«Ho depositato un’interrogazione a mia prima firma al Ministro degli Affari Esteri, sottoscritta anche dai colleghi Enzo Amendola, Giuseppe Provenzano e Fabio Porta, per chiedere al governo di dire una volta per tutte la verità sull’invio di armi dall’Italia a Israele dopo il 7 ottobre 2023.
Diverse ricerche e inchieste giornalistiche, che vengono citate nell’interrogazione, dimostrano che un flusso di materiali d’armamento è proseguito anche nei mesi nei quali l’esercito israeliano ha scatenato a Gaza un massacro di civili senza precedenti: sono ben oltre 45mila le persone uccise, per la maggior parte donne e minori.
Dal 1990 l’Italia si è dotata di una legge, la 185, che vieta la vendita, la concessione di licenze, il trasporto e perfino il passaggio nei porti o sul territorio nazionale di armi, munizioni e strumenti bellici verso paesi che violano le convenzioni internazionali sui diritti umani.
Sia la Corte Penale Internazionale sia la Corte Internazionale di Giustizia hanno accertato che, con i bombardamenti indiscriminati e con il blocco di aiuti umanitari, il governo di Israele sta violando le convenzioni internazionali in materia di diritti umani. Quindi, secondo la legge 185, dall’Italia non possono essere inviate armi e loro componenti verso Israele.
Ma le inchieste citate nell’interrogazione dicono che invece proprio questo sta avvenendo, e che vengono perfino vendute armi cosiddette “a uso civile”, classificazione bizzarra e sconosciuta alla legislazione italiana, vendute ai coloni degli insediamenti illegali per essere usate contro le famiglie palestinesi.
Il governo risponda e dica la verità. Noi ci auguriamo di essere smentiti: sarebbe di una gravità inaudita scoprire che il governo italiano sta collaborando al massacro di decine di migliaia di persone innocenti, violando la legge nazionale e il diritto internazionale».
Lo dichiara in una nota Laura Boldrini, deputata PD e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Fare le nomine è sempre un esercizio di equilibrismo complicato, eppure c'è un limite: se un ex parlamentare che di professione fa il medico endocrinologo e non si è mai occupato della materia previdenziale, forse doveva essere nominato altrove e non alla presidenza della Commissione di vigilanza sui fondi pensione”. Così il deputato democratico Arturo Scotto in replica alla ministra del lavoro, Marina Elvira Calderone, durante il Question time alla Camera in cui il gruppo del Pd ha chiesto la revoca della nomina di Mario Pepe a presidente della Commissione di vigilanza sui fondi pensione per mancanza dei requisiti previsti dalla legge.
“Pepe – continua il capogruppo Pd in Commissione Lavoro - si è occupato dell'istituzione di case da gioco stagionali nei comuni di Anzio e Ariccia e della tutela dell'olio extravergine di oliva. Peraltro - ha aggiunto Scotto - da deputato ha fatto parte di tre Commissioni, della Giunta alle autorizzazioni e perfino del Comitato per il servizio sanitario del Pronto soccorso ma mai della Commissione sugli Enti gestori. Inoltre - sottolinea Scotto - nel corso della sua audizione in parlamento Pepe ha testualmente detto che: 'le idee luminose di Berlusconi sulle pensioni minime', scivolone che si poteva risparmiare al Parlamento, che dimostra non è indipendente rispetto ai partiti che lo hanno nominato. La sua nomina è in violazione di legge, chi deve dirigere la Covip non può avere requisiti inferiori a quelli richiesti ai gestori dei fondi su cui il presidente deve vigilare: il controllore non può saperne di meno di chi deve controllare. È l'ennesima occupazione degli spazi pubblici dello Stato, una caratteristica di questo governo molto pericolosa per la stabilità del Paese”, conclude Scotto.
“La lotteria degli scontrini, nata come strumento di incentivazione ai consumatori e ai commercianti per contrastare l'evasione fiscale, inizialmente ha suscitato molto interesse nel 2021, ma appare oggi essere stata messa da parte dall’attuale Governo che non ha intrapreso alcuna azione di rilancio in questi anni. Se nel 2021 gli scontrini registrati furono 131 milioni, nel 2022 questa cifra è calata fino a poco più di 40 milioni. Circa centomila scontrini al giorno in tutta Italia.
