24/04/2017 - 15:12

“Il governo intervenga per salvaguardare lo stabilimento Armani di Settimo Torinese”: è quanto chiede Silvia Fregolent, vicepresidente dei deputati Pd, in una interrogazione presentata alla Camera sulla decisione del gruppo industriale di licenziare 110 tra operai e impiegati su un totale di 184 dipendenti.

“Il polo produttivo piemontese - continua la deputata Dem - è specializzato da anni nel confezionamento di modelli di alta moda e vanta una lunga tradizione di eccellenza nel settore dell'abbigliamento di qualità. E’ inoltre necessario fare chiarezza sui processi di delocalizzazione attuati in questi anni dal Gruppo Armani. E’ inammissibile che un marchio storico del Made in Italy e che ha avuto l’onore di vestire numerose rappresentative nazionali (ultima in ordine cronologico gli atleti olimpici e paraolimpici italiani che hanno preso parte all’edizione di Rio 2016) faccia confezionare i propri prodotti all’estero”.

22/04/2017 - 11:24

"Sono in arrivo 30 milioni di euro in settori come la scuola, la sanità, i trasporti, la viabilità e soprattutto lo sviluppo locale". Lo annuncia Magda Culotta, sindaco di Pollina e deputato del Pd, che aggiunge: "È una grande occasione per tutte le nostre comunità, di lavoro e anche di sviluppo. Grazie alla SNAI infatti le Madonie beneficieranno di interventi mirati ad arrestare l'emigrazione, soprattutto dei giovani, dai propri paesi con programmi di sviluppo economico per agevolare l'imprenditoria, i mestieri e le attività locali. La sfida è dimostrare che vivere in montagna è una opportunità e non una condizione di emarginazione".
"Dopo il Piemonte anche la Regione Siciliana ha formalmente approvato la Strategia delle Aree Interne nelle Madonie. È un passaggio fondamentale a cui seguirà la sottoscrizione dell'Accordo di Programma Quadro che prevede investimenti sul territorio madonita", conclude la deputata.

22/04/2017 - 11:18

"La decisione dell'Ordine di Treviso è severa ma necessaria. E' arrivato il momento di mettere un punto alle troppe ambiguità che caratterizzano il tema vaccini. Frasi come 'non sono contrario ai vaccini ma..', non possono essere più tollerate perché antiscientifiche e pericolose per la salute pubblica. Gettare ombre e dubbi su una delle più grandi scoperte scientifiche della storia della medicina mette a rischio le vite di migliaia di persone e, di fronte a questo pericolo, dobbiamo avere il coraggio di intervenire in maniera decisa e dura". Così il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, commenta la notizia della radiazione di Roberto Gava, uno dei paladini dei no-vax in Italia, da parte dell'Ordine di Treviso.

"Per questo motivo la legge su cui sto lavorando, che renderà obbligatorie le vaccinazioni in tutta Italia per le iscrizioni a scuola, prevede penalizzazioni, che potranno arrivare fino alla radiazione, per quei medici che diffondono notizie fuorvianti sui vaccini arrivando a sconsigliarne l'utilizzo", conclude Gelli.

21/04/2017 - 17:59

"L’ordinanza del Consiglio di Stato che riconosce l’obbligatorietà della vaccinazione per l’iscrizione all'asilo, introdotta da una delibera del Consiglio comunale di Trieste, legittima ulteriormente quella proposta di legge a cui sto lavorando in queste settimane che punta ad estendere tale obbligo a livello nazionale. Questa ordinanza, che non mancherà di fare giurisprudenza, sancisce un principio fondamentale: la tutela della salute pubblica, in particolare della comunità in età prescolare, assume un valore dirimente, che prevale sulle prerogative sottese alla responsabilità genitoriale. Questo è un importante passo in avanti verso la tutela della salute pubblica, soprattutto quella dei soggetti più fragili".

Così il responsabile sanità del Pd, Federico Gelli, ha commentato l'ordinanza del Consiglio di Stato sull'obbligo vaccinale.

