15/02/2019 - 19:36

Conferenza stampa martedì 19 febbraio. Alle ore 11.00 presso la Sala Stampa della Camera dei deputati (via della Missione, 4).

Bruno Misuraca, geometra, 53 anni, moglie e due figli, morto in una voragine a Napoli nel 1999, dopo vent’anni ancora senza giustizia.

Il musicista Nando Misuraca, figlio di Bruno Misuraca, dedica al padre e a tutti i caduti sul lavoro il nuovo singolo intitolatoAnime bianche. L’opera sarà presentata durante la conferenza stampa a cui parteciperanno la deputata del Pd Stefania Pezzopane e il Segretario Generale CGIL Filea Alessandro Genovesi.

Ogni anno sono circa 150 le vittime sui cantieri e con esse, ad essere travolte anche le vite delle loro famiglie. Troppo spesso lasciate sole dalle istituzioni.

15/02/2019 - 19:32

“Il presidente Fico smetta di fare il giocatore e cominci a fare quello che prevedono i regolamenti della Camera: e cioè l’arbitro”. Lo ha detto Enrico Borghi, della presidenza del gruppo Pd alla Camera, a proposito della bagarre scoppiata ieri alla Camera durante la discussione della riforma costituzionale sul referendum propositivo.

“E’ giusto spiegare – ha detto - il motivo per il quale la bagarre di Ieri alla Camera è stata innescata.  Stavamo discutendo la riforma costituzionale sul referendum propositivo e, in particolare, una serie di nostri emendamenti che dovevano far riflettere la maggioranza sulla necessità di circoscrivere i temi da sottoporre a referendum propositivo, escludendo le materie attinenti al Codice penale e quelle relative all’organizzazione della giustizia (che cosa succederebbe se qualche organizzazione, all’indomani di un omicidio efferato, raccogliesse le firme per la reintroduzione della pena di morte?). L’incalzare delle proposte delle opposizioni ha fatto perdere la lucidità a tre deputati dei 5 Stelle, che invece di rispondere nel merito l’hanno buttata in caciara. Cioè a insistere che loro sono il nuovo, noi siamo il vecchio, che loro sono i puri e noi i corrotti. Tutti i temi che hanno ulteriormente aumentato la preoccupazione in noi che si voglia fare una riforma costituzionale non nella direzione di aumentare gli spazi dei cittadini ma per regolare i conti per via giudiziaria all’interno della classe dirigente del nostro Paese. Finché siamo sfociati nel clamoroso gesto fatto dal deputato 5 Stelle D’Ambrosio, che rivolgendosi a noi ha simulato la posizione delle manette. L’atteggiamento tenuto dai 5 Stelle, da un lato, ha confermato le nostre preoccupazioni; dall’altro è stato gravemente lesivo del Partito democratico e dei milioni di italiani che ci ha eletti per rappresentarli. Qui si è inserita la seconda questione: Fico si è limitato a fare un semplice richiamo. Davanti alla nostra richiesta di intervento, si è limitato a liquidarci con un sardonico e ironico ‘arrivederci’ – cosa mai sentita dalla terza carica dello Stato”

“Noi non defletteremo rispetto al fatto che l’Aula del Parlamento debba essere un luogo in cui si porta il rispetto dovuto ai rappresentanti del popolo. Non si possono inscenare delle gazzarre quando non si sa più come rispondere nel merito delle questioni”, ha concluso.

15/02/2019 - 19:24

“Leggo in una nota del Ministero dei trasporti che sta avvenendo un’interlocuzione con la Commissione Ue per stracciare l’accordo di cross financing raggiunto dal Ministro Delrio”. Lo dichiara Chiara Gribaudo, deputata del Partito democratico, a proposito dell’autostrada Asti-Cuneo.

“A questo punto vorrei che Toninelli rispondesse a una domanda molto semplice: dove li prenderà allora 400 milioni per completare l’Asti-Cuneo? I cittadini della Granda attendono risposte da ben 7 mesi”, conclude.

