19/02/2018 - 11:57

"Sono sempre particolarmente felice quando incontro gli operatori del porto di cui la pesca è l'espressione autentica, perché mi consente di ricordare quanto abbiamo fatto nell'ultima legislatura per rilanciare il porto di Ancona che costituisce il cuore della città di Ancona e della Regione Marche". Così il deputato Pd Emanuele Lodolini ha commentato l'incontro con Federico Bigoni e Paolo Paroncini, della OP Pesce azzurro Ancona, Gabriele Falasconi, Cooperativa Pescatori, Simone Cecchettini Legacoop agroalimentare marche e Giuseppe Gasparroni che tra i pescatori è un'istituzione.

"La pesca è stata al centro del programma politico del Parlamento e del Governo in questi anni e lo sarà anche nella prossima Legislatura - ha aggiunto - ha ottenuto una nuova centralità essendo un settore capace di generare reddito e occupazione, di fornire al consumatore un prodotto di altissima qualità, indispensabile per una dieta sana ed equilibrata, ma anche per il ruolo di salvaguardia e di tutela dell'ambiente marino.

C'è ancora molto da fare ma la strada è quella giusta. All'importanza che ricopre la pesca  - ha concluso Lodolini - si lega il peso specifico a livello nazionale ottenuto per il Porto di Ancona, oggi Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Centrale, e per la Fincantieri e le altre aziende del comparto i cui lavoratori 5 anni fa temevano per il proprio posto di lavoro e chiedevano udienza al Cardinale Menichelli mentre oggi ad Ancona ci sono commesse per molti anni".

19/02/2018 - 09:51

La Capolista PD al Senato nella Circoscrizione Estero-Europa

“Faccio mie le richieste elencate dall’Inca Cgil in vista del voto alle prossime elezioni politiche. Sono istanze che condivido e che abbiamo già iniziato a mettere in atto con i nostri Governi PD. Mi riferisco in particolare alla richiesta di sostenere l’insegnamento dell’italiano all’estero: già in questi ultimi quattro anni abbiamo previsto l’assunzione di 50 nuovi insegnanti, il 10 per cento in più dell‘attuale corpo docente. Ma mi riferisco anche alle richieste per i pensionati all’estero, per i quali abbiamo previsto l’aumento della 14esima per gli assegni al di sotto dei 13mila euro. Abbiamo riconosciuto i contributi pensionistici versati in Italia, abolito IMU e TASI sulla prima casa e ridotta di due terzi la TARI, la tassa sui rifiuti”.

“Altrettanto condivisibile è la richiesta di rafforzare la rete consolare. Un percorso che il PD al Governo ha già intrapreso, fermando le chiusure e prevedendo nuove assunzioni, per velocizzare le pratiche amministrative degli italiani all’estero. Particolarmente valida è la proposta di creare centri di orientamento per favorire l’integrazione dei nuovi emigrati italiani nei Paesi di destinazione. Anche queste misure sulle quali la rete diplomatico consolare sta già lavorando, ad esempio a Londra, dove si trovano tanti giovani connazionali”.

“Sarò ben lieta di farmi portavoce di queste istanze nel corso della prossima Legislatura, là dove venissi eletta, per sensibilizzare il nuovo Governo in merito alla realizzazione di centri informativi specifici. Un progetto realizzabile solamente con quella forza che fino ad oggi ha dimostrato attenzione verso gli italiani nel mondo, ossia il PD”.

È quanto dichiara Laura Garavini, Capolista PD al Senato nella Circoscrizione Estero-Europa, rispondendo all’appello pubblico rivolto dalla Cgil ai candidati all’estero.