21/04/2017 - 16:23

"La legge sul biotestamento, attesa da troppi anni e approvata ieri dalla Camera, permette al nostro Paese di fare un passo in avanti decisivo in tema di diritti e per la dignità delle persone. Il provvedimento, che ora deve trovare velocemente conferma al Senato, nei suoi contenuti è costruito su tre principi fondamentali. Il principio del consenso informato: e’ la base di legittimità del trattamento sanitario come espresso nella nostra costituzione all’art. 32 che già indica come “Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge”. Per questo, si apre alla possibilità di chiedere l’interruzione delle cure. In questo testo non si porta libertà fino a legittimare l’eutanasia come atto che porta rapidamente alla morte né si prevede il suicidio assistito. Il testo, quindi, si basa sulla distinzione che rifiutare le cure non è eutanasia, “il rifiuto delle terapie medico-chirurgiche, anche quando conduce alla morte, non può essere scambiato per un’ipotesi di eutanasia, ossia per un comportamento che intende abbreviare la vita, causando positivamente la morte, esprimendo piuttosto tale rifiuto un atteggiamento di scelta, da parte del malato, che la malattia segua il suo corso naturale”. Il secondo principio è una nuova interpretazione della relazione di cura tra medico e paziente. L’obiettivo è la salute della persona intesa come la intende l’OMS e cioè il miglior stato di benessere fisico psichico relazionale conseguibile da chi è curato. “Cura”, quindi intesa come farsi carico del malato in modo complessivo, e cioè considerando sempre che si cura la persona e non solo un corpo. Con il pieno rispetto di una persona e delle proprie idee, delle proprie relazioni affettive, della propria storia personale, della propria fede religiosa. Ed infine l’inserimento delle le DAT (Disposizioni anticipate di trattamento) con il nuovo strumento della pianificazione anticipata delle cure.Ho creduto in questa difficile e giusta battaglia fin dal 2008 quando sono entrata in Parlamento, l’ho fatto insieme a Livia Turco, ex ministro della Salute, che prima di me ha lottato in parlamento per i diritti e la dignità dei malati. Come vicepresidente della XII Commissione Affari sociali e Sanità voglio complimentarmi con la mia commissione per il grande ed attento lavoro svolto, in particolare con tutto il gruppo Pd. L’approvazione del testo in Aula è l’ennesimo grande risultato in materia sociale e di diritti conseguito in questa legislatura.

Lo afferma Daniela Sbrollini, deputata Pd e vicepresidente della commissione Affari sociali e Sanità della Camera.

21/04/2017 - 16:22

“I presidenti di una delegazione di eurodeputati della Commissione libertà civili, giustizia e affari interni del  Parlamento Europeo, Aguilar (S&D) e Cudricka (PPE),  al termine di un tour in Sicilia per fare il punto sulla gestione di migranti e richiedenti asilo si dono detti  ‘colpiti  dagli enormi sforzi che le autorità' italiane, e in particolar modo siciliane, la popolazione e tutti gli attori coinvolti nel circuito del soccorso e dell'accoglienza stanno mettendo in atto’ e hanno definito ‘un passo importante’ la  nostra nuova legislazione  sui minori non accompagnati. Siamo orgogliosi di questo riconoscimento e siamo anche pienamente consapevoli del grande lavoro che l’Italia sta svolgendo per affrontare la difficile problematica delle migrazioni.  E ci auguriamo che il richiamo dei rappresentanti Ue agli altri paesi europei ‘a una più forte risposta collettiva e a una migliore e più giusta ripartizione delle responsabilità in materia di immigrazione’, ciò che  l’Italia chiede a gran voce da tempo, non cada nel vuoto e abbia finalmente risposte concrete adeguate”.

Così Sandra Zampa, deputata Pd.

21/04/2017 - 16:20

“L’impegno del ministro Beatrice Lorenzin a seguire il tema del ddl sul fine vita e a rendere efficaci le Dichiarazioni anticipate di trattamento è molto positivo. Infatti, solo con l'appoggio del ministero sarà possibile realizzare un registro nazionale delle Dat che, anche se non indispensabile, è certamente utile per rendere le dichiarazioni anticipate note agli operatori sanitari. Ci auguriamo che il Senato possa iniziare in breve tempo l’esame del ddl approvato ieri alla Camera con una ampia maggioranza”.

Lo ha detto Donata Lenzi, capogruppo Pd in commissione Affari sociali della Camera e relatrice al ddl sul consenso informato e dichiarazioni anticipate di trattamento.

21/04/2017 - 12:25

"E' un risultato importante, un atto di civiltà nei confronti di chi soffre. E' una norma che non ha il carattere dell'obbligatorietà, ma è necessaria per garantire il diritto di autodeterminazione di ogni singola persona, pur nella consapevolezza che il rapporto di fiducia e l'alleanza che si crea tra paziente, medico e familiari, esiste naturalmente e sempre esisterà". Così l'on. Vittoria D'Incecco, componente della Commissione Affari Sociali, a proposito della proposta di legge sul testamento biologico approvata alla Camera.

"Si tratta - aggiunge - di un provvedimento atteso da anni e che ora dovrà passare al vaglio del Senato per l'approvazione definitiva. Rivolgo un pensiero affettuoso a Livia Turco, la vera madre di questa legge. Un grazie sentito al presidente Ettore Rosato, che ha voluto fortemente questo provvedimento, e alla capogruppo Donata Lenzi per la tenacia e la determinazione che ha dimostrato nel portare avanti le varie fasi di un iter lungo e faticoso. Un grazie anche a tutti i componenti della Commissione Affari Sociali che hanno sostenuto in questo percorso l'on. Lenzi. Sono soddisfatta del sostegno di tutti quelli del nostro gruppo e non, che, pur non convinti, sono riusciti a superare i propri timori e a contribuire all'approvazione di una legge giusta che tutela la dignità della persona".