15/02/2019 - 18:39

“Ancora il rischio di perdere un appuntamento di grande rilievo internazionale per Torino. Ancora un ‘successo’ per la città nell’era Appendino. Impossibile non sottolineare ancora una volta l’irrilevanza di una sindaca che se avesse un minimo di dignità si dimetterebbe all’istante. Sconcerta però anche il ripetersi del balletto delle responsabilità di governo e maggioranza nazionale che dopo aver provocato il danno ricominciano a promettere e a impegnarsi. Ma con quale credibilità ormai?”.

Lo dichiara la deputata dem Silvia Fregolent.

15/02/2019 - 17:53

“Ascoltare in audizione il vice-presidente del Consiglio Luigi Di Maio per un chiarimento circa i rapporti che intercorrono tra lui, il movimento di cui è ‘capo politico’ e il sig. Cristophe Chalençon ”. Lo chiede Michele Anzaldi, deputato del Partito democratico, in una lettera inviata al presidente del Copasir Lorenzo Guerini.

“Sottopongo – scrive - alla sua attenzione quanto affermato da Christophe Chalencon, il leader dei cosiddetti ‘gilet gialli’ francesi, in un fuori onda trasmesso dalla testata giornalistica ‘Piazzapulita’ su La7. Chalencon ha testualmente affermato: ‘Abbiamo dei paramilitari pronti a intervenire perché anche loro vogliono far cadere il governo. Oggi è tutto calmo ma siamo sull'orlo della guerra civile. Quindi si trovino delle soluzioni politiche molto rapidamente, perché dietro ci sono delle persone pronte a intervenire da ovunque. Delle persone che si sono ritirate dall'esercito e che sono contro il potere’. Ha inoltre detto che ‘la Francia è un bel paese, come l'Italia, ma serve rimetterle sulla retta via’ e ha spiegato che con il M5S ‘è previsto un altro incontro. Dovremmo venire noi a Roma’ E alla domanda della giornalista: ‘Quindi, alleati? È certo?’, lui ha risposto perentoriamente: ‘Sì. Assolutamente’. Chalencon è stato incontrato in Francia dal vice-presidente del Consiglio dei Ministri italiano nonché Ministro del Lavoro e dello Sviluppo Economico Luigi Di Maio, ed è stato causa di un incidente diplomatico tra i nostri due paesi”.

“Le citate parole sono assolutamente inquietanti e necessitano di un indispensabile approfondimento nelle sedi opportune considerato che si parla addirittura di alleanze in vista delle elezioni europee”, conclude.

15/02/2019 - 17:03

"Con grande senso di responsabilità, i sindaci dei Comuni attraversati dall'E45 hanno annullato la manifestazione in programma per domani aprendo un credito di fiducia nei confronti del ministro delle Infrastrutture, Danilo Toninelli, che si è recato sul viadotto”. Lo dichiarano i deputati del Partito democratico Walter Verini e Marco Di Maio, a proposito del viadotto Puleto della E 45.

“Senza le lettere – continuano - gli atti parlamentari e la manifestazione popolare organizzata per domani probabilmente non si sarebbe neppure recato sul posto. Bene, è un primo passo positivo. Toninelli si è assunto impegni precisi da attuare entro un mese, compreso un incontro con il ministro Luigi Di Maio che in queste settimane non ha mai fatto sentire la propria voce, di fronte alle ripetute sollecitazioni che gli sono giunte. Comincia un conto alla rovescia di 30 giorni al termine del quale si misureranno le risposte concrete che saranno arrivate”.

“Fin dall'inizio di questa vicenda, come parlamentare di opposizione assieme ad altri colleghi umbri e toscani, ci siamo attivati a fianco dei sindaci di ogni colore politico con spirito costruttivo per affrontare i disagi che tantissime attività economica, persone, residenti e non, stanno vivendo: il tempo corre veloce, però, e vigileremo affinché gli impegni presi non siano scritti sull'acqua. Se arriveranno fatti concreti saremo i primi ad esserne soddisfatti e a riconoscerlo", concludono.