 

17/02/2018 - 19:28

"La spregiudicata mancanza di senso di responsabilità e la totale ignoranza di Salvini in tema di vaccini hanno davvero dell'incredibile. Il leader della Lega oggi ha parlato di 12 vaccini obbligatori. Forse nessuno lo ha ancora informato del fatto che sono in realtà solo 10 quelli obbligatori. Inoltre, a differenza di quanto continua pervicacemente a sostenere, non vengono somministrati tutti in un'unica soluzione, ma a distanza di mesi seguendo un preciso calendario vaccinale redatto da società scientifiche specializzate su questo tema. Il punto non è solo quello di lasciare alle mamme ed ai papà il loro mestiere di genitori, ma anche quello di lasciare ai medici il loro mestiere ed evitare di continuare a diffondere sciocchezze prive di qualsiasi validità scientifica su un argomento così importante per la tutela della salute collettiva. Insomma Salvini, ancora una volta, ha perso l'occasione per tacere o, quantomeno, per informarsi prima di aprire bocca".
Cosi' il deputato Dem Federico Gelli, responsabile sanità del PD.

17/02/2018 - 19:20

L’intervento della capolista del Pd alla Camera a Bisignano sulla misura di contrasto alla povertà e la battaglia che l’ha vista in prima linea fino all’approvazione

«Il REI, reddito di inclusione è la realizzazione più importante dei governi PD». E' quanto ha detto oggi la capolista del PD alla Camera Enza Bruno Bossio nel suo intervento in una manifestazione elettorale a Bisignano.

«Con il REI, infatti, è stata finalmente superata la tradizionale visione caritatevole ed assistenziale della povertà e si è entrati nella dimensione europea del riconoscimento del diritto all'esistenza come diritto universale e distinto dal diritto al lavoro».

«Si è trattata di una vera e propria rivoluzione copernicana: si pensi che, ancora nel 2014, solo l'Italia e la Grecia erano sprovvisti di una misura del genere. E, lasciatemelo dire con una punta di orgoglio, c'è molta Calabria in questa misura».

«Quando, nel 2010, io e alcuni amici e compagni decidemmo di parlare di reddito minimo e di raccogliere le firme per una proposta di legge regionale di iniziativa popolare in Calabria, eravamo davvero in pochi e visti anche con una certa sufficienza. Eppure riuscimmo a costruire un vero e proprio movimento, costituendo comitati in diversi comuni per raccogliere le firme che, alla fine, furono più di 10.000. Diverse furono anche le deliberazioni di comuni calabresi (ricordo qui Acri, Belvedere, Verbicaro, San Giovanni in Fiore) a sostegno della nostra proposta. Certo, non ci illudevamo che la Regione Calabria, da sola, potesse far fronte con proprie risorse ad una misura del genere né che l'allora giunta Scopelliti potesse avere qualche sensibilità in questo senso, ma ci interessava soprattutto costruire le basi di una legge nazionale».

«Quando nel 2013 sono diventata parlamentare il mio assillo è stato proprio quello di giungere ad una misura universale di sostegno al reddito per far uscire dalla povertà coloro che vi erano stati sospinti dalla crisi degli ultimi anni».

«Possiamo dire che ci siamo riusciti. Il REI è realtà: oggi aperto alle famiglie con minori, da giugno anche ai singoli individui. Certo, la copertura finanziaria è ancora insufficiente, ma già nei prossimi anni il governo ha programmato di portarla, a regime, dai 2 miliardi attuali (che sono comunque molto di più dei 500 milioni del 2014) a 7 miliardi, che è proprio la cifra che in un convegno PD a Cosenza nel 2015 indicammo come la somma necessaria per garantire la copertura sia della fascia della povertà assoluta sia di quella della povertà relativa».

«Perché noi del PD facciamo quello che diciamo! Noi non siamo come i 5 stelle che parlano di reddito di cittadinanza, cioè una misura da riconoscere a tutti indipendentemente dal reddito per la quale sarebbero necessarie risorse pari a 10 leggi di stabilità messe insieme! Perché è più facile promettere a tutti un reddito che non si potrà mai dare che cominciare a darlo concretamente a chi ne ha più bisogno».

 

17/02/2018 - 19:00

" Adesso tutti vogliono abolire la legge Fornero, anche il centrodestra di Berlusconi e Salvini che ha introdotto il meccanismo 'infernale' dell'innalzamento dell'età pensionabile (collegato all'aspettativa di vita) e il cumulo oneroso che costringeva a versare due volte i contributi pensionistici per avere un'unica pensione. Noi abbiamo nuovamente reso gratuito il cumulo e bloccato l'innalzamento dell'età della pensione a chi svolge lavori usuranti e pesanti". Lo dichiara Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro alla Camera e candidato PD  al collegio uninominale Umbria 3.