Questa diminuzione denota che l’intervento del Governo tarda ad arrivare. La sottosegretaria Albano ha presentato dei dati parziali, anche perché occorrerebbe un aggiornamento per i registratori di cassa telematici per poter stampare un codice scansionabile da smartphone, tramite app. In altre parole i registratori che utilizzano gli esercenti devono essere adeguati e quest’operazione è tutt’ora in corso. Resta dunque il dato oggettivo che il governo ancora non si è attivato adeguatamente per far ripartire tutta la macchina della lotteria degli scontrini”. Lo ha detto Virginio Merola, capogruppo Pd in commissione Finanze di Montecitorio, intervenendo in commissione Finanze alla Camera.
Interrogazione su ritardi e inefficienze transizione energetica
“Dal 2024 anche le compagnie di navigazione devono pagare per l’eccesso di produzione di C02 in base ad una direttiva europea, la 2023/959, che ha applicato gli obblighi derivanti dalla direttiva 2003/87/CE alle emissioni prodotte dal trasporto marittimo. Si tratta di una direttiva di 21 anni fa, ampiamente conosciuta anche perché aggiornata nel 2015 con la 757 che introduceva un monitoraggio e la comunicazione alle autorità preposte delle emissioni di anidride carbonica generate dal trasporto marittimo”.
Lo denunciano i deputati Pd, Silvio Lai e i capigruppo delle commissioni competenti, Anthony Barbagallo, Marco Simiani e Stefano Vaccari. “Eppure - aggiungono - mentre nel Nord Europa si sono attrezzati a superare i sistemi di propulsione tradizionali, anche utilizzando risorse europee, oggi le compagnie che non hanno usato questi 21 anni per ammodernarsi pretendono di ribaltare i costi dei ritardi e e delle inefficienze sui cittadini e sulle piccole imprese di trasporto merci. È inaccettabile e il ministero competente in Italia, quello dei Trasporti di Matteo Salvini, sta accettando quanto sta avvenendo senza nessuna iniziativa e senza una reazione adeguata. Le compagnie di navigazione sono in un regimo oligopolistico privo di una reale concorrenza e hanno fatturati miliardari con utili da centinaia di milioni di euro e neanche il loro stato di salute economica può quindi giustificare una iniziativa così scorretta, con evidenti rischi di sovraincassi ingiustificati ed effetti inflativi sulle tariffe, su cui il Governo deve vigilare. Lo Stato rischia peraltro di autorizzare contemporaneamente l’aumento del costo del trasporto merci e insieme di finanziarlo attraverso le leggi che finanziano queste tratte come alternative al trasporto su gomma nei percorsi lunghi Sud-Nord come dalla Sicilia a Trieste. In questo contesto le isole sono particolarmente penalizzate in termini di costi dalla mancanza di alternativa di trasporto su gomma e su ferro. E al maggior costo sulle merci si affiancherà quello del traffico passeggeri le cui tariffe sono già insopportabili da almeno 4 anni. Una tassa occulta sull’insularità - concludono - sulla quale il Governo deve intervenire o bloccando gli armatori, anche attivando le indagini delle authority nazionali preposte o trovando le risorse per coprire questi maggiori costi che la Sardegna non può ne deve sopportare”.
“La giornalista Cecilia Sala è libera e sta facendo ritorno in Italia. Una gran bella notizia. La notizia che aspettavamo. A lei e alla sua famiglia, vogliamo far arrivare tutta la nostra vicinanza. Grazie al Governo, alla diplomazia, ai servizi e a tutte le strutture del Paese che hanno lavorato per la sua liberazione in questi giorni di ansia e angoscia. Il risultato ottenuto oggi è un successo e una vittoria di tutta l'Italia” così ok capogruppo democratico nella commissione Affari Europei della Camera, Piero De Luca.
“Rinnovo a nome del Partito Democratico la richiesta avanzata da mesi che la presidente Meloni venga in aula a dirci esattamente quali sono i termini del negoziato che ha in corso con Elon Musk, di cui crediamo - salvo smentite - che ne abbia parlato anche in questi ultimi giorni. Quali sono i termini di un’interlocuzione confermata sempre di più da voci autorevoli, qual è il costo di questa operazione, quale interesse viene spartito tra l’uomo più ricco del mondo e il nostro Paese.
Non è sufficiente la smentita - che poi non è una smentita - letta nella velina di Palazzo Chigi, quando da giorni sugli organi di stampa, una delle agenzie più accreditate, Bloomberg, e anche da parte di alcuni autorevoli esponenti di governo, come il vicepremier Salvini, vengono rilanciati riferimenti più o meno espliciti a questa contrattazione in corso, e dallo stesso Elon Musk, che usa la sua piattaforma per scambiarsi complimenti e civetterie proprio con Salvini.