15/02/2019 - 17:02

“Apprendo con rammarico e sgomento la notizia che, dopo un processo di cui si sono avute notizie frammentarie, i parenti di Sana Cheema, ragazza italo pachistana residente a Brescia e strangolata in Pakistan l'anno scorso, sarebbero stati assolti da un tribunale pachistano dall'accusa di omicidio. La notizia desta sconcerto, perché il padre della ragazza aveva confessato l'omicidio, e l'autopsia svolta dopo la riesumazione del cadavere aveva confermato lo strangolamento. Sana era una ragazza integrata in Italia, che viveva a Brescia da tanti anni, aveva acquisito la cittadinanza italiana, e aveva il solo torto di voler sposare un ragazzo italiano. Credo che le nostre autorità diplomatiche debbano pretendere chiarimenti dal Pakiatan su questa opaca vicenda giudiziaria, e a tal fine depositerò' una interrogazione nei prossimi giorni”.

Lo dichiara il capogruppo Pd in commissione Giustizia della Camera, Alfredo Bazoli.

15/02/2019 - 16:43

“In data 14 febbraio u.s., a seguito dell’esposto presentato dai componenti del Gruppo parlamentare del PD della Commissione Parlamentare per l'indirizzo generale e la vigilanza dei servizi radiotelevisivi, il Consiglio dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni, mediante comunicato stampa, ha reso noto che “in merito alle modalità di trasmissione e ai contenuti di taluni messaggi diffusi dalla concessionaria quali messaggi di utilità sociale ovvero di pubblico interesse, ha inviato alla RAI le proprie preliminari valutazioni.”

L’Autorità Garante ha, quindi, preso atto della fondatezza delle obiezioni rappresentate mediante il richiamato esposto presentato a seguito della messa in onda, in data 6 febbraio u.s., nel corso del Festival di Sanremo, di ben due messaggi d'informazione del Governo aventi ad oggetto il "reddito di cittadinanza" e "Quota 100”.

In considerazione delle valutazioni negative espresse dall’Autorità garante per le Comunicazioni, con la presente, si chiede l'immediata interruzione della messa in onda dei messaggi pubblicitari del Governo aventi ad oggetto il "reddito di cittadinanza" e "Quota 100", al fine di garantire ai cittadini utenti informazioni verificate e fondate e con il massimo della chiarezza, come da missione del servizio pubblico radiotelevisivo in ottemperanza del Contratto di Servizio”.

Così in una lettera inviata al presidente della Rai Marcello Foa e all’amministratore delegato Fabrizio Salini, i parlamentari dem Davide Faraone e Michele Anzaldi rispettivamente capogruppo Pd e segretario della commissione di Vigilanza Rai.

15/02/2019 - 16:41

“Conoscere Stefano Patriarca è stato un privilegio. Era uno di quei tecnici che con rara generosità sapeva coinvolgere anche i non addetti ai lavori a temi complessi come quello della previdenza. Aveva una passione contagiosa nel lottare contro le ingiustizie sociali, alla base della quale metteva analisi e lettura tecnica impeccabili. Doti rare che lasciano un vuoto difficile da colmare nella comunità democratica, a noi toccherà custodire e proseguire il suo prezioso lavoro. Un abbraccio a tutta la sua famiglia”.

Così Chiara Gribaudo, vice capogruppo del Pd alla Camera, in merito alla scomparsa dello studioso e sindacalista Stefano Patriarca.

15/02/2019 - 16:39

“Dopo mesi di assenza e isolamento sui tavoli europei, che hanno indebolito e reso del tutto inconsistente la posizione del nostro Paese in Ue; dopo mesi di scelte che hanno bloccato gli investimenti e le grandi opere; dopo mesi di azioni che hanno fatto calare l’occupazione e hanno portato la nostra economia addirittura in recessione, è evidente a chiunque che ad essere fallimentari e tossiche per l’Italia sono le politiche del governo M5s-Lega. A seguito delle elezioni europee, saranno molto probabilmente gli italiani a cacciare fuori dalle stanze del potere questo esecutivo di incompetenti”.

Così Piero De Luca, capogruppo Dem in commissione Politiche europee.