" Le nostre proposte - prosegue - tengono conto del fatto che la legge Fornero è già stata profondamente modificata con le 8 salvaguardie degli esodati,  con l'APE sociale e con l'abolizione delle penalizzazioni per chi va in pensione prima dei 62 anni. Da lì ripartiamo per continuare nelle modifiche a una legge del Governo Monti profondamente ingiusta nei confronti dei lavoratori. I nostri obiettivi sono semplici: rendere strutturale l'APE sociale (che scade alla fine di quest'anno), realizzare la nona e conclusiva salvaguardia degli esodati, proseguire la sperimentazione di Opzione Donna e consentire l'accesso alla pensione con 41 anni di contributi, indipendentemente dall'età pensionabile".
"Una parte delle risorse per realizzare questi obiettivi la possiamo già ricavare dai risparmi delle precedenti operazioni che hanno riguardato gli esodati e Opzione Donna: si tratta, a nostro avviso, di circa 2 miliardi di euro ai quali aggiungere nuove risorse per migliorare il sistema pensionistico e consentire, per sempre, la possibilità di andare in pensione a partire dai 63 anni per chi svolge i lavori gravosi",conclude.

17/02/2018 - 12:00

"Salvini ha detto che in caso di vittoria non terrà in considerazione le normative europee che, a suo dire, non servono all'Italia. Inutile dire che sono parole deliranti. Spieghi ai suoi elettori che non applicare le normative comunitarie in vigore, che noi stessi abbiamo sottoscritto, sarebbe impraticabile se non a costo di portare il Paese alla bancarotta. Non abbiamo ancora finito di pagare il conto della follia leghista sulle quote latte ed ecco che il leader del Caroccio tira fuori dal cilindro una soluzione degna di un ciarlatano. Si prenda le sue responsabilità: se crede in quello che dice mi auguro sia anche disposto anche a pagare di tasca propria le multe che ci pioverebbero addosso. Troppo facile fare campagna elettorale con il portafoglio degli altri". Lo scrive, su Facebook, il presidente della Commissione per le Politiche Ue della Camera Michele Bordo candidato Pd nel collegio Manfredonia-Cerignola. 

17/02/2018 - 10:00

La Capolista PD al Senato nella Circoscrizione Estero-Europa

“L’antifascismo è uno dei valori fondanti della nostra Repubblica. Così come l’antirazzismo e la pace tra i popoli. La nostra stessa Carta Costituzionale richiama questi principi. Oggi, a settanta anni dalla sua entrata in vigore, ci troviamo di nuovo a dover riaffermare il valore di queste nostre idee di uguaglianza e democrazia”.

“Idee che pensavamo potessimo dare ormai per acquisite e scontate. Ma che vengono messe in pericolo dal diffondersi nella società di atteggiamenti facinorosi, neofascisti e antidemocratici. Oggi il PD sarà in piazza a Roma proprio per riaffermare che l’Italia è antifascista e democratica. E che è proprio la democrazia il migliore anticorpo contro l’odio e l’intolleranza”.

È quanto dichiara Laura Garavini, Capolista PD al Senato nella Circoscrizione Estero-Europa, in merito alla manifestazione antifascista organizzata dal Partito Democratico a Roma, in piazza del Popolo.

16/02/2018 - 19:30

“Creare un team di lavoro per portare a Roma le istanze dell’Alto Adriatico”. E’ la proposta lanciata da Sara Moretto, candidata del Partito democratico in Veneto, nel corso dell’incontro informale che si è svolto questa mattina, alla trattoria Pra Grande di Fossalta di Portogruaro (Ve) e al quale hanno preso parte il presidente del gruppo Pd alla Camera Ettore Rosato, Andrea Ferrazzi, candidato al Senato, sindaci veneti e friulani e diversi imprenditori del territorio. Al centro dell’incontro il tema della terza corsia dell’A4 con la realizzazione del casello di Alvisopoli/Bibione, la sburocratizzazione e il sostegno alla piccola e media impresa, la promozione del turismo e l’erosione costiera. 