Vogliamo sapere dalla presidente del consiglio se è vero che sta impegnando il nostro paese su una cifra rilevante, di 1 miliardo e mezzo di euro per questa fornitura, perché noi sappiamo che siete abituati agli sprechi, come gli 800 milioni per i centri di immigrati in Albania, centri completamente vuoti.
È inaccettabile che una spesa di questo tipo possa solamente essere pensata senza i necessari passaggi di informazione e di condivisione con il Parlamento, di verifica dell’esistenza di un effettivo interesse nazionale, che non può essere discusso nelle segrete stanze dall’altra parte dell’oceano.
È quanto più necessario che la presidente Meloni venga a riferire in Aula perché oggi prendiamo atto che c’è una spaccatura all’interno della maggioranza, con l’altro vicepremier di Forza Italia, Tajani, che frena sul progetto. Una spaccatura che mette a serio rischio la credibilità del nostro Paese.
Lo ribadiamo ancora una volta: l’Italia non si svende e non lo consentiremo.
Non vogliamo che il destino dell’Italia venga messo nelle mani di un privato
che non è solo un uomo d’affari ma che ha chiari interessi politici nei confronti del nostro Paese”. Lo ha detto intervenendo in aula la capogruppo del PD Chiara Braga.
“In questi minuti Cecilia Sala sta tornando a casa e questo è ciò che davvero conta. È un profondo sollievo, una grande soddisfazione e un forte sentimento di gratitudine perché c'è un tempo per la polemica politica e un tempo in cui bisogna unirsi tutti come Paese per essere più forti come è successo questa volta: dietro l'appello del Presidente Mattarella, tutti uniti per riportarla a casa”. Così il deputato dem Peppe Provenzano intervenendo in Aula sulla liberazione della giornalista Cecilia Sala.
“A nome del Pd – continua il responsabile Esteri del Pd - mi unisco ai ringraziamenti al governo, agli uomini e alle donne della diplomazia, dell'intelligence e a tutti coloro che hanno lavorato con determinazione e discrezione per il raggiungimento di questo risultato. Ringrazio anche coloro che sono rimasti in silenzio, le opposizioni, le associazioni femministe, che si sono astenuti solo per senso di responsabilità dal manifestare tutta la rabbia e l’indignazione nei confronti del regime iraniano per i giorni di ingiusta detenzione. Proteggere la libertà di stampa significa proteggere la democrazia. Il giornalismo non è mai un crimine. Chi ha calpestato la dignità di Cecilia Sala calpestava la dignità dell’Italia intera. La sua liberazione restituisce onore a tutto il Paese”, conclude Provenzano.
"Con le novità annunciate ieri, Meta ha fatto due mosse. La prima - con la rimozione del factchecking - permette alla multinazionale di allinearsi al trumpismo, rendendosi disponibile a diventarne il megafono attraverso la promozione di contenuti falsi per alimentare la rabbia delle persone verso nemici immaginari e dando alibi e consenso alle forze reazionarie di destra. Con la seconda - dichiarando di voler rimuovere le restrizioni ai contenuti politici - ha confermato che le nostre denunce sull'utilizzo di pratiche di alterazione dell’informazione politica erano fondate. La multinazionale quattro anni fa avrebbe infatti implementato un sistema tramite il quale controllava, alterandola secondo criteri sconosciuti, la visibilità di tutta l’informazione politica. Per questo, anche su nostra segnalazione, la Commissione Europea pochi mesi fa aveva avviato un’indagine formale, dato che quella pratica viola il Digital Service Act (DSA), il quale vieta il cosiddetto "shadow banning". Oggi Zuckerberg fa retromarcia su questa pratica perché teme un’ennesima multa. In caso di sanzione, e quindi certificazione della violazione del DSA, decine di migliaia di politici, giornalisti ed influencer europei potrebbero infatti far causa alla multinazionale chiedendo i danni: per Meta sarebbe un disastro reputazionale ed economico di dimensioni gigantesche.
Noi però non ci fermiamo e andiamo avanti spediti con la nostra proposta di legge sulla trasparenza dei social e continuando a chiedere all’UE di indagare su quanto fatto dalla multinazionale americana e da tutte quelle che orientano, direttamente o indirettamente, l'opinione pubblica tramite i social network". Così in una nota Marco Furfaro, deputato e membro della segreteria nazionale del Partito Democratico.
“Felice che Cecilia Sala possa riabbracciare quel ‘soldato’ che è la sua mamma. Ringrazio il governo e Giorgia Meloni che hanno fatto presto e bene”. Lo scrive su X la deputata del Pd, Marianna Madia.