21/04/2017 - 12:11

“Come al solito il M5s, pur di cavalcare polemiche fondate sul nulla, perde di vista la realtà dei fatti. Le norme inserite nel codice degli appalti, cancellate per un errore materiale, erano state volute proprio dal Governo Renzi e dal Pd. Inoltre, il puntuale intervento del presidente del consiglio Gentiloni ha definitivamente chiarito, appunto, che si tratta soltanto di un semplice errore a cui si rimedierà adeguatamente e in tempi rapidi. Se il M5s dedicasse solo la metà del tempo con cui si applica a denigrare gli avversari politici al grigiore della sua vita democratica interna, al fenomeno firme false, alla speculazione informativa sui vaccini o ai disastri delle sue amministrazioni comunali, sarebbe tanto di guadagnato per il Paese”.
Così il deputato Dem Federico Gelli.

21/04/2017 - 11:54

“E’ scorretto dal punto di vista istituzionale e del tutto strumentale l’utilizzo del parere del Consiglio di Stato per giustificare la cancellazione del  comma 2 dell'articolo 211 del codice degli appalti. Come chiunque può facilmente comprendere leggendo ciò che è effettivamente scritto in quel parere il n. 855 emanato nel 2016, le indicazioni che vengono proposte sono semmai una maggiore chiarezza e una più forte incisività di quelle norme in aderenza al principio di delega proposto dal Parlamento. In nessun modo quindi si parla di indebolire il ruolo dell’Anac. Per questi motivi non si può che restare sorpresi nel leggere come  autorevoli commentatori, oltre che rappresentanti di partiti, usino questo argomento che è in tutta evidenza infondato”.
Lo dichiara la deputata dem Raffaella Mariani, relatrice della riforma del codice appalti alla Camera.

21/04/2017 - 10:27

“E’ un balzo importante dell’industria italiana quello che ci segnala oggi l’Istat. Crescono: il fatturato, sia nel mercato interno che internazionale; gli incassi, in modo particolare quello dei cosiddetti ‘beni durevoli’; gli ordinativi, con una forte impennata addirittura a due cifre nella componente estera. Sono cifre che fanno ben sperare anche in tema di crescita del Pil per quanto concerne il 2017. Ci descrive un Sistema Italia che, grazie alle importanti riforme di questi anni, alle politiche di sostegno degli investimenti pubblici e privati, agli incentivi economici e le detrazioni fiscali previsti nelle Leggi di Bilancio per ricerca, brevetti, super ammortamenti e premi produttività, è in condizione per muoversi da protagonista in Europa e nel mondo”.

Così la Vicepresidente del Gruppo Pd alla Camera, Silvia Fregolent.

20/04/2017 - 20:20

“Ci sono voluti un anno di discussione in Parlamento e molti altri di confronto, anche aspro, nel Paese. Ma ora ci avviciniamo, finalmente, ad avere una legge definitiva sul ‘fine vita’ e questa è una buona notizia per tutti. Oggi l’Italia è un luogo un poco più laico e forse umanamente piú giusto”. Così Luigi Dallai, deputato del Partito democratico interviene sull’approvazione da parte della Camera dei Deputati della legge sul testamento biologico, che ora andrà al Senato prima del ritorno alla Camera per il via libera definitivo.

“Il ddl che abbiamo approvato – continua Dallai – è una buona sintesi tra il diritto all’autodeterminazione e quello alla salute. Il compromesso nella relazione tra il medico e il paziente è al rialzo, con maggiori garanzie per gli operatori sanitari e il rispetto del sacrosanto diritto di ogni cittadino di decidere sul trattamento sanitario, anche qualora si verificasse l’incapacità di intendere e di volere. Il consenso informato è il concetto chiave della legge intorno al quale convergono e trovano un punto di equilibrio alcuni principi costituzionali come quello del diritto alla vita, dell’autodeterminazione e della salute. Una buona legge, mite direi, che non apre né all’eutanasia né al suicidio assistito come temuto e talora propagandato da chi vi si è opposto. L’augurio è che sia un’altra pietra per costruire un’Italia più giusta e ancorata ai principi della laicità”.