“Il Veneto Orientale – ha sottolineato Moretto – è un polo di attrazione turistico-balneare tra i più importanti a livello nazionale. Il turismo è dunque un settore irrinunciabile per l’economia del territorio. Ho voluto questo incontro per rilanciare il tema del nuovo casello dell’A4 la cui realizzazione, grazie alle nuove norme che consentono alle Regione Veneto e alla Regione Friuli Venezia Giulia di creare una Newco, può essere riprogrammata e anticipata. Ho proposto anche la creazione di una squadra di lavoro che porti nelle Commissioni parlamentari delle proposte e delle istanze utili a valorizzare e tutelare l’Alto Adriatico”.

“Ho garantito, se eletta, il mio impegno a fianco di chi ha a cuore lo sviluppo del territorio”,  ha concluso.

16/02/2018 - 18:28

Il primo è stato l’ex ammiraglio Rinaldo Veri. Luigi Di Maio lo aveva presentato tra i candidati “super competenti”, ma è stato declassato in poche ore a causa del suo passato impegno politico. Poi è stato il momento di Emanuele Dessì, candidato nel Lazio e amico del potente clan Spada. Quindi è stata la volta dei candidati massoni, che ora Di Maio vuole denunciare per danno d’immagine, e di quelli che falsificavano i bonifici.

Tra rinunce (impossibili a liste già depositate), scomuniche ed auto-sospensioni, è veramente complicato capire da chi intende farsi rappresentare in Parlamento il Movimento 5 Stelle. Perché sulla scheda troveremo questi nomi, non altri.
Lo sanno dunque i cittadini che mettendo la X sul simbolo del Movimento 5 Stelle a Lucca eleggono Pietro Landi iscritto al Grande Oriente d'Italia o che in Puglia porterebbero in Senato Maurizio Buccarella uno dei furbetti della "rimborsopoli" scoperta dalle Iene?
Insomma, ad un mese dalle parlamentarie, la “selezione ferrea” annunciata da Di Maio fa acqua da tutte le parti. D’altronde, questo è il risultato della delega ad un algoritmo o a qualche clic per la scelta di una classe dirigente.

16/02/2018 - 18:21

Per voi sicurezza è spot elettorale

"Giulia Bongiorno è  avvocato nota. Quando però guidò la Commissione Giustizia della Camera assecondò molto della linea del centro-destra berlusconiano. Erano gli anni delle leggi fatte per ridurre la prescrizione sui reati di corruzione, per colpire l’indipendenza della magistratura. Erano gli anni in cui si provò persino a ridurre la possibilità di usare lo strumento delle intercettazioni per indagini su reati delicatissimi e gravissimi. Per questooggi attacca il Ministro Orlando. Perché con i Governi Renzi e Gentiloni e Orlando Guardasigilli si sono fatte riforme serie, non contro o a favore di qualcuno. Si sono abbattuti enormi carichi di pregresso nel civile e nel penale. Si sono fatte norme efficaci contro la corruzione, che evidentemente non piacciono alla destra. Si è  lavorato per carceri dove la pena sia certa, ma dove chi esce alla fine della pena sia recuperato e non torni a fare il delinquente. Ma per la Lega e i suoi candidati la sicurezza è solo uno spot elettorale".  Così Walter Verini, capogruppo Pd in Commissione Giustizia della Camera.

16/02/2018 - 18:20

“Forse la Bongiorno rimpiange le leggi ad personam?”. Lo dichiara Anna Rossomando deputata del Partito democratico e componente in Commissione Giustizia alla Camera, in risposta alle parole di Giulia Bongiorno a proposito dell’operato del ministro Orlando.