15/02/2019 - 16:38

“Rafforzare in termini di uomini e mezzi i presidi delle forze dell’ordine presenti nel Metapontino nonché per giungere in tempi rapidi alla apertura della attesa caserma dei carabinieri in Scanzano Jonico”. Lo chiede Nicola Pellicani, deputato del Partito democratico, con un’interrogazione al presidente del Consiglio dei ministri e al ministro dell’Interno.

“Nella notte tra martedì 12 e mercoledì 13 febbraio – spiega - un incendio ha distrutto circa duemila cassette in plastica per la raccolta della frutta di un’azienda agricola in territorio del Comune di Scanzano Jonico (Matera). Secondo quanto riportato dagli organi di informazione in base alle relazioni dei Vigili del Fuoco, sarebbe accreditata l’ipotesi di una natura dolosa dell’incendio. E ciò desta particolare preoccupazione. Gli inquirenti non escludono alcuna pista, neanche quella della criminalità organizzata o del racket. Circa una settimana fa la zona è stata interessata da una vasta operazione delle forze dell’ordine denominata ‘Centouno’, che ha portato a 21 provvedimenti cautelari con gravi ipotesi di reato per le persone coinvolte. Si è trattato, di fatto, della prosecuzione dell’operazione scattata a ottobre, che aveva portato a 25 provvedimenti cautelari, molti dei quali a carico degli stessi soggetti poi raggiunti dalle ordinanze nell’operazione ‘Centouno’. A metà gennaio i carabinieri appartenenti al Comando provinciale di Matera, al Nucleo ispettorato del lavoro e alla Compagnia di Policoro, avevano posto in essere un’altra operazione, finalizzata a contrastare il fenomeno del caporalato. La relazione semestrale della Dia ha posto in evidenza il rischio di consolidamento di organizzazioni criminali proprio lungo la fascia jonica metapontina”.

“Scanzano Jonico cittadina di quasi 8 mila abitanti al momento risulta essere priva di qualsiasi presidio di sicurezza mancando anche della caserma dei carabinieri. Amministratori locali, forze politiche economiche e sociali chiedono da tempo risposte in materia di sicurezza per assicurare un maggiore e più efficace controllo del territorio e contrastare le azioni criminali portate a danno del tessuto produttivo”, conclude.

15/02/2019 - 16:01

“La ministra della Difesa è consapevole che l’eventuale ritiro immediato delle truppe in Afghanistan, da lei annunciato in pubbliche dichiarazioni e su Facebook, potrebbe far cadere il Paese nel caos, facendolo tornare ad essere un paradiso sicuro per il terrorismo internazionale, come ha anche ricordato il segretario generale della Nato Stoltenberg? La ministra intende riferire urgentemente in Parlamento sulle sue affermazioni e sulle prospettive che il governo ha riguardo di tale missione? Elisabetta Trenta sa che, nel rispetto della legge quadro sulle missioni internazionali, il concerto e la valutazione del ministro degli Esteri è imprescindibile e fondamentale su questa materia? La titolare della Difesa non si rende conto che il susseguirsi di notizie contrastanti sul ritiro dei militari, senza un confronto né con il Parlamento, né con i ministri competenti, sta mettendo a rischio anche e soprattutto la sicurezza dei nostri soldati?”.

Sono le domande alle quali intende dare una riposta l’interpellanza rivolta alla ministra, Elisabetta Trenta, presentata dai deputati Dem della commissione Difesa, che segnalano anche come il governo non abbia ancora presentato alle Camere, per la discussione e le conseguenti deliberazioni parlamentari, la relazione analitica sulle missioni in corso per il 2019.

15/02/2019 - 11:59

Possibile intervenire con un decreto

“Le pesanti crisi sul prezzo del latte in Sardegna e sull’olio in Puglia, sono vere, profonde. Crisi economiche e sociali. Ma non sono problemi di ordine pubblico. Non si perché un tavolo di filiera debba essere convocato dal ministro degli Interni e non dal Mipaaf. Si voleva dare segno di una grande considerazione ai produttori? Allora perché non a Palazzo Chigi? Il sapore sa molto di una competizione tra i due partner di governo finalizzata al voto Sardo. La questione prezzo del latte ovino non nasce oggi. Negli anni sempre si è dovuti intervenire per mediare e far incontrare la filiera del settore. Lo hanno fatto le Regioni, su questione prezzi, su dramma dei danni da predazione, ed anche il governo precedente con risorse ed accordi importanti.

