': questo è civiltà.

Già a settembre eravamo scesi in piazza, insieme a tante associazioni e cittadini, contro quella risoluzione che vuole mettere il bavaglio alla scuola e negare l’educazione all’affettività e al rispetto. Siamo orgogliosi di essere stati in quelle piazze, con Tocca a Noi, Arcigay e tante realtà che ogni giorno lavorano per una società più aperta e inclusiva. Come Pd Toscana difendiamo con orgoglio questi progetti, ci porremo sempre a difesa dell’autonomia scolastica - cosa a Sasso sconosciuta - e diciamo con chiarezza che non ci faremo intimidire da chi preferisce il buio dell’ignoranza alla luce dell’educazione” dichiara il deputato dem e segretario del Pd Toscana Emiliano Fossi.

 

29/04/2025 - 18:54

“Il Governo continua a negare l’evidenza, incaponendosi in una crociata ideologica contro la canapa industriale che sta già causando danni enormi a un intero comparto produttivo.
Le norme contenute nel DL Sicurezza sono scellerate e ormai contestate da tutti, persino dagli assessori regionali delle forze di maggioranza”.
Lo dichiara Matteo Mauri, responsabile sicurezza del Partito Democratico, commentando la nota della Presidenza del Consiglio sul DL Sicurezza e sulla produzione di canapa.
Il PD e tutte le forze di opposizione stanno portando avanti da tempo in Parlamento una battaglia per abrogare o modificare profondamente l’articolo 18 del decreto, che di fatto vieta la coltivazione della canapa. “Non lo dice solo il PD – sottolinea Mauri – lo dicono all’unanimità tutti gli assessori regionali, compresi quelli di maggioranza questa norma mette a rischio un settore che, come ricordano loro stessi, in Italia conta 3.000 aziende, 30.000 addetti, 500 milioni di euro di fatturato e il 90% di export. E invece di correggere una misura ingiusta e dannosa – prosegue – il Governo insiste in uno scontro sterile pur di salvare l’insalvabile. È grottesco che la Presidenza del Consiglio si affretti a pubblicare una nota per difendersi dalla presa di posizione delle Regioni dove governano e per giustificare norme che uccidono l'intero comparto!
Segno di nervosismo e consapevolezza del pasticcio compiuto, quando ci sarebbe ancora tempo per correggere. Il Governo finge di non vedere – conclude – ma la realtà parla chiaro: la norma è sbagliata e in contraddizione rispetto alla normativa europea, e sta affossando un settore sano, sostenibile e ricco di giovani energie. Questa è l'ultima occasione per evitare il disastro. Il Governo smetta di fare stupida propaganda sulla pelle di imprese e lavoratori e blocchi questa assurdità".

29/04/2025 - 18:11

“La decisione dell'Ungheria di uscire dalla Corte Penale Internazionale rappresenta un fatto politico gravissimo che alimenta una pericolosa delegittimazione di questo importante organismo. È preoccupante che il vicepremier del governo italiano, Matteo Salvini, esulti per questa scelta inaccettabile che pone l’Ungheria fuori da princìpi e regole internazionali condivise anche dall’Europa. Anche la premier Meloni condivide questa posizione? Davvero sosteniamo le scelte di un governo come quello ungherese? L’Italia sta pensando di uscire dalla Cpi? E necessario fare piena chiarezza al più presto: è in gioco la credibilità del nostro Paese”. Lo scrive Piero De Luca, capogruppo Pd in commissione politiche europee alla Camera.

29/04/2025 - 17:31

“Dall’opposizione Meloni tuonava contro la svolta autoritaria e islamista di Erdogan. Oggi da premier non vuole domande dai giornalisti e ignora l’arresto del leader dell’opposizione Imamoglu. Non ha il coraggio di Draghi ma almeno mostri la dignità di rappresentare una democrazia”, così sui social la vicepresidente della commissione esteri della camera, la deputata democratica, Lia Quartapelle.