“Ci aspetteremmo – continua - qualche proposta in più da parte di chi è stata nella maggioranza che tra l'altro si è distinta per prescrizione breve, leggi ad personam e goffi interventi in tema di intercettazioni volti a indebolire lo strumento di indagine piuttosto che a garantire i cittadini da pubblicazioni non inerenti ai fatti reato. Tante le cose fatte in questa legislatura con l'impegno del Pd in Parlamento e del Governo con il ministro della Giustizia Andrea Orlando. Giusto per citarne alcune: introduzione di strumenti per tutelare meglio le vittime dei reati, sia con misure di protezione fin dall'inizio delle indagini sia con l'incremento dei fondi a favore delle vittime dei reati violenti, approvazione di misure per ridurre i tempi del processo, eliminazione di quegli automatismi nell'espiazione della pena, che il centrodestra aveva messo e che non favorivano in alcun modo quel percorso di recupero fondamentale per evitare la reiterazione dei reati”.

“Giusto per parlare di qualcosa che ha che vedere con la sicurezza e i diritti dei cittadini”, conclude.

16/02/2018 - 18:19

La capolista del Pd alla Camera dei deputati ha sottoscritto il manifesto politico della Coldiretti

«Sul manifesto politico della Coldiretti c’è anche la mia firma». L’on. Enza Bruno Bossio ha firmato questa mattina in occasione di un incontro svoltosi a Cosenza. «Cinque proposte a costo zero che saranno attuate durante i primi cento giorni di governo del Partito Democratico. Un patto su tematiche decisive e imprescindibili per lo sviluppo del Paese e che riguardano direttamente anche la nostra regione. Quando si parla di agroalimentare, infatti, si parla soprattutto di Calabria, un settore che il governo regionale, guidato da Mario Oliverio, ha già assunto come strategico e prioritario nella sua azione amministrativa. Salvaguardiamo i prodotti della nostra terra dalle imitazioni attraverso l’etichettatura obbligatoria. Liberiamo dalla burocrazia opprimente quelle imprese agricole che hanno bisogno di processi di semplificazione per continuare ad essere competitive sul mercato nazionale ed internazionale. L’appello della Coldiretti non può e non deve restare inascoltato».

15/02/2018 - 17:18

“A sostenere che l’attività di baby sitting di Roberta Lombardi sia avvenuta a carico dei contribuenti,  non c’è più solo Virginia Raggi ma la stessa candidata del Movimento 5 stelle alla Regione Lazio”. Lo dichiara Lorenza Bonaccorsi, deputata del Partito democratico.

“A fare luce sulla vicenda – spiega - è una dichiarazione che sta girando sui social e che è stata rilasciata tempo fa ai giornali. Secondo un articolo del Messaggero, la Lombardi ha dichiarato: ‘Ognuna di noi mamme si è organizzata come può: io ad esempio ho assunto un’assistente personale attivista che mi cura l’agenda, le mail, risponde alle telefonate, mi prepara i fascicoli del dossier e quando scappo in Aula per votare o quando sono in riunione mi cura la bimba”. Insomma, baby sitter a carico dei rimborsi della Camera dei deputati. Forse da queste parole si può comprendere perché la Lombardi sia tra i deputati M5s che spendono di più per i rimborsi dei collaboratori, una media di 6mila euro al mese con il picco record toccato lo scorso novembre di 7.300 euro in un solo mese”.

“Questo intendono per dimezzamento dello stipendio i Cinquestelle? Più che dimezzamento, sembra proprio un azzeramento… ma dei costi della baby sitter”, conclude.

15/02/2018 - 17:15

La capolista al Senato nella Circoscrizione Estero-Europa in occasione della premiazione ‘Italiano dell’anno’ del Comites di Berlino

“Il ruolo della donna è da sempre centrale nella società. E lo diventa ancora di più nell’emigrazione. Lo dimostrano le innumerevoli attività positive organizzate sul territorio dalle resti associative femminili all’estero. Ne è un esempio virtuoso ‘Rete Donne italiane in Germania’, il network delle donne italiane in Germania che ho contribuito a fondare. Alla sua presidente Lisa Mazzi vanno il mio plauso e i miei migliori auguri per il lavoro svolto in questi anni”. 