20/04/2017 - 20:20

“Oggi, dopo una lunga e seria discussione, abbiamo approvato una legge di civiltà. Con il biotestamento si garantisce a ogni cittadino il diritto di poter  decidere, qualora si trovasse in condizioni di salute irreversibili, o improvvisamente, o in conseguenza di malattia, di rifiutare quelle prestazioni sanitarie non più utili a curare, ma solo a prolungare uno stato di agonia. Una decisione presa in fase di piena lucidità e possesso delle proprie facoltà, ma consegnata con strumenti ben definiti, al contesto di fiducia della persona stessa, i propri cari, i medici di fiducia.  Uno Stato civile e laico ha il dovere di lasciare alle persone, alle loro famiglie e ai medici che hanno seguito le malattie e le cure, l'ambito in cui poter esercitare il diritto di scegliere come affrontare le ultime fasi della vita”. Così Susanna Cenni, deputata del Pd, commenta il via libera della Camera al testo sul cosiddetto “biotestamento”. Il ddl ora andrà al Senato per poi tornare a Montecitorio per l’approvazione definitiva.

“Il testo sul ‘fine vita’ – continua Cenni – è una buona sintesi che punta a ottimizzare la relazione tra il medico e il paziente. L’obiettivo è quello di dare libertà ad ognuno nel rispetto di quel principio di ‘appropriatezza della cura’, maggiori garanzie al personale sanitario cercando, al contempo, di garantire quel diritto alla vita, all’autodeterminazione e alla salute che sono principi al centro della nostra Costituzione. Abbiamo trovato un giusto equilibrio in nome dell’idea laica dello Stato: la legge che compone un quadro capace di fermarsi sulla soglia delle scelte personali che riguardano il proprio corpo, la propria vita, la propria etica individuale. E' una legge di libertà e di buon senso, che non introduce, come qualcuno strumentalmente continua a dire, sbagliando,  l’eutanasia o la morte per sete e per fame. Non è così, anche se le vicende che abbiamo conosciuto in queste settimane e che hanno visto alcuni cittadini recarsi all'estero per concludere la propria agonia, ci consegnano riflessioni, almeno secondo il mio parere, importanti. Noi però oggi facciamo una scelta che non entra in quella  sfera e che non ha nulla di eutanasico. Con la norma sul fine vita, e sulla Dat l'Italia è un Paese più laico, più civile. Non resta che procedere alla sua approvazione in tempi certi anche al Senato”.   

20/04/2017 - 20:00

"La legge sul biotestamento, approvata oggi dall'aula della Camera, dopo una lunga e approfondita discussione, segna un passo importantissimo sul fronte dei diritti, sancendo il principio che ciascun individuo possa manifestare il proprio rifiuto a trattamenti sanitari non desiderati, anche necessari al sostegno vitale". Lo dichiara, in una nota, la deputata del Pd, Vanna Iori. "Ci sono situazioni dolorose nel misterioso confine tra la vita e la morte, come il decorso di una grave malattia che diventa irreversibile e tale da portare sicuramente alla morte, o situazioni cliniche irreversibili
in seguito a traumi o a eventi acuti: si può e si deve rispondere alle disposizioni del paziente che non vuole vivere come una costrizione
trattamenti sanitari che assumono la caratteristica di accanimento", prosegue Iori. "Fermo restando che non ci sono vite non degne di essere vissute, sospendere il trattamento non significa abbandono del malato ma prendersi cura di lui con un approccio terapeutico che possa
alleviare le sue sofferenze e consenta di accompgnarlo al morire prendendosi cura di lui e rispettando le sue volontà", prosegue la deputata del Pd. "Con questa legge si sancisce un non facile equilibrio tra diritto all'autodeterminazione e alla libertà di scelta consapevole in scelte eticamente delicate attinenti alla vita e alla coscienza della persona", aggiunge. "Confidiamo adesso in una rapida approvazione  al Senato", conclude Iori.

20/04/2017 - 19:49

"Condivido il messaggio del Presidente Mattarella sulle politiche previdenziali, la cui idoneità deve tenere conto di considerazioni demografiche, sociali ed economiche. Per questo ci stiamo battendo in due direzioni: per l'equità intergenerazionale, al fine di garantire ai giovani una dignitosa 'pensione di cittadinanza', per un cambio di passo, che consideri l'aspetto sociale della previdenza e non solo quello di essere un pozzo senza fondo dal quale attingere risorse per diminuire il debito pubblico".  Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera.

"Impressiona il documento che accompagna il DEF - prosegue -nel quale si chiarisce che le riforme realizzate dal 2004 ad oggi, produrranno fino al 2050 un risparmio di quasi 1.000 miliardi di euro. Un enorme trasferimento da Stato sociale a debito, mai avvenuto prima". 

"Dopo il rigore - spiega Damiano - è giunto il momento dell'equità sociale. Nell'immediato dobbiamo batterci per realizzare integralmente i contenuti previdenziali della passata legge di Bilancio, a partire dal decollo dal primo maggio dell'APE Social. I prossimi obiettivi dovranno essere il blocco o il rallentamento dell'aspettativa di vita e la pensione contributiva di garanzia per i giovani", conclude.