29/04/2025 - 17:04

 “Il ministro Giuli ha ragione a chiedere maggiori risorse per la cultura, ma le sue dichiarazioni non dovrebbero finire solo sui giornali: prenda coraggio e alzi la voce in Consiglio dei Ministri”. Così la capogruppo democratica in commissione cultura della Camera, Irene Manzi che sottolinea: “I numeri parlano chiaro: con il governo Meloni i fondi per i settori culturali hanno subito tagli profondi in ogni legge di bilancio. E soltanto poche settimane fa – aggiunge Manzi - il CIPESS ha approvato la programmazione strategica destinando appena 195 milioni di euro alla tutela e valorizzazione del patrimonio culturale. Una cifra drammaticamente inferiore rispetto agli oltre 1,7 miliardi stanziati dai governi precedenti. Sono dati imbarazzanti per un Paese come l’Italia, la cui identità e attrattività internazionale si fondano proprio sulla cultura. Apprezziamo che il ministro Giuli riconosca finalmente i danni provocati dalle scelte del governo Meloni ma ora servono fatti, non interviste. Se davvero crede in ciò che dice, si batta nelle sedi decisionali per invertire la rotta e restituire alla cultura il ruolo centrale che merita nella strategia del Paese” conclude Manzi.

29/04/2025 - 16:04

“Ogni giorno assistiamo al fallimento di un governo che rimane inerme davanti alle difficoltà delle persone. I dati Istat confermano una fase di stagnazione economica, con salari talmente bassi da non consentire alle famiglie di affrontare l'aumento del costo della vita. La soluzione è da mesi sul tavolo del governo che si ostina a non volerla leggere. La soluzione si chiama salario minimo ed è la sola risposta per ridare respiro all'Italia in grande difficoltà”. Così il deputato dem Mauro Laus commentando i dati Istat sulle retribuzioni di marzo 2025.
“Nella guerra dei numeri – continua l'esponente PD - il governo Meloni mente spudoratamente quando racconta di avere un'alternativa al salario minimo. Anzi ora ci verrà a dire che l'aumento tendenziale dei salari è pari al 4%, omettendo dal dire che i salari reali sono inferiori dell'8% rispetto al 2021. L'ideologia dell'esecutivo fa male al Paese e non servirà a nulla se non ad evitare i fischi degli italiani per le manifestazioni del 1 maggio”, conclude Laus.

29/04/2025 - 15:15

Espulsione giornalisti italiani viola diritto informazione

“Ennesimo sopruso da parte del regime del Marocco che dopo aver fermato due giornalisti italiani che in macchina stavano entrando nella città di Laayoune, nel Sahara occidentale, li hanno invitati a raggiungere Agadir per poi procedere verso Marrakech e lasciare immediatamente il Paese. Una espulsione in piena regola per non consentire a voci libere dell'informazione di raccontare fatti e misfatti del regime marocchino che, manu militare, ha occupato illegalmente, la Regione del Sahara occidentale cacciando dai propri territori il popolo Saharawi. Il regime marocchino ha bollato il tentativo dei due giornalisti italiani, che oggi dovrebbero rientrare in Italia, come un atto provocatorio in violazione delle leggi dello Stato. Un'evidente accusa di distrazione di massa visto che è il Marocco ad aver violato sistematicamente, a partire dal 1976, con soprusi e tirannia, i diritti all'autodeterminazione del popolo Saharawi, oggi rappresentato dal Fronte Polisario. Per questo insieme ai colleghi Furfaro, Malavasi, Scotto, Evi, Carotenuto, Fossi e Lai, ho presentato un'interrogazione al ministro Tajani per sapere quali iniziative il governo italiano intenda assumere a tutela dei giornalisti italiani e quali iniziative l'esecutivo Meloni intenda assumere per far garantire il diritto all'informazione nel Sahara occidentale senza che subentrino rappresaglie”.Così il deputato dem, Stefano Vaccari, segretario di Presidenza e presidente dell’Intergruppo di amicizia con il popolo Saharawi.

 

 

29/04/2025 - 15:14

"I dati Istat pubblicati oggi certificano una realtà che milioni di lavoratori conoscono già sulla propria pelle: i salari reali continuano a perdere terreno, mentre i prezzi salgono e il potere d’acquisto si sgretola. Dal 2021 ad oggi si è perso l’8% in termini reali. Ma la vera questione che il governo continua a ignorare è il drammatico differenziale salariale con il resto d’Europa. Un lavoratore italiano guadagna in media molto meno di un collega tedesco, francese o olandese, a parità di mansione. Questo squilibrio non è più sostenibile", si legge in una nota del vicepresidente del gruppo del Pd della Camera, Toni Ricciardi.