Lo ha dichiarato Laura Garavini, capolista PD al SENATO nella circoscrizione Estero - Europa, in occasione della cerimonia di consegna del Premio Comites "L'italiano dell'anno" a Lisa Mazzi e al giornalista Andrea D’Addio, ieri sera presso l’Ambasciata di Berlino.

“Sono felice che un organismo di rappresentanza istituzionale come il Comites abbia scelto di premiare una figura da sempre impegnata nella valorizzazione dell’emigrazione femminile. Sono convinta che le reti di donne all’estero vadano sostenute. Tanto che rappresenta uno dei punti del mio programma”. 

“Il Partito Democratico è l’unica forza politica che a cuore i diritti. Tutti. A  cominciare dalla parità di genere. Non è un caso se siamo l’unico partito ad avere, con la mia candidatura, una Capolista donna al Senato in Europa. Una sfida che nessuna delle altre liste ha dimostrato di voler sostenere. Nemmeno quelle che si dicono più progressiste”. “In questi anni di Governo, il PD ha accelerato il processo dei diritti civili. Proiettando l’Italia incredibilmente in avanti, rispetto al Paese che avevamo trovato dopo gli anni di destra. Anni nei quali erano state perfino reintrodotte le dimissioni in bianco. Un’ingiustizia che il PD ha cancellato non appena a arrivato al Governo. Ora sosteniamo di nuovo il Partito Democratico. Affinché si possa proseguire la stagione di riforme che non ha lasciato indietro nessuno. A partire dalle donne”.

15/02/2018 - 15:41

“Serve unità di missione che coordini green economy”

“Votare Pd significa avere un'Italia protagonista nel recepimento dei concetti dell'economia circolare, che abbiamo contribuito a costruire a livello europeo”. Lo ha detto Enrico Borghi, capogruppo Pd commissione Ambiente della Camera e candidato Pd nel collegio plurinominale della Camera dell'Alto Piemonte, al forum organizzato a Roma da Legambiente sulle sfide ambientaliste per la nuova legislatura.

“Il voto del 4 marzo  - ha proseguito Borghi - sarà decisivo per molti aspetti, tra cui il tema ambientale. Abbiamo sul campo due modelli di dimensione internazionale, che hanno implicazioni sul piano delle politiche ambientali.  L'Italia deve essere protagonista in UE, contribuire alla sua emancipazione dalla dimensione tecnocratica per tornare alla dimensione comunitaria e popolare, e stare nella locomotiva di testa con la Francia di Macron e la Germania della "grosse koalition" che fanno del riorientamento delle filiere produttive in un'ottica ambientale e della creazione del valore economico della sostenibilità la loro azione. Dall'altra parte ci sono, gli emuli del Patto di Visegrad, che ci vogliono far dipendere in tutto dalle fonti fossili straniere e rilanciano il condono edilizio. Nella legislatura che si chiude, con il concorso di molti e l'azione determinante del Pd, abbiamo messo importanti fondamenta, con leggi attese da decenni: gli ecoreati, la riforma delle agenzie ambientali, i piccoli comuni, il codice forestale, lo spreco di cibo, il collegato ambientale, solo per citarne alcuni. La prossima legislatura dovrà essere quella della strategia italiana al cambiamento climatico e dell'economia circolare. Magari immaginando, se non proprio la creazione di un Ministero della Green Economy in cui far confluire gli attuali ministeri dell'ambiente e dello sviluppo economico e parti del Mef, almeno una struttura di coordinamento, una unità di missione che da Palazzo Chigi coordini il tema in maniera univoca".

"Questa campagna elettorale -ha concluso Borghi- si sta giocando su alcune questioni puntuali, tipo quella fiscale, col rischio di ridurre tutto a chi la spara più grossa. Serve una visione d’ insieme, un progetto politico di lunga lena: il passaggio all'economia circolare è una di queste chiavi, e su questo ha senso ragionare di diminuzione della pressione fiscale in maniera selettiva e chirurgica, non con la logica della mannaia che rischia solo di fare danni".

 

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