Il tema del reddito agricolo, di prezzi che non strozzino il settore primario riconoscendo qualità e funzione svolta deve tornare sul tavolo di Mipaaf e Sviluppo Economico. Se Coop ha fatto la sua scelta garantendo un prezzo più alto, vuol dire che si può stare sul mercato dando valore a chi produce e spiegando ai propri consumatori che non tutti i prodotti sono uguali, che dietro al prezzo c’è un investimento, dignità e presidio ambientale. L’ex art 62 non e più sufficiente? la Direttiva sulle pratiche sleali non è ancora in vigore? Bene, si aggiornino e migliorino le norme. Basta un decreto”.

Lo dichiara la deputata dem Susanna Cenni, vice presidente della commissione Agricoltura

14/02/2019 - 18:40

Nardelli: Nuovo sistema costoso e caotico, rischio grande flop

“Bonisoli la racconti come vuole ma la vera novità del nuovo piano tariffario è l’abolizione delle domeniche gratuite. Una scelta incomprensibile, dettata solo dalla volontà del governo di cancellare tutto quello che è stato fatto nel passato”. Così la deputata democratica Flavia Piccoli Nardelli commenta i contenuti del nuovo decreto del Mibac sulle gratuità nei musei e nei luoghi della cultura statali.

“Dal 2014 a oggi – prosegue Nardelli - oltre 15 milioni di persone hanno partecipato alle domeniche gratuite. Un grande risultato, che ha avuto effetti positivi anche nelle successive giornate a pagamento, dovuto all’estrema semplicità del messaggio che è stato comunicato con forza e costanza su tutto il territorio nazionale, ma anche al coinvolgimento dei musei civici che hanno infatti già annunciato di voler proseguire nella vecchia promozione. Con il nuovo sistema – spiega Nardelli - sarà infatti molto complicato e costoso per i musei far conoscere le date delle gratuità specie nelle grandi città d’arte dove risiedono numerosi musei che necessariamente faranno scelte diverse tra loro. La confusione e l’incertezza rende purtroppo molto alto il rischio che una promozione che ha avuto il pregio di riavvicinare i cittadini al proprio patrimonio culturale si trasformi adesso in un grande flop. Chiediamo trasparenza – conclude la democratica -  Bonisoli la smetta di nascondere i dati delle affluenze nei musei a partire da tutti i numeri del 2018 che, per la prima volta da anni, non sono ancora stati resi noti”.

14/02/2019 - 18:37

“Come mai il ministro dell’Interno Salvini, dopo un episodio grave come l’aggressione subita dalla troup Rai, non ritiene in alcun modo necessario tornare a Pescara?”. Lo dichiara Stefania Pezzopane, deputata del Partito democratico, a proposito dell’aggressione subita ieri dalla troup del programma Rai Popolo Sovrano nel quartiere pescarese di Rancitelli.

“E’ singolare – continua - che il ministro dell’Interno, che in poco più di un mese è stato in Abruzzo per 14 volte, scorrazzando in lungo e in largo per tutta la regione, non avverta la necessità di recarsi di persona a Pescara per far sentire la presenza dello Stato e capire come sia necessario intervenire per garantire la legalità nel quartiere Rancitelli. Ci domandiamo che cosa avrebbe fatto, il ministro, se l’episodio di ieri avesse visto come protagonista un immigrato. Viene il sospetto che in quel caso Salvini si sarebbe precipitato. E invece non rientrando l’aggressione a Piervicenzi e ai suoi colleghi nella retorica del ‘prima gli italiani’, al ministro non interessa”.

“L’assenza di Salvini da Pescara conferma insomma che al ministro dell’Interno non interessa in alcun modo risolvere i problemi ma solo cavalcarli per poter lucrare alle urne. Salvo poi sparire una volta che le urne sono state chiuse”, conclude.

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