"A ciò si aggiunge il dato allarmante sugli espatri: nel 2024 si è toccato il picco massimo degli ultimi decenni, con 190 mila partenze certificate – e si stima che i numeri reali siano quasi il doppio. Come negli anni Sessanta, a spingere i giovani all’estero non è solo l’ambizione, ma il bisogno: il divario retributivo è tornato a essere il principale fattore di emigrazione. Stiamo formando intere generazioni che poi trovano lavoro e dignità fuori dai confini italiani con costi enormi per le casse dello stato. Il decreto primo maggio annunciato dal governo è l’ennesimo spot vuoto incapace di affrontare le radici del problema. Senza un intervento strutturale sui salari – a partire dall’introduzione di un salario minimo legale – non c’è futuro per il lavoro in Italia. Continuare a ignorare questa emergenza vuol dire condannare il Paese alla stagnazione e alla fuga dei talenti” conclude Ricciardi.

 

29/04/2025 - 15:13

"Questa destra è ormai divisa su tutto: se a livello nazionale il potere è stato fino ad oggi un collante eccezionale, a livello locale proposte alternative credibili fanno emergere le evidenti contraddizioni e creare modelli di governo alternativi e vincenti. Questo è successo in provincia di Enna dove il Libero Consorzio torna al centrosinistra": è quanto dichiara la deputata Pd Maria Stefania Marino sui risultati delle provinciali in Sicilia.

"Con quasi il 60 per cento dei voti, la nostra provincia ha scelto di voltare pagina. Il Partito Democratico si conferma la prima forza politica, con oltre il 32 per cento dei consensi e ben 4 consiglieri eletti su 10. Un risultato che ci riempie di orgoglio, ma soprattutto di responsabilità. Il disastro del Governo Meloni e della Giunta Schifani sono evidenti: i territori marginali sono stati completamente abbandonati. In questi anni nessuna proposta avanzata in Parlamento per la Provincia di Enna è stata approvata: nessun intervento per la crisi idrica e contro il dissesto, stop alle zone franche montane che avrebbero potuto rivitalizzare le attività economiche, tagli alla sanità, presidi ed uffici pubblici chiusi, solo per fare alcuni esempi. Occorre ripartire ed in fretta; la nostra terra è ricca di potenzialità e risorse ancora inespresse", conclude Maria Stefania Marino.

 

29/04/2025 - 14:01

“Le parole di Sergio Mattarella vanno ascoltate fino in fondo. Hanno il pregio di raccontare le cose cosi come sono, senza troppi giri di parole. E di richiamare tutti a fare la propria parte. Salari e stipendi così bassi minano la tenuta sociale e generano la fuga di migliaia di giovani dal paese. Svuotandolo di futuro e di speranza. Occorre agire subito: sono due anni e mezzo che chiediamo con tutte le opposizioni in Parlamento con atti di indirizzo e proposte legislative l’istituzione di un salario minimo legale in attuazione piena del dettato costituzionale. Dal Governo sono arrivati solo no  ideologici. Accompagnati peraltro da un immobilismo senza precedenti - tant’è che è arenata da più di un anno la delega sui salari in senato. Oggi l’Istat certifica che dal 2021 i salari reali hanno perso l’8 per cento del potere d’acquisto: significa che ci sono milioni di persone che devono decidere se mangiare o mandare i figli a scuola. Basta chiacchiere: siamo pronti a confrontarci in qualsiasi momento per lavorare ad alzare le retribuzioni sia attraverso la forza della norma sia sostenendo i rinnovi contrattuali di più di cinque milioni di lavoratori. Serve un nuovo patto per la qualità del lavoro e della produzione. Con meno di questo il declino è inevitabile”.

Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro, Arturo Scotto.

 

29/04/2025 - 13:45

“Le parole del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella non possono cadere nel vuoto. Quando il Capo dello Stato afferma che ‘le famiglie non reggono il costo della vita’, è un dovere della politica ascoltare e agire di conseguenza. Il Governo smetta di voltarsi dall’altra parte e approvi subito la nostra proposta sul salario minimo.”

Lo dichiara Chiara Gribaudo, vicepresidente nazionale del Partito Democratico, tornando a sollecitare l’esecutivo Meloni su una misura che da troppo tempo attende una risposta.

“La nostra proposta – continua Gribaudo – è chiara, concreta, urgente, sostenuta da milioni di lavoratori e lavoratrici poveri e da tutte le opposizioni.“

“Il Governo – conclude – ha scelto finora di affossare questa misura, accampando scuse e promesse mai mantenute. Ma il tempo è finito. Se davvero si vuole contrastare la povertà lavorativa e sostenere chi fatica di più, si cominci dal salario minimo. Le parole del Presidente Mattarella siano un monito per tutti.”

 

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