“È sui giornali e sotto gli occhi di tutti che il processo penale telematico nei tribunali italiani non funziona. E’ un vero e proprio flop del governo, che di fronte alle nostre preoccupazioni dei mesi scorsi ha fatto orecchie da mercante”. Lo dichiara il capocapogruppo PD in commissione giustizia di Montecitorio, Federico Gianassi, che aggiunge: “Presenteremo una interrogazione parlamentare al ministro Nordio che dovrebbe spiegare come mai il governo non ha fatto nulla dopo mesi di allarmi lanciati da magistrati e avvocati e quando a tutti era noto che con l’inizio del 2025 il processo telematico sarebbe stato esteso. Il governo gestisce la giustizia con la clava ideologica ma dimentica di occuparsi del suo funzionamento”.
“Con immensa gioia e sollievo accogliamo la notizia della liberazione di Cecilia Sala. Un pensiero profondo va a lei, alla sua famiglia e ai suoi cari, che in questi giorni hanno vissuto momenti di angoscia e speranza.
Un ringraziamento sentito al governo, alla nostra diplomazia e ai servizi segreti italiani, che hanno lavorato con discrezione, competenza e determinazione per riportarla a casa sana e salva. Questo risultato è la prova tangibile di quanto il nostro Paese sia in grado di affrontare situazioni complesse con serietà e dedizione. Cecilia rappresenta il coraggio e la passione di chi sceglie di raccontare il mondo anche nei suoi angoli più bui. Il suo ritorno è una vittoria per tutti noi. Ben tornata, Cecilia!” Così il capogruppo democratico nella commissione difesa della Camera, Stefano Graziano.
Una bellissima notizia. Cecilia Sala è libera e sta tornando in Italia. Grazie a quanti hanno lavorato a questo risultato, grazie all’impegno del governo e a tutte le sue strutture impegnate in giorni difficili di mediazione e diplomazia
Lo ha scritto su X Chiara Braga, capogruppo Pd alla Camera dei Deputati
“Mentre il prezzo dell’energia sale e la premier è impegnata a svendere la sicurezza nazionale ai miliardari stranieri ci sono per fortuna le Regioni virtuose, come la Toscana, che legiferano per abbassare le bollette ai cittadini promuovendo le energie rinnovabili e investendo concretamente sulla transizione ecologica”: così il capogruppo Pd in Commissione Ambiente di Montecitorio Marco Simani sulla legge regionale sulle aree idonee per la realizzazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile.
“Un plauso particolare va al presidente Giani, all’assessore Monni, a tutta la giunta per il lavoro svolto: il nuovo sistema normativo riesce a coniugare l'impulso verso le fonti pulite con la concertazione virtuosa tra gli enti e le comunità territoriali. Il Partito Democratico far sul serio sulla transizione ecologica e la legge della Regione Toscana ne è la dimostrazione”.
"Cecilia Sala è libera e in volo per l’Italia.
È la bella notizia che aspettavamo da giorni.
Grazie a tutte e tutti coloro che si sono adoperati per questo importante risultato.
Donna, Vita, Libertà".
Lo afferma l'on. Laura Boldrini, deputata PD e presidente del Comitato permanente della Camera sui diritti umani nel mondo.
“Consiglio a chi festeggia il dato della disoccupazione "mai così bassa" di leggere nella nota ISTAT anche il dato sulla crescita degli inattivi (+115 mila nel trimestre)” lo dichiara la vicepresidente del Partito Democratico Chiara Gribaudo.
“In Italia - continua Gribaudo - sempre più persone si ritirano dalla platea degli attivi, e questo riduce, ovviamente, il tasso di disoccupazione. A questo dato va aggiunto inoltre il dato della cassa integrazione, in crescita secondo gli ultimi dati INPS.”
Prosegue ancora la Deputata dem: “Direi che grazie agli investimenti del PNRR il Paese e l’occupazione tengono, ma l'assenza di ulteriori investimenti pubblici nelle ultime due leggi di Bilancio non disegna prospettive positive e l’importante numero di crisi industriali da Nord a Sud non fa altro che aggiungere preoccupazione.”
“Infine, ancora una volta, non viene affrontato il tema dei salari e del lavoro povero. In Italia molte persone vivono in condizioni di povertà nonostante abbiano una occupazione. Il Governo si preoccupi della qualità del lavoro che si crea, si preoccupi del tema dei salari a partire dal salario minimo che ha appena bocciato, anziché festeggiare dati che sono in chiaroscuro” conclude l’onorevole Gribaudo.